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ECCO CIO’ CHE STA ACCADENDO IN ARGENTINA IN QUESTI GIORNI

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Due o tre cosette sull’Argentina e sui media italiani.

Da qualche giorno circola in rete (e sulla stampa mainstream) una enorme eccitazione sull’Argentina e sul suo immediato destino economico. Andrà in default di nuovo? E’ vero che sta per saltare il sistema? Tutta questa improvvisa fibrillazione è relativa a un debito del governo argentino che si riferisce a eventi avvenuti nel 2003 dovuti alla denuncia di un fondo d’investimenti che non ha riconosciuto le modalità di restituzione argentine.

Nella foto: Una donna cammina in una strada di Buenos Aires. Questa foto è stata scattata il 18 maggio 2102 (Associated Press/Natacha Pisarenko) Ma perché in Italia se la prendono tanto per un debito (minimo, davvero minimo, di cifra irrilevante) acceso da un lontano paese sudamericano, circa dieci anni fa? Una nazione che non fa parte dell’euro, i cui problemi non possono avere nessun impatto né tecnico né economico con la nostra situazione? A questo bisogna aggiungere l’enorme diffusione in Italia, sia sulla stampa ufficiale di regime che sui siti on line, delle notizie sulle manifestazioni popolari contro il governo in carica, descrivendo l’Argentina come un paese che sta di nuovo sull’orlo del collasso economico..

Chi segue questo blog ricorderà il post nel quale raccontavo una storia, che allora avevo definito “la guerra tra le due Cristine”, annunciando lo scontro di fine novembre che avrebbe raggiunto la sua punta massima a metà dicembre, visto che il Fondo Monetario Internazionale aveva dato al paese sudamericano la scadenza del 17 dicembre come ultima data per mettersi in linea con i parametri richiesti dai creditori istituzionali.
E, negli ultimi giorni, così, all’improvviso, dovunque si è parlato dell’Argentina e diverse persone si sono rivolte a me chiedendo la mia opinione.
Da cui il motivo di questo post.

“False flag”.

E’ un termine inglese che letteralmente vuol dire “falsa bandiera”, ma che nell’usuale linguaggio della comunicazione sta a indicare, piuttosto, quella che io chiamo “arma di distrazione di massa”.
Tutto questa eccitazione sui problemi economici dell’Argentina sono, per l’appunto, a mio parere, una “falsa bandiera”.

E’ il risultato di questa bulimìa ossessiva, fortemente voluta dagli oligarchi bocconiani, nell’imporre alla gente l’obbligo di parlare continuamente e costantemente di economia e di monete e di teorie, cercando di sottrarre il dibattito (riuscendoci in pieno) alla Politica, al confronto/scontro tra due interpretazioni del mondo, del mercato, dell’economia e della società che sono opposte e antagoniste.
In Argentina è accaduto qualcosa negli ultimi giorni. Sì, è vero.
Ma non ha nulla a che vedere con ciò di cui tutti parlano.
Sì, laggiù, qualcosa è accaduto. E anche di molto grosso. E sta accadendo proprio in queste ore. Ma non riguarda quel debituccio, non riguarda i soldi nudi e crudi, non riguarda provvedimenti di ragioneria economica e di contabilità fiscale.

Riguarda l’economia, questo sì. Ma viene dal mondo della Politica intesa nella sua forma più pura e migliore. E sta avendo un impatto poderoso non soltanto in tutto il Sudamerica, ma anche e soprattutto in Usa dove, non appena è arrivata la notizia, i repubblicani si sono subito scontrati con Obama e hanno interrotto la trattativa sulle manovre economiche rimandando il prossimo incontro di qualche giorno. Ma di tutto ciò, in Italia neppure una parola, neppure un rigo, neppure un accenno, che io sappia.

Non è certo casuale.

Di che si tratta, quindi?

Si tratta dell’approvazione di una Legge dello stato che il senato della repubblica argentina ha votato in maggioranza (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre”. Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile. E la Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato. Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

Così titolava La Naciòn, il più importante quotidiano argentino (moderato conservatore) nel dare la notizia che in Italia non mi pare sia stata né diffusa né diramata.

LA CAMARA DE SENADORES CONVIRTIO EN LEY LA REFORMA DE LA REGULACION DEL MERCADO DE CAPITALES

Estado con más poder para proteger el ahorro

Da oggi lo Stato si fa garante presso i cittadini, di cautelare i risparmi personali ma si fa soprattutto garante del fatto che le imprese, le società, le industrie, le finanziarie internazionali operanti in Argentina intervengano in borsa e sui mercati dei capitali “con l’unico ed esclusivo intento di trarre profitto da un’attività che però deve avere immediatamente, come riflesso economico, l’apertura di crediti agevolati alle medie e piccole imprese, l’allargamento degli investimenti in industrie nazionali e l’assunzione di nuovo personale per andare all’attacco della disoccupazione giovanile che il governo considera la priorità assoluta in campo politico, economico, sociale”.

Questo è avvenuto.

Per la prima volta in questo nuovo millennio, una nazione capitalista occidentale si assume la responsabilità politica (fotografate per bene questa parola) di imbavagliare la finanza, di metterle le briglia sul collo e di fondare il principio, basato sull’applicazione dello Stato di Diritto, che identifica nello stato centrale, nel governo e nel parlamento, l’arbitro e il garante dell’economia;  il vero padrone della finanza non è più il “mercato libero” (l’idea di Zingales, Giannino, Monti, Passera, Draghi, ecc.) bensì il governatore della banca centrale insieme al ministro dell’economia, dell’industria e dello sviluppo. “O la finanza capisce che i soldi servono per sviluppare l’economia allargando il mercato del lavoro, gli investimenti, dando credito alle imprese a interesse minimo e abbattendo la disoccupazione, oppure possono anche andare a investire in Europa, in Italia e in Spagna, se è questo che vogliono. Là li accoglieranno a braccia aperte”. Così ha dichiarato la presidente Kirchner, nel commentare la più grande vittoria politica ottenuta da un governo sudamericano nel combattere il neo-colonialismo dei colossi della finanza al servizio dell’oligarchia planetaria del privilegio. Chi vuole investire nella finanza speculativa lo fa attraverso  “banche speciali” che dovranno esporre un avvertimento alla clientela, nel quale si specifica che non esiste nessuna garanzia internazionale su quell’investimento. Le banche correnti devono occuparsi di investire i soldi dei correntisti nell’economia reale, quella delle merci, e non quella della carta straccia; lo Stato garantisce ogni tipo di risparmio e ogni forma di investimento, purchè si riferisca all’economia reale.

La borsa di Buenos Aires (e questa è un’altra bella notizia) ha reagito molto bene; anche quella brasiliana (che si appresta in brevissimo tempo a varare identica legge) grazie alla quale vengono aboliti i principi basilari dell’idea liberista che sta strozzando il pianeta, ovverossia l’egemonia della finanza sul mercato.

Di tutto ciò, in Italia non si è parlato.

Ma non basta, c’è dell’altro.

Ieri, 30 novembre, per tutta la giornata, in Argentina si sono svolti convegni, manifestazioni e discussioni relativi a un’altra legge che va alla votazione alla fine della prossima settimana e che riguarda il secondo pilastro della democrazia e della ripresa economica: la legge sul conflitto di interesse e una nuova legiferazione nel campo della libertà di stampa, dell’informazione e delle comunicazioni. Verranno prese misure specifiche per impedire che possano essere eletti in parlamento soggetti politici legati al mondo dell’informazione, e soprattutto viene impedito a società finanziarie, banche d’affari private e grossi colossi finanziari internazionali di poter aggirare l’ostacolo diventando editori. Chi si occupa di informazione lo fa costituendosi come “editore puro” attraverso il rischio di una impresa privata. Il tutto per impedire che la finanza, in maniera subdola (come avviene in Italia ad es.) usi il proprio gigantesco potere per esercitare pressioni sull’opinione pubblica al fine di salvaguardare interessi finanziari e non il diritto alla libertà dell’informazione.

Anche su questo punto, nessuna notizia in merito.

Sono entrambi due pericolosissimi precedenti.

E’ la dimostrazione che esistono strade diverse percorribili, opposte a quelle volute dalla BCE e dal governo italiano, dal PD dal PDL dall’Udc.
A questo ci potete aggiungere la decisione ufficiale presa dal presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, il quale ha bocciato la richiesta avanzata dalle compagnie petrolifere locali per nuove trivellazioni, destinando i 300 milioni di dollari (per loro una grossa cifra) del budget che le lobby del petrolio erano riusciti a garantirsi e spostando tale cifra per la salvaguardia del territorio idro-geologico dando vita a tre giganteschi parchi naturali, all’interno dei quali verranno fatti investimenti nel settore dell’agricoltura biologica a chilometro zero.

Qui di seguito, in un post scriptum, in copia e incolla, c’è un articolo apparso sul settimanale Pagina ½, la pubblicazione più radicale e colta diffusa in Argentina. E’ un esempio di giornalismo che in Italia non esiste più. Dà la notizia sulla legge della divisione tra banche d’affari e banche speculative, senza nessun commento, senza fornire nessuna opinione, raccontando in che cosa consiste la Legge, come funziona, come si è svolta la votazione, i nomi degli attori e delle fazioni in campo. L’articolo è quello originale ed è scritto dunque in spagnolo, ma è di facilissima comprensione anche per chi non conosce la lingua.

Sono modalità completamente diverse da quelle seguite in Italia dove la disinformazione, il narcisismo e l’opinionismo lobbista si sono ormai sostituiti alla spiegazione dei fatti reali e oggettivi; e così i lettori, spaesati, confusi, finiscono per non essere mai messi al corrente su ciò che accade in verità, perché vengono spinti a seguire delle tesi già preconfezionate che finiscono tutte con lo stesso identico refrain: non c’è alternativa, non si può fare diversamente.

Non è vero. Non è così.

Non esiste nessun campo dell’attività umana in cui non esistano alternative. E’ una diabolica idea quella di presentare soluzioni come se fossero le uniche a disposizione.

Per ritornare in Europa, mentre l’Italia è scivolata nel consueto imbuto popolato da pecore mediatiche al pascolo, seguendo le vicende delle cosiddette primarie, in Europa si scatenava un furibondo scontro (in Germania) relativo a Unicredit e MPS (la più antica banca italiana, Monte dei Paschi di Siena) anche perché il tutto era relativo alla stessa persona, Alessandro Profumo, già presidente di Unicredit e attualmente presidente di MPS. Accusato, denunciato e sentenziato di evasione fiscale in Europa per la cifra di 3,5 miliardi di euro, Unicredit e Profumo (in quanto mente operativa della questione) se la stanno vedendo con le banche europee per un gigantesco conflitto di interessi. Mentre all’Unicredit si chiedono i soldi da pagare e Profumo è stato identificato come un evasore che non rispetta la Legge, Mario Monti, a nome del governo italiano, si è presentato da Mario Draghi chiedendo il consenso a “sforare” dai dispositivi sanciti dal Fiscal Compact per far avere –sempre allo stesso Profumo- un nuovo gettito di 3 miliardi di euro provenienti dalle casse dello stato italiano, dopo i 24 che ha già ricevuto negli ultimi cinque anni. Essendo il titolo della banca considerato in borsa “spazzatura” (il titolo che tre anni fa valeva 2 euro in borsa, oggi vale 0,17 euro in borsa) non è ammissibile neppure per Draghi una cosa del genere. Rischiosissima. Infatti, i greci –giustamente dal loro punto di vista- hanno immediatamente protestato pretendendo una proroga del loro debito. E’ andata a finire come ben sappiamo. Non si sa se Unicredit pagherà o meno ciò che ha rubato e MPS avrà i suoi soldi da investire in nuovi derivati speculativi a rischio sempre più alto, l’unica possibilità rimasta di poter mettere un buco alla voragine di una banca tecnicamente già fallita da un pezzo.
Tutta la gestione dei rapporti tra istituzioni e banche, tra governo e banche, tra BCE e banche, portata avanti da Mario Monti e dal PD dal PDL e dall’Udc finiranno per aumentare nel mese di dicembre il disavanzo pubblico portandolo a un ulteriore aumento e raggiungendo la cifra di 2000 miliardi di euro.

Qui in Italia ci portano via i soldi per darli a banchieri evasori che gestiscono banche già fallite, mentre in Argentina c’è chi ha messo legalmente il bavaglio alle banche, le ha ammanettate e le ha sottoposte a una rigida, attenta regolamentazione sotto la custodia, tutela e attenzione della classe politica al governo in rappresentanza delle istituzioni collettive.

Una bella differenza.

La guerra, quindi, prosegue.

Ed è sempre la stessa, quella tra oligarchi della finanza e i loro oppositori.

Da noi, ci fanno credere che il problema sia se vince Renzi o se vince Bersani oppure se Berlusconi si candiderà oppure no.

Sapete che vi dico? (con il cuore in mano). Se a questo punto c’è qualcuno che pensa possa essere così, allora vuol dire che ce li meritiamo tutti. Questa è la loro forza.

C’è ancora qualcuno che dà loro credito.

Non lamentiamoci, dunque, se le banche non lo danno a noi, il credito.
Perché mai dovrebbero?

Buona domenica a tutti.

Ecco l’articolo, a firma Sebastian Premici, celebre giornalista e intellettuale argentino.

Màs poder para proteger el ahorro

La ley se aprobó con 43 votos a favor y 19 en contra. El Frente para la Victoria y el FAP respaldaron la iniciativa en general, mientras que el peronismo disidente y los radicales se opusieron. La CNV tiene 180 días para reglamentarla.
Por Sebastián Premici


El Senado convirtió en ley el proyecto que modifica la regulación sobre el mercado de capitales y le otorga a la Comisión Nacional de Valores mayores atribuciones de control. El Frente para la Victoria consiguió 43 votos afirmativos, mientras que 19 senadores votaron en contra. Como viene sucediendo en las últimas sesiones, el oficialismo consolidó un núcleo de votos con sus aliados tradicionales, el Movimiento Popular Neuquino, los legisladores por Tierra del Fuego que representan a Nuevo Encuentro, y se sumó una senadora del PJ de La Pampa y otra de Santa Fe. El único bloque opositor que acompañó al oficialismo en la votación en general fue el FAP, que luego rechazó tres artículos.
Por su parte, la UCR y el peronismo disidente votaron en contra. Los senadores radicales mantuvieron una postura diferente a la de sus colegas de la Cámara de Diputados, quienes habían acompañado en general al FpV. Su argumento fue que con la introducción de un cambio durante la votación en particular en la Cámara baja –la posibilidad de que la CNV designe veedores en caso de gravedad institucional, en defensa de los inversores minoristas, como el propio Estado–, se estaba desvirtuando el objetivo central del proyecto. En el recinto estuvieron presentes el ministro de Economía, Hernán Lorenzino, y el titular de la CNV, Alejandro Vanoli.

El proyecto del Ejecutivo había logrado la media sanción el miércoles de la semana pasada (184 a 24). Sin mediar dilaciones, el proyecto pasó al Senado donde fue tratado en comisión al día siguiente. Una semana después, fue convertido en ley. “La Bolsa no desaparecerá. La idea es que haya cada vez más jugadores. Es imperioso romper el contraste entre tasa de interés y tipo de cambio y la desesperación por el acceso al dólar como atesoramiento. El Estado garantizará los ahorros con una mayor regulación de la CNV. La idea es poder canalizar el ahorro hacia las inversiones productivas en las provincias”, sostuvo Aníbal Fernández, titular de la Comisión de Presupuesto.

Durante la sesión de Diputados se introdujeron varios cambios al proyecto original, muchos de ellos consensuados con la oposición e incluso con los actores del mercado. Pero hubo una modificación que llamó la atención de la oposición. En el artículo 20 se agregó el siguiente texto: “Cuando, como resultado de los relevamientos efectuados, fueren vulnerados los intereses de los accionistas minoritarios y/o tenedores de títulos valores sujetos a oferta pública, la CNV podrá designar veedores con facultad de veto de las resoluciones adoptadas; y separar a los órganos de administración de la entidad por un plazo máximo de ciento ochenta (180) días hasta regularizar las deficiencias encontradas”.

Así como existe un núcleo duro que acompaña al oficialismo, el núcleo de la UCR y el PJ disidente tiene cada vez más coincidencias, al menos desde lo discursivo. Ambos cuestionaron al Gobierno sobre la posible “discrecionalidad” en la manera de aplicar la nueva regulación sobre el mercado de capitales. En definitiva, las críticas apuntan a la capacidad de regulación del Estado. “Este es un gobierno con sello anti inversión. El mercado no es otra cosa que un lugar de reunión, donde el Estado debe tener el mínimo interés de que no haya fraude. Nadie pertenecerá a un club para que le peguen. Los que ya están, están, pero no habrá nuevos jugadores en estas condiciones. La intromisión en la actividad privada logra el desaliento”, sostuvo Juan Carlos Romero (PJ Salta).
Por su parte, el radical Gerardo Morales –quien tuvo un cruce con la pampeana María de los Angeles Higonet (ver aparte)– afirmó que el proyecto “vulnera la seguridad jurídica”. Su correligionaria, Laura Montero, fue un poco más específica. “La regulación del mercado quedará en manos del Ejecutivo que podrá tener atribuciones discrecionales. Hubiéramos querido que haya participación de la oposición en el directorio de la CNV”, manifestó la mendocina, aliada de Julio Cobos.

La modificación en el artículo 20 contempla el hecho de que muchas empresas que cotizan en la Bolsa tienen inversiones provenientes del “ahorro público”. Según explicaron a Página/12 desde la CNV, se incluyeron en el articulado “herramientas legales para actuar rápidamente ante situaciones graves que puedan alterar el normal desarrollo de la operatoria diaria y la estabilidad del mercado”.
La capacidad de intervención del Estado apunta a “salvaguardar” las inversiones realizadas que surgen en su mayoría del Fondo de Sustentabilidad de la Anses, que se nutre con los aportes de los trabajadores. Desde esta perspectiva, se habría incluido el artículo para “proteger” dichas inversiones, dato que la oposición pasó por alto.
“Algo de lo que se habló poco en el debate es el rol de las calificadoras, que están cuestionadas en todo el mundo. Las universidades le darán un aspecto totalmente diferente a esta cuestión. Lo otro que no se dijo fue la desmutualización (salvo por una mención de Montero). Para ser socio de la Bolsa había que pagar cinco millones de pesos. Se eliminó ese requisito”, manifestó Miguel Angel Pichetto, titular del bloque del FpV.

Otro aspecto relevante de las modificaciones incluidas durante la sesión de la Cámara baja tiene que ver con una cláusula que sostiene que “en ningún caso se podrán disponer despidos por causa de las disposiciones de la presente ley”. La oposición quería incluir la obligación del Estado de tomar a cualquier empleado de las Bolsas que eventualmente fuese despedido. Los trabajadores de la Bolsa de Comercio estuvieron en la puerta del Senado repartiendo volantes, para que se les garanticen sus fuentes laborales. “No puede haber despido alguno por esta ley. Por eso pedí que la reglamentación sea lo más clara posible en este punto”, sostuvo Fernández al comienzo de su exposición.

La ley será promulgada en los próximos 30 días. Las distintas Bolsas y mercados del país ya comenzaron su lobby para tratar de incidir en esta instancia.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ecco-cio-che-sta-accadendo-in-argentina.html
1.12.2012

Pubblicato da Davide

  • Chigi

    Speriamo che l’Italia faccia presto la fine dell’Argentina.

    Alla faccia di Monti e di chi gli regge il governo.

  • Ercole

    e il capitalismo che e fallito come sistema sociale su scala planetaria, e con la sua crisi ci sta portando al baratro ,siamo di fronte a un bivio guerra o rivoluzione ,organizziamo il nostro esercito per cancellarlo dalla storia.

  • Tanita

    Ecco ció che sta accadendo, proprio ora. E c’é dell’altro.
    Tre anni fa é stata varata la legge contro i monopoli mediatici. Questa legge obbliga il corporativo Clarin a disinvestire poiché é molto oltre la quantitá di licenze permesse dalla legge (precisamente per garantire la pluralitá di voci). Il monopolio Clarin, con oltre 300 licenze in stampa, radio e reti televisive, (tra quelle proprie e quelle che controlla), deve RIUDRSI. RIDIMENSIONARSI.

    E´andato avanti a forza di cautelari, ma la Corte Suprema ha stabilito che il 7 Dicembre, data di scadenza dell’ultima cautelare ottenuta, il giudice deve decidere sulla questione di fondo e non potrá concedere ulteriori misure cautelari. E poi, alla Corte Suprema. Quindi le ore del monopolio sono contate in quanto monopolio (e NOTATE CHE BLACKROCK CONTROLLA LE QUOTE AZIENDALI CHE PRIMA APPARTENEVANO A GOLDMAN SACHS; BlackRock, la stessa che ha quote parti dei votri “grandi” media). Quindi le azioni destituenti sono all’ordine del giorno, di ogni tipo. Adesso c’é una campagna corporativa – pensate che razza di FdP – che difonde che il figlio della presidente ha acquistato una villa di 2,2 milioni di dollari. Un falso, giá smentito. Ma se cercate nei mainstream, la troverete riprodotta ad infinitum.

    http://www.diarioregistrado.com/politica/67855-maximo-kirchner-no-adquirio-ninguna-chacra.html

    Last but not least, le banche centrali dei paesi sudamericani sono per lo piú proprietá dello Stato. I governi controllano la moneta, controllano la politica economica.

    C’é una lotta importantissima in corso, in Sudamerica. In Argentina, in Brasile, in Bolivia, in Venezuela… Per questo é tanto importante per l’establishment convincere che l’Argentina é di nuovo sull’orlo del baratro. Il baratro, invece, é d’altre parti. Fate voi.

    FATE VOI, CACCHIO, FATE QUALCOSA PER VOI STESSI! I vostri “leader” banksters dicono che ci vorranno 10, 15 anni perché l’Europa esca dalla “crisi”. E’ quello che hanno in mente per l’Europa.

  • Aironeblu

    Bravissimo Modigliani, una bella panoramica sulla fioritura dell’area Unasur e sulla stagnazione del nostro Continente, con la linea rossa della politica a servizio dell’economia reale e degli interessi comuni, contro una politica serva dei poteri forti e della finanza globalista.

    Differenza che oggi si concretizza in politiche maggiormente volte alla Nazionalizzazione e collettivizzazione delle risorse che è avvenuta e continua in Sudamerica, contro la svendita dei patrimoni statali e la privatizzazione dei settori strategici cui siamo sottoposti dall’assalto delle banche in Europa e Stati Uniti. I risultati cominciano a essere sempre più difficili da nascondere.

    Forza Argentina, adelante, e che faccia da modello anche qui nelle paludi dello spread.

  • Aironeblu

    Io e molti altri faremmo volentieri il possibile, ma manca ancora molto prima che il livello di criticità possa far scattare la molla della reaziome come è successo da voi, almeno qualche anno, e quando questo succederà sarà molto più difficile di quanto lo è stato per voi perchè questa volta saranno ben preparati alla reazione popolare. La mia speranza adesso è solo Beppe Grillo, l’unica forza di una certa dimensione che rappresenta una concreta possibilità di svolta (tutto il resto è pura certezza).

  • BaronCorvo

    Be’…questo in effetti è un concreto passo avanti.Sono proprio contento; continuo ad avere dei dubbi sui tempi di effettiva realizzazione della liberazione del sudamerica ma ci tengo a dire che ho SEMPRE detto da più di dieci anni che il futuro è latino americano, ed è giusto che sia così.
    Quello che cerco sempre di mettere in videnza è che gli italiani pensano che allora basti applicare la ricetta del sud america e il gioco e fatto. No, quel continente può fare quello che sta facendo perché è un luogo dove la gente ha acquisito una capacità di sofferenza che per noi è semplicemente impensabile almeno da cinquant’anni.
    La prova lampante? Siamo nella oeggiore crisi dal dopoguerra e NON ESISTE UN SINGOLO MOVIMENTO POLITICO VALIDO. LA GENTE NON SI INTERESSA SALVO ALCUNI SUL WEB E MONTI NONOSTANTE GLI EVIDENTI FIASCHI SU TUTTA LA LINEA HA ANCORA UN SOSTEGNO POPOLARE SUFFICIENTE.

  • Tanita

    Una cosa é certa:

    In questo periodo storico, noi siamo popoli maggiormente contenti. Delle volte anche felici, il ché non é poco.

  • BaronCorvo

    Modigliani scrive che la legge argentina di cui si parla in questo post definisce “illegale e immorale” la speculazione coi derivati.
    Balle, se qualcuno ha un link e me lo dimostra….sto tizio se non mette qualche stupidaggine in ogni articolo non è contento.

  • Highlangher

    Ciao Tanita, la tua rabbia e’ la mia rabbia. Mi piace come commenti con passione e hai sempre qualche notizia di cui nessun altro parla. Hai per caso un blog tuo che posso leggere? O qualche fonte che non conosco per notizie vere, anche in spagnolo? Avevo visto ieri quella foto di M.K. con il villone di cui parli, mi fa piacere sapere che non era vero. Questi bastardi fanno di tutto per buttare merda su chi da loro fastidio. Anche se non sono mai stato in argentina seguo le notizie che arrivano, anche se poche , e mi fa molto piacere vedere come sia cambiata la situazione grazie alla costanza e la forza della gente che per anni ha protestato tutta unita contro il potere. E che il governo finalmente si muove contro gli oligarchi e a favore del popolo. El pueblo unido, jamas sera’ vencido! Ma in Italia credo che non lo faranno mai, ci sono ancora troppe famiglie che stanno bene in questo sistema marcio, e troppi ignoranti con il cervello lobotomizzato dalla tv. Buena vida y que te vaya todo bien!

  • amaryllide

    “Chi si occupa di informazione lo fa costituendosi come “editore puro” attraverso il rischio di una impresa privata. Il tutto per impedire che la finanza, in maniera subdola (come avviene in Italia ad es.) usi il proprio gigantesco potere per esercitare pressioni sull’opinione pubblica ”
    se l’editore puro deve sopravvivere col rischio d’impresa, sarà lui per primo ad andare col cappello in mano dalla finanza, che gli deve dare i capitali iniziali per avviare l’impresa, e che può controllare direttamente o indirettamente la pubblicità che a parte le vendite (che in NESSUN GIORNALE AL MONDO coprono le uscite) è l’unico modo dei giornali per fare soldi. Se la finanza va dall’impresa che si vuol far pubblicità sul giornale antifinanza e le dice “se dai un solo centesimo a quel giornale per la tua pubblicità con le banche hai chiuso”, l’impresa girerà al largo dal giornale. Oppure la finanza può andare dal governo a dire “sti editori puri ci rompono le scatole con le loro inchieste, li tassiamo al 100%?”. Il governo ubbidisce e in un mese l’editore puro fallisce.
    Insomma, come si vede non è affatto vero che l’editore puro è libero dalle grinfie della finanza, è una delle scemenze più grosse sparate da Grillo e dai suoi.
    2) nell’articolo argentino, che cita la legge, di “immorale” non si parla da nessuna parte.

  • Delusidalbamboo

    Il tema della rivoluzione necessaria alla restituzione della nostra dignità di cittadini ed esseri umani è spesso presenti nelle conversazioni con Sergio Di Cori Modigliani.

    E, nonostante i nostro percorsi logici sono molto differenti, la conclusione è sempre la stessa.

    Sono necessarie una Resistenza ed un Rivoluzione differenti da quelle immaginate dalla maggioranza delle persone con cui interagiamo: Sergio la chiama Rivoluzione Esistenziale mentre io la chiamo Rivoluzione Intima.

    Si tratta, in ogni caso, di un cambio di paradigma: di un cambio delle categorie con le quali si interpreta la realtà e la comunità umana.

    La violenza non serve a nulla in quanto essa è immediatamente assimilata nella fisiologia del pensiero.

    L’odio è la linfa dell’impero e bisogna depurare il nostro cuore se vogliamo contribuire in qualche modo.

    Bisogna, di nuovo sentirsi “gruppo” e “muoversi assieme”.

    Mi chiedo se, lavorando con Sergio, riusciremo a convincere un po’ di granelli di sabbia ad essere spiaggia.

    In quel caso sì… la rivoluzione potrà avere il suo inizio.

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

  • BaronCorvo

    Tu sei il più tonto in assoluto. Mi lasci sbigottito ogni volta…

  • Aironeblu

    Anche il Vietnam, dove ultimamente sto vivendo, è classificato come uno dei paesi a maggiore “tasso di felicità” del Mondo, e devo constatare che è vero, non so come, ma i vietnamiti sono un popolo piuttosto felice, nonostante il neoliberismo imperante che ha distrutto lo stato sociale, ingigantito il divario tra classi e arricchito a dismisura una stretta oligarchia la cui unica missione è riempirsi i garage di Bentley e Lexus (da tenere in garage perchè le strade sono una tragedia….) . Comunque qui sono contenti così, devono essere gli effetti secondari dell’Agente Arancio! ^^

  • Tanita

    Caro Highlander, quella della villa é una delle piú… Inoffensive. E’ tutto il tempo e su diversi fronti, ma ormai sono stati smascherati… Non ho un blog… Sono troppo indaffarata! Adesso ad esempio sono in procinto di fare un viaggio andata e ritorno tra oggi e domani, 600km di andata e 600 di ritorno! Sono le nostre distanze!

    Grazie delle tue parole, continueró a scrivere perché sono convintissima che l’informazione ormai é qualcosa che dobbiamo difondere noi; nei mainstream, per lo piú, é il “Ministero della Veritá” di Orwell!

  • Aironeblu

    Prima che ci si inizi a muovere da noi, bisogna scendere ancora molto, finchè non avremo esaurito la ricchezza pubblica e privata accumulata nell’arco del secolo scorso, cosa che Monti sta facendo alla velocità della luce.

    Quanto ai movimenti politici, io ho ancora fiducia nell’unico movimento che potrebbe ancora rappresentare una speranza di “civilizzazione” per il nostro paese, il M5S di Beppe Grillo, che nonostante il tiro incrociato da parte della vecchia politica e della nuova antipolitica, resta l’unico movimento con grandi numeri che parla di questi argomenti (esattamente gli stessi) e propone soluzioni intelligenti (esattamente le stesse) da decine di anni.

  • BaronCorvo

    non c’è molto altro in effetti. Ho frequentato il forum di un certo meet up nella mia città e devo dire che non è che fossero preparatissimi. Certo se l’alternativa è il Monti due…

  • karson

    è incredibile! tv e giornali raccontano tutt’altro sull’Argentina… bravo Modigliani, per fortuna abbiamo anche noi qualche giornalista serio. e soprattutto hai ragione a dire che ce li meritiamo tutti…

  • mincuo

    Non interessa a nessuno se sono frottole, o se da una regolamentazione normal diventa il proclama Moodigliani.
    Certo che sono cose per bambini piccoli, e neanche tanto svegli.
    O uno pensa che la BCRA la Banca Centrale Argentina, tutte le banche Argentine, le imprese Argentine, il mercato finanziario, immobiliare, obbligazionario, monetario, del credito, il finanziamento all’export, le coperture di rischio ecc… spariscono. Sono “cattive”
    Modigliani non è solo un disinformatore ma è proprio tagliato per questo target. Appena appena un pò sopra lo mandarebbero a spasso, dove vuoi che possa scrivere uno così in un posto minimamente decente, a parte come umorista.
    Io ho pure un pò la sensazione qui che facciano dei test sulla credulità della gente perchè ne vedo tante di cose, per tanti argomenti, di un livello talmnte ridicolo e da bambini che sembra perfino impossibile, e invece vedo che funzionano.

  • Saysana

    Io vivo in Laos e i Lao mi sembrano anche piu’ contenti dei Vietnamiti!

    Altre culture.

  • BaronCorvo

    Eppure…eppure…il sito del grande oriente democratico mette sempre i suoi link…

  • ericvonmaan

    In Italia, particolarmente, la logorrea ha sempre funzionato, siamo la nazione delle chiacchere bla bla bla bla bla bla ciao

  • ericvonmaan

    Testo di giurisprudenza inglese: 200 pagine. Analogo italiano: 1000 pagine. Idem per altre materie… all’italiano piace usare il massimo numero di parole possibile per espirmere un concetto, e questo contribuisce a dare peso e valore anche alle inesattezze quando non addirittura balle. Cori Modigliani è talmente prolisso che non riesco mai ad andare oltre alle prime dieci righe, sul resto non mi pronuncio

  • RicBo

    Io leggo bene lo spagnolo e l’articolo dice tutt’altro rispetto alle roboanti parole di Modigliani, però mi sono incuriosito, mi sono informato meglio e mi sono accorto che quello che Modigliani presenta come rivoluzione è solo un timido tentativo di regolazione del mercato da parte dello Stato e di protezione dei piccoli investitori.
    La necessità principale, come ha detto anche un deputato peronista, è contrastare l’inflazione e la corsa al dollaro come rifugio, aprendo la Borsa a più competitori. Il reinvestimento in attività produttive paventato da Modigliani non è scritto da nessuna parte che sia obbligatorio, dovrebbe essere una conseguenza di questo processo.
    Insomma, rispetto alla situazione europea è di sicuro un passo avanti, ma alla fine è il solito BAU capitalistico, siamo anni luce dal caso islandese ad esempio.
    In più il popolo argentino non si fida perchè ha sempre visto uno Stato corrotto ed avido e non vede grandi cambiamenti in questo senso.
    Staremo a vedere, auguro tutto il bene possibile all’Argentina, però Modigliani si conferma un disinformatore di primo livello.

  • RicBo

    Se sulle leggi di regolazione finanziarie sarebbe meglio analizzare più a fondo e aspettare invece di farsi trascinare da Modigliani (a proposito: ma chi è? che titoli ha per fare il tuttologo economista?), sulla legge argentina che regola il mondo dell’informazione invece non se ne può che parlare bene, anche perchè è stata consensuata con molte parti sociali. Ci sono già molte tesi universitarie che la prendono ad esempio positivo.

  • mincuo

    L’Argentina è un Paese serio. Con delle difficoltà, ma è un Paese serio. Quello che dipinto è una barzelletta, il Paese dei bambini.
    Ma sono tutti uguali gli articoli, l’argomento è solo un pretesto, è sempre la riproposizione di una delle 4 o 5 favole più popolari.
    Qui è quella del Lupo Cattivo (bankster) e di Cappuccetto rosso (la Kirchner).
    Funziona. Il livello è quello.

  • Tanita

    Noi agente arancio non ne abbiamo avuto, ma agenti umani di ogni altro tipo sí, e ne abbiamo pure anche adesso!

  • polidoro

    E’ anche la mia impressione: è abile, scrive bene ma se ti fidi sei perduto.

    Controllai un articolo del suo blog, articolo sull’esercito di liberazione siriano, mi sembra: una cazzata gigantesca, gli scrissi, rispose vagamente e alle mie precisazioni ulteriori ignorò signorilmente.

    Mi piacerebbe capire da dove cava i SOLDI, perché questo mi domando sempre io, essendo uomo di corte vedute.

  • BaronCorvo

    Mannaggia ragazzi…abile Modigliani? Ma come si fa…davvero, ci vogliono dieci righe per capire che è un venditore di fumo. Sveglia….

  • Tanita

    Stavo aspettando il tuo commento di chiusura sull’Argentina, Dio.