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EDITORIALE: MOSCA INVADE LO YUCATAN

E GIUSTIFICA L’INVASIONE CON LA MINACCIA DEL TERRORISMO

DI DENNIS RAHLKONEN

Si prenda in esame il seguente scenario:
Siamo nel 1966 – l’apice della guerra fredda – e l’Unione Sovietica invia l’Armata Rossa, 7.000 miglia lontano da casa, ad invadere arbitrariamente il Messico. Il tutto senza alcuna provocazione o plausibile causa.
L’invasione immorale ed illegale viene giustificata dall’ assurda bugia che indica nei messicani un’ imminente, terribile minaccia per la Madre Russia.

Mosca rovescia il governo messicano, ricorre ad elezioni pilotate per installare un regime fantoccio. Si appropria, quindi, del petrolio dello sfortunato paese.

Durante l’attacco iniziale e nel corso della resistenza da parte dei patrioti messicani contro la successiva, odiosa occupazione, sono state uccise decine di migliaia di persone.

Sull’intero pianeta, hanno luogo massicce manifestazioni di protesta.
Su uno dei più diffusi striscioni, esibiti nel corso di questi indignati cortei, si legge:
” Leonid Brezhnev: Il terrorista numero uno”.

Nei vicini Stati Uniti, tutti si sentono oltraggiati.

Specialmente i conservatori statunitensi sono comprensibilmente adirati. Essi condannano la messa in scena sovietica richiamando, giustamente, quello che avvenne con l’espansionismo fascista di Hitler.

Ora, usciamo da questo scenario immaginario, troppo assurdo per pensare che possa essere mai accaduto.

Siamo nel 2006, e sono gli Stati Uniti, governati da G.W. Bush, che hanno occupato l’Iraq in seguito ad un’aggressione battezzata “shock-and-awe” (colpisci e terrorizza) che, facendoli a pezzi, ha spazzato via non solo i difensori dell’ Iraq, ma anche vecchi, donne terrorizzate e bambini.

Più di 100.000 di loro sono morti.

L’artefatta giustificazione razionale per un’inutile guerra si è, ampiamente, dimostrata ridicola.

Esistono documenti che, incontrovertibilmente, dimostrano come la ricchezza derivante dal petrolio iracheno debba essere instradata verso i forzieri delle multinazionali statunitensi con mezzi truffaldini.

[In Iraq vi sono] Collaborazionisti ed opportunisti, ivi compreso un regime che ricorda quello del norvegese Quisling instaurato da Washington, mentre quelli che resistono davvero e perseguono il fine dell’autodeterminazione sono fucilati dai marines, o torturati ad Abu Ghraìb.

Proteste indignate sorgono spontaneamente in tutto il mondo. Striscioni con su scritto “G.Bush: Il terrorista numero uno” si materializzano un pò dappertutto.

Negli Stati Uniti, tuttavia, i conservatori lodano la maledetta guerra di Bush.

Guidano SUV e possiedono azioni delle grandi compagnie petrolifere.

Sputano ipocrisia così come un vulcano erutta nuvole di cenere fluttuante.

Gli Oppressi diventano Oppressori

Ottocento Sioux Oglala della riserva di Pine Ridge, nel Sud Dakota, prestano servizio militare in Iraq.

La disoccupazione, a Pine Ridge, supera l’80 per cento. Il consumo di alcool e di droga è molto diffuso. Lo stato di salute generale e la scolarizzazione sono inferiori a quello di molti paesi del terzo mondo.

Spesso, per strada, sono stato avvicinato da poveracci senza arte né parte. Dormono sotto i ponti delle superstrade e si procurano un pasto presso qualche missione. La maggior parte di essi sono “indiani”, alcuni hanno lasciato Pine Ridge per cercare una sorte migliore nella città dell’uomo bianco.

Nel frattempo, altri, che provengono dalla riserva, rischiano di saltare in aria su ordigni rudimentali per rendere effettivo lo stesso furto di terra e di risorse naturali che lastricò, fin dall’inizio, la vita dei nativi americani con una scia di lacrime e sangue.

Non ci sono né botoli di erba secca rotolante né sciacalli, nelle terre brulle a nord di Baghdad, ma, tuttavia, va in onda una vecchia, familiare, triste storia.

Dalla culla alla tomba in 19 anni

Una giovane coppia mette al mondo il primo, sospirato figlio.

Con infinito amore, lo vedono crescere, fare i primi passi, e giungere in età prescolare.

Com’è bello aspettare Santa Klaus, il coniglio pasquale e cantare insieme le prime filastrocche per imparare l’alfabeto.

Poi, arriva il tempo del giardino d’infanzia, la scuola e lo studio vero e proprio. Il bambino porta a casa libri, legge delle storie, impara a far di conto. Le stelle d’oro sono la ricompensa per le buone prestazioni scolastiche. Mamma e papà ne vanno fieri.

Poi, vengono le scuole medie, ed i primi sport di squadra. Com’è bello essere un bambino che si diverte negli Stati Uniti!

Alle scuole superiori, il primo amore ed il primo lavoro danno nuovi stimoli a tutti. Il ragazzo studia con profitto. L’università è vicina.

Lacrime di gioia solcano le guance di entrambi i genitori nel momento in cui il diploma, conseguito dopo l’esame finale, illumina le loro vite.

Il ragazzo è diventato un giovane uomo di belle speranze.

Spinto da un sincero e genuino spirito di servizio, il diplomato si arruola nella Guardia Nazionale. E’ solo un servizio part-time, che dà la possibilità di aiutare la comunità durante i periodi di emergenza in conseguenza dell’insorgere di uragani ed alluvioni.

Ma, quando i disastri naturali arrivano, un disastro non provocato dalla natura impedisce alle milizie della Guardia Nazionale di poter intervenire.

Un disonesto, cattivo presidente, di sua iniziativa, ha scatenato una terribile guerra in Medio Oriente. Le guardie nazionali sono state mandate all’estero a causa di un bugia su armi di distruzione di massa che non sono mai esistite.

Uno ad uno, poi, in gruppo, giovani uomini e donne della Guardia Nazionale hanno cominciato a morire, vittime di gente che, con fucili e bombe, vogliono che i soldati stranieri se ne vadano lontano dal sacro suolo della loro terra.

Un brutto giorno, il campanello della casa del giovane statunitense che, solo pochi anni prima, giocava nel cortile della stessa, suona.

Due uomini in uniforme dicono alla madre, che sta già tremando prima ancora che una sola parola sia pronunciata: “Ci dispiace doverla informare…”

La donna scoppia in lacrime.

Dallo schermo del televisore del salotto, un tronfio uomo sogghignante, da un podio, parla di “onorare quelli che sono caduti”, continuando a combattere, finché non sia raggiunta una “completa vittoria”.

Ma ciò non può accadere, perchè non c’è onore nel proseguire un’ impresa distorta che è destinata al fallimento.

Fra pochi giorni, papà e mamma vedranno scorrere, davanti ai loro occhi, l’intera vita del loro ragazzo nei pochi momenti che occorrono per interrare una bara sotto il ben curato prato di un cimitero.

Intanto, in città, un altro giovane si prepara a partire per il campo di battaglia.

E, nell’ospedale locale, altri genitori ridono di gioia mentre si chinano sul frutto del loro amore.

In sordina, sul comodino accanto al letto, una radio manda in onda una canzone vecchia di parecchie decadi:

“Quando mai impareranno? Impareranno mai?”

Dennis Rahkonen di Superior, Wisconsin, invita tutti a dare il proprio contributo affinchè, ci sia una grande partecipazione alle proteste popolari, in occasione del terzo anniversario dell’inizio della guerra in Iraq, il 19 Marzo.
Può essere contattato al seguente indirizzo e email [email protected]

Dennis Rahlkonen
Fonte:
http://onlinejournal.com/
Link: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_587.shtml
10.03.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CHOMSKY 5

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Pubblicato da Olimpia