GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA

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DI FULVIO GRIMALDI

fulviogrimaldi.blogspot.com/

Il presidente Napolitano ha ricordato due giorni fa, nell’occasione della giornata delle vittime del terrorismo e del primo incontro tra le vedove Pinelli e Calabresi, l’anarchico milanese fuoruscito da una finestra al quarto piano della Questura di Milano. Singhiozzava il presidente migliorista e simultaneamente ribadiva, anche per oggi, il teorema degli “opposti estremismi” con il quale allora si voleva e pedissequamente anche oggi si vuole soffocare l’opposizione vera alla dittatura capitalista e alla fascistizzazione. A Pinelli, sul cui demenziale “malore attivo”, che secondo il magistrato D’Ambrosio, futuro candidato PCI, ne aveva causato la spontanea estromissione dalla finestra, da questa sola istituzione è stato riconosciuto il ruolo di ingiustamente perseguitato e vessato, 40 anni troppo tardi. Nessuno ha ricordato che fu Calabresi a togliere l’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana a un collega, che stava indagando sugli ambienti di estrema destra (poi risultati colpevoli), per indirizzarla verso i compagni della sinistra. Nessuno ha ricordato che le indagini sul volo da una finestra piena di poliziotti furono condotti e fatti archiviare dagli stessi e che non si volle mai approfondire nulla con un procedimento giudiziario. Neanche oggi.
Quando forse qualcuno presente nella “stanza piena di fumo” e perciò “da ventilare”, potrebbe aver avuto qualche evoluzione di coscienza. Nessuno ha colto l’occasione del 40° per ricordare le decine di giovani ammazzati nelle piazze del terrorismo di Stato, da Giuseppe Pinelli a Giorgiana Masi a Francesco Lorusso, laboratorio degli ammazzamenti in atto e programmati oggi a casa nostra e in giro per il mondo.

Noi di Lotta Continua – quelli che non hanno tralignato - invece ricordiamo, ricordiamo tutto. Ricordiamo di aver rovesciato il paradigma di un potere ottuso, perfido e sanguinario attraverso lo smascheramento della “Strage di Stato”, con le nostre lotte, con innovazioni davvero rivoluzionarie di contenuti e forme, di assoluta validità contemporanea, con canzoni come questa: la migliore orazione funebre per il compagno Pinelli.

LA BALLA DEL PINìELLI

Quella sera a Milano era caldo

ma che caldo che caldo faceva

brigadiere apra un po’ la finestra

ad un tratto Pinelli cascò.

Signor questore io gliel’ho già detto

lo ripeto che sono innocente

anarchia non vuoi dire bombe

ma giustizia amor libertà.

Poche storie confessa Pinelli

il tuo amico Valpreda ha parlato

è l’autore del vile attentato

e il complice di certo sei tu.

Impossibile, grida Pineili

un compagno non può averlo fatto

e l’autore di questo delitto

tra i padroni bisogna cercar.

Stiamo attenti indiziato Pinelli

questa stanza è già piena di fumo

se insisti apriam la finestra

quattro piani son duri da far.

Quella sera a Milano era caldo

ma che caldo, che caldo faceva

brigadiere apra un po’ la finestra

ad un tratto Pinelli cascò.

L’hanno ucciso perché era un compagno

non importa se era innocente

‘Era anarchico e questo ci basta”

disse Guida il feroce questor.

C’è un bara e tremila compagni

stringevarno le nostre bandiere

noi quel giorno l’abbiamo giurato

non finisce di certo così.

Quella sera a Milano era caldo

ma che caldo, che caldo faceva

brigadiere apra un po’ la finestra

una spinta e Pinelli cascò,

E tu Guida e tu Calabresi

Se un compagno ci avete ammazzato

Per coprire una strage di stato

Questa lotta più dura sarà.

Fulvio Grimaldi

Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/

Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/05/giuseppe-pinnelli-la-strage-di-stato.html

11.05.2009

Commenti (39)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. radisol 14 maggio 2009

      Stimo zero Napolitano.

      E sono arciconvinto che la sua "disincrasia" storica per ogni tipo di movimento di massa ( da Budapest 56 a Praga 68 passando per il 1968/69 e per il 1977 italiani fino addirittura alla sua contrarietà persino alla battaglia sulla scala mobile intrapresa da Berlinguer nel 1984/85) si spieghi più con una logica "elitaria" E DI GRANDE "COMPRENSIONE" PER GLI INTERESSI CAPITALISTICI, FIAT IN TESTA che ha sempre contraddistinto una certa ala intellettual/miglioriste del Pci che non con le evoluzioni politiche dello stesso Pci, poi Pds, poi Ds e poi Pd .....

      Per certi personaggi ( ricordo anche Amendola, Bufalini, Colaianni, papà Ferrara e papà D'Alema, Lama, in forma un pò diversa anche Cossutta) potevano tranquillamente convivere una fedeltà assoluta all'Urss ed una subalternità totale agli interessi capitalistici in Italia .... l'importante era che nè a Ovest nè ad Est le "masse" prendessero il sopravvento rispetto agli assetti del potere ed alla mediazione istituzionale ......

      Insomma, a modo suo, Napolitano è stato un precursore di tutti i peggiori effetti della involuzione del Pci fino all'attuale "esangue" Partito Democratico.

      Sulla vicenda Pinelli/Calabresi credo però che Napolitano abbia compiuto un atto positivo ... anche se purtroppo, come immagino, se questo atto rimarrà a se stante, servirà a ben poco ....

    1. sultano96 14 maggio 2009

      mat612000, sono il propugnatore dell'antropocrazia perciò le pratiche ostruzionistiche di non voto, per paralizzare l'attività dell'ente collettivo, non mi appartengono, considerandole codine. Il ragionamento aritmetico aveva l'unico scopo di dimostrare che non esistono maggioranze, ma semplici circuizioni d'incapaci attuate da una ristrettissima oligarchia. Non posso accettare, ma lo devo obtorto collo, le decisioni della maggioranza dei votanti, perchè come censo di nascita NON ho mai condiviso l'ordinamente repubblicano, mi è semplicemente stato imposto il territorio, definito italiano, da un ente superiore. Nelle giurie popolari, chiamate ad emettere sentenze nei confronti di un imputato, se non si raggiunge la totalità dei consensi nel ritenerlo colpevole, viene rimandato libero. Tanto meglio dovrebbe calzare al mio caso una simile conduzione, dal momento che non ho commesso alcunchè, ciònonostante devo sottostare alle decisioni di cui sopra.

      Cordialità.

    1. sultano96 14 maggio 2009

      Non intendevo inabissarmi in dispute ideologiche ma attenermi rigorosamente ai fatti, perciò radisol aborro con tutte le mie forze le prese di posizione di napolitano-non è un refuso-e non colgo le osservazioni di fucik. Anch'io come lei nel '68 c'ero e quindi ne sono testimone diretto e le mie idee si possono evincere, o meglio leggere, in tutti i miei post o commenti depositati in quest'ospite.

    1. sultano96 14 maggio 2009

      Prendo atto della sua lettura dei diversi accadimenti, ma per me non sono sottili disquisizioni, pur condividendo con lei il concetto della diuturna violenza di stato che si perpetua, magari in modo meno cruento.

    1. nessuno 14 maggio 2009

      Re: GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA (Voto: 1)
      di sultano96 il Mercoledì, 13 maggio @ 01:08:50 CDT
      (Info Utente | Invia un Messaggio)
      La democrazia "permette ad un "assurdo" come lei di esternare il proprio pensiero.



      Esimio signore dall'alto della sua saccenza lei pensa di potermi irritare con le amenità che posta

      Invece mi diverte un sacco vederla sempre più spesso incartato nel suo assurdo e obsoleto modo di esprimersi

      Il nick che si è dato e già tutto un programma: sultano!!! Ma sultano de che ? e poi 96 o forse voleva scrivere 69?

      Lei più che un sultano mi sembra uno sciocco che crede di poter sfottere le persone ma si fotte da solo.

      Alla prossima assurdo vecchietto .

    1. fucik 13 maggio 2009

      Apprezzo la tua pacatezza e ti ringrazio per aver integrato la tua riflessione con nomi e fatti. La questione è complessa e si può analizzare meglio trovando il comune denominatore dei tanti gruppi della sinistra di classe che hanno attraversato quel periodo storico tentando di fornire una propria impronta alla necessità del cambiamento rivoluzionario. Ma diventa troppo lungo, almeno qua, trattarla con sufficiente chiarezza.
      Riconosco che tra Budapest e Praga ci sono differenze consistenti nei moti e nelle persone (più o meno consapevoli e più o meno sincere) che hanno messo in forte crisi il socialismo, ma la questione di fondo che accomuna entrambe le situazioni riguarda lo scontro tra due parti in lotta mortale (socialismo, con tutti i suoi limiti, e capitalismo). In ogni caso Montanelli non è titolato per pronunciarsi su alcunchè che riguardi le lotte (e gli errori) del proletariato internazionale.

    1. radisol 13 maggio 2009

      Tutti gli m-l filocinesi ( francamente di m-l filorussi, a parte quelli interni al Pci, non ne ricordo proprio )consideravano l'Urss "socialimperialista" e poi, addirittura, tra il finire dei settanta e gli ottanta, addirittura il "nemico principale" .....
      I nomi ? Provo a citare a memoria ... Servire il Popolo, il Pcd'I nelle sue varie componenti e correnti, Stella Rossa, l'MS milanese di Capanna e Toscano, Linea Proletaria, Viva il Comunismo, il collettivo comunista metropolitano da cui nacquero le primissime BR ecc. ecc.
      Ma lo stesso giudizio, anche se non facevano riferimento così netto alla Cina ed al maoismo, lo davano Lotta Continua e Potere Operaio.
      Il resto della sinistra extraparlamentare - cito solo il gruppo più consistente, Avanguardia Operaia - era fortemente influenzato dal trotzkismo e/o dal bordighismo, puoi quindi immaginare cosa pensassero dei Paesi del Patto di Varsavia ....
      Gli autonomi, quelli non direttamente discendenti di Potere Operaio come ad esempio i Volsci romani, addirittura si rifacevano all'esperienza anarco/comunista ed anarcosindacalista dell'IWW americano di inizio secolo e quindi anche qui puoi immaginare ... poi, visto l'argomento da cui è partita questa discussione, c'erano gli anarchici veri e propri che certo non erano filo-russi ...

      E poi innegabilmente su tutto ciò veleggiava- e probabilmente primeggiava pure - l'immaginario beatnick, hippie, rokkettaro che influenzava pesantemente la cultura giovanile e pure la cultura dei giovani che facevano direttamente attività politica, immaginario che veniva dalle rivolte nei campus americani contro la guerra del Vietnam, che stava rivoluzionando morale e costume, e che credo abbia contato, nell'esplosione globale del 1968, molto più della stessa ideologia marxista .....

      Per trovare degli "extraparlamentari" filosovietici ( sarebbe più giusto dire brezneviani) bisognerà aspettare la fine degli anni ottanta con l'esperienza romana di Radio Proletaria e dei Comitati Popolari, che si rapportarono in vario modo col giornale Interstampa ( l'ala brezneviana del Pci) e col "giro" dell'ex generale della Nato Nino Pasti, improvvisamente convertitosi al culto dell'Urss di Breznev .. in quel periodo capitò pure che qualche vecchio m-l filocinese, avendo psicologica necessità di uno stato-guida ed essendo ormai poco appetibile in questo senso la Cina del dopo - Mao, si covertisse al filo-russismo .... ma era già tutta un'altra epoca .....

      Anche io credo che la Cia cercò di manovrare la rivolta ungherese del 1956 ... molto meno la "primavera praghese" del 1968, tutta interna invece al "movimento comunista" ... ma questo non vuol dire che i rivoltosi di Budapest non avessero le loro sacrosante ragioni e che fossero tutti prezzolati della Cia ....

      E comunque, con lo stesso ragionamento, gli Usa avrebbero potuto dire ( e lo fecero) che tutte le proteste politiche e sociali del mondo capitalistico, Terzo Mondo compreso, anche quando erano ( il caso dell'Iran ma certo non solo quello) lontane mille miglia da ogni ideologia marxista, erano in ogni caso "opera del Kgb" ... ed invece sappiamo benissimo tutti che non è vero ...

      E comunque io non avevo dato giudizi, avevo semplicemente descritto "l'immaginario" delle piazze italiane giovanili studentesche ( e pure giovanil/operaie) nel decennio rosso tra il 1968 ed il 1978 .... e su questo c'è poco da discutere ... c'ero ... ed era semplicemente così ...

    1. mat612000 13 maggio 2009

      Beh però direi che nell'esempio riportato il problema principale siano al di là dei calcoli aritmetici, i 28 non votanti su 100.
      Cosa sono stati eletti a fare?
      Sono stati eletti per votare o per essere assenti?
      Nel caso in cui l'esempio si riferisca ad un voto diretto (tipo assemblea di partito o di movimento) mi sembra giusto che la maggioranza sia rappresentata dalla maggioranza dei votanti.
      Diversamente una pratica ostruzionistica di non voto paralizzerebbe l'attività dell'ente collettivo.

    1. fucik 13 maggio 2009

      Le poche righe che scrivi sono un raro concentrato di incoerenze e di contraddizioni, un capolavoro dell’idealismo anarchico piccolo borghese. Non è tanto l’assenza di una visione storica oggettiva, sorretta dal materialismo, né la mancanza di una corretta posizione di classe nel valutare gli accadimenti storici che deve lasciare indifferenti. Del resto queste idee si presentano, anche con altre varianti più grossolane, nel quotidiano e sistematico proporsi dell’ideologia dominante attraverso ogni mezzo di comunicazione.
      Sono le argomentazioni prive di contenuto e generalistiche che non servono proprio a nulla, se non a creare confusione.
      Dunque tu inviti ad accettare la valutazione di Montanelli, che, si sa, è sempre stato un sostenitore disinteressato del proletariato mondiale (essendo egli un “anticomunista d’acciaio”). Ottimo! Via Marx, via Lenin dunque, e per capire che cosa muove la storia adottiamo il taglio oggettivo di Montanelli.
      Si capisce che dei fatti del 56 in Ungheria hai studiato solo quello che pensa la borghesia (e i suoi manuntegoli). Idem per Praga 1968. Una cosa è un’analisi di classe, altra è sposare le pseudospiegazioni della borghesia e ignorare (scientemente?) quanto e come i fatti in questione fossero eterodiretti dall’imperialismo (quello americano, guarda caso) e come si è arrivati a questi momenti di crisi.
      Il termine “socialimperialismo” deriva da una presa di posizione del PC cinese e del PL albanese nella polemica contro il revisionismo kruscioviano. Era, è, una questione aperta nei partiti comunisti di tutto il mondo, che ha creato lacerazioni e divisioni non ancora composte, considerato quanto il termine possa essere davvero accertato come scientifico, storicamente comprovato.
      Quali movimenti (e quali gruppi m-l, a questo punto) di quel periodo consideravano l’Urss un pericoloso nemico dell’umanità? I nomi, please. Non si può generalizzare, ridurre ad un unico indistinto fronte antisovietico, nel quale si sono riconosciuti tutti, ma proprio tutti, i nemici del proletariato, dai fascisti, ai nazisti, ai trotskysti, agli anarchici, alla borghesia.
      Scrivi che i giovani di tutto il mondo, insieme a quelli di Praga e Budapest, ovvio, stavano dalla stessa parte. Quale? Quella della rivoluzione socialista (come auspicava il “compagno” Montanelli)? Capisco che tu veda in questo movimento il mito della lotta libertaria (anarchica, appunto), e in questo miraggio confondi i gipponi nostrani con i carri sovietici, ma è tutta altra cosa rispetto alla realtà di quanto hanno prodotto questi scontri nei paesi capitalisti e nei paesi socialisti (senza le virgolette, perché queste le hanno sempre usate i nemici).

    1. radisol 13 maggio 2009

      D'accordo, ma questo vale per tutti ...
      Ad esempio, Cossiga è un ex Presidente della Repubblica ma non è un ex assassino ...
      Ogni riferimento a Mario Salvi, a Francesco Lorusso ed a Giorgiana Masi non è per niente casuale .....

    1. radisol 13 maggio 2009

      Vabbè, ma Pinelli era un militante, sono andati a prenderlo a casa ma non era certo uno che si tirava indietro nelle manifestazioni di piazza e nell'esporsi nella militanza sia politica che sindacale.
      Ed è proprio in base alla sua militanza che sono andati a prenderlo a casa ...... cosa che Calabresi e c. peraltro facevano molto spesso ..... era diventata una specie di abitudine, tanto è vero che, nonostante il momento ultradrammatico, Pino Pinelli li seguì tranquillamente con il suo motorino ......
      Casomai, la differenza con Giuliani è che quest'ultimo, pur provenendo da una famiglia di militanti politici, lui militante non lo era .... il fatto stesso che fosse uscito con un amico per andare al mare e solo durante la giornata abbia poi deciso di andare al corteo lo dimostra ....
      Ma comunque non mi sembra proprio il caso di fare queste sottili disquisizioni tra due vittime, tutte e due per motivi diversi molto "simboliche", della violenza dello stato .....

    1. nessuno 13 maggio 2009

      Votanti 100, non votanti 28, maggioranza dei rimanenti 72 37. Le sembra che 37 sia maggiore di 28+35=63.
      E' una semplice operazione aritmetica che si impara alla scuola primaria e che dimostra che il 37% governa sul 63%, se questa è democrazia



      Che le piaccia o no in Italia funziona cosi quindi ribadisco che il presidente è titolato a parlare a nome degli italiani lei compreso.
      le mie sinapsi saranno in default ma lei ha il cervello in pappa completa.

    1. buran 13 maggio 2009

      Io l'ho imparata a mente nelle serate "conviviali" con chitarra. Presumo che quella che conosco sia la versione Fallisi, perchè è leggermente diversa rispetto a quella di Grimaldi.

    1. radisol 13 maggio 2009

      Nella visione e nell' immaginario dei movimenti di quegli anni, e ancora di più ovviamente nella visione anarco/libertaria, i giovani di Budapest 1956 ( peraltro in gran parte scesi in piazza in nome del "vero socialismo" come testimoniò anche un anticomunista d'acciaio come Montanelli, reporter a Budapest per il Corsera) e quelli acesi in piazza nel 1968 in mezzo mondo ( compresi alcuni paesi "socialisti" come Cecoslovacchia e Jugoslavia) stavano tutti dalla stessa parte .... così come stavano dalla stessa parte, quella opposta, tanto i carri armati sovietici che i gipponi della celere italiana .....
      I movimenti degli anni sessanta e settanta consideravano l'Urss ed il Patto di Varsavia come "socialimperialisti", alcuni gruppi m-l addirittura consideravano l'Urss come nemico principale rispetto agli Usa ....
      Quindi la polemica, a meno che questa non sia ristretta specificamente a Napolitano che effettivamente nel 1956 difese su "L'Unità" l'invasione sovietica ( ma questo è completamente un altro discorso ...), appare del tutto fuori luogo ....

    1. mat612000 13 maggio 2009

      Intendevo dire che non ci si può aspettare dalle istituzioni che un atto (la morte di Pinelli) in cui sono coinvolti suoi rappresentanti sia definito "terroristico", definizione che invece può essere attribuita a coloro che combatterono armi in pugno l'ordine costituito (tra i quali possiamo annoverare sicuramente i killer di Calabresi).
      Il mio era un ragionamento un po' formale ma non certo formalista.

    1. radisol 13 maggio 2009

      Si, hai ragione, è in un album successivo, dei primi anni ottanta ...
      Mi scuso per l'errore, ma la sostanza del discorso non cambia .... è ovvio che la versione di Pino Masi, poi ripresa da Lolli, sia la più conosciuta ... quella originaria dell'amico Joe Fallisi non è mai stata distribuita, anche se oggi per fortuna ne girano copie in mp3 ....

    1. sultano96 13 maggio 2009

      La democrazia "permette ad un "assurdo" come lei di esternare il proprio pensiero. Ma lei che continua a sentenziare è proprio sicuro che sia la maggioranza ad esercitare la propria volontà? O non sia -la volontà- di qualcuno molto astuto in grado di manipolarla?

      Il presidente potrà certamente parlare a nome di tutti gli italiani ed io continuerò a dissentire.

      Votanti 100, non votanti 28, maggioranza dei rimanenti 72 37. Le sembra che 37 sia maggiore di 28+35=63. E' una semplice operazione aritmetica che si impara alla scuola primaria e che dimostra che il 37% governa sul 63%, se questa è democrazia scassata non inficia il risultato aritmetico, la matematica NON è un'opinione ma l'unica scienza esatta. Capisco che quant'espresso fin quì, è un concetto troppo sottile per le sue sinapsi!

    1. nessuno 12 maggio 2009

      e perche non a quei giovani vietnamiti irrorati dal napalm?

      o dai palestinesi coperti di fosforo?

      Sia più educato e non gridi anzi non ragli

    1. nessuno 12 maggio 2009

      e: GIUSEPPE PINELLI: LA STRAGE DI STATO CONTINUA (Voto: 1) di sultano96 il Martedì, 12 maggio @ 00:03:09 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) mat61200, condivido la sua opinione su Grimaldi non quella sul presidente della repubblica che non può rappresentare me e l'altro 28% degli italiani che non partecipano alle tornate elettorali. A Napolitano glielo ho fatto presente direttamente che NON può parlare a nome degli italiani, ma bensì a nome di una ristretta minoranza che si riconosce nella falce e martello, il resto è ipocrisia! Molte persone, come me, quando Napolitano è stato eletto presidente della repubblica, lo hanno raggiunto con una e-mail- agli atti attraverso il tasto stamp della tastiera del PC- manifestando la loro contrarietà alla sua nomina. Fatti non parole.

      Esimio signore in Italia vige una democrazia, scassata quanto vuole ma pur sempre democrazia, per cui la maggioranza vince.

      Padronissimo a non esercitare il diritto di voto ma deve sottostare alla volontà di chi ha votato e raggiunto una maggioranza.

      Quindi il Presidente è titolato a parlare per tutti gli italiani in quanto eletto dalla maggioranza e lei accettare la volontà di questa maggioranza

      Io faccio parte di quelli che non votano ma non per questo pretendo cose assurde come quelle da lei esternate qui sopra

    1. Santos-Dumont 12 maggio 2009

      Prescindendo dal maiuscolo "gridato" inopportuno, una cosa non esclude l'altra. La barbarie dei carri armati (e non panzer, visto che questi ultimi erano nazisti... lapsus freudiano?) non cancella i soprusi vissuti all'epoca di Pinelli e che viviamo ancora oggi.

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