GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA

DI FULVIO GRIMALDI
fulviogrimaldi.blogspot.com/

Il presidente Napolitano ha ricordato due giorni fa, nell’occasione della giornata delle vittime del terrorismo e del primo incontro tra le vedove Pinelli e Calabresi, l’anarchico milanese fuoruscito da una finestra al quarto piano della Questura di Milano. Singhiozzava il presidente migliorista e simultaneamente ribadiva, anche per oggi, il teorema degli “opposti estremismi” con il quale allora si voleva e pedissequamente anche oggi si vuole soffocare l’opposizione vera alla dittatura capitalista e alla fascistizzazione. A Pinelli, sul cui demenziale “malore attivo”, che secondo il magistrato D’Ambrosio, futuro candidato PCI, ne aveva causato la spontanea estromissione dalla finestra, da questa sola istituzione è stato riconosciuto il ruolo di ingiustamente perseguitato e vessato, 40 anni troppo tardi. Nessuno ha ricordato che fu Calabresi a togliere l’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana a un collega, che stava indagando sugli ambienti di estrema destra (poi risultati colpevoli), per indirizzarla verso i compagni della sinistra. Nessuno ha ricordato che le indagini sul volo da una finestra piena di poliziotti furono condotti e fatti archiviare dagli stessi e che non si volle mai approfondire nulla con un procedimento giudiziario. Neanche oggi.
Quando forse qualcuno presente nella “stanza piena di fumo” e perciò “da ventilare”, potrebbe aver avuto qualche evoluzione di coscienza. Nessuno ha colto l’occasione del 40° per ricordare le decine di giovani ammazzati nelle piazze del terrorismo di Stato, da Giuseppe Pinelli a Giorgiana Masi a Francesco Lorusso, laboratorio degli ammazzamenti in atto e programmati oggi a casa nostra e in giro per il mondo.
Noi di Lotta Continua – quelli che non hanno tralignato – invece ricordiamo, ricordiamo tutto. Ricordiamo di aver rovesciato il paradigma di un potere ottuso, perfido e sanguinario attraverso lo smascheramento della “Strage di Stato”, con le nostre lotte, con innovazioni davvero rivoluzionarie di contenuti e forme, di assoluta validità contemporanea, con canzoni come questa: la migliore orazione funebre per il compagno Pinelli.

LA BALLA DEL PINìELLI

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo che caldo faceva
brigadiere apra un po’ la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

Signor questore io gliel’ho già detto
lo ripeto che sono innocente
anarchia non vuoi dire bombe
ma giustizia amor libertà.

Poche storie confessa Pinelli
il tuo amico Valpreda ha parlato
è l’autore del vile attentato
e il complice di certo sei tu.

Impossibile, grida Pineili
un compagno non può averlo fatto
e l’autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar.

Stiamo attenti indiziato Pinelli
questa stanza è già piena di fumo
se insisti apriam la finestra
quattro piani son duri da far.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po’ la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

L’hanno ucciso perché era un compagno
non importa se era innocente
‘Era anarchico e questo ci basta”
disse Guida il feroce questor.

C’è un bara e tremila compagni
stringevarno le nostre bandiere
noi quel giorno l’abbiamo giurato
non finisce di certo così.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po’ la finestra
una spinta e Pinelli cascò,

E tu Guida e tu Calabresi
Se un compagno ci avete ammazzato
Per coprire una strage di stato
Questa lotta più dura sarà.

Fulvio Grimaldi
Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/05/giuseppe-pinnelli-la-strage-di-stato.html
11.05.2009

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Tao
Tao
11 Maggio 2009 , 11:34 11:34

LA MEMORIA IMPOSTA: 9 MAGGIO IL RICORDO DI PARTE DI ULISSE OGNISTRADA senzasoste.it Per Giorgio Napolitano il 9 maggio, istituzione dela giornata della memoria delle vittime del terrorismo, “colma un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile che molti di voi avevano dolorosamente avvertito”. La memoria, imposta per legge, stabilisce che “la Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale giorno della memoria al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”. Nell’elenco delle vittime vanno compresi i 19 morti di Nassiriya caduti in una guerra di invasione che tutt’oggi si combatte in Irak. Non esistendo un elenco ufficiale le istituzioni considerano attendibile quello elaborato dall’associazione “Italiana Vittime del Terrorismo”, associazione di cui fanno parte i familiari di coloro che “sono stati colpiti mentre difendevano le istituzioni democratiche” ovvero poliziotti, magistrati, politici; difensori di istituzioni che hanno avuto la colpa, dal dopoguerra ad oggi, di coprire, omettere e depistare le stragi di stato o gli omicidi di piazza. Questa è la memoria storica che ha imposto il nascente Partito Democratico. Chi ha perso la vita in piazza per una bomba, ucciso dalle forze di polizia,… Leggi tutto »

Tao
Tao
11 Maggio 2009 , 11:38 11:38

In occasione della giornata delle vittime del terrorismo, il Presidente della repubblica ha invitato le vedove di Pinelli e di Calabresi che, stringendosi la mano, hanno in qualche modo simboleggiato una sorta di riconciliazione nazionale, di superamento degli odi di quella specie di guerra civile che l’Italia ha avuto negli anni settanta.
Si è trattato di un atto di notevole valore civile ma mi domando come può la vedova Pinelli considerare chiusa la questione che riguarda la morte del marito quando non si è mai fatta luce
sulle responsabilità e l’indagine si è chiusa con un nulla di fatto.
Quale onore viene restituito al povero Pinelli se neppure a distanza di quaranta anni ha avuto resa giustizia?
Perchè il Presidente della repubblica ha parlato di restituzione dell’onore quando è risaputo che nè Pinelli nè gli anarchici c’entrano nulla con la strage
di Piazza Fontana?

Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://www.spazioamico.it
11.05.2009

mat612000
mat612000
11 Maggio 2009 , 12:07 12:07

Leggo sempre con picere Grimaldi ma questa volta non mi è piaciuto proprio.
Accertare la verità storica o, peggio ancora, quella giudiziaria su P.zza Fontana e su Pinelli, non credo proprio sia compito istituzionale del Presidente della Repubblica.
Trovo, al contrario, molto più consono al suo compito di rappresentazione simbolica dell’unità nazionale riconoscere pari dignità ad entrambe le vedove e figli, entrambe vittime indirette di una fase storica che nessuno si augura possa ripetersi.
Addirittura aggiungo che, a rigor di logica istituzionale, la presenza della vedova Pinelli potrebbe risultare una forzatura (non per me che ragiono con altri valori), infatti, il povero Pino non morì per mano di una fazione armata ma se mai per mano delle istituzioni (che per definizione non possono essere tacciate di terrorismo).
Gesto apprezzabile quello di Napolitano.
Molto più apprezzabile della riesumazione del clima del 69 operata da Grimaldi.

cloroalclero
cloroalclero
11 Maggio 2009 , 12:36 12:36

chapeu, Grimaldi. Un saluto a Joe Fallisi, autore della “ballata del pinalli”

Cornelia
Cornelia
11 Maggio 2009 , 12:58 12:58

La canzone dice in realtà:
“una spinta e Pinelli cascò”
e anche
“e l’autore di questo delitto/tra i fascisti bisogna cercar”.

Come mai Grimaldi pubblica la versione edulcorata? 😀

nonrexnoniusnonmos
nonrexnoniusnonmos
11 Maggio 2009 , 14:06 14:06

IL SUO RICORDO COMMOSSO DOVEVA INDIRIZZARSI A QUEI GIOVANI OPERAI UNGHERESI MACIULLATI DAI PANZER SOVIETICI…O NO’?

Tao
Tao
11 Maggio 2009 , 14:14 14:14

L’ONORE PERDUTO DELL’ ANARCHICO GIUSEPPE PINELLI FONTE: CARMILLAONLINE Ci sono peri talmente alti che a cascarci giù si impiegano 40 anni prima di toccare il suolo. Ne ha fatto l’esperienza il presidente Giorgio Napolitano, ricevendo, tra le vittime della strage di Piazza Fontana, anche Licia Pinelli, la compagna dell’anarchico caduto dalla finestra al quarto piano della questura di Milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, al termine di un interrogatorio. Napolitano ha parlato di «ridare e riaffermare l’onore di Pinelli» e di «rompere il silenzio su una ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana». Forse il presidente si riferiva alla propria persona, e alla riunione della direzione del PCI (della quale era membro) del 19 dicembre 1969, dove, alla presenza del segretario Enrico Berlinguer, si convenne che era politicamente più saggio denunciare gli anarchici come “provocatori” piuttosto che difendere i compagni caduti dalla finestra (come Pinelli) o in galera (come Valpreda). Per rendere giustizia non solo a Giuseppe Pinelli, ma anche ai tanti che non possono “rompere il silenzio” perché in silenzio non sono mai stati, riportiamo qui il capitolo sulla morte dell’anarchico Pinelli tratto dalla controinchiesta La strage… Leggi tutto »

radisol
radisol
11 Maggio 2009 , 16:33 16:33

Bah, proprio ieri Oreste Scalzone, in un intervista, ha detto che se per Pinelli non c’è dubbio che la sua morte sia responsabilità omicida dello stato, fu comunque un errore personalizzare in Calabresi il responsabile materiale della sua uccisione. In effetti Potere Operaio, il gruppo di Scalzone, per la vicenda Pinelli, disse sempre “Assassino è lo Stato” in contrapposizione a Lotta Continua ed agli altri gruppi rivoluzionari dell’epoca che gridavano nei cortei “Calabresi assassino”. E’ infatti assodato che Calabresi non era presente nella stanza al momento della “caduta” di Pinelli, lo hanno testimoniato nientemeno che altri anarchici fermati quella stessa sera e che si trovavano anche loro “ospiti” della Questura milanese …. Certo Calabresi era il capo dell’Ufficio Politico ed altrettanto certamente aveva le sue precise responsabilità politiche, fu lui a cercare di “coprire” il fattaccio con improvvide dichiarazioni subito dopo il fatto insieme al questore Guida, peraltro noto fascista ( aveva diretto il confino di Ventotene durante il ventennio) mai pentito … ma allora perchè personalizzare la responsabilità della uccisione di Pinelli solo in Calabresi e non pure nel questore Guida, più alto in grado e sicuramente più apertamente “fascista” dello stesso Calabresi ? Mistero (nel più ampio mistero… Leggi tutto »

radisol
radisol
11 Maggio 2009 , 16:42 16:42

Il testo riportato da Fulvio Grimaldi della “Ballata del Pinelli” è quello della versione, leggermente più “edulcorata” anche se la sostanza del messaggio non cambiava granchè, incisa da Pino Masi per i dischi dei “Circoli Ottobre” ( organizzazione culturale vicina a Lotta Continua) … e non quello originale dell’autore, il tenore anarchico Joe Fallisi ….

Realisticamente Grimaldi ricorda meglio la versione di Pino Masi perchè all’epoca era direttore del quotidiano “Lotta Continua” che appunto, indirettamente, editò il disco di Masi …..

Va pure detto però che la versione di Masi, proprio perchè incisa in un 45 giri che vendette milioni di copie nella distribuzione militante, è largamente più conosciuta di quella originale di Joe Fallisi …..

radisol
radisol
11 Maggio 2009 , 17:16 17:16

Dimenticavo … la versione di Pino Masi è largamente più conosciuta anche per un altro fattore … sarà ripresa alcuni anni dopo, col medesimo testo, anche dal più noto cantautore Claudio Lolli che la inserì in un album di largo successo …. lo stesso album della celeberrima “Ho visto anche degli zingari felici” …..

sultano96
sultano96
11 Maggio 2009 , 23:45 23:45

Il sig. Ulisse Ognistrada fa di ogni erba un fascio, così operando si fornisce la giustificazione per qualsiasi nefandezza, NON si può e non si deve assimilare Giuseppe Pinelli con Carlo Giuliani. Il primo sono andati a prenerlo a casa per farlo incontrare con la morte, il secondo si è recato spontaneamente! E’ la stessa cosa?

sultano96
sultano96
11 Maggio 2009 , 23:52 23:52

La moglie NON può agire per conto del marito. Ogni atto intrapreso dalla sig.ra Pinelli è a titolo squisitamente personale. Esiste un abisso tra il modo d’essere e vivere di una donna da quello di un uomo, solamente i gay non lo capiscono, per proprio tornaconto.
Chi possiede un minimo di conoscenza sulla materia elettrica come può assimilare il polo positivo con quello negativo?

sultano96
sultano96
12 Maggio 2009 , 0:03 0:03

mat61200, condivido la sua opinione su Grimaldi non quella sul presidente della repubblica che non può rappresentare me e l’altro 28% degli italiani che non partecipano alle tornate elettorali. A Napolitano glielo ho fatto presente direttamente che NON può parlare a nome degli italiani, ma bensì a nome di una ristretta minoranza che si riconosce nella falce e martello, il resto è ipocrisia!
Molte persone, come me, quando Napolitano è stato eletto presidente della repubblica, lo hanno raggiunto con una e-mail- agli atti attraverso il tasto stamp della tastiera del PC- manifestando la loro contrarietà alla sua nomina. Fatti non parole.

sultano96
sultano96
12 Maggio 2009 , 0:08 0:08

Mai pensiero potrà essere più condiviso, con ciò lei manifesta che non importa il colore del potere perchè i mezzi per esercitarsi-il potere- sono li stessi: la sopraffazione!

buran
buran
12 Maggio 2009 , 8:07 8:07

Possiedo fin dalla sua uscita l’originale dell’album “Ho visto anche degli zingari felici” di C. Lolli, ma non c’è nessuna “Ballata del Pinelli”. Non so dove lo hai letto, ma ti informo che è un’ inesattezza

buran
buran
12 Maggio 2009 , 8:25 8:25

Posto che un problema di “onore” ce l’hanno avuto e ce l’hanno gli assassini di Pinelli o coloro che li coprono, e non Pinelli medesimo, sta di fatto che non c’è ad oggi una versione accettabile e credibile di quello che avvenne alla Questura di Milano. Chi è che buttò Pinelli dalla finestra, da chi è che è stato coperto? La versione del “malore attivo” è falsa e ridicola, non c’è un intellettuale, un parlamentare, qualcuno che dica questa semplice verità senza aver paura che qualcun altro si offenda?

mat612000
mat612000
12 Maggio 2009 , 8:29 8:29

“Pinelli assassinato nessuna pace con lo stato”, questo è uno degli slogan apparsi ieri sui muri di Torino.
“Ieri come oggi slogan idioti” ha commentato Andrea Casalegno figlio di Carlo Casalegno anch’esso vittima della lotta armata.
Ha aggiunto: “La stretta di mano tra le vedove di Pinelli e Calabresi di fronte a Napolitano è un fatto molto importante e positivo ma non può significare che si volta pagina, com’è di moda dire in questi giorni.
Semplicemente perchè le pagine scritte sono scritte, le scelte che ciascuno ha compiuto rimangono e non si possono cancellare.
Nessuno può dimettersi dalle sue responsabilità.”.
Invito a leggere l’intervista per intero pubblicata oggi a pag. 10 e 11 di la Repubblica.
Trovo la posizione di Andrea molto equilibrata e riflessiva, anche forse perchè al contrario di Grimaldi e tanti altri, ha vissuto in prima persona il dolore di certe scelte estreme.
Infatti conclude: “Decidere di togliere la vita ad un altro essere umano non è una decisione che si possa rimediare, è una scelta di vita, per questo ci si può definire ex brigatisti ma non ex assassini.”.
Sono totalmente d’accordo con lui.

Santos-Dumont
Santos-Dumont
12 Maggio 2009 , 10:11 10:11

Concordo pienamente col commento di Pietro Ancona.

Santos-Dumont
Santos-Dumont
12 Maggio 2009 , 10:15 10:15

E’ falso che le istituzioni non possano essere accusate di terrorismo, basta consultare un dizionario:
http://old.demauroparavia.it/119913
E’ evidente che se nell’ambito delle stesse istituzioni sono in atto manovre repressive che travalicano la legge, si tratta proprio di terrorismo.

Santos-Dumont
Santos-Dumont
12 Maggio 2009 , 10:17 10:17

Prescindendo dal maiuscolo “gridato” inopportuno, una cosa non esclude l’altra. La barbarie dei carri armati (e non panzer, visto che questi ultimi erano nazisti… lapsus freudiano?) non cancella i soprusi vissuti all’epoca di Pinelli e che viviamo ancora oggi.

nessuno
nessuno
12 Maggio 2009 , 11:53 11:53

e: GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA (Voto: 1) di sultano96 il Martedì, 12 maggio @ 00:03:09 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) mat61200, condivido la sua opinione su Grimaldi non quella sul presidente della repubblica che non può rappresentare me e l’altro 28% degli italiani che non partecipano alle tornate elettorali. A Napolitano glielo ho fatto presente direttamente che NON può parlare a nome degli italiani, ma bensì a nome di una ristretta minoranza che si riconosce nella falce e martello, il resto è ipocrisia! Molte persone, come me, quando Napolitano è stato eletto presidente della repubblica, lo hanno raggiunto con una e-mail- agli atti attraverso il tasto stamp della tastiera del PC- manifestando la loro contrarietà alla sua nomina. Fatti non parole. Esimio signore in Italia vige una democrazia, scassata quanto vuole ma pur sempre democrazia, per cui la maggioranza vince. Padronissimo a non esercitare il diritto di voto ma deve sottostare alla volontà di chi ha votato e raggiunto una maggioranza. Quindi il Presidente è titolato a parlare per tutti gli italiani in quanto eletto dalla maggioranza e lei accettare la volontà di questa maggioranza Io faccio parte di quelli che non votano ma non… Leggi tutto »

nessuno
nessuno
12 Maggio 2009 , 11:56 11:56

e perche non a quei giovani vietnamiti irrorati dal napalm?
o dai palestinesi coperti di fosforo?
Sia più educato e non gridi anzi non ragli

sultano96
sultano96
13 Maggio 2009 , 1:08 1:08

La democrazia “permette ad un “assurdo” come lei di esternare il proprio pensiero. Ma lei che continua a sentenziare è proprio sicuro che sia la maggioranza ad esercitare la propria volontà? O non sia -la volontà- di qualcuno molto astuto in grado di manipolarla?
Il presidente potrà certamente parlare a nome di tutti gli italiani ed io continuerò a dissentire.
Votanti 100, non votanti 28, maggioranza dei rimanenti 72 37. Le sembra che 37 sia maggiore di 28+35=63. E’ una semplice operazione aritmetica che si impara alla scuola primaria e che dimostra che il 37% governa sul 63%, se questa è democrazia scassata non inficia il risultato aritmetico, la matematica NON è un’opinione ma l’unica scienza esatta. Capisco che quant’espresso fin quì, è un concetto troppo sottile per le sue sinapsi!

radisol
radisol
13 Maggio 2009 , 3:45 3:45

Si, hai ragione, è in un album successivo, dei primi anni ottanta …
Mi scuso per l’errore, ma la sostanza del discorso non cambia …. è ovvio che la versione di Pino Masi, poi ripresa da Lolli, sia la più conosciuta … quella originaria dell’amico Joe Fallisi non è mai stata distribuita, anche se oggi per fortuna ne girano copie in mp3 ….

mat612000
mat612000
13 Maggio 2009 , 4:16 4:16

Intendevo dire che non ci si può aspettare dalle istituzioni che un atto (la morte di Pinelli) in cui sono coinvolti suoi rappresentanti sia definito “terroristico”, definizione che invece può essere attribuita a coloro che combatterono armi in pugno l’ordine costituito (tra i quali possiamo annoverare sicuramente i killer di Calabresi).
Il mio era un ragionamento un po’ formale ma non certo formalista.

radisol
radisol
13 Maggio 2009 , 4:18 4:18

Nella visione e nell’ immaginario dei movimenti di quegli anni, e ancora di più ovviamente nella visione anarco/libertaria, i giovani di Budapest 1956 ( peraltro in gran parte scesi in piazza in nome del “vero socialismo” come testimoniò anche un anticomunista d’acciaio come Montanelli, reporter a Budapest per il Corsera) e quelli acesi in piazza nel 1968 in mezzo mondo ( compresi alcuni paesi “socialisti” come Cecoslovacchia e Jugoslavia) stavano tutti dalla stessa parte …. così come stavano dalla stessa parte, quella opposta, tanto i carri armati sovietici che i gipponi della celere italiana …..
I movimenti degli anni sessanta e settanta consideravano l’Urss ed il Patto di Varsavia come “socialimperialisti”, alcuni gruppi m-l addirittura consideravano l’Urss come nemico principale rispetto agli Usa ….
Quindi la polemica, a meno che questa non sia ristretta specificamente a Napolitano che effettivamente nel 1956 difese su “L’Unità” l’invasione sovietica ( ma questo è completamente un altro discorso …), appare del tutto fuori luogo ….

buran
buran
13 Maggio 2009 , 6:00 6:00

Io l’ho imparata a mente nelle serate “conviviali” con chitarra. Presumo che quella che conosco sia la versione Fallisi, perchè è leggermente diversa rispetto a quella di Grimaldi.

nessuno
nessuno
13 Maggio 2009 , 6:31 6:31

Votanti 100, non votanti 28, maggioranza dei rimanenti 72 37. Le sembra che 37 sia maggiore di 28+35=63.
E’ una semplice operazione aritmetica che si impara alla scuola primaria e che dimostra che il 37% governa sul 63%, se questa è democrazia

Che le piaccia o no in Italia funziona cosi quindi ribadisco che il presidente è titolato a parlare a nome degli italiani lei compreso.
le mie sinapsi saranno in default ma lei ha il cervello in pappa completa.

radisol
radisol
13 Maggio 2009 , 6:33 6:33

Vabbè, ma Pinelli era un militante, sono andati a prenderlo a casa ma non era certo uno che si tirava indietro nelle manifestazioni di piazza e nell’esporsi nella militanza sia politica che sindacale.
Ed è proprio in base alla sua militanza che sono andati a prenderlo a casa …… cosa che Calabresi e c. peraltro facevano molto spesso ….. era diventata una specie di abitudine, tanto è vero che, nonostante il momento ultradrammatico, Pino Pinelli li seguì tranquillamente con il suo motorino ……
Casomai, la differenza con Giuliani è che quest’ultimo, pur provenendo da una famiglia di militanti politici, lui militante non lo era …. il fatto stesso che fosse uscito con un amico per andare al mare e solo durante la giornata abbia poi deciso di andare al corteo lo dimostra ….
Ma comunque non mi sembra proprio il caso di fare queste sottili disquisizioni tra due vittime, tutte e due per motivi diversi molto “simboliche”, della violenza dello stato …..

radisol
radisol
13 Maggio 2009 , 6:40 6:40

D’accordo, ma questo vale per tutti …
Ad esempio, Cossiga è un ex Presidente della Repubblica ma non è un ex assassino …
Ogni riferimento a Mario Salvi, a Francesco Lorusso ed a Giorgiana Masi non è per niente casuale …..

fucik
fucik
13 Maggio 2009 , 9:11 9:11

Le poche righe che scrivi sono un raro concentrato di incoerenze e di contraddizioni, un capolavoro dell’idealismo anarchico piccolo borghese. Non è tanto l’assenza di una visione storica oggettiva, sorretta dal materialismo, né la mancanza di una corretta posizione di classe nel valutare gli accadimenti storici che deve lasciare indifferenti. Del resto queste idee si presentano, anche con altre varianti più grossolane, nel quotidiano e sistematico proporsi dell’ideologia dominante attraverso ogni mezzo di comunicazione. Sono le argomentazioni prive di contenuto e generalistiche che non servono proprio a nulla, se non a creare confusione. Dunque tu inviti ad accettare la valutazione di Montanelli, che, si sa, è sempre stato un sostenitore disinteressato del proletariato mondiale (essendo egli un “anticomunista d’acciaio”). Ottimo! Via Marx, via Lenin dunque, e per capire che cosa muove la storia adottiamo il taglio oggettivo di Montanelli. Si capisce che dei fatti del 56 in Ungheria hai studiato solo quello che pensa la borghesia (e i suoi manuntegoli). Idem per Praga 1968. Una cosa è un’analisi di classe, altra è sposare le pseudospiegazioni della borghesia e ignorare (scientemente?) quanto e come i fatti in questione fossero eterodiretti dall’imperialismo (quello americano, guarda caso) e come si è arrivati a… Leggi tutto »

mat612000
mat612000
13 Maggio 2009 , 11:14 11:14

Beh però direi che nell’esempio riportato il problema principale siano al di là dei calcoli aritmetici, i 28 non votanti su 100.
Cosa sono stati eletti a fare?
Sono stati eletti per votare o per essere assenti?
Nel caso in cui l’esempio si riferisca ad un voto diretto (tipo assemblea di partito o di movimento) mi sembra giusto che la maggioranza sia rappresentata dalla maggioranza dei votanti.
Diversamente una pratica ostruzionistica di non voto paralizzerebbe l’attività dell’ente collettivo.

radisol
radisol
13 Maggio 2009 , 12:23 12:23

Tutti gli m-l filocinesi ( francamente di m-l filorussi, a parte quelli interni al Pci, non ne ricordo proprio )consideravano l’Urss “socialimperialista” e poi, addirittura, tra il finire dei settanta e gli ottanta, addirittura il “nemico principale” ….. I nomi ? Provo a citare a memoria … Servire il Popolo, il Pcd’I nelle sue varie componenti e correnti, Stella Rossa, l’MS milanese di Capanna e Toscano, Linea Proletaria, Viva il Comunismo, il collettivo comunista metropolitano da cui nacquero le primissime BR ecc. ecc. Ma lo stesso giudizio, anche se non facevano riferimento così netto alla Cina ed al maoismo, lo davano Lotta Continua e Potere Operaio. Il resto della sinistra extraparlamentare – cito solo il gruppo più consistente, Avanguardia Operaia – era fortemente influenzato dal trotzkismo e/o dal bordighismo, puoi quindi immaginare cosa pensassero dei Paesi del Patto di Varsavia …. Gli autonomi, quelli non direttamente discendenti di Potere Operaio come ad esempio i Volsci romani, addirittura si rifacevano all’esperienza anarco/comunista ed anarcosindacalista dell’IWW americano di inizio secolo e quindi anche qui puoi immaginare … poi, visto l’argomento da cui è partita questa discussione, c’erano gli anarchici veri e propri che certo non erano filo-russi … E poi innegabilmente su… Leggi tutto »

fucik
fucik
13 Maggio 2009 , 13:17 13:17

Apprezzo la tua pacatezza e ti ringrazio per aver integrato la tua riflessione con nomi e fatti. La questione è complessa e si può analizzare meglio trovando il comune denominatore dei tanti gruppi della sinistra di classe che hanno attraversato quel periodo storico tentando di fornire una propria impronta alla necessità del cambiamento rivoluzionario. Ma diventa troppo lungo, almeno qua, trattarla con sufficiente chiarezza.
Riconosco che tra Budapest e Praga ci sono differenze consistenti nei moti e nelle persone (più o meno consapevoli e più o meno sincere) che hanno messo in forte crisi il socialismo, ma la questione di fondo che accomuna entrambe le situazioni riguarda lo scontro tra due parti in lotta mortale (socialismo, con tutti i suoi limiti, e capitalismo). In ogni caso Montanelli non è titolato per pronunciarsi su alcunchè che riguardi le lotte (e gli errori) del proletariato internazionale.

nessuno
nessuno
14 Maggio 2009 , 0:25 0:25

Re: GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA (Voto: 1)
di sultano96 il Mercoledì, 13 maggio @ 01:08:50 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
La democrazia “permette ad un “assurdo” come lei di esternare il proprio pensiero.

Esimio signore dall’alto della sua saccenza lei pensa di potermi irritare con le amenità che posta
Invece mi diverte un sacco vederla sempre più spesso incartato nel suo assurdo e obsoleto modo di esprimersi
Il nick che si è dato e già tutto un programma: sultano!!! Ma sultano de che ? e poi 96 o forse voleva scrivere 69?
Lei più che un sultano mi sembra uno sciocco che crede di poter sfottere le persone ma si fotte da solo.
Alla prossima assurdo vecchietto .

sultano96
sultano96
14 Maggio 2009 , 1:04 1:04

Prendo atto della sua lettura dei diversi accadimenti, ma per me non sono sottili disquisizioni, pur condividendo con lei il concetto della diuturna violenza di stato che si perpetua, magari in modo meno cruento.

sultano96
sultano96
14 Maggio 2009 , 1:21 1:21

Non intendevo inabissarmi in dispute ideologiche ma attenermi rigorosamente ai fatti, perciò radisol aborro con tutte le mie forze le prese di posizione di napolitano-non è un refuso-e non colgo le osservazioni di fucik. Anch’io come lei nel ’68 c’ero e quindi ne sono testimone diretto e le mie idee si possono evincere, o meglio leggere, in tutti i miei post o commenti depositati in quest’ospite.

sultano96
sultano96
14 Maggio 2009 , 1:42 1:42

mat612000, sono il propugnatore dell’antropocrazia perciò le pratiche ostruzionistiche di non voto, per paralizzare l’attività dell’ente collettivo, non mi appartengono, considerandole codine. Il ragionamento aritmetico aveva l’unico scopo di dimostrare che non esistono maggioranze, ma semplici circuizioni d’incapaci attuate da una ristrettissima oligarchia. Non posso accettare, ma lo devo obtorto collo, le decisioni della maggioranza dei votanti, perchè come censo di nascita NON ho mai condiviso l’ordinamente repubblicano, mi è semplicemente stato imposto il territorio, definito italiano, da un ente superiore. Nelle giurie popolari, chiamate ad emettere sentenze nei confronti di un imputato, se non si raggiunge la totalità dei consensi nel ritenerlo colpevole, viene rimandato libero. Tanto meglio dovrebbe calzare al mio caso una simile conduzione, dal momento che non ho commesso alcunchè, ciònonostante devo sottostare alle decisioni di cui sopra.
Cordialità.

radisol
radisol
14 Maggio 2009 , 3:05 3:05

Stimo zero Napolitano. E sono arciconvinto che la sua “disincrasia” storica per ogni tipo di movimento di massa ( da Budapest 56 a Praga 68 passando per il 1968/69 e per il 1977 italiani fino addirittura alla sua contrarietà persino alla battaglia sulla scala mobile intrapresa da Berlinguer nel 1984/85) si spieghi più con una logica “elitaria” E DI GRANDE “COMPRENSIONE” PER GLI INTERESSI CAPITALISTICI, FIAT IN TESTA che ha sempre contraddistinto una certa ala intellettual/miglioriste del Pci che non con le evoluzioni politiche dello stesso Pci, poi Pds, poi Ds e poi Pd ….. Per certi personaggi ( ricordo anche Amendola, Bufalini, Colaianni, papà Ferrara e papà D’Alema, Lama, in forma un pò diversa anche Cossutta) potevano tranquillamente convivere una fedeltà assoluta all’Urss ed una subalternità totale agli interessi capitalistici in Italia …. l’importante era che nè a Ovest nè ad Est le “masse” prendessero il sopravvento rispetto agli assetti del potere ed alla mediazione istituzionale …… Insomma, a modo suo, Napolitano è stato un precursore di tutti i peggiori effetti della involuzione del Pci fino all’attuale “esangue” Partito Democratico. Sulla vicenda Pinelli/Calabresi credo però che Napolitano abbia compiuto un atto positivo … anche se purtroppo, come immagino, se… Leggi tutto »