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FOREX. IL RISCHIO E' TUTTO VOSTRO

DI FEDERICO ZAMBONI
ilribelle.com

Lo Stato ha le lotterie, per abbindolare la gente in cerca di facili guadagni. E con l’andare degli anni ha intensificato massicciamente l’offerta, aggiungendo sempre nuovi prodotti in grado di lusingare le speranze in una vincita che, quand’anche non così cospicua da consentire di smettere di lavorare e di vivere di rendita, permetta almeno di togliersi qualche sfizio più o meno costoso. Un’automobile di grossa cilindrata, una vacanza esotica, magari un ritocchino estetico sotto i ferri del chirurgo, e via sperperando nel segno di un benessere materiale superiore ai propri mezzi abituali.

Le imprese private non vedevano l’ora di sfruttare anch’esse la situazione, volgendo a proprio vantaggio l’insidiosissimo miscuglio di crescente povertà e di smanie consumistiche.

Lo Stato ha spianato loro la strada: un po’ autorizzando espressamente, come nel caso delle scommesse, delle slot-machine, del bingo e dell’ormai dilagante poker all’americana, e un po’ lasciando fare, senza intervenire su attività commerciali a dir poco equivoche. Le quali sono altrettanto ciniche, nel fare leva sulla credulità diffusa, ma forse sono ancora più subdole. Perché nascondono la loro natura effettiva, che è assimilabile a quella dei giochi d’azzardo, dietro la patina superficiale dell’investimento finanziario: che pur essendo intrinsecamente aleatorio, per le sue ambizioni speculative, si presenta però in una luce diversa e più qualificata. 

Al posto dei casinò, veri o virtuali, ecco i mercati planetari delle valute e dei titoli. Al posto delle legioni di sprovveduti che si affidano solo alla buona sorte, ecco un’ipotetica élite di sagacissimi operatori che studiano accuratamente le proprie mosse. Il superenalotto e il “gratta e vinci” sono per gli sciocchi. Wall Street, e affini, sono per i furbi. E siccome molti si sentono furbi…

Basta poco. Che ce vo’?

All’origine Forex è solo una sigla, che sta per “Foreign Exchange Market” e indica la compravendita di valute. Come riporta una guida specializzata, diffusa da una delle società di intermediazione di cui parleremo più avanti, il Forex «è senza dubbio il più grande mercato del mondo come valore delle transazioni effettuate giornalmente. Si stima, infatti, che ogni giorno nel mercato del Forex vengano scambiati quasi 2.000 miliardi di dollari». Un enorme flusso di denaro che si articola su un’infinità di transazioni, grandi e piccole, e che è il contesto ideale per chi vuole lucrare sugli scambi. Poiché le quotazioni reciproche sono in perenne mutamento, ancor più delle azioni e obbligazioni che si scambiano in Borsa, le opportunità di profitto sono incessanti e si può guadagnare sia sugli spostamenti all’insù, sia su quelli all’ingiù. A patto, naturalmente, di essere così abili (o così fortunati) da prevedere la direzione che prevarrà di volta in volta. 

Nata come pratica riservata ai grandi operatori soprattutto bancari o comunque ai professionisti del campo, ovvero a chi dispone sia di una robusta competenza che delle informazioni necessarie a monitorare le mutevoli tendenze al rialzo o al ribasso, si è poi deciso di aprirla anche ai piccoli investitori, nel ben noto presupposto che essi sono destinati, nel loro insieme, a rimetterci ben più di quanto guadagneranno. Per dirla nel gergo borsistico, “il parco buoi”.

La sigla tecnica ha così finito con l’assumere un significato assai più ampio, e suggestivo. Oggi Forex è una specie di marchio commerciale, anche se non appartiene in esclusiva a nessuna società e connota un intero settore. Le pubblicità delle singole aziende replicano all’incirca lo stesso cliché, ma concentriamoci su quella della Anyoption che compare spesso, tra l’altro, sul sito del Corriere della Sera. Innanzitutto c’è la foto di un uomo che guarda dritto nell’obiettivo e ha l’aria soddisfatta del gatto che ha mangiato il topo. Anzi, che ha trovato una riserva illimitata di topi da sgranocchiare a piacimento, soddisfacendo al tempo stesso la propria fame e il proprio ego. La voracità materiale e quella psicologica. 

Alla faccia si accompagnano alcune frasi, brevi e attraenti. Concise per arrivare dritti al punto (il guadagno rapido e cospicuo) e per apparire indiscutibili. Attraenti (se no che pubblicità sarebbe?) per accendere il desiderio di saperne di più. In calce al discorsetto-show, sulla sinistra, compare un fulmineo identikit del campioncino di turno. E infine, sulla destra, un pulsante con la scritta, quanto mai ingannevole, «leggi l’articolo».

Primo esempio: Faccio € 1000 in pochi minuti senza alzarmi dalla sedia. Mi piace l’azione rapida e prendere decisioni strategiche, quindi ho deciso di investire con destrezza con diverse somme di denaro. Oggi scelgo le opzioni che offrono profitti di quasi mille euro al minuto.

Giuseppe, 34, pilota.

Secondo esempio: Come sono riuscito a raddoppiare il mio stipendio? Non ero soddisfatto del mio stipendio mensile, quindi ho deciso di aprire un conto con anyoption. Ho iniziato con una piccola somma che è cresciuta rapidamente raggiungendo € 6.000 di entrate extra al mese! 

Luca, 35, Direttore Marketing.

Terzo esempio: Guadagno € 7.000 extra al mese! Un collega mi ha raccontato di anyoption e ho deciso di provarci. Essendo un amante dell’azione e del successo, sapevo che sarei stato bravo. Ho iniziato con dei trade saggi e ho cominciato a vedere dei conspicui profitti. Mi piace essere concentrato e prendere decisioni rapide che possono fruttare fino al 70% su ciascun investimento. E la parte migliore, è che non ci vuole alcuna esperienza precedente in finanza – chiunque ce la può fare.

Raffaele, 49, Chirurgo.

Poi si clicca sul fatidico invito a leggere “l’articolo” e ci si ritrova dentro la homepage del gestore del servizio. La soglia del paradiso, a prima vista. L’anticamera dell’inferno, per chi sarà così sciocco da sottovalutare le difficoltà che lo attendono. O da sopravvalutare sé stesso e le proprie capacità di venirne a capo.

Benvenuti, amici. Benvenuti

L’incipit è un po’ perentorio e un po’ cordiale, come si conviene agli ultimi arrivati che ambiscono a inserirsi in un gruppo altamente selezionato. Metà invito e metà monito: «Ora tocca a te!». Il prosieguo mira a rafforzare le attrattive implicite e a ribadire la straordinaria possibilità di concretizzarle: «Hai sempre sognato di guadagnare delle entrate extra in maniera immediata? Vuoi imparare come si guadagnano un po’ di soldi in più per andare in vacanza o per fare shopping? Ecco come si fa: anyoption, un leader mondiale pionieristico nelle opzioni binarie, ti invita ad entrare nell’arena finanziaria. Con AnyOption puoi ottenere un profitto del 70% in meno di un’ora in qualunque situazione del mercato, sia in rialzo che in ribasso (il grassetto è nel testo – NdR).»

Un inno alla facilità di profitto, che del resto riecheggia anche nel motto aziendale “Anyone can trade”. Perciò, dal momento che “ognuno può fare trading”, va da sé che coloro i quali non si cimenteranno siano per definizione dei poveretti al di sotto della norma. Per trovare un primo accenno ai pericoli, viceversa, bisogna aguzzare la vista e cogliere quanto riportato in fondo alla pagina, in caratteri assai più piccoli degli altri: «Avviso importante sui rischi: il trading di opzioni coinvolge rischi significativi. Consigliamo vivamente di leggere attentamente tutti i nostri termini e condizioni prima di fare un investimento». Eccetera eccetera, fino al conclusivo «i clienti devono essere consapevoli delle proprie responsabilità fiscali in materia di rendite finanziarie nel proprio paese di residenza». 

Quali siano queste “responsabilità fiscali” lo spiega la guida che abbiamo già citato prima, e che viene gentilmente fornita da Mondoforex.com: «La prima cosa da sapere è che in Italia le valute acquistate con il Forex sono tassate e tassabili solo se mantenute per almeno 7 giorni lavorativi e se l’importo supera le vecchie 100 milioni di lire. Se quindi volete fare Forex per divertimento o per provare, andate pure tranquilli».

Tranquilli? Sul piano fiscale forse sì. Ma molto meno sugli altri. Quando si giunge alla questione dei rischi, infatti, il testo si sofferma solo su quelli oggettivi e sorvola sull’altro aspetto fondamentale, che è la preparazione personale di chi quei tranelli dovrà affrontarli. 

L’unico avvertimento – stemperato quanto basta a ridurlo ad avvertenza en passant, e formulato in modo tale da caldeggiare l’utilità del supporto che verrà assicurato ai clienti – lo si ritrova nella prefazione: «Il nostro consiglio è quello di non fare mai le cose di fretta e di ragionare il più possibile. Studiate, restate sempre informati su quello che accade nel mondo (perché, come leggerete in seguito, gli andamenti del mercato del Forex sono influenzati da tantissime variabili) e, soprattutto, non investite mai nel Forex del denaro che vi è strettamente necessario (come quello che vi serve per pagare una rata del mutuo, ad esempio)».

Grandiose suggestioni e modesti richiami alla cautela. Un accorto dosaggio di lusinghe da imbonitori, che incendieranno la cupidigia, e di precisazioni a margine, che resteranno pressoché ignorate. Il tipico “doppio binario” delle pubblicità che riguardano prodotti o servizi con talune, eventuali, spiacevoli controindicazioni: i vantaggi si magnificano ad alta voce e riempiono la quasi totalità dello spazio (dello spot); gli svantaggi si relegano in un accenno sistemato in coda, che si consuma in un attimo e che tende a passare inosservato. Uno stringato post scriptum da dimenticare un istante dopo averlo ascoltato. 

Le autorità stanno a guardare

Che lo Stato non vada per il sottile, quando c’è da rimpinguare le casse pubbliche incentivando la tentazione popolare a ottenere vincite mirabolanti, lo abbiamo già ricordato in apertura. Ed è cosa nota che per lavarsi le mani dalle degenerazioni possibili, o probabili, ci si limiti a un fuggevole, e ipocrita, «gioca senza esagerare». Che è un po’ come portare i golosi in pasticceria e poi, mentre quelli hanno occhi solo per le montagne di dolci e l’unica cosa che si chiedono è se abbiano in tasca abbastanza soldi per farne incetta, sussurrare in un soffio «mangia senza abbuffarti”. 

Ciò che però lascia ancora più perplessi è la totale indifferenza nei confronti di un fenomeno come quello che stiamo esaminando. Secondo l’articolo 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, pervenuto alla sua 53esima edizione in vigore dal 21 novembre 2011, la pubblicità «deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti. Nel valutare l’ingannevolezza della comunicazione commerciale si assume come parametro il consumatore medio del gruppo di riferimento». Il Codice, vale la pena di ricordare, «è vincolante per utenti, agenzie, consulenti di pubblicità e di marketing, gestori di veicoli pubblicitari di ogni tipo e per tutti coloro che lo abbiano accettato direttamente o tramite la propria associazione, ovvero mediante la sottoscrizione di un contratto di cui al punto d), finalizzato all’effettuazione di una comunicazione commerciale».

Ergo, non solo le aziende e le agenzie pubblicitarie ma anche i media che ne ospitano le inserzioni. E dunque i quotidiani come il Corriere, che non battono ciglio né di fronte al messaggio nel suo insieme, né davanti al succitato «leggi l’articolo». Quanto allo Stato, e in particolare a quell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, altrimenti nota come Antitrust, alla quale «dal 2007 è stato affidato il compito di tutelare i consumatori (e dal 2012 anche le microimprese) dalle pratiche commerciali scorrette delle imprese e dalla pubblicità ingannevole», non risulta che sia stata presa alcuna iniziativa concernente la propaganda delle società, sempre più numerose, che danno la caccia ai nuovi adepti del Forex. 

Eppure sembrerebbe una valutazione semplice, quella da fare. Come abbiamo appena visto, si tratta solo di verificare che venga evitata «ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche». Ma a quanto pare non è così, nei casi che abbiamo passato in rassegna e negli altri che ne ricalchino le modalità. Evidentemente, è del tutto normale strombazzare che c’è un Giuseppe, 34, pilota che fa «€ 1000 in pochi minuti senza alzarmi dalla sedia», un Luca, 35, Direttore Marketing che ha «iniziato con una piccola somma che è cresciuta rapidamente raggiungendo € 6.000 di entrate extra al mese!», e un Raffaele, 49, Chirurgo, che guadagna «7.000 extra al mese!».

Persone come tutti noi. Gente comune che ha avuto la fortuna di scoprire la cuccagna del Forex e che ha avuto quel pizzico di coraggio che serve per allungare la mano verso l’albero fatato e gravido di doni. 

Suvvia: perché mai dubitarne? E perché mai non fare altrettanto?

Federico Zamboni
www.ilribelle.com
Aprile 2012

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Il trading per i poveracci è solo la punta dell’ iceberg, anche il sistema bancario non sembra molto ineresato all’ economia reale, le linee di credito vengono ridotte a chi lavora davvero, il volume dell’ economia finta è15 volte quello della reale questo non funziona è un po come se noi visto che mangiamo, digeriamo e defechiamo pensassimo di mangiare merda, non funziona, bisogna tornare al lavoro vero.

  • Vocenellanotte

    Non sono d’accordo perchè presuppone un “controllo preventivo”. Siamo tutti maggiorenni e decidiamo nei limiti delle nostre capacità di discernimento come farci prendere per il culo, senza aspettare il caro leader che dice quello che occorre fare.
    Mi sarebbe piaciuto di più se fosse stato posto l’accento sulla malattia della ricchezza. Essa è il vero flagello e non la stupidità umana. Io sono il più stupido di tutti ma non mi interessa arricchirmi senza lavorare.

  • nuvolenelcielo

    il forex è una cosa vecchia e disponibile online ai pesci piccoli (e non solo alle mega istituzioni) da molto prima della mania delle lotterie eccetera. oggi non so, ma fino qualche anno fa si trattava quasi sempre di società estere, anche quelle con siti e supporto in italiano (di solito società britanniche), per cui gli obblighi fiscali di solito sono “optional”. certo le pubblicità sono demenziali, ma sono pubblicità…, pubblicità che brillano per l’oggettività io non ne è ho mai viste.

  • GRATIS

    a me non interessa arricchirmi nemmeno lavorando

  • andyconti

    pero’ quelli come te sono in minoranza, ammesso che comprarsi l’ultimo i-pod significhi arricchirsi.

  • andyconti

    e’ vero. meno male che esistiamo noi lettori che possiamo correggere l’inutilita’ di certi articoli.

  • Nauseato

    Più che inutile (mi chiedo – senza polemica – cosa possa essere definito utile … almeno di quanto compare nel web) poteva dire le stesse identiche cose se non anche di più con un quarto delle frasi.

  • ricardos

    Se lo si fa seriamente il trading online è un lavoro vero, non adatto a chi pensa di poter guadagnare senza lavorare. Anzi, occorre essere lucidi e rapidi per 8-12 ore al giorno e questo non è uno scherzo o un gioco. Poi c’è chi lo fa bene, chi lo fa male, chi propone piattaforme trading decenti, chi altre meno. Se lo si fa con responsabilità e dedizione, previa molta pratica non è affatto cosa da poco. http://www.piattaformetrading.it giusto per avere un’idea