Guido Carlucci: Il Codice da Vinci l’invisibile

Un libro che racconta Leonardo passando dai Cavalieri Templari a Francesco d’Assisi

Di Giacomo Ferri per ComeDonChisciotte.org

Guido Carlucci, che ha scritto il libro “Il Codice da Vinci – l’invisibile” nel 2019, è uno storico dell’arte e, da anni, studioso di Leonardo da Vinci, nonché, templarista, proprio per i suoi studi legati ai Cavalieri Templari, studi che lo hanno portato a fondare, nel 2020, l’associazione “Il Cammino dei Templari”.

Tutto è iniziato con Leonardo da Vinci – racconta Carlucci – le mie ricerche accurate nelle opere del genio toscano, pittore, architetto, inventore e tanto altro, ignorando il Leonardo nascosto, invisibile, colui che scriveva speculare, da destra verso sinistra, per proteggere i propri progetti e di cui oggi emergono immagini nascoste e messaggi subliminali dalle sue opere”.

Particolare della Gioconda (rovesciata a 180°) in cui si scorge un nudo maschile di profilo, presumibilmente l’allievo e amante Gian Giacomo Caprotti detto Salai o Salaino (Immagine tratta dal libro “Il Codice da Vinci l’invisibile”)

Un libro, frutto di anni di costante ricerca e analisi delle opere del da Vinci, come la famosa Monna Lisa, l’Uomo Vitruviano ed altri disegni di Leonardo, nel quale Guido Carlucci ha trasposto i segreti da lui scoperti: immagini nelle immagini, lettere, numeri e messaggi, che il Genio ha occultato nelle proprie opere e che hanno portato lo stesso ricercatore ad elaborare quella che lui ha chiamato “la profezia di Leonardo”.

Prossimamente (*), con l’occasione delle nuove scoperte e della lavorazione ad un nuovo libro, Guido Carlucci rilancerà il proprio libro con una conferenza e lo farà ripartendo proprio dalla città fulcro della vita di Leonardo da Vinci (non solo dal punto di vista artistico), ovvero Firenze, più precisamente presso la Libreria Salvemini, da anni luogo di aggregazione di liberi pensatori e liberi ricercatori. L’incontro sarà introdotto da Luca Monti, arciprete ortodosso, e da Luciano Manara, artista e designer fiorentino.

Nella foto in basso a sinistra: particolare del volto de “La Gioconda” di Leonardo da Vinci (Foto tratta dal sito del Louvre di Parigi) – Nella foto in alto a destra: gli occhi de “La Gioconda” rovesciati di 180° in cui si trovano i numeri 17 e 4 nell’occhio destro e 12 e 3 nel sinistro (Immagine tratta dal libro “Il Codice da Vinci l’invisibile”)

Nella prefazione del libro, scritta dalla prof.ssa Elena Fiore, si legge:

[…] Il da Vinci, in tutte le sue opere, e naturalmente altresì nella “Gioconda”, ha volutamente celato “Icone” in miniatura, numerologie varie che danno vita e formulazione al vero “Codice leonardesco”. Detto codice, scoperto dal Maestro (Carlucci N.d.R.), lo ha indirizzato, di poi, allo studio di altre opere di Leonardo, in quanto in esse sempre rilevato e presente. Una volontà certa, quella del Sommo Genio, di celarsi, di camuffare, di illustrare Verità troppo evidenti che il Carlucci ha messo a nudo tramite l’intuizione avuta datagli dal “Disegno dell’Uomo Vitruviano” che inserito in un cerchio e nel di sopra a uno pseudo quadrato rappresentante la Tela, incitava di Ruotare le Opere al fine, che tutto ciò che aveva nascosto venisse alla luce in modo chiaro, medesimo Sprone, che dal Maestro è stato seguito nelle altre Opere del Sommo da Vinci. […]”.

In questa foto l’autore mette a confronto la somiglianza de “La Gioconda” con il “San Giovanni Battista”, dove il modello fu sempre il Salai (Immagine tratta dal libro “Il Codice da Vinci l’invisibile”)

Le scoperte di Guido Carlucci hanno inizio ufficiale nel 2004, quando studiando il Codice Atlantico, analizzando l’occhio disegnato da Leonardo, trova i primi indizi nascosti del suddetto, si legge a tal proposito nel suo libro:

[…] Attraverso l’utilizzo di tecniche di osservazione particolari, proprio ricordando che Leonardo stesso, invitava gli osservatori a porre la loro attenzione agli occhi, il Carlucci, con l’utilizzo di particolari lenti di ingrandimento, rivela nell’occhio di Leonardo (partendo da quello del Codice Atlantico N.d.R.), due Lettere incise nella pupilla dell’occhio stesso “L. S.”, eccitato da tale scoperta ma ancora non consapevole circa ciò che una semplice tecnica di osservazione, avrebbe svelato, il Carlucci inizia a chiedersi cosa siano quelle due iniziali. Inizialmente crede che le lettere siano una sorta di firma del maestro “Ser Leonardo”. […]”.

Leonardo da Vinci “Codice Atlantico” – sulla sinistra l’occhio in cui Guido Carlucci ha scoperto le lettere S e L

Insomma, l’evento si propone assai interessante e ricco di spunti, riflessioni e scoperte degne dei palati dei più curiosi e appassionati di arte, certamente, ma soprattutto della figura di Leonardo da Vinci e dei misteri ad esso legati.

Qualcuno si starà domandando, “ma nel titolo si parlava di Templari e di Francesco d’Assisi o sbaglio?” Ebbene sì, perché il Carlucci ha scoperto dei collegamenti tra il Genio Fiorentino, i Cavalieri del Santo Sepolcro e Giovanni di Pietro da Bernardone, universalmente conosciuto come San Francesco; ma per capirne di più vi consiglio o di venire a Firenze il 15 marzo (*) o di attendere i giorni successivi, quando ComeDonChisciotte pubblicherà l’intervista a seguito della conferenza!

(*) = a causa di problemi di salute l’autore non potrà essere presente alla conferenza del prossimo 15/03 a Firenze, pertanto l’evento è rimandato a data da destinarsi.

ultimo aggiornamento – 14 marzo 2023 ore 14:50

Di Giacomo Ferri per ComeDonChisciotte.org

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