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GRILLO. COME SI RISCHIA DI PERDERE CONSENSO

DI DAVIDE STASI
ilribelle.com

Va detto, la performance di Benigni alla festa del PD è stata quanto meno imbarazzante. L’esempio più bieco di embedding, di arruolamento ideologico, cui un artista potesse prestarsi.

Le tiritere con cui ha captato la benevolenza del pubblico intervenuto e del partito politico ospitante fingono di ignorare che è a questa sinistra, come ha notato recentemente Travaglio, che si devono 20 anni di fascismo, 40 di democrazia cristiana e altri 20 di berlusconismo, oltre alle recenti infamie neoliberiste del montismo. Ma soprattutto lordano l’immagine e la sostanza di un artista che non ha mancato, seppur in modo discontinuo, di produrre vera poesia. Con i suoi salamelecchi acritici, per quanto convinti, Benigni si è ridotto in un colpo al rango di guitto che distribuisce piaggerie alla fanghiglia della politica, specie quella della sinistra italiana.

Chiarito questo, va detto con altrettanta chiarezza che la polemica in cui Grillo si è impantanato, prima con Bersani e ora con lo stesso Benigni è peggio che incresciosa. Non che siano sbagliati gli argomenti utilizzati per sottolineare le contraddizioni della sinistra, e il conservatorismo retrivo dei suoi leader. Anzi. Ma scendere al livello della polemica personale con il segretario di un partito dove la retorica sinistroide ha ancora un qualche appeal, è un’ingenuità imperdonabile.

Una vera e propria caduta di stile, poi, il battibecco con Benigni. Vedere due comici, o ex comici, forse i migliori degli ultimi trent’anni in Italia, stuzzicarsi in modo velenoso per motivi di fazione è uno spettacolo sgradevolissimo di per sé. Sotto il profilo della strategia politica, poi, è una totale idiozia. Benigni, comunque la si veda, è un’icona della sinistra. È l’artista che rafforza la presunta superiorità culturale dei compagni, è colui che si permette di decantare Dante o scherzare sull’Olocausto, pur restando popolare nel linguaggio, fino al più esilarante turpiloquio. Per di più dichiarandosi apertamente “di sinistra”, fin dai tempi in cui cullava Enrico Berlinguer davanti alla folla.

Il tutto in un contesto dove a dominare è il vil denaro. Grillo che cerca di colpire un collega (o ex collega) parlando di soldi, e supportando l’attacco con il riferimento, del tutto fuori misura, al finanziamento pubblico ai partiti, viene immediatamente disarmato dal manager del comico toscano: il cachet di Benigni viene tratto dai biglietti venduti. E allo stesso modo veniva pagato Grillo in passato, alle Feste de l’Unità dove interveniva con i suoi show. Un bel diretto in faccia. E il KO arriva dalla perfida testimonianza di Guerisoli, segretario CISL fino al 2002: «nel 1999, per uno spettacolo, Grillo ci chiese 10 milioni di lire, in nero. Li pagammo e fu durissima giustificare quell’uscita».

Quello che ci si attenderebbe da Grillo e dal suo movimento, specie dopo il botto delle ultime Amministrative, non è l’ingenua accettazione delle provocazioni provenienti da destra o sinistra, in special modo da sinistra. Non ha senso, dopo l’impatto dirompente con cui le tematiche veicolate dal suo blog e dalla sua armata sgangherata ma determinata sono state imposte all’agenda politica, perdersi in scaramucce di basso livello con controparti cui non dovrebbe essere riconosciuta nemmeno la dignità di “avversario”. Quello che, dalle ultime elezioni a oggi, ci si attendeva da Grillo, erano sostanzialmente due cose: un programma realmente alternativo e chiaro, nei suoi tratti fondanti e nei dettagli propositivi, e uno schema chiaro di selezione del personale politico che traguardasse le prossime elezioni nazionali, se non addirittura iniziasse a individuare un candidato Presidente del Consiglio autorevole e credibile.

Da molti, troppi mesi questi due elementi latitano pericolosamente, nel campo grillista. Con il successo elettorale, la base ha continuato l’attività magmatica di microscopici conflitti e minuscole alleanze, fughe di delusi e corse in avanti di ambiziosi. Tutta una serie di incrinature in uno schieramento che dovrebbe invece essere solidissimo e unito, facilitate dalla mancanza assoluta di criteri, o meglio dalla presenza di “non-regole”. Da parte sua, l’ispiratore si è inizialmente crogiolato nel successo, perdendosi poi in un atteggiamento astioso, acido quasi, lontano anni luce dalla propositività che l’elettorato convinto e quello transitorio di protesta si attendevano, dopo la fiducia concessa alle amministrative.

Questi mesi andavano spesi a consolidare il fronte, mostrando il meglio degli aspetti alternativi del movimento rispetto al sistema. Grillo invece si perde in scaramucce senza senso, cadendo nelle trappole tese da volponi e vecchie bagasce della politica. Eppure sembrava scaltro. E dunque perché tutta questa ingenuità?

Le ipotesi sono tre, una peggo dell’altra: o è mal consigliato, il che può essere, dato che si appoggia a una società di marketing; o l’esperimento socio-politico è diventato più grande di lui, e la paura conseguente lo rende ingenuo; o, cosa più probabile, non sa come risolvere i due dilemmi di cui sopra: programma convincente e candidati credibili. E così dissipa il patrimonio di consenso che aveva raccolto, e che aveva un enorme potenziale. Si tratta di capire se lo fa con colpa o dolo. In ogni caso, di questo passo il Movimento 5 Stelle ha nel suo futuro lo stesso destino del Popolo Viola o dei “girotondi”, che dopo aver giro-girato per un po’, sono cascati tutti giù per terra.

Davide Stasi
www.ilribelle.com
30.08.2012

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • android2k

    Un’analisi a mio avviso lucida ed impietosa. La sottoscrivo, con sofferenza.
    Questi scivoloni a mio avviso inducono al sospetto, o quantomeno suggerisocno prudenza.
    Nel marasma di informazione inaffidabile che ci pervade, delle due l’una… o ci si impegna seriamente e coerentemente per il raggiungimento dell’obiettivo finale (l’entrata nel governo) e si trascurano queste diatribe sterili ed inconcludenti, oppure è lecito arrivare a pensare (data la storia del personaggio ed il linguaggio fin qui utilizzato) che anch’egli sia strumentale al sistema stesso.
    In breve, gli si consente di tener viva la speranza, ma una speranza così lieve che non riesca a tradursi in insurrezione di massa.
    Le genti italiane hanno bisogno quanto mai di un governo serio, rispettabile e capace… dopo quanto successo finora, come affidarsi a persone capaci di tali palesi meschinità?
    Niente luce in fondo al tunnel, nemmeno un piccolo led, per ora…

  • Tetris1917

    Mi ritrovo con la Prefazione di K Marx Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte, e ri-leggo: Proudhon, dal canto suo, cerca di rappresentare il colpo di stato come il risultato di una precedente evoluzione storica; ma la ricostruzione storica dei colpo di stato si trasforma in lui in una apologia storica dell’eroe del colpo di stato. Egli cade nell’errore dei nostri cosiddetti storici oggettivi. Io mostro, invece, come in Francia la lotta di classe creò delle circostanze e una situazione che resero possibile a un personaggio mediocre e grottesco di far la parte dell’eroe.

    In Italia la degenerazione del capitalismo, ha permesso a Berlusconi come a Bonaparte, di fare la parte dell’eroe per svariati anni. Ma soprattutto permette all’orizzonte, l’annuncio di un Grillo, mentre in atto abbiamo un Bersani. Insomma il futuro, con queste premesse, non puo’ che essere roseo

  • ProjectCivilization

    Condivido le sensazioni dell’autore , ma tante’….queste persone percorrono una strada assai difficile tra la dignita’ ed il successo….e questo e’ il meglio che hanno potuto fare….mentre tanti altri , magari piu’ rigorosi….sono tagliati fuori del tutto .
    L’aspetto piu’ interessante , secondo me , e’ il tentativo di Travaglio di divincolarsi dalla morsa degli ebrei , a cui ha reso piu’ servigi di Benigni .
    Spero sia in buona fede , e spero ci riesca , ma non gli firmo certo un assegno in bianco .

  • siletti86

    L’ho sempre detto, anche su questo blog: Grillo ed il suo M5S non sono nati per far politica. Al massimo possono essere considerati come movimento di protesta dopo decenni di malapolitica (come i forconi in Sicilia tanto per intenderci) ma nulla di più! Non sarà Grillo insomma a fare la rivoluzione!

  • ProjectCivilization

    Se persone estranee e intolleranti al “sistema” non trovano la forza di metter su almeno un pezzo dell’economia Italiana in modo sano , se siffatte persone non trovano la forza di metter su una forma di educazione alternativa…..non potranno neanche esserci artisti e intellettuali di successo che siano anche responsabili .
    Tra finanzieri e mafiosi dobbiamo proprio forzare lo sbocciare di una terza Italia .

  • illupodeicieli

    A suo tempo, prima dei V day lo definii parolacciaio: mi dava fastidio l’uso, a mio parere sfrenato, del turpiloquio e l’attacco ad personam o ad hominem che dir si voglia. Allora era ancora possibile commentare con maggiore velocità e le varie email tornavano indietro con messaggi di risposta automatici. Ma il punto è che se è facile dare del pirla a qualcuno, è più difficile offrire ai propri “fedeli” dei programmi credibili e, oggi più che mai, veloci da attuare e il cui riscontro, si spera positivo, sia altrettanto celere. Il resto non serve a nessuno se non a riempirsi la bocca o a qualche tv per farci un servizio. Se infatti non ci saranno questi cambiamenti di rotta, il suo “italiani” , gridato a squarciagola, non avrà il richiamo da lui auspicato e purtroppo renderà vani i sacrifici di quanti vanno o andranno in giro a cercare voti, porta a porta, uno a uno. In una parola darà più fastidio vederlo e sentirlo di quanto lui stesso immagina. Ed è un peccato perchè, per chi sa e ha navigato o naviga in rete, la vera novità non era e non è lui, ma altri movimenti, come no euro o per la sovranità popolare o altri ancora d icui mi sfuggono i nomi, più tutti quelli che “abbiamo in ogni regione”. Lui ,se non riuscirà, sarà solo per colpa sua e ciò sarà un danno per il paese.

  • Tonguessy

    Benigni si è ridotto in un colpo al rango di guitto che distribuisce piaggerie alla fanghiglia della politica, specie quella della sinistra italiana.
    L’autore parte da una premessa mai dimostrata: che il PD rappresenti la sinistra. Peccato che una riga prima si smentisca quando parla di “recenti infamie neoliberiste del montismo”,. Ora il meoliberismo (e sfido chiunque a dimostrare il contrario) nasce in seno alla destra americana. I Chicago Boys di Friedman con la loro trimurti (privatizzare, svendere il patromonio dello Stato e ridurre il welfare) nella persona di Monti sono sostenuti dal PD. Chi sostiene le politiche neoliberiste è di destra, fine dei discorsi. Che Benigni offra la sua piaggeria verso il PD non è segno che “l’icona della sinistra” sta sostenendo la sinistra, quanto che il neoliberismo del PD ha trovato sponda nella piaggeria di Benigni. Il che è tutt’altra cosa, se permettete. Ciò che conta è che le politiche economiche neocon non siano messe in discussione. Questo è quanto. Confondere sinistra con destra, urlare che è ora di oltrepassare l’epoca delle ideologie e così via ha solo lo scopo di ufficializzare il regime neocon. Viva Monti, viva il PD e viva Benigni, quindi.

  • RicBo

    Poco dopo la vittoria del M5S a Parma lessi un’intervista di Travaglio a Grillo in cui si capiva chiaramente che quest’ultimo è completamente impallato, che l’esperimento gli è sfuggito di mano, proprio come a Topolino apprendista stregone in Fantasia.

  • Noumeno

    «nel 1999, per uno spettacolo, Grillo ci chiese 10 milioni di lire, in nero. Li pagammo e fu durissima giustificare quell’uscita».

    accidenti ben 5000 euro l’esoso Grillo chiedeva, beh, pero’ in nero è disonesto.

  • Aloisio

    Grillo non ha fatto bene, ha fatto benissimo. Grillo non parla per avere “consenso” ma perchè fa da megafono all’incazzatura della gente perbene stanca della marmaglia parassita politicante.
    I minuetti della politica lasciamoli pure ai cicisbei ,ai corifei mantenuti ed ai giornali e giornalisti sussidiati con i soldi delle nostre tasse.

  • Aloisio

    Capisco la foia di dare addosso a Grillo ;peccato che sia un falso,(come tutta la storia piddina che vive sulle fandonie fatte bere ai propri trinariciuti)

    LA CISL: «QUIETANZE REGOLARI» – La stessa Cisl venerdì ha voluto smentire le parole di Guerisoli: «In merito alla notizia riportata da alcuni quotidiani su un presunto compenso in nero percepito da Grillo per la partecipazione ad una iniziativa sindacale, la Cisl precisa in una nota che la notizia e’ destituita da ogni fondamento.

  • Aloisio

    e quindi chi la farà ? Bersani mentre porta i vassoi con i pasticcini ai banchieri?

  • tania

    Non sapevo esistesse una “sinistra” e comunque mi sembra un’esercizio surreale parlare di “sinistra” avendo come oggetto del discorso il PD e partendo dalle riflessioni di Travaglio . A meno che non si voglia considerare “di sinistra” M.Thatcher , Ariel Sharon , Milton Friedman e Ratzingher ( icone appunto di Travaglio e del PD ) . Un po’ come se , per parlare di destra , si avesse come oggetto della discussione Democrazia Proletaria partendo da una riflessione di Pasolini . Mi sembra un brutto segnale , un superficiale ma pericoloso pensiero unico indistinto che può portare a confrontarsi soltanto su temi a-politici come la “legalità” appunto ( come fanno Grillo e Travaglio ) .

  • Giancarlo54

    Ecco, appunto, si parla sui si dice

  • consulfin

    :)) stando bene attento a non farli cadere.
    non credo che ci sia qualcuno disposto a fare la rivoluzione al posto nostro.

  • Tao

    Ancora un colpo di scena nella vicenda Grillo-Benigni-Cisl. Forse l’ultima puntata. Anzi il finale della comica, si spera. Andiamo per ordine: mercoledì Giovanni Guerisoli, fondatore della Rete del Sociale e del Lavoro del Pd e fino al 2002 segretario amministrativo della Cisl, durante la trasmissione La Zanzara accusa Beppe Grillo di aver intascato 10 milioni di vecchie lire cash e senza fattura per un intervento durante un comizio della Cisl che si sarebbe tenuto a Numana (Ancona) nel lontano 1999.

    LA QUERELA – Pronta la reazione di Grillo che giovedì mattina annuncia su Twitter: «Tutto falso, querelo Guerisoli». Adesso arriva la smentita «ufficiale» della Cisl che scagiona Grillo: «Mai pagati 10 milioni in nero». E il comizio del 1999? «Ma quando mai, era il 1996 (il programma – guarda)». E quella serata del comico a Numana? «Un errore madornale: era Rimini, in Fiera». E quei dieci milioni di lire in nero? «Beh, quella è la cantonata più grande di Guerisoli. Ecco la fattura: 30.345.000 di lire (iva compresa e pagata)».
    Ma come è possibile che Guerisoli si sia sbagliato su data, luogo e compenso?
    «Sono cose che succedono se la mente non è più fresca…», rispondono dalla Cisl.

    LA NOTA CISL: «QUIETANZE REGOLARI» – E per non lasciare alcun dubbio il sindacato, a tempi del misfatto guidato da Sergio D’Antoni, ha messo nero su bianco in un comunicato: «In merito alla notizia riportata da alcuni quotidiani su un presunto compenso in nero percepito da Grillo per la partecipazione ad una iniziativa sindacale, la Cisl precisa in una nota che la notizia è destituita da ogni fondamento. Nel maggio 1996 (e non nel 1999, come ha affermato erroneamente su Radio 24 l’ex segretario confederale della Cisl, Giovanni Guerisoli) il signor Beppe Grillo partecipò a Rimini ad uno spettacolo serale, con ingresso gratuito, in occasione dell’assemblea dei quadri della stessa Cisl. In quella circostanza il comico genovese ricevette dalla Cisl per la sua prestazione professionale un compenso di venti milioni di lire, regolarmente quietanzato».

    LA VICENDA – L’aneddoto su Grillo è stato svelato per reazione da Guerisoli dopo che il comico genovese aveva attaccato Roberto Benigni reo d’aver partecipato alla Festa democratica di Reggio Emilia, nella quale aveva fatto qualche battuta sul comico genovese. Così Grillo, sul suo blog, senza mai nominarlo ma pubblicando una foto inequivocabile, aveva chiesto conto dell’eventuale cachet del «collega» Roberto Benigni per il suo intervento con Bersani. A quel punto Guerisoli si è chiesto: «Ma il Beppe Grillo che attacca Roberto Benigni perché profumatamente pagato per andare alla festa del Pd, sarà mica lo stesso Beppe Grillo che per uno spettacolo del 1999 ci chiese 10 milioni di lire, da pagarsi rigorosamente in nero, senza fattura? Accettammo di pagarglieli, li prese personalmente, ma poi per noi fu durissima giustificare quell’uscita».

    IL PD – Ma a criticare Grillo c’è anche Lino Paganelli, il responsabile delle feste del Pd: «Grillo non è uno di primo pelo, da anni calca le scene dello spettacolo dai palazzetti dello sport alle feste dell’Unità. Se il problema di come è stato pagato lo angoscia, restiuisca i soldi a chi ha organizzato quegli spettacoli». «Benigni lo hanno pagato gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, che sono entrati nell’arena di Campovolo a godersi quel momento particolarmente alto che Benigni ha portato – ha spiegato Paganelli a Youdem -. Per quel che riguarda altri appuntamenti della festa ce ne sono alcuni a pagamento come i Subsonica. Per gli altri sará valido quel meccanismo della festa: la gente viene, ascolta i dibattiti, visita gli stand e si ferma a mangiare finanziando tutto il resto». Paganelli ha riservato, infine, una stoccata a Grillo: «Il Pd è una forza che è nata ed ha certificato i propri bilanci, non l’ha fatto quando sono scoppiati gli scandali. Io come si finanza il Movimento 5 stelle non l’ho capito».

    Fonte: http://www.corriere.it
    30.08.2012

  • cardisem

    Io non ho seguito e non seguo mai i viaggi di Bersani e Co. Di Benigni non avverto il fascino e poco o nulla di lui mi interessa. Dall’articolo di Stasi intuisco cosa possa essere successo: una diatriba tra due comici o ex-comici. Mi chiedo cosa renda Stasi sicuro dei suoi giudizi. Poiché sono sospettoso, mi aspetto da tempo una campagna di diffamazione che è stata decisa da tempo in Tel Aviv. Dal romanzo di Jacob Cohen so all’incirca quali possono essere le strategie mediatiche dei sayanim. In alcuni casi sono dirette, e non sono quelle che riescono ad avere maggior successo, perché uno intuisce che l’attacco è strumentale ed interessato. Poi vi sono quelle indirette e prese alla lontana… Mi sembra questo il caso. Quanto al merito, di cui – ripeto – intuisco dall‘articolo, non avendo per nulla seguito il “festival” o ciò di cui si tratta, penso che uno possa andare diritto per la sua strada, ignorando l’altro, fino ad un certo punto… Poi succede che si resta soli sul ring ed allora bisogna suonarsele di santa ragione. Come se le siano suonate, io non saprei, come non saprei chi le ha date e chi le ha prese… Quel che so è che per me sia Bersani sia Benigno sono dei Signori Defunti, da un pezzo. E come parziale e momentaneo sostenitore di Grillo, per me non cambia nulla… quanto a quei cazzoni dei sinistri che ancora stanno appresso a Bersani o a Benigni il problema è loro, non di Grillo o di altri… Se costoro non sanno leggere le lezioni del presente (Libia, Nato, Siria, Monti…) e magari si informano solo per bocca di Benigni, Bersani, Pagliara, Mamma RAI…, non c’è speranza di averli al nostro/mio fianco… È come se non ci fossero, e per dirla alla grillina: andassero a farsi fottere! Da loro non verrà nessuna salvezza, come mai ve ne è stata… Solo servaggio, lacrime, sangue, disperazione… Bisogna avere in coraggio di andare avanti anche senza di loro… Ben vengano cento, mille Grillo ossia chiunque e comunque possa aggregare gente dispersa, sempre più incazzata, che chiede di essere aggregata, ma senza e contro i Bersani e i Benigni… Scusate, ho voluto dire la mia. Prendetela, come meglio credete.

  • mincuo

    Io non voglio fare polemiche ma ribadisco un fatto, non un concetto. Che il liberismo non c’è, nè mai c’è stato. Ci sono monopoli, TUTTI UNO A UNO DOCUMENTABILI. 80% almeno del PIL mondiale, non più di 100 soggetti, ulteriormente riducibili, se si parla di famiglie. Se tu me lo chiami un sistema affama gente, un sistema perverso, un sistema iniquo o scegli tu, a me va bene. Lo è. Se uno me lo chiama liberismo che è il contrario dei monopoli, non mi va bene. Dove sta sto libero mercato, me lo dici?

  • tania

    Che i monopoli siano un’enevitabile conseguenza del libero mercato non lo argomentava a meraviglia solo il filosofo di Treviri , ma anche liberisti come Von Mises . Solo che per Von Mises ciò non rappresentava un problema perchè “se il monopolio vuole conservare il proprio potere monopolistico , dovrà applicare alle merci non il prezzo di monopolio , ma un prezzo identico al prezzo di concorrenza” ( Michel Foucault , Nascita della biopolitica , pag 120 )

  • mincuo

    Guarda che i Socialismi hanno fatto monopoli egualmente. Oggi un terzo almeno sono di quella derivazione. Il filosofo di Treviriha detto e fatto analisi giuste e detto anche un sacco di cazzate. E io non faccio il salumiere di professione.

  • mincuo

    Meglio detta il liberismo (che non è mai esistito) si piccava di non fare monopoli, una balla. I comunismi nascono già monopolisti.
    Il problema del liberalismo (e anche dell’altro) sta nel controllo. E il problema generale sta nelle oligarchie che si formano inevitabilmente. Col “sol dell’avvenire” o col “libero mercato”. Buoni per i fessi. Da sempre.

  • tania

    Il “Monopolio” è un concetto capitalista . Non c’entrano nulla con il collettivismo , il pubblico , il comune eccetera . Poi guarda , se provi ad esprimerti invece che ruttare , perdo ancora 10 minuti con te , altrimenti ti lascio volentieri a Tonguessy

  • mincuo

    I monopoli in Urss esistono dal 1920. E non erano “collettivi” Erano “privati” tanto quanto quelli Cinesi odierni. Sono le favole di Biancaneve. Infatti al crollo dell’URSS sono sbucati 7 oligarchi secondo la gente uno si siede dall’oggi al domani su 166 CDA e controlla 2,5 miliardi di USD così, perchè è bravo, intraprendente. Non che prima era uguale. Lascio stare, senza rancore, tanto so che è inutile, non son cose da blog. Un conto sono gli archivi, un conto è storia divulgativa o pseudo scolastica. Lascio stare. Va bene tutto. OK a posto, ho sbagliato io.

  • glollo

    In merito alla notizia riportata da alcuni quotidiani su un presunto compenso in nero percepito da Grillo per la partecipazione ad una iniziativa sindacale, la Cisl precisa in una nota che la notizia e’ destituita da ogni fondamento. Nel maggio 1995 ( e non nel 1999, come ha affermato ieri erroneamente su Radio 24 l’ex segretario confederale della CISL, Giovanni Guerisoli) il signor Beppe Grillo partecipo’ a Rimini ad uno spettacolo serale, con ingresso gratuito, in occasione dell’assemblea dei quadri della stessa CISL. In quella circostanza il comico genovese ricevette dalla Cisl per la sua prestazione professionale un compenso di venti milioni di lire, regolarmente quietanzato http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/grillo_pop.jpg

    Ufficio Stampa Cisl

  • Firenze137

    Ribadisco il concetto, il “mio” concetto su questi fenomeni che riempiono gli ambiti mediatici, giornali, radio, TV e sempre di più anche i blog come questo.

    Il concetto è che viviamo TUTTI in un Gigantesco Comitato d’Affari. Io gli ho pure dato un acronimo GCA.. E nel GCA non è difficile intravedere o vedersi delineare dei sotto-comitati ognuno con le proprie convenienze – apparentemente etichetattate come politiche, in realtà prevalentemente economiche – da perseguire.

    La logica che muove le varie correnti ha solo la facciata politica mentre la “sostanza” è solo e puramente economico-finaziaria.

    Il richiamo, il movente, la “carota” che muove il popolino verso i partiti/comitati d’affari che tutti all together, insieme alle Banche formano il GCA , è ideologica ed è innescata dalla voglia di cambiamento e di seguire quel paladino che sembra essere lui la garanzia che le cose cambiano.

    Ma nessuno dei paladini può agire liberamente perchè appunto deve “rispondere” alle logiche di “convenienza” economica del proprio comitato o sottocomitato d’affari. Grillo, lo stesso Benigni che io comunque stimo, risponde o devono rispondere a precise logiche di comitato. Loro possono parlare, recitare, far ridere, far piangere, accusare, offendere, attaccare, ridicolizzare, ma solo fino ad un certo punto. Solo fino al limite imposto oltre il quale si viene esclusi dal GCA senza appello.

    Allora il “paladino” viene bloccato e non lavora più.E di conseguenza non magna.

  • tania

    Sinceramente a me dell’URSS… comunque hai ragione : senza un controllo trasperente , senza una partecipazione attiva dal basso , nella sostanza possono formarsi ugualmente monopoli . Ciao

  • Tonguessy

    Mi spieghi come riesci a spostare capitali, acquistare azioni in borse lontane, fare investimenti all’estero se ci fosse il blocco totale del mercato su cui operi? Come la vuoi chiamare la possibilità (che non si nega a nessuno, parbleu) di operare finanziariamente al di fuori dei confini nazionali? Com’è che se ordini una costosissima apparecchiatura made in China e la fai arrivare al porto di Capodistria, te la vai a prendere senza pagare una lira di dazi e dogane? Come chiameresti tutto questo? NAFTA, mai sentita? Mercato EUROPEO, cos’è?
    Sul fatto poi che non esista il neoliberismo (parlavo di questo nel mio post, ti ricordo) non so cosa rispondere. Ma visto che hai la passione per la storia (spero anche recente) magari dai un’occhiata ai rapporti tra il Cono del Sud e Milton Friedman ed i suoi Chicago Boys che tanta soddisfazione hanno dato a Pinochet. Sono fatti storici.

  • mincuo

    Nessun problema Tania, anzi scusami. Vedi io sbaglio spesso su queste cose. E non dovrei. Se parlavo con uno e questo capiva subito perchè nel ’20 sapeva chi era Frumkin, o Vladimiov, o Katzenelenbaum o Vainstein o Rukhimovich ecc.., o che ci faceva il suo tal parente in USA o Svezia, e lo stesso chi ha fatto i telefoni in URSS e come, o le linee elettriche, o le concessioni dei fosfati, o i camion ecc…E lo stesso poi più tardi per il fratello della moglie di Molotov, o per i Kaganovich ecc…, o che ci faceva seduto alla banca centrale Russa come consigliere Harmand Hammer che era un americano. Allora magari era interessante parlare. Così invece è anche offensivo nei tuoi confronti, sembra ceh voglia fare chissacchè, per cui mi scuso. N.B. Non c’entra comunismo, io non ho ideologie, la penso circa (per semplificare moltissimo) come questo signore o per meglio dire la scuola, anche successiva, e la storia mi torna molto meglio. LINK [it.wikipedia.org]
    Quindi se leggi una paginetta capisci che non ce l’ho con l’URSS, o con nessuno, avrei detto uguale di Storia economica e diplomatica di USA o Nazismo. Mi scuso ancora comnque.

  • mincuo

    Ma i monopoli mica non spostano i capitali sai. Monopolio si intende chi controlla i prezzi e un mercato. Ad esempio 4 nomi controllano il grano e sono cartellati. Un nome controlla alluminio. O in piccolo la SIP aveva monopolio dei telefoni in Italia 30 o 40 anni fa. Tutto qui.
    Monopsonio è diverso, pure un solo compratore. E quelli del grano sono pure monopsoni. Non era alltro di speciale. Ora il liberismo come fiolosofia è l’opposto. Invece come realizzazione pratica sono dei monopoli. Cioè una truffa, evidentemente. Fine del discorso. Poi per me va benissimo chiama come vuoi.

  • gm

    Ma che saranno mai le risposte che grillo ha dato all’orrendo bersani e al (pur simpatico) benigni , novello giullare della corte PD fin dai tempi del triste Berlinguer?
    A leggere questo articolo e qualche commento sembra che grillo abbia commesso non so quale marchiano errore di stile o, peggio ancora, politico.
    Un venduto alle politiche liberiste (new o non new) come bersani gli dà del “fascista” e grillo non avrebbe dovuto reagire. Un altro (benigni), alla festicciola di piccoli borghesi Pd gli tira non so bene quali stilettate e grillo avrebbe dovuto tacere!
    Un altro della Cisl (guarda caso proprio la Cisl che è il sindacato più servizievole di tutti al regime montiano-fornero) si inventa che grillo ha preso soldi in nero a una loro festa (poi smentiscono ma, intanto, la notizia infamante che si voleva far passare è passata e mica tutti poi leggono le smentite!) e grillo avrebbe dovuto tacere.
    Non voglio certo fare l’avvocato difensore di grillo (e cosa penso, politicamente, del M5s in prospettiva l’ho già scritto in qualche altro commento a un articolo di Orso (“Falliti e servi allo sbaraglio”) sicuramente poco o per nulla letto dagli utenti CDC), ma mi sembra che, col pretesto di aiutarlo, stiano iniziando i fuochi di sbarramento contro di lui e il M5s.
    Si fa finta di essergli “amico” solo per meglio demolirlo agli occhi dei possibili elettori.
    Grillo, si dice, ci piace ma ha queste “ingenue” cadute di stile e queste provocazioni in cui cade gli faranno perdere consensi (che è proprio la cosa che si vuole) … e poi non ha un programma!
    E così, facendo finta di esprimere solo un disappunto e di dargli dei buoni consigli, in realtà si finisce col demolirlo molto meglio che con attacchi frontali.
    A dir poco: una fastidiosa ipocrisia!
    Il tiro a bersaglio ha avuto inizio. Signori fate il vostro gioco!

  • gm

    P.s. Prendo in prestito da Petrosillo, in “Conflitti e Strategie”, e riporto qui parte di un suo articolo:

    “Chi ama il Loden li segua e precipiti pure con loro nella sentina della Storia.

    Stante la gravità della situazione, come dicevamo in principio, è opportuno che deflagri una bomba elettorale affinché i piani di questi lestofanti saltino irreparabilmente. Sapete bene cosa pensiamo di Grillo e del suo movimento o di Di Pietro e del suo gruppo di forcaioli, tuttavia, in questa particolare congiuntura politica, potremmo essere costretti a sperare, almeno tatticamente, in una loro forte affermazione cosicché qualcosa si muova davvero in questa morta gora italica che rischia di desertificarsi del tutto. Certo, costoro non sono paragonabili agli Arditi del popolo di un’altra fase storica (non stiamo dunque proponendo nessun dialogo con questi) ma il loro ardimento populistico e distruttivo, lo sfascismo sfanculistico e liberatorio della panza, può scompaginare le cose e porre fine a questo sfacelo patinato messo in atto dagli attuali protagonisti sfasciatori dello Stato. A buon intenditor …insomma meglio il corpo sciolto di Grillo & Co del corpo sociale morto di Napolitano & Compagni.”

  • Georgejefferson

    Cosa dice la propaganda ultimamente?Basta sperare nell’uomo forte venuto dal cielo,bisogna partire dal basso SENZA DELEGARE…leggendo Michels si capisce l’inganno di queste pseudo incitazioni ottimiste…L’uomo forte volenteroso veramente di sfidare le oligharchie PER ALTA STATURA ETICA E DI GIUSTIZIA e’ gia morto in partenza sul nascere…primo grazie alla falsa propaganda ed illusione DEL PARTIRE DAL BASSO,secondo perche tutti gli strumenti sono tolti ALLA POLITICA perche “i politici sono corrotti per natura”(altra propaganda tesa a screditare chiunque ci provi)e terzo….nei tempi odierni CI VUOLE VERAMENTE UNA ALTISSIMA E FERMA STATURA ETICA capace di presumere il rischio della vita…non scherzo,converrai,per questo un Grillo…o Chomsky se ne guardano bene…NO..NON E’ IL MIO RUOLO LA POLITICA,OPERO MEGLIO DA FUORI…La verita e’ che di fronte alla consapevolezza di quanto sopra enunciato,la paura la fa da padrona,non a torto,avrei paura io per primo…Per questo ritengo che un aiuto dalle alte sfere,magari un po eretiche,possa aiutare,solo quello,dal basso e’ permesso la sistemazione del tombino di paese,per dire,null’altro…Mincuo,che ne pensi di Charles de Gaulle?

  • Georgejefferson

    Comunque questi di Barnard di seguito,non mi sembra si discostino tanto dal tuo “il problema e’ il mancato controllo e consapevolezza delle masse”,che presuppone la buona fede nelle speranze DEL PARTIRE DAL BASSO,il problema e’ il presupposto della propaganda che illude nella possibilita di ESTINZIONE dei leader

    Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata Cultura della Visibilità, che è la cultura dei Personaggi, cioè dei Vip, e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all’equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci. Ne siamo pervasi totalmente_____________ Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta___________I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di contare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano “ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?”, e in sol colpo ci auto annulliamo. Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai suddetti Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un’adesione adorante e acritica_________ In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente,_____ si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po’ opaco dell’impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua____Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente ilPersonaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso. Dovevamo imparare a ‘scrivere’, ciascuno di noi a suo modo, il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, ad essere i presidenti del consiglio di noi stessi, i politici di noi stessi, unici e soli referenti di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno,chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori, in prima serata, non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi._________Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate, adorate, ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del ‘cosa si deve fare’, se non addirittura dell’organizzazione del nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare con sana distanza, da usare come si usa Google, ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale.___________Le persone devono urgentemente imparare a tornare protagoniste sia dell’informazione che dell’azione civica, e non, anzi, mai seguaci o fans dei ‘personaggi forti’ che sanno, che possono, che contano. I ‘personaggi forti’ devono invece divenire ‘piccoli’ al servizio dei forti, che siete voi persone.Ogni volta che voi pubblico ascoltate o leggete il lavoro di chi vi informa, dovete imporvi di pensare che si tratta solo di fonti, non di oracoli, ma fonti da ascoltare a debita distanza, fra le tante altre fonti che ascolterete. Dovete arrivare al punto dove non esista più la relazione col giornalista ‘personaggio/divo/esperto’, che va visto sempre come un vostro consulente fra i tanti. Per far comprendere a chi legge quale dovrebbe essere l’atteggiamento esteriore e interiore di una cittadinanza sana nei confronti di chi li informa, chiuque egli/ella sia, vi chiedo di immaginare come il Consiglio di Amministrazione di un gigante industriale – per es. la Microsoft Corporation – si relaziona con un loro consulente. Lo convoca, gli dice senza troppe storie “Prego si faccia avanti, ci dica”, lo ascolta e poi “Bene, grazie, si accomodi”. Punto. E il consulente saluta e si mette da parte piccolo e secondario, per lasciare ai manager l’importante compito esecutivo. Ora, un pubblico di cittadini sani deve sentirsi esattamente come il management, cioè al centro del potere e delle decisioni, e deve ridurre gli odierni ‘giornalisti/divi/esperti’ al ruolo del consulente.

  • ws

    il liberismo non c’è, nè mai c’è stato

    se per quello , allora anche ” il comunismo”.. 🙂

    perche’ i miti non morrebbero mai se non fosse sempre per quella fastidiosa realta’ dei FATTI

  • mincuo

    Io dico due cose: la prima è che Michels ( e quella scuola) è tutt’oggi e dopo 100 anni il fondamento stesso della sociologia della politica. E non comapre neanche in molti corsi universitari.
    La seconda è che il succo del suo pensiero (e di altri) è questo:
    Che qualunque sistema, democratico o no, evolve prima o dopo in un’oligarchia. E che questa non è un’opinione ma è dimostrabile scientificamente.
    Quindi un approccio non ideologico.

    Per me se non viene qualche idea di come fare un controllo dal basso DOPO, le elezioni di questo o quello, sx o dx, contano poco.
    La cosa principale tra tutte per me resta l’informazione.
    Io privilegio poi non di “eleggere” controllori, ma di “sorteggiarli”, con incarico breve. Per evitare formazione di gente cooptata o spinta dagli stessi Partiti.
    Questi controllori popolari, li prevedo non per “gestire” “governare” ecc… quello resta agli eletti, ma con potere di controllo, e nemmeno poteri legislativi, gidiziari ecc..ma solo quello di informare la gente. E basta.

  • siletti86

    Sicuramente no! Forse (si spera) qualche soggetto ancora esterno non solo alla politica ma anche all’opinione pubblica. E’ una cosa chiarissima che stia montando la protesta: solo che non c’è ancora colui che può cavalcarla. E costui di sicuro non è Beppe Grillo!

  • mincuo

    De Gaulle? Oggi il politically correct in Francia impone che De Gaulle fu “cattivo” Jefferson. Quindi “cattivo”. Che devo fare.

  • Georgejefferson

    Mi ha colpito il fatto che quell’uomo abbia tolto tutte le basi americane dal territorio francese,Utopia qua in Italia,e non due secoli fa,negli anni 60,se non sbaglio,sapevo del gollismo per SENTITO DIRE..mi sono informato un po,anche se il comparto ufficiale va sempre preso con le pinze.Comunque faceva parte dell’elite militare,…ma…forse l’ultima elite non sempre disposta a trattare con quelli alti fino a qualche decennio fa.Mi chiedo anche quale mostro fosse stato veramente Franco per la spagna(sicuramente dittatore sanguinario),al confronto comunque con la mostruosita dei camerieri moderni alla Rahoy che assistono impassibili alla distruzione del paese e alle disgrazie attuali di milioni di persone alla fame,e allo sbando,dove la dittatura sanguinaria avviene ugualmente ma legalmente e con le mani pulite

  • shoona

    Mi fa davvero piacere leggere questo tuo commento. Anni fa, nel pieno fenomeno Travaglio, tutti gli amici “di sinsitra” pendevano dalle sue labbra. Parlavano come lui. Stessi discorsi. Stesse parole. Stessi argomenti. Ecco. credo che il più grande male che abbia fatto Travaglio sia proprrio quello di essersi imposto come riferimento culturale di sinistra in quanto antagonista a Berlusconi. Ormai tutti sanno ogni cavillo procedurale dei processi a Berlusconi ma di sinistra dicono ben poco. Lo stesso potrei dire per Saviano…pazienza!

  • bysantium

    Pienamente d’accordo, in più sostengo che le prossime elezioni andranno viste ed affrontate come se fossero un referendum pro o contro il sistema.
    E, volenti o nolenti, in questo momento, il Grillo è visto come espressione (l’unica) anti sistema.
    Una volta condannato il sistema – e mosso l’attuale status quo dove tutti si omologano perchè non c’è competitività e concorrenza – si potrà, forse, sperare che si affacci qualcosa/qualcuno di più affidabile del movimento 5 stelle.
    Questa è ovviamente una scelta pragmatica che nulla ha a che vedere con scelte culturali e ideologiche.

  • cardisem

    Riporto questa “Postilla” dal blog “Antigiornale antisionista” che con largo anticipo aveva previsto l’attuale campagna di diffamazione:

    Giovanni Guerisoli accusa
    Beppe Grillo risponde
    • Postilla 7: Diffamazione e querela. – Si rinvia al citato Forum di “Come don Chisciotte”, liberto ed aperto, per i dettagli sul fatto. Qui ci si sofferma su alcuni aspetti tecnici. Una querela parte tecnicamente su dati di fatti, scissi dalla loro cornice ideologica, che in genere non interessa o non dovrebbe interessare un giudice, che è un funzionario governativo pagato per applicare una normativa spesso caotica e confusa. Ma qui la questione è semplice. Un signore, che tramite web e telefono si dichiara essere tal Giovanni Guerisoli e di essere stato segretario amministrativo della CISL, dice di aver pagato una “somma in nero” a Beppe Grillo per una sua prestazione professionale da “comico”. La somma era di 10 milioni di vecchie lire. Come si può verificare dalla registrazione, l’affermazione è netta e non lascia adito a dubbi. Il “reato” consiste nell’aver eluso le tasse dovute allo Stato. Su questo genere di reato non ci soffermiamo. Il fatto però è che arriva subito non solo la smentita di Grillo, ma quella della stessa CISL, che sconfessa in modo non meno radicale e preciso Guerisoli, che oltretutto si sarebbe sbagliato sull’epoca del fatto (il 1995 e non il 1999) e sul luogo (non Numana, ma Rimini). Il povero Guerisoli sembra abbia perso la causa ancora prima che inizi, ma sorge il problema del perché un “segretario amministrativo” di un grande sindacato, quale dice di essere, si sia mostrato così sprovveduto e sorgono sospetti sulle sue reali intenzioni e sugli obiettivi perseguiti. Si tenga conto che dei numerosi “giornalisti” che lavorano al soldo o alla causa o alle dipendenze del Mossad i “costi” sono già preventivati. Se una campagna di diffamazione vale milioni di euro il costo di qualche diecimila euro al quale potrebbe essere condannato un “diffamatore” è una inezia rispetto agli interessi in gioco. In questo caso, «fermare Grillo finché si fa in tempo» vale molto di più di un qualche sayan da sacrificare o che accetti di buon grado il “martirio”. Forse si tratta di una manovra diversiva, alla vigilia di una decisiva tornata elettorale, facendo impantanare Grillo e il suo movimento nel classico “calunniate, calunniate, qualcosa resterà”. Non resta che seguire gli sviluppi, cercando di non perdere tasselli essenziali.

    Quanto a Davide Stasi, che non conosco, mi pongo i seguenti quesiti rileggendo con attenzione il suo testo:

    1°) Non è che si lui a tentare di produrre una “perdita di consenso”, che peraltro non è nato grazie ai “media”, ma “contro” i media?

    2°) Come si fa a misurare l’«ingenuità»? Stasi è così navigato nelle cose del mondo da poter dare lui dell’«ingenuo» ad un marpione come Beppe Grillo? Mah!

    3°) “sgradevolissimo”? De gustibus ne disputandum est!

    4°) “caduta di stile”? Stasi è per caso un “maestro di stile”? mah!

    5°) “idiozia”?

    6°) “scherzare sull’Olocausto”? Ma stasi dove prende la sua terminologia?

    7°) il “vil denaro”. – Questo mi sembra nel “fumo” dell’articolo di Stasi mi sembra costituisca l’«arrosto», ma arrivo subito la “doppia smentita”: non già quella di Grillo che annuncia querela, ma soprattutto quella della CISL che sconfessa Guerisoli, lasciandolo con il sedere per terra… A prima vista gli aspetti tecnico-giudiziari danno già vinta la causa per Grillo e persa per Guerisoli. A restare con il “sedere per terra” è però anche lo stesso Stasi che ha dato la notizia della “diffamazione”, l’ha presa di bocca buona, e non ha dato la notizia della doppia smentita, che forse è giunta dopo…. Ma perché Stasi ha avuto tanta fretta di far apparire “idiota” Beppe Grillo?

    8°) Tutto il ragionamento di Stasi mi sembra impostato a eccessivo “elettoralismo”, come se qui ci si scannasse per qualche voto in più… Se un senso può avere il “consenso” finora dato a Grillo direi sia proprio quello di far capire che ormai le «elezioni» non hanno più senso… o meglio lo conservano solo per la coppia Bersani-Benigni: BB!

    9°) In Libia e ora in Siria anche l’Italia ha mandato le armi ai “ribelli”, ma a noi per liberarci di BB le armi chi ce li dà? Ci lasciano la beffa delle elezioni! Vi ricordare di Gasparri che voleva fare gli arresti “preventivi” degli studenti che avrebbero protestato contro la Gelmini? Confrontate questo caso con il pagamento di mercenari in Libia e Siria. E Stasi mi viene a parlare di pagamenti “in nero”? Vi è un solo italiano che potendo non pagare le tasse gioisce all’idea di pagare Bersani e perfino Benigni?
    10°) Conclusione: a me sembra che l’«idiota» sia qui Stasi, che con assoluta mancanza di umiltà e prudenza si erge a maestro di quanti ne sanno più di lui.

    11°) Scusate! Non voglio offendere nessuno, ma credo che si debba dire (anche sbagliando) quel che si pensa. Mi fermo qui, anche se l’analisi critico-testuale di Stasi potrebbe continuare.
    9°)

  • cardisem

    Analizzo e chioso, quanto sopra riportato da Tao, fonte il “Corriere di Sion” (da dove è partita la campagna antigrillo, riprendendo una intervista a Grillo di un quotidiano israeliano):

    LA VICENDA – L’aneddoto su Grillo è stato svelato per reazione da Guerisoli dopo che il comico genovese aveva attaccato Roberto Benigni reo d’aver partecipato alla Festa democratica di Reggio Emilia, nella quale aveva fatto qualche battuta sul comico genovese. Così Grillo, sul suo blog, senza mai nominarlo ma pubblicando una foto inequivocabile, aveva chiesto conto dell’eventuale cachet del «collega» Roberto Benigni per il suo intervento con Bersani. A quel punto Guerisoli si è chiesto: «Ma il Beppe Grillo che attacca Roberto Benigni perché profumatamente pagato per andare alla festa del Pd, sarà mica lo stesso Beppe Grillo che per uno spettacolo del 1999 ci chiese 10 milioni di lire, da pagarsi rigorosamente in nero, senza fattura? Accettammo di pagarglieli, li prese personalmente, ma poi per noi fu durissima giustificare quell’uscita».

    Dunque:
    1°) “nella quale aveva fatto qualche battuta sul comico genovese”: chi? Benigni? È lui che incomincia o Grillo? Mi sembra di capire che la scintilla sia partita da Benigni… E dunque! Ecc. ecc.

  • mincuo

    E’ molto dificile parlare di queste cose con una persona e ti spiego perchè.
    -Per decenni la gente ha avuto una serie di racconti.
    -Questi racconti hanno delle basi, non sono completamente falsi
    -Però sono estremamente faziosi e viziati anche di menzogne, in particolare nascondono le pecche degli uni e moltiplicano o inventano quelle degli altri. E’ sempre stato così. Per cui tutto viene estremamente polarizzato. Ma la realtà è differente.
    -Non è solo questo il problema. Il problema è anche che la stessa mentalità ed educazione delle persone in questo modo è diventata faziosa.
    -La valutazione di un personaggio, o un periodo, quindi è sempre dentro una specie di aura moralistica e squilibrata per cui l’assicella del giudizio è completamente spostata verso un’estremità o l’altra.
    -La mentalità è così religiosizzata e la semplificazione è tanta che un personaggio o un periodo “deve” essere 100% “buono” o 100% “cattivo”. E buono/cattivo è pressapoco l’unico metro delle persone, che poi è quanto di più puerile uno possa immaginare.
    -I periodi o gli avvenimenti sia passati che presenti sono ridotti a una persona sola, una specie di Tex Willer. Obama, Stalin, Hitler, Roosevelt, Berlusconi. E questo poi appunto è “familiarizzato” Buono/cattivo, egoista, generoso, lavoratore, ecc..Una cosa da film, da serial TV. Dietro non ci sono apparati, industrie, Ministeri, comparti sociali, cultura, ragioni, interessi composti. Niente contesto, tutto una persona, “buona o cattiva”.
    -Qualunque cosa uno poi dica di differente, non importa se è vero, diventa cattivo anche lui, quello che lo dice. Non interessa quello che dice ma che etichetta applicargli.
    -Come per i tifosi delle squadre di calcio. O sei pro o sei contro. Non è previsto altro.
    -Per cui sono molto poche le persone con cui si può parlare.
    Meglio tacere. Ma vale anche per politica corrente. Se per dire Bush avesse anche fatto una cosa giusta in mezzo a quelle sbagliate non devi dirlo, se no diventi subito pro Bush in toto, filo Bush, amante di Bush, vuoi le guerre, vuoi il male.
    La gente è stata allevata a una mentalità semplificata.
    Nero/bianco, tutto/niente e in più “di che fede sei” la mia o contro la mia.
    Per questo non si può parlare. Vieni subito equivocato e poi arruolato.

  • tania

    Già , anche Saviano .. Si potrebbe aggiungere Di Pietro e tanti altri di destra . Oppure capita che ti ritrovi citazioni di DeGasperi e Montanelli … Ecco , questo è l’album di famiglia di questa super destra ( che si chiama CentroSinistra ) : Travaglio , Saviano , Montanelli , Monti eccetera . A questo punto credo manchino solo Pinochet e i Colonnelli Greci : non li citano perchè fa brutto , ma il milieu culturale è lo stesso .

  • IVANOE

    E’ tutto calcolato…grillo e’ come di Pietro, de magistris dei primi tempi… Grillo ha terminato il suo lavoro quello di incanalare la protesta come da copione e adesso poco prima delle elezioni perdere il consenso….come accordo con Bersani…disse Andreotti : in Italia non c’ e’nulla da inventare, quello che sembra una cosa nuova e’ stata gia’ fatta. E’ aveva ragione…eccome !!!

  • sisifo

    Ma è mai possibile che ancora non si è capito che il libero mercato è una balla ideologica che nella realtà si traduce in monopoli?

    Quanti disastri sociali dobbiamo ancora sperimentare prima di capirlo?