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GIULIANA-FLORENCE, DUE LOGICHE

Sono pochi gli amici e gli intermediari che oggi la Francia annovera in
Iraq
tra le nuove autorità di Bagdad e le forze della colizione.

PATRICK SABATIER

La liberazione di Giuliana Sgrena dopo un mese di detenzione, mentre
Florence e Hussein si apprestano a vivere il loro secondo mese di
prigionia,
sarà sicuramente considerata da alcuni una umiliazione per le autorità
francesi. Tanto più che sembra di assistere ad una scena già vista.
Mentre
Christian Chesnot e Georges Malbrunot sono rimasti in Iraq per quattro
mesi
prigionieri dell’Armata islamica, le «due Simone», Torretta e Pari,
umanitarie italiane rapite a Bagdad, sono tornate libere dopo solo tre
settimane. Eppure l’Italia non sembra, a priori, nella situazione
ottimale
per salvare i suoi ostaggi dal momento che, con 3000 soldati, fa parte
della
coalizione che occupa l’Iraq. Non dimentichiamoci che tre ostaggi
italiani
sono stati giustiziati dai loro rapitori: una guardia del corpo,
Fabrizio
Quattrochi, un «avventuriero» dalla posizione poco chiara, Salvatore
Santoro, e il giornalista Enzo Baldoni, rapito nello stesso periodo in
cui
furono rapiti Chesnot e Malbrunot e dallo stesso gruppo, e che è stato
ucciso poco dopo, alla fine di agosto del 2004.Riscatto. Una delle tante spiegazioni avanzate per le rapide
liberazioni
degli ostaggi italiani è che il governo di Berlusconi paga.
L’informazione
del presidente della commisione Esteri del Parlamento italiano, secondo
la
quale è stato pagato un riscatto (1 milione di dollari secondo la
stampa
transalpina) ai rapitori delle due Simone, non è mai stata smentita a
Roma.
Le condizioni della liberazione di Chesnot e Malbrunot non sono mai
state
svelate. Ma qualora ci fosse stato un pagamento, sembra essere stato
più
«politico» (l’appello del ministro degli Esteri, Michel Barnier, per
integrare la resistenza nazionalista al potere iracheno) che
pecuniario.

Un’altra differenza riguarda la posizione della Francia in Iraq. La
Francia
oggi non conta molti amici e intermediari nel paese iracheno. Le reti
create
sotto la dittatura di Saddam Hussein non sono più operanti. Parigi è
decisa
a non mantenerle, così come l’ha dimostrato rifiutando di cedere alle
esigenze di Didier Julia. La sua politica di normalizzazione delle
relazioni
col nuovo potere iracheno ha creato malcontento tra i partigiani
dell’antico
regime. La Francia non ha rapporti di fiducia con le nuove autorità di
Bagdad (soprattutto coi loro servizi di sicurezza), non più che con le
forze
armate della coalizione. I francesi, quindi, -nota un esperto – non
possono
assolutamente contare sull’importante appoggio logistico, tecnologico e
umano rappresentato dalle forze armate della coalizione.

Pacifisti. La spiegazione più pratica è che ogni rapimento è unico e
obbedisce a logiche diverse. Nonostante le voci (italiane) secondo cui
Florence e Giuliana sarebbero state detenute dallo stesso gruppo, è
sembrato
chiaro fin dall’inizio che i due rapimenti non avessero molto in
comune. I
rapitori di Giuliana hanno diffuso un video sul canale al-Arabyia,
dodici
giorni dopo il suo sequestro, in cui la giornalista invocava il ritiro
delle
truppe italiane e affermava di essere in pericolo di vita, dando al
rapimento una colorazione politica e determinando una massiccia
mobilitazione di massa dei pacifisti per le strade di Roma. Erano state
numerose le voci della sua rapida liberazione. Coloro che detengono
Florence
e Hussein hanno optato, invece, per il silenzio per oltre cinquanta
giorni,
prima di far giungere un video in gran segreto, e poi, dopo una
settimana,
un altro video, senza la benchè minima rivendicazione nè alcuna
minaccia per
la vita dei due ostaggi.

Patrick Sabatier
www.liberation.com
5.03.05

Link:http://www.liberation.com/page.php?Article=280214

Traduzione per www.comedonchisciotte.net a cura di Floriana Figura

Pubblicato da Davide