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GEOINGEGNERIA: TEST DELLE ACQUE

DI NAOMI KLEIN
www.nytimes.com

Ho passato quasi vent’anni su un tratto di costa scoscesa della British Columbia, chiamata Sunshine Coast. Questa estate, ho avuto un’esperienza che mi ha ricordato perché amo questo posto, e perché ho scelto di avere un figlio in questa parte del mondo tanto scarsamente popolata.

Erano le cinque del mattino e il nostro bambino di tre settimane ci aveva appena svegliato. Mio marito ed io ci siamo alzati e guardando l’oceano, abbiamo avvistato due imponenti pinne nere dorsali: orche, gli squali assassini.

Poi altre due. Non avevamo mai visto una orca sulla costa, e mai sentito parlare di una loro venuta così vicino a riva. Nel dormiveglia, ci sembrava come un miracolo, come se il bambino ci avesse svegliato per essere sicuro di non farci perdere questa rara visita.

L’ipotesi che questo avvistamento fosse dovuto solo ad un caso fortuito è stata smentita un paio di settimane fa quando ho letto il rapporto di un esperimento bizzarro fatto al largo nell’oceano delle isole di Haida Gwaii, diverse centinaia di chilometri da dove abbiamo scoperto le orche che nuotavano.

In quel posto, un imprenditore americano, Russ George, ha  scaricato 120 tonnellate di polvere di ferro da una barca da pesca che aveva preso in affitto: il suo piano era quello di creare una fioritura di alghe che avrebbero dovuto catturare anidride carbonica e in questo modo combattere i cambiamenti climatici (1).

Mr. George è uno dei tanti aspiranti geoingegneri, sempre in aumento, che sostengono che certi interventi tecnici su larga scala e ad alto rischio, potrebbero cambiare radicalmente gli oceani e cieli, e in questo modo ridurre gli effetti del riscaldamento globale. Oltre al sistema di Mr. George che serve a fertilizzare l’oceano con il ferro, ci sono altre le strategie di geoingegneria che includono il pompaggio di aerosol di solfato nell’atmosfera superiore per imitare gli effetti di raffreddamento di una grande eruzione vulcanica e lo “sbiancamento delle nuvole ” per far in modo che riflettano maggiormente i raggi del sole verso lo spazio.

I rischi sono enormi. La fertilizzazione dell’oceano potrebbe provocare zone morte e maree tossiche. Varie simulazioni hanno previsto che mimando gli effetti di un vulcano si potrebbe interferire con i monsoni in Asia e in Africa, minacciando potenzialmente la disponibilità dell’acqua e la sicurezza alimentare di miliardi di persone.

Fino ad ora, queste proposte sono state usate per lo più come modelli e simulazioni al computer e per articoli scientifici. Ma con l’avventura nell’oceano del signor George, la geoingegneria è decisamente scappata dai laboratori. Se il resoconto di Mr. George sulla sua missione è veritiero, la sua azione ha creato una fioritura di alghe su un’area marina di una dimensione grande come la metà del Massachusetts ed ha attratto una vasta gamma di vita acquatica, tra cui le balene che arrivano “a dozzine.”

Quando ho letto delle balene, ho cominciato a chiedermi: potrebbe essere che le orche che ho avvistato si stessero avviando verso quel buffet di pesce “all-you-can-eat” che si era creato intorno alla fioritura del signor George?  La possibilità, per quanto possa essere improbabile, ci invita a dare uno sguardo su una delle inquietanti ripercussioni della geoingegneria: una volta che cominciamo deliberatamente ad interferire con i sistemi climatici della terra – sia con un filtro per il sole o con la concimazione del mare – tutti gli eventi naturali possono iniziare ad assumere un sfumatura innaturale.  Un’assenza che poteva sembrare un normale avvicendamento ciclico nei modelli di migrazione o una  presenza straordinaria che ci era sembrata come un dono miracoloso, diventano improvvisamente sinistri, come se tutta la natura fosse stata manipolata dietro le quinte.

La maggior parte dei rapporti che riguardano il signor George come geo-ingegnere lo presentano come una “canaglia”. Ma ciò che mi preoccupa, dopo aver fatto molte ricerche su questo argomento, durate due anni e che serviranno per un libro di prossima pubblicazione sul cambiamento climatico, è che degli scienziati ben più accreditati, sponsorizzati da enormi capitali, sembrano pronti a intervenire concretamente sui complessi e imprevedibili sistemi naturali su cui poggia la vita della terra – con un enorme potenziale di conseguenze imprevedibili.

Nel 2010, il presidente della commissione parlamentare per la scienza e la tecnologia ha raccomandato di incrementare le ricerche di geoingegneria e il governo britannico ha cominciato a spendere denaro pubblico in questo settore.

Bill Gates ha buttato milioni di dollari nelle ricerche di geoingegneria. Ha investito nella società Intellectual Ventures, che sta sviluppando almeno due importanti strumenti di geoingegneria: la “StratoShield,” un tubo lungo 19 miglia di palloncini pieni di elio sospesi che dovrebbero bloccare le particelle di biossido di zolfo nel cielo e uno strumento che può presumibilmente smorzare la forza degli uragani.

L’appello è facile da capire. La Geoingegneria ci presenta la allettante promessa di correggere il cambiamento climatico per permetterci di mantenere il nostro stile di vita basato sull’uso estenuante delle risorse della terra, a tempo indeterminato.

Ma poi viene una paura. Ogni settimana sembrano arrivare novità climatiche terrificanti: dai rapporti sugli strati di ghiaccio che si sciolgono prima del previsto a quelli sugli oceani che diventano sempre più acidi, molto più rapidamente del previsto. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico è diventato un argomento tanto lontano dall’agenda politica da non essere stato nemmeno menzionato una volta durante uno qualsiasi dei tre dibattiti tra i candidati presidenziali. C’è da meravigliarsi se molta gente spera che sia arrivato il momento di “rompere il vetro in caso di emergenza”, mettendo in atto quella opzione che gli scienziati hanno già cotto a puntino nei loro laboratori?

Ma con tutti questi geo-ingegneri-canaglia a piede libero, forse è arrivato il momento buono per chiederci tutti insieme, se vogliamo veramente percorrere questa strada della geo-ingegneria. Perché la verità è che la geo-ingegneria è di per sé un affare-canaglia. Per definizione, tutte le tecnologie che influenzano gli oceani e la chimica dell’atmosferica influenzano tutti.

Malgrado ciò è impossibile raggiungere qualcosa che somigli ad un consenso unanime per autorizzare questi interventi. Né potremmo avere un consenso informato e consapevole dal momento che non possiamo- e i geo-ingegneri non possono – conoscere i veri rischi a cui andiamo incontro, almeno fino a quando queste tecnologie, che alterano l’equilibrio del pianeta, non avranno prodotto i loro effetti  concreti.

Mentre i negoziati sul clima alle Nazioni Unite partono dal presupposto che i paesi devono dare una risposta comune a un problema intrinsecamente di tutti, la geo-ingegneria si muove da una prospettiva molto diversa. Con una spesa ben al di sotto di un miliardo di dollari, una ” alleanza di volenterosi”, un singolo paese o anche un nababbo, potrebbero decidere di prendere in mano il controllo del clima. Jim Thomas della  ETC, un gruppo di controllo ambientale, la spiega così: “La Geoingegneria dice: “Noi  lo faremo, e voi ne affronterete gli effetti (nel bene o nel male).'”

La cosa più spaventosa di queste proposte è che le proiezioni mostrano che molte delle persone che potrebbero essere le più danneggiate da queste tecnologie hanno già subito o sono sproporzionatamente vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico. Immaginate questo: l’America del Nord decide di immettere zolfo nella stratosfera per ridurre l’intensità del sole – nella speranza di salvare le sue coltivazioni di mais – nonostante la possibilità reale di dare il via a violente siccità in Asia e in Africa.

In breve, la geoingegneria potrebbe darci (o dare ad alcuni di noi) il potere di far emigrare una enorme parte dell’umanità per sacrificare certe zone,  semplicemente accendendo un interruttore virtuale.

Le conseguenze geopolitiche sarebbero agghiaccianti. Il cambiamento climatico sta già rendendo difficile sapere se gli eventi che prima credevamo fossero “atti di Dio” (un’ondata di caldo eccezionale a marzo o un Frankenstorm a Halloween) ancora li dobbiamo considare tali. Ma se si comincia ad armeggiare con il termostato della terra – trasformando deliberatamente il colore dei nostri oceani in verde scuro per assorbire il carbonio e sbiancando il cielo nebbioso per deviare i raggi del sole –stiamo alzando il livello della nostra influenza sulla natura . Una siccità in India dovrà essere vista – credendoci o non credendosi- come una decisione consapevole messa in atto da ingegneri da un’altra parte del pianeta. Quella che una volta era sfortuna potrebbe essere interpretata come una trama malefica o come un attacco imperialista.

Ci saranno altre conseguenze che potranno portare cambi viscerali alla vita. Uno studio pubblicato la scorsa primavera su Geophysical Research Letters  ha scoperto che se si inietta aerosol di zolfo nella stratosfera il cielo non solo diventa  più bianco e significativamente più luminoso, ma saremmo anche soggetti a tramonti. “vulcanici” più intensi.

Ma che potrebbe succedere con questi cieli  iper-reali ?   Ci riempierebbero di stupore – o ci lascerebbero solo con un vago disagio ? Ci sentiremmo allo stesso modo quando vedremo delle belle creature selvatiche attraversare le nostre strade inaspettatamente, come è successo alla mia famiglia questa estate? In un noto libro sul cambiamento climatico, Bill McKibben ha avvertito che ci troviamo di fronte alla “Fine della Natura”.  Nell’era della geoingegneria, potremmo doverci confrontare con quella parte di noi che non crede più ai miracoli.

Mr. George e i suoi esperimenti che alterano il mare ci offrono la possibilità per un dibattito pubblico su un problema sostanzialmente assente durante tutto il ciclo elettorale: Quali sono le soluzioni reali per il cambiamento climatico? Non sarebbe meglio cambiare i nostri comportamenti – e ridurre l’uso dei combustibili fossili – prima di cominciare a giocherellare con le regole che sono alla base del sistema del ciclo vitale?

A meno che non cambiamo decisamente rotta, ci possiamo aspettare di sentire molti altri rapporti sugli  Scudi-solari e su altri avventurieri dell’oceano come il signor George, che con il suo exploit di scaricare tonnellate di ferro, ha fatto molto più che verificare una tesi sulla fertilizzazione dell’oceano: ha verificato anche la reazione delle acque per i futuri esperimenti di geoingegneria. Se a giudicare dalla risposta in sordina che c’è stata fino ad ora, i risultati del test di Mr. George sono chiari: i geoingegneri vanno avanti con cautele ma non si fermeranno, questi maledetti.

Naomi Klein è autore di “The Shock Doctrine:. L’ascesa del capitalismo dei disastri”

Fonte: http://www.nytimes.com
Link: http://www.nytimes.com/2012/10/28/opinion/sunday/geoengineering-testing-the-waters.html?pagewanted=all
28.10.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Nota :

http://topics.nytimes.com/top/news/science/topics/globalwarming/index.html?inline=nyt-classifier

Pubblicato da Bosque Primario

  • Jor-el

    Urgh! Ci mancava pure Bill Gates! Bill ha una strana concezione dell’umanitarismo. Per combattere la fame nel mondo, lavora con la Monsanto per aumentare il mercato delle sementi transgeniche. La lotta contro le malattie la fa a colpi di vaccini. La sua “coscienza ecologica” lo spinge a finanziare programmi di bioingegneria. La sua lotta all’analfabetismo consiste nel vendere milioni di copie di Windows a prezzo scontato. E come se non bastasse, ha pure il chiodo del controllo delle nascite (come? Non lo so, non ho avuto lo stomaco di leggere gli articoli che ne parlano)… Ma perché non ha continuato a occuparsi della sua cavolo di Microsoft???

  • Jor-el

    Scusate, volevo dire “Geoingegneria” e invece mi è scappato “bioingegneria”. Per curiosità, accortomi dell’errore, ho cercato e ho scoperto che… Oh, no! Si occupa davvero anche di bioingegneria!

  • Truman

    @Ernesto: ho sostituito “anidride carbonica” a “carbonio”. Il “carbon” inglese nel contesto va inteso come “carbon dioxide” cioè anidride carbonica.

  • Denisio

    nel senso che per errore tuo te ne sei accorto o che per errore uno come Bill Gate si occupa anche di bioingegneria ??

    A parte gli scherzi è incredibile il risvolto del capitalismo, chi accumula più soldi si trova al potere e diventa davvero influente …. terribile !

    dall’altra parte l’umanita e la madre terra che aspettano che tutto questo finisca… e finirà finirà…

  • Zret

    Articolo, tutto sommato, depistante, poiché la Geoingegneria NON è un insieme di piani di là da venire, di elucubrazioni, quasi di fantasie, di attività su scala ridotta, ma una prassi pluridecennale (vedi scie chimiche). I progetti sono presentati come rimedi a cambiamenti climatici naturali che NON esistono, mentre ogni stravolgimento (siccità, uragani etc,) è provocato dalla “risoluzione” Geoingegneria.

  • Zret

    Io avrei scritto biossido o diossido di carbonio che comunque NON è all’origine del cosiddetto “effetto serra”.

  • Zret

    La “risoluzione” è dunque la causa.

  • Jor-el

    Vero, ma questi esperimenti di geoingegneria portati avanti a razzo di cane da privati sono inquietanti e pericolosissimi. Mi sembra giusto parlarne e cercare di metterli fuori legge.

  • sandman972

    E soprattutto, Naomi Klein quando fa una indagine su un argomento la fa con tutti i crismi. Il suo prossimo libro sarà sicuramente nella mia biblioteca.

  • daveross

    Mi sa di no. Come carbon si intende carbonio, in modo generico perché oltre al biossido, anche il metano è un gas ad effetto serra con potenziale di riscaldamento ben più alto della CO2. Guardati l’Annex A dell Protocollo di Kyoto, insieme alla Convenzione di Vienna sulla protezione dello strato di ozono.

  • daveross

    Grazie CDC per un articolo serio sulla geoingegneria. Niente bufale totali (HAARP) o parziali (scie chimiche).

    E’ un affare serio, invece, perché queste pratiche costano poco ed è difficile attuare un controllo stretto da parte degli stati. In aggiunta a quanto scrive Klein, posso dire che non si tratta solo di scienziati naturali, ma anche di quelli sociali che stanno studiando basi e conseguenze delle pratiche geo-ing. Per fortuna, nelle scienze sociali per ora domina preoccupazione scetticismo e inviti a non procedere.

  • Eshin

    La Bufala HAARP

    IL PROGETTO H.A.A.R.P.

    Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell’uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.

    Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi qualche ferita abbiamo incominciato ad infliggergliela, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.

    Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico a scopi militari.

    Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). E’ il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di “Guerre Stellari”, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa drogato da una spesa militare mai vista in precedenza, giustificata dal solito bipensiero orwelliano: “La guerra è pace”.

    La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.

    Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. (1)

    La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie.

    DA TESTLA A EASTLUND

    Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.

    Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici. (Su Nikola Tesla, un genio tanto ignoto alla storia quanto è grande il debito dell’umanità nei suoi confronti, è in preparazione una apposita scheda).

    Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.

    A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata.

    Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici”), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, oggi Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.

    Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

    STRATEGIE GLOBALI

    Gli avvenimenti geopolitici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno.

    lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.

    Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro “Tra due Età'”: ” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza […] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.

    Il documento più interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito Usa nell’Agosto del 1996, intitolato: ” Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025″, nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. (2)

    Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato “Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio” ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC ed attuale direttore del personale di Dick Cheney.

    Il concetto alla base di questo rapporto è la “Full Spectrum Dominance”, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto.

    Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’impero a farlo esclusivamente via terra e mare.

    Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”

    Il 22 Febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.

    Può sembrare la descrizione di un futuro remoto da film Hollywoodiano, ma già nel 2006 avverrà il lancio dimostrativo nella stratosfera del Falcon, un drone armato di testate nucleari in grado di volare all’altezza di 100.000 piedi, alla velocita’ di 12 volte quella del suono, virtualmente inattaccabile, i cui futuri sviluppi lo renderanno in grado di colpire ovunque partendo dal territorio degli Stati Uniti.

    Il 2006 è anche l’anno in cui HAARP verrà dotato dei restanti trasmettitori, portandolo alla massima potenza. Sempre per aiutare l’agricoltura?

    LA COMUNITA’ SCIENTIFICA

    Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.

    Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità. (3)

    LA RUSSIA

    Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”. Alcuni scienziati temono che la ionosfera possa collassare per squilibrio elettrico, concludendo: “Possiamo davvero rischiare di manomettere qualcosa che ancora non comprendiamo del tutto, e che appartiene ad ogni forma di vita (non solo umana) su questo pianeta?”

    Recentemente il presidente russo Putin ha annunciato di aver sviluppato un nuovo tipo di missile balistico telecomandato, in grado di mutare tragitto durante il viaggio e rendendo dunque virtualmente inutile la difesa dello scudo spaziale: che sia un bluff o no, è certo che i progetti militari Statunitensi degli ultimi anni hanno generato una corsa agli armamenti senza precedenti che andrebbe decisamente ridimensionata e regolamentata; purtroppo, ciò viene ostacolato dal fatto che l’unica superpotenza rimasta si sia arrogata il diritto di giudicarli a seconda dei propri interessi come malvagi o meno, venendo così di fatto a creare le premesse per una nuova guerra fredda di dimensioni globali.

    La Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse la fine dell’ impero sovietico nel 1976 (“Il crollo finale”), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo ultimo lavoro “Dopo l’impero”, del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell’ultima restante superpotenza.

    Per ora, la Cina tace.

    Come affermò Brecht: “La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all’intera Umanità”.

    Scritto da Roberto Toso per http://www.luogocomune.net

    Fonti: The New York Times, Heart Island Journal, BBC, Canadian Working TV, Earthpulse Press, altre.

    LINKS:
    (1) Sito ufficiale del progetto HAARP: http://www.haarp.alaska.edu
    (2) L’intera analisi e’ visionabile all’indirizzo http://www.au.af.mil/au/2025/
    (3) A questo proposito si leggano le analisi di Michel Chossudovksy, http://www.globalresearch.ca

    ***
    http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=13

  • Truman

    @daveross: meno male che avevo fatto riferimento ad un contesto. Dubito che si possa catturare metano nel nord del Pacifico. In quanto alla tua precisazione mi vado sempre più convincendo che Kyoto e la convenzione di Vienna citata siano parte di qualche strana religione. A confondere carbonio, metano e anidride carbonica ci guadagnano solo i venditori di fumo, o meglio quelli che vogliono fare business anche sull’aria.

  • daveross

    Ma infatti non ti ho criticato, ma solo epresso un chiarimento. E’ vero che l’espressione ‘carbon’ in inglese è un semplicismo e questo emerge nell’articolo di Klein. Tuttavia, ti rinvito a rivedere quei trattati e vedrai che quando si va sullo specifico nessuno confonde niente.

  • daveross

    Guarda, basta leggere some sono citate le fonti per capire che è uno studio privo di alcun valore. NYtimes, BBC, Canadian Working TV etc: sì ma quale articolo, in quale giorno, quale pagina?

    Chossudovsky nel suo ormai famoso rapporto su HAARP collega senza alcuna cognizione o giustificazione eventi atmosferici estremi al pentagono.

    Questi pseudo-studi contribuiscono a generare l’idea, nelle persone con mente critica, che si tratti di una bufala.

  • Eshin

    Un documento pseudoscientifico:
    http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc…+DOC+XML+V0//IT

  • Eshin
  • daveross

    Innanzi tutto ti ringrazio per il documento. Davvero interessante. Tuttavia mi sembra che lo STOA del parlamento europeo alla fine non abbia fatto lo studio scientifico richiesto. Il gruppo di parlamentari europei scrive su HAARP basandosi su cio’ che emerse in un convegno nel ’99. Vero che il rifiuto degli US e NATO di andare al convegno è stato un brutto segno.

    Io rimango dubbioso per queste ragioni: assumendo che HAARP abbia gli scopi scritti nel rapporto. Per prima cosa non possiamo assumere che ogni terremoto in Cina sia causato da HAARP. Poi, il progetto sembra replicare il problema nucleare: un’arma con una potenzialità spaventosa, utilizzata seriamente solo 2 volte e migliaia di altre in sperimentazioni. Gli US sanno bene che non possono usare HAARP in modo così sconvolgente, perché le conseguenze si ritorcerebbero contro di loro.

    Forse – ma solo forse – HAARP era ed è un c.d. R&D, un progetto sperimentale con grandi potenzialità ma utilizzato a livelli minimi.

    Curioso che non ci siano rapporti di questo tipo dopo 10 anni…