Filosofi da salotto

Massimo Cacciari ed altri: il ruolo degli intellettuali nella 'Società Pandemica'.

Filosofi da salotto
Antigone

di Ivana Suerra, ComeDonChisciotte.org

Al mio lettore chiedo perdono poiché sono vittima del mio stesso sfogo, il quale non mi consente più di mantenermi lucida.

La lucidità mi permetterebbe di non perdere del tempo sulla questione che sto per affrontare, così irrilevante, così indegna di essere trattata in tempi tanto oscuri.

Tuttavia, dopo l’ennesimo ‘Decreto Pandemico’, che si spinge in ultimo ad intaccare anche il diritto inviolabile della difesa, la mia mente inveisce, in particolare, contro un’immagine ben precisa: quella dell’intellettuale da salotto filosofico.

Prevenendo i facili commenti, premetto che nessuno si aspettava di vedere sorgere tre le file della Resistenza moderna la figura integerrima di un Antonio Gramsci; ciò nonostante, l’instabilità del politosofo (politico-filosofo) all’italiana è in grado, da sola, di farmi agognare l’esilio.

Cito i virgolettati (non smentiti) che mi sono pesantemente indigesti, sottolineando che il concetto lo trovo tanto irritante quanto intollerabile:

I filosofi obbediscono alle leggi, anche quando le ritengono totalmente folli”; “Queste sono le leggi e finché non si ha la forza di cambiarle bisogna rispettarle”“Oppure te ne vai”. (1)

Si potrebbero citare, opportunamente, sia Henry David Thoreau, sia Ernst Jünger, ma servirebbe a poco.

La critica verso un filosofo che rende simili affermazioni – e bisognerebbe interrogarsi sul perché lo fa – è meno proficua del gettare sale su Cartagine che brucia.

Al netto della sterile critica, però, vorrei concentrarmi sul tema di fondo, che mette inevitabilmente in discussione il ruolo dell’intellettuale nella ‘Società Pandemica’.

Tra il filosofo che invoca il reato del “non offrire il braccio alla patria” (2) ed il giurista che vede nelle manifestazioni di piazza “la prepotenza di chi vuole fare ciò che vuole” (3), passando per lo storico che si lascia tranquillamente fustigare per aver firmato un appello contro l’uso del green pass in Università (4), c’è da chiedersi se non sia meglio che costoro si dedichino ad altro.

Disgraziati quei tempi in cui l’intellettuale professa con convinzione il sapere dettato dall’Autorità!

Divago, malinconica, nelle mie turbe mentali e sfodero d’istinto una poesia di Bertolt Brecht… (5)

Esci dalla penombra e cammina davanti a noi un poco, gentile, con il passo leggero della donna risoluta a tutto, terribile per i terribili.

Ricordo bene chi è quella donna risoluta a tutto. La tragedia di Antigone si studia al primo anno di Giurisprudenza. Il significato dell’opera veniva insegnato ai corsi di filosofia del diritto, in quelle stesse Aule dove, ora, gli studenti accedono mostrando un green pass.

Gli intellettuali come Brecht non invitavano a conformarsi a leggi “folli” e anzi celebravano il mito della giovane donna che, per dare degna sepoltura al fratello defunto, aveva il coraggio di disobbedire alle leggi di Creonte, tiranno di Tebe.

Distolta a forza, io so come temevi la morte, ma ancora più ti faceva orrore la vita indegna.

A ben vedere, gli intellettuali come Brecht esaltavano, attingendo dall’Antigone, il valore della Giustizia, al di là di qualsiasi Legge. Su questi temi, filosofi e giuristi si sono spesi per secoli, analizzandone bene le implicazioni ideologiche.

Sugli stessi concetti gli intellettuali di oggi sorvolano con una superficialità sconcertante: professano incessantemente il mito DEM della responsabilità, esortano al conformismo acritico, tendono sempre e comunque alla moderatezza, predicano, in fin dei conti, il servilismo volontario.

Nella tragedia di Sofocle questo atteggiamento è attribuito ad Ismene, l’arrendevole sorella di Antigone le cui pavide gesta sono del tutto vane.

Dunque, se gli intellettuali di oggi sono stati privati del coraggio di idee incomode, ben poca utilità ricaveremo dalle loro parole e il loro ruolo si ridurrà, come è giusto che sia, al chiacchiericcio da salotto, preferibilmente televisivo.

Al posto loro, proveremo stima per altri membri della Società, riporremo fiducia nelle persone semplici, daremo ascolto a coloro che questa battaglia la combattono realmente… Quelli che resistono senza scendere a compromessi, che respingono radicalmente la narrazione pandemica e che, magari, si rifiutano di procurarsi un green pass da guarigione (qualunque cosa significhi) anche a costo di rinunciare ad un lavoro, ad un salario ed a tutto ciò che li rende schiavi del loro vero nemico.

E non fosti indulgente in nulla verso i potenti, e non scendesti a patti con gli intriganti, e non dimenticasti mai l’ingiuria e sui loro misfatti non crebbe mai l’erba.

Alla mia Antigone, dovunque si nasconda.

Ivana Suerra, ComeDonChisciotte.org

NOTE:

(1) Dichiarazioni di Massimo Cacciari;

(2) Dichiarazioni di Umberto Galimberti;

(3) Dichiarazioni di Gustavo Zagrebelsky;

(4) https://www.ilgiorno.it/cronaca/barbero-obbligo-vaccinale-1.6782980;

(5) Bertolt Brecht, Antigone, Poesie e frammenti, 1948.

Commenti (55)

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    1. JA 18 gennaio 2022

      C'è infatti chi si chiedeva se è giusto lo stato sovvenzioni, con soldi pubblici, lauree "inutili" come storia, lettere, filosofia, ... lasciandole invece ai privati.

    1. JA 18 gennaio 2022

      Più che rimasta, la Conoscenza pratica, è sempre stata degli ingegneri. Ma anche qui, come nella scienza in generale e i virologi lo hanno dimostrato allo sfinimento, non bisogna cadere nell’equivoco della conoscenza esatta che per l’uomo non esiste.

    1. uparishutrachoal 18 gennaio 2022

      Veramente Socrate aveva disubbidito alla leggi..ed ha accettato la condanna..
      Cacciari avrebbe dovuto pagare la multa di 100 euro e non vaccinarsi se lo reputava folle..
      Ma il problema è possedere un maior che possa far cessare un minor, che poi sono le leggi umane di fronte a quelle Celesti comunque la si intendano..(ubi maior minor cessat)

    2. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Upa sei proprioproprio sicuro di poter disinvoltamente indossare le mutande di Cacciari?

    3. uparishutrachoal 18 gennaio 2022

      Bè..siamo qui apposta...nel luogo delle possibilità gratuite.

    1. R66 18 gennaio 2022

      Articolo che ho apprezzato e su cui mi piacerebbe fare qualche ragionamento tentando il passaggio dal filosofico al pratico.
      Dimentichiamo qualsiasi posizione romantica e concentriamoci sull'effetto tangibile della disubbidienza.
      Esiste davvero qualcosa di più incisivo del "no"?
      Ripropongo la domanda in una diversa forma: ai fini del rifiuto, un "si" misto a qualsiasi altra cosa potrebbe diventare incisivo più del "no" stesso?

    2. ducadiGrumello 18 gennaio 2022

      ciao R, nel complesso direi che il no senza compromessi sia ancora la posizione migliore. Unico aspetto positivo di chi cerca di ammalarsi per avere il pass è che, per molti perlomeno, la narrativa ossessivamente incentrata sulla paura è ovviamente naufragata

    1. JA 18 gennaio 2022

      La filosofia oggi è la strada più facile per la laurea ed un titolo accademico da far valere per far carriera o vincere i concorsi.
      Se poi eri un sinistro caciaroso te la tiravano dietro in base al libretto delle sinistre occupazioni fatte in aula “magna”.

    2. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Guarda che la laurea in filosofia è una tra le più difficili, per lo meno è la più difficile in campo umanistico.
      Poi con quella laurea praticamente non ci fai un c@zzo. Non ti apre nessuna carriera, se non quella di insegnante in un liceo di quart'ordine.
      Il fatto che venissero regalate non è vero. Ai tempi del "6 politico" vi erano almeno in cattedra molti professori di enorme valore, in tutti i campi. E gli studenti venivano preparati abbastanza bene. La decadenza dell'università forse potremmo anche dire che parte da allora ma non si è più arrestata. Lo stato attuale dell'insegnamento nelle università italiane è pessimo. Ora esce gente che non sa nemmeno parlare italiano, e che non conosce nulla di quello che ha studiato. Ed in cattedra vi sono personaggi di infimo valore.
      Vale per tutti i campi e salvo eccezioni.

    3. Primadellesabbie 18 gennaio 2022

      E delle lauree "marcia su Roma", che hanno inaugurato il trend, nessuno si ricorda?

      Eppure parte di quei "laureati" hanno occupato il loro posto anche nella magistratura, tanto per dire.

    4. Bertozzi 18 gennaio 2022

      Mmm la più difficile in campo umanistico non direi proprio, non so se è cambiato ma ai miei tempi per la laurea in lettere il solo esame di letteratura italiana constava di Tutta la letteratura italiana tutta la divina commedia più il corso monografico e non mi sembra proprio uno scherzetto, e oltre a questo l'altro scoglio era latino, scritto letto e tradotto, non mi pare che la laurea i filosofia abbia esami così tosti, di sicuro non 'pratici '; all'epoca mi ero informato.
      E per conoscenza personale gli iscritti a filosofia sono i più inutili esseri con cui sono venuto a contatto, molto peggio di quelli di lettere o lingue, e da quel che mi ricordo che non facevano nemmeno troppa fatica a laurearsi... la mia esperienza è più simile a quella descritta da Ja ma magari son stato sfortunato.

    5. JA 18 gennaio 2022

      Le lauree letterarie: storia, filosofia, lingue, sociologia, scienze politiche,…; son sempre state considerate le lauree per donne dato appunto la loro facilità. E' come la scorciatoia di architettura (lì mi sa non c'era neanche il 6 ma giusto il politico) per essere un ingegnere e che fa tanto inc*** mio fratello che si è fatto il c*** per diventare vero ingegnere.
      Non sò dove ti sia informato del "6 politico". Forse non all’università di Milano o Trento ai tempi d’oro di Capanna & compagni. Lasciamo perdere in meridione.
      Per le carriere forse non sai la regola del certificato di maturità e/o universitario richiesto per i concorsi statali, parastatali, provinciali e paraprovinciali.
      Dopo di che non sò cosa c'entrino i professori di valore con i voti regalati altrimenti li "gambizzavano". Il resto fa parte della discesa iniziata allora ed accelerata dalle sinistre riforme successive.

    6. JA 18 gennaio 2022

      Penso nell'Accademia platonica non li avrebbero presi neanche a pulire i cessi.

    7. JA 18 gennaio 2022

      Mi sa ti ricordi solo te quand'eri in un'altra dimensione storica. :)

      PS La riforma del filosofo Gentile in parte deve essere ancora in vigore oggi prima venisse rielaborata dai sinistri per distruggere la scuola.

    8. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Frequentato la facoltà di filosofia e ci sono certi esami che fanno girare la testa.
      Ma era per comunque dire che non è vero che le lauree umanistiche siano così semplici.
      Voglio dire a me pare che psicologia ad esempio sia una passeggiata di salute.
      Che quelli di filosofia siano per lo più snob, questo è vero, ma non sono d'accordo sul fatto che sia una laurea inutile. E' comunque la storia del pensiero dell'uomo. O meglio lo può essere in quanto lo sono quasi tutte ormai, inutili ed insegnate male.
      E chiaramente una laurea non fa di te un filosofo.
      E quelli che criticano da ignoranti la filosofia si ricordassero che quello che pensano deriva da una filosofia. Non è certo frutta del loro misero cervello. Anche l'economia deriva da un pensiero filosofico. Anche la religione, e la politica, ed il sociale. Tanta tanta roba.

    9. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Già perché Le donne sono stupide e te sei tanto ma tanto intelligentone.
      Dovremmo avere un mondo di soli ingegneri, loro si che sanno capire il mondo.
      E mi sembra abbastanza normale che chi sia laureato abbia una facilitazione nei concorsi pubblici. In fin dei conti si è fatto il mazzo per 5 anni.
      Va beh ma che te rispondo a fa....

    10. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Non le conosco a che ti riferisci?
      C'entra qualcosa con la marcia su Roma del fascismo?

    11. JA 18 gennaio 2022

      Infatti. Si fa più bella figura a tacere che dare risposte del genere: hai confermato serva a far carriera che prima negavi.
      L'ingegneria era i sapere fondante dell'impero romano e non solo.
      Con "stupido-intelligente" non hai colto la differente natura valutata dalla storia e che nemmeno il tuo pio desiderio riesce a cambiare.
      La cosa più deprimente è però considerare l’altezza "filoso-fica" dei problemi odierni: pare si fermino solo al basso ventre. :(

    12. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Detto da un misero come te che sa ripetere solo e sempre le stesse cose ammorbando questo forum, pieno di odio profondo verso gli altri, pieno d'arroganza, incitatore della violenza da leone da tastiera e coniglio al di fuori ti assicuro che è un onore ogni tua critica.
      P.S. sei stato sconfitto dalla storia fattene una ragione. Quelli come te hanno fatto una brutta fine.
      P.P.S i romani avevano notevoli pensatori, e filosofi. Basti pensare che il diritto romano si usa tutt'ora e quella è pensiero puro. O Marco Aurelio.
      E comunque erano degli imperialisti.

    13. JA 18 gennaio 2022

      Pidocchio alfabetizzato, ringrazia ho promesso non avrei insultato o abbassato al tuo livello, se no ti rifarei nuovo te e la tua dotta ignoranza qui o fuori di qui.
      E con questo mi lavo le mani che mi son sporcato a risponderti. Va fa 'n salto dalla finestra... che imparerai a volare.

    14. Primadellesabbie 18 gennaio 2022

      La moda di presentarsi agli esami universitari pretendendo di superarli con il pretesto di non aver potuto studiare, perché impegnati in missioni storiche che non si potevano rimandare (nella Marcia su Roma, appunto, o nei suoi preparativi locali), ha avuto entusiastica adesione (esame superato e attestato di aderente alla Marcia, due piccioni con una fava).

      Ho conosciuto personalmente chi si è laureato a questo modo (anche un mio parente), e non mi dilungo nella descrizione della tenuta che mi è stata fatta (in alcuni casi il fodero non era vuoto) con cui si presentavano agli esami questi esemplari cittadini, studenti.

    15. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Magari si fermassero li.

    16. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Grazie non conoscevo questi fatti. Insomma certi vizi vengono da lontano.

    17. Primadellesabbie 18 gennaio 2022

      Mah, se segui la storia attraverso le testimonianze dirette che puoi avere avuto, e le esperienze personali, le cose che hai conosciuto di persona, difficili da raccontare ma anche da dimenticare, l'impressione è che questo popolo di furbastri sia il risultato di un lavoro svolto con maestria e perseveranza, a partire dal materiale ottocentesco, e la dittatura abbia svolto un ruolo di primissimo piano nel fissare, e perfino motivare, questo processo di perversione.

    1. Primadellesabbie 18 gennaio 2022

      Perché questa società dovrebbe produrre filosofi?

      Ha smesso persino di produrre politici, che sono modesti animali da cortile che si ingrassano razzolando nell'immondezzaio.

      Preoccupiamoci di restituire agli ultimi e agli sfigati la porzione di potere e di diritti che, qualsiasi uso ne facciano, spetta loro fin dalla notte dei tempi, ed è indispensabile a impedire il formarsi del potere unico.

      E preoccupiamoci di interdire ad ogni potere, affinché non divenga potere unico, la libertà di irrompere nella vita e nella "cultura" degli ultimi e degli sfigati attraverso strumenti come la TV e la pubblicità (fino a farli vergognare di esistere).

      Poi ne parliamo, di filosofia.

    2. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Nasce il pensiero debole muore la filosofia.Questi ,tuttalpiù,possono essere chiamati storiografi della filosofia,mai mai filosofi.

    1. sbregaverse 18 gennaio 2022

      La filosofia è come la nitroglicerina,materiale troppo pericoloso da far maneggiare ai filosofi e non solo a quelli da salotto.

    1. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      Sembra che essere un intellettuale sia una categoria superiore da cui ci si aspetti chissà cosa. Sono uomini come tutti gli altri, con tutti i loro difetti, le loro debolezze, le loro codardie.
      Forse dovrebbero essere un faro che illumina le masse con le loro conoscenze, ma spesso sono servi del potere da una parte e dall'altra. Anche in passato non è che se ne è visti molti di intellettuali che non fossero servi del potere.
      Anzi in questo periodo comunque ve ne sono stati diversi, con tutti i loro limiti, che hanno almeno detto qualcosa.
      E non si tratta di vaccino si o no. Considero Andrea Zhok uno dei più lucidi nell'analisi della situazione eppure è vaccinato.
      Fusaro che forse non lo è non mi convince molto. E' una specie di disco incantato che ripete sempre le stesse cose.

    2. Rnamessaggero 18 gennaio 2022

      Per me oggi gli intellettuali sono gli hacker anonimi, a livello logico non hanno rivali.

    1. Arthur 18 gennaio 2022

      Io non mi sono mai fidato di tutti questi filosofi, intellettuali, artisti (si fa per dire), quasi tutti "allineati" e "militanti" in una certa direzione.

      Mi hanno sempre suscitato un senso di riprovazione e di nausea.
      Ho spesso percepito, in loro, supponenza, superbia, maleducazione, ipocrisia, servilismo.
      Spesso anche mediocrità.

      Quello che la stragrande maggioranza di siffatte vili comparse ha detto e fatto in questi due anni è la prova che non mi sbagliavo, purtroppo.

    1. gianB 17 gennaio 2022

      Di Cacciari ho avuto solo occasione di sentire di sfuggita una sua uscita con la Gruber dove sbottava un "saranno affari miei ?!!" in risposta alla domanda se era stato vaccinato o meno.
      Be mi sembrerebbe il minimo porgli la "filosofica" questio: Ma ordunque! Si ha il diritto quindi al non apparire, quindi all'apparire, ma non invece all'essere?
      Tanto per sorriderci sopra.

    2. Bertozzi 17 gennaio 2022

      Si sarebbe anche potuto rispondere molto intellettualmente che 'l'esistenza precede l'essenza' come diceva Sartre, altro intellettuale da brodo.

    3. emilyever 17 gennaio 2022

      Questo all'inizio, poi raccontò di essersi vaccinato ecc, quello che avevo scritto sopra. Le migliori risposte alla domanda se uno si sia vaccinato le ho sentite da didier raoult che al giornalista rispose:- E lei? che mi dice della sua sifilide? ha avvertito le amichette?- e non ricordo più se fosse Mattei o un altro che chiese alla Merlino su la 7:- Che tipo di contraccettivo usa?-
      E poi Fusaro:- Sì, ho già fatto anche la 33 esima dose, quella che garantisce l'immortalità

    4. LuxIgnis 18 gennaio 2022

      E' stato Pino Cabras di Alternativa a chiedere alla Merlino.

    1. Bertozzi 17 gennaio 2022

      Per quanto mi riguarda vale legge del Contadino "non sei vaccinato?"
      "Bene, ti ascolto".
      Per cui Cacciari e gli altri imbonitori vaccinati NON si ascoltano, e quindi NON possono - per definizione - essere intellettuali.

    2. Rnamessaggero 18 gennaio 2022

      In effetti quando parla un vaccinato non possiamo mai essere certi che non stia parlando per via di un coagulo.

    1. Nestor Halak 17 gennaio 2022

      I filosofi obbediscono alle leggi, anche quando le ritengono totalmente folli”; “Queste sono le leggi e finché non si ha la forza di cambiarle bisogna rispettarle”“Oppure te ne vai”.

      Be, in effetti il "filosofo" che fa una dichiarazione come questa nella situazione in cui siamo, probabilmente si ritiene un nuovo Socrate che beve la cicuta, ma per quanto mi riguarda avrei un suggerimento piuttosto volgare su dove può andare.

    2. oriundo2006 18 gennaio 2022

      L' inciso che riporti è una ’rielaborazione autonoma' di Cacciari del grande dilemma tra Nomos e Fusis: un vero Maestro di Vita...scorgo in Lui l'anelito alla Libertà e la Verità, 'come sa chi per lei vita rifiuta'.
      Gli intellettuali in Italia sono stati spesso e volentieri intellettuali di regime, ovvero intellettuali 'politici', dell' una o dell' altra parte, meglio se dalla parte di chi ha un grosso bastone e paga bene e meglio ancora se dalla parte di ... entrambe le parti. Si massimizza il profitto narcisistico, il che è tutto per questi attori del copione 'colto', che un tempo si sarebbero detti 'sofisti' e non 'filosofi'. Per gli antivax si è antivax e per i provax si è provax, molto a malincuore ... ma è così. Col cuore lacerato da questo ed altri dilemmi, Cacciari ed altri si apprestano a redimerci dall' alto del pulpito televisivo per i secoli a venire.
      Ma come si fa ?

    3. ducadiGrumello 18 gennaio 2022

      l'ultima uscita buona di cacciari, peraltro apocrifa, risale agli anni 80, quando in tempo di socialismo trionfante fu avvicinato da uno dei caporioni del PSI veneto che per stuzzicarlo gli disse "allora, ho saputo che vuoi isciverti al nostro partito..." e cacciari "no grazie, sono ricco di famiglia"

    4. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Guarda che di Veri Filosofi ed Intellettuali ce ne sono.C'è vita nelle galassie lontane.

    1. A.P. 17 gennaio 2022

      definizione di intellettuale secondo l'enciclopedia treccani:

      Persona colta, che ha il gusto del bello e dell’arte o che si dedica attivamente alla produzione letteraria e artistica, ma anche individuo che svolge attività lavorativa di tipo culturale o nella quale prevalenti sono la riflessione e l’elaborazione autonoma. Al plurale, il termine indica un gruppo o élite formato da individui di diversa classe sociale, accomunati da una cultura o un’istruzione superiori (accademici, artisti, giuristi, scrittori, professionisti), i quali godono della pubblica stima e sono considerati depositari di valori culturali universali che trascendono gli interessi particolari e i pregiudizi partigiani.

      scusate la citazione ma era necessaria per avere il quadro completo della questione.
      ebbene, è da sottolineare "gruppo o elite formato da individui...etc etc etc....che godono della stima pubblica etc etc".
      dunque, sostanzialmente intellettuali organici, come intendeva costanzo preve e come lui stesso sosteneva organici intesi come sostanza organica escreta da dove non si può dire.
      inutile andare molto oltre nel commento, che le affermazioni di questi eminenti personaggi, indegni di legare le scarpe ai noti maestri del pensiero di un non remoto passato cronologico (gramsci, gentile,labriola e altri), ma lontanissimi e remotissimi dagli stessi per profondità di pensiero, non lasceranno traccia, mentre quelli di ieri avranno ancora e sempre qualcosa da dire.
      e meno male che la treccani li definisce "...prevalente la riflessione autonoma", ma per piacere, autonoma rispetto a chi e a che cosa? alle case editrici dei loro fogli imbrattati di inchiostro? alle interviste delle myrte merlino di turno o ai vesponi da salotto? credo sia più autonomo il pensiero di un portuale triestino annaffiato dai cerberi dell'Ade, piuttosto che una elucubrazione psudo-sapienziale barbuta o glabra.
      in tutto questo stagno di acqua ricca solo di sostanza organica, ma priva di sentimento vero, spicca un eccedenza, non un eccezione, una vera e propria eccedenza che sì è organicamente legata al circo culturale contemporaneo ma almeno ha dimostrato sostenere una posizione e l'ha onorevolmente mantenuta nonostante gli alti lai, addirittura invitato a fare ammenda di se stesso da una nota esponente filosofica e pedante professoressa universitaria.

    2. Bertozzi 17 gennaio 2022

      Intellettuale è colui che cambia lo stato delle cose usando il pensiero. Ecco spiegata la penuria di cosiddetti intellettuali.

      "... intellettuali d'oggi
      Idioti di domani
      Ridatemi il cervello
      Che basta alle mie mani"
      (Il bombarolo)

    3. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Giusto :NON c'è penuria di cazzoni .
      Confido nell'apprezzamento del gioco di parole:penuria-cazzoni.

    1. Eugiorso 17 gennaio 2022

      Il filosofo costanzo Preve vedeva molti dei suoi colleghi di oggi e tantissimi intellettuali come dei volontariamente "castrati", innocui in linea di massima per l'oscuro e degenerato potere vigente ...
      Non amo particolarmente Brecht, ma sicuramente gli intellettuali e filosofi di oggi sono molto peggio, come scrivevo prima dei volontariamente "castrati", i quali sanno, per non rischiare onori, diritti d'autore e (chissà?) la stessa ghirba, che anche quando ci si oppone non si deve superare una certa soglia ... Altrimenti la Voce del Padrone tuona minacciosa contro di loro.

      Cari saluti

    1. emilyever 17 gennaio 2022

      Non farei però d'ogni erba un fascio, così come si fa nell'articolo, anche se apprezzabile la dichiarazione iniziale di sfogo, e credimi, cara Ivana, sono molto arrabbiata anch'io, tanto che ieri sera, parlando con una mia giovane ex studentessa le dicevo che una volta imparato a leggere, a scrivere e a far di conto le scuole per me vanno chiuse, perchè per come hanno sospeso dallo stipendio e qualsiasi altro emolumento il personale che non si è piegato all'inoculazione, non hanno più niente da insegnare. Per non parlare del male alla salute fisica e psicologica che stanno facendo agli studenti.
      Premesso ciò, tu mi hai citato intellettuali come Galimberti e Zagrebescky che sin dalla prima ora si sono allineati al regime, e la ferocia di galimberti nel definire i novax malati mentali non la dimenticherò mai. La posizione di Cacciari è più sfumata: avrei al limite accettato che anche per la terza dose avesse fatto il discorso per le prime due: mi sono affidato al mio medico, mi ha detto che per la mia età e per la mia situazione sanitaria ci sono più benefici che rischi e ho deciso di vaccinarmi. Adesso dimostra invece di essere come la sorella di Antigone, e dire che proprio pochi mesi prima dello scoppio della pandemia assistetti a Milano a una sua bellissima conferenza sulla figura di Antigone.
      Però saprai anche tu che la prima grande voce dissidente che si levò nel 2020 su quodlibet fu Giorgio Agamben, che ancora continua ad analizzare e denunciare questo infame regime autoritario e a non vaccinarsi, senza se e senza ma. E, per restare nel campo della filosofia, pure Diego Fusaro ogni giorno fa la sua diretta quotidiana contro il golpe globale, e intanto fa anche pubblicità al suo libro. Sta organizzando un suo partito e si ritrovano in luoghi privati proprio perchè non può entrare in quelli pubblici. E ce ne sono altri che ho visionato su you tube sia italiani sia francesi, visto che conosco questa lingua e non l'inglese, mi sono indirizzata a quel mondo.
      Personalmente la grande delusione è venuta dal pensiero femminista e da quel che ne resta: ideologhe e femministe storiche come Ida Dominijanni e Lea Melandri, per esempio, si sono schierate da subito e apertamente per la narrazione ufficiale, senza alcun dubbio.

    2. Eugiorso 17 gennaio 2022

      Le ideologie femministe sono alla base, anch'esse, dell'avanzata ultraliberista, globalista e oppressiva che stiamo vivendo in posizione di "bestiame" o di "mangiatori inutili", da depopolare ... Vanno a braccetto con l'attuale e degeneratoa "ideologia woke", in cui di "sveglio" cìè ben poco e hanno contribuito - come gli lgbt di oggi - alla disgregazione della famiglia, vista come resistenza al grande capitale onnipotente.
      Agamben vaneggia di strani comunitarismi che si isolano dal contesto e Fusaro ha in mente la carriera (me lo diceva sempre Costanzo Preve, che lo definiva anche troppo ambizioso e presenzialista) e vuole vendere libri ...
      Ricordo solo questo.

      Cari saluti

    3. A.P. 17 gennaio 2022

      la precisazione di costanzo preve su fusaro conferma un idea che mi ero fatto già da tempo:
      infatti non ho mai letto un libro di fusaro.

    4. Rnamessaggero 18 gennaio 2022

      Alla faccia del ricordo, ti sembra di aver detto poco ? In pratica hai detto tutto con una manciata di parole, semplici fra l' altro.

    1. Fedeledellacroce 17 gennaio 2022

      Filosofo é colui che oggi riesce a ridere ed essere libero, grazie al suo pensare e suo fare di una vita. Non certo chi ha studiato tonnellate di libri. Quelli sono mestieranti, come gli intellettuali, rappresentanti di un titolo vuoto e non di peso per le questioni vere. Per questo stanno sempre a cinguettare in tivvú, come i canarini in gabbia.

    2. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Un marameo,con lingua di menelicche, li annienterà.

    1. ducadiGrumello 17 gennaio 2022

      il primo passo da fare è smettere di chiamarli intellettuali, che sono un'altra roba. Altrimenti valgano, per l'inclusione nel ristretto gruppo, anche le mie boiate: oggi per il terzo giorno di fila, mentre potavo, è passato a salutarmi un pettirosso, antico segno beneaugurale che mi ha messo di buon umore. Grasso da scoppiare nella sua livrea invernale, perfettamente attrezzato per superare la stagione, una prova inequivocabile - per me - che la natura ha una sua coerenza interna che non riusciamo a infrangere, per quante schifezze ci impegniamo a perpetrare.

    2. sbregaverse 17 gennaio 2022

      Uccello grasso da scoppiare, perfettamente attrezzato.....dire e non dire ....alludere forse.....tagliamo corto : alla natura nessun limite......meglio , la varietà, il plurale.. LE NATURE !

    3. ducadiGrumello 17 gennaio 2022

      sbrega, sei incorreggibile. Ma va bene così

    4. Bertozzi 17 gennaio 2022

      Anche da me vengono, complici le briciole di pane che gli lascio, pettirossi e pettigialli pure!

    5. sbregaverse 18 gennaio 2022

      Chiedo venia,ma il desinare ammannito è troppo succulento per astenermi dalla pacciada.

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