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FINALMENTE BIANCO E DI DESTRA. SOLO ABBRONZATO

(BERLUSCONI AVEVA VISTO GIUSTO, VERO TRAVAGLIO ?)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il 6 novembre 2008 avevo pubblicato un commento intitolato ‘Obama? Gioire con prudenza’, in cui dicevo che la tradizione Democratica USA era ben altro dalle sciocchezze scritte da Veltroni, dette da Travaglio, o dai miraggi offerti da Repubblica ai sognatori italiani. Seguiva un’aggiunta dal titolo ‘Obama? Seguite i soldi’, dove mostravo da quali fonti del Vero Potere erano venuti i fondi per la campagna elettorale del nuovo Presidente, cioè chi lo comandava.

Martedì 1 dicembre scorso, di fronte a 4.000 cadetti dell’accademia di West Point, il Presidente degli Stati Uniti, cioè quel bianco abbronzato di destra che siede alla Casa Bianca, ha finalmente lasciato cadere gli ultimi brandelli della pellicola con cui si era travestito ed è apparso in tutto il suo fulgido orrore.

Per chi ha anche solo la più vaga idea di cosa sia stato l’impero americano nel mondo – dai seicentomila trucidati delle Filippine a cavallo del XIX e XX secolo, ai due milioni in Indonesia negli anni ’60; dal Piano Condor del 1975 con le sue camere di tortura neonaziste in America Latina, fino al genocidio dei contadini di tre quarti del mondo scientificamente architettato dal Fondo Monetario Internazionale (leggi Tesoro USA) e dalla Federal Reserve americana e ancora in corso, col record di 2,7 miliardi di affamati odierni; passando per il sostegno al progetto sionista di annientamento dei palestinesi e i due milioni di morti fra Iraq e Afghanistan dal 2001 a oggi – le parole pronunciate da Obama martedì possono solo sembrare un’esperienza psichedelica. Non lo è, è realtà. Leggetele:

“Più di ogni altra nazione al mondo, gli Stati Uniti hanno assicurato la sicurezza globale per più di 60 anni, un’epoca che ha visto muri cadere, i mercati aprirsi, e miliardi di persone sollevate dalla povertà… Al contrario delle grandi potenze del passato, noi americani non abbiamo cercato di dominare il mondo. La nostra Unione fu fondata sulla resistenza all’oppressione. Noi non cerchiamo di occupare altre nazioni, non pretendiamo le risorse di altre nazioni, e non colpiamo altri popoli a causa della loro fede o etnia differente dalla nostra…”.

Aggiungo il commento di Andrew Bacevich, professore di Storia e Relazioni Internazionali alla Boston University , intervistato da Amy Goodman:

“Credo che questa descrizione che Obama ha fatto della Storia moderna americana è assai significativa, e la ragione per cui è così importante è che le sue parole potevano essere state fotocopiate da un discorso di Harry Truman, o John Kennedy, o Lyndon Johnson, o Richard Nixon, Ronald Reagan, o George W. Bush. Questa è la narrativa preferita dagli americani, noi ci vogliamo vedere così, e così giustifichiamo ciò che facciamo al mondo. E’ incredibile che questo Presidente, che si è insediato promettendo il cambiamento, abbracci quella narrativa così del tutto. Ci conferma che i cambiamenti a Washington sono marginali, e che lo status quo è fermamente al suo posto.”

Non ho molto da aggiungere, se non il fatto che Silvio Berlusconi aveva visto giusto. Riconobbe istintivamente un suo pari nel giovane Presidente americano già dal primo incontro, anzi, un suo maestro. Maestro di conflitto di interessi – Obama ha garantito con almeno 5 mila miliardi di dollari rubati ai contribuenti, e anche ai 50 milioni di americani che oggi soffrono la fame (dato Dipartimento dell’Agricultura USA 2009), gli interessi della sua premiata azienda finanziaria, la Rubin-Summers-Paulson-Geithner e Associati, che lo aveva premiato con oltre 38 milioni di dollari pochi mesi prima. Maestro di indebitamento pubblico – con un deficit di 1.400 miliardi di dollari e con un debito pubblico record di 10.600 miliardi di dollari, di cui 1.700 in mano alla Cina, e che Obama sta ora peggiorando con una dissennata nuova avventura militare in Afghanistan al costo di 160 miliardi di dollari all’anno. Maestro di conservatorismo – Obama ha inserito nella sua falsa riforma sanitaria pubblica (che premia con altri 70 miliardi di dollari un altro club che finanzia il Presidente) una clausola, la Stupak, che proibisce a qualsiasi assicurazione sanitaria garantita dallo Stato di fornire servizi per l’aborto, condannando milioni di donne americane all’illegalità o a indebitarsi presso le cliniche private. Insomma, è un obbligo morale riconoscere che la notoria battuta del Cavaliere sull’abbronzato Barak coglieva un punto di grande verità: ci troviamo di fronte a un bianco, di destra e conservatore, solamente un pelo più  scuro di pelle. Oggi almeno è chiaro.

Il resto della storia della “grande democrazia americana” sicuramente nel prossimo passaparola di Marco Travaglio.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=156
3.12.2009
 

 

 

Pubblicato da Davide

  • marco76

    Come sempre ottima analisi…Intanto noi prepariamoci per la manifestazione di sabato che ha come target sempre i mali marginali…

  • redme

    accidenti…..e io che ero convinto che fosse uno delle Black Panthers….invece è il presidente usa che fà gli interessi usa….che grande analisi!…..nel frattempo cè scappata la pippetta a berlu e la scoppola a travaglio…..grande!

  • Hassan

    “Il resto della storia della “grande democrazia americana” sicuramente nel prossimo passaparola di Marco Travaglio.”

    Paolo Barnard il 19 Aprile 2009:

    “Per chi è giovane e sincero: andate via da qui, andate dove ancora le persone sanno agire, dove ancora le idee vincono ogni tanto. Negli Stati Uniti se possibile, fidatevi. Ma anche altrove. Non qui.”

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=103

    E’ chiaro che Travaglio dice anche molte fesserie, come tutti quanti. Il continuo e incessante riferimento a lui e a Grillo da parte di Barnard ha, però, del patologico. Seriamente.

    E un’altra cosa:

    “…ci troviamo di fronte a un bianco, di destra e conservatore, solamente un pelo più scuro di pelle.”

    Falso. Ci troviamo di fronte a un nero, di destra e conservatore.

    Questa favoletta, molto “di sinistra”, secondo cui i neri sarebbero tutti “progressisti”, innatamente “buoni” o circondati da un’aura di sacralità per i crimini che hanno subito (e subiscono ancora), va smontata completamente, prima di tutto dalla testa delle persone che ancora credono a queste cazzate. Un nero può avere le stesse inclinazioni di Bush, esattamente come un bianco può avere le stesse inclinazioni di ML King. Non esistono “caratteristiche innate di bontà” distribuite per colore della pelle, etnia, o sesso (infatti generalmente chi pensa questo crede anche che “se le donne governassero il mondo… blabla”, e non basteranno 100’000 Sarah Palin, Condoleeza Rice, Tzipi Livni, Angela Merkel etc.etc. per far cadere dalla loro mente questa convinzione fasulla).

    Quindi, per chiudere, Obama fa schifo come Bush ? Sì. E’ guerrafondaio come Bush sì ? E’ bianco ? No. Si può far schifo ed essere guerrafondai anche da neri. Quindi chiamiamolo per quello che è: un Bush nero, esattamente come un McCain, se andasse al potere nel 2012, si potrebbe chiamare un Obama bianco. Il colore della pelle è irrilevante.

    ps. ovviamente so che tutto quello che ho scritto non soggiornerà nella testa del sig. Barnard per più di 1 nanosecondo, e nel suo prossimo articolo ci ammorberà ancora una volta con il suo fetish principale: la coppia Grillo & Travaglio.

  • dexter

    ” E’ chiaro che Travaglio dice anche molte fesserie, come tutti quanti. Il continuo e incessante riferimento a lui e a Grillo da parte di Barnard ha, però, del patologico. Seriamente. ”

    Ma volete ficcarvi nella zucca che Barnard fa questi frequenti riferimenti ai soliti noti dell’informazione alternativa per criticarne la – per lui fondamentale – sostanziale funzione distraente da quelle che sono le vere questioni di cui gli attivisti italiani, o sedicenti tali, dovrebbero occuparsi per poter almeno sperarare di combinare qualcosa di efficace. In soldoni dice: “smettetela di andare appresso a questi signori: che siano in buona fede o meno vi stanno facendo perdere tempo!”
    Nel caso di Obama qui sopra, poi, data la palese differenza tra narrativa riportata da gente come Travaglio ed i fatti storici accertati viene addirittura il sospetto del deliberato inganno o, peggio, della totale ignoranza in materia. Dunque qui l’attivista seguace di Travaglio, probabilmente “pacifista”, non solo perde tempo ma viene anche infarcito di balle belle e buone.

    Eppure il povero Barnard ha più volte precisato la sua posizione in merito, anche su queste pagine, prendendosi la briga di rispondere ai commenti del genere di cui sopra…altro che patologico…lui il problema lo vede così…se non siete d’accordo criticatelo nel merito: magari gli farete cambiare idea, ma trattarlo da pazzo è un insulto alla sua e soprattutto alla vostra intelligenza (che sono sicuro è presente).

    A Barnard: che ci vuoi fare? Ti sarà chiaro che la tua battaglia contro i paladini fasulli comporterà la sempre, più o meno velata, accusa di invidia e/o impazzimento da parte di qualcuno. Amen. Porta pazienza!

  • ventosa

    Quoto la sostanza dell’articolo, ma condivido ciò che dice Hassan. Nel frattempo, mentre il Generale Barnard studia le strategie dall’alto della collina, lasciamo che la fanteria del Capitano Grillo combatta sul campo. Io non so quanti fanti siano stati arruolati, ma molti di loro prima vagavano tra il Giornale e la Repubblica ed altri si erano arresi. Non sono un grillino, però a Grillo riconosco di averci messo quantomeno la faccia. Ne godrà dei benefici o ne paghera le conseguenze: hai visto mai che anche i fanti si incazzano?
    Accidenti, sono andato fuori tema…

  • Lucettina

    I burattini non hanno “colore”!
    Obama è “servito” al “vero potere” per salvarsi e sopravvivere eternamente.
    Obama è nato ed esiste grazie al “sostentamento” dei soliti conservatori.
    Obama “serve” e servirà quei manovratori finchè non decideranno il contrario.
    Obama – Bush?….. entrambi, SOLO FACCE di una stessa medaglia!

  • Cornelia

    Ahò, e mò basta!
    Chi glielo ha detto a Barnard che noi siamo tutti fedeli seguaci di Grillo e Travaglio?
    Questo darlo sempre per scontato comincia anche a stufarmi! Io Grillo e Travaglio non me li cago per niente, ho altri modi di informarmi, e non ho bisogno che Barnard venga a farmi la lezioncina! Oltretutto, le preziose informazioni che ci elargisce le sapevo persino da prima che le sapesse lui!
    Non siamo tutti beoti, Barnard, piantala di offendere!

  • g10rdan0

    Arruolare fanti soggiogati prima dal Giornale o da Repubblica, o arresi per mestizia, per poi incanalarli in un altro incantesimo di populismo, non dovrebbe però essere una mostrina di cui andare orgogliosi e nemmeno un paradigma di attivismo politico.
    Io non ci credo poi molto che i fanti di cui sopra siano ancora in grado di incazzarsi come ci si aspetterebbe, sai?
    Voglio dire, vado un po’ fuori tema anche io, giorni fa bazzicavo sul sito di Grillo e non ti nascondo che, in riferimento anche alla privatizzazione dei servizi idrici, c’era gente che esternava la propria intenzione, qualora richiamati a nuove elezioni, di rinnovare la fiducia a IDV, “gli unici che stanno seriamente evidenziando il problema”.
    Capisci dove voglio arrivare?! Il Giornale e Repubblica, così come molte testate, han preso per il culo i propri lettori per decenni, infarcendo le teste della cittadinanza italiana di informazioni volte a ridurli all’inerzia, sia fisica che mentale.
    Grillo li riempie di informazioni volte a ridurre i propri lettori, che si informano quasi unicamente sul suo blog, su quelli di Chiarelettere, sul sito e sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, sui blog di Piero Ricca (tutti uniti -principalmente- nella lotta al Berlusconismo) all’azione contro il nemico comune: la politica berluscon-dalemiana, azzerando progressivamente il loro spirito critico!
    Altrimenti come si spiega il fatto che siano realmente persuasi della liceità e dell’onestà della odierna lotta alla privatizzazione dell’acqua, portata avanti dallo stesso ministro che controfirmò -ovviamente senza menzione alcuna da parte del blog di Beppe Grillo- la proposta Lanzillotta del 2006, la quale gettò le basi giuridica su cui si è giunti alla messa in pratica di tale sciagurata legge?!

  • CarloBertani

    L’editore di Malatempora Angelo Quattrocchi – scomparso nel Giugno 2009 – mi confessava spesso, al telefono, un mio difetto: “Carlo, tu ci arrivi troppo presto…la gente rischia di non capire…” Forse aveva ragione. Hai ragione anche tu, Barnard, ad affermare quanto sostieni su Obama, ed è poco importante quello che dirà Travaglio. Il problema è che, oggi, tutti ci sono arrivati. Più difficile farlo l’8 Gennaio 2008, quando misi sull’avviso i lettori del “pericolo Obama” con un articolo che definiva, appunto, Obama come “Uomo della Provvidenza o Cavallo di Troia”. Non era stato nemmeno eletto presidente. La prova? http://carlobertani.blogspot.com/2008/01/uomo-della-provvidenza-o-cavallo-di.html

  • TitusI

    Beh, guarda io sono daccordo una volta tanto con tutti quelli che hanno postato, anche se sembra assurdo…cerco di spiegare come sia possibile:

    1) Quel che dice Barnard è vero, cme sempre.
    2) Il commento di Hassan è condivisibilissimo, io non concordo ma anche lui dice tutte cose vere, è vero che l’atteggiamento di Barnard nei confronti di G&T SEMBRA patologico, ed è vero che il colore della pelle non ci dice nulla sulle qualità morali di una persona, credo che Barnard lo definisca “Bianco abbronzato” per sottolineare due cose
    a) Che se fosse stato nero nero forse non avrebbe vinto b) poter tirar fuori la battuta del pappanano in modo da mettere il pezzo su un registro un po ironico ed anche aiutare a riflettere su certe “cosucce”.
    3) Cornelia, guarda che questo è un mezzo di comunicazione omnidirezionale, capisco l’impressione che hai, l’ho anche io, ma quando Barnard “insulta” si rivolge ai veri destinatari dei suoi messaggi che non credo siano persone come noi,purtroppo dubito che nel forum del grande fratello pubblichino gli articoli di Barnard.

    Io credo che di Barnard si debba “leggere” un solo articolo, se si accetta quello partendo, da una posizione diversa, negli altri si deve completamente ignorare “la crociata pro idioti contro i falsi paladini” perchè non è affar nostro, c’è comunque altro arrosto nei suoi articoli.

    Saluti 😀

  • ilnatta

    ma certo che questo articolo ai lettori di questo sito non ha aperto nessun vaso di pandora! come il suo precedente “questo è il potere”, ma io non capisco perchè rispondergli “oooo barnard ha scoperto il bilderberg la trilaterale ecc” quando lui si fa carico di approfondire e divulgare con NOMI E COGNOMI mettendoci la sua faccia!
    forse è vero che lei sapesse queste cose anche prima di lui, ma allora perchè si sente offeso LEI e invece non gira l’articolo a chi queste cose non le sa e che quindi si merita tutte le “offese” di Barnard? anche perchè per quanto non sia di certo il precursore di questi argomenti io ho apprezzato moltissimo l’impegno e la precisione con la quale in “questo è il potere” ha snocciolato tutti i dati e i nomi necessari! sa non tutti hanno il tempo materiale per potersi informare di questi argomenti in modo così dettagliato…
    stesso ragionamento per quanto riguarda i paladini dell’antisistema…
    saluti

  • novecento

    paolo sei sempre bravo e attento nelle tue analisi, ho avuto il piacere di conoscerti di persona e devo ammettere che l impressione che mi hai dato e’ di persona genuina, ma se mi posso permettere di darti un suggerimento, scordati di travaglio, lui e’ quello che e’, e la storia lo giudichera’, vai per la tua strada, se continui a rimuginare sul passato e su codesti personaggi rischi di perdere credibilita’.
    Complimenti ancora .

  • radisol

    D’accordo sul giudizio di Barnard su Obama … ma che c’entrano Berlusconi e Travaglio ? Berlusconi aveva semplicemente fatto una delle sue tante battute da spiritosone del cazzo ….. Travaglio viene citato al solo scopo, una vera e propria fissa di Barnard, di dileggiarlo personalmente ….. ho già detto tante volte che Travaglio, uomo niente affatto di sinistra, cosa che peraltro rivendica personalmente ogni volta che gli si presenta l’occasione, non è affato in cima alle mie simpatie …
    ma per fare una analisi compiuta e condivisibile su Obama non c’è affatto bisogno di elogiare ( in che cosa poi …) Berlusconi nè di prendere per il culo, senza alcuna ragione legata al merito del discorso, Travaglio ….
    rinnovo quindi la mia epidermica diffidenza per Barnard …. anche quando dice cose che nella sostanza condivido …..

  • Noa

    Un articolo che screditi, con un ragionamento logico e fonti accurate, il Presidente degli Stati Uniti lo apprezzo.

    Un articolo che screditi, con un ragionamento logico e fonti accurate, il Presidente degli Stati Uniti per screditare le affermazioni di un altro giornalista, no.

    Barnard, da lettore sincero, non mandare a puttane il tuo lavoro investigativo con la tua lotta incomprensibile contro travaglio & C.

  • BarnardP

    A Hassan: scusami caro amico, ma io non ho mai scritto né pensato sciocchezze come ‘i negri sono tutti buoni ecc.’. Non vedo perché dovrei soffermarmi su quello che hai scritto. Mi pare ovvio che il riferimento che faccio alla sua razza porta a quella speranza, che aveva impregnato milioni di persone, che un discendente di una minoranza etnica oppressa potesse almeno essere un pelo diverso dai suoi predecessori bianchi. Invece è ‘bianco’ come loro. Tutto qui.

    A Bertani: non ci sono arrivato ora. Come ho scritto nel pezzo già avvisavo del pericolo nel 2008, ma francamente a che serve fare la gara del ‘io l’avevo detto prima di te’?

    Il senso del mio articolo è chiaro: certamente Obama si era da subito rivelato una delusione, ma mai come martedì aveva sbracato nella più oscena retorica reaganiana. Per questo la sua uscita di martedì è degna di nota, è proprio un punto di svolta politico degno di grande attenzione, come giustamente sottolinea il prof. Bacevich.

    A Novecento: ripeto e ri-ripeto che l’accanimento contro Travaglio non è sulla sua persona, ma su qualcosa di enormemente più importante che ho scritto qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=121, e per sottolineare come quel falsario eviti sempre di spendere una singola parola contro il sistema che realmente ci fotte la vita. Anzi, non perde occasione per lodarlo, e questo è fraudolento. Ci rimettiamo tutti.

    Infine: i lettori di CDC, certamente una elite informata, si scordano sempre che io non scrivo solo per loro, anzi. Scrivo soprattutto per le persone comuni che non hanno la vostra fortuna di essere ultra informati, e che meritano qualcuno che gli mostri anche l’abc che voi date per scontato. Essere un po’ più umili e un po’ più al servizio delle persone non guasta. Barnard

  • g10rdan0

    Travaglio c’entra perchè in più di un’occasione, durante i suoi Passaparola, ha sottolineato la “grandezza” di Obama e la “democraticità” delle elezioni americane.

    Decontestualizzare i discorsi porta a perdere di vista i concetti intrinsechi di cui si scrive e si dibatte, dall’una e dall’altra parte.

  • g10rdan0

    Quoto, decisamente.

  • tamolentegole

    Per favore cerchiamo di fare commenti piu’ costruttivi invece di scagliarsi sempre contro chi fa’ vera informazione come il signor Barnard cercando il pelo nell uovo.Bravo Barnard continua cosi.

  • ventosa

    Personalmente sono daccordo con te. Però, parlo per esperienza diretta e non, so che per rimuovere la nebbia che ci impedisce di vedere le cose come sono, molti hanno bisogno di muovere i primi passi a tastoni. Mi spiego meglio: c’è tantissima gente che non è ancora in grado, per i motivi più diversi(Istruzione, attidudine, abitudine, ecc..), a discernere la qualità degli eventi che gli accadono intorno e le difficoltà di ricevere informazioni attendibili, chi prima chi dopo, le abbiamo affrontate e le affrontiamo tutti. Ognuno deve compiere il proprio percorso, sbagliare ed imparare dagli errori commessi, ma comunque mettersi in gioco.
    L’inerzia dalla quale si stanno allontanando molte delle persone(ne conosco diversi, anche in famiglia) che aderiscono ai vari movimenti nati intorno all’area Grillo (Perche la gente, quella in buona fede, si fida di lui, Travaglio e Di Pietro si sono aggregati successivamente), è il primo passo di persone che non avevano più punti di riferimento, non avevano informazioni, non avevano spazio. Bene, se tra queste ci sarà, e ci sarà, qualcuno che confrontandosi attivamente, anche dando inizialmente qualche testata al muro, svilupperà ciò che, ad esempio, hanno sviluppato e stanno sviluppando i lettori di CdC ed altri siti di informazione, anche i meet up avranno dato un contributo alla causa.
    Personalmente, ancora oggi non ho molte verità assolute, ma verità momentanee, fino a prova contraria, le mie stesse idee sono leprime che metto in discussione prima di cercare di verificarle. Mi è già accaduto, in passato, di cadere dalla padella nella brace.
    Saluti.

  • hammurabi

    I neri parlano solo a ritmo di rap, dicendo “Yo, Yo”, hanno sempre una palla da basket in mano, e scopano le proprie figlie. Altrimenti sono solo bianchi ridipinti, come questo Obama. Almeno è quel che si evince dai ragionamenti del signor Barnard.

  • ilnatta

    Esattamente, come ho fatto notare anch’io. Ciao Paolo.

  • ilnatta

    lo evinci solo tu…

  • PIEROROLLA

    PROMEMORIA DELLA CRISI E L’ASSETTO GEOPOLITICO

    .

    “Terminato l’evento su Globalizzazione e Sviluppo con la presenza di oltre 1500 economisti, famose personalità scientifiche e rappresentanti di organismi internazionali riunitisi a L’Avana, ho ricevuto una lettera ed un documento di Atilio Boron, Dottore in Scienze Politiche, Professore Titolare di Teoria Politica e Sociale, direttore del Programma Latinoamericano d’Educazione a Distanza in Scienze Sociali (PLED), oltre ad altre importanti responsabilità scientifiche e politiche. Atilio, solido e leale amico, aveva partecipato giovedì 6 al programma “Mesa Ridonda” della Televisione Cubana, insieme ad altre personalità internazionali che hanno partecipato alla Conferenza su Globalizzazione e Sviluppo.
    Ho saputo che sarebbe partito domenica ed ho deciso di invitarlo ad un incontro alle 5 del pomeriggio del giorno successivo, sabato 7 marzo.
    Avevo deciso di scrivere una riflessione sulle idee contenute nel suo documento. Utilizzerò in sintesi le sue stesse parole:

    “… Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale, la prima di una grandezza paragonabile a quella esplosa nel 1929 ed alla cosiddetta “Grande Depressione” del 1873-1896. Una crisi integrale, della civiltà, multi-dimensionale, la cui durata, profondità e portata geografica saranno sicuramente di maggiore ampiezza delle precedenti.
    “Si tratta di una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario o bancario e colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti. Danneggia l’economia globale e oltrepassa le frontiere statunitensi.
    “Le cause strutturali: è una crisi di sovrapproduzione e contemporaneamente di sottoconsumo. Non a caso è esplosa negli USA, perché questo paese è da oltre trent’anni che vive artificialmente del risparmio esterno e del credito esterno; queste due cose non sono infinite: le imprese si sono indebitate al di sopra delle loro possibilità; inoltre lo Stato si è indebitato non solo al di sopra delle sue possibilità per affrontare non solo una, ma due guerre, senza aumentare le tasse, ma riducendole; i cittadini sono spinti sistematicamente dalla pubblicità commerciale ad indebitarsi per sostenere un consumismo esagerato, irrazionale e sprecone.
    “Però a queste cause strutturali bisogna aggiungerne altre: l’accelerata finanziarizzazione dell’economia, l’irresistibile tendenza all’incursione in operazioni speculative sempre più rischiose. Scoperta la “fonte della giovinezza” del capitale grazie a cui il denaro genera ancora più denaro, prescindendo dalla valorizzazione apportata dallo sfruttamento della forza lavoro e considerando che enormi quantità di capitale fittizio possono essere ottenute in pochi giorni, al massimo settimane, l’assuefazione da capitale porta a trascurare qualsiasi calcolo o qualsiasi scrupolo.

    “Altre circostanze hanno favorito l’esplosione della crisi. Le politiche neoliberali di deregolamentazione e liberalizzazione hanno reso possibile che le figure più potenti che pullulano nei mercati imponessero la legge della giungla.
    “Un’enorme distruzione di capitali su scala mondiale, caratterizzandola come una “distruzione creativa”. A Wall Street questa “distruzione creativa” ha provocato che la svalutazione delle imprese quotate in borsa giungesse quasi al 50 %; un’impresa che in borsa quotava un capitale di 100 milioni, ne ha ora 50! Caduta della produzione, dei prezzi, dei salari, del potere d’acquisto. “Il sistema finanziario nella sua totalità sta per esplodere. Le perdite bancarie ammontano ormai ad oltre $500.000 milioni ed un altro bilione è in arrivo. Oltre una dozzina di banche sono in bancarotta e centinaia in attesa della stessa sorte. Oltre un bilione di dollari è stato trasferiti dalla FED al cartello bancario, ma sarà necessario un altro bilione e mezzo per mantenere la liquidità delle banche nei prossimi anni”. Quella che stiamo vivendo è la fase iniziale di una lunga depressione e la parola recessione, tanto utilizzata recentemente, non spiega in tutta la sua drammaticità ciò che il futuro prepara al capitalismo.
    “Nel 2008 le azioni ordinarie di Citicorp hanno perso il 90% del loro valore. L’ultima settimana di febbraio valevano a Wall Street 1 dollaro e 95!
    “Questo processo non è neutro perché favorirà gli oligopoli più grandi e meglio organizzati che toglieranno i loro rivali dai mercati. La “selezione darwiniana dei più adatti” sgombrerà la strada per nuove fusioni ed alleanze imprenditoriali, mandando i più deboli al fallimento.
    “Accelerato aumento della disoccupazione. Nel 2009, il numero di disoccupati nel mondo (circa 190 milioni nel 2008) potrebbe aumentare di altri 51 milioni . I lavoratori poveri (che guadagnano appena due euro al giorno) diventeranno 1.400 milioni, cioè il 45% della popolazione economicamente attiva del pianeta. Negli Stati Uniti la recessione ha già distrutto 3,6 milioni posti di lavoro. La metà durante gli ultimi tre mesi. Nell’Unione Europea il numero di disoccupati è pari a 17,5 milioni, 1,6 milioni in più di un anno fa. Nel 2009, si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro. Diversi Stati centroamericani come il Messico ed il Perù, per i loro stretti legami con l’economia statunitense, saranno fortemente colpiti dalla crisi.

    “Una crisi che colpisce tutti i settori dell’economia: le banche, l’industria, le assicurazioni, l’edilizia, eccetera e si dissemina nell’intero sistema capitalista internazionale.
    “Decisioni prese in campo internazionale e che colpiscono le filiali periferiche creando licenziamenti in massa, interruzioni nelle catene dei pagamenti, crollo nella domanda di input, eccetera. Gli USA hanno deciso di sostenere le Big Three di Detroit (Chrysler, Ford, General Motors), ma solo per salvare le fabbriche presenti nel paese. Francia e Svezia hanno annunciato che condizioneranno gli aiuti alle loro industrie automobilistiche: potranno trarne vantaggio solo le fabbriche che si trovano nei loro territori. Il ministro francese dell’Economia, Christine Lagarde, ha dichiarato che il protezionismo potrebbe essere “un male necessario in tempi di crisi”. Il ministro spagnolo dell’Industria, Miguel Sebastian, chiede di “consumare prodotti spagnoli”. Barack Obama, aggiungiamo noi, promuove il “buy American!”.
    “Altre fonti di propagazione della crisi nella periferia sono la caduta nei prezzi delle commodity che esportano i paesi latinoamericani e caraibici, con le loro conseguenze recessive e l’aumento della disoccupazione.
    “Drastica diminuzione delle rimesse familiari nei paesi industrializzati da parte degli emigranti latinoamericani e caraibici. (In alcuni casi le rimesse sono la voce più importante nell’entrata di valuta internazionale, superiore alle esportazioni).

    “Ritorno degli emigranti, deprimendo ancora di più il mercato del lavoro.
    “Coincide con una profonda crisi energetica che esige un cambiamento della visione attuale basata sull’uso irrazionale e predatorio del combustibile fossile.
    “Questa crisi coincide con la crescente presa di coscienza delle catastrofiche conseguenze del cambiamento climatico.
    “Aggiungiamo la crisi alimentare, acutizzata dalla pretesa del capitalismo di mantenere un irrazionale modello di consumo, trasformando terreni adatti alla produzione alimentare e destinandoli all’elaborazione di biocombustibili.
    “Obama ha riconosciuto che non abbiamo ancora toccato il fondo e Michael Klare ha scritto nei giorni scorsi che “se l’attuale disastro economico si trasforma in quello che il presidente Obama ha chiamato “decennio perduto”, il risultato potrebbe consistere in un paesaggio globale pieno di convulsioni causate dall’economia.
    “Nel 1929 la disoccupazione negli USA è arrivata al 25% man mano che crollavano i prezzi agricoli e delle materie prime. Dieci anni dopo ed a dispetto delle radicali politiche intraprese da Franklin D. Roosevelt (il New Deal) la disoccupazione continuava ad essere molto elevata (17%) e l’economia non riusciva ad uscire dalla depressione. Solo la Seconda Guerra Mondiale ha messo la parola fine a quella tappa. Ed ora perché dovrebbe essere più breve? Se la depressione del 1873-1896, come ho spiegato, è durata 23 anni!
    “Visti i precedenti, perché ora dovremmo uscire dall’attuale crisi in pochi mesi, come prospettano alcuni pubblicisti ed i “guru” di Wall Street?
    Non si uscirà da questa crisi con un paio di riunioni del G-20, o del G-7. Se esiste una prova della sua radicale incapacità di risolvere la crisi è la risposta delle principali borse valori del mondo dopo qualsiasi annuncio o proposta di legge a favore di una nuova manovra: la risposta “dei mercati” è invariabilmente negativa.

    “Come testimonia George Soros “l’economia reale soffrirà gli effetti secondari che ora stanno prendendo forza. Dato che in queste circostanze il consumatore statunitense non può servire ormai da locomotiva dell’economia mondiale, il Governo statunitense deve stimolare la domanda. Visto che affrontiamo le sfide minacciose del riscaldamento del pianeta e della dipendenza energetica, il prossimo Governo dovrebbe promuovere dei piani per stimolare il risparmio energetico, lo sviluppo di fonti di energia alternative e la costruzione di infrastrutture ecologiche.
    Si apre un lungo periodo di tira e molla e di negoziati per definire in quale maniera s’uscirà dalla crisi, chi ne beneficerà e chi dovrà pagarne i costi.
    “Gli accordi di Bretton Woods, concepiti nell’ambito della fase keynesiana del capitalismo, coincisero con la creazione di un nuovo modello d’egemonia borghese che, come conseguenza della guerra e della lotta antifascista, aveva come nuovo ed inaspettato base il rafforzamento dell’area dei sindacati operai, dei partiti di sinistra e delle capacità regolatrici e di controllo degli stati.
    “Ormai non esiste più l’URSS, la cui sola presenza, insieme alla minaccia dell’espansione ad Occidente del suo esempio, inclinava la bilancia della negoziazione a favore della sinistra, dei settori popolari, dei sindacati, ecc.

    “La Cina occupa attualmente un ruolo incomparabilmente più importante nell’economia mondiale, ma senza raggiungere un’importanza parallela nella politica mondiale. Viceversa l’URSS, a dispetto della sua debolezza economica era una formidabile potenza militare e politica. La Cina è una potenza economica, ma con scarsa presenza militare e politica nelle questioni mondiali, sebbene stia cominciando un cauto e graduale processo di riaffermazione nella politica internazionale.
    “La Cina può arrivare a svolgere un ruolo positivo nella strategia di ricomposizione dei paesi della periferia. Pechino sta gradualmente orientando le sue enormi energie nazionali verso il mercato interno. Per una serie di ragioni che sarebbe impossibile discutere qui, è un paese che ha bisogno di una crescita economica annuale pari all’8% , sia come risposta agli stimoli dei mercati mondiali o a quelli originati dal suo immenso mercato interno- solo parzialmente sfruttato. Se si conferma questa svolta, si può pronosticare che la Cina continuerà ad avere bisogno di molti prodotti provenienti da paesi del Terzo Mondo, quali il petrolio, il nichel, il rame, l’alluminio, l’acciaio, la soia ed altre materie prime ed alimenti.
    “Viceversa, durante la Grande Depressione degli anni 30, l’URSS era poco inserita nei mercati mondiali. La Cina è differente: potrà continuare a svolgere un ruolo molto importante e, come la Russia e l’India (anche se queste in misura minore), comprare all’estero le materie prime e gli alimenti di cui ha bisogno, a differenza di ciò che accadeva con l’URSS ai tempi della Grande Depressione.

    “Negli anni 30 le soluzioni della crisi sono state il protezionismo e la guerra mondiale. Oggi il protezionismo troverà molti ostacoli per la penetrazione dei grandi oligopoli nazionali nei diversi spazi del capitalismo mondiale. La conformazione di una borghesia mondiale presente in gigantesche imprese che, nonostante la loro base nazionale, operano in un’infinità di paesi, rende la scelta protezionistica nel mondo sviluppato di scarsa effettività nel commercio Nord/Nord; le politiche tenderanno – almeno per adesso e non senza tensioni – a rispettare i parametri stabiliti dall’OMC. La carta protezionistica appare molto più probabile quando sarà applicata, e sicuramente succederà, contro il Sud globale. Una guerra mondiale sospinta dalle “borghesie nazionali” del mondo sviluppato disposte a lottare tra di loro per la supremazia nei mercati è praticamente impossibile, perché tali borghesie sono state soppiantate dall’ascesa e dal consolidamento di una borghesia imperiale che si riunisce periodicamente a Davos e per la quale la scelta di un confronto militare costituisce un fenomenale sproposito. Non vuole dire che questa borghesia mondiale non sostenga, come l’ha fatto finora con le avventure militari degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan, la realizzazione di numerose operazioni militari nella periferia del sistema, necessarie per la preservazione dei profitti del complesso militare-industriale nordamericano ed indirettamente dei grandi oligopoli degli altri paesi.
    “La situazione attuale non è uguale a quella degli anni trenta. Lenin diceva che “il capitalismo non cade se non c’è una forza sociale che lo faccia cadere”. Oggi quella forza sociale non è presente nelle società del capitalismo metropolitano, gli Stati Uniti compresi.

    “Gli Usa, il Regno Unito, la Germania, la Francia ed il Giappone dirimevano nel terreno militare la loro lotta per l’egemonia imperiale.
    “Oggi, l’egemonia e la dominazione si trovano chiaramente nelle mani degli Usa. Sono l’unico garante del sistema capitalista su scala mondiale. Se gli Usa cadessero si produrrebbe un effetto dominò che provocherebbe il crollo di quasi tutti i capitalismi metropolitani, senza menzionare le conseguenze nella periferia del sistema. Nel caso in cui Washington fosse minacciata da un moto popolare tutti accorrerebbero in aiuto, perché è il sostegno ultimo del sistema e l’unico che in caso di necessità può aiutare gli altri.
    “Gli USA sono un attore insostituibile ed il centro indiscusso del sistema imperialista mondiale: solo loro dispongono di oltre 700 missioni e basi militari in circa 120 paesi, costituendo la riserva finale del sistema. Se le altre opzioni falliscono, la forza apparirà in tutto il suo splendore. Solo gli USA possono dispiegare le loro truppe ed il loro arsenale militare per mantenere l’ordine su scala planetaria. Sono, come direbbe Samuel Huntington, “lo sceriffo solitario”.
    “Questo puntellamento del centro imperialista si basa sull’incommensurabile collaborazione degli altri soci imperiali, o dei suoi concorrenti in campo economico, comprendendo la maggioranza dei paesi del Terzo Mondo che accumulano le loro riserve in dollari statunitensi. Né la Cina, il Giappone, la Corea o la Russia, per indicare i maggiori possessori di dollari del pianeta, possono liquidare il loro stock di quella moneta perché sarebbe una mossa suicida. E’ chiaro che è una considerazione che deve essere presa con molta cautela.

    “La condotta dei mercati e dei risparmiatori di tutto il mondo rafforza la posizione nordamericana: la crisi si approfondisce, le manovre dimostrano d’essere insufficienti, il Dow Jones di Wall Street scende sotto la barriera psicologica dei 7.000 punti – meno del record del 1997! – e nonostante tutto la gente cerca rifugio nel dollaro e scendono le quotazioni dall’euro e dell’oro!
    “Zbigniev Brzezinski ha dichiarato: sono preoccupato perché avremo milioni e milioni di disoccupati, molta gente starà veramente male. E questa situazione continuerà per un po’, prima che eventualmente le cose migliorino.
    “Siamo in presenza di una crisi che è molto più di una crisi economica o finanziaria.
    Si tratta di una crisi integrale di un modello di civiltà che è insostenibile economicamente, politicamente, che deve ricorrere sempre di più alla violenza contro i popoli; insostenibile anche ecologicamente, vista la distruzione, in alcuni casi irreversibile, dell’ecosistema; insostenibile socialmente, perché degrada la condizione umana fino a limiti inimmaginabili e distrugge la trama stessa della vita sociale.
    “La risposta a questa crisi, pertanto, non può essere solo economica o finanziaria. Le classi dominanti faranno esattamente questo: utilizzare un vasto arsenale di risorse pubbliche per socializzare le perdite e riassestare i grandi oligopoli. Rinchiusi nella difesa dei loro interessi più immediati non hanno nemmeno la visione per concepire una strategia più integrale.

    “La crisi non ha toccato fondo”, dice. “Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale. Nessuna altra è stata così grande. Quella tra 1873 ed il 1896 durò 23 anni e si chiamò Grande Depressione. L’altra molto grave è stata quella del 1929. E’ durata altrettanto, non meno di 20 anni. L’attuale crisi è integrale, di civiltà, multidimensionale”.
    Immediatamente aggiunge: “È una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario e bancario, colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti”.
    Se qualcuno prende questa sintesi e la se la mette in tasca, la legge ogni tanto o l’impara a memoria come una piccola Bibbia, sarà più informato, su ciò che succede nel mondo, del 99% della popolazione, dove il cittadino vive assediato da centinaia d’annunci pubblicitari e saturato da migliaia d’ore di notizie, romanzi e film con storie vere o false.

    Fidel Castro

    8 Marzo 2009

    11 e 16 a.m

  • albertgast

    Tralasciando la battuta infelice di Berlusconi, che sono più che convinta non avesse capito nulla, e il riferimento a Travaglio (ma quando finirà ‘sta solfa???), tutto il resto è condivisibile.
    Purtroppo, aggiungerei.

  • mikaela

    “Per chi è giovane e sincero: andate via da qui, andate dove ancora le persone sanno agire, dove ancora le idee vincono ogni tanto. Negli Stati Uniti se possibile, fidatevi. Ma anche altrove. Non qui.”——Hassan questa frase va interpretata e solo un italiano che ha vissuto in America del nord (USA) puo’ capirla.Sono il popolo piu’ consumista del mondo e tutte le lobbies si danno da fare per mantenerlo tale a discapito del resto della terra,crisi o non crisi. Un esempio lampante di quello che dice Barnard lo trovi in “Un diritto da 20 miseri centimetri”Io sono stata residnte li “on and off “per piu’ di venti anni e ho capito benissimo quella frase e la condivido in pieno.Non sto qui ad elencarne i motivi ma per un giovane che veramente s’impegna li ci sono piu’ possibbilita’.Leggi il Link dell’intervista di Barnard a Chomsky fatta nel 2000 e capirai perche’.

    “………….Saranno passati sette minuti, quando Chomsky riapre l’uscio dello studio e con fare cortese invita il ragazzino ad entrare. I due si accomodano e iniziano la conversazione, li vedo attraverso il riquadro in vetro. Ancora la mia mente si rifiuta di arrendersi all’ovvia realizzazione, e in un residuo sforzo di capricciosa incredulità mi spinge a chiedere al segretario “ma è quel giovane l’appuntamento importante?”. “Sì, è uno del primo anno, un ordinario colloquio col prof.”, giunge serafica la risposta del mio interlocutore. Riparto per l’Italia.
    Devo fare rewind e proprio spiegarvelo? No, sicuramente non serve. Cari studenti, questa scena affatto isolata nel panorama accademico statunitense appartiene a un ‘film’ che se mai verrà proiettato in Italia sarà forse fra un secolo, o probabilmente di più. Essa ci parla di un essere nell’università che dista da noi italiani come Marte dalla Terra, di una riforma vera, epocale, di un concentrato di democrazia, diritti, intelligenza, umiltà, pedagogia, libertà che nessuno qui da noi neppure si sogna di sognare. Noi, poveracci, siamo arditamente alle prese con la preistoria della riforma del sapere e dell’insegnare. Qualcuno, qui, se lo immagina un grande barone universitario italiano sbarazzarsi velocemente della CBS, di France 2 o della ZDF tedesca per onorare un colloquio con un ‘primino’ di neppure vent’anni?
    E allora. Chiedo a tutti e con vero pathos: perché abbiamo rinunciato a immaginare un ‘altro mondo—– http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=48

  • ilnatta

    esatto, e poi penso che se la prenda con grillo e travaglio solo perchè sono i “simboli” dell’informazione alternativa, e quelli quindi che nel campo dell’attivismo politico controcorrente possono incanalare quelle energie che altrimenti non ci sarebbero se stessimo ad aspettare il resto del popolo bue.

  • CarloBertani

    Mi spiace – Barnard – che tu l’abbia presa “sull’orgoglio”, non era mia intenzione. Il problema è diverso. Ma chi credi, ancora, che si “fili” un Presidente USA – solo perché del Partito Democratico! – come un salvatore del Pianeta? Vogliamo ricordare Kennedy e la Baia dei Porci? Chi iniziò la guerra in Vietnam? Chi bombardò la Serbia? Ma andiamo…Mi dispiace anche notare che s’è innescata la solita solfa – uno dei miasmi della TV – fra chi è pro e contro Travaglio, pro e contro Barnard, pro e contro…credevo di scrivere e commentare in un sito dove si cercava di giungere ad una sintesi dei problemi. Insieme. Non in un reality di Funari.

  • tamolentegole

    Ognuno e’ libero di accanirsi su chi vuole,a me personalmente Travaglio sta sulle palle, sempre seduto sul suo sofa a regalarci invettive contro Berlusconi.Quindi invece di giudicare e criticare l argomento soffermandosi su il sopracitato cerchiamo di cogliere il resto del tema.
    Insomma quanta pubblicita’ a Travaglio.Io da quando sono entrati casaleggio e co non mi fido piu’ di questi.Inoltre ultimamente il blog di Grillo sembra piu’ una vetrina commerciale e questo non riesco a mandarlo giu’.

  • Alby-LatoB

    Nulla da obiettare. Ottimo articolo

  • lino-rossi

    è singolare questa idea che il progresso debba passare necessariamente attraverso l’aborto.

    mah!! ormai non mi stupisco più, ma non mi pare normale questa mania.

  • lekumberri

    “…Per chi ha anche solo la più vaga idea di cosa sia stato l’impero americano nel mondo – dai seicentomila trucidati delle Filippine a cavallo del XIX e XX secolo, ai due milioni in Indonesia negli anni ’60; dal Piano Condor del 1975 con le sue camere di tortura neonaziste in America Latina,…”

    Il VietNam e’ solo una marca di marmellata, come i suoi milioni di morti ammazzati, decine di migliaia anche nei 34 anni dalla fine della grazie al profumo DIOSSINA e ai ciocolattini CLUSTER BOMBS.

  • cris79

    non capisco di cosa dobbiamo stupirci….cosa credevate? che una volta eletto presidente, andasse in diretta televisiva, in mondo visione e dicesse:” Vi abbiamo preso per il culo per cinquantanni e il capitalismo serve solo a fare arricchire il 8-10 % del nostro paese,mentre il resto sono solo schiavi consumatori senza diritti!!”
    fà molto disneyland a credere alle favole!
    Non esistono i benefattori!! chi comanda e ha potere, insegue la ricchezza!
    è impensabile pensare che chi ha interessi economici, rinunci al guadagno per puro spirito di aiutare le persone in difficoltà.
    Il mondo funzione così da secoli 😉
    chi stà più in alto pensa per sè….le conquiste sociali si guadagno solo partendo dal basso.,il resto è fuffa…è la storia dell’uomo che si ripete da secoli.

  • BarnardP

    Ma guarda che non sono io che ho scritto ‘l’avevo detto prima io’. In ogni caso condivido che si finisce sempre alla solita contrapposizione da gang pro o contro, invece di capire cosa sta dietro a coloro che io critico. Soprattutto invece di capire che quei falsari fanno male a tutti, non a me personalmente. Credo di aver spiegato questa cosa più volte di quante l’ho pensata, ma inutilmente. E comunque Funari non era tutto da buttare. Ciao B.

  • yiliek

    Noto che gli articoli di Barnard sono sempre i più commentati……è gettonatissimo!!!!!!!

  • yiliek

    e comunque che belle facce da bacchettoni nella foto dell’articolo non si possono guardare mamma mia!!!! :-))

  • ranxerox

    Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d’obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni. De Andrè settantatre

  • mazzi

    Non per fare il polmico, Barnard, ma come te ci sono state altre due o trecento persone che fin dall’inizio hanno guardato Obama con occhio scettico; dovessero tutte mettersi a postare il loro: “avete visto? NOI l’avevamo detto”, non ci sarebbe spazio sufficiente in rete per accomodarli tutti.——————————– Poi, scusa, il cercare di vedere significati profondi e lungimiranti nell’ennesima cazzata sparata a casaccio dal nano mi suona tirata per i capelli, ma tanto (te la potevi evitare)————————-Infine, a differenza di altri, ti scuso ampiamente le bordate a Travaglio, la cui virtu’ principale sembra quella di finire sulle palle a tutti – non tanto per quello che scrive quanto per la faccia da schiaffi che si ritrova.

  • harth88

    L’articolo è solo in parte condivisibile a mio parere. In campagna elettorale Obama ha sempre detto esplicitamente che la sua intenzione sarebbe stata quella di ritirare progressivamente le truppe dall’iraq per concentrarsi in afghanistan. Al di là di come la si può pensare, non ha ingannato nessuno. Anzi se non avesse prima o poi attuato questa escalation che aveva preannunciato, avrebbe infranto le sue promesse elettorali. Di queste cose è al corrente anche il lettore del Giornale e la Repubblica per dirne due sopracitati. Non capisco questa grande delusione che dovrebbe provare. L’altra cosa crtiticabile è l’uscita sull’aborto.. Barnard si “dimentica” di dire che l’esclusione delle interruzioni di gravidanza dalla copertura sanitaria “pubblica” è stata aggiunta mentre il provvedimento era in una delle due camere per riuscire ad ottenere i numeri necessari. Cioè è stato raggiunto un compromesso con l’ala centrista dei democratici e dei repubblicani. Non è stata certo voluta dal presidente, il quale all’inizio del mandato ha sbloccato i fondi pubblici per le cliniche che praticano l’aborto interrotti da Bush. Questa mezza verità piazzata lì da Barnard non fa che renderlo sempre più simile al Travaglio che tanto critica. Riguardo alla retorica reaganiana sono totalmente d’accordo con in professore citato nell’articolo. Sembra che un presidente degli SU non possa proprio fare a meno delle solite formule. Ma io mi chiedo: quando gli americani ascoltano questi discorsi (nel privato dei loro salotti), hanno stessa reazione che ho io quando sento i discorsi di La Russa?

  • Nellibus1985

    Difficile contraddire le tesi di Barnard. Purtroppo ciò che afferma è vero.

  • ventosa

    Quoto, compreso il commento su Funari. Ha fatto da rompighiaccio, soprattutto dagli inizi degli anni novanta, quando con intelligenza ed ironia, ha iniziato a spiegare le regole del gioco alla massa e, dando visibilità a molti delinq…, scusate, politici dell’epoca, li ha resi mediaticamente arrivabili, tangibili, non più divinità inattaccabili.
    Probabilmente fu sottovalutata la portata del messaggio che arrivava alla gente, altrimenti l’avrebbero bloccato prima.

  • mikaela

    Obama ha avuto i voti di tutti i diseredati, di tutte le comunita’ latino-americane di quasi tutti gli afro-americani.Nella sua campagna elettorale ha fatto credere a tutti che sarebbe stato il presidente anche dei piu’ deboli che si sarebbe battuto per i loro diritti ed invece i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ solo uno dei tanti che ha giocato sulla sua immagine per accaparrarsi piu’ voti, infatti ha vinto contro la Clinton giocando la sua carta d’afroamericano e loro ci sono cascati.

  • lucamartinelli

    vi racconto un piccolo fatto accaduto molti anni fa negli USA. si era in prossimita’ delle elezioni presidenziali e un giornalista chiese ad un vecchio capo pellerossa se avesse preferito un presidente repubblicano o democratico. Rispose il vecchio indiano:” non ho mai visto un presidente degli Stati Uniti amico del popolo pellerossa.” saluti a tutti

  • vic

    Obama: Scrivi.
    Peppino (intinge la penna): Sono pronto.
    Obama: Titolo: Discorso all’Accademia Militare di West Point. Punto, sottolinea.
    Peppino: Punto o due punti? Point o punto?
    Obama (paziente): West Point. Punto, sottolinea.
    Peppino (ripete): .. Accademia di West Point Punto. (sottolinea)
    Obama: Ho un po’ fretta, scrivi la solita introduzione che si fa’ ai militari. Devo lavargli il cervello, come faccio senno’ a convinverli ad andare in Afghanistan?
    Peppino: Capo, avrei una bella frase da infilare nell’introduzione.
    Obama: Lo sai che sono fiero delle tue frasi, dimmela, su’.
    Peppino (impettito, si alza, sale sulla sedia e pronuncia): Noi non cerchiamo di occupare altre nazioni, non pretendiamo le risorse di altre nazioni, e non colpiamo altri popoli (ridiscende dalla sedia, si siede, riaffferra la penna, la reintinge)
    Obama: Bravo, infilala verso la fine dell’introduzione. Vedrai gli applausi che raccogliero’!
    Peppino: Capo si ricordi di fare il fringuello, come sempre.
    Obama: Fringuello?
    Peppino: Si’, quando pronuncia il discorso non guardi mai davanti ma solo di lato, alternativamente a destra e a sinistra: destr-sinistr-destr-sinistr.
    Obama (sorride, gli da’ una pacca): Stai tranquillo Peppino.
    Peppino: Il resto del discorso lo copio da Einsehower o da Jefferson?
    Obama: Prendine uno vicino, Eisenhower va bene. Ma non mettere quella frasaccia sul complesso militare-industriale. Non sono industriali a West Point.
    Peppino (scrive): .. non sono industriali a West Point Punto.
    Obama: Ripasso fra un po’ per la bella copia. Usa un inchiostro scurissimo e scrivi elegantemente, come da tuo solito.
    Peppino (si alza, accenno d’ inchino): Ci conti capo.

    1 .. 2 .. 3 .. tutto il mondo sta contando

  • EasyGoing

    avevi ragione allora ed hai ragione ora

  • EasyGoing

    coerenza e professionalità vengono premiate in questo piccolo spazio

  • BarnardP

    Il Vietnam era scontato. Scusa, ma mi pare ovvio. B.

  • anonimomatremendo

    Che ingenuitá,
    chiedere al Poetre
    di riformare il Potere

    Giordano Bruno,1600

  • BarnardP

    Per Harth88. Mi spiace, hai le informazioni sbagliate. Parto dalla questione aborto. La mossa di inserire la clausola del democratico del Michigan Bart Stupak (anti aborto) nel disegno di legge sulla sanità ‘pubblica’ di Obama è tecnicamente avvenuta nella Camera dei Rappresentanti con 64 voti democratici a favore e tutti i repubblicani. Ma Obama ha pubblicamente esaltato la nuova versione della legge con queste parole: “E’ stato un voto coraggioso, storico, e sono grato al Congesso per averci portato fin qui”. Obama non ha mosso un dito per ottenere dal suo partito un voto contro la clausola Stupak. Inoltre non è affatto vero che Obama abbia sbloccato i fonti federali per l’aborto. I fondi pubblici per le cliniche abortiste americane sono bloccati dal 1976 dal Hyde Amendment, e rimangono bloccati. Infatti Obama ha dichiarato al NYTimes “Non cambieremo un principio che esiste da lungo tempo, e cioè che i dollari federali non vengono usati per finanziare aborti”. (9/11/09) Tu ti confondi con lo sblocco dei fondi di USAID alle cliniche ESTERE (Terzo Mondo) che prevedono l’aborto, che Obama ha ordinato nel gennaio 2009 cancellando la legge Bush che li proibiva. Ma nulla a che vedere con l’aborto in USA.

    Il tuo commento sulla escalation di Obama in Afgh non ha senso, io non ne parlo nel mio articolo. Parlo della fotocopia della retorica reaganiana imperialista di cui Obama si è impossessato e che è un vero tradimento del cardine su cui ha fondato tutta la sua campagna elettorale, e il suo notorio discorso al mondo musulmano del Caio in giugno.

    Infine una nota. Prima di accusarmi di mezze verità, cerca di capire che se scrivo qualcosa lo controllo MOLTO bene, è il mio mestiere. Se no si fanno figuracce… Ciao, B.

  • anonimomatremendo

    Barnard sta dicendo che Obama é come l´ ovetto kinder:nero fuori e bianco dentro,piú latte e meno cacao.sorpresa!Vi siete beccati il pacco!

    Insomma ci sta dicendo che Obama in sostanza non é come appare:un negro.qualcuno potrebbe dire che non esistono le razze,esistono solo esseri umani e che al colore superficiale e accidentale della pelle non corrisponde nulla di interiore,che non esiste un “interioritá”di un qualche colore,e che pensare cosí sia da razzisti.

    qualcun altro potrebbe rispondergli che le razze esistono ,pur non esistendone una che sia meglio dell altra e che é solo un modo per farsi capire visto che la gente comune ragiona per luoghi comuni…

    e quall altro allora potrebbe dire che non ha senso farne una questione di colore ma di ruoli istituzionali sovra e a-personali e funzioni da svolgere e che gli individui sono marionette di queste e non viceversa.

    poi arriverebbe l altro a spiegare che no, che invece tutti si aspettavano che il negro,pardon l uomo di colore,fosse coerente con la razza che rappresenta,pardon ,con il popolo degli uomini di colore ,e noi invece no,abbiamo studiato e sappiamo che il colore non centra nulla,conta il ruolo e la funzione che uno svolge(anche se sotto sotto abbiamo sperato il contrario e ci sentiamo un po traditi).peró dobbiamo esprimerci in questo modo…colorato altrrimenti la povera gente non puó capire ecc ecc

    Parafrasando una vecchia barzelletta:non siamo noi razzisti,é Obama che é un(finto)negro.

  • eumeo

    C’è poco da aggiungere. Barnard profetico (sia chiaro: senza nessuna ironia), come sempre. Tutto questo è drammaticamente vero, ma nascosto.

  • federasta

    ti quoto pienamente!… secondo te, cambierà mai qualcosa in questa italia (“i” minuscola di propositi!)? personalmente ho sempre meno fiducia che avvenga un risveglio totale

  • silviu

    Signor Rossi, scontato Lei non abbia l’utero è evidente che non si sia mai trovato nella necessità di “accompagnare” la sua donna in un aborto: Lei è un maschio davvero fortunato.

  • Gabbiano

    non c’è niente di profetico, solo una profonda ricerca e una buona analisi dei documenti fatta nei suoi precedenti articoli.
    Bravo come sempre.

  • Gabbiano

    hai detto benissimo stiamo cadendo dalla padella alla brace

  • Gabbiano

    ma che rimuginare nel passato ,allora non hai capito proprio niente.
    Travaglio serve solo a distrarre la gente dai veri problemi e grillo uno al servizio della casaleggio che sta solo illudendo la gente stanca, ma alla fine nessuno riuscirà a salvare i posti di lavoro.

  • Gabbiano

    se tutto il resto è condivisibile augurati che questa solfa non finirà
    mai perchè è solo cosi che riusciremo a sapere veramente come stanno le cose.

  • Aldebaran

    Eh, ma oggi in effetti su Internet (ma direi un pò su tutti i mezzi di comunicazione) trionfa questa informazione alla Barnard o alla Travaglio, che in realtà sono molto più simili di quello che sembrano.
    Purtroppo insisto sul fatto che questo mezzo di informazione che è Internet sta deformando in maniera spaventosa l’informazione, ma soprattutto lo sta facendo la società dell’immagine e della visibilità, nella quale siamo sempre più invischiati tutti, Barnard compreso, anche se con modi e finalità apparentemente diverse…
    Barnard in realtà a mio giudizio replica tutti i difetti delle altre fonti di informazione che critica, sia quelle cosiddette di “regime” o “mainstream”, come dicono quelli che parlano bene, sia le cosiddette fonti di informazione alternative (Travaglio, Gomez, Chiarelettere, Grillo, i giornalisti blogger più o meno improvvisati, etc.). Basta dare un’occhiata su Youtube per capire che razza di panorama dell’informazione abbiamo davanti, ma questo temo che pochi tra quelli che navigano sul web interessandosi di queste cose l’hanno veramente capito…

  • Niko

    Condivido appieno l’articolo..conosco e leggo poco Barnard sinceramente,ma credo che nella sua risposta a quanti lo accusano di essere sempre ANTI-TRAVAGLIO c’è un ragionamento molto sensato:se quel Marco fosse stato il “salvatore” tanto acclamato dalle folle di AnnoZero e della rete,avrebbe meglio sfruttato quell’immenso mondo propagandistico cui ora appartiene (Tale Rai2 e il medesimo programma sopracitato).Uno che si espone come paladino della controinformazione,che si trova puntualmente da 2 anni (mi sembra) 1 volta a settimana in TV,all’interno di uno dei programmi più seguiti d’Italia,avrebbe dovuto affrontare temi molto più concreti,difficili e pericolosi che invece pare non gli sorvolino neanche per la testa.Ok,Berlusca è una delle rotture di scatole più pesanti che abbiamo mai avuto in Italia,ma di sto passo,se non ce l’ha toglie lui la democrazia,ce la toglierà l’Europa…(tanto per citare uno degli argomenti mai trattati)..direi che Travaglio è un ottimo trampolino di lancio (come ben lessi su di un commento trovato in un post di questo sito) per entrare nel mondo dell’informazione alternativa,ma poi ci si deve continuare a guardare intorno per aprire bene le proprie vedute e non lasciarsi ingannare dalle apparenze…tornando all’articolo:Obama,che grande fregatura!!!!…sinceramente,ero tra uno di quegli ingenui che assisteva al ballottaggio McCain-Obama con fermento,augurandomi sempre che vincesse quest’ultimo,visto che sembrava il meno-peggio..adesso invece mi rendo conto che,aver avuto McCain al posto di Obama sarebbe stato meglio,se non altro perchè almeno ci aveva risparmiato la facciata del “salvatore”….chissà se per “Papa nero” non si potrà intedere un “presidente nero”..no perchè in quel caso,la fine del mondo è vicina… (e si vede)

  • Erwin

    Chi si aspettava ,dal negro Obama Hussein, un cambio di marcia nella politica yankee, non aveva tenuto alcun conto delle premesse ,anche da me segnalate in data 08-08-2009, fissate nel discorso di Obama in Egitto,e nella successiva visita al lager di Buchenwald ,con FALSARIO wiesel elie,ebreo, e la comunista Merkel…(Uno yankee+un ebreo+una comunista)………….Il solo fatto che Obama abbia mentito confermando il preteso olocausto, tramite camere a gas, nel lager di Buchenwald è la conferma che il matrimonio USAELIANO durerà a lungo,anzi sia indissolubile.Ne va dello sputtanamento reciproco .Quindi continuerà a mentire su TUTTO.

  • mazzi

    Comunista Merkel? Si, insomma, come dire che il papa e’ maomettano.

  • LucaV

    Infatti tu ed il progresso fate a cazzotti. Spero inventino una gravidanza anale per te…e poi prova a non abortire.