GEORGE W.BUSH: UN EROE RIVOLUZIONARIO DEI NOSTRI TEMPI

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DI MARCO SABA
Studi monetari

Oramai, alla vigilia del ricambio elettorale negli Stati Uniti, da tutte le parti si sprecano le critiche all’operato dell’amministrazione del Presidente Bush. Come se alla Casa Bianca vi fosse stato per otto anni una specie di ex alcolizzato sanguinario che – oltre a scatenare almeno due guerre inutili – avrebbe portato il pianeta sull’orlo (ormai superato, a dire il vero) della catastrofe economica e finanziaria. Come cioè se Bush fosse stato il rappresentante ideale della congiura dei cosiddetti Illuminati per portarci ad un Nuovo (peraltro vecchissimo) Ordine Mondiale. Ma se ci si distrae per un attimo da questa campagna denigratoria banale e superficiale, si può invece scorgere il barlume della genialità geopolitica. Mettiamo il caso quindi che Bush sia stato abilissimo e raffinatissimo nel portare avanti una sua smaliziata forma di resistenza senza tregua proprio all’eventualità di una realizzazione effettiva della globalizzazione mondiale (della miseria). Se, per suscitare la globalizzazione della protesta, avesse utilizzato la tecnica diretta – l’approccio alla John Fitzgerald Kennedy – sarebbe stato facile intuirne le conseguenze. Al di là della morte fisica, sarebbe stato sostituito dal Lyndon Johnson di turno e la guerra asimmetrica anti-globalizzazione sarebbe finita lì. Ma no, qui abbiamo appunto a che fare con un genio. L’arma silenziosa della resistenza invisibile è stata quella dello sciopero bianco. Uno sciopero viene definito bianco quando i lavoratori anziché astenersi dal lavoro applicano alla lettera i regolamenti, causando disagi enormi, Clamoroso, ad esempio, fu il caso di sciopero bianco applicato dalle guardie di frontiera negli anni ’80. Ma mai fino ad ora l’arma dello sciopero bianco era stata impiegata – e con che successo – da un presidente degli Stati Uniti. Seguendo sin troppo alla lettera i dettami dei burattinai mannari, Bush ha di fatto reso impossibile l’attuazione del piano mefistofelico originale. Sono convinto che una revisione spassionata della storia della presidenza Bush non può che portare a condividere questa inedita conclusione. Entro un paio d’anni la cosa sarà di dominio pubblico e tutti lo riconosceranno. Questa sì che è intelligence! Ammettiamolo. Chi di noi – al suo posto – non avrebbe fatto esattamente così?

Marco Saba
Fonte: www.studimonetari.org
Link: http://www.studimonetari.org/articoli/gwb.html

28.10.08

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