FONTE: ANDU.UNIVERSITA'.IT
GELMINI
Il ministro Gelmini ha dichiarato: «Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo."
Evidentemente il Ministro non considera "baroni" i Rettori della CRUI che hanno contribuito a scrivere e hanno sempre sostenuto con forza il suo DDL.
La dichiarazione del Ministro dimostra che non ha nemmeno letto il suo DDL, voluto in realtà da Confindustria.
DECLEVA
Mentre l'Università insorge, Decleva, presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori), ha dichiarato: "non è vero che (le Università) sono in rivolta". "La CRUI è sempre stata favorevole alla riforma sia pure con correzioni". "Il taglio è stato recuperato".
VALDITARA
A dettare la linea dei 'finiani' è Giuseppe Valditara, relatore al Senato del DDL. Valditara è "Senatore della Repubblica - Professore ordinario di Diritto Romano all' Università di Torino - Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza della U.E.R. - Membro del Comitato Ordinatore della U.E.R.", acrostico che sta per "Università Europea di Roma", un'Università privata, fondata e finanziata dai Legionari di Cristo.
E Valditara non sente ragioni: il DDL deve essere approvato, visto che, come ha dichiarato, FLI "ha raggiunto un importante risultato ottenendo l'assunzione di 4500 vincitori di concorso a professore associato per i tre anni successivi all'approvazione della riforma".
Valditara fa finta di non sapere che nessun ricercatore in ruolo ha chiesto di barattare questi posti con l'approvazione del DDL e non considera che questi posti non servono agli attuali oltre 50.000 precari che saranno espulsi dall'Università.

BERSANI
PierLuigi Bersani, segretario del PD, ha solidarizzato con la protesta, dimenticando però che alle soglie dell'approvazione del DDL si è giunti anche per la non ferma opposizione dell''Opposizione: il PD ha presentato e non ha mai 'ritirato' un DDL che ha, sulla 'governance' e sulla docenza, sostanzialmente gli stessi contenuti del DDL governativo: un Consiglio di Ammnistrazione despota e con 'esterni' (ASL) e una docenza in due ruoli separati (altro che ruolo unico!), con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori che renderebbe ancora più vasto e più lungo il precariato.
Se il PD vuole veramente opporsi al DDL governativo 'ritiri' il suo DDL e 'ritiri' la dichiarazione del suo Vice-segretario che ha pubblicamente "apprezzato" la linea di Confindustria sul DDL governativo ed elabori finalmente un progetto veramente alternativo al suo DDL e a quello governativo, confrontandosi sul serio con tutto il mondo universitario.
Per leggere l'intervista a Decleva, la dichiarazione di Valditara e saperne
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Fonte: www.andu-universita.it
Link: http://www.andu-universita.it/2010/11/05/ddl-mortale/
26.11.2010
via www.ilprimoamore.com/
MartinV 27 novembre 2010
Credo che solo chi non conosce il lavoro del ricercatore possa usare frasi del tipo:
Andate a zappare... o Controllo orario del lavoro... uno di questi, ad esempio, è il signor Nicola Sarkozy. Insomma gente che critica le cose che non arriva a capire.
Per il tempo che ho passato nelle università italiane, come studente, dottorando, ricercatore precario e... ricercatore titolare (ma si tranquillizzino tutti, ho dato le dimissioni dall'università diversi anni fa...), posso solo dire che i ricercatori sono la categoria che più lavora in questi carrozzoni... per il semplice fatto che se vogliono fare carriera sono giudicati sulla base della loro produzione scientifica... Ovviamente ci sono i raccomandati, i figli di baroni, i leccapiedi... insomma quelli che il nome lo mettono sulle pubblicazioni basate su ricerche fatte da altri... ma giustamente ci devono anche essere gli altri che lavorano seriamente.
Tra quelli che invece timbrano il cartellino, molti ne ho conosciuti la cui utilità si avvicinava allo zero... costoro fanno carriera per anzianità e non per merito, per cui in tanti non fanno altro che lasciar passare il tempo... e ce ne sono pure di quelli che il cartellino se lo fanno timbrare dai colleghi.
Non voglio certamente generalizzare, tanti ne ho pure conosciuti che lavoravano seriamente tra i "timbratori"...
Ma pensare che basti timbrare il cartellino per fare il proprio lavoro significa non conoscere il lavoro del ricercatore.
Per inciso, all'estero i laureati italiani sono molto apprezzati per la loro formazione e le loro capacità... l'insegnamento che ricevono non deve poi essere così male... anche se potrebbe dipendere solo in parte dalla qualità dei docenti e molto dal sistema di formazione.