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EURO MACHT FREI: PERCHE’ NON E’ TRADIMENTO

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Non si è semplicemente gridato alla democrazia sospesa, o interrotta, e al colpo di stato. Media nazionali ed esteri hanno raccolto molti elementi indizi che l’impennata dello spread, la deposizione di Berlusconi, la nomina di Monti, l’instaurazione del suo governo etc. siano l’esecuzione di un piano preordinato, in cui la Germania ha giocato un ruolo chiave, da un lato mettendosi a vendere massicciamente i btp per farne impennare il rendimento, e dall’altra esigendo la sostituzione di governo mediante un colpo di palazzo. Un’estorsione politica internazionale, insomma. Molti vanno accusando Monti, e talvolta anche Napolitano come suo mentore e spalla, di tradire gli interessi nazionali perché fa una politica recessiva, diretta all’avvitamento fiscale, insostenibile già nel medio termine, e di tutto favore della Germania. Mi giunge persino voce che qualcuno abbia sporto denunce penali contro Monti e forse anche contro Napolitano, vagheggiando addirittura l’alto tradimento.
Vorrei qui chiarire le ragioni per le quali non ho mai aderito a tali accuse né a tale prospettazione dei fatti, che reputo insieme ingenue e ingiuste, perché non tengono conto dei reali (sia pur non pubblicamente riconoscibili) rapporti di forza internazionali, tra paesi “amici”. E dell’assenza di libertà di scelta. E del ruolo obbligato che il capo dello stato di un paese a sovranità limitata (perché vinto e occupato da 130 basi militari) svolge, nell’ordinamento internazionale, soprattutto in quello militare e finanziario, ossia quello di assicurare che il paese a sovranità limitata ottemperi ai suoi doveri verso paesi e potentati finanziari gerarchicamente sovrastanti. Un ruolo che va svolto per garantire l’unica forma realmente possibile di relativa autonomia e relativo benessere o non malessere. E soprattutto per preservare la pace, la stabilità in primis rispetto al rischio di una destabilizzazione interna.

In effetti la Germania è ben contenta che l’Italia resti nell’Euro, che si sveni per raggiungere i parametri che essa stessa le pone come condizione per restare nell’Euro. “Restate nell’Euro, maccheroni, e per farlo tagliate i redditi, colpite il risparmio, svenate l’economia reale, andate in recessione, come gli altri popoli inferiori, mentre noi alle nostre imprese diamo credito a basso costo per fare investimenti, espansione, innovazione e prenderci le fette di mercato che le vostre imprese lasciano libere, cessando l’attività per eccesso di tasse, di insoluti, di interessi passivi. La Germania resterà l’unica potenza industriale del continente, controllando anche l’industria francese che essa finanzia col suo attivo commerciale.” E ieri: “Bravo Monti, hai fatto fare all’Italia salti mortali, torna presto a Berlino, quando tutto sarà finito ti daremo la Croce di Ferro. Intanto ti diamo un poco di ossigeno per il Fondo Salvastati, ti abbassiamo un poco lo spread, ti esoneriamo dall’obbligo di ridurre del 20% l’anno la quota di debito pubblico eccedente il 60% del pil, però in cambio le nostre banche, finanziandosi all’1% presso la BCE, comperano i btp che rendono a noi, e costano a voi, il 5,6, 7 %, così vi dreniamo tutto il reddito che altrimenti potreste usare per risollevare la testa, voi popolo inferiore, negri bianchi! ”

Eh già, proprio questo è il risultato dell’incontro berlinese Monti-Merkel: il Nostro, con la sua manovra, ha tagliato i garretti all’economia italiana, così che la Germania è rassicurata che essa non possa risollevarsi e farle concorrenza o semplicemente recuperare una qualche autonomia strategica. Ottenuto ciò, la Merkel concede fondi per sostenere il btp, e insieme solleva la mannaia del vincolo di riduzione forzata del debito. In questo modo tiene in vita il governo italiano, evita che la situazione precipiti, per l’Italia, ossia che lo spread rimanga troppo alto, insostenibile, e che Monti debba fare manovre da 40 – 45 miliardi l’anno per ottemperare all’obbligo di riduzione del debito. La Merkel non ha concesso un aiuto all’Italia, ma ha semplicemente dato ossigeno al governo per consentirgli di portare a termine una politica che, col pretesto del rigore di bilancio, sta deindustrializzando l’Italia e così facendo gioco alle mire di Berlino. E presto, per far cassa, dovrà aggredire ulteriormente i risparmi delle categorie non forti. Perché l’Italia in recessione potrà tirare avanti entro l’Euro solo mangiandosi il risparmio con le tasse, e vendendo i beni e le aziende di pubblica proprietà.

Se si fosse andati avanti con lo spread in salita nonostante i tagli e le tasse, e in più con un’ulteriore manovra di 40 – 45 miliardi, in fase già recessiva, il paese si troverebbe, in pochi mesi, sottoposto a tali traumi e a tali minacce, che potrebbe insorgere ed esigere l’uscita dall’euro prima che sia ultimato il processo di eliminazione dell’industria nazionale, esigere il ritorno alla sovranità monetaria nazionale nel senso di una Banca d’Italia come era prima del 1982, ossia tenuta a comperare il debito pubblico a rendimenti modici e sostenibili, proteggendoci sia dall’aggiotaggio (speculazione ribassista) internazionale, come quello fatto da banche tedesche per scatenare l’impennata dello spread, che dal peso di tassi come quelli che paghiamo adesso. E potrebbe spingersi a pretendere che la banca centrale nazionale fosse pubblica, anziché privata. E poi naturalmente potrebbe fare come gli islandesi, ossia imporre di non pagare i debiti verso gli speculatori stranieri. Non so se sia chiaro, ma le nostre imprese stanno chiudendo a raffica, mandano una pioggia denunce di cessazione ai Comuni… dall’Euro usciremo in ogni caso, ma se usciamo adesso, usciamo con una struttura produttiva abbastanza consistente, mentre se ci sottoponiamo alla chemioterapia di Monti per restare nell’Euro, tireremo avanti ancora per qualche anno, poi ne cadremo fuori senza più un tessuto produttivo decente e vitale.

Ma lo sapete quale sarebbe la rata annuale di pagamento (ammortamento) del debito pubblico di 2.000 miliardi in 20 anni al tasso del 5%? Sarebbe di circa 180 miliardi! Cercate nel web un sito che faccia il calcolo del piano di ammortamento di un mutuo. E’ questo che non i media e le istituzioni non dicono MAI: che rimborsare il debito pubblico è impossibile – a meno di una brutale svalutazione dell’Euro. Il debito sovrano dell’eurozona non può essere ridotto, ma solo trasferito su paesi più deboli, che dovranno dar fondo ai loro redditi e ai loro risparmi per pagare non il capitale, ma gli interessi – per far quadrare i conti. Fino ad esaurimento. L’unica via di uscita è il ripudio del debito pubblico (e privato) detenuto dagli speculatori, in quanto ingiusto. Tutte le pompose storie di virtuosità, di rigore di bilancio, di tasse eque, vanno in pezzi, come frottole, davanti alla verità matematica. E con essa va in pezzi la credibilità delle “Autorità” che le gabellano.

Monti potrebbe fare altro da ciò che sta facendo? Napolitano poteva fare altro? Semplicemente, no. Il vertice della piramide dei poteri aveva già deciso e pianificato: la Fed (vedi audit GAO) aveva già messo a disposizione delle banche che ne sono proprietarie molte migliaia di miliardi di dollari a tasso pressoché nullo e senza scadenza di rimborso, in modo da consentire loro di comperare a costo zero gli asset (anche) europei, (anche) italiani, come confermava che stanno facendo il N.Y. Times del 26.12.11. Ossia, possono comperare a costo zero beni reali, redditizi, come aziende, impianti, immobili, btp, che a noi sono costati lavoro e tasse. E poi ne ricavano un reddito, in parte pagato da noi. Comperano a costo zero, per esempio, i nostri btp che rendono il 7%. Quindi si prendono una parte del nostro reddito nazionale. La Germania domina le istituzioni comunitarie, in cui ab origine la maggioranza assoluta dei funzionari sono tedeschi. Le sue banche sono in grado di mettere in ginocchio e ricattare ogni governo italiano alzandogli i rendimenti e agendo via BCE. Ecco: di fronte a questi evidenti rapporto di forza, del tutto impari e irresistibile, e di fronte a tali volumi di fuoco monetario, a simili piani di potenza e – diciamolo pure – di imperialismo, come si può pensare che un governo o un capo dello stato italiano abbia la possibilità di opporsi, o abbia un’autonomia? Al massimo potrà cercare di ottenere un minimo. Un paese come la Germania può ottenere qualcosa di più, ossia di collocarsi, nella catena alimentare, uno scalino sopra paesi come l’Italia, la Grecia e la stessa Francia. Ed è quello che succede.

Certo, in teoria Monti poteva tagliare i grandi sprechi della spesa pubblica, i carrozzoni inutili, l’assistenzialismo, le 25.000 poltrone di amministratori di società partecipate, gli sprechi della politica, di grande elusione fiscale, etc.; poteva destinare una parte del risparmiato a ridurre lo stock di debito, e una parte a finanziare la ripresa, lanciando in tal modo un segnale forte e strutturale – ma nella realtà ciò non si può fare perché altrimenti si perde il consenso, il sostegno e il voto di milioni di elettori e della partitocrazia, tutta o quasi. Potrebbe farlo soltanto un vero dittatore, che non avesse bisogno del consenso o non-dissenso partitico, clericale, mafioso, che si appoggiasse direttamente al popolo e alle forze armate. Ma questo è impensabile. Nella morsa dei due vincoli – quello dei potentati stranieri dominanti, e quello delle caste interne condizionanti – l’Italia e i suoi governanti non hanno scelta, e il paese, irriformabile, è condannato al marasma e alla liquidazione.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2012/01/12/euro-macht-frei-perche-non-e-tradimento/
12.01.2012

Pubblicato da Davide

  • segretius

    il disegno imperialistico finanziario “economico” dell’attuale Germania fa quasi pensare all’imperialismo militare di Hitler, con tutte le brutture dei due diversi modi…… e se poi alla fine a “liberare” arrivassero le “bombe” finanziarie e conomiche dei soliti angloamericani?…….

  • geopardy

    Un paragone pittoresco, ma qualitativamente potrebbe essere anche valido.
    Un’Europa a guida tedesca è storicamente fallimentare.
    Senza nulla togliere a quell’operoso e serio popolo che ha la Germania.
    Il suo avere una mentalità da panzer si sta manifestando anche ora.
    Una volta era la cavalleria scelta dei Romani ed era decisiva nelle battaglie, ora è la cavalleria scelta del’alta finanza ed è determinate per la riuscita delle sue battaglie.
    Tutto questo ci potrebbe portare ad un serio rischio di secessione interna che potrebbe tagliar fuori la penisola dalla storia per molti decenni e farci realmente tornare ad essere un’espressione geografica, come diceva il Metternich, in fondo fu una grossa crisi finanziaria indotta a determinare la scissione della ex Yugoslavia e la Germania fu una delle indiscusse protagoniste.
    Ora la ex Yugoslavia non conta praticamente niente.
    Una penisola unita (lavorando sulle contraddizioni interne) potrebbe tra qualche anno ribellarsi seriamente, ma divisa nulla potrebbe.
    Questro, temo, alla fine del governo Monti, se realmente Marco della Luna avesse ragione, potrebbe essere la nostra realtà.
    Ora vi dico uno degli scenari possibili che scrivevo molti anni fa: l’Europa sta annientandosi, ma le forze predominanti lavorano ognuna per se,
    l’annientamento deriva principalmente dall’ascesa di altre realtà economiche globali, quindi un continente intero dovrà affondare,
    gli Usa faranno in modo che sarà l’Europa a colare a picco prima di loro, la Germania e la Francia pensano a come sopravvivere sulle nostre spalle, ma alla fine cadranno anche loro e saranno guai grossi per tutti.
    Alla fine gli Usa dovranno accontentarsi del loro cortile di casa se gli va bene, perchè senza l’Europa cadranno anche loro.
    Diverso sarebbe se cadessero loro per primi, noi abbiamo un diverso respiro geopolitico, ma con la schiavitù della Nato nulla possiamo al momento., semplicemente, non siamo sovrani a livello di quasi tutto il continente.
    Ad avvantaggiarsi saranno l’Asia e la Russia ed entrambe avranno gioco facile in un’Europa devastata, bisognerà vedere quale sarà la nostra reazione, ma le divisioni odierne, se il teorema Della Luna fosse reale (il margine del dubbio deve sempre rimanere), non saranno facilmente dimenticate e ritrovare un’unità europea di fronte ad una colonizzazione esterna non sarà gioco facile.
    L’uniuca speranza sarebbe una diversa integrazione fatta quanto prima, ma la vedo dura quanto necessaria.
    Ognuno di noi da solo non potrebbe resistere granchè nel gioco colossale in atto.
    Una nuova Ue è necessaria per tutti, altrimenti il tempo ci farà eclissare uno ad uno.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Un paragone pittoresco, ma qualitativamente potrebbe essere anche valido.

    Un’Europa a guida tedesca è storicamente fallimentare. Senza nulla togliere a quell’operoso e serio popolo che ha la Germania.

    Il suo avere una mentalità da panzer si sta manifestando anche ora. Una volta era la cavalleria scelta dei Romani ed era decisiva nelle battaglie, ora è la cavalleria scelta del’alta finanza ed è determinate per la riuscita delle sue battaglie.

    Tutto questo ci potrebbe portare ad un serio rischio di secessione interna che potrebbe tagliar fuori la penisola dalla storia per molti decenni e farci realmente tornare ad essere un’espressione geografica, come diceva il Metternich, in fondo fu una grossa crisi finanziaria indotta a determinare la scissione della ex Yugoslavia e la Germania fu una delle indiscusse protagoniste.

    Ora la ex Yugoslavia non conta praticamente niente.

    Una penisola unita (lavorando sulle contraddizioni interne) potrebbe tra qualche anno ribellarsi seriamente, ma divisa nulla potrebbe.

    Questro, temo, alla fine del governo Monti, se realmente Marco della Luna avesse ragione, potrebbe essere la nostra realtà. Ora vi dico uno degli scenari possibili che scrivevo molti anni fa: l’Europa sta annientandosi, ma le forze predominanti lavorano ognuna per se, l’annientamento deriva principalmente dall’ascesa di altre realtà economiche globali, quindi un continente intero dovrà affondare, gli Usa faranno in modo che sarà l’Europa a colare a picco prima di loro, la Germania e la Francia pensano a come sopravvivere sulle nostre spalle, ma alla fine cadranno anche loro e saranno guai grossi per tutti.

    Alla fine gli Usa dovranno accontentarsi del loro cortile di casa se gli va bene, perchè senza l’Europa cadranno anche loro.

    Diverso sarebbe se cadessero loro per primi, noi abbiamo un diverso respiro geopolitico, ma con la schiavitù della Nato nulla possiamo al momento., semplicemente, non siamo sovrani a livello di quasi tutto il continente.

    Ad avvantaggiarsi saranno l’Asia e la Russia ed entrambe avranno gioco facile in un’Europa devastata, bisognerà vedere quale sarà la nostra reazione, ma le divisioni odierne, se il teorema Della Luna fosse reale (il margine del dubbio deve sempre rimanere), non saranno facilmente dimenticate e ritrovare un’unità europea di fronte ad una colonizzazione esterna non sarà gioco facile.

    L’uniuca speranza sarebbe una diversa integrazione fatta quanto prima, ma la vedo dura quanto necessaria.

    Ognuno di noi da solo non potrebbe resistere granchè nel gioco colossale in atto. Una nuova Ue è necessaria per tutti, altrimenti il tempo ci farà eclissare uno ad uno.

    Ciao

    Geo

  • cardisem

    Non ho capito molto…
    A seguire l’istinto io penso che occorra liberarsi di Monti, di Napolitano, di tutto il ceto politico ed essere capaci di produrre una rivoluzione: o adesso o la morte lenta per consunzione. Io non credo che Monti o Napolitano ci porteranno la salvezza e che stiano facendo i nostri interessi: stanno facendo la programmazione del genocidio del popolo italiano…

  • albsorio

    Amerei vedere un’eurozona divisa in due, da un parte i piigs con l’euro di proprietà del del popolo e dall’altra i “vincitori” la loro attuale moneta-debito gravata dal signoraggio. Sarebbe interessante confrontare su un campo simile due teorie monetarie diverse. A tutti coloro che pensano che la moneta di proprietà del popolo sovrano sia una utopia ricordo che nel mondo 1 su 4 usa moneta propria, parlo della Cina che in tempo di crisi cresce del 10% non ha la decrescita infelice come qui.
    I popoli europei hanno bisogno di essere guidati dalla luce della verità e sorretti dal bastone della giustizia.

  • Eshin

    Il vertici decidono……………

    Articolo su Angela Merkel di Thierry Meyssan…
    http://www.linearossage.it/ddr/angela_merkel.htm

  • ericvonmaan

    L’Europa TUTTA, è ora che riveda i trattati di “pace” con gli angloamericani firmati al termine della II Guerra Mondiale. Finchè non ci liberiamo della presenza militare USA sui nostri territori, e finchè non stracciamo i trattati che ci impongono questo e quello, non si potrà mai fare proprio nulla. Fuori l’Italia e l’Europa dalla NATO: una organizzazione che non ha più motivo di esistere. L’Europa come ce l’hanno propinata non serve assolutamente a nulla, è un entità astratta, priva di qualsiasi ideale e forza, è solo un modo per tenerci le mani legate, spremerci tutti i soldi che guadagnamo e continuare a fare gli interessi, economici, strategici e militari dello Zio Sam. Finchè non sorgeranno in Europa dei leader coraggiosi, onesti, con le idee chiare e che amino la loro terra, e che siano in grado, INSIEME, di dettare le proprie condizioni, questo è quanto ci aspetta. Asservimento e schiavitù.

  • supervice

    ANGELA MERKEL, UNA NEOCONSERVATRICE ALLA PRESIDENZA DELL’UNIONE EUROPEA

    DI THIERRY MEYSSAN
    Reseau Voltaire

    Mentre Angela Merkel assume la presidenza dell’Unione Europea per il primo semestre 2007, Thierry Meyssan ritorna sul sorprendente percorso di questa responsabile della propaganda comunista della Repubblica Democratica Tedesca divenuta cancelliere cristiano – democratica della Germania unita. Sottolinea i presunti legami con i neo conservatori e la sua concezione di una leadership statunitense in Europa.

    Angela Merkel è nata nel 1954 ad Amburgo (Germania Federale). Poco dopo la sua nascita, la sua famiglia fa la scelta poco comune di passare all’Est. Il padre, pastore di una Chiesa luterana, fonda presto un seminario nella Repubblica Democratica Tedesca e dirige un ricovero per handicappati. Si astiene da ogni critica pubblica del regime, e gode di uno stato sociale privilegiato: dispone di due automobili e si sposta frequentemente all’Ovest.

    Angela Merkel svolge studi brillanti, sino al suo dottorato in fisica. Sposa un fisico, Ulrich Merkel, da cui divorzia rapidamente. Poi, si unisce al professor Joachim Sauer, divorziato come lei, ma già padre di due figli. La signora Merkel diviene ricercatrice in fisica quantistica all’Accademia delle Scienze.

    Simultaneamente, si impegna in politica in seno alla Freie Deutsche Jugend (Gioventù libere tedesche) , l’organizzazione che inquadra i giovani devoti allo Stato. Vi sale in grado al punto da divenire segretario del dipartimento di agitazione e propaganda. E’, allora, una delle principali esperte in comunicazione politica della dittatura socialista. A titolo professionale, e politico, viaggia sovente in seno al blocco sovietico, particolarmente a Mosca, tanto che parla correntemente il russo.

    Benché sia stata auspicata e preparata per lungo tempo, la caduta del muro di Berlino, nel Novembre 1989, sorprende tutte le cancellerie. La CIA tenta di costituire essa stessa il cambiamento, reclutando responsabili del vecchio regime che accettano di servire gli stati Uniti come avevano fatto per l’URSS.

    Un mese più tardi, Angela Merkel cambia campo senza avvertire e passa, armi e bagagli, al Demokratischer Aufbruch (Risveglio democratico), un nuovo movimento ispirato dalla democrazia cristiana della Germania Ovest. Vi occupa immediatamente le stesse funzioni che aveva in precedenza: solamente, l’incarico è titolato secondo il vocabolario della Germania Ovest: “incaricato delle relazioni con la stampa”.

    Nel frattempo, sembra che il Presidente del Demokratischer Aufbruch, Wolfgang Schnur, sia un vecchio collaboratore della Stasi, la polizia politica della dittatura socialista. La signora Merkel annuncia di persona alla stampa questa dolorosa notizia, che costringe il signor Shnur a rassegnare le dimissioni e le permette di prendere il suo posto alla presidenza del movimento.

    In seguito alle ultime elezioni legislative della RDA, entra nel Governo di Lothar de Maizière, di cui diviene la portavoce, benché il Demokratischer Aufbruch non abbia raccolto che lo 0.9% dei consensi. Soprattutto, in questo periodo di transizione, partecipa attivamente ai negoziati “2+4” che mettono fine allo statuto quadripartito di Berlino ed all’occupazione alleata, così come partecipa ai negoziati in vista della riunificazione tedesca. Per evitare, dice lei, un esodo in massa dell’Est verso l’Ovest, si adopera per far entrare senza termine la RDA nell’economia di mercato e nella zona del Marco.

    Dal canto suo il suo compagno, Joachim Sauer, è assunto dal marchio statunitense Byosm Technology. Passa un anno a San Diego (California) nel laboratorio di questa compagnia, contrattante del Pentagono. Resterà, in seguito, come esperto al seguito di Accelrys, un’altra società di San Diego contrattante del Pentagono. Dal canto suo, Angela Merkel perfeziona il suo inglese, che padroneggia ormai correntemente.

    Una volta dissolta la RDA nella RFA, ed il Demokratischer Aufbruch nella “Christlich Demokratischen Union” (CDU – Unione Democratica Cristiana), Angela Merkel è eletta deputato al Bundestag ed entra nel Governo di Helmut Kohl. Benché quest’ultimo sia molto legato alle tradizioni, sceglie questa giovane donna venuta dall’Est, divorziata, senza figli, e che vive in concubinato, come ministro della Famiglia, della Gioventù e della Condizione Femminile. In 14 mesi, la responsabile comunista della propaganda delle Gioventù della RDA è diventata Ministro democratico cristiano della Gioventù della RFA. Del resto, lascerà un magro bilancio nel suo primo ministero.

    Proseguendo la sua carriera in seno alla CDU, Angela Merkel tenta vanamente di farsi eleggere alla presidenza regionale del partito nel Brandeburgo. Nel frattempo, si prova che Lothar de Maizère, che è divenuto vice presidente nazionale del partito, ha intrattenuto lontani rapporti con la polizia politica della Germania Est e deve rassegnare le dimissioni. La signora Merkel lo rimpiazza.

    Nel 1994, il ministro dell’Ambiente, della protezione della Natura e della Sicurezza nucleare, Klaus Topfer, è nominato alla direzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, a seguito di un lungo braccio di ferro che l’oppone alla Federazione delle Camere di Commercio e dell’Industria (DIHK). Quest’ultima gli rimprovera di sotto stimare le realtà economiche. Helmut Kohl nomina allora la sua protetta per rimpiazzarlo e mettere così fine alla crisi. Fin dal suo arrivo al Ministero, lei riordina le cose silurando gli alti funzionari rimasti fedeli al suo predecessore. E’ in questo periodo che stringe l’amicizia con il suo omologo francese del momento, Dominique Voynet.

    Nel 1998, il cancelliere Kohl fa conoscere agli Stati Uniti la sua opposizione ad un intervento internazionale in Kosovo. Mentre i socialdemocratici di Gerard Shroder ed i Verdi di Joschka Fischer comparano Slobodan Milosevic ad Adolf Hitler e gridano alla guerra umanitaria.

    La stampa atlantica si scatena, allora, contro il cancelliere imputandogli le difficoltà economiche del paese che sono seguite alla riunificazione. I cristiano democratici sono spazzati via dall’onda rosso – verde alle elezioni del Settembre 1998. Shroder accede alla Cancelleria e nomina Fisher ministro degli Affari Esteri.

    Nel frattempo, sembra che Helmut Kohl e la sua guardia del corpo abbiano accettato dei finanziamenti occulti della CDU, ma rifiutano di rivelare i nomi per rispetto della parola data. Angela Merkel pubblica allora una coraggiosa tribuna libera nel Frankfürter Allgemeine Zeitung [1] per prendere le distanze dal suo mentore. Cosicché, costringe Hekmut Kohl a ritirarsi dal partito, e poi il presidente della CDU, Wolfgang Schäuble, a rassegnare le dimissioni. Nel nome della morale pubblica, si impadronisce così della presidenza del partito. Nello slancio, si conforma alla morale democratico cristiana sposando il suo compagno.

    Ormai, Angela Merkel è pubblicamente sostenuta da due gruppi editoriali.
    Può, innanzitutto, contare su Friede Springer, ereditiera del gruppo Axel Sprinter (180 giornali e riviste, tra cui Bild, Die Welt). I giornalisti del gruppo sono tenuti a sottoscrivere una clausola editoriale che specifica il dovere di operare allo sviluppo dei legami transatlantici ed alla difesa dello Stato d’Israele. Angela Merkel può, ugualmente, contare sulla sua amica Liz Mohn, direttrice del gruppo Bertelsmann, n° 1 dei media in Europa (gruppo RTL, gruppo Prisma, gruppo Random House, eccetera). La signora Mohn è, ugualmente, vice presidente della Fondazione Bertlesmann, pilastro intellettuale dell’atlantismo europeo.

    Angela Merkel si poggia sui consigli di Jeffrey Gedmin (nella foto sotto), eccezionalmente inviato a Berlino per lei dal clan Bush. Questo lobbysta ha, prima, lavorato all’American Enterprise Institute (AEI [2] ) sotto la direzione di Richard Perle e della signora Dick Cheney. Incoraggiò vivamente la creazione dell’Euro alla pari con il dollaro. In seno all’AEI, ha diretto la Nuova Iniziativa Atlantica (NAI) che riuniva il gotha dei generali e dei politici americanofili in Europa. Poi, ha partecipato al Progetto per un nuovo secolo americano (PNAC) ed ha redatto il capitolo sull’Europa nei programmi dei neo conservatori. Egli vi indica che l’Unione Europea deve restare sotto l’autorità della NATO e che questo non sarebbe possibile se non “scoraggiando gli appelli europei all’emancipazione [3] ”. Infine, è amministratore del Consiglio della Comunità dei Democratici (CCD [4] ) che predica un’ONU a due velocità, ed ha preso la direzione dell’Istituto Aspen di Berlino [5]. Di conseguenza ha declinato l’offerta del suo amico John Bolton [6] per divenire ambasciatore aggiunto degli Stati Uniti all’ONU, così da consacrarsi esclusivamente all’inquadramento di Angela Merkel.

    Nel 2003, il dipartimento di Stato affida a Jeffrey Gedmin ed a Craig Kennedy un vasto programma di “diplomazia pubblica”, ovvero sia di propaganda, che include il sovvenzionamento segreto di giornalisti ed opinionisti in Europa Occidentale [7].

    Nel 2003, il cancelliere Gerard Shroder si oppone all’operazione anglosassone in Irak. Angela Merkel pubblica, allora, una coraggiosa tribuna nel Washington Post [8] in cui rifiuta la dottrina Chirac – Shroder d’indipendenza dell’Europa, afferma la sua gratitudine e la sua amicizia per “l’America” e sostiene la guerra.

    Nel maggio 2004 mescola le carte imponendo l’elezione alla presidenza della Germania Federale del banchiere Horst Kohler, principale redattore del Trattato di Maastricht ed artigiano dell’Euro, poi presidente della BERD e direttore del FMI. Poi, lancia una campagna “patriottica” contro l’islamismo radicale.

    Lungo tutto il corso della campagna legislativa del 2005, stigmatizza la crescita della disoccupazione e la negligenza dei social democratici nel soffocarla. La CDU acquista, in quella occasione, il credito di 21 punti nei sondaggi. E’ allora che il suo conigliere occulto, Jeffrey Gedmin, l’interpella in una lettera aperta pubblicata da Die Welt. Dopo aver criticato il modello economico tedesco, egli scrive: “Prima di fare avanzare il Paese, lei deve vincere intellettualmente questi individui nostalgici che trascinano i piedi. Se Sarkozy succede a Chirac, forse la Francia conoscerà uno slancio. Sarebbe spiacevole che la Germania continuasse a regredire.” Rispondendo a questo invito, Angela Merkel svela, infine, i suoi piani. Pone davanti uno dei suoi consiglieri, l’ex – giudice alla Corte Costituzionale Paul Kirchhof, e il gruppo dell’Iniziativa Neue Soziale Marktwirtschaft (l’iniziativa per la nuova economia sociale di mercato [9]). Annuncia la soppressione della progressività dell’imposta sul reddito: il tasso sarà lo stesso per coloro che non hanno il necessario e per coloro che vivono nel superfluo. Il cancelliere uscente, Gerard Shroeder, critica duramente questo progetto in occasione di un dibattito televisivo.

    L’avanzata della CDU è polverizzata. Alla fine, la CDU ottiene il 35% dei consensi e l’SPD il 34%, disperdendosi il resto fra piccole formazioni. I tedeschi non vogliono più Schroder, ma non vogliono nemmeno la Merkel. A seguito di lunghe e penose trattative, è costituita una grande Coalizione: Angela merkel è Cancelliere, ma deve cedere la metà dei Ministeri alla sua opposizione.

    Impone la partecipazione di un contingente tedesco alla forza multinazionale comandata dagli Stati Uniti in Afghanistan. Poi, all’occasione dell’intervento israeliano in Libano, impone uno spiegamento navale tedesco in senso alla FINUL dichiarando: “Se la ragion d’essere della Germania è di garantire il diritto all’esistenza di Israele, non possiamo dire, adesso che questa esistenza è minacciata, che non facciamo nulla.”

    Dal primo Gennaio 2007, la signora Merkel presiede l’Unione Europea. Non fa mistero della sua intenzione di costringere la Francia ed i Paesi Bassi ad accettare l’equivalente del progetto di Trattato costituzionale che hanno rigettato mediante il referendum; né della sua intenzione di rilanciare il progetto di fusione fra la zona di libero scambio nordamericana e la zona di libero scambio europea per creare un “grande mercato transatlantico” secondo la vecchia formula di Sir Leon Brittan. (a destra)

    Traduzione per https://www.comedonchisciotte.org a cura di GIORGIA

    Note:

    [1] Frankfürter Allgemeine Zeitung, 22 dicembre 1999.

    [2] “L’istituto Americano dell’impresa alla Casa Bianca”, Réseau Voltaire, 21 giugno 2004.

    [3] «Europe and NATO : Saving the Alliance», di Jeffrey Gedmin in Present Dangers. Crisis and Opportunity in American Foreign and Defense Policy, per la direzione di Robert Kagan e William Kristol, Encounter Books, 2000.

    [4] «La democrazia forzata», di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 25 Gennaio 2005.

    [5] “L’istituto Aspen istruisce gli squali del business“, Réseau Voltaire, 2 Settembre 2004.

    [6] «John Bolton e il disarmo attraverso la guerra», Réseau Voltaire, 30 novembre 2004.

    [7] «Selling America, Short» di Jeffrey Gedmin e Craig Kennedy, The National Interest n°74, Inverno 2003.

    [8] «Schroeder Doesn’t Speak for All Germans», di Angela Merkel, The Washington Post, 20 febbraio 2003.

    [9]  Questo think tank si rifà all’economia sociale di mercato messa in opera dal cancelliere Ludwig Erhard negli anni 1963-66 appoggiandosi sul Piano Marshall.

    ******************************

    Traduzione di GIORGIA

    Articolo originale: Angela Merkel, une néo-conservatrice à la présidence de l’Union européenne [www.voltairenet.org]

    Fonte: ANGELA MERKEL, UNA NEO CONSERVATRICE ALLA PRESIDENZA DELL’UNIONE EUROPEA [www.comedonchisciotte.org]

  • spartan3000_it

    Sostanzialmente concordo. Molti non si rendono conto, tornando a quanto sostenuto nell’articolo, che l’Europa tutta non ha piena sovranita’ ma che e’ una sorta di “governatorato” dell’Impero. I nostri vertici politici sono semplici marionette, collaborazionisti, Napolitano in testa (altro che Costituzione…). I nostri militari servono a comandi Nato e stranieri. La nostra liberta’ e il nostro benessere andrebbero direttamente contrattatati con il governo USA che usa strutture mimetiche come NATO, trattati e vertici vari per esercitare il suo potere e il suo “governo” come gli imperatori romani una volta governavano le provincie con i vicere’. Non dimentichiamo che siamo tutti dipendenti dalla FED con la BIS e gli accordi di Basilea anche sul piano della sovranita’ monetaria e la costruzione europea e’ un esperimento di governo di think-tank atlantici. I tedeschi hanno solo saputo contrattare meglio di noi con le centrali del potere e si vantano di angustiarci come gladiatori invidiosi ma sono sulla stessa barca. Gli stessi cittadini americani sono sudditi di un leviatano che ha nel complesso militare-industriale e nel sistema finanziario monopolizzato dai sionisti la sua vera essenza. Credo che sia importante soprattutto averne consapevolezza per il resto da cristiani daremo ai nuovi Cesare quel che e’ di Cesare e a Dio quel che e’ di Dio. Almeno finche’ le catene della schiavitu’, i tributi e il sangue delle guerre non ci tolgano tutte le forze… o che l’impero non crolli sulle sue contraddizioni.

  • Giancarlo54

    Direi che l’articolo spiega assai bene i “retroscena” (conosciuti da tutti) che hanno portato Monti al governo ed i perchè.
    Il fatto che lo spread cominci a scendere (era inevitabile) e che il default si allontani sempre più (sono uno dei pochi a non averci mai creduto) è li a dimostrare chiaramente perchè la kulona ha voluto la caduta del cavaliere. L’Italia non deve fallire e deve restare nell’euro, perchè questo è quello che interessa alla Germania ma anche ad altri (vero premio Nobel per la pace?) e ci deve restare morta economicamente e socialmente, ma questo è un dettaglio.

  • Hamelin

    Non concordo assolutamente con le conclusioni dell’articolo .
    Per me è assolutamente tradimento .
    La scusa che noi siamo un popolo di occupati da potenze straniere non regge.
    Secondo questa logica allora gli oppressi non si potranno mai ribellare ad un oppressore poichè questo è piu’ forte.
    Allora benvenga aspettiamo pure che l’oppressore ci indebolisca fino alla morte in modo da non avere piu’ forza per combattere ed essere costretti ad aspettare solo il colpo di grazia.
    Cambiare lo “Status Morale” di traditore a Non Traditore solo perchè non si ha alternativa e si è “obbligati” non regge .
    Le caratteristiche irreprensibili morali ed etiche delle persone non cambiano in base all’equilibrio delle forze o alle opinioni , sono semplicemente fattuali .
    Bisogna considerare poi che le alternative ci sono e ci saranno sempre.
    Bisogna pero’avere le palle per portare avanti le proprie azioni.
    Una persona che agisce per gli interessi del paese e per la sua difesa non puo’ avvallare la sua stessa svendita alle potenze straniere solo perchè “piu’ forti”.
    Saro’ antiquato ma questo a mio avviso si chiama ancora TRADIMENTO .

  • ws

    gia’ …. EURO MACTH FREI

    analisi inappuntabile e tragica … come sempre 🙁

  • siletti86

    Vi ricordo:
    1) che è la francia e non la germania ad avere la bomba atomica;
    2) che è la francia e non la germania a far parte del consiglio di sicurezza ONU;
    3) che è la francia e non la germania ad avere tuttora un impero coloniale sterminato dislocato in mezzo mondo (nel quale ancora adesso ha la libertà di stampare i franchi);
    4) che è la germania e non la francia ad essere sotto gli occhi di tutti per il suo comportamento spavaldo, permettendo però alla francia di fare da “ago della bilancia” tra i paesi più poveri e più quelli produttivi. Così facendo, da una parte il galletto sarkofago trae i massimi benefici dal comportarsi quale seconda(?) economia d’europa, ma dall’altra si esula da ogni responsabilità di default dei paesi più poveri facendo ricadere ogni responsabilità su adolfa merkel;
    5) tutto questo mentre è la francia e non la germania, che insieme all’inghilterra, attacca la libia minando l’indipendenza energetica italiana.

  • ws

    Certo. Come dice MDL la germania si e’ collocata appena sopra di noi nella ” catena alimentare” perche’ lo puo fare essendo piu forte e perche’ questo gli e’ concesso dal ” padrone “, che in questo , come in tutti gli ” ovili ” , ha bisogno di un “cane pastore ” per sorvegliere le sue ” pecore” .

    e siccome il ” cane ” e’ sempre piu stupido del ” padrone ” ( ci sono li’ due WW a dimostrarlo .. ) anche stavolta pero’ finira’ bastonato , perche’ in ogni “gregge” ci puo’ essere un solo ” pastore ”

  • wewantdefault

    Sperando di non incorrere in un altro ban, Truman non me ne voglia. Il punto è: qui c’è da sporcarsi le mani di sangue. Organizzati. Chi di voi HA le palle?? Perchè “loro” le palle per imbandire sto bel gochino butta-in-culo che ruba i beni e il futuro mio, vostro, e dei nostri figli a venire le hanno avute. senza tante remore. Finchè non prendiamo atto di questo siamo finiti.

  • ericvonmaan

    Tutto vero. Infatti a Yalta c’erano Roosevelt, Stalin, Churchill e, appunto, De Gaulle. La differenza tra vinti e vincitori.

  • ROE

    Si può cambiare solo senza azioni violente. È possibile. E non solo in Italia. La storia dimostra che vince chi usa la mente (con passione), non la forza fisica.

  • casumarzu

    L’analisi non si può discutere – il modo in cui un Paese di 56M di anime viene trattato è ingiustificabile – ma il problema è questo: chi ha il potere
    di far fuori 56m di persone? Allora è chiaro che si può fare una rivendicazione – Abolizione della democrazia (intesa come ideologia si rapina) – instaurazione di un Governo di guerra a capo la migliore gioventù del Paese – vediamo se qualcuno ha le palle per contrastare il diritto di un popolo a vivere –
    Certo ci vogliono gente con le palle – prima o poi di dovrà attuare questa
    rivoluzione.

  • wewantdefault

    Non voglio esser polemico ma la storia afferma ben altro. La passione sfocia per forza di cose nella violenza. È la cosa piú naturale del mondo e non te ne devi vorgognare sai? Se stuprassi i tuoi figli e li uccidessi per divertimento, il tuo conseguente istinto omicida sarebbe la reazione piú viva e piú VERA che tu avresti. Guardati allo specchio e non ti vergognare, qst storia del politically correct ha proprio rotto i coglioni. Io lo provo l’istinto omicida e non me ne vergogno, perchè sono UMANO. mi preoccuperó qnd non lo sentiró più. un saluto.

  • ADANOS

    quoto.
    Le due più alte (s)cariche dello stato immagino abbiano dovuto giurare qualcosa che ha a che fare con la fedeltà e/o con la lealtà verso popolo italiano.
    Il fatto di calare le braghe (del popolo) per farsi inchiappettare dai “forti” tenendo all’oscuro e disinformando il popolo sullo stato delle cose, non mi pare proprio una condotta leale.
    Anzi è una vigliaccata, è tradimento punto e basta.

    o forse mi sbaglio e non hanno dovuto giurare nulla …
    ah si giuto, quella del giuramento lo vista in un film
    oops
    ritiro tutto …
    maledetti film … ti mettono certe cose in testa

    buon a(n)nooooooooooooooo

  • ROE

    Io penso solo che la violenza – a meno che non sia l’unico mezzo possibile per reagire alla violenza – rappresenti un limite dell’intelligenza.

  • Miky

    La nostra “migliore gioventù” è anesteticamente e culturalmente americanizzata.
    Siamo dei nani da giardino…

  • Eshin

    Le bombe stanno depositate in Francia , Germania, Italia…

  • wewantdefault

    L’hai detto tu stesso: è l’ unico mezzo per rispondere ad un’altra violenza. come spesso succede anche in qst caso è cosí.