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DI PINO CABRAS

megachip.globalist.it

La Repubblica annuncia le prove, gente! Come sempre, del resto, quando devono pompare una certa isteria bellica.

Poi guardi le foto, e c’è scritto in piccolo e in inglese che «L’area di dispiegamento e di addestramento si trova a circa 50 km a Est del confine ucraino», ossia in territorio russo.
Come se non bastasse, le diciture nelle foto spiegano anche che quella è l’area di Rostov (nei pressi della più grande città della Russia meridionale).

Lì si stanno svolgendo massicce esercitazioni: Mosca mostra i muscoli. Ma a casa sua.

Direi che può bastare per aggiornare lo stato di conclamata putrescenza del giornalismo italiano.
Rimangono due foto satellitari. Anch’esse come le altre, sono attribuite dalla Nato a un’agenzia privata (ottima tecnica per poter fare marcia indietro e lavarsene le mani). Quelle foto mostrano pochissimi mezzi di artiglieria in territorio ucraino che potrebbero benissimo essere ucraini o comunque conquistati dai ribelli alle migliaia di coscritti che si sono arresi in questi giorni, proprio mentre a Kiev (e a Washington) si ripassa la storia di Caporetto.
Insomma: prove zero. Fuffa tossica, tanta. E il giornalismo italiano non ha nemmeno più una linea del Piave.

Pino Cabras

Fonte: http://megachip.globalist.it
Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=108646&typeb=0&Invasione-russa-Una-figura-da-Cioccolatenko
28.08.2014
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