FRANCO FIORITO: MICHELE SERRA PREFERISCE I GASPARRI

FRANCO FIORITO: MICHELE SERRA PREFERISCE I GASPARRI

DI DEBORA BILLI

crisis.blogosfere.it

L'amaca di Serra uscita ieri sta facendo un po' il giro della rete ( trovate qui il testo completo).

Il succo della faccenda è: se i cittadini eleggono un soggetto come Franco Fiorito, è perché in realtà lui incarna perfettamente l'italiano medio ignorante e cafone. Chi vuole la democrazia diretta dei cittadini non fa altro che incoraggiare l'elezione di altri Fiorito.

Tra quelli che hanno applaudito Serra (molti non sono mai sazi di sentirsi disprezzare come italiani) sicuramente qualcuno dirà che ho capito male. Ma d'altronde, se uno scrive la propria opinione essa è soggetta ad interpretazioni.

Tre aspetti mi hanno negativamente colpito di questo punto di vista. Il primo è quello già menzionato, il perenne disprezzo e e disistima verso gli italiani. Gente che ha eletto Berlusconi, e che di conseguenza meriterebbe di venir interdetta dai pubblici uffici, privata dei diritti politici e magari sottoposta a TSO. Non so se ci si rende conto di ciò che implica tale affermazione: ovvero, che siamo incapaci di intendere e di volere e che quindi dobbiamo essere guidati da un'elite superiore che conosce il nostro bene meglio di noi. Si chiama governo oligarchico, oppure " Il mondo nuovo" di Huxley, insomma è il definitivo superamento del concetto di democrazia. Se ne è reso conto, Serra?

Poi si parla di democrazia diretta come esempio di massimo orrore ed abominio, un sistema con cui il popolino beota eleggerà torme di emuli di Fiorito. E qui l'"Amaca" si manifesta come ennesimo spottino pubblicitario anti-5 Stelle, mai che ci si lasci scappare oggidì l'occasione di ammiccare su ciò che ci toccherà qualora vincesse Grillo. Il quale prima non era abbastanza democratico, ora lo è troppo.

Non precisa però Serra qual è l'alternativa alla "democrazia diretta" che tanto teme. Ve lo dico io: la nomina dei candidati da parte delle segreterie di partito. Sarebbero loro, l'elite a cui affidarsi. Proprio così: per evitare che voi ignoranti e cafoni nominiate gente come Fiorito, il segreto è lasciare che i partiti mettano in lista luminosi fari di civiltà quali Calderoli, Rosi Mauro, Gasparri, Borghezio, Giovanardi, Chicco Testa, Lusi, Penati, Formigoni, Minetti, Trota e tutte le altre decine e centinaia (Fiorito incluso) che fanno onore al Paese fin nella più remota giunta comunale. Ne avevo parlato qui.

Messa così, ha proprio ragione Serra: noi cittadini non sapremmo davvero far di meglio.

Debora Billi

Fonte: http://crisis.blogosfere.it

Link: http://crisis.blogosfere.it/2012/09/franco-fiorito-michele-serra-preferisce-i-gasparri.html

21.09.2012

Commenti (44)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. gripepuerca 24 settembre 2012

      c’è un’iniziativa spontanea e non sponsorizzata da partiti per andare in massa tirare le monetine alla polverini davanti alla regione. iscrivitevi e diffondete questo gruppo:
      http://www.facebook.com/groups/pioggiadorataregionelazio/

    1. tersite 24 settembre 2012

      ..e quale sarà mai il giornale più letto dall'italiano medio?

    1. Primadellesabbie 23 settembre 2012

      Leggo: " riscontriamo un dato semplicemente quantitativo ". Ricordo che la 'democrazia' é peculiarmente una questione di numeri e quindi si tratta di un sistema costruito sulla stima delle quantità.

    1. A-Zero 23 settembre 2012

      Per me Serra fa il maramaldo grossolone sui termini e si porta via, approfittando del polverone morale che lui stesso solleva versando indiscriminatamente disprezzo verso tutti gli individui che possono essere classificati come 'italiani', il bottino concettuale. La democrazia, definendola secondo i parametri ideologici di Serra, deve essere un campo limitato. Se andate verso ed oltre quel limite del campo calpesterete più merda. Il polverone morale ci offusca la vista sul guardare la realtà. La maggioranza, peraltro di una popolazione ampiamente spossessata e alienata, fra cui moltissimi anche sfruttati, è il più delle volte una minoranza aritmetica fra astensioni e opposizioni. Quindi oltre al pessimo dato qualitativo (che da solo basterebbe a delegittimare qualunque sistema propinatoci) riscontriamo un dato semplicemente quantitativo. Lo stesos su cui sibasa tutta la finzione.

      Ma non bisogna evadere dal campo circoscritto della democrazia, possibilmente 'occidentale'.

      Serra fa il suo lavvoro d guardacampo: sistema le scoline e rimette i paletti che il vento fa cadere.

    1. nuvolenelcielo 22 settembre 2012

      molto ben detto

    1. andyconti 22 settembre 2012

      E' che mi sembra un po' astratto parlare di "sistema" come se calato dall'alto. Non ho mai accettato l'idea di una separazione netta fra popolo e sistema, ho avuto sotto gli occhi sempre la formazione quotidiana del sistema dagli atti comuni della gente che tende ad adattarsi all'ambiente e a imitare i comportamenti piu' comodi.

    1. andyconti 22 settembre 2012

      Pero' sono stato ugualmente sagace :-)

    1. massi 22 settembre 2012

      chiedo scusa.

    1. andyconti 22 settembre 2012

      Con "anche" mi riferivo agli scontrini, non alle ostriche.

    1. Cornelia 22 settembre 2012

      Si è vero, ci vuole taaanto lavoro, taaanto impegno e soprattutto... taaanto tempo.

      Nel frattempo che trascorrono i lustri necessari, lasciamo fare ai partiti, mi raccomando.

    1. Tonguessy 22 settembre 2012

      Basta intendersi: per me ignoranza non è scarso quoziente intellettivo (e magari alta intelligenza emotiva, vedi Goleman), e come ho avuto già modo di dire un Nobel per la letteratura come Josè Saramago vedeva nel nonno analfabeta una figura di riferimento assoluta. Poi, come giustamente annoti, ci sono pure laureati (con alto IQ si spera) assolutamente incapaci di relazionarsi correttamente con il mondo: risolvono brillantemente i problemi che i padroni affidano loro, ma questo non è detto che sia un bene, vedi operatori finanziari o ingegneri nucleari. Quello che tentavo di dire è che non ci dobbiamo meravigliare se un ingegnere nucleare costruisce ottime centrali come quella di Fukushima, nè se un italiano medio non sa distinguere le notizie palesemente false che vengono quotidianamente propinate dalle notizie vere che sono difficilmente reperibili. Se poi va a votare con quel bagaglio culturale succede proprio questo.

    1. mincuo 22 settembre 2012

      Michele Serra Errante (che sarebbe il suo nome completo) fa il suo lavoro. Punto.

    1. Danydinho 22 settembre 2012

      E che è ora tutta sta presa d'orgoglio? Sti simpaticoni che che sono lì in parlamento chi li ha votati? Mia sorella che non ho? E c'è poco da parlare di sto governo attuale, è da tanto, tantissimo tempo che le cose non vanno in Italia, cos'è il popolo di destra/sinistra/su/giù/centro/nascosto/sotterrato se ne accorge solo ora? Le parole di Serra le trovo molto più semplici di quanto qui si vogliano descrivere (classico su Cdc la ricerca dell'impossibile per sentirsi con una marcia in più). Essere ignoranti e cafoni sono infondo problemi curabili, state tranquilli! Ben più grave sarebbe se fossimo in questa situazione senza essere ignoranti e cafoni!

    1. gnorans 22 settembre 2012

      Innanzitutto non si dice più democrazia, bensì populismo.

      Poi mi sembra che l'intenzione della democrazia diretta non è tanto la scelta di un candidato migliore, quanto la minor rilevanza di esso, in quanto si dovrebbe poter votare direttamente le leggi.

    1. nuvolenelcielo 22 settembre 2012

      anche tu sei un tipico intellettuale di sinistra, sei allineato su tutto o quasi. spero che tu ne accorga. salute

    1. nigel 22 settembre 2012

      Il Sistema politico ha due preoccupazioni:
      1) Rubare e fare i propri interessi
      2) Tenere ben saldo il deretano sulla poltrona
      Affinché il punto 2) sia soddisfatto, e' necessario che TUTTO sia di competenza delle segreterie politiche e che dalla culla alla tomba il cittadino, per ogni sua necessita' , debba rivolgersi al padrino politico di riferimento (Sistema corrotto e corruttore).
      I diritti vengono così trasformati in graziose concessioni del Satrapo di turno, l'impossibile viene realizzato immediatamente, il logico, legale e necessario può non esser preso proprio in considerazione, se chi si rivolge al Satrapo non e' un soggetto politicamente interessante.

    1. RicBo 22 settembre 2012

      Non ho mai sopportato Serra, perchè parla con lo stile "dell'intellettuale di sinistra" che dall'alto della sua presunta "supremazia culturale" si dirige solo a chi sa intendere le sue metafore e a chi sa leggere fra le righe dei suoi apparentemente leggeri interventi.

      Quello che intende dire Serra, probabilmente, è che la Democrazia non cade dall'albero, ma è qualcosa che ha bisogno di tempo, di educazione alla cittadinanza, va insegnata, coltivata, fatta crescere, mantenuta, e che il nostro paese è parecchio indietro in questo processo.

      Tutto il resto l'ha aggiunto la Billi, che, con tutto rispetto, probabilmente anche questa ennesima volta (dopo lo scivolone Pussy Riot) non ci ha capito una beneamata fava.

    1. Cataldo 22 settembre 2012

      Intanto un saluto a Debora.
      Serra fa molto peggio che denigrare l'italiano "medio", che cosa sia poi non è dato sapere questo italiano medio, ma sopravvoliamo.
      Il punto è che Serra si inserisce in un contesto molto più pericoloso e fraudolento, ovvero l'abolizione sostanziale del dettato costituzionale, e lo smembramento definitivo della democrazia rappresentativa costituzionalmente regolata. La nostra costituzione è molto avanti, nel definire l'ambito di una democrazia parlamentare, alcuni degli aspetti più deteriori del nostro quadro politico hanno radice nelle riserve di legge, tipo appunto quella elettorale. La costituzione proprio per essere dinamica con lo sviluppo della situazione politica e sociale, offre un quadro al legiislatore, ma lo lascia libero in tanti punti centrali dell'organizzazione dello Stato. La cristallizzazione del sistema, con la comparsa negli anni 80 dei sinistri-atlantici i Dalema, i Napolitano, etc ha fatto si che si creasse un circuito di delegittimazione della carta sul piano della responsabilità politica degli eletti di fronte agli elettori, che ha radici lontane, non quindi una autoprotezione della casta, ma uno dei suoi collanti principali. La parabola di B non sarebbe comprensibile senza questo quadro generale, in un certo senso come B utilizzava la lega per demolire i principi della carta senza far vedere la mano, i sinistri atlantici hanno utilizzato B per un livello ancora più alto di eversione dai principi costituzionali. N. ha ampiamente raccolto i frutti, mettendo in piedi Monti e tutto quello che rappresenta per il Paese.
      Serra fa la sua comparsata in veste di utile idiota o di apparatnicki di penultima istanza, e regge la coda a questi burattini eterodiretti.

    1. tamerlano 22 settembre 2012

      Già... la progressiva degenerazione del ceto politico italiano fa il gioco della futura, ma già a buon punto, dissoluzione della nazione italiana, per lasciare il posto alla nazione europea ancora di più in balia del potere bancario/finanziario. Sia che la cosa sia stata provocata o no, ciò è incontestabile.

    1. tamerlano 22 settembre 2012

      Avrei voluto scriverlo io...

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