HITLER ERA UN UOMO SEMPLICE. INTERVISTA A DAVID IRVING A EL MUNDO

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FONTE: DELANDANET (BLOG)

Ieri sabato 5 settembre il giornale spagnolo “El Mundo” ha pubblicato un’intervista a David Irving, lo storico britannico al centro di numerose polemiche negli ultimi anni. Già prima della pubblicazione dell’intervista si sono levate diverse proteste (cfr. questo articolo , questo ) anche se El Mundo ha pubblicato l’intervista comunque. Curiose le proteste dell’ambasciatore israeliano in Spagna , che secondo questo blog è arrivato anche a chiedere specificatamente di non pubblicare del tutto l’intervista. La polemica, anche in Israele, continua.

L’intervista fino a questo momento non si trova online (how quaint) se non scannerizzata sul sito dello stesso Irving.
La traduco qui in italiano perchè sono perfettamente d’accordo con i redattori de El Mundo nella legittimità di dare spazio anche ad opinioni provocatorie (non direi estreme, almeno questa volta) come quelle dello storico inglese.Ho tradotto l’intervista e un trafiletto credo riassuntivo di quanto tagliato dal giornale spagnolo o appartenente ad altre dichiarazioni di Irving. Nelle due pagine del quotidiano spagnolo c’è anche un breve cappellotto biografico e due paragrafi con alcuni riferimenti alla stampa internazionale sul caso, e le proteste di altri due storici inglesi Ian Kershaw, e R. Evans, che si sono risentiti per essere stati intervistati nella stessa serie di articoli in cui è apparso Irving.

“Hitler era un uomo semplice che veniva ingannato dai suoi subordinati”

La prima cosa che sorprende di David Irving è che guida troppo velocemente. Come se fosse inseguito da qualcuno. Sorprende meno che abbia la casa piena di cartelle e di microfilm. In fondo è uno storico. O perlomeno questo è quello che dice. La conversazione ha luogo nel suo giardino, marcata dal rumore degli aeroplani di Heathrow. La ragazza che ce lo prepara si chiama Gabriela. Irving preferisce chiamarla Miss Perù.

D – Se non fosse esistito Hitler si sarebbe scatenata la II Guerra Mondiale?
R – Certamente. Negli anni ’30 la guerra era inevitabile, ma non per i nazisti, perchè in Europa c’erano confini assurdi. Churchill si interessò ai nazisti nel 1936. E lo fece perchè quell’anno lo fecero nominare gli ebrei di Londra.
D – Com’è possibile che lei sia l’unico storico che lo sostiene?
R – Perchè dirlo non è politicamente corretto. Lo dice solo Mel Gibson.
D – Non divaghi. Le ho chiesto della II Guerra Mondiale. Sarebbe stata possibile senza Hitler ?
R – Sì. Anche se Hitler voleva una piccola guerra. Assorbire l’Austria e i Sudeti e sfidare la Polonia prendendo Danzica. E, subito, si rese conto che la guerra non sarebbe stata breve.
D – Una volta lei ha detto che Churchill è stato tanto malvagio quanto Hitler.
R – Quello che ho detto è che Hitler, Churchill, Stalin, Roosevelt e Truman stanno bruciando nello stesso inferno.
D – Ovvero che secondo lei sono stati tutti ugualmente malvagi.
R – Certamente. Tutti non avevano il minimo rispetto per la vita umana. Il vero crimine della II GM non fu il genocidio, ma quello che io chiamo l’innocenticidio. L’assassinio degli ebrei non è un crimine perchè erano ebrei ma perchè erano ebrei innocenti. Ma gli ebrei non vogliono sentire questo perchè fa sì che l’Olocausto smetta di essere qualcosa di speciale.
D – Vuole dire che c’erano ebrei che non erano innocenti ?
R – Quello che voglio dire è che il loro assassinio fu un crimine perchè erano innocenti.
Sta dicendo che tutti gli ebrei erano innocenti ? Perchè in ogni segmento di popolazione ci sono elementi propensi alla criminalità e gli ebrei non fanno eccezione.
D – Dunque mette Churchill e Hitler sullo stesso piano.
R – Ho visto le carte di Churchill e ricordo quello che disse nella primavera del 1944 agli ufficiali che stavano pianificando l’invasione della Francia. I generali gli dissero che molta gente sarebbe morta ed egli rispose: “Quanti?”. Gli dissero “Circa 10000”. E Churchill disse: “Va bene. E’ il prezzo da pagare”. Per Churchill la vita umana era irrilevante. Pensi alla brutalità calcolata del bombardamento di Dresda.
D – E Hitler ? Non fu molto più sanguinario ?
R – La domanda chiave è quanto sapeva Hitler di quello che facevano Himmler e le SS. E la risposta è che Himmler stava molto attento nell’evitare di dirgli alcunchè. In una occasione nell’agosto del 1942 il capo di gabinetto di Himmler, Karl Wolff, lo trovo un po’ depresso e gli disse: “Che ti succede ?”. Rispose: “Sto facendo qualcosa che il Messia dei prossimi 2000 anni non saprà mai.” Si riferiva a Hitler.
D – Ma perchè Himmler avrebbe nascosto a Hitler l’Olocausto se entrambi condividevano l’obbiettivo di sterminare gli ebrei ?
R – Questa è una menzogna della propaganda. Nei discorsi di Hitler c’è solo una frase antisemita. Qualcosa come “se inizia la guerra, voglio che siano gli ebrei quelli che soffrono”. Ma è una frase stereotipata.
D – Sta dicendo che Hitler era l’unico elemento innocente nei circoli del potere nazista.
R – Hitler era il capo dello Stato, e pertanto era il responsabile di quello che accadeva.
Ma si può essere i responsabili e allo stesso tempo ignoranti. E Hitler era un uomo semplice che i suoi subordinati ingannavano costantemente.
D – Ma lei accetta che i nazisti volevano sterminare gli ebrei.
R – Goebbels e Himmler, sì- Ma sarebbe interessante sapere perchè né il Regno Unito né la Svezia volevano farsi carico degli ebrei di Europa. E perchè quando la Germania chiese agli ungheresi, ai romeni e agli slovacchi se volevano prendersi carico dei loro ebrei, tutti dissero di sì. Anche se suppongo che il semplice fatto di fare questa domanda mi converte in un antisemita.
D – E lei lo è ?
R – Provo a non esserlo.
D – Ma lo è o non lo è ?
R – Provo a non esserlo, ma mi creda, non è per niente facile.
D – Insomma, la sua tesi è che Hitler era circondato da personaggi malvagi, ma era una brava persona.
R – Lo stesso Hitler dice negli ultimi giorni che il nazionalsocialismo era buono, ma che si fidò delle persone sbagliate.
D – Ed è quello che pensa lei ?
R – Non mi interesso di politica. Il nazionalsocialimo funzionò bene in Germania, ma non sono sicuro che funzionerebbe in altri paesi.
D – Hitler fu un capro espiatorio per i tedeschi ?
R – A molti risultò molto utile perchè era morto.
D – Come spiega che nessun storico, a parte lei, sostiene che ad Auschwitz non si svolse l’Olocausto ?
R – Perchè si copiano l’uno con l’altro. Saltar giù dal carro significherebbe per loro carcere, punizioni e povertà. Come per me.
D – Lei è un nazista ?
R – Lo dicono, ma non è vero. L’unica cosa che mi importa è che tra mille anni la gente non comprerà i libri di Kershaw e Roberts, ma i miei. Perchè io scrivo vera storia.
D – Non sarebbe meno pretenzioso dire che quello che scrive lei è solo una versione dei fatti ?
R – Raccomando sempre ai miei lettori di leggere altri autori. Sono una persona molto liberale.
D – Hitler fu un governante eletto democraticamente o un tiranno ?
R – Arriva un momento in cui nemmeno un tiranno può governare senza il rispetto della popolazione. Hitler mantenne questo rispetto fino alla fine. In parte grazie alla propaganda di Goebbels.
D – E Churchill ? Era un tiranno ?
R – Fu un politico corrotto. Fece quello che gli ebrei gli dicevano di fare, e rimpiazzò Chamberlain, che era un uomo di pace. Inoltre spinse la Gran Bretagna alla guerra e distrusse l’Impero Britannico. Churchill era in mano agli ebrei, se si fosse arreso sarebbe passato alla storia come un fallito. La guerra per Churchill fu un fatto personale.
D – Dunque, secondo lei, Churchill avrebbe dovuto trattare con Hitler ?
R – Certamente. Fummo sul punto di finire la guerra nel 1940, e così probabilmente non ci sarebbe stato l’Olocausto. Perchè è possibile fare cose simili solo dietro le cortine fumogene di una guerra.
D – Crede che il numero di sei milioni di ebrei sterminati sia gonfiato ?
R – Non mi interessano le cifre. Non conto cadaveri. E nemmeno l’Olocausto mi interessa granchè. Mi interessa Himmler. Un uomo che morì a 44 anni, costruì un enorme impero industriale, fondò le SS dal nulla e causò l’Olocausto. Un grande successo per un uomo di 44 anni.
D – Sarà d’accordo con me che i responsabili dell’Olocausto non furono gli ebrei, ma i loro assassini.
R – Il problema è che non si può neanche chiedere in pubblico se gli ebrei furono gli architetti della loro rovina, perchè per questo c’è il carcere. Per questo nessuno lo chiede e nessuno risponde e finirà come negli anni ’30. Questo è quello che voglio evitare. Sono una persona umanitaria.
D – Continua a credere che l’Olocausto è solo una nota a piè pagina nei libri di storia.
R – Fino agli anni 70 non era che un granello di polvere all’orizzonte. La prova è che non compare nelle biografie dei grandi personaggi della II GM. Ma a partire da allora divenne di moda. Gli ebrei l’hanno trasformato in un marchio commerciale e lo hanno fatto seguendo una tecnica dello stesso Goebbels. Hanno trovato uno slogan e lo hanno ripetuto fino alla nausea.
D – Secondo lei dunque l’Olocausto non è che uno slogan.
R – Uno slogan sì. Un prodotto. Come i Kleenex o le stampanti Xerox. Ne hanno fatto un fenomeno commerciale e ci hanno fatto i soldi. Fino ad allora era un fenomeno disconnesso che comprendeva camere a gas, fucilazioni, deportazioni, schiavitù. Era un fenomeno terribile, ma non commerciale. Ora lo hanno trasformato in qualcosa su cui fare dei film, e sono riusciti a guadagnarci milioni e milioni.
D – La hanno accusato di voler assolvere Hitler.
R – Elimino dalla Storia quello che non è certo.
D – Ma lei è solito dire che si identifica con lui. Si considera un ammiratore di Hitler ?
R – Lo ammiro perchè perseverò. Nello stesso senso in cui ammiro Hilary Clinton per la sua perseverazione nell’inseguire la presidenza. Hitler aveva contro gli eserciti più potenti del mondo e ciononostante decise di perseverare fino all’ultimo. E se la guerra fosse durata un anno di più, non avrebbe vinto, ma nemmeno avrebbe perso. Nel 1945 i britannici e gli americani erano stufi della guerra e non volevano continuare per molto tempo ancora.
D – Il nazismo fu un passo indietro per la civiltà ?
R – Per certi aspetti sì. Per esempio nessuno controllava la polizia. Ma chissà, forse un regime simile ha bisogno della polizia per portare a termine i suoi esperimenti sociali.
D – Quali ?
R – Quelli realativi al welfare state.
D – Crede davvero che tra mille anni il giudizio su Hitler migliorerà ?
R – Certamente. Avrà piazze col suo nome in Germania. E forse anche fuori dalla Germania.
“Auschwitz fu un campo di prigionia con una alta mortalità”
Le controverse opinioni di David Irving seminano anche dei dubbi sulla magnitudine dell’Olocausto. Il britannico arriva ad affermare che “Auschwitz non fu costruita per uccidere esseri umani” ma “era piuttosto un campo di prigionia con una alta mortalità.”
Anche se la maggioranza degli gli storici concorda nell’indicare questo centro come il simbolo dell’orrore nazista Irving crede che il “vero Olocausto si svolse a Treblinka, Belzec, Majdanek e Sobibor”. Secondo Irving i prigionieri di Auschwitz morivano di “tifo e altre epidemie”. E anche se riconosce l’esistenza delle camere a gas, puntualizza che “si trovavano in due recinti molto piccoli fuori dai confini [del campo]. Niente a che fare con quello si vede nei film”.

Fonte: http://delendanet.blogspot.com
Link: http://delendanet.blogspot.com/2009/09/era-un-uomo-semplice-intervista-david.html
6.09.2009

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