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FLOP AD ALTA VELOCIT. I NUMERI CHE NESSUNO VUOLE SENTIRSI DIRE

DI LUCA MERCALLI
Il Fatto quotidiano

Le grandi opere non le vuole più nessuno, salvo chi le costruisce e la politica bipartisan che le sponsorizza con pubblico denaro. Dell’inutilità del Ponte sullo Stretto non vale più la pena di parlare, e dell’affaruccio miliardario delle centrali nucleari ci siamo forse sbarazzati con il referendum. Prendiamo invece il caso Tav Val di Susa.***

Su cosa sta succedendo in questi giorni in Piemonte, sulla repressione, vi consigliamo la lettura di “Piove sulla Valle di Susa” di Claudio Giorno scritto per il sito Democrazia Km Zero

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Per i promotori si tratterebbe di un progetto “strategico”, del quale l’Italia non può fare a meno, sembra che senza quel supertunnel ferroviario di oltre 50 km di lunghezza sotto le Alpi, l’Italia sia destinata a un declino epocale, tagliata fuori dall’Europa. Chiacchiere senza un solo numero a supporto, è da vent’anni che le ripetono e mai abbiamo visto supermercati vuoti perché mancava quel buco. I numeri invece li hanno ben chiari i cittadini della Valsusa che costituiscono un modello di democrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone , lavoratori, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movimento “No Tav”, spesso dipinto come minoranza facinorosa, retrograda e nemica del progresso. Numeri che l’Osservatorio tecnico sul Tav presieduto dall’architetto Mario Virano si rifiuta tenacemente di discutere. Proviamo qui a metterne in luce qualcuno.

Il primo assunto secondo il quale le merci dovrebbero spostarsi dalla gomma alla rotaia è di natura ambientale: il trasporto ferroviario, pur meno versatile di quello stradale, inquina meno. Il che è vero solo allorché si utilizza e si migliora una rete esistente. Se invece si progetta un’opera colossale, con oltre 70 chilometri di gallerie, dieci anni di cantiere, decine di migliaia di viaggi di camion, materiali di scavo da smaltire, talpe perforatrici, migliaia di tonnellate di ferro e calcestruzzo, oltre all’energia necessaria per farla poi funzionare, si scopre che il consumo di materie prime ed energia, nonché relative emissioni, è così elevato da vanificare l’ipotetico guadagno del parziale trasferimento merci da gomma a rotaia.

I calcoli sono stati fatti dall’Università di Siena e dall’Università della California. In sostanza la cura è peggio del male. Veniamo ora all’essere tagliati fuori dall’Europa: detto così sembra che la Val di Susa sia un’insuperabile barriera orografica, invece è già percorsa dalla linea ferroviaria internazionale a doppio binario che utilizza il tunnel del Frejus, ancora perfettamente operativo dopo 140 anni, affiancato peraltro al tunnel autostradale.

Questa ferrovia è attualmente molto sottoutilizzata rispetto alle sue capacità di trasporto merci e passeggeri, sarebbe dunque logico prima di progettare opere faraoniche, utilizzare al meglio l’infrastruttura esistente. Lyon-Turin Ferroviarie a sostegno della proposta di nuova linea ipotizza che il volume dell’interscambio di merci e persone attraverso la frontiera cresca senza limiti nei prossimi decenni. Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino dimostra che “assunzioni e conclusioni di questo tipo sono del tutto in-fondate”. I dati degli ultimi anni lungo l’asse Francia-Italia smentiscono infatti questo scenario: il transito merci è in calo e non ha ragione di esplodere in futuro. Un rapporto della Direction des Ponts et Chaussées francese predisposto per un audit all’Assemblea Nazionale nel 2003 afferma che riguardo al trasferimento modale tra gomma e rotaia, la Lione-Torino sarà ininfluente. E ora i costi di realizzazione a carico del governo italiano: 12-13 miliardi di euro, che considerando gli interessi sul decennio di cantiere portano il costo totale prima dell’entrata in servizio dell’opera a 16-17 miliardi di euro. Ma il bello è che anche quando funzionerà, la linea non sarà assolutamente in grado di ripagarsi e diventerà fonte di continua passività, trasformandosi per i cittadini in un cappio fiscale.

Ho qui sintetizzato una minima parte dei dati che riempiono decine di studi rigorosi, incluse le recenti 140 pagine di osservazioni della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone, dati sui quali si rifiuta sempre il confronto, adducendo banalità da comizio tipo “i cantieri porteranno lavoro”. Ma suvvia, ci sono tanti lavori più utili da fare! Piccole opere capillari di manutenzione delle infrastrutture italiane esistenti, ferrovie, acquedotti, ospedali, protezione idrogeologica, riqualificazione energetica degli edifici, energie rinnovabili. Non abbiamo bisogno di scavare buchi nelle montagne che a loro volta ne provocheranno altri nelle casse statali, altro che opera strategica! Seguendo lo stesso criterio, anche l’Expo 2015 di Milano sarebbe semplicemente da non fare, chiuso il discorso. Sono eventi che andavano bene cent’anni fa.

Se oggi in Italia tanti comitati si stanno organizzando per dire “no” alle grandi opere e per difendere i beni comuni e gli interessi del Paese, non è per sindrome Nimby (non nel mio cortile), bensì perché, come ho scritto nel mio “Prepariamoci” (Chiarelettere), per troppo tempo si sono detti dei “sì” che hanno devastato il paesaggio e minato la nostra salute fisica e mentale.

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Fonte: http://www.altracitta.org/2011/06/18/flop-ad-alta-velocita-i-numeri-che-nessuno-vuol-sentirsi-dire/

18.06.2011

Pubblicato da supervice

  • lucamartinelli

    vero, verissimo. La linea esistente è utilizzata per il 18% della sua capacita’ . Sono molti anni che il trasporto di passeggeri è stato abolito per mancanza di domanda, e pensare che negli anni 70-80 esisteva un collegamento tra Lyon e Torino con treni TEE. Ma erano, appunto, altri tempi. Il progetto TAV è solo un trucco delle bande criminali massoniche di fottersi miliardi di euro dei contribuenti.

  • kenoby

    e allora…. ASTA LA VICTORIA, SIEMPRE!!

  • glab

    vero, verissimo. La linea esistente è utilizzata per il 18% della sua capacita’ . Sono molti anni che il trasporto di passeggeri è stato abolito per mancanza di domanda, e pensare che negli anni 70-80 esisteva un collegamento tra Lyon e Torino con treni TEE

    ma allora negli anni 70/80 c’era gente che da Lione che coltivava affari con Torino e viceversa; perchè oggi non più?
    Lione è collegato in alta velocità con Parigi fin dagli anni predetti, evidentemente l’alta velocità francese non ha favorito gli scambi padani con i francesi.

  • dana74

    verissimo caro martinelli, ottima precisazione

  • dana74

    stiamo attenti a Firenze che li i lavori del sottoattraversamento sono completamente ignroati.Ostacolati da una piccolissima parte della gente, purtroppo quando si è troppo politicizzati non c’è verso di coinvolgere la gente perche contro “il partito” non si può andare.

    “Le notizie che arrivano dalla Val di Susa ci paiono gravi; abbiamo pensato che sarebbe opportuno fare una iniziativa a favore dei Valsusini che sono oggetto di attacchi pesanti da parte della politica degli affari e del cemento
    Ci troveremo perciò MERCOLEDI’ 22 GIUGNO 2011 alle ore 17.30 davanti alla Prefettura via Cavour 1
    Quello che accade in Piemonte non è una questione locale, ma l’espressione di una concezione della politica come gestione violenta degli “affari”. E’ gravissimo che esponenti politici come il sindaco di Torino arrivino ad invocare l’intervento dell’esercito per far finta di iniziare lavori che non hanno senso.

    Ricordiamo le parole dall’ingegner Cancelli alla conferenza stampa del 17/6: “la portata della nostra lotta non è solo per difendere i nostri boschi, ma riguarda una truffa di carattere generale fatta a tutti gli italiani, di proporzioni tali che non ho mai visto prima; …si giustifica la necessità di realizzare quest’opera con dati completamente falsi”

    Quella delle grandi opere inutili è una patologia grave che affligge tutta l’Italia; in val di Susa è accaduto che un popolo testardo e amante della propria terra ha deciso di dire di NO allo scempio della loro valle e denunciare il furto nascosto dietro questi insulsi progetti.

    La battaglia della Val di Susa è la battaglia di tutti noi, per chiedere che i soldi buttati in inutili tunnel tornino alla scuola, alla sanità, a creare lavoro utile, alla manutenzione dell’esistente per evitare che stragi come quelle di Viareggio debbano avvenire ancora (ricordiamo che per 28 anni si sono risparmiate pochissime risorse e non si è fatto mai alcun controllo a quei vagoni killer).

    Dobbiamo essere grati a quei testardi montanari anche a Firenze, per questo vi aspettiamo tutti mercoledì alle 17.30 davanti alla Prefettura di Firenze.

    Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze”

    http://www.notav.eu/article-5301-thread-0-0.html

  • Eshin

    Caro Luca Mercalli, il giorno che aggiunge alla sua lista anche la grande opera in Cielo, sarà un gran giorno…

    LEI CHE AMA LE NUBI, QUI …:-)
    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150205175558485&set=o.194928030018&type=1&theater

    LETTURA INTERESSANTE

    http://www.rand.org/pubs/technical_reports/TR846.html
    http://www.sourcewatch.org/index.php?title=RAND_Corporation

  • consulfin

    benissimo, benissimo. figuriamoci se poso essere contrario al contenuto di questo articolo! Ma perchè chiudere con “come ho scritto nel mio “Prepariamoci” (Chiarelettere),”? Alla fine si pensa sempre per la propria saccoccia. Potrei capirlo se si trattasse di una persona che se la passa male, ma l’autore, che va persino in televisione (e sappiamo come sono pagati i passaggi in video) che bisogno ha di vendere a tutto spiano?

  • supervice

    Io credo sia una cosa normalissima pubblicizzare quello che uno fa. Lo farei anch’io al suo posto e credo chiunque. Che ne pensi, ad esempio, dei King Crimson che a Milano levarono le tende del concerto perché i tanti che avevano sfondato volevano usufruire della cultura “gratis”? Personalmente non ci vedo chissà quale mancanza di sensibilità, né in Mercalli, né in chiunque voglia avere dei ritorni onesti da quello che fa. Scrivere un libro non lo considero un delitto, e nemmeno cercare di averne un ritorno.

  • lenco92

    Tra il cantone Ticino e il cantone di Uri (Svizzera), stanno terminando i sospirati 50 km di galleria per tav. Ora la situazione Italiana non la conosco bene a parte le varie proteste contro la costruzione di una delle trasversali europee per la tav. Da noi é stato votato l’assoluto divieto di raddoppiare la galleria autostradale del San Gottardo e tutto il traffico di merci su gomma in transito dalla Svizzera dovra’ passare sul treno.
    E dovra’ e sara’ cosi, venite a vedere il macello di camion e macchine in cima alle alpi, uno scempio, colonne a non finire, pitturare le case in quelle zone é diventato inutile, il nero gasolio imperversa.
    Anche noi abbiamo pensato che per un’opera cosi’ grande l’inquinamento dei mezzi fiancheggiatori della costruzione, sarebbero stati ecologicamente invasivi. Allora, non c’é un camion o altro mezzo inquinante che trasporta il materiale che esce dal tunnel in costruzione, funziona tutto con nastri trasportatori. All’interno della galleria il perforatore carica direttamente su nastro trasportatore i detriti i quali, anche a chilometri di distanza, vengono ammassati vicino a delle stazioni ferroviarie apposite e da li verso le ditte che hanno bisogno materiale di costruzione.
    VIA TUTTI I CAMION O TIR che si dica DALLE STRADE.
    PUZZANO E SONO PERICOLOSISSIMI.
    Con stima e amicizia Claudio

  • alecale

    Mi diverte di vedere come in italia e Europa si stia usando come mezzo di trasporto la RUOTA !!! sia essa di ferro o di gomma , la cara vecchia ruota vecchia di migliaia di anni è ora mai alla sua fine paesi come la Cina stanno smantellando a poco a poco tutte le linee ferroviarie a ruota per cambiarle con il treno a lievitazione magnetica di costruzione tedesca , che farebbe concorrenza perfino agli aerei anche nelle lunghe tratte questo treno raggiunge i 600 kh !!
    Tre volte piu veloce del tav e tre volte piu sicuro del tav tre volte piu silenzioso del tav .

  • mafacceride

    Mercalli sarebbe quel dipendente statale che spende ettolitri di gasolio per farsi vedere alla tv mentre va con l’elicottero a fare i carotaggi estivi di un qualsiasi ghiacciaio facilmente raggiungibile a piedi?…
    Oppure è quello che ammorba, assieme ad altri “Prodi”, l’intero Paese di elettrosmog con i radar doppler metereologici scalibrati, quando poi tutti alla fine attingono dalle immagini satellitari?….

  • consulfin

    credo sia proprio lui. però non bisogna dirlo troppo forte: ha diritto anche lui alla sua bella fetta di gasolio, tv, elicotteri… libri venduti. altrimenti come lo compra il cravattino? Ma, a mio giudizio il problema non è lui, che, come mi ha fatto osservare un altro lettore poco sopra, ha “pieno” diritto di arricchirsi come gli altri e come meglio crede. Il problema è che, pur di avere una guida, una grossa parte dell’opinione pubblica che si ritiene informata al di sopra della media (soprattutto dipendenti pubblici-rivoluzionari della tastiera)pende dalle labbra di chiunque spari sentenze contro il nemico del momento (adesso è Berlusconi, poi si vedrà. Certo, se prodi argomenta meglio le ragioni del TAV… beh, davanti al progresso, siamo disposti anche a chiamare “circoli” le vecchie sezioni)

  • lenco92

    Sono d’accordo con te. Sia per la velocita’ che la sicurezza, il sistema a levitazione é il migliore. Se non mi sbaglio negli anni 50 60 in Europa, non ti dico dove per non sembrare sciovinista, ma non é questo il punto, si era gia’ sperimentato il sistema a levitazione…ma gli interessi dei PADRONI…erano verso la strada ferrata. Si esaltano quando raggiungono i 500 kmh su ferrovia. A levitazione sono velocita’ da passeggio e in piena sicurezza, nella levitazione sai che il deragliamento non esiste. Ciao e sinceri saluti