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DUBAI: LASCIAMOLI FALLIRE, SE LO MERITANO

DI LUCA CIARROCCA
wallstreetitalia.com

Non ci dispiace affatto se gli speculatori di mezzo mondo (da Bill Clinton a Naomi Campbell a Beckham) hanno “preso un bagno” comprando grattacieli nel deserto che oggi valgono la meta’. Ma attenzione: e’ il peggior crack dopo l’Argentina.

Stavamo a fatica uscendo dalla Grande Recessione mondiale del 2008-2009 ed ecco che la sorpresa arriva proprio dai veri ricchi, quegli arabi che i soldi dovrebbero averli davvero, col greggio che si ritrovano sotto la sabbia (anche se Dubai non ha petrolio). Ma come, se fanno crack gli sceicchi, allora che succedera’ a noi poveri mortali?

Otto anni fa l’Argentina fece un default da 95 miliardi di dollari ma il mondo era diverso e meno pericoloso, si viveva in un’era moderatamente avida, prima delle bolle comandate e accettate. Il crack di Dubai e’ in verita’ una goccia di indebitamento nell’oceano dei trilioni della finanza mondiale. Quella monarchia ha un “buffo” complessivo di 80 miliardi di dollari, inferiore alla somma che noi cittadini italiani collettivamente paghiamo ogni anno al Governo solo in interessi (il debito pubblico dell’Italia nel 2009 e’ salito di 90 miliardi a 1.750 miliardi di euro).

Dubai pero’ ci ha ricordato all’improvviso che sul mercato ci sono tante altre situazioni esplosive nascoste mentre l’establishment politico e le banche centrali ci ingannano tutti i giorni cercando di far finta di nulla, minimizzando, spargendo ottimismo e alimentando il sistema con le vecchie droghe di sempre. Lehman Brothers, Bear Stearns o Dubai, in effetti pari sono. Mica e’ questione di nomi, di banche, stati, mega-aziende decotte che falliranno anche in futuro. Ce ne saranno molte altre di bancarotte nel 2010 e oltre, perche’ il capitalismo mondiale (che noi rispettiamo e di cui viviamo, chiamandoci Wall Street Italia…) e’ affetto ormai da un virus pericoloso che muta di continuo e non si capisce dove vada a parare.

Nonostante la crisi paurosa dell’anno scorso, con il mega salvataggio globale che ha evitato il collasso sistemico un minuto prima che avvenisse (il 10 ottobre 2008) il capitalismo e’ identico a prima, non e’ stato riformato, le banche sono le medesime, i poteri pure, gli attori hanno gli stessi posti sul palcoscenico. Che stavolta sia la finanza islamica a tracollare nella Penisola Arabica e’ irrilevante, se domani facesse crack lo Ior del Vaticano sarebbe lo stesso.

Comunque diciamola tutta: noi di WSI siamo di fatto contenti del default di Dubai World, la holding d’investimento dell’Emirato (purche’ non tocchi i nostri portafogli e non abbia il temuto “effetto domino”). Cosa ce ne puo’ importare infatti, di un paese (una monarchia medievale, 87 chilometri quadrati, popolazione inferiore a quella di Roma) che in un raptus prolungato da manie di grandezza ha speso decine di miliardi per costruire inutili isole finte a forma di palma, campi da sci con neve fasulla in una bolla di vetro nel deserto (dove gli sceicchi sciano in tunica), alberghi di stralusso a 7 stelle, metropolitane senza passeggeri, eccetera eccetera? Nulla, non ce ne importa proprio nulla.

Noi la pensiamo cosi: che se la cavino da soli ad uscire dal loro guaio finanziario, questi arabi. E le banche che gli hanno prestato impunemente soldi sulla base di business model falsi e pretenziosi, s’arrangino e facciano semmai crack anche esse. Insomma e’ venuto il momento di rivendicare la sana pratica del fallimento in larga scala come avveniva un tempo e come oggi provano sulle loro spalle solo le piccole imprese e gli individui. Ma dobbiamo davvero buttare la ciambella a tutti i peggiori speculatori mondiali mentre noi comuni cittadini sfacchiniamo per far quadrare i conti? Ma che affoghino e crepino! Questo signor sceicco, certamente educato ad Oxford e con MBA negli Stati Uniti, Sheikh Mohammed Bin Rashid al-Maktoum, se ne faccia una ragione e dica addio alla sua posizione nella parte alta della classifica Forbes dei miliardari. Cartellino rosso, espulso! Tutt’al piu’, se proprio ci tiene, che si faccia organizzare un bel salvataggio ad hoc dai vicini di duna, i colleghi principi e sceicchi di Abu Dhabi, capitale confinante degli Emirati Arabi Uniti.

(Tra parentesi: non ci interessa assolutamente nulla nemmeno di questi bond Islamici conosciuti come “sukuks” e sui quali non si dovrebbero pagare interessi perche’ il pagamento degli interessi e’ vietato da Allah; tra l’altro perche’ mai fare default, tanto gli interessi non li pagano in ogni caso? E dato che ci siamo, per quale motivo Dubai World e’ anche azionista di un casino’ di Las Vegas come MGM Mirage? Cronache da Dolce Vita in stile islamico: morigeratezza solo di facciata).

E’ altamente improbabile comunque che il caso Dubai metta a repentaglio l’economia mondiale o le borse. Ci pensera’ la grande Wall Street (ieri chiusa per Thanksgiving e oggi semi-aperta) a ristabilire le misure ridando le dovute proporzioni al “buco”. Per cui: lasciamoli pure fallire senza preoccupazioni. Lasciamoli nelle peste con le loro cattedrali nel deserto senz’anima ne’ cultura. Che si tengano le sedi lussuose in vetro-cemento per banche e finanzierie come gusci vuoti. Lasciamoli crogiolare con gli sfiniti marchi del lusso venduti in mall all’americana dai pavimenti marmorei, specchi e ori ovunque. Lasciamoli con le gru ferme e i cantieri bloccati. Gia’, un bel patatrack da $40, 59 o anche 80 miliardi di dollari. Sono comunque bruscolini se pensate che sul valutario si scambiano ogni giorno 4 trilioni di dollari alla velocita’ di un blip sullo schermo dei computer. Ogni giorno.

Non molti di voi saranno dispiaciuti perche’ l’appartamento comprato dagli speculatori all’Albergo della Vela o la villa a Palm Jumeirah hanno perso il 50% del valore nei 2 anni dall’acquisto. David Beckham, il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai, oligarchi russi, indiani e iraniani, Naomi Campbell e Bill Clinton, Brad Pitt e Denzel Washington, e centinaia di altri arricchiti planetari: benvenuti, vi presentiamo le dure repliche della storia e le mini-implosioni del capitalismo.

Wall Street Italia fu tra i primi ad accorgersi della crisi in Dubai esattamente un anno fa, l’articolo raccontava di Mercedes e Bmw abbandonate all’aeroporto da bancarottieri in fuga dall’Emirato. Folklore ormai noto a chi segue i mercati finanziari con disincanto e senza indulgere al tifo da curva sud (comunque non pubblichiamo i nomi degli italiani che hanno investito in Dubai per non scatenare la caccia, tanto lo fara’ qualcun altro tra quelli che scoprono tutto 1 minuto dopo che il fatto e’ accaduto, gente che sa il prezzo di ogni cosa senza conoscere il valore di nulla).

Detto questo, a parte le simpatie o antipatie per l’Emirato e i suoi confinanti, bisogna stare davvero con gli occhi ben aperti, per chi investe istituzionalmente sui mercati: non sono tempi per vedove ed orfani, questi. Attenti all’effetto domino. Attenti a chi specula al ribasso. Attenti ai colpi di coda delle mafie finanziarie perdenti e all’arroganza miope di quelle vincenti. Attenti perche’ la subdola politica di chi guida i mercati finanziari globali (governi, banche, banche centrali, multinazionali) facendo passare le economie da una bolla ad un crack ad un’altra bolla ad un altro crack, con l’1% della popolazione che si arricchisce in tutti i cicli e il 99% che invece ci rimette le penne senza capir nulla, questa politica, stradominante nell’ultimo decennio, continuera’. A oltranza.

Dubai e’ un inconveniente sgradevole, uno starnuto. Ma con i tassi bassi oggi come lo erano alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con il denaro che non vale la carta su cui e’ stampato, con i maggiori istituti di credito mondiali indebitati per oltre 5 trilioni di dollari, in questo scenario speculazioni colossali sono in corso sempre, tutti i giorni, proprio adesso mentre leggete queste righe. Pensate che alcuni grandi fondi americani d’investimento offrono un rendimento effettivo sul capitale depositato dello 0.01% annuo. Di questo passo ad un investitore servirebbero 6.932 anni per raddoppiare la cifra iniziale. La finanza e’ ridotta a questo? Il peggio, se ne deduce, deve ancora arrivare. Nuove bolle sono in vista. L’avidita’ di pochi avra’ conseguenze imprevedibili per tutti finche’ qualcuno (che goda di credibilita’, e saranno un paio…) non chiedera’ agli altri di sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione globale e condivisa. Non succedera’ tanto presto, voi che dite?

Luca Ciarrocca (direttore e fondatore di Wall Street Italia)
Fonte: www.wallstreetitalia.com
Link. www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=822895
27.11.2009

Pubblicato da Davide

  • Tao

    PER UN ATTIMO SI E’ ALZATO IL VELO

    Riflettiamo sull’affaire Dubai: da un punto di vista strettamente numerico non è certo la fine del mondo…(al massimo è la fine di “un mondo”).
    Parliamo “solo” di 59 miliardi di dollari: una cifra enorme ma ai tempi della Grande Crisi sono noccioline perchè è cambiato il sistema metrico di misurazione che ormai è tarato sulle centinaia o migliaia di miliardi…
    Pensiamo ai circa 2000 miliardi di dollari (a debito) messi in campo dalla FED, od ai 12.000 miliardi di dollari (a debito) messi in campo dal governo USA oppure ai 550 miliardi messi in campo dalla Cina (in contanti) ed ai 1300 miliardi di credito messi in campo dalla banche cinesi…etc etc
    Raffrontiamo tutti questi numeri fantascientifici con il 59 del Dubai World ed aggiungiamo il fatto che dietro alle quinte ci sta “paparino” ovvero il Fondo Sovrano di Abu Dhabi con 600 miliardi di dollari di assets ed il 9% del petrolio mondiale…(anche se per ora hanno deciso di non intervenire).

    Il punto della questione non è dunque numerico ma più che altro è un ulteriore COLPO alla CONFIDENCE.
    In questi 8 mesi hanno cercato di ripristinare la FIDUCIA nel sistema in ogni modo:
    – mettendo a garanzia delle banche e dell’economia i debiti pubblici, a costo di sfondarli
    – facendo un bombardamento mediatico ed istituzionale senza precedenti, molto spesso dissimulando o mentendo spudoratamente (ipnosi di massa)
    – imboccando la scorciatoia della Bolla
    – mettendo in atto una politica monetaria espansiva come non mai nella storia
    – mettendo in atto politiche eccezionali di quantitative easing
    – stampando denaro dal nulla
    – generando un’arrischiata assets inflation senza precedenti che ha portato le borse e tutti gli asset del pianeta a salire contemporaneamente per 8 mesi di fila (scociatoia della bolla)
    – mettendo in campo piani di stimolo faraonici
    etc etc etc
    Il messaggio è chiaro: questa Crisi è solo un raffreddore, dopo il popo’ di aspirina che abbiamo somministrato, basta lasciare che si sfoghi e tutto tornerà come prima…

    Ebbene la “bomba” da Dubai non sposta più di tanto il problema, perchè se hanno fatto tutto questo per “riprendere il boccino in mano”… non se lo lasceranno certo sfuggire adesso (a meno che non si inneschi un effetto domino ma lo reputo poco probabile)
    PERO’ PER UN ATTIMO IL VELO SI ALZA, la cortina fumogena si dirada e TUTTI POSSONO VEDERE OLTRE: non solo quelli già consapevoli ma anche i boccaloni che in questi 8 mesi si sono bevuti tutto o quasi…
    Se anche le “Mille ed una notte” fanno crack, è un ulteriore SEGNALE che la Grande Crisi non è un semplice raffreddore, una breve parentesi negativa.
    Forse forse….il problema è STRUTTURALE ed il SISTEMA andrebbe riformato in modo serio, radicale e duraturo.
    Non basta insufflare una bella BOLLA e fare ipnosi di massa per risolvere tutto in quattro e quattr’otto…favorendo le solite lobbies.
    I “Castelli nella Sabbia” di Dubai, la pista da sci nel deserto…sono SIMBOLI ESEMPLARI ED ESTREMI che ci indicano in modo inequivocabile: E’ LA MENTALITA’ CHE DEVE CAMBIARE!
    Ma tanto, come sempre, NON SE NE FARA’ NULLA.
    E le soluzioni messe in campo sono solo ulteriori passi dettati proprio da QUELLA MENTALITA’ che non è cambiata di una virgola…anzi si è rafforzata col Moral Hazard.

    Dubai che rischia il Crack è una clava che colpisce pesantemente l’immaginario collettivo: potrebbe dunque far riflettere molte persone, anche per più di 5 minuti….
    Ma ATTENZIONE: IL VELO si riabbasserà molto presto, il bombardamento istituzionale e mediatico riprenderà a martellare, l’ipnosi di massa riprenderà il sopravvento.
    Godetevi questi attimi di vita consapevole al di fuori del Matrix, perchè tra poco verrete ri-connessi alla simulazione e dimenticherete tutto…
    Ma in fondo non vi dispiacerà tornare nel Matrix: perchè nel mondo virtuale la vita è molto più bella e godibile che nel desolante mondo reale della consapevolezza.
    Fino a quando il SISTEMA reggerà…Poi il risveglio.

    Oppure…il Sistema potrebbe anche reggere per sempre (o quasi) e la simulazione del Matrix divergerà sempre di più dalla realtà.
    Ma un bel giorno la MAGGIOR PARTE di noi potrebbe risvegliarsi “sudamericanizzata”. ( http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2009/11/sudamericanizzazione-il-dubbio-si.html )

    Tra non molto il “fattaccio” di Dubai World diventerà solo un incidente di percorso sopravvalutato dalla speculazione ribassista e da un certo punto di vista interno agli schemi è proprio così…
    Ma se si prova a guardare al di là del proprio naso, la prospettiva cambia radicalmente.

    P.S. Questo non è un Blog di trading come ben sapete.
    Il trading definirà questo episodio “black-out” ribassista, “incidente di percorso” e vi dirà come approfittare dell’occasione per riprendere a calvalcare il rally della bolla (nel Web trovate centinaia di siti di tal fatta)
    Io invece considero questo episodio l’esatto contrario ovvero “una fugace illuminazione”.
    E le due prospettive posso anche non essere in contraddizione.

    aggiornamento delle ore 12
    A dimostrazione che il “Giornalismo” se solo volesse (o potesse)….
    Da “La Stampa” ecco un OTTIMO articolo che sintetizza perfettamente la situazione
    Se nascono nuove bolle ( https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=20046 )

    Fonte: http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/
    Link: http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2009/11/per-un-attimo-si-alza-il-velo.html
    27.11.2009

  • maumau1

    ma che dice questo:

    ”che noi cittadini italiani collettivamente paghiamo ogni anno al Governo solo in interessi (il debito pubblico dell’Italia nel 2009 e’ salito di 90 miliardi a 1.750 miliardi di euro). ”

    ma perchè non dice che noi cittadini paghiamo alla banca centrale italiana
    ossia alle banche italiane..

    dice che paghiamo al governo..
    mistificatori..
    d’altronde loro con le banche ci campano e certo non le attaccano..
    eccola ma mistificazione interessata!!!

    ciao

  • sentinella

    ma come sogno o son desta: non si era detto he la finanza islamica era la più sicura????
    Ho capito bene?????

  • Eli

    Bell’articolo intelligente. Bravo Don Chisciotte!

  • gamma5

    Ancora con sta storia degli interessi pagati alle banche…BASTAAAAAA!!!!!!!……..ma il vecchietto pensionato che ha investito la liquidazione, o l’imprenditore i propri risparmi di una vita in BOT, CCT, BPT e che a fine anno si trova con qualche centinaio o migliaio di euro (dipende dalla disponibilità) di interessi senza far nulla, vanno alla solita banca centrale??? RICORDATI che gli interessi che paghiamo con le entrate fiscali vanno subito girati a chi ha sottoscritto i titoli in circolazione …e tra questi se vuoi ci puoi essere anche tu…basta entrare in una qualsiasi banca.

  • gamma5

    E perchè mai dovrebbe essere la + sicura??? ah, perchè non vengono richiesti interessi sul debito, vero?…ma ti pare che ci sia qualcuno a questo mondo che presti anche un solo $ senza pretendere nulla in cambio??? dai su apriamo gli occhi!!!

  • gamma5

    Bravo CDC, ma brava anche WSI.

  • gianni72

    Mi sa che vi state facendo infinocchiare. Questi di dubai non vogliono (o hanno posticipato) di rientrare dei loro debiti contratte con le maggiori banche OCCIDENTALI perchè con questa mossa daranno un’altra mazzata al sistema economico-finanziario OCCIDENTALE.
    E se lo possono permettere perchè sanno che in questo momento l’OCCIDENTE non ha la forza di muovere un solo dito contro nessuno, tantomeno imbarcarsi in un’altra avventura di “esportazione di democrazia”.
    Ve lo ricordate come andò a finire quando Saddam Hussein dichiarò che non avrebbe venduto più il petrolio in dollari, vero?
    Bene, per ora non potrà succedere (a meno che non ci si voglia suicidare, e qualcuno è sempre tentato a farlo…) e dubai lo sa. Rimanda i pagamenti di sei mesi e sta a guardare.

  • vittoriodigiacinto

    Tutto non l’ho letto, solo il titolo ho letto, direi ben e detto.

  • Lucettina

    CHE AFFOGHINO E CREPINO!
    Non credo che una goccia di giustizia riesca ad affogare le élite che “navigano” benissimo nell’oceano ecomico-sociale che hanno creato e che “manovrano”.
    Però che meraviglia, che attimo di gioia abbiamo provato!