EMERGE UN RAPPORTO CIA PER LA DESTABILIZZAZIONE DEL VENEZUELA

DI JAMES PETRAS
Counterpunch

I media occidentali hanno dato spazio soprattutto alle reazioni di Chavez all’ingerenza USA e ad alcuni dei quesiti del referendum tenutosi ieri in Venezuela. Ma ciò che non è stato evidenziato è che la minaccia di ingerenza USA era tutt’altro che una fantasia del presidente venezuelano, e la posta in gioco nel referendum riguardava soprattutto la socializzazione e democratizzazione dell’economia di base. N.d.r.

Il 26 novembre 2007 la televisione di stato venezuelana ha fatto circolare un rapporto confidenziale inviato dall’ambasciata statunitense alla CIA che rivela la devastante operazione clandestina degli Stati Uniti e che influenzerà il referendum di domenica, 2 dicembre 2007.

Il rapporto inivato da un’ufficiale dell’ambasciata, Michale Middleton Steer, era indirizzato al Direttore della CIA, Michael Hayden. Il rapporto era intitolato “Advancing to the Last Phase of Operation Pincer” (anticipazione dell’ultima fase dell’operazione “tenaglia”) ed aggiorna sull’attività di un’unità della CIA dall’acronimo “HUMINT” (human intelligence) che è coinvolta nell’azione clandestina di destabilizzare l’imminente referendum e coordinare la milizia civile sconfitta alle elezioni dal governo Chavez. L’inchiesta dell’ambasciata e della CIA stima che il 57% dei votanti approverebbe gli emendamenti costituzionali proposti da Chavez, ma prevede anche il 60% di astenzione.Gli uomini degli Stati Uniti enfatizzano la loro capacità di reclutare tra le file del “no” ex-sostenitori di Chavez tra i socialdemocratici (PODEMOS) e il precedente Ministro della Difesa Baudel, affermando di aver ridotto i “sì” del 6 per cento, rispetto al sondaggio precedente. Tuttavia gli uomini dell’ambasciata ammettono di non aver raggiunto il loro scopo, riconoscendo di non poter sconfiggere gli emendamenti solo attraverso la via elettorale.

Il rapporto raccomanda inoltre che l’ “Operazione Tenaglia” (OP, Operación Tenaza) diventi operativa. La OP prevede due strategie per bloccare il referendum, rifiutando il suo esito e richiedendo il “no”. La corsa al referendum include falsi exit polls, attacchi agli ufficiali elettorali e una propaganda, attraverso i media privati, che accusi il governo di brogli e chieda di votare “no”.
Le contraddizioni che il report evidenzia, non sono prese in considerazione.

Il report della CIA e dell’Ambasciata mostra divisioni interne e recriminazioni da parte degli oppositori agli emendamenti, incluse molte defezioni all’interno del loro “umbrella group” (gruppo ombrello). Il rapporto dell’Ambasciata evidenzia pericolose minacce alla democrazia, puntando il dito contro il successo nella mobilitazione studentesca delle università private (sostenuti dai top administrators) nell’attaccare gli edifici chiave del governo, compreso il Palazzo Presidenziale, la Corte Suprema e il Cosiglio Elettorale Nazionale. L’ambasciata è anche particolarmente ricca di riconoscenza per il gruppo ex-Maoista “Red Flag” per la sua attività di violenta guerriglia di strada. Paradossalmente, piccole sezioni troskyiste e i loro sindacalisti appoggiano gli ex-Maoisti nell’opporsi agli emendamenti costituzionali. L’ambasciata allo stesso tempo critica la loro “retorica Marxista” e sfrutta la loro opposizione agli emendamenti per sostenere la propria strategia.

L’ultimo scopo dell’ “Operazione Tenaglia” è conquistare una base territoriale o istituzionale con il supporto massiccio della minoranza sconfitta all’elezioni, nel giro di tre o quattro giorni (forse anche dopo le elezioni, anche se questo non è chiaro), appoggiata da una nascente opposizione di ufficiali militari principalmente nella Guardia Nazionale. Gli ufficiali dell’Ambasciata ammettono che i cospiratori dell’esercito hanno avuto dei guai nel momento in cui il piano degli uomini dell’intelligence è stato scoperto, forniture di armi sono state decommissionate e molti cospiratori sono stati messi sotto stretta sorveglianza.

Aldilà del profondo coinvolgimento degli Stati Uniti, la prima organizzazione dell’elite del buisness venezuelano (FEDECAMARADAS), così come le maggiori televisioni, radio e editrici di giornali privati sono stati coinvolti in una campagna del terrore e dell’intimidazione. Produttori di cibo, distributori al dettaglio e all’ingrosso hanno creato falsi ammanchi di articoli primari provocando una fuga dei capitali per disseminaree il caos e favorire l’aumento dei “no”.

Il contrattacco del Presidente Chavez

In un discorso a favore degli emendamenti sull’imprenditoria, Chavez ha avvertito il Presidente del FEDECAMARAS sul fatto che se continuerà a minacciare il governo con un ricatto, nazionalizzerà tutte le imprese affiliate. Ad ecezzione dei trotskyisti e di altri settori, la larga maggioranza dei lavoratori organizzati, dei braccianti, dei piccoli fattori, delle circoscrizioni, dei lavoratori autonomi e degli studenti delle scuole pubbliche si sono mobilitati ed hanno manifestato a favore degli emendamenti costituzionali.

Qualche emendamento giustifica la volontà popolare: un articolo accelera l’espropriazione delle terre e facilita le ridistribuzioni per chi non ha terra o per i piccoli imprenditori. Chavez ha già liquidato 150,000 lavoratori senza terra con 2 milioni di acri. Un altro emendamento provvede alla copertura assicurativa sociale per il settore dei “non in regola” (venditori di strada, collaboratori domestici, autonomi) che ammonta al 40% della forza lavoro. L’orario settimanale dei lavoratori organizzati e non organizzati sarà ridotto da 40 a 36 ore (da lunedì a venerdì) senza riduzione del salario. L’ammissione senza numero chiuso e l’educazione superiore universale e gratuita aprirà a grandi opportunità educative per gli studenti delle classi più basse. Gli emendamenti permetterano al governo di bypassare l’attuale blocco burocratico per socializzare le industrie strategiche, aumentando, quindi, i posti d’impiego e abbassando gli utili. Infine, un emendamento aumenta il potere e il budget delle circoscrizioni per legifelare sugli investimenti nelle loro comunità.

L’elettorato che appoggia gli emendamenti costituzionali voterà a favore dei propri interessi socio-economici o di classe; la questione di un’eventuale rielezione del Presidente non è tra le loro priorità mentre è il problema su cui la Destra si è concentrata per definire Chavez un “dittatore” ed il referendum un “golpe”.

L’opposizione

Grazie all’appoggio finanziario dell’Ambasciata statunitense (8 milioni di dollari per la propaganda, sempre secondo il rapporto dell’ambasciata) dell’elite imprenditoriale ed il tempo e lo spazio concessi dai media di destra, la destra ha mobilitato una maggioranza di studenti dell’alta borghesia delle Università Private, appoggiata dalle gerarchie della Chiesa Cattolica, un largo numero delle circorscrizioni della borghesia, interi gruppi di commercianti, appartenenti alla classe media in beni immobili o finanziari e, apparentemente, settori dell’esercito, specialmente ufficiali nella Guardia Nazionale. Mentre la destra ha il controllo sui media privati più importanti, la televisione e la radio pubblica avvallano le riforme costituzionali. Mentre la destra ha i suoi sostenitori tra alcuni generali della Guardia Nazionale, Chavez ha l’appoggio dei reparti di paracadutisti e delle legioni degli ufficiali di medio rango e la maggior parte degli altri generali.

Il risultato del Referendum del 2 dicembre è un importantissimo evento storico in primis e soprattutto per il Venezuela ma anche per il resto dell’America. Un voto positivo (Vota “sì”) creerà i presupposti legali per la democratizzazione del sistema politico, la socializzazione dei settori strategici dell’economia, darà più potere ai poveri e fornirà le basi per un sistema industriale autonomo. Un voto negativo (o il successo dell’appoggio Statunitense alla sollevazione civile e militare) annullerebbe la più promettente esperienza attualmente eistente di autogestione popolare, di un welfare sociale avanzato e democraticamente basato sul socialismo. Uno stravolgimento della tendenza comune, specialmente un risultato imposto dall’esercito, porterebbe a un bagno di sangue così come non se ne sono visti dai giorni del colpo di stato indonesiano dei generali nel 1966, in cui furono uccisi più di un milione di lavoratori e braccianti, o il golpe argentino del 1976 nel quale più di 30,000 argentini furono uccisi dai generali appoggiati e sostenuti dagli Stati Uniti.

Un successo del “Sì” non metterebbe fine alla campagna politica e militare di destabilizzazione ma sicuramente indebolirebbe e demoralizzerebbe i collaboratori. Il 2 dicembre del 2007 i venezuelani vivranno un rendezvous con la storia.

James Petras, professore di Sociolocia alla Binghamtom University di New York, ha partecipato per 50 anni alla lotta di classe, è un consulente per i “senza terra” e disoccupati in Brasile de Argentina de è co-autore di Globalization Unmasked (Zed). Il suo nuovo libro, in collaborazione con Henry Veltmeyer, Social Movements and the State: Brazil, Ecuador, Bolivia e Argentina, è stato pubblicato nell’Ottobre del 2005. Il suo indirizzo è: [email protected].

Titolo originale: “CIA Venezuela Destabilization Memo Surfaces

Fonte:http://www.counterpunch.org
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28.11.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUSANNA BATTISTINI

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