Entrato in vigore venerdì 25 febbraio, successivamente ad un Consiglio dei Ministri convocato d'urgenza in risposta alle operazioni militari russe in Ucraina, il Decreto Legge 14/2022, recante Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina, consegna letteralmente le sorti politiche ed economiche italiane nelle mani della NATO.
Con questo Decreto, all'articolo 1, viene "autorizzata, fino al 30 settembre 2022, la partecipazione di personale militare alle iniziative della NATO per l'impiego della forza ad elevata prontezza, denominata Very High Readiness Joint Task Force (VJTF)" - una delle 4 parti di cui è composta la NATO Response Force (NRF), forza multinazionale tecnologicamente avanzata della NATO formata da componenti delle forze operative terrestri, aeree, marittime e delle forze per operazioni speciali rapidamente schierabili.
Inoltre l'Italia si impegna, per l'anno 2022, a garantire la prosecuzione della partecipazione di personale militare al potenziamento dei seguenti dispositivi della NATO:
- Dispositivo per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza;
- Dispositivo per la sorveglianza navale nell'area sud dell'Alleanza;
- Presenza in Lettonia (Enhanced Forward Presence), dove la NATO sta rafforzando la sua presenza avanzata gruppi tattici multinazionali delle dimensioni di un battaglione;
- Air Policing per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza.
Specificando che per tali finalità sono stanziati per l'anno 2022 rispettivamente 86.129.645 di euro e 67.451.608 di euro

All'articolo 2 del suddetto Decreto invece viene "autorizzata, per l'anno 2022, la spesa di euro 12.000.000 per la cessione, a titolo gratuito, di mezzi e materiali di equipaggiamento militari non letali di protezione alle autorità governative dell'Ucraina".
Per un totale, contando anche gli investimenti per il personale diplomatico e per il potenziamento delle attività realizzate dall'Unità di crisi del Ministero degli Esteri, di euro 177.681.253 per l'anno 2022 e di euro 21.000.000 (per il momento...) per l'anno 2023.
Massimo A. Cascone, 28.02.2022
Senna 1 marzo 2022
Draghi non consegna nulla, dato che l'Italia come l'intera Europa sono zerbini della Nato e colonie Angloamericane dal 1945. EU NATO ONU OMS FMI etc è tutto letame angloamericano. Tutti i media europei sono stati creati ed appartengono a pagliacci servi della Nato, quindi degli angloamericani. E sta merda di Nato costa all'Europa, 1,5% del PIL.
E ci si bisogna ricordare le parole di Putin durante la sua visita in Italia a luglio 2019, risponderemo con l'atomica, colpendo i siti dalle quali partono, quindi anche l'Italia! Ma i ns. grandi partiti, grandi politici, tutti a 90° pronti a farsi vaporizzare in nome di Londra e Wall Street!!