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GOOD BYE USA-KINEH

DI GABRIELE ADINOLFI
noreporter.org

Qui la civiltà; i barbari stanno fuori

Teresa Lewis (nella foto) è morta in Virginia, lo Stato guida di quel sud che fu “liberato” un secolo e mezzo fa dagli apostoli del progresso.
E’ morta di notte perché nei civilizzatissimi States non si ha più l’abitudine di offrire al condannato l’ultima alba.
E’ stata giustiziata perchè, accusata di aver avuto una qualche complicità nell’uccisione del marito, fu riconosciuta colpevole, esattamente come l’iraniana Sakineh e malgrado i suoi ritardi psichici lasciassero adito a più di un dubbio.
La mobilitazione per salvare la Lewis non ha avuto paragone con quella ancora in atto per la detenuta iraniana.
L’Occidente si scandalizza per l’orribile pena cui quest’ultima è destinata: la lapidazione.E’ giusto inorridire per la lapidazione.
La Lewis invece è stata eliminata pulitamente. L’hanno soppressa con un’iniezione letale.
Detta così potrebbe lasciar pensare ad una sorta di sonnifero per cui uno si addormenta e non si sveglia più. Invece si tratta di ben altro fenomeno. Il composto iniettato nelle vene, quello che porta all’annunciato “arresto cardiaco” produce un progressivo irrigidimento delle membra, dei muscoli, l’atrofia dei polmoni, fino ad un senso insopportabile di soffocamento. Un’agonia ignobile e interminabile.
Non ha l’aspetto barbaro delle pietre scagliate su di una persona sepolta fino al collo, ma non è pratica migliore.
Negli Usa, nel paradiso democratico, nella nazione guida del fondamentalismo biblico in salsa liberal, c’è di peggio. Si può venire fritti a fuoco lento su di una sedia elettrica, oppure soppressi in un’agonia di ore nella camera a gas. Un modo di morire così lungo e complesso che dovrebbe indurre a riflettere. Oppure si può semplicemente venire impiccati. Un sistema rapido, secco: con l’osso del collo che si spezza di colpo? Non proprio. Basti pensare che i boia di Norimberga si attrezzarono per far durare ogni agonia più di tre quarti d’ora. E, non contenti, fecero le botole così strette che le vittime si contusero e si ferirono in sopraggiunta.
Solo ogni tanto c’è un po’ dignità umana nelle esecuzioni americane – che comunque avvengono solitamente dopo quindici o vent’anni di galera – ed è nei pochi casi in cui il condannato viene fucilato.

Questo almeno è un modo pulito, l’unico che non mette in evidenza innanzitutto e solo la perversione subumana del carnefice veterotestamentario.
Tutto questo non è però oggetto d’indignazione pubblica. Gli Usa sono gli Usa, il mondo di Hollywood e della Cnn, il mondo dei telefilms, quello dei Buoni.
Quando si tratta di loro, al massimo ci si mobilita per “sensibilizzarli”.
Per inorridirsi no. Per quello abbiamo il mostro, quello che dobbiamo tenere lontano dalle nostre case e che a questo scopo ci fa acclamare ed amare le stelle le strisce del Grande Fratello.
Salvo poi, sulla falsa riga delle demagogie di Fini e Vendola, invitarlo in casa nostra fino ad offrirgli la nazionalità. Secondo l’ultima bestemmia internazionalista che confonde il sangue, il suolo, i Lari e la cultura con il codice fiscale e la partita Iva.

Noi, politicamente corretti e quotidianamente idioti, non dobbiamo pensare ma soltanto reagire emotivamente a comando, e possiamo inorridire solo per ciò che è ufficialmente barbaro.
E nemmeno sempre per quello. Bisogna che l’oggetto di violenza del barbaro sia una categoria che fa lobby: le donne, i gay, o gli animali (quelli per interposta persona ovviamente).
Perché il mondo liberal è così. Non soltanto si è stratificato su di una serie di orrori quotidiani che Attila non avrebbe neppure osato immaginare, non soltanto è ingiusto, sperequativo e liberticida come nemmeno il più fantasioso Polpot avrebbe osato sognare, ma concede la possibilità di lamentarsi per le libertà, per le dignità delle minoranze, vere o presunte che siano.
Le libertà e le dignità, cavalli di battaglia delle generazioni della nevrosi postsessantottina, hanno ucciso, nella pluralità indifferenziata, la libertà, la dignità.
E non c’è più alcuna possibilità di difesa per chiunque sia un cittadino comune.
Il quale può solo indignarsi per Sakineh e mugugnare un po’ per la Lewis, ma non potrà impedire di essere sepolto sotto i detriti del progresso.

Gabriele Adinolfi
Fonte: www.noreporter.org
Link: http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=14814:good-bye-usa-kineh&catid=7:alterview&Itemid=13
24.09.2010

Pubblicato da Davide

  • zufus

    Sarebbe un articolo perfetto, se avesse ricordato anche che la storia della lapidazione è una bufala, inventata per alimentare l’indignazione a comando del popolo bue occidentale.

    La lapidazione (ampiamente usata nell’Iran filo-americano dello Shah), è stata messa in moratoria dai Guardiani della Rivoluzione fin dal 2002.
  • VeniWeedyVici

    Ancora con questa minchiata della lapidazione, in Iran non c’e’ la lapidazione. Ti impiccano con una gru se spacci droga, e in questo l’ occidente e’ d’accordo. Un paese dove effettuano la lapidazione e’ il Pakistan, fedele alleato USA sin dalla prima guerra del golfo (leggere Annozero di G. Strada e G. Chiesa), e nessuno dice niente. Il Pakistan ha uno dei regimi piu’ brutali del mondo, ma va bene, perche’ tiene a bada l’ India e da’ un rifugio sicuro ai criminali, i veri terroristi, che sono agenti contigui ai servizi segreti occidentali. Un altro paese dove avvengono la lapidazione, le frustate, decapitazioni e mozzamenti di mano e’ l’ Arabia Saudita, patria di Bin Laden, e alleato degli USA. Face the fucking facts.

  • VeniWeedyVici

    In Somalia e in Sudan le donne le deturpano apposta con l’ acido muriatico, ma Carla Bruni non si mobilita.

  • Truman

    La morte inflitta per legge

    24 settembre 2010 – Tonio Dell’Olio

    La condanna a morte è stata eseguita. Teresa Lewis, 41 anni, quando da noi erano le 3 di questa notte è stata accompagnata nella stanza della morte del Greensville Correctional Center di Jarrata, Contea di Greensville, le è stato iniettato il veleno vitale e, nel giro di 13 minuti, ha smesso di vivere. Ancora una volta un giudice ha preso il posto di Dio. Ha inflitto la morte per dire che uccidere è un reato grave. Uccidere per punire chi ha ucciso. Ha pensato che Teresa non si potesse recuperare o semplicemente non gli interessava. Ed è un segno di inciviltà. Per taluni, la civiltà consiste nel costruire i palazzi più alti e mangiare con le posate giuste. E invece è incivile piegare la giustizia a vendetta. Umiliare il diritto a strumento di morte. Teresa Lewis era accusata di duplice omicidio. Adesso semplicemente i morti sono diventati tre! Un tribunale si è mascherato da camera mortuaria e non celebra processi ma funerali.

    http://www.peacelink.it/mosaico/a/32431.html

  • oldhunter

    Ecco qui l’unico commento che, dopo giorni di sproloqui su media, blog e TV, mi sento di approvare con tutto me stesso!

  • NomenOmen

    Imprecisioni a parte, questo è l’unico articolo letto finora sull’argomento veramente profondo e onesto.

  • Fabriizio

    ok con l’articolo, tranne voler precisare che in Iran non lapidano piu’ da un pezzo. Sakineh era stata condannata alla impiccagione …

  • lanzo

    A parte il fatto della “lapidazione” bufala, ma come si dice – ripetila ad infinitum – e tutti ci credono (anche Massimo Fini che dovrebbe essere un po’ navigato, menziona la lapidazione) – Nessuno menziona le mani tagliate e le lapidazioni VERE che avvengono in Arabia Saudita e – forse – Kuwait. Li’ tutti zitti e mosca.

    Voglio andare controcorrente: La storia che “io so’ matto” e che quindi “me la posso cavare”, per me e’ un aggravante. Il sedicente “pazzo” se veramente pazzo, maniaco omicida, dopo qualche anno di reclusione, continuera’ – se gli va – tranquillamente ad ammazzare la gente: tanto io so’ pazzo ! E’ il demonio che me lo ha ordinato. Anzi e’ proprio il pazzo (se vero) che manderei alla pena capitale, perche’ questo non puo’ avere redenzione, non mi risulta che esistano terapie per la pazzia, anzi Basaglia ha anche chiuso i manicomi scaricando sulle famiglie i “pazzi”.

    Quello che invece ha ammazzato qualcuno per motivi molto specifici e personali e’ difficile che ripetera’ il delitto, escludendo naturalmente gli assassini a pagamento di mafia e servizi, che naturalmente non vengono mai beccati !

  • ulrichrudel

    Io credo che Adinolfi,volesse solamente farci presente, come i mezzi di informazione Usa e loro lacchè occidentali, sono bravi a spostare l’attenzione sulle presunte cattiverie delle Nazioni canaglie, mentre loro come popolo, sono sempre quelli del settimo cavalleria che salvano i bianchi dai cattivoni pellerossa.

  • ulrichrudel

    Io credo che Adinolfi,volesse solamente farci presente, come i mezzi di informazione Usa e loro lacchè occidentali, sono bravi a spostare l’attenzione sulle presunte cattiverie delle Nazioni canaglie, mentre loro come popolo, sono sempre quelli del settimo cavalleria che salvano i bianchi dai cattivoni pellerossa.

  • Tonguessy

    Ho conosciuto personalmente Fernando E. Caro e Allen Ray a San Quintino.
    Entrambi nativi ed entrambi reclusi nel braccio della morte. Fernando sta ancora aspettando un nuovo processo dopo che un testimone chiave prima di morire ammise di avere mentito riguardo la sua colpevolezza.
    Ray Allen non ebbe quella fortuna, anzi. La prima dose letale iniettata a quel vecchio Cherokee cardiopatico non fece effetto se non farlo contorcere dal dolore. Ci volle una mezz’ora di spasmi ed una seconda iniezione letale per fermargli il cuore.
    Oh, certo: nessuna lapidazione. Negli USA non esistono quelle usanze barbare e Abu Ghraib è stata solo una spiacevole eccezione. Come Guantanamo ed le extraordinary renditions, il Patriot Act, la sospensione dell’habeas corpus….

  • Mosiesi

    Bentornato Tonguessy, è un piacere rileggerti.

    Credo che se sostituissimo la parola “pietra” con la parola “manganello”, così cara nel nostro civile occidente, potremmo avere quasi la quadratura del cerchio…

  • DaniB

    ciao tonguessy, ben tornato

  • Truman

    Nei forum c’era già un post e commenti:

    Usa: presto esecuzione di donna mentalmente disabile

  • imsiddi

    Per quanto riguarda Sakineh, il processo é ancora in corso (se non erro), quindi ancora non si sa se verrà condannata.

    la condanna comunque (come già accennato dal altri commentatori), non sarà lapidazione, ma impiccagione.

  • imsiddi

    ah ancora una cosa, Sakineh é in processo per Omicidio contro il marito, difatti lei e il suo “amante”, hanno meditato ed eseguito l’omicidio del marito.

    quindi non é condannata per “adulterio”.

    infatti ha già scontato nel 2004 una condanna a 99 frustate per adulterio. ora il processo é per omicidio.

  • zufus

    Oggi tutti i quotidiani on-line hanno di nuovo sparato a caratteri cubitali la notizia della prossima impiccagione di Sakineh.

    A giudicare dai commenti, spesso inferociti, che compaiono oggi su Repubblica ed Il Messaggero, c’è da ben sperare.

    Quasi tutti infatti si sono resi conto che si tratta di una “psyop”, e rinfacciano ai giornalisti di aver taciuto per giorni il caso di Teresa Lewis, usando due pesi e due misure.

    Forse qualcosa sta cambiando, anche tra il pubblico dei tele-pecori, e la manipolazione non funziona più come un tempo.

    Che sia un segno di tempi nuovi?
  • VeniWeedyVici

    Le pecore di Repubblica non cambieranno mai, se non in peggio… Quella e’ proprio CARTA DA CULO.

  • mat612000

    Condivisibile l’impostazione.
    C’è però qualcosa che mi lascia perplesso soprattutto nei commenti, come se la barbarie USA avesse il potere di compensare nelle coscienze la barbarie iraniana.
    I due elementi si sommano non si elidono certo. Resta un dato inequivocabile: una donna è stata giustiziata in USA per omicidio, un’altra donna è stata condannata ad essere frustata (dai commenti di qualcuno sembra un cosa da poco) per adulterio e probabilmente sarà impiccata per omicidio.
    La discussione non può esaurirsi con le lamentele sulla stampa e sulle campagne di stampa in danno dell’Iran, dovrebbe andare oltre, farsi altre e ulteriori domande sulla pena di morte (a prescindere dal metodo usato per eseguirla), su chi questa pena colpisce preferibilmente, qual’è il significato politico di mantenere nell’ordinamento legale di uno stato una simile pena, che senso ha punire l’adulterio…ecc…ecc…

  • zufus

    Vedo che hai compreso perfettamente il senso dell’articolo…

  • VeniWeedyVici

    A me non interessa proprio per niente riflettere sulla pena di morte. A me interessa che la gente capisca che ci sono dei pazzi assassini che mettono in pericolo le nostre vite, le NOSTRE vite e quelle dei nostri cari, per i loro fottuti interessi, e che fanno questo aizzando le folle contro il paese-obiettivo di turno sfruttando le loro emozioni grazie a ripetitori di regime che diffondono notizie false, senza alcuna etica giornalistica. Se scoppia la terza guerra mondiale, i veri responsabili sono i giornalisti occidentali, e in quello sciagurato caso, inviterei tutti gli uomini di buona volonta’ a linciare i giornalisti del “mondo libero” e occupare le sedi dei giornali per usarle al servizio della collettivita’ e dell’ umanita’.

    La pena di morte e’ un fenomeno della legge istituzionale, che rifiuto in toto, tutte le leggi di tutti i paesi.

  • mat612000

    Bella risposta. Da uno che al contrario di me ha capito tutto ci si aspetta una spiegazione.
    Se non riesci ad andare oltre le 10 parole evita fastidiose chiose ai miei interventi.

  • Tonguessy

    Grazie