Fermate la sostituzione della terra e la guerra contro la natura

Fermate la sostituzione della terra e la guerra contro la natura

Di Marcello Veneziani

Ma davvero nel nome della ricerca scientifica e dello sviluppo, anzi del progresso, dobbiamo difendere e perfino benedire il cibo sintetico? Da giorni leggo sui giornali conformati un attacco continuo alla campagna promossa dal governo e in particolare dal ministero dell’agricoltura e sovranità alimentare, per difendere il cibo naturale, la carne che proviene dagli animali e la frutta e verdura che provengono dagli orti e dagli alberi. Magari se fosse stata una campagna degli ecologisti rosso-verdi sarebbero trattati con più indulgenza, come idealisti e nobili sognatori. Ma trattandosi di un governo di destra si prendono due piccioni con una fava. Da una parte difendono le multinazionali dell’International Food, col suo grande giro d’interessi, e dall’altra attaccano il governo Meloni.

Un attacco che partì già all’annuncio della formazione del governo, con la solita orchestrina di politici e stampa che ironizzavano sul ministero della sovranità alimentare. Ah, ah che ridere, i pomodori sovranisti e i cetrioli patriottici… Poi sono stati zittiti quando hanno appreso che di ministeri della sovranità alimentare ce ne sono anche in altri governi, a partire dalla vicina Francia. E la massima autorità a sinistra in tema di alimentazione, Carlo Petrini, fondatore dello slow food, dell’Arcigola e cofondatore del Pd (questa gli è venuta meno bene) ha sostenuto la sovranità alimentare. Le riserve, semmai, in questa come in altre intestazioni – come il merito nella pubblica istruzione – possono essere di altro tipo: che si riduca solo a uno slogan e che la sovranità si limiti solo al settore alimentare.

L’idea della sovranità alimentare e la campagna a favore dei nostri prodotti agricoli contro l’internazionale del cibo sintetico sono sostenuti dalla principale organizzazione sul territorio, la Coldiretti, col suo numero impressionante di iscritti, oltre un milione e mezzo. Sono battaglie per salvaguardare la nostra filiera agricola, tra coltivazione, allevamento e produzione nostrana; ma è anche una battaglia in difesa del buon cibo e della qualità alimentare, e dunque a vantaggio di tutti i cittadini. Infine, è una tutela di un nostro primato mondiale, insieme ai beni artistici e culturali: la sana alimentazione e la nostra varietà gastronomica.
In favore del cibo sintetico riconosco solo se fosse l’unica soluzione per sfamare le zone più povere del mondo. Se l’alternativa è patire la fame e la carestia, allora avrebbe un senso anche il cibo prodotto in laboratorio da mucche sintetiche o da piante artificiali. Ma laddove è possibile, a partire dal nostro mercato alimentare, è sacrosanto difendere la catena alimentare naturale e il cibo genuino (che poi può essere sofisticato e alterato anche in altro modo, non solo attraverso la sostituzione sintetica).

Ma in tema di cibo e di terra, emerge con sempre maggiore evidenza una contraddizione di fondo. Salvare la Terra è l’imperativo globale del nostro tempo; la Terra intesa come Pianeta, come globo in pericolo d’inquinamento e riscaldamento. Poi, però, in concreto, lasciamo che la grande industria sostituisca la terra e si sostituisca al mondo agricolo e ortofrutticolo. A me ricorda quel che dicevano Dostoevskij e Leopardi a proposito dell’umanità: chi ama l’umanità in generale di solito è indifferente se non ostile agli uomini reali e vicini. Amano l’umanità in astratto, la detestano in concreto, fino a sostituire gli uomini con creature artificiali, intelligenze artificiali, robot e postumani. Così sta succedendo con la terra, difesa in astratto, violata in concreto.
La sostituzione della terra avviene ogni volta che si preferisce il sintetico al naturale, il geneticamente modificato al genuino, il food delle multinazionali al cibo prodotto a chilometro zero. Si tratta invece di difendere la terra, attraverso il principio di prossimità; cioè a partire da ciò che è più vicino. Questo è il principio fondante della sovranità alimentare. Avendolo sostenuto nel corso di un forum della Coldiretti, l’ex ministro dell’agricoltura Maurizio Martina del Pd, mi ha detto che se questo è il significato della sovranità alimentare vi aderisce in pieno. Ripartire dalla prossimità, e non dalle multinazionali del food artificiale. E salvaguardare l’economia agricola e reale nostrana, a partire dal chilometro zero, il mondo contadino e la filiera conseguente. Il tema ancora una volta è difendere la Natura e il nostro habitat naturale. Come c’è la sostituzione dei popoli con i flussi migratori e la sostituzione delle differenze sessuali col genderfluid, così c’è la sostituzione dei prodotti della terra con quelli dell’industria. E’ un altro capitolo della guerra contro la natura.

Per rilanciare l’agricoltura, oltre i necessari atti concreti, c’è una scelta preliminare da compiere: tornare alla terra, amare e preservare la terra, a partire dalla propria. Le radici sono una risorsa primaria per la natura e l’identità dei popoli, va salvaguardato il nesso vitale tra radici e frutti. E dicendolo, mi sovviene il filosofo contadino Gustave Thibon, che amava il Cielo e coltivava la Terra e pure viceversa, coltivava il cielo e amava la terra; era credente e agricoltore, e trasmise il suo amore per la terra a una pensatrice eterea che viveva nei cieli del pensiero, Simone Weil, che ospitò nella sua fattoria e fece lavorare nei suoi campi.
Per salvaguardare i nostri beni culturali e naturali, i paesaggi e i territori, è necessario conservare la natura, la storia, la tradizione, le radici e i frutti. Il primato italiano nel mondo è nell’intreccio tra arte e natura, tra paesaggi e retaggi, tra cultura e cibo.
Non si tratta di chiudersi in una sorta di autarchia alimentare, ma di dare una risposta adeguata e concreta alla globalizzazione e alla standardizzazione planetaria del cibo. E amare la Terra, la Terra tutta, ma a partire dalla propria.

Di Marcello Veneziani

Marcello Veneziani, giornalista e scrittore.

04.12.2022

link fonte - https://www.marcelloveneziani.com/articoli/fermate-la-sostituzione-della-terra-e-la-guerra-contro-la-natura/

La Verità

Commenti (48)

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    1. Gino 8 dicembre 2022

      "e perfino benedire il cibo sintetico?"

      .

      "La sostituzione della terra avviene ogni volta che si preferisce il sintetico al naturale"

      Non c'è niente di "sintetico" nella pseudo carne che vorrebbero cominciare a vendere. In questi casi non sono 'proteine' come quelle dei 'vaccini' - come si ha, ad esempio, nel caso delle famigerate "proteine spike". Nel caso delle schifezze 'vaccinali', parlare di "sintetico" è appropriato. Nel caso di quest'altre nuove schifezze alimentari invece non lo è: è un parlare a vanvera, e in modo fuorviante.

      Nel caso delle 'carni' 'innovative', in realtà si tratterebbe di volgarissimi ammassi realizzati mediante culture cellulari (prima di venderle, però, chi le comprasse dovrebbe fIrmare una liberatoria... lo sanno benissimo che venderebbero schifezze... ma di tutt'altro tipo rispetto alle schifezze che a loro dire sarebbero invece contenute nei 'vaccini').

      Nel caso di 'proteine' come la spike vorrebbero far crederci che esse sarebbero vere proteine... mentre è peraltro certo che ogni vera proteina è inevitabilmente delicatissima: se non protetta opportunamente, all'esterno dell'ambiente cellulare qualsiasi vera proteina degenererebbeo in un batter d'occhio. A tutt'oggi non ci è ben chiaro qual forma dovrebbe caratterizzarle. Con sicurezza sufficiente conosciamo soltanto quali sarebbero le loro sequenze molecolari - ovvero, quali sarebbero gli atomi che le comporrebbero. Ma gli atomi mai stanno fermi: qualsiasi campo elettromagnetico dipende dal moto degli atomi (che lo determinano); ma, a sua volta, il moto di ciascun atomo dipende dal campo elettromagnetico in cui esso si trova immerso. A parer mio, probabilmente, ancor più che quale dovrebbe essere la forma di ciascun tipo di vera proteina, da capire sarebbe soprattutto in quale modo essa abbia a dover interagire con il campo elettromagnetico intracellulare. I trasferimenti extracellulari delle proteine normalmente avvengono mediante esosomi. Infatti in nessun caso esse potrebbero conservare il proprio valore alimentare se non venissero protette mediante opportuni involucri lipidici - che, ovviamente, anche in tal caso non sappiamo produrre.

      Il nome più appropriato per qualsiasi così detta "proteina" detta essere sintetica sarebbe quello di "prione" (qualcuno la ricorda 'mucca pazza'?).

    1. A.P. 7 dicembre 2022

      Ma scusate, si potrebbe conoscere di grazia la dieta dei commentatori?
      io credo che l'essere umano, maschio e femmina amino mangiare non tanto per la sopravvivenza, cosa che non appartiene al gusto della vita, ma soprattutto per il gusto in se del cibo che ingeriscono.
      Il professor Maninardi, se qualcuno si è preso la briga di leggerlo, afferma che molteplici studi, senza tema di smentita, il senso del gusto non si trovi solo a livello orale ma addirittura nel nostro microbiota, il quale indirizza l'orientamento alimentare di ciascuno di noi.
      Il mangiare bene fa parte dei diritti inalienabili dell'essere umano, il cibarsi di alimenti sani che contribuiscono al benessere del nostro organismo limitando le malattie è un diritto inalienabile, indirizzare l'alimentazione umana attraverso campagne di marketing che prevedono il consumo di insetti o farine provenienti da insetti o altro che non ha nessun tipo di gusto è alienante. Ma provate voi a mangiare una volgarissima mela che non sa di nulla ma è bellissima fuori, invece di una mela ammaccata ma ricchissima di gusto! Il bello della vita, il suo gusto estetico, la sua ragione di essere è anche condensato nel cibo che stimola i nostri sensi e ci rende partecipi di tutto il nostro essere.
      Se perdiamo anche questo non saremmo diversi da robot elettromeccanici al comando di qualsiasi entità.
      Chiudo dicendo che il bene da salvare è il nostro essere nella più completa totalità e non la terra in se in quanto tale; la natura di noi se ne fotte bellamente, se scoppiassero mille atomiche e la terra si distruggesse, alla natura non importerebbe in fico secco, ma noi in quanto esseri sociali non saremmo più.
      Quindi lasciamo pure che gli insetti facciano il compito che la natura ha assegnato loro, che se qualcuno li volesse mangiare lo faccia pure per vezzo o per necessità ma non mi si venga a dire che essi possano essere imprescindibilmente la salvezza alimentare del futuro.
      Il nostro futuro risiede nella saggezza delle decisioni che prenderemo, che tenga conto non di listini di borsa ma di cosa il genere umano necessiti per rendere la propria vita degna del proprio significato.

    2. Violetto 7 dicembre 2022

      Scusa, ma quale legge naturale ha stabilito che dobbiamo nutrirci di vacche e non di cavallette?
      E perchè non di cani e gatti o di esseri umani morti?

    1. Violetto 7 dicembre 2022

      Quindi abbiamo (o avremmo) la possibilità e capacità tecnica di creare cibo sinteticamente e dovremmo rinunciarci?

    2. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Assolutamente no, tu ne puoi mangiare quanto ne vuoi.

    3. Violetto 7 dicembre 2022

      tre quarti, anzi, nove decimi, delle cose che ti circondano è fatto di "sintetico" mentre prima era di legno, pelle, cuoio, tessuto etc.

      come sempre, come i vecchi bacucchi, si osteggiano le "novità".

      che barba
      vivi nel 2023
      fai un aggiornamento ogni tanto

    4. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Vai al centro dell'oceano pacifico e nota che razza di isola di plastica sintetica trovi. Anch'io sono per le novità, figurati, l'alzacristalli elettrico in auto che non mi obbliga a dover girare a braccio una manovella è una novità irrinunciabile.

    5. Violetto 7 dicembre 2022

      senza il sintetico i prezzi sarebbero altissimi

      dai ma non semplifichiamo sempre!!!

    6. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Non ne sono molto convinto, nel prezzo dovresti anche calcolare il danno che arrecano: è qui che ti voglio. Con la fibra di canapa, ad esempio, alla fine del ciclo dell'oggetto prodotto, simpaticamente un comico sosteneva che per smaltirla, bastava fumarsela. Tu ora prova a pensare cosa accadrebbe se ci mettessimo a fumare la plastica.

    7. Violetto 7 dicembre 2022

      ma si ci sono prodotti sintetici che potrebbero essere sostituiti da prodotti naturale in maniera conveniente e la canapa ne è, effettivamente, un buon esempio.

      Purtuttavia, alla fine, la produzione del sintetico all'ingrosso ha permesso la produzione di una quantità enorme di merci a basso costo.

      In ogni caso, si parlava di cibo.
      La scienza deve andare avanti e se si riesce a creare cibo sintetico si deve valutarne l'impatto, la salubrità, la convenienza etc.

      Ma l'avversione "a prescindere" la trovo sbagliata
      (come per gli insetti)

    8. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Di sbagliato ci vedo solo l'imposizione, una società sana deve lasciare possibilità di scelta. Ad esempio per la carne, basterebbe venderla solo su ordinazione, non avremmo sprechi e per quanto ne basta, potrebbe costare anche il doppio.

    9. Violetto 7 dicembre 2022

      non vedo alcuna imposizione.

      Nessuno ci sta obbligando a mangiare insetti nè carne sintetica.

      Se il mercato andrà in una certa direzione, prevedo mano mano che le grosse industrie inizieranno (in parte lo hanno fatto ma ancora siamo al livello 0) a fare grossi investimenti, a fare campagne di sensibilizzazione e di marketing e inizieranno a produrre cibi a base di farine di insetti.

      Il prossimo passo sarà quello di spingere i governi a rendere più snella la legislazione sulle etichette in modo da permettere la semplice dicitura "contiene proteine animali", genericamente, e questo gli darà mano libera. agiranno lobbisticamente.

      Alla fine, visto che gli insetti sono cibo efffettivamente come tutto il resto che mangiamo (le cozze? i granchi?, i polpi?, le aragoste? i gamberi?etc) entreranno nell'uso comune.

      Se questo aiuterà a ridurre i costi del cibo, a sfamare la gente, a diminuire gli allevamenti intensivi etc ne sarò contento!

      Lo stesso vale per la carne sintetica.

    10. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Si concordo, quello che ci spaventa tutti è appunto espresso nelle tue parole campagne di sensibilizzazione e di marketing.
      Con le stesse campagne hanno diffuso un esperimento genico mortifero quando non solo inutile.
      agiranno lobbisticamente, per molti e dal mio punto di vista a ragione, significa che nel tempo si può star certi, che i nuovi prodotti alimentari, saranno gli unici sul mercato, non solo, come già oggi non si possono comprare uova di gallina dal "contadino" è prevedibile una condanna a chi cercarà di raggirare il sistema alimentare organizzato.
      I mangiatori di formiche, come oggi i siero genizzati, diventerebbero degli agenti spia contro ogni forma di contrabbando di carne autentica: se la mangio io la mangiano anche loro cazzo!

    11. Violetto 7 dicembre 2022

      ma tralasci il fatto che le proteine animali sono proteine animali.
      Che non c'è nessuna truffa!

      Come mangi i gamberi, di fatto insetti di mare, puoi mangiare i grilli. è solo un problema "culturale" non di qualità o di salubrità.

      In molti paesi mangiano cose che in altri non si mangiano, basta andare in un qualunque mercato asiatico.

      Siamo abituati a mangiare vacche e maiali ma se ci rifletti bene è assolutamente terribile visto che sono "animali superiori" molto simili a noi, e sarebbe invece più logico e auspicabile, mangiare animali più lontani nella catena evolutiva possibilmente senza sacrficarli.

    12. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Anche questa volta concordo, non c'è niente di male in quanto sostieni, resta però il fatto che la libera scelta è sacra. Se un occidentale beve la normale acqua che bevono quotidianamente in Africa per fare un esempio generale, ci lascia le penne, non siamo abituati, un africano potrebbe tranquillamente dire che è assolutamente sana.
      Per i quantitativi di carne che mangio io, anche gli insetti potrebbero bastarmi, ma appunto perché non ne mangio molta che dal mio punto di vista non ha senso cambiare abitudini, come altri, vorrei poterle mantenere.

    13. Violetto 7 dicembre 2022

      non sempre la libera scelta è una buona idea.
      esistono leggi, restrizioni e divieti proprio per questo.

      Detto questo, il problema si porrà in termini di "prezzo".
      Probabilmente sarai libero di mangiare manzo (o altro), fino a che sacrificare animali superiori non sarà vietato dai diritti universali degli animali, ma ti costerà quanto la Germania!
      :-D

    14. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      La libera scelta non ha a che fare con la libertà di fare ciò che si vuole, ti sei confuso. Libera scelta significa avere la possibilità di scegliere e non essere obbligati ad una unica scelta, cacca a pranzo o guano a pranzo ? Se posso scegliere ordino un primo di ravioli. Se le cose andranno come dici tu, dubito fortemente che i cinghiali a Roma possano continuare a vedersela tranquilla.

    15. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Per dire, pochi giorni fa ho ricevuto l'invito da parte di amici, per andare in un agroturismo non troppo lontano, dove servono carne di mucca allevata e macellata proprio nell'agriturismo. Mi hanno detto che i prezzi al ristorante sono assolutamente competitivi. Vietare iniziative di questo genere, che danno la possibiltà di lavorare onestamente e altrettanto onestamente vivere, non mi sembra una buona idea.

    16. Violetto 7 dicembre 2022

      sono vietate?

    17. logos 7 dicembre 2022

      👍...l.

    18. ducadiGrumello 8 dicembre 2022

      non ancora, ma l'esproprio forzoso di 3000 aziende zootecniche olandesi non lascia presagire nulla di buono. La sensazione è che si arriverà a una situazione tipo vaccini, cioè con libera scelta solo apparente, con misure restrittive varie sia sul lato dei produttori, con i deliri sull'azoto, che su quello dei consumatori con le putt*nate tipo "personal carbon footprint"

    1. lazarovici 7 dicembre 2022

      così più di cento anni fa scriveva un mio antenato (pie illusioni?) L’uomo ha fame, la società langue e per mangiare si butta sul più debole, lo
      dissangua, lo spoglia e se ne ritorna felice.
      Ecco la causa delle guerre, ripeto in generale e dico in generale perché
      delle eccezioni ve ne sono come le guerre di Alessandro il Grande, le
      guerre d’indipendenza degli Stati Uniti e quelle dell’Europa, ma se sono
      quelle eccezioni non tornano che a conferma della regola generale.
      E allora?!
      La fame c’è e ci sarà sempre perché il Malthus…perché il Ricardo…
      perché…
      Perché la testa non ragiona più, esiste questa fame, cercate di saziarla,
      esiste questo sbilancio economico, cercate di rimediarvi.
      A Remedello Sopra in provincia di Brescia in una tenuta agricola diretta
      dal Cav. Ben. D. Bonsignori si è arrivati ad avere in un ettaro 42 ettolitri di
      grano nella media degli ettari 38 e fatti i conti a prezzo unitario di grano
      13,75, prezzo che potrebbe gareggiare con qualsiasi altro di tutto il mondo.
      In Remedello si è arrivati ad avere 1 capo grosso e un terzo per ettaro
      mentre la media di tutta l’Italia è appena di 3/5 di capo grosso.
      Ecco la soluzione economica. Domani in Italia la produzione media per
      ettaro nel frumento è di 35 ettolitri, la media di capi grossi per ettaro è di 1
      e avendo necessaria conseguenza la scomparsa delle dogane, perciò
      mercato unificato, aumento di capitale, fertilità e denaro circolante, cioè
      benessere economico sociale. Condotte le produzioni nelle loro linee
      isotermiche vi sarà come logica conseguenza il libero scambio e ancora la
      pace universale.
      E l’esercito?
      E l’esercito sarebbe scomparso e il disarmo sarebbe avvenuto senza grandi
      sconvolgimenti sociali dati dalla corsa di milioni di uomini oggi impiegati
      nell’esercito, domani nell’agricoltura, nell’industria, senza alcun
      turbamento nel mercato del lavoro, giacché dato il disarmo, le mercedi si
      arresterebbero nel loro progressivo rialzo e forse anche l’emigrazione ne
      uscirebbe accresciuta.
      Un nuovo ardore di vita animerebbe la terra e agirebbe come potente leva
      di progresso, l’uomo troverebbe di che sfamarsi, non cercherebbe il
      superfluo nella bocca del più debole, la società resa una sotto di un solo
      pastore camminerebbe verso il progresso libero dell’individuo e questi
      egoisticamente ma con solidarietà agirebbe al rinforzo morale e
      all’aumento di benessere materiale di quella.
      Avremo una società unica perché le aspirazioni saranno uguali e consone
      con quelle degli altri, avremo un intendimento morale unico, essendo unico
      il materiale.
      Malthus e Ricardo cadrebbero nel nulla, l’humus rientrerebbe in più stretti
      rapporti con l’uomo.

    1. GioCo 6 dicembre 2022

      Se salgono al potere i buoni si segue la dittatura dei buoni perché sono buoni e la dittatura dei buoni è buona, se salgono cattivi si segue la dittatura dei buoni perché adesso ci sono i cattivi e non si può non combattere le loro cattiverie se no si è cattivi.

      Risultato: dittatura "soft". Fai quel che ti conviene o sparisci. Puoi essere buono o cattivo in questo @GioCo esaltante, l'importante è che l'agenda dell'unica politica possibile e accettabile stabilita da un ente solo per tutti sia comunque salva. Quindi se critichi quella è solo perché sei "brutto, sporco e cattivo" e meriti quel che ti meriti. Aggiungerei "specchio riflesso senza ritorno" ma dopo un po' le regressioni infantili tendono ad annoiarmi e preferisco andare a fare altro.

    1. DrCaligari 6 dicembre 2022

      Mi sembra molto vago come articolo, che cosa dice abbasso il cibo sintetico evviva il cibo naturale? Per amare la terra è necessario amare davvero la terra? Non leggo altro.

    1. JHON 6 dicembre 2022

      Amare la terra, ma amare anche chi la lavora! Abbiamo sotto gli occhi l'esempio di agricoltura sostenibile o meglio come dovrebbe essere, nella regione del Trentino Alto Adige con i suoi prodotti e la sua filiera sostenibile. Innanzi tutto in primis, l'Autonomia Finanziaria Regionale, che in soldoni significa, affrontare le avversità con meno preoccupazioni riguardanti la tenuta finanziaria della tua attività, permettetemi di dire: non è poco! Aziende Famigliari consolidate nel tempo, matrimoni fra autoctoni, successioni da padre in figlio con relativa cultura tramandata da generazioni. Senza offendere nessuno, ma non vedrei tanto volentieri a lavorare la terra, le indossatrici di moda e compagnia bella. Ogni passione ha la sua manodopera specializzata. E infine tanta, tanta pazienza e amore per il lavoro da agricoltore, dove a comandare è madre natura stessa senza intermediari. Gli industriali negli anni del boom economico incentivarono i contadini e mezzadri ad abbandonare la terra per trasferirsi nelle loro industrie, col richiamo indissolubile di uno stipendio dignitoso e una vita meno tribolata, ma con il senno di poi, chi ha saputo resistere ai richiami delle sirene monetarie, oggi ha un tesoro inestimabile e a prova di inflazione. Oltre alla vita sana, fuori dalle metropoli.

    2. Martin 7 dicembre 2022

      Ben detto, e' una Regione all'avanguardia sotto tanti profili

    3. JHON 7 dicembre 2022

      Essere all' avanguardia, Martin è solo questione di buona Amministrazione, nel caso nostro Agricolo, ma in senso lato a tutto quello che concerne il Territorio. Anche la Puglia, che personalmente amo moltissimo potrebbe essere all' avanguardia di eccellenze Agricole, prendiamo solamente il Tavoliere, che da solo potrebbe sfamare con il suo grano, l'intera Italia, gli Uliveti che erano (o sono) i gocciolatoi d'oro, per la loro qualità di olio. poi, tanto per ricordare: i pomodori, le verdure i prodotti caseari, tutto è bello e buon in questo meraviglioso paese chiamato ITAlLIA. Vorrebbe solo essere amministrato da gente che lo ama, da gente che darebbe la vita, per portarlo nel mondo, nel posto che si merita, ma la realtà che vediamo non cambia e ogni mattina che Dio manda sulla terra il sole, ci rammarichiamo del tempo perduto ad inseguire le nostre chimere.

    1. Martin 6 dicembre 2022

      L'Italia rappresenta la prima scuola gastronomica e la prima industria agro-alimentare del mondo, senza paragoni. Perfino i prodotti alimentari italiani preparati industrialmente hanno generalmente standards di qualita' che generalmente gli altri Paesi - inclusa la Francia - sognano.

      Proteggere il settore non e' solo una questione giuridica, ma sistemica. Bisogna rendere innanzitutto remunerativo tutto il lavoro del settore agricolo, preferire i prodotti italiani, essere anche disposti a pagare di piu' per prodotti naturali o autentici, etc, etc.

      Anche in questo settore, avremmo potuto fare molto di piu'. Ci copiano tutti, da PizzaHut a Starbucks etc, anche perche' sembra che facciamo molta fatica ad uscire dalla dimensione della piccola e media impresa, per non parlare delle difficolta' e nel ritardo ormai quasi incolmabile nella grande distribuzione alimentare internazionale (nella quale Francia e Germania ci hanno fatto neri).

      Grazie a queste carenze, ed alla patologica francofilia congenita della sinistra italiana, nel giudicare i ristoranti ancora diamo credibilita' alla guida Michelin ed alle stellette Michelin!!!! Che vengono sistematicamente concesse: primo, in numero estremamente limitato rispetto alla realta' italiana - come sa chiunque abbia vissuto in Francia e constatato il livello medio molto piu' basso; e secondo, in base a standards francesi, che privilegiano in modo estremo la presunta creativita' o originalita' del cuoco e porzioni "nouvelle cuisine" da fame, a danno dell'autenticita' della cucina e dei suoi ingredienti.

      Trovo intollerabile che quattro tomboni francesi - di un Paese ove a parte i ristoranti di alto livello, si mangia spesso da cani - con la bocca stretta a culo di gallina e la "erre" da lesione cerebrale (area di Broca) OSINO giudicare la cucina italiana.
      L'understatement di questi tromboni con l'alito da fegatosi e' che la cucina francese e' la migliore del mondo, ed e' assolutamente ridicolo. Basta girare il mondo intero, da Las Vegas e New York a Singapore e Tokyo, per trovare sempre ristoranti italiani, e solo molto raramente ristoranti francesi.

      E poi, c'e' un altra verita' che non puo' essere sottaciuta: come diceva un mio amico americano, "French cheeses smell of dirty ass" ossia "i formaggi francesi odorano di culo sporco". E' in effetti roba da psicoanalisi collettiva, inutile negarlo.
      Non per nulla in Francia molti fanno la fila per la mozzarella di bufala - avranno avuto l'illuminazione, almeno per contrasto.

      Ma ai nostri colonizzati di sinistra non pare vero seguire le stellette Michelin, fa tanto chic.....

    1. Cadx 6 dicembre 2022

      Sposo in pieno quello che porta avanti Giuseppe Altieri che da anni predica la necessità di riprenderci tutti i terreni abbandonati, e coltivarli con un sistema meno invasivo e soprattutto, meno "chimico". Abbiamo milioni di ettari abbandonati e però adesso ci dicono che per salvare il pianeta dobbiamo mangiare scarafaggi!
      -
      https://www.youtube.com/watch?v=uuUAys0_Mls

    2. Rnamessaggero 6 dicembre 2022

      Ecco, adesso ci siamo.

    3. ric 6 dicembre 2022

      sempre che non faccia la fine di un Grande...arrestato molte volte..

      https://www.feltrinellieditore.it/news/2005/06/01/il-contadino-del-no--jose-bove-spiega-le-ragioni-del-suo-no-alla-costituzione-europea-4916/

    1. absitiniuriaverbis 6 dicembre 2022

      La gente è alimentata dall'industria alimentare che non si interessa della salute, ed è curata dall'industria farmaceutica che non si interessa dell'alimentazione.

    2. Astronauta 6 dicembre 2022

      Entrambe non si interessano agli esseri umani.
      Pure questi sono avvertiti.

    3. casalvento 6 dicembre 2022

      "La gente ... è curata dall’industria farmaceutica che non si interessa" della salute, ma delle malattie

    4. ric 6 dicembre 2022

      entrambi producono PIL ..ottimo per le statistiche da dare in pasto ai sudditi rimbambiti

    1. indipendente 6 dicembre 2022

      Siamo alle barzellette! C'è anche Farinetti che ha tanto da dire sull'argomento...

    1. Rnamessaggero 6 dicembre 2022

      Oih Oih, hanno iniziato a toccare la pancia e già saltano fuori gli antiglobalisti inferociti come i fascisti antisommossa al G8 di Genova: vado a comprare i popcorn.

    2. IlContadino 6 dicembre 2022

      Ma che hai capito? Qui c'è da difendere il Pianeta, la Natura... gli Allevamenti Intensivi, lo Sfruttamento, la Tortura, i Cadaveri, cibo di qualità insomma, senza non si tira avanti

    3. Luca VFR 6 dicembre 2022

      Tu sai meglio di tutti che le rese per ettaro attuali sono possibili in virtù della concimazione intensiva e della meccanizzazione spinta. Dovessimo coltivare le terre con i metodi del 1825 probabilmente saremmo in carestria grave se non gravissima. Quindi i casi sono due: o si fan morire dai 3 ai 6 miliardi di persone oppure si va avanti con l'agricoltura intensiva. Tertium non datur.

    4. Astronauta 6 dicembre 2022

      Attenzione, i popcorn potrebbero essere ogm.
      Mai 'na gioia.

    5. Rnamessaggero 6 dicembre 2022

      Prima di ammazzare dai 3 ai 6 mld, abbiamo infinite possibilità di cambio di regime.

    6. Luca VFR 6 dicembre 2022

      In teoria sì in pratica 0 (Zero).

    7. Rnamessaggero 6 dicembre 2022

      E sin qui, ad oggi, si può concordare. C'è qualche divenire in corso, chissà, forse, se non ci ammazzano prima con una dose letale di caffè.

    8. fabjo 6 dicembre 2022

      Secondo me hanno deciso di ammazzare dai 3 ai 6 miliardi di, come ci chiamano, mangiatori inutili

    9. Fedeledellacroce 6 dicembre 2022

      No.
      L'estensione dei terreni per coltivare MANGIMI ANIMALI puó sfamare mezzo pianeta.
      Ma il punto é un altro, il cibo prodotto viene in gran parte buttato, gettato. Prodotto scarificando ed avvelenando la terra e l'acqua, per poi buttarlo......
      Prima di strillare "moriremo tutti!!" facciamo meglio i conti, e sprechiamo di meno.

    10. Fedeledellacroce 6 dicembre 2022

      Non riesco a smettere di vergognarmi quando penso che alla fine, bisogna lasciarli fare.....

    11. Luca VFR 6 dicembre 2022

      Il singolo ma anche un centinaio di persone contro questi non possono nulla. Bisognerebbe che fosse qualcvhe milione di persone a ribellarsi anche con la violenza. Ma questa è un'ipotesi puramente fantascientifica, specie in Occidente.

    12. Luca VFR 6 dicembre 2022

      Guarda dato kl'andazzo col prossimo anno non solo il problema dello "spreco" non ci sarà più ma precipiteremo, di botto per chi non ha seguito le cose negli ultimi due anni, in una situazione alimentare simile a quella di inizio 1300: carestia. Che questa sia "indotta", "voluta" o naturale la cosa all'atto pratico ha ben poca importanza. Quando manca il pane cercare il perché manca è utile quanto svuotare l'Oceano Pacifico con il cucchiaino da thé. Il vero problema è: con cosa sostituiamo il grano che manca? Solo nel 2021, e francamente non ho capito il perché, il Canadà che è il più grande produttore di grano duro al mondo ha più che dimezzato i raccolti da 6,5 milioni di tonnellate a meno della metà. Non ho capito il perché di una simile debacle agricola ma non mi pare d'aver letto di eventi metereologici così avversi da giustificare una simile riduzione dei raccolti.

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