E' giunta l'ora che l'esperimento di massa in corso nell'Eurozona finisca! A dircelo è Mario Draghi

"SuperMario" dalle colonne dell'Economist indirizza Francoforte e Bruxelles sulla strada dell'unione fiscale: "Ciò richiederà nuove regole e una maggiore condivisione della sovranità" - "L' Europa dovrà assumere una struttura federale come gli Stati Uniti"

E' giunta l'ora che l'esperimento di massa in corso nell'Eurozona finisca! A dircelo è Mario Draghi

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Può una unione monetaria sopravvivere senza una unione fiscale?

Con questa domanda - alla quale più volte nei miei articoli ho dato una risposta chiara e precisa - inizia il contributo del quotidiano finanziario londinese Economist, uscito nei giorni scorsi, con un'intervista all'ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi; l'italiano scelto dall'alto (non certamente dei cieli! ndr) per sussurrare al mondo quelle che sono le volontà che tanto interessano ai poteri profondi che ci guidano e ci comandano.

Il penultimo nostro presidente del Consiglio, certamente non è l'unico che si è adoperato per la nascita del progetto di integrazione monetaria europea, ma credo di non sbagliarmi nell'affermare che l'Uomo del Britannia, sia colui che più di ogni altro si sia dibattuto negli anni per far sopravvivere la moneta Euro. E lo ha fatto sempre all'interno di una sua personale interpretazione del principio machiavellico: "il fine giustifica i mezzi"; ovvero restando impassibile e non curandosi a priori di tutte le sofferenze, che in piena consapevolezza, avrebbe provocato sulle vite dei popoli europei, questo esperimento monetario unico nel suo genere.

La storia dei fatti e la dottrina mostrano chiaramente come Mario Draghi sia sempre intervenuto di fronte alla necessità di preservare in vita la moneta coloniale tanto cara ai poteri europei e di casa nostra. Dal famoso whatever it takes, che tradotto significa faremo di tutto per salvare l'euro anche a discapito della vita della gente; fino a prendere per le orecchie Madame Lagarde, quando all'indomani della pandemia, occorreva che a Francoforte abbandonassero i trattati per finanziare direttamente i deficit dei governi e monetizzare a più non posso i debiti pubblici degli Stati, creando moneta con un semplice click sulle tastiere dei loro computer.

Questi sono stati i due momenti in cui l'encefalogramma dell'euro era piatto e di lì a breve, se Draghi non fosse intervenuto, la valuta europea sarebbe passata ad altra vita; per quello che con altissime probabilità, sarebbe stato un funerale non di pianti ma di estrema gioia per la maggioranza dei popoli europei.

Le unioni monetarie con tassi di interesse diversi non sono contemplate dagli dei della moneta moderna e nel 2011, con uno differenziale tra i titoli del debito pubblico tedeschi e quelli italiani ben oltre i 500 punti base, il matrimonio tra il nostro paese e l'Unione Europea era talmente ai ferri corti da spingere il nostro paese a tornare tra le braccia amate del vecchio amore: la Lira.

Questo naturalmente avrebbe provocato la fine delle deleterie politiche di austerity tanto care e proficue per quei poteri che avevano ed hanno tutt'ora interesse a colonizzare il belpaese.

Sappiamo tutti come finì: con l'arrivo di Monti, ovvero la garanzia che la colonizzazione sarebbe continuata e Draghi, allora governatore della Bce, si mise a stampare a più non posso - con i noti programmi di politica monetaria (OMT, Qe, ecc.) - per ridurre i differenziali di tassi tra i paesi dell'unione.

Allo scoppio della pandemia, al nostro governo - ingabbiato da sempre dentro il pareggio di bilancio - venne a mancare il normale flusso delle entrate fiscali in conseguenza dei lockdown, da renderlo così impossibilitato in ogni tipo di pagamento (a partire dagli stipendi pubblici e le pensioni). Stante l'aver ceduto la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, il default sarebbe stato dietro l'angolo, se da Francoforte, come spiegato sopra non avessero fatto quanto indicato loro da Draghi.

Oggi - dopo la pandemia, il conflitto in corso in Ucraina e tutti i conseguenti azzardi politici, a partire dalle sanzioni e la conseguente speculazione finanziaria su energia e cibo - l'elettroencefalogramma dell'Euro è di nuovo piatto; e come sempre il primo a rendersene conto è Mario Draghi.

Sono mesi che le sue esternazioni vanno sempre nella stessa direzione, ossia quella di salvare la valuta europea. Ma oggi, SuperMario, va addirittura oltre!

La situazione è talmente grave e complicata per la sopravvivenza della UE, che oggi Draghi, dopo che da mesi spinge per l'unione bancaria (pensate un po'! gettando nel cestino persino il Mes), si fa promotore della tanto sperata dai popoli ed implorata dagli economisti illuminati, unione fiscale.

La situazione è più complicata di sempre, perché i contorni geopolitici intorno all'euro stanno cambiando velocemente verso una direzione che fa intravedere sempre più in modo chiaro un accerchiamento del continente europeo da parte di Russia, Cina ed i loro alleati, e molto probabilmente anche da parte degli Stati Uniti, le cui posizioni in tema di austerità fiscale ed interventismo militare non sono più così decise come una volta.

Il processo di de-dollarizzazione già messo in atto da parte dei BRICS, a mio parere, non preoccupa più di tanto il governo americano; preoccupa molto invece Mario Draghi, pienamente cosciente che l'unione monetaria europea, così come strutturata adesso, non potrà resistere alla scossa proveniente dall'abbandono delle riserve in euro da parte del resto del pianeta.

Per questo, Draghi ha fretta di correggere l'esperimento in corsa!

Ma non solo, se mi permettete, esiste anche una ragione geopolitica ben precisa, che va oltre gli interessi dei rentier; e la risposta sta tutta in questa frase pronunciata da Draghi tramite le colonne dell'Economist e che ha come mittente i poteri europei che ancora sono restii a federare l'Europa:

"L’Europa deve ora affrontare una serie di sfide sovranazionali che richiederanno ingenti investimenti in un breve lasso di tempo, compresa la difesa, la transizione verde e la digitalizzazione"

Notate come tra gli obiettivi di Draghi che lo hanno convinto a spingere verso l'unione fiscale, ovvero a fare quegli ingenti investimenti pubblici con denaro creato dal nulla, non venga menzionato minimamente il lavoro e la drammatica situazione occupazionale che affligge la quasi totalità dei popoli europei ormai da decadi.

In primo piano, Draghi mette la spesa per la difesa, ovvero quella per costruire armi ed esercito. Un esercito europeo che alla luce del declino sempre più evidente della NATO, pare essere sempre più necessario per difendere l'Europa, la sua moneta ed i suoi rentier.

I poteri massonici europei - di fatto monopolisti ed esportatori netti delle loro fratellanze nel mondo mondo (in primis all'interno delle tribù indiane ed i coloni d'America) - nella costruzione di questo mondo globale finalizzato esclusivamente al loro portafoglio, pare abbiano fatto un grave errore.

Non hanno pensato minimante a creare un esercito europeo, pensando che le loro fratellanze mai potessero perdere il controllo della NATO e del suo esercito. Ma di fatto la forza dell’esercito della NATO, è quasi totalmente impersonificata dai mezzi e dagli uomini dell'esercito degli Stati Uniti.

Cosa succederebbe se in USA cambiassero le gerarchie tra fratellanze che guidano il mondo da dopo la seconda guerra mondiale ed un Trump di turno supportato dall'altra sponda ebraica, ponesse il cartello The End, davanti alla NATO?

Del resto, che Donald Trump non vedesse di buon occhio la NATO durante la sua presidenza non è certo una novità.

Quindi, se a livello tecnico una moneta la si impone attraverso la legge (corso forzoso) e la si rende desiderabile attraverso l'imposizione fiscale, per continuare a farla mancare a chi ne ha estremo bisogno nel paese, è indubbio che, ad un certo punto, occorra usare l'esercito. Come occorre l'esercito per far continuare ad usarla a chi, in altri paesi ha già la propria valuta, quando le favole sono finite!

Dice Draghi:

"Le strategie che hanno garantito la prosperità e la sicurezza dell’Europa in passato – la dipendenza dall’America per la sicurezza, dalla Cina per le esportazioni e dalla Russia per l’energia – sono diventate insufficienti, incerte o inaccettabili"

"La dipendenza dall'America per la sicurezza" - proprio quello che vi ho appena evidenziato!

Draghi, in modo del tutto ipocrita, parla di "strategie che hanno garantito la prosperità dell'Europa" - la realtà odierna, al contrario, ci dice che la prosperità in Europa, dall'introduzione della moneta comune e delle sue regole, è arrivata solo ad una ristrettissima parte della popolazione. Mentre il benessere diffuso ed i diritti conquistati dalla fine della seconda guerra mondiale e rappresentati da una crescita esponenziale della classe media, è andato letteralmente a farsi benedire.

Draghi mostra di essere ben cosciente del mondo disegnato dai poteri europei, di cui gli omologhi italiani sono certamente una parte centrale, che prevedeva il loro stare seduti sul divano a guardar crescere i numeri elettronici che identificano i loro conti bancari, tenuti ben preservati nel loro valore da una moneta artificialmente tenuta in parità con il dollaro, che per stare in piedi necessita di un percorso di deflazione dei salari infinito fino alla schiavitù per tutti gli altri.

L'Euro, una moneta da preservare nel valore anche per poter continuare a speculare in qui settori vitali per il paese, gestiti a livello monopolistico dai nostri rentier. Mi riferisco al gas acquistato per anni a basso costo dalla Russia con contratti fissi da rivendere a prezzi stratosferici a famiglie ed imprese.

Stesso discorso e medesima strategia vale anche per gli altri due settori da gestire in regime di monopolio (transizione verde e digitalizzazione), che Draghi indica necessariamente bisognosi di pubblici pubblici, per poi esserne trasferita la proprietà ed i relativi maxi-profitti ai soliti noti, attraverso le privatizzazioni che tanto hanno reso famoso l'Uomo del Britannia.

Oggi, la Grande Europa della Grande Moneta Euro, si ritrova senza prodotti, senza energia e soprattutto senza un esercito, le cui riserve di armamenti si stanno esaurendo per la decisione politica di combattere una guerra per procura in Ucraina. Decisione che ogni giorno di più che passa, appare sempre più come una trappola appositamente piazzata da Cina, Russia e sottotraccia da chi comanda realmente negli USA, per far deflagrare questa diabolica unione monetaria.

Vi invito a leggere attentamente, parola per parola, quello che Draghi ci dice in questo articolo e confrontarlo con quanto vi ho sempre scritto in merito alla metodo fraudolento su cui è stata costruita questa unione monetaria. Vengono ripercorse tutte le frodi dottrinali su cui i poteri hanno fondato questo diabolico esperimento, e Draghi mostra di averne sempre avuto piena coscienza.

di Megas Alexandros

Fonte: E' giunta l'ora che l'esperimento di massa in corso nell'Eurozona finisca! A dircelo è Mario Draghi - Megas Alexandros

Credo di farvi cosa gradita nel postare qua sotto la traduzione completa dell'articolo:


Mario Draghi sul percorso verso l’unione fiscale nell’Eurozona Ciò richiederà nuove regole e una maggiore condivisione della sovranità, afferma l’ex capo della Bce

Può un’unione monetaria sopravvivere senza un’unione fiscale? Questa domanda ha tormentato la zona euro sin dalla sua creazione. Progettato esplicitamente per escludere i trasferimenti fiscali, il blocco valutario era considerato da molti economisti destinato a fallire ancor prima del suo lancio. È sopravvissuto alla crisi esistenziale del 2010-2012 solo grazie a soluzioni provvisorie, e oggi non è più in grado di rispondere a questa domanda.
Eppure, paradossalmente, le prospettive di un’unione fiscale nella zona euro stanno migliorando, perché la natura della necessaria integrazione fiscale sta cambiando. L’unione fiscale è generalmente vista come comportante trasferimenti dalle regioni prospere a quelle che attraversano una crisi economica, e in Europa l’opposizione pubblica ai paesi più forti che sostengono quelli più deboli rimane feroce. Ma questo tipo di politica federale di “stabilizzazione” è diventata meno rilevante. La zona euro si è evoluta in due modi che stanno aprendo una strada diversa, e potenzialmente più accettabile, verso l’unione fiscale.
In primo luogo, dal 2012 la Banca Centrale Europea ha sviluppato strumenti politici per contenere le divergenze ingiustificate tra i costi di finanziamento dei paesi più forti e quelli più deboli, e ha mostrato la propria volontà di utilizzarli. Ciò ha consentito alle politiche fiscali nazionali – che svolgono un ruolo stabilizzante cruciale nella zona euro – di attenuare il ciclo economico. Ciò, a sua volta, rende i trasferimenti fiscali transfrontalieri meno necessari.
In secondo luogo, l’Europa non si trova più ad affrontare crisi causate principalmente da politiche inadeguate in determinati paesi. Deve invece affrontare shock comuni e importati come la pandemia, la crisi energetica e la guerra in Ucraina. Questi shock sono troppo grandi perché i paesi possano gestirli da soli. Di conseguenza, c’è meno opposizione ad affrontarli attraverso un’azione fiscale comune.
La risposta dell’Europa alla pandemia ha riconosciuto questa nuova realtà: è stato istituito un fondo da 750 miliardi di euro (810 miliardi di dollari) per aiutare gli Stati membri dell’UE ad affrontare le transizioni verde e digitale. E una condizione politica necessaria affinché il quadro fiscale dell’UE si sviluppi lungo linee più federali è che i paesi che ricevono questi fondi li utilizzino con successo.
L’Europa deve ora affrontare una serie di sfide sovranazionali che richiederanno ingenti investimenti in un breve lasso di tempo, compresa la difesa, la transizione verde e la digitalizzazione. Allo stato attuale, tuttavia, l’Europa non ha né una strategia federale per finanziarli, né le politiche nazionali possono assumerne il ruolo, poiché le norme europee in materia fiscale e sugli aiuti di Stato limitano la capacità dei paesi di agire in modo indipendente. Ciò contrasta nettamente con l’America, dove l’amministrazione di Joe Biden sta allineando la spesa federale, i cambiamenti normativi e gli incentivi fiscali al perseguimento degli obiettivi nazionali.
Senza azioni, c’è il serio rischio che l’Europa non raggiunga i suoi obiettivi climatici, non riesca a fornire la sicurezza richiesta dai suoi cittadini e perda la sua base industriale a favore di regioni che si impongono meno vincoli. Per questo motivo, ritornare passivamente alle vecchie regole fiscali – sospese durante la pandemia – sarebbe il peggior risultato possibile.
L’Europa ha quindi due opzioni. Il primo è quello di allentare le norme fiscali e sugli aiuti di Stato, consentendo agli Stati membri di farsi carico dell’intero onere degli investimenti necessari. Ma poiché lo spazio fiscale nella zona euro non è distribuito equamente, un simile approccio sarebbe fondamentalmente uno spreco. Le sfide condivise come il clima e la difesa sono binarie: o tutti i paesi raggiungono i loro obiettivi comuni oppure nessuno ci riesce. Se alcuni paesi possono utilizzare il proprio spazio fiscale ma altri no, allora l’impatto di tutta la spesa sarà inferiore, poiché nessuno sarà in grado di raggiungere la sicurezza climatica o militare.
La seconda opzione è ridefinire il quadro fiscale e il processo decisionale dell’UE per renderli commisurati alle nostre sfide condivise. Si dà il caso che la Commissione Europea abbia presentato una proposta per nuove regole fiscali mentre, con l’ulteriore allargamento dell’UE sul tavolo, i tempi sono maturi per prendere in considerazione tali cambiamenti.
Le regole fiscali dovrebbero essere sia rigorose, per garantire che le finanze pubbliche siano credibili nel medio termine, sia flessibili, per consentire ai governi di reagire a shock imprevisti. L’attuale insieme di regole non è né l’uno né l’altro, e porta a politiche troppo flessibili durante i periodi di espansione e troppo rigide durante i periodi di recessione. La proposta della Commissione europea contribuirebbe notevolmente ad affrontare tale pro-ciclicità. Ma anche se pienamente attuato, non risolverebbe del tutto il compromesso tra regole rigide – che devono essere automatiche per essere credibili – e flessibilità.
Ciò può essere risolto solo trasferendo maggiori poteri di spesa al centro, il che a sua volta rende possibili regole più automatiche per gli Stati membri. Questa è in generale la situazione in America, dove un governo federale dotato di poteri si affianca a regole fiscali largamente inflessibili per gli stati, ai quali nella maggior parte dei casi è vietato gestire deficit. Le regole del pareggio di bilancio sono credibili – con la sanzione ultima del default – proprio perché il livello federale si prende cura della maggior parte della spesa discrezionale.
Se l’Europa dovesse federalizzare parte della spesa per gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi condivisi di oggi, potrebbe raggiungere un equilibrio simile. L’indebitamento e la spesa federale porterebbero a una maggiore efficienza e a un maggiore spazio fiscale, poiché i costi di indebitamento aggregati sarebbero inferiori. Le politiche fiscali nazionali potrebbero quindi concentrarsi maggiormente sulla riduzione del debito e sulla creazione di riserve per i periodi difficili. Regole fiscali più automatiche diventerebbero fattibili e gli Stati membri potrebbero credibilmente fallire.
Tali riforme significherebbero mettere in comune una maggiore sovranità e richiederebbero quindi nuove forme di rappresentanza e un processo decisionale centralizzato. Ma man mano che l’UE si allarga per includere i Balcani e l’Ucraina, queste due agende si uniranno naturalmente. Dovremo evitare di ripetere gli errori del passato espandendo la nostra periferia senza rafforzare il centro, altrimenti rischiamo di diluire l’UE anziché darle il potere di agire.
Un processo decisionale più centralizzato richiederà, a sua volta, il consenso dei cittadini europei sotto forma di una revisione dei trattati dell’UE, qualcosa da cui i politici europei si sono tirati indietro dopo i falliti referendum in Francia e nei Paesi Bassi nel 2005. Oggi, come Verso le elezioni europee del 2024, questa prospettiva sembra irrealistica poiché molti cittadini e governi si oppongono alla perdita di sovranità che la riforma dei trattati comporterebbe. Ma anche le alternative non sono realistiche.
Le strategie che hanno garantito la prosperità e la sicurezza dell’Europa in passato – la dipendenza dall’America per la sicurezza, dalla Cina per le esportazioni e dalla Russia per l’energia – sono diventate insufficienti, incerte o inaccettabili. In questo nuovo mondo, la paralisi è chiaramente insostenibile per i cittadini, mentre l’opzione radicale di uscire dall’UE ha prodotto risultati decisamente contrastanti. Creare un’unione più stretta si rivelerà, in ultima analisi, l’unico modo per garantire la sicurezza e la prosperità tanto agognate dai cittadini europei.

Commenti (76)

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Mostra commenti 76 caricati
    1. absitiniuriaverbis 11 settembre 2023

      "Il problema è che le persone con le idee più ridicole sono sempre quelle che ne sono più certe."

      --Bill Maher

    1. Divoll 11 settembre 2023

      Come pensano di creare gli Stati Uniti d'Europa quando gia' l'UE e' invisa agli europei e scricchiola sotto il peso della propria incongruenza monetaria, finanziaria, in-culturale, sociale e burocratica? A me sembra invece il momento giusto per darle una bella spallata e defenestrare tutti quesi vermi, supervermi e parassiti.

    1. gix 11 settembre 2023

      Bisogna chiedersi quale è il reale valore di queste esternazioni da parte del drago, sicuramente non casuali e temporalmente non indifferenti. In fondo si tratta dei soliti temi di sempre, ovvero più Europa e meno sovranità degli stati. L'impressione invece è che il drago, con queste sue uscite, certifichi ufficialmente la crisi del baraccone europeo attuale, soprattutto a svantaggio delle elite che ci hanno guadagnato finora. Sembra quasi dire che ormai...troppe sono le cose che bisognerebbe fare.

    2. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Le azioni di Draghi sono sempre mosse da quello che interessa alle élite che lo comandano e ci comandano. Oggi la situazione geopolitica è totalmente cambiata e forse anche i poteri fuori dalla UE che distenevano il saccheggio. Per questo Draghi invita i poteri europei ad un cambiamento, ma solo per il loro interesse non per quello del popolo.

    1. Simplicissimus 11 settembre 2023

      Si tratta di puttanate allo stato puro: ciò che realmente dice Draghi è che occorre togliere anche il più piccolo rimasuglio di sovranità e che l'Europa degli oligarchi deve decidere qualunque cosa, compreso forse l'allentamento di un po' di austerità, cosa però che da Monti in poi tutti ripetono per dare lo zuccherino prima delle bastonate

    2. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Mi sembra che l’articolo abbia argomentato in modo chiaro come le intenzioni di Draghi vadano in questa direzione

    1. SDL 10 settembre 2023

      Adesso magari la dico grossa. Se dobbiamo continuare sulla farsa della moneta senza stato tanto vale federare tutti, creare un unione fiscale, politica, militare etc.., l'Italia diventerebbe "alla luce del giorno questa volta" il mezzogiorno d'europa e forse qualcosa si muoverebbe.
      Come dire, l'importante e' muoversi.

    1. Eugiorso 10 settembre 2023

      Sappiamo bene che il boia draghi è un criminale di guerra ...

      Cari saluti

    1. Arthur 10 settembre 2023

      Io sono convinto che non ci sarà nessuna unione fiscale per il semplice fatto che i tedeschi fanno i loro esclusivi interessi e lo stesso i francesi, così pure olandesi, spagnoli, etc.
      L'unico paese che fino ad ora ha fatto gli interessi altrui è l'Italia guidata dalla ignobile sinistra italiota.
      Però, dato che la sinistra è all'opposizione e ci rimarrà per molto tempo a causa degli enormi danni compiuti e delle cretinate che annuncia di voler fare, possiamo stare sicuri e dormire sonni tranquilli.
      Game over per la gauche.
      Ha fatto così schifo ed è difficile che possa essere eguagliata da altri.
      E ovviamemte non ci sarà nessun esercito europeo e non ci saranno mai gli Stati Uniti d'Europa, termine dietro il quale in realtà si cela l'obiettivo di realizzare l'URSS d'Europa, più o meno quello che vogliono fare anche la sinistra americana e la lobby apolide negli USA, un colpaccio in stile 1917.
      Chiaramente si tratta di gente fuori dalla realtà.
      Dunque, questa Unione Europea è segnata, insieme alla sinistra europea, ai dem anericani e alle varie lobbies e gruppi che costituiscono le attuali élites occidentali, tutte destinate a fare la fine che fa la carne da macello.

    2. Stefanovic 10 settembre 2023

      Scusate l'intromissione, sono un nuovo iscritto. Mi piacerebbe avere il tuo stesso ottimismo, ma non capisco da dove prendi tutte queste certezze. Pare che vogliano ricominciare con le mascherine a scuola (sia in Italia che negli Stati USA gestiti dai dem). Questi del centrodestra sembrano poi un PD di 10 anni fa (ad essere buoni), tra sbarchi moltiplicati (in un paesino da me in motagna, di un centinaio scarso di residenti, il prefetto ne ha mandati 45, tutti maschi), centri per il cambio di sesso pagati dai contribuenti (in Veneto) e lingua in bocca e armi al cocainomane. Tutto viene spostato sempre più verso l'assurdo, in Francia ci sono libri scolastici delle medie (e forse anche delle elementari) che spiegano che il genere sessuale è un fatto culturale, in California tolgono la patria podestà ai genitori che si rifiutano di far fare il cambio di sesso ai bambini che lo richiedono (certo lo richiedono "spontaneamente"...). Siamo rovinati Arthur, io questa resa dei conti non la vedo e comunque dovrebbe coinvolgere non solo le sinistre, ma quasi tutte le destre europee (praticamente tutte tranne Orban).

    3. Bertozzi 10 settembre 2023

      Non ti preoccupare. È giusto quel che vedi e sono comprensibili le tue domande. È lui che è un militante meloniano e non gli va giù che la destra - per la quale ha fatto dichiarata campagna elettorale qui - sia peggio della sinistra, origine e causa ultima di tutti i mali del mondo, nel suo limitato e infantile modo di vedere. Non ha ancora raggiunto un'evoluzione che gli permetta di accettare che destra e sinistra sono solo due parti in commedia.
      Per il resto personalmente non credo a chi dice che torneranno le mascherine e chi si preoccupa per niente. Rovinato lo è solo chi aderisce a questo mondo, per loro il covid e ciò che ne è seguito è stato ed è ancora una tragedia, per chi vuole creare la propria realtà giorno per giorno e vivere una vita esemplare è stato un momento di rivelazione e di libertà, nonché di sviluppo ed evoluzione ulteriore della propria Coscienza.

    4. Stefanovic 10 settembre 2023

      Non so se destra e sinistra (che in assoluto mi sembra sempre un pelino più folle e liberticida) siano parte di una stessa commedia, in Europa Occidentale sembra così, negli USA sicuramente non è così e lo scontro è duro. Purtroppo non riesco a vedere la pandemenza come un'occasione, in pratica bisognerebbe mollare tutto e darsi alla mera sopravvivenza, io ho un lavoro (che vorrei tenermi) e vorrei farmi una famiglia, ma se queste sono le condizioni delle istituzioni non è possibile intraprendere questa strada. Chiedevo appunto ad Arthur da dove avesse queste certezze, le vorrei far mie perché c'è bisogno di avere una visione di futuro decente per poter vivere il presente, ma i fatti mi impediscono questo al momento.

    5. SDL 10 settembre 2023

      Dalle ceneri rinasce buona erba dopo un po..

    6. Arthur 10 settembre 2023

      Per quanto riguarda la situazione in Occidente, posso dirti che certamemte non ho la sfera di cristallo, ma sono giunto ad una determinata conclusione sulla base di riflessioni che vanno avanti da anni.
      Non so da quanto tempo tu stia qui su CDC, ma ho postato una marea di interventi al riguardo.
      Ritengo che i gruppi (politici, finanziari e non solo) e le lobbies che portano avanti il Nuovo Ordine Mondiale, con il contributo di certe famiglie potenti, siano tutti caduti in una trappola ordita decenni fa da parte di ambienti più conservatori.
      La trappola consisterebbe nel consentire a certi soggetti di andare al potere e portare avanti il progetto globalista devastante per l'Europa e il Nordamerica.
      Quando si arriverà ad un certo punto di degrado intollerabile agli occhi della quasi totalità della popolazione, il verminaio sarà scoperchiato, i crimini saranno resi pubblici ed i responsabili travolti.
      Sarà questo il vero reset, che avverrà tra il plauso generale della gente, inorridita da quello che verrà reso di pubblico dominio.

    7. Arthur 10 settembre 2023

      In Occidente la destra ha conservato il controllo di apparati militari e forze dell'ordine.
      Negli USA c'è una parte di popolazione (15-20 milioni), pressoché tutta di destra, che detiene la stragrande maggioranza delle armi vendute negli ultimi decenni.
      Si tratta di un vero e proprio esercito di paramilitari che si aggiunge ai militari veri e alle forze di polizia, all'80-90% tutti di destra e più o meno tutti trumpiani.

      La destra americana ha sempre saputo che certi soggetti (sinistra e una certa lobby di cui non si può parlar male) avrebbero cercato di replicare in Occidente quanto fatto nel 1917 in Russia.
      Sono gli stessi gruppi di allora.
      Naturalmente la destra, sapendo, si è preparata.

      Sii ottimista perché tutto si risolverà nel modo migliore.
      Ovviamente la destra non è fatta di stinchi di santi, anzi.
      Ma la cricca di balordi e squilibrati che porta avanti il progetto globalista (un progetto neo-marxista) merita di scomparire.
      Poi si vedrà.
      E si potrà ripartire per cercare di creare un mondo migliore, più giusto, più libero e soprattutto più umano, nel quale le follie e le idiozie liberal-capitaliste e marxiste-comuniste siano solo un lontano ricordo.

    8. Arthur 10 settembre 2023

      Dato che sei nuovo, voglio che tu sappia che io ho votato destra turandomi il naso.
      E ho deciso di farlo per evitare che PD e partitaglia di sinistra (neo-marxista) vada al governo.
      In questo momento ritengo che la destra sia il male minore.
      Molti non condividono la mia posizione, sono arroccati sul loro punto di vista e non accettano che qualcuno possa pensarla in maniera diversa da loro.
      A detta loro, sarebbero meritevoli di considerazione solo quelli che non vanno a votare.
      Io non la penso così.
      Se fossimo in un contesto come quello di venti o trenta anni fa, potrei pure capire l'astensione, ma oggi la situazione è grave, soprattutto dopo i tre anni vergognosi di gestione da parte di PD, sinistra e M5S di pandemia, lockdowns, vaccini e ricatti.
      Ritengo che sia prioritario fare in modo che certa gentaglia sia lontana dal potere e dal governo dell'Italia, e anche per molte altre ragioni, ad esempio il servilismo esasperato della sinistra a certi poteri stranieri.

    9. ric 10 settembre 2023

      Vero , proviamo ad incenerire gli USA , poi vediamo cosa rinasce.

    10. Stefanovic 10 settembre 2023

      Sugli USA concordo, persone come De Santis e il fatto che quelli armati siano in massima parte Repubblicani può far sperare, per loro, in un futuro meno schizoide. Ma qui? Obbediscono tutti al medesimo centro di potere, la propaganda fa sembrare "estreme" posizioni ovvie che poi, una volta che gli "estremisti" (i sostenitori dell'ovvio) vanno al governo, vengono abbandonate (e poi sostenute da altri fuori dal Parlamento, altri che vengono subito trasformati in macchiette dal Crozza di turno). Una macchina del niente che si autoalimenta, sembra davvero non esserci via di uscita. Ovviamente spero che tu abbia ragione e che accada qualcosa di imponderabile che possa cambiare il corso degli eventi

    11. SDL 10 settembre 2023

      Chiediamo a Putin?

    12. Cachafaz 10 settembre 2023

      Scusa se mi intrometto; secondo me bisogna fare dei distinguo. A livello globale agli Usa/dem/davos globalisti le cose non vanno affatto bene, in sostanza stanno perdendo il confronto geopolitico. INfatti la guerra e' una debacle, il clima ed il green non funzionano molto, ed un po' tutto direi, soprattutto le fonti di energia l' u-ccidente le sta' perdendo, ed anche le rotte commerciali piu' favorevoli e convenienti sono ormai appannaggio dei brics. INfatti la flotta uSa verra' by passata. Ed ecco quindi che sono ritornati sull'usato sicuro, cioe' la pandeminchia. Ma e' la disperazione, la volonta' di tenere sotto controllo almeno europa ed il mondo anglo sassone. Non ci riusciranno, ne sono convinto. Ma purtroppo, non mi riesce di essere otti mista sul futuro a breve-medio, se parli di lavoro e di mettere su famiglia, come giustamente hai fatto presente, come priorita'.

    13. Arthur 10 settembre 2023

      Aggiungo dell'altro.
      Credo che il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale venga in realtà ampiamente sovrastimato.
      Si tratta di un progetto proclamato e sbandierato ai quattro venti, ma molte delle cose che vengono annunciate sono irrealizzabili o largamente sconvenienti per gli equilibri di certi poteri.
      E allora? Perché tutti questi proclami?
      La sensazione è che da parte di certi ambienti (sinistra, mondo lgbtq, gruppi woke, lobby innominabile, sostenitori del cambiamento climatico, etc.) sia in atto una strategia provocatoria: tirare la corda al massimo per indurre gruppi di destra a reagire, in modo da poter poi accusarli di essere eversivi e antidemocratici.
      È quindi assai probabile che i globalisti abbiano optato per la tattica della provocazione: far leva sull'impulsività di parte della destra sperando, così facendo, di riuscire a suscitare una reazione inconsulta e azzardata che giustifichi poi di esasperare il patetico vittimismo di certi gruppi politici e soprattutto di una nota lobby.
      Poi potrebbero additare, ancor più di quanto fanno oggi, la destra di essere pericolosa; metterebbero in atto misure liberticide e repressive contro chiunque si opponga.
      La destra, soprattutto quella americana, conosce i suoi polli e mantiene la calma.
      Si muoverà solo quando il verminaio di crimini sarà stato scoperchiato.

    14. logos 11 settembre 2023

      Utente nuovo, ai primi interventi, finito in mezzo al fuoco incrociato di Arthur e Bertoz (Don Chisciotte e Sancio Panza di questo spazio virtuale)? Come sei fortunato... Benvenuto tu, nonché il tuo educato e ponderato modo di argomentare. l. Ps: nutro rispetto ed amministrazione per entrambi i nostri eroi, che seppur in modo diametralmente opposto (per certi versi) un giorno si renderanno conto di indossare la stessa casacca. ;)

    15. Divoll 11 settembre 2023

      Bisogna sempre restare positivi comunque, perche' non si vince nessuna lotta partendo pessimisti. L'importante e' cominciarla questa lotta, ma SUL SERIO. I popoli hanno piu' potere di quanto si rendano conto. Prendi, per esempio, il modo in cui gli americani hanno mandato a picco multinazionali come Budwiser, target, Disney per le loro scelte scellerate di wok-ismo. Se noi popoli fermassimo tutto, se ci rifiutassimo di mandare i figli a scuola finche' non vengono ritirati certi "programmi", se facessimo scioperi (sia di lavoro che di acquisti) totali e prolungati, tanto per fare degli esempi, daremmo una botta enorme a tutto questo sistema che si basa sul denaro. Bisogna colpirli nella borsa, i globomafiosi.
      E comunque, benvenuto su CDC.

    16. Divoll 11 settembre 2023

      Secondo me, tirano la corda al massimo anche per sopraffarci e indebolirci psicologicamente, farci credere che loro sono invincibili e che quindi e' inuile resistere. La strategia dello shock-and-awe. Non bisogna cadere in questa trappola. Non sono mai stati cosi' deboli come in questo momento storico.

    17. Stefanovic 11 settembre 2023

      Ti ringrazio e sono d'accordo con te

    18. Stefanovic 11 settembre 2023

      Grazie. La lotta è dura perché si tratta di lotta contro l'assurdo e l'astratto, il wokismo e il covidismo non sono altro che assurdità diventate Potere. Quello che mi fa paura, oltre alla propaganda, è il soggettivismo giuridico che vi è oggi in Occidente, soggettivismo che a mio avviso è proprio nato dal fatto di ammettere che possano esistere donne con il pene. Una volta fatta passare questa assurdità nell'ordinamento giuridico, siamo spacciati perché tutto è possibile. Non vedo grosse possibilità di lotta dal basso, l'unica speranza di ritorno alla normalità (cioè vent'anni fa, parlo di ciò che conosco) è che una parte dell'oligarchia si accorga che accanendosi contro la popolazione occidentale sta segando il ramo su cui è appollaiata.

    1. ws 10 settembre 2023

      Anche questo "passo" è ne "l' agendachenoncè" e i tedeschi se ne dovranno fare "una ragione" esattamente come ce la siamo dovuta fare noi "untermenschen"
      In fondo anche "il Kapò" è solo un "internato" e " va alle docce " pure lui quando non serve più.

    1. ric 10 settembre 2023

      l' europa e' formata da una trentina di nazioni diverse l' una dall' altra .
      in questo sta la sua vera ricchezza. Draghi vai a rompere i COGLIONI da un'' altra parte.

    2. Divoll 11 settembre 2023

      Da solo non ci andra'.

    1. Vincent1 10 settembre 2023

      A mio parere questo di draghi è stato un puro e semplice delirio di chi è ormai fuori dai giochi. Megas, lo so che tu la pensi in modo differente ma ormai il super mario è lesso.
      Ormai metteranno qualcun altro ed il suo farfugliare è solo l'ultimo disperato tentativo di rimanere a galla.
      Ci andrà lui a spiegare al governo tedesco che per fare l'unione fiscale, i paesi più ricchi dovranno in qualche modo sopperire alle mancanze dei più deboli?
      D'altronde, nella mia modesta ignoranza, quando si parla di unione fiscale mi viene in mente che 'ognuno versa in relazione alle proprie disponibilità'.
      Se un governo tedesco, dopo la recente crisi derivante dalla guerra in Ucraina e pesantemente dilaniato dai costi energetici, dovrebbe anche far fronte alle dafaiance dei PIGS, penso che qualcuno si incazzerebbe e, siccome la krande cermania conta e non poco, questo rimarrà un suo delirio.
      Diciamocela tutta in sacrosanta verità che ormai il dio euro è morto e stanno cercando una 'exit strategy'

    2. Martin 10 settembre 2023

      Non e' morto proprio nulla, purtroppo. L'euro e' diventato una moneta vassalla del dollaro - come prima non era - e la Commissione UE, vista l'impossibilita' dell'accelerazione verticale, ha aderito all'espansione orizzontale, ossia al progetto NeoGlobal di tentativo di smembramento della Russia. Solo Donald Trump potra' liberarci.

    3. Megas Alexandros 10 settembre 2023

      Draghi sarà anche lesso ma Economist e FT continuano a venerarlo mentre straccano pesantemente la Lagarde. All’interno dei poteri globalisti che hanno il loro centro in UE, Draghi è ancora in riferimento per non parlare in Italia dove la Meloni sta seguendo la sua agenda.
      Semmai dovremmo capire se ancora è considerato oltreoceano o meno!!!

    4. SDL 10 settembre 2023

      Sempre ad aspettare il liberatore di turno...

    5. Martin 10 settembre 2023

      E' in effetti molto spiacevole, ma cosi' siamo ridotti in Europa

    6. Martin 10 settembre 2023

      Eppure la Lagarde il suo compito l'ha svolto egregiamente, riducendo l'Euro ad una moneta vassalla del dollaro. Sono anni ormai che Powell fa un fischio, e la Lagarde esegue.

      Draghi per quanto ne so e' molto ben considerato a Washington, il punto e' che il prossimo anno, prima delle elezioni USA, ci saranno quelle europee, e nessuno sa come andranno effettivamente, ossia se gli USA riusciranno, dopo, a piazzare alla Commissione un altro gruppo di PUPAZZI come l'attuale (VDL,Michel, Borrell, etc).

      Draghi e' sicuramente un candidato in conto Dem USA alla Presidenza della Commissione, ma appunto non si sa come andranno le cose.. inoltre la VDL dopo i suoi bassi ed osceni servizi agli USA vuole essere confermata...

      L'incertezza e' forte, ed infatti oltre a Timmermans se ne sta andando anche la Vestager, quella che da anni fa finta di proteggere gli standards europei

    7. Divoll 11 settembre 2023

      No, solo la vittoria russa nella guerra, l'aumento di potere dei BRICS++ e la fine del dollaro. Anche se Trump vincesse (e allo stato delle cose e' un grande SE), non e' detto che riesca a fermare la macchina della guerra del deep state. Quindi deve cambiare la situazione internazionale di base, riducendo la globomafia davossiana all'impotenza. Putin e' un genio per aver gettato le basi di questo cambiamento epocale.

    8. Divoll 11 settembre 2023

      E' anche colpa degli europei che si sono lasciati bollire come i proverbiali ranocchi.
      Il potere fa quel che i popoli gli lasciano fare.

    9. Divoll 11 settembre 2023

      Draghi o Lagarde, non c'e' differenza, perche' servono gli stessi padroni.

    10. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      C’è differenza nel loro grado di competenza. Quindo ci sono le mission impossible per preservare gli interessi del Potere senza pietà… mettono in campo Draghi

    11. Divoll 11 settembre 2023

      Puo' anche darsi che li interscambino a seconda dei compiti del giorno.

    1. Martin 10 settembre 2023

      Draghi e tutti gli altri che da anni farfugliano, straparlano e sognano il passaggio dall'unanimita' alla maggioranza vincolante in politica estera e di difesa e/o il passaggio all'unione fiscale, dovrebbero fare molta attenzione a come parlano, perche si tratta di passaggi che O sono democratici O sarebbero letteralmente eversivi - tralaltro a favore della Commissione UE, ossia di burocrati eletti da nessuno e quindi responsabili politicamente verso nessuno.

      I farfugli specie di Macron and company sul "superamento" dell'unanimita' in politica estera e di difesa si sono arenati perche' per un passaggio simile e' ovviamente richiesto il voto unanime di 27 Governi e di 27 Parlamenti, perdipiu' spesso a maggioranza qualificata per le riforme delle costituzioni nazionali (inclusa la piu' bella del mondo) e con la possibiita' di referendums popolari. Non solo l'Ungheria, ma diversi Paesi medi e piccoli dell' UE hanno ripetutamente dichiarato che non saranno MAI d'accordo: tanti non vogliono essere obbligati ad una guerra su una votazione a maggioranza in qualche corridoio di Bruxelles.

      Non esiste alcun consenso democratico ne' al passaggio alla maggioranza vincolante in politica estera e di difesa, ne' all'unione fiscale. E quindi, tanto per parlare chiaro, il signor Draghi dovrebbe spiegarsi meglio sul percorso democratico per arrivare a tali mete, perche' altrimenti lascia il dubbio di soluzioni non democratiche, ossia autoritarie o golpiste.

    2. ducadiGrumello 10 settembre 2023

      non credo che il "percorso democratico" sia in cima alle preoccupazioni del drago

    3. Martin 10 settembre 2023

      Appunto, ed a maggior ragione ma va messo bene in chiaro che fuori dal percorso democratico, ci sono solo soluzioni autoritarie o golpiste, da chiunque propugnate o realizzate.

      Che non si cerchi di far passare una specie di eurogolpe che svuoterebbe le costituzioni e democrazie nazionali, magari con un tocco femminile, tanto per essere chiari, perche' sempre un golpe sarebbe

    4. Divoll 11 settembre 2023

      Anzi!

    1. Gear of destiny 10 settembre 2023

      draghi parla di unione ma pensa ad una maggiore regolazione fiscale e ad un conseguente accentramento delle politiche fiscali in capo alla commissione. Ha accennato solo marginalmente agli strumenti che possono consentire una vera unione fiscale (ad es. eurobond, meccanismi di compensazione interfederali, interventi anticiclici della BCE..) mentre, al contrario, pone l'accento sulla ridefinizione delle regole di controllo centrale. Compitino svogliato e approssimativo, voto 4 e mezzo

      https://www.ilsole24ore.com/art/regimi-fiscali-e-visioni-dell-unione-europea-AEBXOZa?refresh_ce&nof

      https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwi89e_v8p-BAxWNQvEDHRdxCo04ChAWegQICBAB&url=https%3A%2F%2Fwww.zbw.eu%2Feconis-archiv%2Fbitstream%2F11159%2F343896%2F1%2FEBP075639300_0.pdf&usg=AOvVaw2_CjqpAivaGmSGyKmdnxkX&opi=89978449

    2. Megas Alexandros 10 settembre 2023

      Soprattutto come evidenziato nell’articolo non ha parlato di politiche fiscali per il lavoro ed un riequilibrio giusto e sociale della ricchezza che durante questi 30 anni di politiche economiche che lui ha distenuto ed applicato ….. si è trasferita in mano di pochi a discapito di molti.
      PS di eurobond ne parla da tempo, vuole l’unione bancaria e la garanzia dei depositi da parte della bce, questo per mantenere intonsi i risparmi ormai solo in mano alle élite.

    3. WarezSan 10 settembre 2023

      La redazione mi perdoni l'OT.

      Ho visto che hai postato due link, il post è stato pubblicato subito o è andato in attesa di approvazione?

    4. ric 10 settembre 2023

      domanda piu' che corretta !

    5. Gear of destiny 10 settembre 2023

      l'approvazione è durata pochi secondi

    6. Gear of destiny 10 settembre 2023

      draghi parla di framework all'interno del quale disegnare la politica fiscale comune che comprende eurobond e garanzie sui depositi; sottintende regole stringenti e vessatorie/ricattatorie a scapito dei paesi membri, accentramento del potere decisionale, e limite d'azione degli istituti finanziari. Cosa potrebbe andare storto?

    7. Megas Alexandros 10 settembre 2023

      Tutto potrebbe andare storto se non fermano questi poteri dall’esterno di cui Draghi ne è il maggior interprete

    8. SDL 10 settembre 2023

      "...politiche fiscali per il lavoro ed un riequilibrio giusto e sociale della ricchezza.."
      Non e' che ci aspettiamo questo eh! Megas. Il tuo e' un modo ironico di fare l'incipit..

    9. WarezSan 11 settembre 2023

      Grazie per la risposta.

    10. Divoll 11 settembre 2023

      Lei davvero crede che a individui come Draghi, che servono i folli di Davos e i loro pazzeschi progetti, possano interessare "politiche fiscali per il lavoro ed un riequilibrio giusto e sociale della ricchezza"? A loro ineressano solo dittatura e depopolazione, non lo nascondono nemmeno. Quindi, secondo me, non ha piu' senso stare a discutere di "politiche", bensi' di come liberarci. E' l'unica cosa seria - e urgente - da fare.

    11. Divoll 11 settembre 2023

      Non "fermano", ma "fermiamo".

    12. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Evidentemente non hai letto l’articolo perché che a Draghi non interessano politiche fiscali per il lavoro è scritto più che chiaro!!!!

    13. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Sugli italiano io non ci conto…..

    14. Divoll 11 settembre 2023

      Mai dire mai...

    15. Divoll 11 settembre 2023

      La mia e' un'osservazione generale.

    16. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Speriamo che si sveglino….. io ci metto tutto l’impegno per svegliarli

    17. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Ok se è generale!!!! ma il punto che tocchi è citato nell’articolo..

    18. Divoll 11 settembre 2023

      Abbiamo bisogno di un gruppo politico nuovo, aggregante, composto di persone che abbiano gia' dato prova di coraggio e di onesta' intellettuale (molte di queste sono emerse durante la "pandemia"), capace di parlare alla gente capillarmente, anche a costo di fare volantinaggio dovunque, a tappeto, spiegando bene le cose, con un programma a breve, medio e lungo termine, una strategia di lotta e un programma di intenzioni per un evenuale "dopo". Senza tutto questo le forze popolari rimangono sparpagliate e senza forza d'impatto.

    1. nicolass 10 settembre 2023

      Non mi interessa quello che Mister Britannia dice o spera... l'unica certezza è che qualunque cosa Draghi si auguri per l'Unione Europea bisogna sperare che accada l'esatto contrario..... mi sembra di tornare al tempo dei vari Borghi e Bagnai quando con una ingenuità disarmante incensavano Draghi come salvatore della patria quando con una manovra di palazzo è stato nominato Presidente del Consiglio per metterla ancora una volta in quel posto agli italiani... l'unica soluzione contro simili sgherri è remare in direzione ostinata e contraria. Si fotta mister Britannia e chi lo manovra

    2. Megas Alexandros 10 settembre 2023

      Mi chiedo: hai letto l’articolo oppure hai commentato sulla fantasia? Ti sembra che Megas in questo articolo incensi Dragh???

    3. ric 10 settembre 2023

      le soluzioni sono molteplici....ma non si possono dire.

    4. sarah 10 settembre 2023

      In effetti in alcuni tratti il suo testo sembra un po' poco chiaro in proposito. Forse draghi, dopo gli sforzi fatti proprio per salvare l'euro a qualunque costo, non digerisce bene una sostanziale smentita delle sue scelte, che durante l'era covid hanno dato a molti l'illusione che si potesse finanziare qualunque cosa? Perdoni la mia relativa ignoranza nella materia che lei conosce meglio di me, ma non pare strano che le tre voci di spesa che lei ha citato nel discorso di draghi, e indicate da questo come prioritarie ( difesa, transizione verde e digitalizzazione) siano proprio quelle su cui è recentemente inciampato il governo tedesco con il suo bilancio? Non sarà che queste politiche di eterna emergenza, usate per giustificare un'espansivita' economica che non ha portato vantaggi concreti a nessuno, si sia un po' impantanata? Che magari serva, anche da quelle parti, un po' di sano realismo che metta fine alle spese folli per finanziare pandemie, guerre alla Russia e assalti all'auto elettrica che danneggiano inevitabilmente chi campa dì modici stipendi?

    5. Megas Alexandros 10 settembre 2023

      Mi dovresti dire i punti che non ti sono chiari. Di contro mi sembra che la tua posizione sia piuttosto possibilista rispetto al fatto che Deaghi e c. possano intraprendere politiche a vantaggio dell gente… o sbaglio???

    6. JHON 10 settembre 2023

      Sarebbe sufficiente fargli dire in collegamento Eurovision: Signor Presidente Putin, ci deve scusare, ma abbiamo preso un ramo di ulivo in quel posto che non riusciamo più a toglierlo, non è che ci passa sopra a tutte le nostre Caz...te sparate nei suoi confronti, così che i nostri rapporti Economici e Finanziari ritornino ai livelli che erano prima del Gennaio 2022? E' che abbiamo fretta, perché qua sta crollando tutto. Spero in una sua comprensione.
      Stop.

    7. ric 10 settembre 2023

      troppo difficile per dei servi USA ...

    8. Jimbo 10 settembre 2023

      Non sappiamo chiedere scusa e ribellarci.
      Siamo mezze calzette.
      Ma se crollasse tutto?

    9. ric 10 settembre 2023

      ma se l' itaglia e' nata 150 anni fa , come puoi pretendere che gli itaglioti siano diventati un popolo serio ?

      sappiamo neanche avere una propria compagnia aerea, una banca nostra..., invochiamo investitori dall' estero per prenderci quello che resta, abbiamo aziende con sede in Lussemburgo, in olanda , lasciamo delocalizzare aziende che scappano con i nostri soldi,,,, ci inventiamo lavori della MINCHIA per favorire il sistema , dalla valvole termostatiche ai monopattini ., i tavoli con ruote nelle scuole e cappotti alle case , paghiamo stipendi agli atleti attraverso assunzioni nel esercito , polizia , finanza , guardie forestali , carabinieri, fiamme oro , gialle , azzurre...e non siamo solidali con i licenziati delle aziende che delocalizzano...facciamo un decreto e attendiamo che il parlamento europeo ce lo approvi....Siamo sempre stati mezze calzette, specialmente dal 19 secolo ad oggi , e con la fuori di melone stiamo toccando il fondo.

    10. Divoll 11 settembre 2023

      In realta', e' una soluzione sola in forme molteplici.....

    11. luben 11 settembre 2023

      tutto vero, ma ciò è dovuto al fatto che siamo un protettorato, dove i migliori non servono (furono pure uccisi) e promuovono i servi sciocchi, le mezze calzette

    12. Divoll 11 settembre 2023

      A me sembra che sia un pochino fuorviante il titolo.

    13. Megas Alexandros 11 settembre 2023

      Quindi hai letto solo il titolo??!! di fatto Draghi ha certificato che l’euro è un esperimento di massa….. una moneta senza Stato con politiche fiscali diverse….. noi lo diciamo da 20 anni!!

    14. Divoll 11 settembre 2023

      No, l'articolo lo condivido, dico solo che, come primo impatto, il titolo da' un'idea diversa.

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