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FARLA FINITA CON QUESTA EUROPA

DI VLADIMIRO GIACCHE’
ilfattoquotidiano.it

La commissione europea ci propone la sua idea di “governo economico” per l’Europa.
Tommaso Padoa-Schioppa sul Corriere della Sera del 3 ottobre la riassume così:

“L’impianto è questo: le regole di bilancio restano quelle del Patto di stabilità, ma il debito pubblico (sotto il 60 per cento) – finora trascurato – assurge alla stessa importanza del deficit (sotto il 3); si rafforzano i meccanismi di controllo e le sanzioni; alla disciplina di bilancio si aggiunge una politica di correzione e prevenzione degli squilibri macroeconomici; si fa più autonomo il potere della Commissione e più difficile il boicottaggio del Consiglio”.

Il commento di Padoa-Schioppa è piuttosto salomonico (o pilatesco, a seconda dei punti di vista):

Le proposte sono complesse e occorre guardarsi dai giudizi affrettati…
Una condanna immediata sarebbe un errore…
Bocciare la proposta non spianerebbe la strada verso l’impianto giusto, verso il vero governo europeo; aumenterebbe solo la cacofonia attuale. Se accolte e applicate al meglio, le regole e le procedure proposte potranno rafforzare… la disciplina degli orchestrali e l’autorità del direttore.

Tremonti, dal canto suo, è serafico:

Non temiamo le nuove regole. Siamo in zona di sicurezza (dichiarazioni del 30 settembre)

Francamente, è difficile condividere la cautela dell’ex ministro del Tesoro e la tranquillità di quello in carica. Perché la proposta avanzata dalla Commissione europea chiede ai Paesi il cui debito superi il 60% del pil di ridurlo del 5% l’anno. In caso contrario sono previste sanzioni.

Che cosa significherà questo per l’Italia l’ha spiegato molto bene Superbonus sul ( “Fatto Quotidiano” del 3 ottobre: )

l’Italia ha un rapporto debito/Pil del 118 per cento. Quindi un eccesso di debito del 58 per cento, ossia 1044 miliardi di euro di debito in più di quello che sarebbe consentito dal nuovo patto di stabilità. In queste condizioni il governo dovrebbe varare una manovra di 55 miliardi per il solo 2011.

Se così stanno le cose, “una condanna immediata” di queste proposte non solo non sarebbe “un errore”, come crede Padoa-Schioppa, ma sarebbe l’unica cosa sensata.

Per diversi motivi:

1. Spostare ora l’accento sul debito, modificando il Patto in essere (che fu negoziato dai negoziatori italiani con molta cura per evitare tagliole di questo genere – che del resto avrebbero reso impossibile la partecipazione dell’Italia all’Euro), è scorretto e sembra fatto con l’intenzione di spostare l’attenzione da alcuni Paesi oggi nell’occhio del ciclone ad altri.

Un esempio per tutti: l’Irlanda a fine anno avrà un deficit del 32%, a causa dei salvataggi bancari che sono costati tra i 40 e i 50 miliardi di euro. Però lo stock del suo debito è (per ora) di poco superiore al 60% del pil. L’Italia, invece, ha un deficit del 5% (essenzialmente perché il pil è diminuito), ma un debito del 118%. Chi stia peggio lo dicono i rendimenti dei rispettivi titoli di Stato a 10 anni: 6,6% l’Irlanda e 3,9% l’Italia. Per i cervelloni di Bruxelles (e di Berlino), però, la cura più da cavallo spetterebbe all’Italia.

2. Le cifre di cui stiamo parlando sono tali da rendere privo di senso ogni negoziato (è chiaro infatti che non sarebbero meno folli manovre da 30 o 40 miliardi l’anno).

3. Correzioni di bilancio come quelle che si produrrebbero in diversi Paesi europei (non soltanto l’Italia, ma anche Grecia, Belgio e – sia pure in misura inferiore – Francia e Portogallo) se il nuovo Patto entrasse in vigore, farebbero vivere a questi Paesi lo stesso crollo delle attività produttive che sta sperimentando la Grecia grazie alla misure draconiane imposte contestualmente al “salvataggio” di qualche mese fa (che in realtà non fu un salvataggio della Grecia, ma delle banche tedesche e francesi che possedevano la gran parte dei titoli di Stato greci).

4. I tagli alla spesa pubblica (cioè ai servizi e alle prestazioni sociali, all’assistenza, alle pensioni) approvati nei mesi scorsi in molti Paesi dell’Unione Europea, che in totale si aggirano sui 300 miliardi di euro, sono già tali da rendere molto probabili effetti deflattivi e di depressione dell’economia “stile anni Trenta” (ne ho parlato in un articolo sul “Fatto Quotidiano” del 30 maggio scorso). Se a questo si aggiungessero ulteriori sforbiciate alla spesa pubblica la probabilità diventerebbe certezza. E qui va ricordato che gli Stati fuori norma sul debito sono ormai la maggioranza nell’Unione, visto che in media il rapporto debito/Pil si aggira intorno all’80%.

5. Infine, politiche come quelle proposte, in una situazione in cui è in corso una guerra valutaria fatta di svalutazioni competitive (si parla molto della Cina, ma sono soprattutto gli Stati Uniti che stanno facendo di tutto per svalutare la loro valuta, mettendo tra l’altro a dura prova i loro tradizionali buoni rapporti con il Giappone), hanno il solo effetto di rendere l’euro sopravvalutato, facendo un regalo a chi oggi fuori dell’Europa vuole svalutare, e colpendo le esportazioni europee.

E allora? Allora bisogna dire no, e opporsi con ogni mezzo a questa follia molesta.

E forse anche smetterla di considerare l’Unione Europea come un feticcio intangibile e un destino ineluttabile. Soprattutto quando chi la dirige, nella sua cecità ideologica, si pone in contrasto così stridente con gli interessi dei popoli europei. Che oggi di tutto hanno bisogno, meno che di una manovra “lacrime e sangue” su scala continentale.

Vladimiro Giacchè
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/05/farla-finita-con-questa-europa/67958/
5.10.2010

Pubblicato da Davide

  • Barambano

    Pie illusioni, poichè il progetto è di fare un superstato globale. Bisognerebbe ci fosse un risveglio globale. Ma la gente vine intortata con la televisione, la fiction, lo sport.
    Secondo me non c’è più niente da fare.

  • stefanodandrea

    Scrive il bravo Giacchè: “E forse anche smetterla di considerare l’Unione Europea come un feticcio intangibile e un destino ineluttabile. Soprattutto quando chi la dirige, nella sua cecità ideologica, si pone in contrasto così stridente con gli interessi dei popoli europei. Che oggi di tutto hanno bisogno, meno che di una manovra “lacrime e sangue” su scala continentale”.

    Il problema non è chi la dirige, bensì i trattati istitutivi (materialmente la costituzione europea), e in particolare i principi dei trattati: libera circolazione delle merci, del lavoro e dei capitali; terrore dell’inflazione (vi siete mai domandati che fine fa il capitale finanziario se l’inflazione è al 16% e i salari sono tutelati con adeguamenti salariali? Come mai in Cina e in Venezuela, nonostante una inflazione a due cifre, il popolo che sta migliorando la propria posizione dà consenso a chi governa?), divieto di monopoli (pubblici per quanto interessa), antitrust, tutela (e soprattutto creazione) del consumatore (un essere spregevole, la nuova condizione di asservimento), sottrazione agli stati della politica economica e in particolare della politica monetaria.
    Chiunque la diriga non può fare nulla. E cambiare i trattati istitutivi significa essere contro l’europa come ordinamento giuridico, così come i comunisti, durante il fascismo, erano contro l’Italia come ordinamento giuridico, cosa che non era più vera dopo la seconda guerra mondiale (proprio perché ne accettavano la costituzione). Chi non accetta una costituzione è contro l’ordinamento che ha a fondamento quella costituzione. Sarà pure per un’altra europa ma intanto è chiamato a distruggere l’europa che c’è.
    Mi permetto di suggerire due letture: Il socialismo è un carattere degli stati nazionali http://www.appelloalpopolo.it/?p=1742 e I socialisti devono sinceramente e felicemente considerarsi reazionari http://www.appelloalpopolo.it/?p=2019 . Quando i socialisti (e per tali io intendo i comunisti, i sociallisti, i socialdemocratici, i cristiano sociali e finanche la destra sociale che non sia imperialista, classista, sessista e razzista) prenderanno atto di verità evidenti, che non sono novità ma hanno caratterizzato la loro storia, allora finiremo di indietreggiiare e di prendere schiaffi e passeremo al contrattacco. Inutile dire che per la strada da me suggerita Veondola è l’ennesimo sbandamento e l’ennesima perdita di tempo. Purtroppo, quando le mele sono marce devono cadere. E i socialisti sono caduti e stanno cadendo sempre più in basso: segno che erano mmarci.

  • eleo

    Concordo con Giacchè nel dover dire no alla commissione europea, alla proposta avanzata che obbliga i Paesi il cui debito superi il 60% del pil a ridurlo del 5% entro l’anno pena sanzioni.

    Perchè si devono pagare gli errori degli speculatori?? Perchè viene gettata sui cittadini sottoforma di debito la scelleratezza dei banchieri?
    Chi sbaglia paga! Qui pagano solo i cittadini che hanno commesso l’unico errore di non ribellarsi.

    Però sull’uscita dall’area euro non credo.
    Molte sono le voci che paventano/vorrebbero un’uscita dall’Euro della Germania e mi riferisco anche alla prospettiva di Joseph Stiglitz premio Nobel per l’Economia 2001.

    Devo dire che dall’uscita della Germania dall’area euro ci guadagnerebbe solo la Germania che sarebbe ancora più competitiva e lascerebbe un’Europa legata alle beghe condominiali.
    Per sopravvivere nell’area euro i PIIGS non dovrebbero rimborsare i propri titoli di stato. Infatti un default di uno dei PIIGS danneggerebbe soprattutto le banche tedesche e francesi che invece trovano investimenti facili nell’acquisto dei bond dei piigs, “tanto non li lasciano fallire”. Occorrerebbe patteggiare con la Germania un tasso di debito pari al suo. Ma si sa ognuno tira l’acqua al suo mulino e vince sempre il più forte

  • VeniWeedyVici

    Continuano con il cane che si morde la coda, fino a staccarsela: il migliore sul campo e’ il re del Belgio, che si rifiuta categoricamente di parlare con i liberali. Povero monarca, circondato da una Germania che si scopre razzista nel momento di maggior collasso dell’ Europa, una Nederlandia che fa di tutto per mandare in malora un altro anno di crescita che non si concretizza per il semplice fatto che usiamo una moneta-ponzi, come il dollaro e le valute dollarizzate, e una Francia in mano al governo piu’ servo di Francoforte che si sia mai visto negli ultimi 20 anni. La crescita destabilizza ulteriormente le economie, perche’ consiste in numeri, che una volta raggiunti, saranno in grado di produrre altri parametri per creare nuovi numeri. La crescita e’ fasulla, come la moneta che dovrebbe rappresentarla. E il bello e’ che siamo gli unici imbecilli al mondo che vanno verso il suicidio con gli altri potentati economici (anche nazioni intere) che aspettano solo di speculare. Il Giappone ha messo gli interessi a 0, gli USA vogliono svalutare mezzo mondo,e gli economisti continuano a ripetere il mantra dell’ “Euro che crolla” mentre gli europei devono stare zitti e lavorare per ricreare un’ economia per il mondo.
    L’ Unione Europea farebbe una gran cosa se smettesse di rapportarsi ai bilanci statali dei paesi, occupandosi esclusivamente del mercato e del debito privato, visto che gli euri li stampano solo per loro. D’ altronde il trattato di Lisbona era scritto su misura per i mercati privati, obbligando gli stati a supportarli (leggi: mantenerli). L’ Ungheria e’ l’ unico paese che non l’ ha fatto mentre alla Grecia converrebbe aprire i campi di concentramento per i suoi stessi cittadini. Non avrei mai immaginato che l’ Europa che mi spiegavano alle elementari e alle medie, in termini idilliaci e progressisti, fosse questo fascismo sovranazionale e parastatale. Eppure lo e’. Stiamo arrivando alla fase in cui chiederemo, anzi pregheremo il potere globale di imporre una valuta mondiale, tutto secondo i piani.

  • marco76

    Il fatto di aver aderito al Trattato di Lisbona permette a uno Stato di uscirne tranquillamente dall’euro e tornare a una moneta nazionale?

  • ottavino

    Tagliare, tagliare, ….si tagliamo. L’italia povera e bella…pane, amore e fantasia—grande!

  • VeniWeedyVici

    Domanda retorica?

  • marco76

    Assolutamente no…

  • VeniWeedyVici

    Per quello che ho letto in giro: in teoria si puo’, ma se lo fa un paese da solo, crolla l’ economia di tutta l’ Europa. E’ una specie di spauracchio, simile ai dogmi sul debito pubblico. In Olanda, tali dogmi, sono molto piu’ rispettati dei dogmi religiosi in altri paesi… l’ Euro e’ diventato un dogma, e grazie a questa politica oggi viene pompato e presentato come la valuta-guida dell’ economia mondiale, di cui riflette la situazione: vicino al collasso. Nessuno, per quanto sia possibile, uscira’ dall’ euro. I governi di destra che sono saliti in tutta Europa, servono non a un ritorno alla visione nazionale, ma a fare accettare le decisioni globali col pugno di ferro tipico della destra. Dei sicari a pagamento insomma. La direzione e’ solo una: moneta globale.

  • AlbertoConti

    Impariamo dalla Germania, ma non da quella della Merkel, ma da quella di Hitler, e rispediamo il cetriolone al mittente. Semplice no?!

  • VeniWeedyVici

    Europa: da “culla della civilta'” a cavia da laboratorio del Fondo Monetario Internazionale.

  • marco76

    La moneta globale…alcuni dicono sia il fine ultimo dell’elite, Keynes invece l’auspicava per le trattazioni internazionali…Ma Keynes fu affossato dai neoliberisti…Almeno mi pare di ricordare…
    Mi sembra di aver letto da qualche parte che non sia cosi facile uscire dall’Europa, d’altronde il Trattato di Lisbona se l’hanno messo in piedi non credo permetta cosi facilmente di uscire dalle sue grinfie…

  • AlbertoConti

    Pecco di sintesi e rischio il fraintendimento. Non mi riferisco certo al nazismo come esempio di civiltà, ma alla ricetta economica che dopo i disastri della repubblica di Weimar ha risollevato un paese economicamente in ginocchio, molto peggio di noi e della Grecia attuale, facendogli compiere un miracolo economico oltre ogni ragionevole aspettativa. Ovviamente ci sono le interpretazioni di parte di questa storia, che so, l’economia di guerra, i furti razziali, l’aiuto della grande finanza internazionale, ma la realtà è che non si vogliono aprire gli occhi su una verità storica di fondo, ben nascosta dietro la sacrosanta condanna di un regime politico demonizzato senza se e senza ma. Ma veniamo ai FATTI storici di una ricetta economica vincente: 1)rifiutare prestiti esteri gravati d’interessi 2) basare la solidità della moneta emessa sulla produzione interna 3) scambiare merci d’importazione direttamente con prodotti esportati, senza intermediazioni finanziarie e valutarie 4) abolire il “libero” mercato speculativo sulla valuta 5) vietare l’esportazione di capitali accumulati internamente 6) creare moneta a fronte di produzione effettiva e non moneta debito giustificata da speculazioni finanziarie

  • sovranidade

    Possiamo girarla e rigirarla come ci pare ma alla fine tutti i problemi di questo mondo derivano da una causa unica e indiscutibile: un gruppo abbastanza ristretto di potere (leggi pure “banchieri internazionali”) è riuscito ad imporre il proprio dominio sui popoli del pianeta con lo strumento subdolo della “moneta-debito”.
    Attraverso sofisticatissime strategie di controllo e manipolazione di massa, questa banda di criminali tiene saldamente a guinzaglio il mondo intero, con tutto ciò che ne consegue.
    Il punto sta nel fatto che il Popolo non è più in grado di esercitare neanche un brandello della sua legittima “Sovranità” politica e monetaria.
    Però ho la netta impressione che anche qui si ragioni al solito modo, cioè dando irrimediabilmente per scontata la perdita della Sovranità Popolare in favore di questa parassitaria associazione a delinquere di stampo massonico/mafioso, capeggiata dai soliti banchieri israelo-anglo-americani nascosti dietro un’ Europa sempre più serva e vigliacca.
    Mi rendo conto che il lavoro di “ricostruzione” sarà lungo, faticoso e pieno di insidie ma, perdio, se “loro” non si arrenderanno mai, (come diceva Grillo)…noi nemmeno !
    Perciò, tutto meno che la rassegnazione, in fondo non bisogna dimenticare che “sa sovranidade” appartiene a noi e non a loro!

  • sovranidade

    Quoto a 360°

  • marco76

    A proposito del tagliare…
    guardate sto video…scenario probabile futuro?
    http://www.youtube.com/watch?v=GxZob6OWVDU

  • marco76

    Il problema e che la maggior parte delle persone piu che rassegnate sono completamete apatiche

  • wld

    Un futuro molto amaro si prospetta, un patto scellerato, con lo spettro della disoccupazione di massa, hanno calcato la mano, una situazione drammatica a dir poco, oggi i grandi imprenditori non producono più, si sono messi tutti nei servizi, stanno comperando tutto, e noi continuano a diventare sempre più poveri, loro i profitti li faranno sempre impoverendoci, lavorando per poco, incrementando il precariato e la povertà della classe media e loro si compereranno tutto dalla sanità all’energia, all’acqua. cose di cui non possiamo farne a meno, così facendo le vacanze saranno solo un lusso, l’alimentazione diminuirà sensibilmente (anzi è già diminuita), la scuola Pubblica sarà solo un parcheggio a discapito di quella privata che sarà in loro mani con i nostri soldi, e via dicendo. Siamo dei prigionieri delle richieste che possono essere a noi utili. Un disegno criminale un grande crimine dalla fine dell’ultima guerra, ci vorrebbe una nuova Norimberga per giudicare i loro crimini, portarli tutti ad un processo per crimini contro l’umanità.

  • ottavino

    Non sono assolutamente daccordo con Barnard. La povertà futura, ammesso che arrivi, è POSITIVA. Sarebbe semplicemente una benedizione per noi tutti.

  • dana74

    diamine, un articolo contro la Ue sul fatto?
    e chi se l’aspettava…bene bene (o solo artefizio?)

  • wld
  • ottavino

    La povertà è INDISPENSABILE a ogni futuro cambiamento. Quindi salutiamo con favore l’arrivo della prossima povertà per tutti.

  • Truman

    E infatti qui c’è una notizia: l’opposizione alla UE ed al Trattato di Lisbona comincia ad arrivare sulla stampa, non è più qualcosa che circola solo sul web.

  • wld

    E … meno male, che dopo tre piatti di pastasciutta si sono accorti che era minestra. Si sono accorti di tutte le privazioni del popolo, compresa una manifestazione che la si fa passare eversiva, come imprigionare una persona legandola al segreto di stato e buttando via la chiave, ed in ultimo la riesumazione della pena di morte. Ma … i nostri Politici pagati profumatamente con i nostri soldi lo avranno letto questo Trattato Infame. Almeno in Irlanda (prima di essere ricattati) hanno avuto due referendum, noi invece lo hanno fatto passare per la serratura, e i nostri dipendenti nemmeno lo hanno letto. VERGOGNA!!!

  • maristaurru

    Chi sa perchè dietro le peggio porcate troviamo sempre Il Prof Sottile, Amato.Magari ben accompagnato, ma lui non manca mai

  • wiki

    che dire ? … sarà colpa dellEuropa o dell’euro ???

    colpa dei governi italiani degli ultimi 10 anni e delle loro negligenti politiche economiche, che hanno fatto si che non si riuscisse a ripettare nessun parametro di mastricht no eh ???

    Non so ci mi diceva uan volta che all’italiano medio piace illudersi…e scaricare la colpa su il solito comodo capro espiatorio ???

  • wiki

    Ah… dove ci porterà mai la politica economica dei governi degli ultimi 10 anni…non in Europa…???
    Ah…dimenticavo, c’è sempre la Libia e l’Africa vicino a noi…oppure i balcani e l’Albania…si potrebbe dire che abbiamo l’imbarazzo della scelta !!

  • mandal2010

    concordo

  • marco76

    Beh se ne potrebbe discutere…Una povertà indotta non credo possa ritenersi positiva al contrario di una scelta libera di creare una comunità che scelga di vivere secondo canoni diversi…

  • geopardy

    Le politiche economico-monetarie, temo ormai da molto tempo, non si fanno più per il benessere dei più, ma dei meno, ma dei molto molto meno, quindi, che la gente se ne stesse tranquillamente ad avvelenarsi di campionati di calcio drogati da quegli stessi soldi dei molto meno e si goda i sempre più ridicoli spettacolini di massa allestiti (sempre dai molto meno) nelle tv generaliste.
    Negli anni passati mi sono preso ogni ingiuria da questa stessa gente europea, che ora subirà allegramente la sua condanna alla servità totale ai molto meno.
    I “popoli” o comunque si vogliano chiamare masse umane organizzate, fino a poco tempo fa definite, praticamente, organizzazioni consumistiche, ora stanno diventando para-consumistiche, poi?
    Il motivo che spesso mi veniva addotto come rimedio insormontabile alla miseria era che ai potenti non conveniva affamare il popolo, altrimenti chi comprava le loro merci?
    Io ribadivo che in un mondo globalizzato la definizione di popolo non era più calzante e territorialmente delimitata, ma diveniva globale agli occhi del grande capitale, quindi, ragionando come se il grande capitale fosse una singola persona penserei: “se affamo l’Italia magari aumento il potere di acquisto indiano e cinese e me ne fotto di te, anzi, se ti affamo potrei anche delocalizzare meno e farti produrre merci per me economicamente vantaggiose (d’altronde, il mondo è stato così fino ad ora per tutti gli altri fuori dal club “occidentale”).
    Lo sviluppo di altre realtà, essendo la torta sempre la stessa (nella migliore delle ipotesi) porta ad una ridistribuzione livellante verso il basso per i più dalle nostre parti.
    Il problema è che il livellamento, per come sono scritte le regole, non è per l’unica classe rimasta tale (i super ricchi), anzi, essa vuole aumentare a dismisura in propri introiti, ma per il popolo bue.
    Per ora , ripeto, secondo me stiamo entrando in una fase di para-consumismo, non potrebbe essere altrimenti rischierebbe di crollare tutto repentinamente; se, poi, come mi sembra di aver letto tra le righe di certe affermazioni neo-liberiste di alcuni anni fa, il progetto è quello di livellare il reddito da lavoro dipendente ad una cifra media mondiale tra i 300-400 dollari, pensate voi quale ricatto avrebbero in mano nei confronti di tutti i lavoratori del mondo, potrebbero proporre qualsiasi produzione, anche la più repellente dal punto di vista ambientale, senza che nessun “popolo” (come succede adesso ad esempio con i cinesi, ma non solo), compresa la sua classe politica dirigente, avrà voce in capitolo tale da renderla necessariamente indispensabile; a tutto ciò inseriamoci una moneta unica in modo tale che nessuno possa neanche avvalersi della svalutazione monetaria per poter rendere più vantaggiosa la propria economia ed il gioco è fatto.
    A tal punto, chiaramente, un unica avidissima oligarchia governerebbe il mondo ed i “ricchi ninori” sarebbbero assoggettati per la loro sopravvivenza a questa oligarchia, figuriamoci la politica, molto più di oggi.
    Al massimo si aprirà una lotta tra di loro per la supremazia finale (il prezzo per le genti sarebbe, ritengo, terribile), è nella natura stessa di questa concezione, a meno che non si aprino gli spazi siderali alla colonizzazione, cosa che non ci salverà completamente dalle loro reciproche lotte, ma le attenuerebbe senz’altro.
    Se questa vi sembra fanta-politica economica, vi invito ad analizzare gli eventi mondiali dagli anni ottanta ad oggi iniziando dal tacherismo-reganismo e, chissà, forse dalla “strana” morte del papa umano ed anti-Ior Giovanni Paolo I, includendo nell’analisi le due principali fasi di accelerazione di questa terribile tabella di marcia globale e costituite dell’evento dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 e dal tragico evento delle Twin Towers avvenuto il giorno 11 settembre del 2001.
    Lo svolgimento non sarà, magari, perfettamente così lineare come descrivo in questo commento, ma la tendenza mi sembra di intravederla in maniera sempre più evidente.
    Se così sarà, avranno realizzato una specie di uguaglianza tra le genti guidate da un’oligarchia “illuminata” ed in “in grazia di D_o.
    Chi siamo noi, ipotizzando che la realtà sarà questa, se non povera polvere spazzata dalla tempesta dei venti da essi creati, come potremo affermare di non essere di fronte ad esseri superiori e a divini dominatori pressochè asoluti dell’ambiente in toto?
    Non so che sistema politico si potranno inventare, ma il garante sarà un’istituzione simile alla Commissione Europea, non eletta dal “popolo”, ma dettante le regole vere del suo funzionamento.
    Sarebbe ora di ricominciare a porci la domanda del perchè esistiamo e quale sia la meta interiore che vogliamo raggiungere con questa nostra vita, per poi cominciare a resistere individualmente e collettivamente ai modelli di vita che ci impongono.
    Loro sanno perchè esistiamo, per il loro potere sfrenato, ma noi, lo sappiamo più?
    Buon fine settimana a tutti
    Geo

  • mazingazeta

    Un altro punto su cui riflettere è come potersi affidare a coloro i quali sono gli stessi che hanno condotto la situazione di impoverimento generale a questi livelli sempre più preoccupanti. Se nemmeno 2 mesi prima i principali leaders non avevano nemmeno avvistato un crack del genere, come si può dare loro del credito quando ritornano a fare previsioni da qui a 1 anno con le solite tattiche di prima ?

  • geopardy

    Concordo pienamente