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E SE FOSSE L'OLANDESE VOLANTE ?

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com/

Gentile Ministro Prestigiacomo,
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica.
Soprattutto della logica delle costruzioni navali.
Partiamo dall’inizio.

La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:

E’ lei. E’ la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E’ come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici [1].

Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.

Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:

Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale. [2]

Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.

Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:

L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca [3].

Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, Admiral Graf von Spee, Admiral Scheer e Deutschland, poi Lützow), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?

Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi [4], proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?

Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…

Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/e-se-fosse-lolandese-volante.html
30.10.2009

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.

[1] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/trovata/trovata.html
[2] Ibidem.
[3] Fonte: Il Secolo XIX – 12 Settembre 2009.
[4] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/risultato-indagini/risultato-indagini.html

Pubblicato da Davide

  • maumau1

    mi vergogno di essere connazionale di una tale bugiarda ministro..
    e di coloro che lo hanno ordinato e di tutti quei militari che hanno firmato carte false…
    cazzo ma ci sono i fusti,i fusti…che boiata..
    ovviamente l’opposizione non dice nulla,perchè come al solito non ci si può permettere un calo del PIL e quindi ora la gente,i pochi che si fidano di questi farabutti,continuerà a pescare e mangiare pesce radioattivo…
    un pò come la settimana prima del disastroso terremoto a l’Aquila..mentre la gente era terrorizzata dall’aumento della magnitudo delle scosse,la protezioni civile spingeva la gente a rientrare nelle case..per fortuna poca gente si è fidata altrimenti invece di 300morti ce ne sarebbero stati 3000-10000…visti quanti edifici sono rasi al suolo..purtroppo qualcuno gli ha creduto…

    ora speriamo che nè italiani nè stranieri credano a quanto affermato dal ministro,in modo che non svilupperanno tumori..me ne fotto se l’economica radioattiva vada fondo,anzi meglio cosi’ qualcuno laggiù inizia a ribellarsi…
    per quanto mi riguarda non metterò più piede in quella zona..e lo stesso dovrebbero fare italiani e stranieri fino alla completa decontaminazione
    del sud italia ,ad oggi discarica dell’italia ,discarica delle imprese che non vogliono spendere troppi soldi nello smaltimento o cmq non sanno come smaltire i loro prodotti nocivi e quindi si affidano alla mafia(in senso allargato ovviamente!) che siccome in quei territori detta legge,può facilmente spargerli nelle campagne o o nei mari…dalla campania(ogni sorta di rifiuto pericoloso viene sotterrato) alla lucania(fusti sotteranei di scorie e laghi di raffinazione petrolifera) alla calabria(fusti radioattivi nei maei),alla Sicilia(vero luogo dove produrre con aziende di raffinazione totale inquinamento delle falde acquifere ed un tale livello di diossina da moltiplicare per 10 il tasso di mortalità per tumore..un pò come certe zone della Puglia)

    il sud italia è diventato come la somalia della Alpi,li costa ormai troppo portare i rifiuti,costa meno in Italia dove il controllo è più capillare..

    ciao

  • KATANGA

    e no! scusi sig.bertani!
    se la ministro signora Prestigiacomo dice che l’allarme e’ cessato non puo’ essere che la pura verita’!un ministro che mente?MAI se ne fregerebbe cosi’ allegramente della salute dei cittadini!mica siamo dei polli in batteria!e poi sicuramente il cesio nei pesci ce l’ha messo bin laden si,si e’ sicuramente lui il colpevole!maledetto!attacchiamo l’iran si nasconde li!attacchiamo anche il pakistan sta dalla loro parte!E’ COLPA LORO!E’ COLPA LORO!
    e che c… mi spiace per i pescatori il mare e la calabria tutta ma se qualcuno si mangia ancora il pasce pescato li’ mi sa’ che un “po'” stupidotto!(ma non sara’ poi che essendo il mediterraneo un mare chiuso e quindi se c’e’ il cesio a cetraro e’ ugualmente presente in tutto il maditerraneo e questa si sta cagando addosso per la paura che sta storia rimbalzi sulla stampa internazionale sputtanando l’italia come letto poche settimane fa propio qui su cdc!

    hasta luego

  • redme

    incredibile la faccia tosta che si ritrovano…….ma niente niente a noi italiani ci avessero presi per cretini…..

  • vic

    Oggi siamo andati a trovare un mastro lamparo in quel di Catania.

    V: Buongiorno signor mastro, ci dica della sua attivita’.
    Mastro Lamparo: Buongiorno a lei ed a tutti. Una volta mi occupavo di lampare. Oggi mi occupo di lampade domestiche, da strada e da giardino.
    V: Interessante. Ha un suo ufficio a Bruxelles? Ho sentito che hanno messo fuori legge le lampade a filamento, forse perche’ troppo semplici per quei burocrati dell’arzigogolo.
    MaL: Non ancora, ma ci sto pensando. Ho gia’ degli amici la’, pero’.
    V: Vuole raccontarci della sua ultima scoperta?
    MaL: Ben volentieri. Ho scoperto che esistono delle lampade naturali biodegradabili, e sono delle specialita’ locali.
    V: Quindi possiamo definirle lampade da turismo, volendo?
    MaL (sorride): Lasciamo questa sottile interpetazione ai geni del marketing. Per conto mio mi limito al reperimento di queste straordinarie lampade ecologiche. E’ un’arte solo il reperimento. Fortuna vuole che sono esperto di mare e di illuminazione relativa alla pesca in mare.
    V: Ci chiarisca il concetto. Sa’, noi non siamo pescatori professionisti, e anche per quel che concerne le lampadine: sappiamo avvitarle, svitarle, e far clic; quel che serve per il loro uso quotidiano, ma poco piu’.
    MaL: Dei nostri amici d’infanzia ci hanno messo sulla pista giusta. Loro fanno i pescatori. Escono, buttano le reti e tiran su il pesce che ci finisce dentro. Un bel giorno mi mostrano dei pesci molto particolari, mai visti prima.
    V: Pesci del Pacifico?
    MaL: No, pesci che si vedono benissimo di notte.
    V: Dagli occhi fosforescenti come i gatti?
    MaL: Pesci da 100 W!
    V: !?
    MaL: Pesci luminosi, non fosforescenti, proprio luminosi. Lei appende un pesce cosi’ per la coda sopra il suo tavolo di casa, e puo’ leggere tranquillamente il giornale.
    V: Ci vorra’ un adattatore coda-portalampadina.
    MaL: Me lo fornisce un mio amico. Non e’ un problema. Il vantaggio e’ che lei con una lampadina ittica cosi’ non consuma corrente elettrica. Il pesce rimane sempre acceso.
    V: Interessante. Avrei una domanda tecnica. Scusi l’ignoranza.
    MaL: Prego, dica pure.
    V: Ma non muore mai il suo pesce, li’ per aria?
    MaL: No. Cioe’ si’, ma non deperisce mai, continua ad emettere luce.
    V: Corbezzoli! E come si spiega?
    MaL: Una volta sono arrivati degli americani, sono usciti dal loro sottomarino con degli strani apparecchi ticchettanti. Hanno esaminato uno dei miei pesci lampada.
    V: E?
    MaL: E non finivano di esclamare “incredible”, “this fish eats exclusively highly radioactive substances”. Poi me ne hanno comprato 10 esemplari: 5 morti e 5 vivi. La luce e’ comunque uguale. Gli ho regalato l’adattatore caudale standard come omaggio. Meglio tenerli buoni gli americani, potrebbero passarmi qualche informazione sui fondali.
    V: Forse a Bruxelles hanno abolito quelle stupide e banali lampadine a filamento per dare il via libera alle lampadine ecologiche ittiche? Che ne pensa?
    MaL: Potrebbe essere. Girano voci che anche nel lago Baikal in Russia ci siano dei pesci simili. Li’ nessuno usa piu’ l’elettricita’ per l’illuminazione. Tutte le strade sono illuminate con dei pesci luminosi.
    V: E’ la forza del progresso, caro mastro! Grazie di tutte le informazioni.
    MaL: Riverisco.

    Dal luminoso sud, un illuminante saluto a voi che state al buio.

  • maumau1

    quella dice..
    visto che sti fessi si sono bevuti pure le ministre zocc. ,che si bevono da 40anni lo strozzinaggio della banca centrale(che pensano sia dello stato,provate a chiedere in giro se non ci credete..d’altronde si chiama banca d’italia)
    le e le sue scuse ridicole visto che questa qui è pure sotto indagine della procura di Roma per peculato per aver usato la carta di credito per comprare ogni tipo di abito firmato ,ma dice che erano per scopi istituzionali…incredibile..si andare da Porta a Porta ,ma la gente ci crede..
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/47852girata.asp
    pensa volete che non si bevano la balla della nave di 100anni fa.. che il pentito di mafia aveva individuato proprio in quel posto…

    ammetto però che l’hanno sparata proprio grossa..
    ma mi meraviglio del perchè non ci sia un programma che sia uno un giornalista che sia uno che vada ad indagare..dopotutto se Santoro tifa per lo straniero,perchènon ci mette il carico da 12?
    Questa volta se la stanno facendo tutti addosso…se il sud perde il turismo e l’Italia intera il turismo..domattina tutti per le strade ed i politici ….stavolta il rischio è grosso e ne hanno sparata una veramente grossa…
    ma non basterà prima o poi la notizia rimbalza…
    sono degli idioti e prendono 25000euro al mese(solo da deputato,da ministro ancora di più!)per sparare ste cazzate..l’Italia è già finita da un pezzo.. una volta avevamo la Iotti,Spadolini e Berlinguer.. oggi zoccole,papponi ed imbecilli…

  • castigo

    maumau1:

    una volta avevamo la Iotti,Spadolini e Berlinguer.. oggi zoccole,papponi ed imbecilli…

    e ci vedi qualche differenza, per caso??

  • Eli

    La notizia che la Prestigiacomo diffondeva puzzava di bugia confezionata ad usum delphini, ma non avevo elementi. Poi mi capita di leggere questo:

    http://poteriocculti.mastertopforum.biz/bugie-e-depistaggi-sulle-navi-dei-veleni-di-cetraro-vt1518.html
    da cui si ricava che il Catania, nave militare fu affondata nel 1943 da un sottomarino inglese fra Brindisi e Durazzo.
    Per fortuna che c’è la Rete, che ci dà una mano a smascherare le bufale.

  • morfina

    in questo caso mi sembra che ci siano prove inconfutabili delle menzogne dette dal ministro. Se nessuno del mainstream ne parlerà sarà l’ennesima prova che il sistema (il loro) funziona molto bene; e la prova definitiva che gli italiano sono dei lobotomizzati.

  • CarloBertani

    Sulla “pista” che il Catania in questione sia affondato in Adriatico, preferirei essere più prudente: non le fanno così grosse. Il Catania citato dal ministro è quello varato nel 1906, mentre quello affondato in Adriatico potrebbe esere un’altra nave (costruita, ribattezzata, ecc), poiché i registri delle navi militari sono suddivisi per tipologia (mercantili, passeggeri, incrociatori ausiliari, ecc) e qui non basta la rete. Purtroppo, non ho libri così precisi per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale per fornire un dato inconfutabile. A mio avviso, la prova sono i bulloni: assenza di bullonatura nella nave trovata con i primi rilevamenti, bullonata questa. Sono due diverse navi, non ci vuol tanto a capirlo. I fusti c’erano? Non potevano essere del 1917, perché non esistevano. Può anche darsi che l’abbiano fatta così grossa (intendo lo sbaglio, qualora si trattasse del Catania affondato in Adriatico) perché hanno ricevuto l’assenso dalla cosiddetta opposizione, che li mette in una botte di ferro. Se qualcuno ha un testo storico così preciso, lo invito a dirimere la questione, ma la sostanza non cambia: il Kunsky è probabilmente poche miglia più in là. Solo che, se una cosa proprio non la vuoi trovare…

  • Tonguessy

    “Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata. ”

    Enrico Berlinguer e la questione morale, ad esempio.

  • Eli

    Prestigiacomo ha dichiarato che non si tratta di fusti, ma di manicotti!?!

  • CarloBertani

    Quella non distingue la poppa dalla prua. I manicotti sono, in genere, condutture in gomma di modesto diametro, ma non vedo cosa c’entrino. Probabilmente voleva dire “maniche a vento”: quelle bianche, in coperta, che servivano per aereare i locali caldaie, perché allora le navi andavano a carbone. Perché non torna alle Pari Opportunità? Ah già…le ha portato via il posto la Carfagna…come siamo messi male…Ciao, Carlo.

  • Biribissi
  • Eli

    Hai proprio ragione, lei aveva detto “maniche a vento”; ma poiché mi sembrava assurdo, perché per me le maniche a vento sono quelle che stanno negli aeroporti, ho scritto manicotti. E’ mia responsabilità, e chiedo venia!!!!!! Grazie della precisazione, non ti sfugge proprio nulla! Ciao.

  • davidfanton

    Sono io che ho scritto il post sul blog poteri occulti.
    Il database della marina regia riporta una sola nave passeggeri “Città di Catania” costruita tra il 1860 e il 1943.
    E il Ciità di Catania è affondata tra Brindisi e Durazzo.
    E’ vero che ha fatto trasporto truppe da Napoli a Tripoli negli anni del primo conflitto,ma è stata affondata nell’Adriatico
    I link li ho anche scritti. Sto tuttora verificando.ma non ho trovato alcun’altra Nave passeggeri Catania.
    Il particolare della rivettatura dello scafo l’avevo evidenziato anch’io : la saldatura dello scafo è una tecnica che risale agli anni 40′ .Come il fatto che la nave Oceanografica del Ministero pare che non abbia la dotazione per operare a 500 metri di profondità.
    Quindi a mio parere i secondi filmati appartengono ad un altro naviglio.
    I casi sono due: o i nuovi rilevatori hanno sbagliato relitto (volutamente o meno) oppure siamo di fronte ad una montatura per insabbiare tutto e non andare a cercare le altre navi. Comunque ci hanno mentito ancora una volta

  • davidfanton

    Un piccolo particolare sulla falla.
    Il ministero sostiene che fu affondato da un uboat tedesco.
    I siluri di solito colpiscono lungo il corpo della nave:infatti il città di Catania affondato tra Durazzo e Brindisi venne colpito al centro e si spezzò in due.
    La nave ripresa la prima volta presentava uno squarcio a prua ,come aveva raccontato il pentito Fonti. Si è mai visto un siluro che squarcia la prua?In quanti casi ?

  • davidfanton

    Sul fatto che la Marina Militare ne confermerà l’esistenza nel registo (del Catania della Prestigiacomo ) è ovvio. I militari vedono quello che gli dicono di vedere e non vedono ciò che non devono vedere. Sicuramente ci sarebbe la documentazione,anche di 10 navi Catania, se fosse necessario.
    Di esempi ne abbiamo a bizzeffe.
    Sul fatto che il database che io ho citato potrebbe averlo omesso lo potrei capire se si fosse trattato di un naviglio minore.Trattandosi di una nave passeggeri tipo transatlantico lo ritengo un po’ difficile sia accaduto,visto che in questo database sono conservato anche piroscafi più piccoli del “Città di Catania”

  • myone

    Bisognerebbe almeno e solo qui in itlaia, sapere quali sono i rifiuti tossici e quanti se ne producono, e quanti vengono rilevati come smaltiti, sapendo che in quella cifra, almeno la meta’ e’ sommersa, e tanti ancora, non vengono nemmeno dichiarati dalla loro creazione, sapendo poi, che tanti altri, e ben piu’ pericolosi, come i rifiuti di centrali atomiche o altro, possono benissimo essere stati portati qui.
    Controllo su controllo e conti vari, con percentuale di sconti approssimativo e per difetto grande se volete, vi dara’ l’ idea di quante tonellate di scorie mancano. Ma quersti conti chissa’ mai se li si possa ne fare ne reperire.

    Fatto sta’, che appena usci questa notizia, che mafiosi presero soldi per occultare materiale pericoloso, saltando la fase di reciclo e di smaltimento e alloccazione, che per le ditte era sinonimo di risparmio-guadagno, i primi pentiti, allora, e penso un 20-30 anni fa, parlarono di una quarantina 40 di navi fatte affondare nelle acque calabresi siciliane e al largo. E volete perdervi in una sola e pure manipolata da DIS.informazione?

  • CarloBertani

    Ho consultato anch’io i database sul web – davidfanton – ed ho trovato le tue stesse notizie. Purtroppo, ho solo la collana della Albertelli sulla II Guerra Mondiale, mentre non ho testi sulla Prima così precisi. Come ben osservi, se hanno deciso la disinformazione, ne faranno saltare fuori 10 di Catania. Qualcuno afferma, addirittura, che si tratti della “Cagliari”. Siamo nel buio più buio. La questione del siluro a prora…durante la Prima GM i siluri erano ad impatto, durante la Seconda magnetici…quindi, anche qui, finiremmo in un guazzabuglio. Più importante, secondo me, due fattori decisivi: la bullonatura, anzitutto. Secondo: Fonti parla di altre navi affondate: quale metodo d’indagine s’accontenta di trovare una qualsiasi nave, mentre non si occupa di trovare quella che sta cercando? Come possono sentirsi rassicurati, i calabresi (e noi tutti) dal fatto che abbiano trovato un relitto bellico? E il Cesio? E le 7 “macchie scure” rilevate dai sonar di fronte a Cetrato, cosa significano? Come potrai notare, i principali quotidiani web hanno deciso d’insabbiare. Ovvio: l’economia anzitutto. Starà a noi continuare a battere il ferro, obbligandoli a presentare dati attendibili (che non possono avere) per sbugiardarli. Diamoci da fare. Ciao e grazie

  • davidfanton

    ti ringrazio per la tua risposta.
    E’ necessario continuare a cercare e a parlarne.Il pericolo è troppo grande per tutti. Quando dico tutti,intendo tutti quelli che mangiano pesce dei nostri mari e quelli che si immergono in quelle acque.
    Se è vero ciò che dice il Fonti il pericolo è esponenziale.
    Qualora i bidoni cedessero totalmente (come hai detto tu qualcuno deve aver già ceduto visto la concentrazione di Cesio rilevata nella fauna ittica calabrese) sarebbe un vero “genocidio”:è questo l’unico termine che si può usare per migliaia di morti che camminano e che diventerebbero “morti naturali”. Davvero una prospettiva disumana e orribile.

  • davidfanton

    Ti ringrazio per la tua risposta. E’ necessario continuare a cercare e a parlarne.Il pericolo è troppo grande per tutti. Quando dico tutti,intendo tutti quelli che mangiano pesce dei nostri mari e quelli che si immergono in quelle acque. Se è vero ciò che dice il Fonti il pericolo è esponenziale. Qualora i bidoni cedessero totalmente (come hai detto tu qualcuno deve aver già ceduto visto la concentrazione di Cesio rilevata nella fauna ittica calabrese) sarebbe un vero “genocidio”:è questo l’unico termine che si può usare per migliaia di morti che camminano e che diventerebbero “morti naturali”. Davvero una prospettiva disumana e orribile.
    Se si lascia che tutto venga fatto passare come una bufala si sputa anche sul sacrificio di Ilaria Alpi e del Comandante Natale di Grazia, gente perbene che ha dato la vita perchè la verità emergesse.

  • Biribissi