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FIAMMA NIRENSTEIN E LA CENSURA PLANETARIA


MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com

Questo è un post lungo, noioso e imperfetto, nel senso che ci sono molte cose ancora da capire e chiarire.

Un mese fa, il 22 aprile, è stata ufficialmente lanciata una campagna per bandire per legge e in tutto il mondo ogni critica all’unico stato mediorientale a possedere armi nucleari.

Il 22 aprile scorso, infatti, la Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni e Affari esteri e comunitari della Camera ha tenuto una breve audizione, presieduta dall’onorevole berlusconiana Fiamma Nirenstein, con alcuni  “esperti”. Mettiamo tra virgolette la qualifica, non per sottovalutare le loro competenze in altri campi, ma perché nessuno di loro era un addetto a questioni di diritto internazionale o di libertà di stampa.

E’ banale ricordare che lo scopo di una riunione di una commissione parlamentare non è quello di aprire una discussione accademica, ma di studiare nuovi divieti e nuovi motivi per mettere la gente in carcere.

La tecnica per imporre il controllo sulla rete è sempre quella, usata anche in ambiti assai diversi.

Si parte dall’inevitabile rumore di sottofondo che la libertà di pensiero comporta. In questo caso, si segnala un sito assolutamente demenziale, ma proprio per questo innocuo, in cui qualche individuo disturbato e razzista lancia insulti collettivi contro tutti gli ebrei, per dire che c’è nel mondo una “emergenza antisemitismo” addirittura paragonabile a quella appena prima dell’avvento di Hitler.

Poi, di slittamento semantico in slittamento semantico, si arriva al vero obiettivo: i siti che portano aiuti concreti ai palestinesi o che denunciano i crimini commessi dallo Stato d’Israele. Così, per escogitare qualcosa per mettere al bando il sito Infopal, che si dedica esclusivamente a riportare notizie su ciò che avviene in Palestina, uno degli auditi, Stefano Gatti, dice che in quel sito “non c’è un utilizzo di stereotipi anti-ebraici classici, ma attraverso la demonizzazione dello stato ebraico, si trasforma Israele in una sorta di ebreo delle nazioni“. [1]

Siti citati per nome o – più tardi, in un retorico programma su Rainews che ha fatto seguito all’incontro – per immagini.

Fiamma Nirenstein è però riuscita a superare ogni livello precedente di foga repressiva: dopo aver denunciato come “antisemiti” anche i siti che dicono che Israele attua politiche “naziste”, perché “banalizzerebbero l’Olocausto [2] , afferma testualmente che bisogna agire contro un negazionismo “terribile” quanto quello dell’Olocausto – il “negazionismo archeologico” che metterebbe in dubbio il “legame eterno” che unirebbe gli ebrei alla Terra Santa.

Detto in un’audizione parlamentare che mira a introdurre leggi repressive, significa mettere al bando tutta la nuova archeologia e storiografia, di origine quasi esclusivamente israeliana, che mette in dubbio i racconti biblici e la pura discendenza da Giacobbe degli attuali cittadini israeliani; nonché chi, come Shlomo Sand, afferma che il sionismo è un costrutto del tutto moderno, nato nel solco dei nazionalismi europei ottocenteschi.
 

“Smascherare il terrorista Obama e deportare i palestinesi”

Per dare un’idea dell’estremismo di Fiamma Nirenstein, la signora ha da poco lanciato un appello intitolato “CON ISRAELE, CON LA RAGIONE”, dove si attaccano violentemente due storici sostenitori di Israele, i francesi Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, rei di aver criticato alcune politiche del governo di estrema destra di Binyamin Netanyahu.[3]

Il principale audito dalla commissione era un certo Andre Oboler, arrivato per l’occasione dagli antipodi, che di mestiere fa il “chief executive officer di Zionism on the Web” e collabora con la commissione per le scuole della B’nai B’rith Anti-Defamation League. Una nota curiosa: Andre Oboler, pur essendo cittadino australiano, fu il delegato del Ministero degli Affari Esteri israeliani per il Regno Unito al Young Jewish Diplomatic Leadership Seminar [4]

Se digitate Oboler e JIDF su Google (4.240 risultati), troverete che Andre Oboler collabora in maniera molto intensa con un’organizzazione chiamata Jewish Internet Defense Force o JIDF. La JIDF, sul proprio sito, dice di fornire “cutting edge pro-Israel advocacy” e si occupa di monitorare con ogni mezzo  Wikipedia, Facebook e Youtube.

Alan D. Abbey, fondatore dell’importante agenzia israeliana Ynetnews  ha pubblicato, per conto dello Shalom Hartman institute (un’associazione parareligiosa e di destra, con sede a Gerusalemme)  un’ interessante intervista con un dirigente della JIDF.

Dall’intervista, apprendiamo che il nome JIDF ricalca volutamente quello delle “Forze israeliane di difesa” (IDF in inglese). Ma anche:

“Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine della JIDF?”

“Uno dei nostri obiettivi a breve termine è quello di smascherare Barack Obama [allora ancora candidato alla presidenza degli Stati Uniti] e impedirgli di vincere le elezioni presidenziali. A lungo termine, speriamo di smascherare e combattere l’antisemitismo e le tendenze filojihadiste in rete, tra cui – ma non solo – la vasta serie di questioni che ci sono su Facebook, Google/Youtube, Google- Earth eWikipedia.”

“Cosa volete fare per smascherare Barack Obama?”

“Vogliamo continuare a tenere sotto i riflettori le questioni che riguardano i suoi legami con il terrorismo e la sua chiesa razzista e antisemita che ha sostenuto Hamas e il Reverendo Louis Farrakhan.”

“Qual è la posizione della JIDF sulla “Questione palestinese”  riguardante le dispute su terre occupate?”

I palestinesi dovrebbero essere trasferiti fuori dai territori israeliani [“Palestinians should be transferred out of Israeli territories”]. Possono vivere in uno qualunque dei tanti altri stati arabi. Siamo contro ogni concessione di terre ai nostri nemici. Siamo contro il rilascio dei prigionieri terroristi dalle carceri israeliane. Siamo contrari ad armare e finanziare i nostri nemici e a negoziare con loro. Siamo per la morale, l’etica e il buon senso e crediamo che Israele dovrebbe agire davvero come una “luce per le nazioni” perché il mondo sia al sicuro e sentiamo che Israele è davvero in prima linea nella guerra che l’Islam ci ha dichiarato.

Gli altri personaggi presenti all’audizione erano figure decisamente di secondo piano, e hanno tutti parlato in maniera decisamente confusa e inconcludente.

A partire da Stefano Gatti, la cui organizzazione, il CDEC, ha appena ricevuto un finanziamento statale di 300 mila euro grazie all’interessamento di un deputato di destra, Alessandro Ruben.
 

L’Agente Betulla e la guerra ai motori di ricerca e all’archeologia

Eccitatissimo come sempre quando si tratta di reprimere qualcuno, uno degli auditi era Renato Farina, ormai forse più noto come Agente Betulla nel suo ruolo di collaboratore illegale dei Servizi Segreti. Un signore che persino secondo Il Giornale, scriveva su Israele ciò che gli dettava il signor Pio Pompa.

Poi c’era il segretario dei Seniores – gli ultrasessantacinquenni – di Forza Italia, Enrico Pianetta, presidente dell’Associazione Parlamentare di Amicizia Italia Israele (e dell’Associazione Amici del Lambro), firmatario a suo tempo della caligoliana proposta di ” target=”_blank”>nominare Oriana Fallaci senatore a vita  [5]

Gli intervenuti di sinistra – indistinguibili comunque da quelli di destra per tono – erano probabilmente presenti per cooptazione politica:

Francesco Tempestini, ex-socialista passato poi a lavorare con Piero Fassino, uno dei promotori  della “ fiaccolata per il diritto di Israele a esistere”  organizzata da Giuliano Ferrara;

– l’ex-militante del PCI Pierangelo Ferrari, molto impegnato nella difesa della letteratura italiana contro “l’esterofilia” (“mancano solo i capolavori della letteratura lappone,” si lamenta);

Paolo Corsini, ex-sindaco di Brescia.

L’agenda comunque è stata chiaramente dettata da Oboler. Che ha spiegato che occorre imporre nuove leggi repressive e a livello globale, perché  Internet è impossibile da controllare in un solo paese.

Stefano Gatti, partendo dallo stravagante sito Holywar, è arrivato poi ad attaccare siti ben più seri, dicendo che “non è accettabile che siti di questo genere possano insultare o propagare tesi di questo genere“: tra le tesi da vietare anche quella che afferma che i neocon sarebbero stati coinvolti nell’attentato dell’11 settembre. [6]

Pierangelo Ferrari parlava di “pericolosità estrema“, invocava “accordi su scala internazionale tra stati” e accennava confusamente al Venezuela di Hugo Chávez come possibile sede di siti malvagi difficili da chiudere.

Renato Farina citava felice la sentenza di condanna contro Google del tribunale di Milano,  unicamente per contenuti ospitati all’insaputa della società. Occorre colpire i “grandi motori di ricerca“, incitava l’Agente Betulla, dicendo che è ora di finirla con il concetto di “libertà indifferenziata“.

Per Paolo Corsini, invece bisogna smetterla con il “presunto problema del rispetto della libertà di pensiero” che “è in realtà licenza“, ma invitava anche a fare “controinformazione” contro i siti “antisionisti, revisionisti, negazionisti e cospirativisti“, tutti messi nello stesso calderone, secondo la ricetta indicata da Fiamma Nirenstein.

La Fiamma Nirenstein poi sottolineava ciò che forse più la preoccupava: il “negazionismo terribile“, “pesante altrettanto quanto della Shoa“, che è, come abbiamo visto, quello archeologico. Senza citare nomi, se la prende così con Asher Silberman, Israel Finkelstein e Shlomo Sand.

Gatti rincara la dose, attaccando chi sostiene che la maggior parte degli ebrei ashkenaziti sarebbero discendenti dei convertiti khazari e non degli antichi abitanti della Terra Santa. [7]

Bisogna dire che per totale ignoranza in questa e molte altre materie, nessuno degli altri auditi ha ripreso il tema del Negazionismo Archeologico; ma crediamo che se ne riparlerà presto.

Chiunque non legga alla lettera il cosiddetto Antico Testamento è avvisato.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/22757503/fiamma-nirenstein-e-la-censura-planetaria
21.05.2010

Nota

[1] Uno splendido esempio di slittamento semantico per arrivare dove si vuole arrivare. Un documento di qualcosa che si chiama “Osservatorio di Politica Internazionale”, intitolato “ Nuove forme di antisemitismo e mezzi di contrasto dice testualmente:

“Le nuove forme di antisemitismo, infatti, spesso non sono antisemite nel loro intento bensì nei loro effetti. Si pensi ad esempio alla negazione del diritto dello Stato di Israele all’autodeterminazione: l’intento in sé non è antisemita, ma gli effetti lo sono senz’altro, se si pensa alle tensioni in Medio Oriente.”

E conclude sostenendo che l’antisemitismo – appena definito così come critica a Israele – dovrebbe essere definito dal diritto internazionale “come un crimine contro l’umanità“.

Ma la stessa Fiamma Nirenstein fa fatica a distinguere esseri umani e stati mediorientali, come ha dimostrato in una surreale audizione parlamentare intitolata Indagine conoscitiva sull’antisemitismo (27 gennaio 2010, collegata all’intervento di Eli Wiesel in parlamento), dove commenta così il banale fatto che dopo la strage israeliana a Gaza, ci sono state molte manifestazioni di protesta nel mondo:

Si tratta di episodi pesantissimi, che in gran parte riguardano l’esistenza stessa dello Stato di Israele, inteso come ebreo collettivo“.

[2] Esistono indubbiamente paralleli tra certi aspetti della politica della Germania nazionalsocialista e quella israeliana, che hanno le loro radici in un comune retroterra di nazionalismo estremista centroeuropeo; ma la generalizzazione è indubbiamente ridicola, e finisce solo per alimentare le fantasie astoriche di nazismo come entità metafisica o come puro insulto. Però è evidente che chi accusa Israele di essere “nazista” è antinazista lui stesso e quindi antirazzista.

[3] La petizione della Nirenstein – l’equivalente di una petizione in difesa di Calderoli contro le critiche di Gianfranco Fini – è firmata da una sfilza di estremisti di destra, come Giuliano Ferrara, Magdi Allam, Alessandro Pagano (militante di Alleanza Cattolica e amico di Totò Cuffaro), Giulio Meotti (quello della guerra a Darwin) e Riccardo Pacifici, ma anche da Paolo Mieli, presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera. Una firma che ci aiuta a capire la mentalità che c’era dietro la decisione di lanciare il Prodotto Oriana Fallaci nel 2001.

[4] Un incontro annuale dedicato tra l’altro a cercare soluzione alla “questione demografica“: i 750.000 cittadini israeliani che vivono saggiamente all’estero e la pericolosa tendenza delle donne arabe di fare figli.

[5] Enrico Pianetta ha fatto da padrino nel PDL per Destra Libertaria, un pittoresco gruppo di dissidenti della Destra di Storace, diretto da Luciano Buonocore, il padre dell’infausta “Maggioranza silenziosa” del 1969. I collezionisti del genere possono godersi l’Inno di Destra Libertaria “O aquila bicipite, del mondo tu sei il cuor”, che  fa rima con Buonocor.

[6] Notoriamente noi non condiviamo le tesi cosiddette “complottistiche” sull’11 settembre, che riteniamo un’ipotesi perfettamente legittima ma con ogni probabilità sbagliata. Però ci vuole una dose notevole di malafede per mettere sullo stesso piano un’accusa a uomini politici statunitensi, come il Wasp George Bush, e il razzismo antiebraico.

[7] Il parlamento italiano viene così investito di una >questione assai controversa e che ovviamente è del tutto irrilevante per chiunque non creda che il sangue segni il nostro destino. Ma evidentemente è un serio problema per certi sionisti.

Pubblicato da Davide

  • Dellaccio

    Grazie a Miguel Martinez per quest’ottimo articolo. http://www.silviodellaccio.it

  • bstrnt

    Credo sia una questione di “inflazione di colpa” il fatto di pubblicizzare idee e azioni di poveri di mente.
    Sicuramente Fiamma Nirenstein può a buon diritto vantare una posizione preminente in questa agguerrita categoria di persone.
    Tutti ci sentiamo un po’ meno imbecilli quando viene data parola a una di queste persone e questo può spiegare perché le fesserie da esse proferite possono in qualche modo essere accolte.

  • Erwin

    Una volta avevamo il PCI ed i suoi solerti propagandisti a magnificarci il “Paradiso” della casa madre URSS …Oggi abbiamo i sionisti ,ebrei e non,che fanno la stessa cosa!
    Al servizio di organizzazioni FALSARIE e criminali!
    I comunisti italiani ne guadagnavano miliardi…

  • TN

    Ieri il solito Pacifici ha rincarato al TG della rete pubblica nazionale: “Oscurare i siti web non basta, ci vuole di più, va riempito un pericoloso vuoto legislativo”.
    In Italia gli ebrei sono meno di 1/1000 della popolazione, i sionisti sono ancora meno, eppure hanno un’influenza ed una rappresentanza spropositata rispetto al loro esiguo numero.
    Sufficiente a mandarli sui TG nazionali ogni volta che lo desiderano, per sbandierare senza contraddittorio la loro hasbara.
    Che schifo…

  • TN

    A Miguel Martinez, prima di sbilanciarsi affermando di “non condividere le tesi complottiste” (un po’ come fa Veltroni con una excusatio non petita esilarante ogni volta che si appresta a parlare di complotti PROVATI), suggerirei di esplorare attentamente e con perizia i motivi di dubbio sulla verosimiglianza della c.d. “versione ufficiale” (aldilà dei depistaggi a base di alieni, rettiliani e ologrammi).
    Non esiste una cosa come “la tesi complottista sull’11 settembre”, è un’invenzione semplificatrice, un fare di tutta l’erba un fascia (esattametne come fa la Frankenstein) di chi ha interesse a denigrare e affondare i dubbi, leciti e sensati, che non può fare a meno di affacciare chi poco poco si documenti sulla spiegazione ufficiale di ciò che “sarebbe accaduto” l’11 settembre.
    Se persino militari di alto grado ed ex agenti segreti USA negli ultimi tempi si sbilanciano ammettendo che dietro l’11 settembre c’è la firma del Mossad, l’approfondimento è solo questione di buona fede e di onestà intellettuale.
    Del resto, basterebbe il solito, banale “cui prodest”…

  • TN

    A corollario del mio ultimo post, un articolo stile “Mossad for dummies”: http://pino-cabras.blogspot.com/2010/02/lezione-dal-mossad.html

  • lucamartinelli

    E’ risaputo che menzogne continuamente ripetute diventano, per le masse, verita’. Lo insegna J. Goebbels, genio della propaganda. Spiace dirlo e ricordarlo ma è un dato di fatto. Venendo allo stato confessionale di Israele quasi tutti credono alla storiella del legame millenario con la terra di Palestina. Peccato che il popolo ebraico discenda da una popolazione dell’Asia centrale, la popolazione Khazara, che con la Palestina non aveva nulla a che fare. al contrario i palestinesi in Palestina ci sono sempre stati e sono loro i veri semiti. Paradossalmente lo stato di Israele pratica tutti i giorni l’antisemitismo. Vorrei tuttavia scindere il tema religioso da quello politico. Ciascuno pratica la religione che piu’ gli aggrada percio’ l’argomento, per quello che mi riguarda, non è in discussione. Dal punto di vista politico invece si puo’ discutere e molto. Israele è uno stato terrorista verso il quale l’Onu o la Nato dovrebbero agire. Saddam per non avere ottemperato a UNA risoluzione delle Nazioni Unite ha fatto la fine che sappiamo. Israele non ha ottemperato a una settantina di risoluzioni e nessuno ha detto niente. Non mi sembra che ci sia lo stesso metro di misura. In base ad un sondaggio commissionato dalla UE non molto tempo fa è emerso che la maggior parte dei cittadini europei considera Israele un pericolo per la pace, dopo gli Stati Uniti. Sto ripetendo cose risapute. Ma è necessario, visto che personaggi citati nell’articolo continuano nella loro opera di disinformazione. Mi chiedo quale sia il vero motivo per cui queste persone debbano insistere nelle menzogne, dato che la maggior parte delle persone crede che siano la verita’ e continuano a sostenere l’unica-democrazia-del-vicino-oriente. sarei grato a chiunque facesse delle ipotesi. saluti a tutti

  • lucamartinelli

    un po’ semplicistico, forse perche’ mi aspettavo qualcosa di piu’ da lei. buona domenica

  • Erwin

    Il post è volutamente striminzito.
    Ad una lettura più attenta si possono notare:
    1)La similitudine URSS=ZION come agenti criminali
    2)L’equivalenza tra agenti comunisti italiani e agenti sionisti italiani
    3)Lo scopo UNICO della falsificazione dei comunisti e dei sionisti
    4)La sinergia tra “sinistra” e sionisti nella realizazione dell’Industria dell’olocau$to,economica e politica.

  • nautilus55

    Dovremmo fondare l’associazione “nessuno tocchi Fiamma Nirenstein”: ogni volta che apre bocca, tira fuori così tante cacchiate che è uno spasso.

  • helios

    Per la Fiamma proporrei il classico secchio d’acqua fresca….visto le frescate continue che ci propina senza alcuna decenza.

  • zufus

    Bisogna lasciarli fare, i nazionalsionisti.

    Più parlano, vanno in tv, fanno proclami deliranti, e più cresce l’opposizione ai macellai Usraeliani.
  • mendi

    Una perfetta nazisionista. Penso comunque che questa signora sappia di mentire e, se lo fa, è per ordine dei suoi capi.
    Quanto alla censura, vediamo ogni giorno come gli spazi di libertà si stanno sempre più restringendo. Non vedo come si possa vincere la menzogna sionista, hanno tutto o quasi in mano loro.

  • Tonguessy

    “Il post è volutamente str…”

    Già.

  • Tonguessy

    Tutto questo affannarsi denota solo una cosa: debolezza. Ormai sono attorniati da gente che non ne può più delle loro “bravate”. Hanno il fiato sul collo; anche gli USA, loro amici e sostenitori da sempre, cominciano a vivere una stagione di critica. Perdere gli USA significherebbe perdere una parte essenziale di quei finanziamenti che permettono di mantenere uno stato in guerra perenne da decenni, e che in loro mancanza non potrebbe più continuare ad essere tale.
    Succede così che più cori si levano contro le violazioni israeliane e meno, nel villaggio globale, i mercati muovono capitali. Lo si vede in borsa ogni giorno che dio manda in terra: la fiducia è alla base di ogni transazione borsistica e non.
    Ecco quindi la soluzione: togliere la voce a chiunque informi e, conseguentemente, faccia venire meno la fiducia. Ma, ripeto, è solo un segno di debolezza. Affannosa debolezza.

  • lucamartinelli

    vediamo se riesco a spiegarmi meglio: siccome leggo i suoi commenti conosco le sue posizioni. al di la’ del condividerle o meno. Sono rimasto sorpreso da quanto lei afferma sull’URSS. Non me lo aspettavo, ecco tutto, ed è quello che ho ritenuto troppo semplicistico, per non dire propagandistico. saluti

  • TN

    Condivido, sono le ultime zampate della belva ferita che si dibatte: per quanto pericolose, non faranno altro che accelerarne l’ineluttabile fine.
    Nel frattempo, le zampate in faccia ce le prendiamo un po’ tutti…

  • buran

    Che vuol dire: i sionisti magnificherebbero l’URSS??? Ma se l’ URSS è stato il maggior sostenitore e alleato degli stati arabi, dal punto di vista diplomatico e anche militare! Mah, mi sembra che siamo al delirio…