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The Israeli flag flutters in front of the Dome of the Rock mosque and the city of Jerusalem, on December 1, 2017. US President Donald Trump may recognize Jerusalem as the capital of Israel. The international community says Jerusalem's status must be negotiated between Israelis and Palestinians. Israel occupied east Jerusalem in the 1967 Six-Day War and later annexed it in a move never recognised by the international community. / AFP PHOTO / THOMAS COEX

GERUSALEMME CAPITALE D’ISRAELE? GUARDATE DALLA PARTE SBAGLIATA.

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Dopo 69 anni di negoziati di pace gettati alla fogna nel conflitto israelo-palestinese, per il mondo intero le speranze di vedere la fine di quella tragedia – fra l’altro uno dei carburanti principali del terrorismo (reazione) islamico contro l’Occidente – sono ormai nulle. Poi oggi Trump ha riconosciuto Gerusalemme come futura capitale d’Israele, e tutti a strapparsi i capelli. Brutta notizia per la pace, no?

No.

L’ho già scritto, ma lo ripeto oggi. Se si vuole capire dove sono le speranze per la pace, non dobbiamo guardare a est nel Mediterraneo, né alla Casa Bianca. Puntiamo tutti gli occhi su due fattori:

1) LA COMUNITA’ EBRAICA D’AMERICA E I LORO COMMENTATORI DI PUNTA.

2) LE RINNOVABILI.

Mi sbarazzo del secondo punto in due righe, perché voglio concentrarmi sul primo. Israele non era nulla per gli USA fino all’arrivo alla Casa Bianca di Dwight Eisenhower. La politica USA neppure celebrava l’Olocausto. Col crescere della dipendenza di Washington sul petrolio del Golfo, e poi con la grande crisi del 1973, l’America decise che Israele doveva diventare la più grande base militare americana del mondo a guardia dell’oro nero. E lì, il destino dei Palestinesi fu segnato. Oggi però il mondo sta marciando alla velocità di una supernova verso l’energie Rinnovabili in AI, e il petrolio è destinato al cestino della Storia, e con esso molta dell’importanza d’Israele per gli USA. Traetene le conclusioni da soli, visto che Tel Aviv senza armi e dollari USA combatterebbe con i moschetti napoleonici e farebbe il PIL a pompelmi Jaffa (enfatizzo ma più o meno…). Stop.

La domanda quindi centrale è: cosa mai potrà in America portare il consenso politico a costringere Israele ad accettare una pace decente coi Palestinesi e coi Paesi Arabi? La risposta sta nello spiare gli opinionisti di, ad esempio, il New Yorker o il New Republic, che sono i fogli di punta dell’opinione leader degli ebrei d’America. Solo 10 anni fa, entrambi erano integralisti fanatici pro-Israele, neppure una colite di Shimon Peres era criticabile, tutti muti! Poi…

Poi semplicemente Israele con la sua brutalità “neonazista” (citaz. Aharon Zisling, ministro di Ben Gurion) contro i civili del Libano o contro quelli di Gaza, li ha sempre più disgustati. Le Operazioni Militari israeliane Grapes of Wrath e Cast Lead sono state mostrate in Tv, e questa volta due uomini come Peter Beinart ex direttore del The New Republic e David Remnick ex direttore del The New Yorker, ebrei, hanno detto basta. Hanno vomitato anche loro. E con loro, e i loro editoriali, ha iniziato a vomitare anche l’ebraismo americano. Attenti, non accadeva dal primo minuto della nascita d’Israele nel 1948 che gli ebrei americani voltassero le spalle a quello che l’immenso dissidente ebreo Norman G. Finkelstein chiama “Lo Stato Psicotico”.

Ecco oggi cosa hanno pubblicato il New Republic e il New Yorker mentre la Casa Bianca approvava Gerusalemme capitale d’Israele, e ricordate che questi furono da sempre feroci partigiani americani a priori sempre pro Tel Aviv.

New Republic: editoriale di Alex Shepard “L’America storicamente ha assunto la posizione secondo cui la divisione di Gerusalemme come capitale dei due Stati è parte integrante ed essenziale della pace”… “L’eventuale riconoscimento di Gerusalemme come capitale indivisibile sarebbe come gettare veleno nell’acquedotto prima che vi bevano sia gli israeliani che i palestinesi”… “La posizione odierna della Casa Bianca e dei Sauditi sulla questione, distrugge le promesse di pace del Presidente”… “Si tratta di una decisione che era ovvio avrebbe portato sugli USA le critiche di tutto il mondo”.

Il New Yorker affida a un’altissima personalità ebraica un raffinato ma tagliente editoriale. Parla Bernard Avishai, professore alla Dartmouth and Hebrew University, e autore di La Tragedia del Sionismo, oltre che Senior associato al Guggenheim “In Israele la destra di Netanyahu ha controllato la realtà del Pese così a lungo che fra poco sarà inutile persino tentare di ricordare un passato che loro non hanno mai contribuito a costruire”… “La realtà che Gerusalemme Est sia, dalla guerra del 1967, territorio occupato da Israele secondo la legalità internazionale è ovvia a chiunque al mondo, meno che a Israele”… “Un sondaggio del Israel Democracy Institute ci dice che il 61% degli israeliani stessi hanno accettato Gerusalemme come città divisa”… (nda IL PASSAGGIO CHE SEGUE E’ DI CRUCIALE IMPORTANZA STORICA)… “Gerusalemme non fu mai un luogo di adorazione atavica per l’ebraismo. Il massimo moralista della Storia ebraica moderna, Ahad Ha’am (1891), lasciò scritto il suo shock nel vedere quegli strani uomini ebrei fare mosse inconsulte al Muro del Pianto… Ha’am scrisse che le pietre di quel muro rappresentavano la distruzione della nostra terra, e quegli uomini rappresentavano la distruzione della nostra razza”.

Non so se voi lettori italiani potete capire che micidiale portata hanno parole così scritte da quelli che in America erano le lobby-megafoni telecomandati di Tel Aviv da sempre. Esse rappresentano non solo l’inizio della fine dell’Israele irragionevole, fanatico, “neonazista” nell’oppressione, ma anche le prime pietre della pace futura laggiù.

Infatti pochi hanno notato che lo stesso Trump nella sua dichiarazione si è guardato bene dal sancire Gerusalemme come capitale INDIVISIBILE d’Israele. Ha infatti detto alla lettera “Non prendo posizione sugli accordi finali, inclusi i confini finali della sovranità d’Israele a Gerusalemme… E’ una questione che devono risolvere israeliani e palestinesi”. Hey, chi gli ha scritto quelle parole nel testo? Esattamente ciò che ho scritto finora. Sa che l’ebraismo americano ora non tollera più gli eccessi dello Stato ebraico.

Infatti un sondaggio nientemeno che del American Jewish Committee ha mostrato ieri che quasi la metà degli ebrei americani neppure arriva ad approvare lo spostamento dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme. E Trump sa che il 64% dei potentissimi ebrei americani aveva votato per la Clinton, mentre lui si era beccato un misero 18%.

Conclusione: calma tutti, gli strilli lasciamoli ai fessi austeri delle Tv. Là dove veramente si fanno i giochi (inclusa l’ebrea Goldman Sachs o nella Coca Cola Company), la corrente è cambiata, e caro psicotico e assolutamente anti-ebraico Sig. Netanyahu, tu e i tuoi sionisti fanatici avete gli anni contati.

 

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info/

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1965

7.12.2017

Pubblicato da Davide

  • Ybodon

    E qui, l essere complottisti secondo me paga. Il cognome Barnard secondo me potrebbe spiegare le contorsioni di questo altro eroe di fronte a certe cose. Ma anche al resto poi tipo l amicizia con Mosler. Ma sono un complottista

  • fuffolo

    Benzina sul fuoco

    Mueller indica la potenza straniera “collusa” con Trump: Israele
    https://aurorasito.wordpress.com/2017/12/05/mueller-indica-la-potenza-straniera-collusa-con-trump-israele/

  • Tonguessy

    Per capirne qualcosa bisogna leggere dalla fine, non dall’inizio: ” il 64% dei potentissimi ebrei americani aveva votato per la Clinton” e non per Trump. E’ quindi chiaro il motivo per cui quella classe di cittadini oggi esattamente come ieri si sia schierata contro Trump, e lo faccia con veemenza. Si tratta dello scontro tra la destra tradizionalista e la “sinistra” globalista. Non è facile capire, però, le ragioni di Trump. Evidentemente c’è sotto qualcosa.
    Sul punto 2 non mi facile capire la “velocità di una supernova verso l’energie Rinnovabili in AI”. Intanto la supernova non è che si muova velocemente, al massimo quando esplode i frammenti viaggiano vicino alla velocità delle luce. Ma si sta disgregando, e forse è anche questo il destino di certe rinnovabili. Ricordo “Economia all’idrogeno” di Rifkin, un coacervo di bufale e wishful thinking. Quell’economia ha fatto la fine di una supernova, e non ne è rimasta traccia. Sul fatto che “il petrolio è destinato al cestino della Storia” può essere, la mia sfera di cristallo non è così potente come quella di Barnard. Ricordo però che l’impero cinese si sta accaparrando idrocarburi dappertutto, e ha praticamente colonizzato tutta l’Africa.
    Se proprio ci fosse la capacità di sbarazzarsi del petrolio sarebbero i primi a farlo, dato che non ne hanno e dipendono da fonti esterne.

    • Ybodon

      Ritengo che Trump faccia cio che avrebbe fatto la Clinton. Lei non sporca il nome della famiglia e dei dem, Trump, avendogli costruito questa finta avversione, lo fa come come fosse il delirio di un pazzo e tutti possono dire di essere contro di lui.

      Per questo è stato eletto Trump.

  • Tizio8020

    Non entro nel merito del punto “1”, ci vorrebbe troppo.
    Il punto “2” però posso commentarlo.

    “Secondo me, le rinnovabili sono…. una cagata pazzesca!” (Cit: “La corazzata Potemkin”)

    Pensare che entro poco tempo sia possibile sostituire l’enorme utilizzo di energia da fonti fossili (petrolio, carbone, gas), con campi fotovoltaici o eolici… vuol dire non aver capito un beneamato nulla.
    Nel posto ridicolo dove lavoro io (un doks portuale) la potenza impegnata assomma a 7 MW.
    Parliamo di un sito piccolo, immagino che i siti “grandi” assorbano molto di più, diciamo il doppio o o il triplo.
    Sommiamo i valori di potenza degli oltre trenta siti di sbarco, ed arriviamo a quanto?
    E parliamo di un porto “piccolo” come Ravenna.
    Dobbiamo aggiungere tutte le Industrie della zona, etc.
    Come pensate di produrre questa quantità di Energia Elettrica?
    Ma, anche immaginando di ricoprire mezza pianura padana di pannelli… come pensate di stoccare l’energia per fornirla poi nelle ore in cui i pannelli non producono nulla?
    Sì, perchè quasi tutti i siti lavorano H24/7, cioè 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana.
    Finchè non mi avrete spiegato questo, continuerò a sostenere che “le rinnovabili sono una cagata pazzesca!”

    E non dimenticate le navi.
    Ancora adesso bruciano catrami etc, la peggior roba che possiate immaginare: non a caso, nei vari Trattati tipo “Protocollo di Kyoto” c’è scritto chiaro che “è escluso il trasporto marittimo”.
    Ecco, una nave con l’energia eolica può funzionare benissimo.
    L’hanno fatto per migliaia di anni!
    Si chiamano “velieri”…

    • fuffolo

      Ferro e acciaio, tante energia per ottenerli. Un tempo eravamo primi al mondo e anche come secondi necessitiamo per questo di quantitativi alla fine compatibili solo con nuke

      • Tizio8020

        Infatti la rinuncia al nucleare è stata una stronzata!
        Ho votato anche io “contro”: avevo appena compiuto 18 anni, e ci avevano bombardato la testa con la storia del pericolo di Chernobyl.
        Poteva avere un senso “non costruire centrali nuove”, ma assolutamente non dismettere quelle appena costruite, quindi già pagate, ed anzi pagare di più per presidiarle.
        Diciamo che gli industriali si sono arricchiti, fornendo fonti fossili all’Enel; noi paghiamo la corrente più cara d’Europa, e beffa finale, la acquistiamo da Francia e Svizzera, che la producono con il nucleare, ai nostri confini!!!

        • Primadellesabbie

          Ecco, bravo.

          Manca solo qualche impianto nucleare in mano a questi!

  • A 19th century man

    Le rinnovabili sono una cagata pazzesca. Mi meraviglio come uno “psicoilluminato” come Barnard si sia fatto infinocchiare come un mainstreamer qualsiasi…

    • Fedeledellacroce

      Le rinnovabili funzionano, basta una politica coerente.
      In Costa Rica, considerato dal mondo como paese sottosviluppato, il 95% dell’energia elettrica é prodotta da fonti rinnovabili. E la esporta pure in Nicaragua.
      Basta una classe politica coerente, non come quella dell’itaglia

      • A 19th century man

        Secondo me sono balle spaziali.. Poi si scopre che in Costa Rica FINO AL 95% dell’energia elettrica é prodotta da fonti rinnovabili, concetto ben diverso. Poi si scopre che l’agricoltura (macchine agricole) non è compresa nel calcolo. Poi si scopre che neanche i trasporti sono compresi. Poi si scopre che questo 95% è raggiunto la domenica mattina quando stanno tutti a messa. Poi si scopre che non è proprio il 95% ma un 65 scarso. Poi si scopre… Etc etc..

  • –<>– –<>–

    Un gesto dettato dalla disperazione, di chi sa di aver perso.
    Un arroccamento.

  • Mario Poillucci

    ”Hanno gli anni contati”?? E, caro Barnard, sarebbe infinitamente meglio se avessero i giorni contati!

  • Lorenzo

    non è più un problema di petrolio, ma già da qualche decade.
    Quando hai la maggioranza del parlamento, degli uffici (fbi. cia. nsa. ecc) infiltrati di filosionisti messianici, che puntano alla great israel, la politica non si interesserà degli interessi economici o della popolazione.
    Del resto basta vedere le promesse di Trump e la politica successiva…non doveva forse ritirarsi da tutte le guerre?

  • Cataldo

    Il tono al solito stucchevolmente arrogante di PB in questo intervento gli fa perdere di vista alcune cose, ancora più importanti di quanto scrive la stampa USA sulla questione.
    1) Israele regge il suo PIL sia sulla stampella USA ma ancor di più sulla stampella Europea, se pure gli USA avessero iniziato un percorso di autonomia politica e strategica da Israele, come adombra Barnard, nulla del genere è in vista per una Europa sempre più succube e prona al delirio nichilista della destra israeliana.
    2) L’autonomia strategica israeliana, costruita su centinaia di testate nucleari, è alla base della sua irresponsabilità politica, questo è il nodo centrale, fare analisi sulla situazione israeliana senza questa realtà di fondo è sintomo di ingenuità o peggio.
    3) Non può esistere alcun processo di pace senza affrontare il nodo del punto 2, e questa non è una opinione, ma un fatto di natura corroborato dall’esperienza storica, possiamo baloccarci fanciullescamente con discorsi su come si evolve la politica USA verso Israele, ma l’unico cambiamento possibile è un processo di riequilibrio strategico.

    • oriundo2006

      Punto 1: ho qualche sospetto dove vadano i nostri soldini quando di quando in quando il nostro debito pubblico aumenta a colpi di 100 miliardi alla volta…

  • Annibale Mantovan

    “Sig. Netanyahu…avete gli anni contati”. Ha scritto anni non giorni…sai quanti ne ammazza ancora Netanyahu per anni? tradotto significa presa per il culo finale. Come tutti i suoi colleghi del resto.

  • Vamos a la Muerte

    Non bisogna dimenticare che il genero di Trump, Jared Kushner, amatissimo dal Pannocchia e sposato con l’altrettanto adorata figlia Ivanka, è senior advisor presso il Presidente e da lui ascoltatissimo tanto che il giovane rampollo figlio di papà ha ormai scavalcato il Segretario di Stato Rex Tillerson nella programmazione della politica estera a stelle e strisce, fino a portare Tillerson a rassegnare le dimissioni poi congelate (sul sequestro del premier libanese Hariri a Ryad, orchestrato da Kushner in combutta con l’altro figlio di papà Mohammed Bin Salman, Tillerson non era stato nemmeno consultato). E Kushner, tra l’altro alla ricerca di legittimazione verso i circoli più conservatori ebraici poiché quest’ultimi non considerano i suoi figli come ebrei in quanto sposato a una non ebrea benché convertita, è un semplice portavoce di Netanyahu.
    Insomma, Israele ha sempre attirato su di sé critiche anche da parte di esponenti ebrei (in Italia vedasi Gad Lerner) ma, alla fin fine, queste sembrano più far parte del gioco delle parti che altro. Quando il gioco si fa duro la nota lobby ha la rarissima capacità di compattarsi e combattere come un sol uomo.
    La chiosa di Barnard è poi molto amena:
    “caro psicotico e assolutamente anti-ebraico Sig. Netanyahu, tu e i tuoi sionisti fanatici avete gli anni contati”: avendo BiBi 68 anni suonati, è evidente che i suoi anni siano contati. Ma del resto, non avendo i cosiddetti scienziati ancora scoperto l’elisir di lunga vita, questa considerazione è applicabile a chiunque.

    • pincopallo

      Uno dei Rothschild è morto a 100 anni…altro che ‘contati’…

  • mystes

    Voglio solo dire due parole sull’Europa che sembra indignarsi sulla decisione del Presidente Americano. Ebbene da sempre l’Europa è filo-americana oltre che ad essere filo-israeliana. Se fosse vera indignazione e non semplice odio contro la persona Trump non sarebbe questo il momento di uscire dalla Nato e fare un pernacchio agli yankee? E invece!…

    • Ybodon

      La figura di Trump in questo momento serve proprio affinché ci si possa indignare. Trump serve a questo. Se certe cose le avesse fatte qualcun altro avrebbe messo in imbarazzo tutti gli usa, politicamente parlando. cosi invece risultano essere smanie di un pazzo. cercate di comprendere………

  • TdP

    E’ ovvio che gli ebrei si dividono tra mondialisti e sionisti..e la mossa di Trump scontenta gli uni e contenta gli altri..
    Ricordiamo che Soros è inviso a Netanyhau..e questo la dice lunga sulle correnti sotterranee che si muovono da quelle parti..

  • alessandroparenti

    Che bello! Quest’anno il Giro passerà quindi per una capitale!

  • MarioG

    “Israele non era nulla per gli USA fino all’arrivo alla Casa Bianca di Dwight Eisenhower. La politica USA neppure celebrava l’Olocausto. Col crescere della dipendenza di Washington sul petrolio del Golfo, e poi con la grande crisi del 1973, l’America decise che Israele doveva diventare la più grande base militare americana del mondo a guardia dell’oro nero.”

    Mi sembra che Barnard si sbagli (solita sovrasemplificazione fuorviante barnardiana).
    Fosse solo per il petrolio, gli USA avevano e hanno gia’ la loro base a guardia dell’oro nero (Arabia Saudita). Senza la simbiosi USA-Israele (e in generale l’ebraismo americano fin da prima della nascita di Israele) non sarebbe nemmeno stato possibile il 1948 in Palestina.
    E’ il noto problema del nesso fra il cane e la coda.

    • Ybodon

      soprattutto nella “semplificazione barnardiana” c’è Israele strumento degli USA.
      Ma siamo alle solite generalizzazioni da risiko.
      Le lobby ebraiche sono gia negli USA dalla sua creazione. Non si può parlare di USA senza parlare di lobby ebraiche da quando fu scoperto il nuovo mondo. perciò……….
      ne consegue che Israele non è uno strumento degli USA ma che USA e Israele sono strumenti del potere delle lobby ebraiche.

    • pincopallo

      Vuoi dire senza la valigetta da 2 milioni di $$$ data a Truman ?

  • ranio

    …”energie rinnovabili in AI”??!! Questo fa coppia con Grillo che crede di salvare il mondo con le stampanti 3D.
    A me sembra che il mondo stia correndo in tutt’altra direzione.

    • Ybodon

      grillo è un furbo. pochi si rendono conto delle sue capriole comunicative dei suoi famosi spettacoli anche vecchi. ci vuole orecchio e bisogna capirci strategie comunicative e si capirà la verità su Grillo.

  • Ybodon

    posso fare una domanda banale che vedo non si è posto nessuno da nessuna parte? ma perché il presidente degli USA decreta la capitale di Israele? cosa c entra. a che titolo, con che potere? lui può spostare l ambasciata…. cosa c entra cambiare la capitale di un altro paese? quindi può decidere che domani la capitale italiana è Canicattì?

    • gix

      Premesso che nessuna domanda è banale, qui dentro, a forza di citazioni e sentenze altrui ce ne dimentichiamo spesso, forse la risposta già la sai. E’ una questione di riconoscimento simbolico del dominio della città delle tre religioni, a favore di un solo Stato, così come ora governato. Vediamo però che cosa Trump ha ottenuto con la sua uscita: il risultato è stato quasi immediato, ovvero compattamento del fronte arabo e intifada in tempo reale. Ora due sono le possibilità: se Trump è stupido (ma stupido veramente…), allora ha ottenuto un rafforzamento, almeno morale, del nemico. Ma se Trump è un po’ meno stupido di quanto lui stesso voglia apparire, allora ha creato un problema al governo attuale di quel paese lì, che ora si ritrova tutti contro con gente giovane e incazzata che si prende come minimo a sassate davanti a quello che considera il cortile della propria parrocchia.

      • Ybodon

        Riconoscimento simbolico….
        Cioè Trump in quanto rappresentante degli USA, simbolicamente dice “per noi la capitale è Gerusalemme”. questo vuoi dire?
        Quindi sulla carta non cambia nulla?

        Per il resto dubito siano decisioni personali di Trump.
        Detto questo ha rafforzato quel paese in ogni caso..
        Perchè adesso ogni atto di violenza rafforzerà ancora quello stesso paese e avallerà e giustificherà ogni reazione (anche spropositata) sempre dello stesso paese che “ha diritto di difendersi”.

        • gix

          L’impero, per quanto potente, non ha il potere di modificare la sovranità territoriale e popolare di un altro Stato, riconosciuto universalmente come soggetto di diritto pubblico, se non con atti di guerra ed occupazione. Ma l’impero questa prerogativa non ce l’ha avuta quando era al massimo della sua potenza, figuriamoci ora che fatica a non essere espulso definitivamente da quei territori…Per quanto riguarda Trump, naturalmente non è un uomo solo che decide e comanda, nemmeno i dittatori lo sono mai stati, figuriamoci.

    • raffaello nencioli

      Il trasferimento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme è una promessa fatta in campagna elettorale da Trump, ma è anche un obbligo stabilito dal Jerusalem Embassy Act, votato dal Congresso nel 1995, sempre rimandato per motivi di opportunità politica dai precedenti presidenti, con un atto di rinuncia rinnovato ogni sei mesi. Lo stesso Trump a giugno ha apposto la firma sull’ennesimo rinvio. Perché proprio ora Trump (o chi per lui) decide di dare applicazione all’Act del Congresso, scatenando la rivolta dei palestinesi e la condanna unanime del mondo islamico, di tutta la comunità internazionale, europa compresa, e anche dei paesi arabi filoisraeliani come Egitto, Giordania e Arabia Saudita?
      Questa decisione avviene nel momento in cui la diplomazia sotterranea Israelo/Saudita si muove per rilanciare il progetto di pace di Oslo, che prevede due stati e due capitali nella stessa Gerusalemme (quella araba a G. est, e l’altra ebraica). Il trasferimento dell’ambasciata Usa c/o Israele a Gerusalemme non esclude un’eventuale doppia ambasciata sempre a G.est c/o la Palestina, tuttavia questo fatto ha creato non poche perplessità ai sauditi. L’ambasciatore saudita a Washington, il principe Khalid bin Salman, ha infatti dichiarato che “qualsiasi annuncio precedente ad un accordo finale avrebbe un impatto deleterio sul processo di pace e aumenterebbe le tensioni nella regione”. L’Arabia Saudita rimane del parere che qualsiasi soluzione della controversia tra Israele e palestinesi debba essere “basata sui confini del 1967 che includano Gerusalemme est come capitale di uno stato palestinese”. “Stiamo lavorando con il team del presidente per il negoziato di pace”, sottolinea l’ambasciatore, “per raggiungere un accordo equo e giusto”. Un accordo che questa decisione del capo della Casa Bianca sembra complicare e non poco.

  • DettoInFaccia

    Il sionismo ha rovinato l’immagine di Israele e della religione ebraica. Adesso Israele rischia, perché i suoi nemici si sono rafforzati mentre Israele si indeboliva. Adesso gli abitanti di Israele non vanno lasciati soli, sia perché potrebbero abbandonarsi ai loro istinti peggiori, sia perché potrebbero essere oggetto degli istinti peggiori dei loro nemici. Questo è il momento in cui bisogna proteggere Israele e gli ebrei in medio oriente da se stessi e dagli altri. Una protezione asettica, senza sforzi di accettazione, di comprensione e senza tensioni umanistiche di sorta. Il primo passo di questo sforzo protettivo deve essere l’archiviazione del potere sionista che ha semplicemente fallito.Bisogna togliere ai sionisti l’illusione di potersi ancora giocare l’ultima carta, perché è quest’illusione che potrebbe portare a catastrofi. Israele ha una grossa parte di società civile che è emotivamente, spiritualmente, e materialmente abbastanza matura per far in modo che le cose vadano diversamente.
    Io credo che Trump stia mettendo in pratica un gioco sottile per sbarazzarsi dell’attuale sistema di potere sionista, che tra l’altro lo ha sempre evidentemente osteggiato. Penso che la fuga in avanti su Gerusalemme sia un modo per neutralizzare il sionismo usando le sue stesse ambizioni.

    • pincopallo

      Se ricordo bene , circa il 60% degli israeliani ha votato per bibi.

      • DettoInFaccia

        alle ultime elezioni netanyau è stato rieletto a malapena e grazie all’appoggio di un partito politico doppiogiochista

    • Truman

      Mi spiegheresti perché “bisogna proteggere Israele e gli ebrei” e non, ad esempio, “bisogna proteggere la Palestina e i palestinesi”?
      In seconda battuta (considerando che si sono appropriati pure del Giro d’Italia) non valuti che possa essere necessario proteggerci noi dal sionismo?