Gli strumenti di monitoraggio di Facebook sono persino peggiori di quanto temessimo.

INPUT – Tom Maxwell – 18 novembre 2020

 

Oggi, durante un’audizione in Senato, il senatore Josh Hawley ha chiesto a Mark Zuckerberg del misterioso pannello di controllo interno “Centra”. La sua risposta dovrebbe farci preoccupare tutti.

Jack Dorsey e Mark Zuckerberg oggi hanno affrontato un altro interrogatorio dal senato americano, per lo più riguardante reclami falsi (a detta dell’autore dell’articolo, N.d.t.) secondo cui i loro social network stiano mettendo a tacere inviti a giudizi più prudenti in seguito alle elezioni presidenziali. Un’altra notizia interessante da questa audizione ci è arrivata quando il senatore Josh Hawley, Missouri, ha chiesto a Zuckerberg del “Centra”. Il nome a cui si riferisce è uno strumento interno che Facebook utilizza per tracciare i suoi utenti su internet.

Hawley ha condiviso su Twitter una foto dello strumento sopra citato dicendo di averla ottenuta da una talpa di Facebook.

Il pannello di controllo, se autentico, mostrerebbe una lista di punti dati che Facebook ha su ogni singolo utente. E, soprattutto, mette in luce come gli utenti non possano sfuggire facilmente al tracciamento anche se lo volessero.

Facciamoli smettere- Una definizione semplificata di questa dashboard, “3 Device Linked IG account” mostra che Facebook può registrare l’attività dello stesso utente su un dispositivo anche se cambia account, utilizzando gli identificatori Hardware univoci del dispositivo come il numero fisso IMEI dello smartphone. Fondamentalmente, non c’è bisogno di essere registrati ad un determinato account affinché la compagnia sappia che sei tu: crea un nuovo account Instagram e gli identificatori a livello di dispositivo verranno usati per riconoscere che sei la stessa persona. Quando accedi dal web, Facebook rilascia rilascia un cookie “DATR” che continuerà a tracciare la tua attività anche dopo esserti disconnesso per un massimo di due anni.

In precedenza è stato segnalato che Facebook utilizza i cookies dei browser per tracciare le persone che non hanno mai creato un account Facebook, creando così dei “profili ombra” per coloro che potrebbero, in futuro, aprire un account sul famoso social media.

Lo stato della AD-TECH- Niente di tutto ciò ci sorprende e Facebook non è certamente l’unico ad eseguire questo tipo di monitoraggio: l’intera industria della pubblicità online si basa su di esso. Per generare un profilo dettagliato sugli individui al fine di un target preciso Facebook ha bisogno di quanta più visibilità possibile nelle attività internet di tutti i dispositivi e piattaforme.

Se si cambia account o si utilizzano smartphone e laptotp in modo intercambiabile e le proprie attività di navigazione non si sincronizzano tra loro, gli inserzionisti hanno meno informazioni sull’utente con cui indirizzare gli annunci. Gli identificatori fissi permettono a Facebook di registrare le attività dell’utente anche se si è disconnesso, se ha cancellato l’app di Facebook o se utilizza un altro browser.

Il fine di questo tracciamento potrebbe essere ancora sorprendente per alcune persone, nonostante la consapevolezza che Facebook raccolga una grande quantità di dati. I critici hanno detto che gli utenti potrebbero essere ben disposti a scambiare i loro dati personali per servizi gratuiti, ma l’enorme apparato del sistema di monitoraggio utilizzato da Facebook e altri è così complesso da rendere difficile per la persona comune rendersi conto dell’entità del tracciamento.

Apple ha risposto a queste preoccupazioni sulla privacy con il rilascio di iOS 14 che ora richiede alle app di chiedere l’autorizzazione prima di poter utilizzare un identificatore del dispositivo. Alcune app guadagnano grazie alle pubblicità su Facebook, che richiede che la compagnia riesca ad identificare chi sia l’utente. Se non è in grado di collegare l’utente di una app alle informazioni che Facebook conosce su di lui, allora le inserzioni perdono le loro caratteristiche di target segreto che le rende preziose. Zuckerberg riferisce che il cambiamento potrebbe far diminuire le entrate in valori anche di miliardi. Apple ha temporaneamente sospeso il cambiamento per dare tempo a Facebook di cambiare il suo modello. Nel frattempo, ascoltiamo soltanto musica in sordina.

Potenziale abuso- Lo scandalo di Cambridge Analytica e le rivelazioni di Edward Snowden riguardanti le intercettazioni della NSA hanno mostrato come questi dati possano andare a finire nelle mani sbagliate, anche se Facebook dichiara di non volere che ciò accada. Questa è la preoccupazione principale dei sostenitori della privacy: Facebook sta raccogliendo una quantità di dati mai vista in precedenza nell’interesse della pubblicità, ma non è un amministratore scadente della privacy di questi dati. Anche le leggi statunitensi in materia di privacy non sono particolarmente severe, con il Patriot Act che consente al governo, il pretesto della sicurezza nazionale, di condurre liberamente ricerche segrete sui dati di Facebook con. Tutto ciò rischia di soffocare la libertà di parola.

Durante la riunione, Zuckerberg ha affermato di non avere dimestichezza con Centra. Ma una rosa, anche se chiamata con un altro nome, avrà sempre lo stesso forte profumo.

 

Fonte: https://www.inputmag.com/tech/facebooks-tracking-tools-are-even-worse-than-we-feared

Traduzione di Francesco Paparella per ComeDonChisciotte

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Sujismundo
Sujismundo
24 Novembre 2020 , 4:57 4:57

che siano peggiori ne avevo avuto la sensazione anni fa, quando avevo un account (2009) che poi ho provveduto molti anni fa a cancellare definitivamente (con la procedura di totale cancellazione e conferma “ufficiale”). Però qualche mese fa mi è successa una cosa che mi ha lasciato con tanti dubbi, rabbia e perplessità: confermando un servizio bancario online, la mia “banca di fiducia” mi ha mandato le nuove regole sulla privacy (praticamente l’accettazione obbligatoria della perdita della privacy, come avviene da quando l’hanno introdotta) con tutte le opzioni di cessione a terzi attivate.. Dopo qualche ora mi è arrivata una mail da facebook su un indirizzo che non ho mai dato a nessuno, che non ho mai registrato ad alcun social, ma che era quello in uso presso quella banca.. Inutile dire che ho protestato e mi hanno detto che potevo revocarle, ma a quel punto la frittata era fatta.. Qui il problema, che per me è una truffa: la mail era una mail legittima di facebook in cui mi chiedevano di confermare il mio account con quell’indirizzo email.. Il punto è che io non solo non ho mai registrato alcun account, ma non ho neppure una password ovviamente, ma… Leggi tutto »