GHETO CAPIO


DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Nel dialetto veneto, soprattutto nell’hinterland vicentino, vi è una locuzione verbale molto diffusa, “gheto capio” che significa “hai capito ?” utilizzata spesso anche come modo per intercalare durante una
conversazione con uno o più interlocutori. Scrivo questo redazionale per rispondere alle accuse di leghismo e razzismo che mi sono state rivolte in occasione della pubblicazione di un altro articolo
di inchiesta, al cui interno analizzavo la società americana sulla base della sua attuale situazione macroeconomica come conseguenza della sua stessa struttura sociale. Premetto che i complimenti ed apprezzamenti migliori li ho ricevuti proprio da persone che vivono e lavorano negli States da anni, i quali hanno confermato pienamente l’outlook di analisi che ho dipinto per l’America dei 50 Stati. Le accuse più infamanti invece sono arrivate da lettori italiani (molti dei quali non hanno mai visitato il paese in questione) che hanno recepito il mio redazionale come una manifestazione di appoggio
politico a questa o quella forza politica.
La caratteristica principale della popolazione italiana è
rappresentata dal classismo sociale: questo significa che qualsiasi
tipo di affermazione, proposta, contestazione o critica deve essere
sempre riconducibile a qualche movimento politico. Della serie, se
Benetazzo dice che l’America è fallita a causa della sua
composizione etnica allora significa che è leghista o estremista
di destra e pertanto questo determina l’ammirazione di quella parte
politica o il disprezzo della parte avversaria. Mi rammarico per questo
e temo che difficilmente il futuro del nostro paese possa essere roseo
visto che non potrà mai vincere il buonsenso, ma solo un
determinato colore politico. Quanto ho precedentemente scritto, come
tutte le altre mie opere intellettuali, sono frutto di un’analisi
economica e non di una appartenenza politica. Vi è di
più: il periodo di studio all’interno degli States ha voluto
essere di natura prettamente inquisitoria nei confronti della
società e dell’apparato economico, e non volto a
visitare la Statua della Libertà a NY, Ocean Drive a Miami,
il Museo della Coca Cola ad Atlanta, Rodeo Drive a Los Angeles, la
Strip a Las Vegas e così via. Nel mio caso questo tipo di
attrazioni sono state ignorate (tranne in parte per Las Vegas), in
quanto ho voluto conoscere e studiare l’America e gli Americani per
come producono, per come consumano e lavorano, come si indebitano e
cosi via. La mia permanenza pertanto non è stata caratterizzata
dallo svago e dal divertimento, quanto piuttosto dall’analisi, sintesi
e riflessione su quanto raccolto.

Ho avuto modo di visitare numerose banche e grandi corporation,
intervistare brokers ed executive, incontrare giornalisti e
reporter indipendenti: il quadro che ne è uscito (che vi piaccia
oppure no) contempla quanto scritto in precedenza. Ad
esempio a Miami non mi sono sollazzato in spiaggia sotto il sole o
sbronzato di tequila nei locali latinoamericani durante le notti brave,
quanto piuttosto ho incontrato numerosi realtor, building developer e
mortgage brokers, oltre che visitare i famosi appartamenti in svendita
con il 60 % di sconto. Ad Atlanta invece (correndo non pochi rischi) ho
visitato il quartiere dei neri a Downtown intervistando numerose
persone che avevano appena perduto il posto di lavoro e vivevano con il
sussidio federale. Quello che ne è uscito è un quadro con
una logica di esame ben comprensiva se vista nel suo insieme. Il primo
paese al mondo che ha delocalizzato (prima in Messico, poi in Cina,
dopo in India ed ora in Vietnam) sono stati proprio gli Stati Uniti, ed
ora stanno pagando il conto di quella scellerata strategia di svendere
le loro produzioni all’Oriente e contestualmente anche i posti di
lavoro. In parallelo a questo si è verificato uno spropositato
overbulding (eccesso di costruzione) grazie al mutuo facile a soggetti
underscoring (low and bad credit, solitamente persone di etnia nera,
ispanica od orientale). La Fed ha poi aiutato a far peggiorare il tutto
con grande incoscienza attraverso una politica monetaria suicida.

L’accusa più ridicola mi è stata mossa da italiani (che
non sono mai stati negli USA) i quali contestano i dati da me forniti
circa la composizione demografica dell’America sostenendo che secondo
l’ultimo censimento la popolazione statunitense è costituita dal
60% di bianchi caucasici, il 15% da afroamericani, il 15 % ispanici, il
5% da orientali ed il restante da una molteplicità di etnie.
Presa in senso generalizzato questa è la statistica media della
popolazione americana. Tuttavia i 2/3 degli americani vive in aree
metropolitane od urbane con più di 100.000 abitanti: l’intera
economia statunitense è radicata e sviluppata nelle grandi aree
metropolitane. Ma nelle aree metropolitane non abbiamo questa
ripartizione: suvvia, non crediate ciecamente a me, ma almeno ai
rapporti demografici che descrivono le aree in questione. Solo nelle
prime dieci aree metropolitane (ce ne sono 52 in USA) vivono almeno
più di 100 milioni di persone.

Metro AreaPopolazioneCaucasiciNeriIspaniciAsiatici
New York19.000.00035252010
Los Angeles12.800.00020104010
Chicago9.500.00030302510
Miami5.400.00015254510
Dallas6.300.00030352010
Seattle3.350.00050201510
Phoenix4.200.0005010255
Houston5.700.0002825355
Detroit4.400.000128155
Atlanta5.300.000385535

La tabella di sintesi conferma pienamente quanto avevo precedentemente espresso. Se invece andate a visitare i paesini rurali in cui vive il restante 1/3
degli americani scoprirete con grande sorpresa che la popolazione
è costituita al 98% da bianchi caucasici (ad esempio Springfield
in Nebrasca rappresenta un insignificante nucleo cittadino con appena
1500 abitanti, il 99% dei quali sono bianchi caucasici). Sono i nuclei
di insediamento nelle aree rurali che alzano abbondantemente la
percentuale dei bianchi per tutta la popolazione, tuttavia queste
piccolissime comunità vivono di una economia stanziale
caratterizzata da relazioni commerciali quasi rarefatte: difficilmente vi troverete la sede di una grande corporation o il jet market di una famosa catena alimentare.

Inoltre anche i dati in percentuale che io stesso ho preso come
riferimento (sull’ultimo censimento datato dieci anni or sono) sono
discutibili. Ma in peggio. Infatti non contemplano i flussi di
immigrati clandestini che entrano in America soprattutto dal Messico,
una stima piuttosto ottimistica parla infatti di almeno 15 milioni di
clandestini. Solo nella città di Houston si stimano 500.000
presenze. Sono proprio le grandi città metropolitane infatti che
diventano le porte di ingresso preferite per l’immigrazione clandestina
e per le migrazioni dei nuclei familiari. Ma il dato più
significativo che conferma il profondo cambiamento del tessuto sociale
statunitense è riferito ai diversi trend di crescita di ogni
etnia, con in testa al momento la popolazione ispanica, la quale
rappresenterà il 40 % della popolazione statunitense entro il 2030.

Chi ancora non fosse convinto di questo quadro spero si convinca almeno
della voce autorevole di Market Watch, la prestigiosa testata
giornalistica online statunitense, la quale ancora nel 2007 in un
passato redazionale
analizzava i rischi per l’economia americana legati al credito facile a
fasce sociali dal basso rating creditizio.
Voglio terminare infine con una considerazione rivolta proprio a tutti coloro i quali in questa
ultima settimana non hanno fatto altro che etichettarmi come
razzista o leghista: fate attenzione invece, cari lettori, a non essere
proprio voi i razzisti. Chi non lo avesse ancora compreso i
cosidetti processi di integrazione tanto propagandati in passato come
fenomenali processi di crescita culturale per tutti i paesi che li
vogliano abbracciare, conditi da buonismo ed accoglienza sfacciata,
altro non hanno fatto se non istituzionalizzare lo schiavismo
moderno asservito al capitale e sfruttare senza limiti tutte quelle
popolazioni che avrebbero dovuto essere oggetto di integrazione,
spingendo proprio queste persone ad accettare lavori pericolosi,
insalubri o fisicamente usuranti per una paga notevolmente inferiore a
quella che sarebbe invece spettata ad un lavoratore autoctono.

E questa strada è stata perpetrata ai danni di altri lavoratori
(italiani, tedeschi, francesi, inglesi, americani e cosi via) che hanno
visto in pochissimi anni modificarsi verso il basso i loro livelli
minimi salariali. L’unico beneficio che ha portato la menzogna
dell’integrazione razziale è stato il vile aumento dei profitti
delle grandi corporations che hanno beneficiato così di manodopera a
costo inferiore senza tante seccature sindacali o rispetto per la
dignità umana altrui. Chi invece si scalda tanto per consentire
ed osannare le fenomenali opportunità dell’integrazione,
perchè così pensa di poter aiutare queste popolazioni dai
mezzi limitati, non fa altro che condannarle ad una nuova era di
schiavismo moderno, andando nel contempo a compromettere il tenore
reddituale dei lavoratori autoctoni. Fate quindi attenzione, ed
iniziate a considerare le opportune conseguenze (i famigerati side
effects
) di queste politiche di integrazione infelice, in quanto il
modello americano è stato esportato in tutto il mondo, Europa
compresa. Gheto capio.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/gheto_capio.htm
19.01.2010

59 Commenti
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Cornelia
Cornelia
19 Gennaio 2010 6:38

Ha ragione dalla prima all’ultima riga. Invece l’astutissimo italiano è ancora fermo alle uniche due idee che conosce: “dalli al negher” oppure “poveri migranti”.

Nellibus1985
Nellibus1985
19 Gennaio 2010 6:54

Io avevo criticato Benetazzo per l’articolo precedente ma non mi sono neppure sognato di affibbiargli etichette razziste o leghiste. Non si discute in questa maniera. Chi non riesce ad andare oltre il feticismo d’appartenenza difficilmente potrà riflettere lucidamente su un fenomeno simile. Questo articolo chiarificatore rettifica il precedente, nel quale Benetazzo aveva espresso forti critiche per il mancato freno alle continue ondate immigratorie, causa originaria dell’impoverimento dell’intera classe lavoratrice. Questo secondo me è inconcepibile perchè dopo aver promosso lo sfruttamento intensivo di manodopera a basso costo e terreni fertili dell’Africa e dell’Asia ed aver beneficiato dell’immane sofferenza causata ai popoli indigeni (vedremo cosa accadrà ad Haiti) non si può trincerarsi dietro uno squallido protezionismo volto a “tutelare” i lavoratori. Il libero mercato, di cui tutti si riempiono la bocca, ha i suoi pesi e contrappesi. Il presente articolo mi sembra comunque molto più saggio ed equilibrato, sicuramente condivisibile. Saluti.

thomasmalory2008
thomasmalory2008
19 Gennaio 2010 7:40

Coloro che hanno promosso lo sfruttamento intensivo di manodopera a basso costo e terreni fertili dell’Africa e dell’Asia ed hanno beneficiato dell’immane sofferenza causata ai popoli indigeni non coincidono con chi perde diritti e status socio economico a seguito dell’immigrazione .
Sono soggetti diversi .
Pertanto non vedo perchè i secondi non debbano difendere se stessi , le prorie famiglie e il proprio futuro

Nellibus1985
Nellibus1985
19 Gennaio 2010 8:10

Noi abbiamo acquistato e conquiniamo ad acquistiare vestiti, cibi e qualsiasi altra cosa creata grazie allo sfruttamento delle popolazioni dell’Asia e dell’Africa, operato da alcuni nostri rapaci connazionali, senza batter ciglio. Se la Shell brucia milairdi di metri cubi di gas nel delta del Niger devastando l’ambiente circostante e uccidendo le popolazioni che vivono per permettere a noi europei di circolare liberamente con le nostre automobili, noi lo accettiamo. Se poi le popolazioni Ogoni in fuga da quell’inferno cercano di entrare in Italia o in Spagna, accettando di lavorare nelle peggiori condizioni possibili pur di campare alla meno peggio, si vuole impedire a costoro di entrare a tutela delle famiglie dei lavoratori? Io non credo si possa accettare questo. Ma è una mia idea. Saluti.

Jack-Ben
Jack-Ben
19 Gennaio 2010 8:23

quoto in toto ….

Pai
Pai
19 Gennaio 2010 8:34

Eugenio, nessun pregiudizio, ma certo non puoi esentarti dal dare una dimostrazione se affermi che “L’economia americana è collassata per motivazioni razziali”.
Forse ti è sembrato di dimostrare qualcosa, ma rileggi ciò che hai scritto e non troverai uno straccio di nulla (se avessi l’abitudine di rileggere ciò che scrivi magari eviteresti pure di fare qualche errore di grammatica).
L’immigrazione alza l’offerta di lavoro, tiene bassi i salari, alza il tasso di disoccupazione che aiuta a tener bassa l’inflazione. E allora? Vuoi dire che è questa la causa del declino americano?

lkst76
lkst76
19 Gennaio 2010 8:41

Bravo Eugenio,hai risposto bene ai classici italiani che capiscono sempre fischi per fiaschi…..e ancora si ostinano!

marco08
marco08
19 Gennaio 2010 8:59

Concordo, oltretutto partire dalla questione razziale per giustificare il cosidetto fallimento del turbocapitalismo è controproducente e finisce proprio per giustificare quel senso un pò razzista del vecchio articolo di Benetazzo ma anche di altri suoi scritti dove pone sullo stesso piano l’ esportazione delle grandi aziende e del loro manufatto nazionale con il fenomeno dell’immigrazione che ha origini ben diverse.

raffa1980
raffa1980
19 Gennaio 2010 9:37

QUESTA E’ LA PRIMA VOLTA CHE INTERVENGO….NON CREDO CHE EUGENIO ABBIA BISOGNO DI DIFENSORI DAL MOMENTO CHE E’ UNO DEI RARISSIMI ECONOMISTI CHE HA LE PALLE E LA POSSIBILITA’ DI DIRE CIO CHE VIENE NASCOSTO E CHE SI TROVA SOLO SU DETERMINATI SITI. LASCIO SUBITO DA PARTE LA CRITICA SUL PRESUNTO RAZZISMO PERCHE’ LE CRITICHE FATTE DA STUPIDI FINTI PERBENISTI MI FA VOMITARE. SONO 10 ANNI CHE FREQUENTO GLI STATI UNITI…10 ANNI IN CUI HO VISTO CAMBIARE L ‘AMERICA PROFONDAMENTE , HO VISITATO 32 STATI HO VISTO CITTA’ LUOGHI, INCONTRATO GENTE, NON HO AVUTO LA FORTUNA DI ENTRARE NELLE GRANDI BANCHE E CORPORATIONS COME EUGENIO MA HO SAPUTO VEDERE CON OCCHIO CRITICO E SONO RIUSCITO A SBIRCIARE DOVE NON SI DOVEVA. (pentagono compreso) BASTEREBBE PRENDERE ANCHE LA PIU RIDICOLA GUIDA TURISTICA SUGLI STATI UNITI PER DIMOSTRARE CHE I DATI DI EUGENIO SONO VERISSIMI…. Percio’ se iniziaste ad usare il web come si deve INVECE DI RINCOGLIONIRVI CON FACEBOOK E CHAT VARIE…..probabilmente non staremmo qui a perdere tempo a discutere. NOI SIAMO E SAREMO UN PAESE CHE VIVE SULL’IGNORANZA….NON SOLO DI NON SAPERE, MA ANCHE SULL’IGNORANZA DI VOLER RIMANERE IGNORANTI. TANTO SABATO E DOMENICA C’E IL CALCIO QUINDI PASSA TUTTO, NO?… Leggi tutto »

redme
redme
19 Gennaio 2010 9:50

ooh..che classe!..che stile!…

Eli
Eli
19 Gennaio 2010 9:51

Non c’è niente da fare: Eugenio, proprio non capisci. Il razzismo non è nell’accusare i neri, i messicani o gli asiatici di aver stravolto l’economia americana. Il razzismo è nel considerare gli abitanti di una città, per esempio New York, divisibili in 35% di caucasici, 25% di neri, 20% di ispanici, etc. Eugenio, New York ha 19.000.000 di abitanti. Punto. Questo è quanto. La suddivisione in razze è assolutamente arbitraria, deplorevolmente abbietta, umanamente disgustosa. Il capitalismo ha abbassato i salari, in Europa e negli Stati Uniti, ed ha creato l’instabilità lavorativa, perché l’avidità degli sciacalli capitalisti è aumentata, ed il loro desiderio di maggiori profitti, è in ascesa, perché grazie alla loro avidità aumentano i costi, e loro si devono garantire sempre maggiori profitti. Non è stata responsabilità dell’idraulico polacco, o dell’operaio magrebino. Oggi il mondo del lavoro sta tornando ai modi ed alle regole del 1700, prima della Rivoluzione Industriale, con la conseguente perdita dei diritti e della sicurezza economica. Le migrazioni dai paesi poveri nascono dal colonialismo che ha depredato le loro terre, e che ha mantenuto al potere tiranni assetati di sangue e ricchezze, sostenuti dai paesi europei e dagli USA. Ora l’onda lunga dello sfruttamento coloniale… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
19 Gennaio 2010 10:05

Mi autocito, tanto è breve: “Concordo con le critiche a questo articolo. Non dimentichiamo che Benettazzo è veneto, e la cultura leghista non perdona! Vediamo però la parziale verità che contiene. Per me è la dimostrazione dello stesso fenomeno di casa nostra, la sperequazione interna è lo specchio della sperequazione esterna attuata tramite geopolitiche criminali. E come meravigliarsi di questo stato di fatto, se la causa è unica? Attenzione però a non cadere nell’illusione manichea, perchè la responsabilità è polverizzata, è forse l’unica cosa che fa veramente dell’occidente un’unica grande “Public Company”. Caro Benettazzo, conosci te stesso!” Chiarisco: la “cultura leghista” sottolinea continuamente quest’aspetto della questione immigrazione, condendolo poi di xenofobia e razzismo (che voglio ben sperare non appartengano al Benettazzo-pensiero). Questa verità della demolizione del valore del lavoro, attuata su più fronti oltre a quello della concorrenza con l’immigrato-sfruttato, trova però il silenzio-assenso della stessa vittima, la popolazione ai vari livelli di reddito al di sotto dello spartiacque con l’area dei “collaboratori” più attivi nella prassi della sopraffazione economica sul fronte interno ed estero. Per questo si è fatto fuori il ceto medio: da una parte chi non vede perchè ha la pancia piena e gli sembra normale così,… Leggi tutto »

cris79
cris79
19 Gennaio 2010 10:54

concordo quasi totalmente su quello che ha scritto Benetazzo…e sono anche convinto che un paese multirazziale,distrugga un tessuto sociale…non è razzismo, ma non funziona e l’esempio sono gli stati uniti. A parte chi la criticato per razzismo o leghismo, che non ha capito quello che intendeva dire…nel precedente articolo aveva detto che “L’economia americana è collassata per motivazioni razziali”..ecco questo è sbagliato o almeno è solo una delle cause. Il sistema è morto nel momento che migliaia di aziende hanno delocalizzato e reso le persone ultra flessibili nel mercato del lavoro,togliendo di fatto ogni certezza di prospettiva alla maggioranza delle persone. è la cosa più semplice del mondo,se non lavori continuativamente non hai soldi per pagare l’affitto o il mutuo,ti privi di tutto ciò che puoi fare a meno. Se le persone avevano ancora un lavoro,probabilmente non ci sarebbe stata quella catastrofe immobiliare di case sequestrate perchè non riuscivano a pagarle…se rompi il sistema,cade tuto come un castello di sabbia…nel primo articolo avevi tralasciato fuori la prima delle cause del sistema…a mio giudizio le altre sono ugualmente importanti: banche,mutui,carte di credito e tute le altre bolle speculative ma sono figlie della prima causa,quello della delocalizzazione e precarizzazione. Quella multirazziale invece… Leggi tutto »

duca
duca
19 Gennaio 2010 11:05

Forse si potrebbe mettere in termini più digeribili dicendo che i flussi migratori di personale non qualificato, spesso clandestino, disperato e ignorante (nel senso del participio presente: che ignora) le regole con cui si scambia sul mercato la propria forza lavoro hanno ingrossato quelle fasce deboli della popolazione che sono state di fatto il detonatore della crisi subprime dato che certi sciacalli, che in teoria avrebbero avuto in mano gli strumenti culturali per capire le scellerate conseguenze di ciò che stavano facendo, hanno concesso credito a gò-gò a gente che oggettivamente non era solvibile: Ghetocapìo? Certo l’equazione tra “ispanici/afroamericani/cinesi” e “ignorante, poveraccio, feccia” è estremamente grossolana e certamente stomachevole, ma in assenza di statistiche approfondite può dare un’idea molto di prima approssimazione sull’entità del problema dello sfruttamento in una società. Mi sembra chiaro però, sia dal primo articolo che da questo, che Benettazzo “non ce l’ha con i negri” bensì con chi se ne approfitta (come diceva Petrolini a chi disturbava ai suoi spettacoli, nun ce l’ho con te, ma con quello a fianco che nun te butta de sotto!). Alla fine della fiera il discorso, sostanzialmente condivisibile, mi sembra essere che “iniettare” in un corpo sociale in cui valgono… Leggi tutto »

Eli
Eli
19 Gennaio 2010 11:44

Penso che dobbiate tutti rassegnarvi: il mondo è multirazziale, e dunque lo sono e lo saranno anche le varie società nei diversi paesi. Anzi, al mondo vi è una sola razza: LA RAZZA UMANA, come ebbe a rispondere Albert Einstein al poliziotto beota alla dogana americana, che insisteva:”Ma lei è tedesco o ebreo? A quale razza appartiene?”. Ed Einstein: “Alla razza umana”.

PIEROROLLA
PIEROROLLA
19 Gennaio 2010 11:55

1) L’avarizia, il saccheggio delle culture altrui chi li ha fatti?

2) Chi ha colonizzato gran parte del mondo uccidendo e rubando le popolazioni autoctone?

3) Il genocidio ed il saccheggio delle risorse naturali del pianeta e’ fatta da ispanici, orientali o neri?

4) Il capitalismo e lo sfruttamento umano sono stati creati dai negri?

5) L’impoverimento di nazioni ricche le quali possiedono un enorme quantità’ di risorse naturali… Come si spiega la loro povertà’?

6) Chi finanzia i colpi di stato dei paesi sudamericani con governi democraticamente eletti?

Eugenio: Dire ciò che hai detto e come dire che la colpa dei preti pedofili appartiene a Dio e non all’uomo.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE E’ STATO GENERATO AL 90 DAI (BIANCHI CAUCASICI EGOISTI E IPOCRITI, MENTRE IL RESTO DEL MONDO VIVEVA SOLO DALLE BRICIOLE.
supervice
supervice
19 Gennaio 2010 12:08

Sono tra quelli che ha inviato una mail a Benetazzo per manifestare un personale approccio alla questione un po’ più complesso di quello da lui usato del precedente articolo. La sua mail di risposta, anche se rapida, mi è sembrata scritta e poi postata su una mailing list, visto che mi ha accusato di avergli dato del razzista, quando questo non era assolutamente vero. Quello che io vedo dai due articoli di Benetazzo è che non sarebbe possibile scrivere in quel modo se non si viene dalla provincia veneta che è riuscita a farsi strada in Italia, grazie all’assoluta dedizione al lavoro (e a poco altro), allo sfruttamento del caporalato in maniera ben più diffusa di quanto avvenga nel resto d’Italia e dal mantenere le dimensioni delle aziende al di sotto dei 15 lavoratori, in modo da non dover aver a che fare con le pastoie dello Statuto dei Lavoratori. Oltre a questo, e non è una questione formale, contesto il suo uso dei termini ‘razziale’, ‘multirazziale’, che sono termini inesistenti, e che non mi sognerei mai di usare per l’amore che ho verso la lingua italiana. E il Benetazzo, ragazzo intelligente ma forse poco attento alle parole degli altri,… Leggi tutto »

PIEROROLLA
PIEROROLLA
19 Gennaio 2010 12:23

PER EUGENIO BENETAZZO:

IL DIRITTO DI SAPERE: LA LEZIONE DI HAITI [www.ildirittodisapere.com]
raffa1980
raffa1980
19 Gennaio 2010 12:37

la mia non solo e’ classe e’ stile
ma anche maturita’.

non ho voglia di perdere tempo con uno che scrive questo E’ IL KARMA

RIMANI COME SEI E CON I TUOI AMICHETTI,E NEL TUO MONDO
SALUTAMI L’ UOMO TIGRE

SALUTI

Truman
Truman(@truman)
Staff CDC
19 Gennaio 2010 12:37

Un articolo molto stimolante, scritto all’interno di un sistema ideologico che ha molto della religione. Non è una novità, la tendenza religiosa degli economisti è qualcosa di ricorrente. Marx riciclò l’escatologia cattolica come dittatura del proletariato seguita dal comunismo, catturando così miliardi di seguaci. Per lungo tempo poi ci hanno venduto il mito del peccato originale rieditato come debito pubblico. Tutti nasciamo colpevoli / debitori a causa del peccato / debito commesso dai nostri progenitori. Tutti dobbiamo chinare la schiena e lavorare duramente. Gli economisti neoliberisti per anni e anni hanno ripetuto mantra sulle virtù taumaturgiche del mercato, panacea in grado di risolvere tutti i problemi nei rapporti umani. Oggi la ripetizione dei mantra è focalizzata sulla fantomatica ripresa che sta arrivando, una ripresa che vedono solo gli economisti ed i seguaci del loro credo. Bisognerebbe rileggere Samir Amin ed il suo “Il capitalismo senile”, dove parlava dei saperi immaginari dei chierici medievali e di come tali saperi fornivano un potere reale sulle masse. Benetazzo si muove all’interno di un sistema religioso, dove chi ha fede trova sempre una spiegazione razionale. Solo che la spiegazione razionale vale solo all’interno del suo sistema di valori. Cito: il periodo di studio all’interno… Leggi tutto »

Altrove
Altrove
19 Gennaio 2010 12:39

A me basta il contrappasso dantesco. Quello che fai ti ritorna nel bene o nel male. Mi chiedo perchè non si parla mai dei medio grandi investitori che prendono a lavorare solo persone da sfruttare, e poi si lamentano e sbraitano. Fava, sei tu che gli dai il lavoro… Ma agli imprenditori del bel paese nessuno gli dice niente, meglio prendersela con chi ti ruba il lavoro.
Finiamola con questa storia, nessuno ti ruba il lavoro, è chi dà il tuo posto ad un altro perchè gli costa meno che te lo sottrae con un bel sorriso. A me non mi hanno mai fermato per strada dicendomi “o il lavoro o la vita”, ma mi hanno detto caso mai “qui la paga è questa”. Credetemi poi, a fare il muratore non si guadagna mica male, però di italiani che lo fanno non ce ne sono molti (ho molti amici muratori). Chissà… Adesso tutti vogliono fare design, visual art, house dj-set fashion program e altre aberrazioni commerciali. Quindi le analisi di benetazzo sono interessanti, ma secondo me molto parziali… saluti

Melkitzedeq
Melkitzedeq
19 Gennaio 2010 15:57

Probabilmente Benettazzo lo dava per scontato, ma evidentemente per molti cosi’ non e’, cerco di spiegarlo brevemente io:

Il sistema democratico e liberalcapitalista che caratterizza gli USA non può autosostenersi. Una volta estinta la componente di base (i bianchi anglosassoni prevalentemente protestanti, i cosiddetti WASP) che hanno inventato questo tipo di sistema, gli altri non sono in grado di mantenere il tutto come se nulla fosse.
E’ chiaro: ogni sistema può essere portato avanti soltanto da quella componente che lo ha creato, perchè è quella che lo ha portato a maturazione ed ha i mezzi per viverci dentro e superarlo.

Melkitzedeq
Melkitzedeq
19 Gennaio 2010 16:05

E’ la malizia dell'”antirazzista” che vuole a tutti costi vedere il razzismo nell’articolo. Benettazzo non dice che se gli USA stanno crollando “e’ colpa del negro”, piuttosto la progressiva estinzione della componente originaria del capitalismo WASP e’ prodotta da cause endogene e strutturali (terziarizzazione, delocazioni, importazione di manodopera a basso costo, finanziarizzazione) e l’effetto di tutto cio’ e’ proprio il cambiamento demografico e delle componenti etniche. Certo una volta che il processo e’ innescato l’effetto diventa anche concausa che a sua volta amplifica ulteriormente gli effetti e cosi’ via.

Melkitzedeq
Melkitzedeq
19 Gennaio 2010 16:09

Ma non e’ una contraddizione dire che esiste una sola razza e poi che il mondo e’ “multirazziale”?

P.S. forse dovresti andare a fare questa lezione ai tuoi correligionari.

Melkitzedeq
Melkitzedeq
19 Gennaio 2010 16:12

Benettazzo non dice “e’ colpa dei negri” lo capite o no!!!!!!!!!!!

nettuno
nettuno
19 Gennaio 2010 16:37

Guarda che il riscaldamento glogale è una truffa. hanno manipolato i dati della CO” per fare il commercio delle Quote e limitare lo sviluppo dei paesi emergenti. . Al Gore si che è un razzista ..__http://www.youtube.com/watch?v=VYtGZeRNhqg ___http://www.bnotizie.com/2009/12/24/la-bufala-del-riscaldamento-globale/ ___

Santos-Dumont
Santos-Dumont
19 Gennaio 2010 16:40

NOI SIAMO E SAREMO UN PAESE CHE VIVE SULL’IGNORANZA….NON SOLO DI NON SAPERE, MA ANCHE SULL’IGNORANZA DI VOLER RIMANERE IGNORANTI.

Allora mi permetta di darle un’aiutino, visto che questo pare il suo primo messaggio in assoluto oltre che su CDC: scrivere tutto in maiuscolo è considerato alla stregua di gridare, non credo che con una postura aggressiva otterrà molto. Ma non mi creda sulla parola, basta visitare questa pagina:
Netiquette – Wikipedia [it.wikipedia.org]
Saluti.

supervice
supervice
19 Gennaio 2010 17:22

Non dice che è colpa dei ‘negri’, ma che l’immigrazione non è più sostenibile (posso essere d’accordo), che va mantenuta l’identità nazionale (forse direi culturale, ma questa va riformata ovunque, non mantenuta, perché non esiste più nessuna comunità reale), che tutto questo è funzionale agli stessi organismi che hanno determinato la crisi, eccetera.
Ma argomenta tutto questo come se l’immigrazione fosse un aspetto cruciale, la prima causa a cui porre rimedio, mentre mi sembra che senza cambiare le regole del mercato, è come voler sparare a un passerotto in gabbia con un pezzo d’artiglieria.
Da qui vengono le critiche che gli vengono fatte, visto che questo modo di cercare un capro espiatorio per risolvere questioni ben più complicate ha già diversi attori nella nostra penisola, e non si può certo dire che chi sostiene queste tesi brilli per acume o competenza.

Santos-Dumont
Santos-Dumont
19 Gennaio 2010 17:42

Sig. Benetazzo,vivo da un decennio in un paese, il Brasile, che da quanto percepisco ha un rapporto di amore-odio con gli USA. Più il primo che il secondo, in verità, tant’è che è così facile dimenticare gli orrori di quella dittatura neanche tanto occultamente auspicata dagli Stati Uniti… Qui il melting pot (inteso come incrocio di razze, oltre che mera convergenza nello stesso luogo) è probabilmente anche più attivo che a nord, un certo Vianna Moog, discreto conoscitore di entrambi i paesi, in “Bandeirantes e Pioneiros” individuò la causa di ciò nella differenza tra morale cattolica dei conquistatori latini e quella protestante degli anglosassoni. Magari esiste pure un legame tra tale fatto e quello che il Brasile fu l’ultimo paese occidentale ad abolire la schiavitù (1888). Ciò non toglie che a tutt’oggi il Brasile sia considerato uno dei paesi più ingiusti al mondo in termini di distribuzione di ricchezza, il primo in America Latina, e questo indipendentemente dalla protezione accordata per costituzione contro il delitto di razzismo (che conduce difilato al carcere senza cauzione…) Segno che non esiste più necessariamente un legame così stretto tra razza (quale razza…?!) e reddito: nelle favelas si trovano sì persone tendenzialmente scure, ma anche… Leggi tutto »

Santos-Dumont
Santos-Dumont
19 Gennaio 2010 17:50

Quoto l’ultima parte relativa all’impossibilità di scindere economia e politica. Leggendo l’inizio dell’articolo m’e venuta la tentazione di parafrasare Goebbels: “Quando sento parlare di buonsenso, tiro fuori il mio revolver”. Saluti.

nettuno
nettuno
19 Gennaio 2010 17:57

Eugenio, il tuo articolo è molto stimolante, e dici cose giuste. Ma il mio pensiero è questo. Io non credo che tutta questa crisi sia arrivata per errore o per incapacità , ma che si trattasi di un disegno pianificato a tavolino. Se prima per mantenere il tenore di vita dei popoli eletti, i cosiddetti occidentali, occorreva rapinare il terzo mondo, ora la “razza padrona” ha pensato che era più conveniente portare qui un po’ di terzo mondo non essendo facile trovare dappertutto della brava gente come Pinochet. 1) Rallentando la nostra economia si riducono anche i consumi perchè si hanno meno soldi. Una decrescita forzata nonostante che la pubblicità resti sempre martellante e si consuma meno petrolio, 2) Una Europa di poveri si gestisce meglio che una di ricchi (o meno poveri ) 3) Al capitalismo che ha distrutto la barriera dello stato nazionale imponendo il WTO, questo non importa in bel niente, ma estende la sua capacità di intervento al livello planetario – Bresinsky, consigliere di Obama dice a chiare lettere ; > Il popolo occidentale da tempo è stato sottomesso con la manipolazione dell’ informazione televisiva ,( gestita al pari della Nato, dal Nuovo Ordine Mondiale) ,per… Leggi tutto »

Rossa_primavera
Rossa_primavera
19 Gennaio 2010 18:22

Caro Eugenio come vedi c’e’ chi riesce a darti del razzista solo perche’ fai o leggi delle statistiche:in Italia ormai tutto e’ diventato razzismo secondo questi benpensanti,non si puo’ fischiare il calciatore Balotelli perche’ si e’ razzisti,mentre Materazzi e Cassano,essendo bianchi si possono fischiare tranquillamente.Non si puo’ citare la statistica che il quaranta per cento della popolazione carceraria in Italia e’ straniero,perche’ questo desterebba nella popolazione stupida e becera un allarme sociale ingiustificato,allora bisogna dire che il 60 per cento della popolazione carceraria e’ italiano.Non si puo’ dire che una settimana fa in Calabria un gruppo di migranti clandestini ha messo a ferro e fuoco un paese spaventando la popolazione del posto perche’ anche noi siamo stati un popolo di migranti,dunque ora ci meritiamo questo ed altro.Non si puo’ dire che il serial stupratore arrestato a Milano era africano,perche’ questo potrebbe portare ad una pericolosa caccia al nero o a chiunque appartenga ad una minoranza.Bisogna sfumare su tutto insomma in Italia:addirittura una lettrice ti suggerisce di non classificare piu’ le persone in caucasici,neri,ispanici e asiatici ma di classificarli tutti come uomini,mi sembra un’idea geniale.Sono tutti uomini che non hanno alcuna differenza culturale,etnica,religiosa,cromosomica.Pensa ad esempio ad un abitante del quartiere di… Leggi tutto »

Lif-EuroHolocaust
Lif-EuroHolocaust
19 Gennaio 2010 18:34

Vedo che alcuni ancora sono “addormentati”: l’immigrazione è elemento basilare per l’attuale economia, non perché non si voglia fare certi lavori, ma perché l’abbassamento delle attese legate al mondo del lavoro, voluto dal mondo imprenditoriale, è permesso dalla presenza di lavoratori non necessariamente meno preparati, quanto con minori aspettative come gli immigrati. E questo abbassamento delle aspettative è necessario a causa di un sistema, ormai di lungo corso, basato su guerre, da un lato, e delocalizzazioni, dall’altro. Ossia un sistema che, per la sopravvivenza delle proprie élites, ha svenduto la possibilità di un orizzonte di crescita concreta, perché basata sul lavoro nazionale, con un orizzonte di crescita supposto più ampio, perché basato su una influenza finanziario-commerciale-politico-militare sempre più ampia nel consesso globale. Le attenzioni delle élites sono sempre più orientate verso un orizzonte globale. Al contempo, l’orizzonte nazionale continua ad esistere, con i suoi problemi, ma se tale orizzonte è sempre più vuoto di possibilità lavorative e di sviluppo, quei problemi rischiano di ampliarsi, con rischi facilmente immaginabili per le élites. L’immigrazione ha quindi molteplici ragioni (no, non quella della povertà, dato che non tutti i poveri emigrano, ma principalmente alcune nazionalità. Aspetto da indagare. E no, non c’entra neanche… Leggi tutto »

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 3:22

il catalogo, l’enumenazione, la divisione in settori e tutte le altre menate sono pratiche discriminatorie per loro natura
il tuo razzismo esiste dal momento che esistono le razze e le razze esistono in quanto gli esseri umani non hanno tutti le medesime caratteristiche.
lo sapevi?
come faresti tu a fare una qualsiasi statistica senza essere discriminatoria?

me pare che no the ghe capio un casso

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 3:28

Siamo alla frutta!!!
cosa dovrebbe centrare?

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 3:34

Guarda che è la SPECIE umana quella a cui ti riferisci.
Evidentemente il vecchio Albert ha rispsto con una battuta alla castronata detta dal poliziotto, visto che non mi risulta esista ne la razza tedesca ne quella ebrea.
gheto capio:-)

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 3:45

Eugenio le sa bene queste cose relative al nuovo ordine mondiale con tutti gli annessi e connessi.
l’ho constatato parlandogli di persona e m’ha detto che certe cose non può dirle in pubblico.
Il fatto che non ne parla in pubblico è perchè questo esula dal suo ruolo di economista, e perchè se parlasse del NWO ai suoi spettacoli e nei suoi libri sarebbe subito accusato di essere un complottista paranoico e verrebbero screditate cosi anche le sue tesi economico-finanziarie e tutto il suo lavoro di saggista.
in parole povere non può esporsi in pubblico.
comunque nei suoi spettacoli spesso cita testualmente la “farsa dell’11 settembre” e le “scie chimiche”.

Pai
Pai
20 Gennaio 2010 3:51

Guarda, posso metterci tutta la buona volontà e l’apertura mentale di cui sono capace, ma non riesco a considerare le tue parole una spiegazione dimostrata. Sono davvero alla ricerca della verità e dispostissimo ad ammettere il mio torto, ma me lo devi dimostrare. Tu dici: il sistema americano non può autosostenersi (già qui dovresti dirmi il perchè già che va avanti da 100 anni). Poi passi direttamente alla “questione razza” e non spieghi perchè questo cambiamento demografico ha portato al declino americano (solo il tema del declino americano puoi darlo per scontato perchè è sotto gli occhi di tutti) ma ripeti il Benetazzo pensiero aggiungendo un altro postulato non dimostrato e cioè che solo gli inventori di un sistema possono portarlo avanti come se (concedimi l’esempio) un figlio adottivo di un WASP non fosse in grado di portare avanti l’azienda di famiglia. In più “marco08” ha individuato con due parole il paradosso a cui porta il ragionamento che sta alla base di Benetazzo: esportare le fabbriche o importare la manodopera non possono avere lo stesso effetto, perchè il primo, per quanto poco possano guadagnare gli immigrati o ridurre i salari degli “autoctoni” non può che far aumentare la domanda aggragata,… Leggi tutto »

Pai
Pai
20 Gennaio 2010 4:05

Qui sei già più chiaro, ma sottolineo che:
1) “L’economia americana è collassata per motivazioni razziali” sono parole di Benetazzo e se la spari grossa non puoi pretendere che uno ti capisca.
2) L’emigrazione è un fenomeno umano. Esiste da sempre e l’uomo si sposta dove ha più chance di farcela. Tra le cause che citi che secondo te hanno prodotto il cambiamento demografico ti dimentichi di questo. Gli immigrati vanno dove c’è ricchezza e (aggiungo io) contribuiscono a produrre ricchezza perchè aumentano la domanda aggregata del paese in cui vanno.
3) Terzializzare e delocalizzare non puoi dire che favoriscano l’immigrazione (mi sembra ovvio che sia il contrario)
4) l’importazione della manodopera non esiste dai tempi dello schiavismo. Se volevi dire “immigrazione” stai dicendo che l’immigrazione è la causa del cambiamento demografico (grazie!)
5) La finanziarizzazione a mio avviso non c’entra niente. Se lo sostieni devi dirmi perchè.
6) Concludi con quello che proprio non riesco a capire. Perchè il cambiamento demografico è causo del declino.

Eli
Eli
20 Gennaio 2010 4:36

Adanos, ti commenti da solo!

Eli
Eli
20 Gennaio 2010 4:38

Mi piacerebbe sapere chi sono i miei correligionari, dal momento che non seguo alcuna religione, ma solo il buon senso.

Eli
Eli
20 Gennaio 2010 4:39

Adanos, se i cervelli fossero tassati, tu otterresti un rimborso!

Quantum
Quantum
20 Gennaio 2010 5:34

Solo io avevo perfettamente capito il messaggio originale e non gli avevo dato connotazione razzista?
Io l’ho presa per quella che era un’analisi distaccata e argomentata sulla composizione etnica e le conseguenze socio-economiche.

Non è un problema di razzismo per coloro che hanno commentato in quel modo, ma innanzitutto di ignoranza e scarsa perspicacia… 🙂

6463
6463
20 Gennaio 2010 5:45

Bravo Truman, nel quadro religioso che hai delineato, vorrei rilevare due citazione dai testi sacri:
1) il FMI valutò nel 2008 in 300 m.di $ il volume di rischio dei mutui subprime.
2) già nel ’74 ne “I limiti dello sviluppo”, testo sacro di una certa elite, veniva dimostrato quasi matematicamente, che per facilitare la proprietà della casa alle classi subalterne, la concessione di crediti agevolati era controproducente e ben più efficace era invece la stabilità del lavoro.

E’ evidente che se furono concessi crediti in spregio alle regole del ‘credit score’, non fu certo per agevolare neri, marroni o gialli, piuttosto per creare materia prima per prodotti derivati con leva di 50 o più a uno. Infatti per far continuare il gioco, quello che chiamano governo anziché dare 300 ml.di a neri, marroni, gialli e porre fine alla partita, ha continuato a dare fiches ai giocatori. Non politica sociale, ma la solita politica. Quindi Benettazzo, propalando l’idea che la crisi è l’effetto collaterale di una politica sociale si mantiene nei canoni della religione imperante: dovrebbe essere santificato, non bruciato vivo a Piazza Affari.

Melkitzedeq
Melkitzedeq
20 Gennaio 2010 6:12

Tra l’altro la dimostrazione di cio’ l’abbiamo anche con la recente tragedia di Haiti e la folle, ma purtroppo quasi all’unanimita’ accolta, richiesta di adottare tutti i bambini di Haiti e portarli in Italia, sradicandoli dalla loro terra d’origine per farne dei perfetti consumatori occidentali.

Sicuramente avra’ giocato il buonismo ed il senso di colpa indotto dai mass media, come rilevato nell’articolo di Massimo Fini, ma non si puo’ negare che dietro a tutto cio’ operi una “ideologia” ed un piano prestabilito che coglie ogni occasione per imporre il melting pot occidentale.

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 7:51

eh già.

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 7:56

eh già.
ma tu saresti esentasse in partenza.
al tuo posto andrei commentare gli articoli di vanity fair.

ADANOS
ADANOS
20 Gennaio 2010 7:59

non temere non sei il solo.
ma prova a spiegarlo ad Eli che si professa paladina della razza umana unita ignorando la differenza tra specie e razza.

nautilus55
nautilus55
20 Gennaio 2010 9:26

Eli, lascia perdere: c’è un proverbio genovese che recita “E’ inutile regalare i biscotti agli asini”. Che ci vuoi fare.

paolodegregorio
paolodegregorio
20 Gennaio 2010 10:06

concordo con le conclusioni di Benettazzo sulle politiche di integrazione infelice

Rossa_primavera
Rossa_primavera
20 Gennaio 2010 16:30

Per Eli ormai tutto e’ razzismo anche le statistiche,dovresti saperlo.
Se tu fai una statistica sulla statura media in Italia,ad esempio,secondo lei discrimini chi e’ inferiore a tale statura.Ma che diamine facciamo tutti parte della razza umana,siamo tutti uomini dice lei,compiendo a sua volta una grave discriminazione perche’ al mondo ci sono piu’ donne che uomini,dunque dovremmo piu’ correttamente dire siamo tutti donne.
Lei sogna un mondo di ermafroditi,tutti alti uguali,con lo stesso colore della pelle,perfettamente uguali in tutto cosi’ le statistiche non avrebbero piu’ senso.

Truman
Truman(@truman)
Staff CDC
20 Gennaio 2010 16:36

Potrebbe essere santificato se non dicesse anche altre cose (ben più interessanti secondo me), del tipo
Il primo paese al mondo che ha delocalizzato (…) sono stati proprio gli Stati Uniti, ed ora stanno pagando il conto di quella scellerata strategia di svendere le loro produzioni all’Oriente e contestualmente anche i posti di lavoro.

nettuno
nettuno
20 Gennaio 2010 17:48

Parli e scrivi bene .. Dimmi un po’ che fine farà l’euro e che fine attende la Grecia se si affida alle cure del FMI ?
Rispondi, visto che sei tra i competenti . lacrisi come pensi che passi? o voceversa dove ci porta?

Saluti da
Nettuno

mialzoallequattrodimattin
mialzoallequattrodimattin
20 Gennaio 2010 20:26

L’emigrazione e’ sempre esistita, la storia e’ fatta di grandi flussi umani che si spostavano da un posto all’altro; perche’ gli uomini vivono con la speranza di un futuro migliore, e’ quando non hanno tale speranza che si scatena la furia ribelle ( Rosarno). L’emigrazione e’ un fattore positivo per l’economia di un paese, perche’ porta idee e pratiche nuove che migliorano quelle esistenti comunque. La maggioranza degli emigranti ha fame di lavorare sodo e contribuire alla ricchezza del paese che la ospita a parte una minoranza che vive di crimine, ma anche questa ( cinicamente) accresce il PIL con giudici, poliziotti, carceri ecc. L’emigrazione e’ ineluttabile e necessaria perche’ e’ sempre meglio uno straniero che vuole fare qualcosa che un italiano che a trentanni ozia a casa dei suoi genitori senza fare nulla da mattina a sera.

Gli USA sono in crisi perche’ da trentanni e’ in atto una politica che arricchisce una ristretta percentuale di ricchi a danno dei ceti medi ed operai: il discorso sulle razze c’entra poco.

Eli
Eli
21 Gennaio 2010 2:41

Nautilus 55, Jehoshua Ben Yussuf, detto Gesù, molto icasticamente diceva:”Non date le perle ai porci”.

Eli
Eli
21 Gennaio 2010 2:44

Forse è perché ti alzi alle quattro del mattin che hai capito tutto!

mialzoallequattrodimattin
mialzoallequattrodimattin
21 Gennaio 2010 3:00

La risposta non e’ consistente.

valis
valis
21 Gennaio 2010 3:03

“(ad esempio Springfield in Nebrasca rappresenta un insignificante nucleo cittadino con appena 1500 abitanti, il 99% dei quali sono bianchi caucasici)”

… e io che pensavo che gli abitanti di Springfield fossero tutti gialli e con quattro dita!

ADANOS
ADANOS
21 Gennaio 2010 4:58

eh già.