DETERMINISMO BRIGATISTA ?

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

Nonostante la gran panoplia d’informazione presente sul Web, raramente si parla di brigatismo, lotta armata ed argomenti correlati.
Alcuni giorni or sono, furono recapitate ad alcuni quotidiani [1] delle lettere contenenti una sorta di “comunicato strategico”, che richiamava ad anni lontani, ed il Ministro dell’Interno Maroni ha recentemente esternato “preoccupazione” per l’evento.
Scorsi rapidamente la notizia, direi superficialmente, troppo superficialmente. Perché?
Poiché la teoria del complottismo ci ha abituati prima alla dietrologia che all’analisi, e dunque frettolosamente si conclude che, ciò che fa comodo al potere, è frutto inequivocabile del potere stesso.Ci sono alcune defaillance in questi sillogismi: uno, ad esempio, riguarda gli shahid che si fanno saltare per colpire le truppe occidentali in Oriente. I quali, inequivocabilmente, esistono. Al prezzo della propria vita.
Non desideriamo entrare nel tourbillon delle opinioni che riguardano il “dopo 9/11”, poiché ci condurrebbe lontano dai nostri intenti, bensì sottolineare che – se qualcuno ritiene Al Qaeda una “succursale” del Pentagono (chi scrive non è fra questi) – quelli che si gettano con l’auto carica d’esplosivo contro i convogli militari sanno di morire, e la motivazione per giungere a tanto deve essere forte, radicata, convincente.
Chi vorrà approfondire le motivazioni del martirio islamico potrà trovare una breve spiegazione in nota[2] , anche se non è questo l’argomento che andremo a trattare: ricordo, quando scrissi il libro su Al Qaeda[3] , che una fonte citava, per il solo Pakistan, una “forza combattente” pronta a morire di circa 135.000 unità, formatasi, negli anni, nelle madrasse pakistane.

Il dato non è assolutamente incoerente, se si considera la popolazione del Paese (all’epoca, circa 150 milioni di persone), il reddito pro capite assai basso, l’alta sperequazione nella distribuzione della ricchezza, la diffusione dell’Islam di matrice wahabita ed il difficile accesso all’istruzione.
Considerate queste ragioni, non è certo azzardato concludere che milioni d’adolescenti pakistani siano “passati” nelle madrasse finanziate dalle varie organizzazioni caritatevoli islamiche, e che una parte di essi abbia maturato la convinzione di diventare martire per la causa.
Altrimenti, non potremmo spiegarci il costante “flusso” d’attentatori suicidi che continua, da anni: in altre parole, il quadro presentato è coerente.
Anche se le modalità d’intervento furono diverse (più per noi occidentali che per i musulmani), dovremmo anche riflettere sulle migliaia di combattenti islamici dapprima presenti in Libano, poi in Bosnia, in Cecenia, quindi in Iraq, Afghanistan, ecc.
Tutto ciò, per dire che le condizioni economiche, le culture tramandate, la presenza d’organizzazioni sul territorio ed altri fattori possono generare frutti come questi. Ovviamente, potremmo dissertare all’infinito sui finanziatori, sui “controllori” di queste operazioni, ma ci condurrebbe lontano perché è dell’Italia che desideriamo parlare, non del terrorismo di matrice islamica.

Maroni, come in altre occasioni, è solito “gettare il sasso nello stagno” per poi ritrarre la mano: attenzione – come nel caso del traffico d’organi – Maroni non è solito “sparare” panzane, poiché quel traffico sui migranti fu acclarato già nel 2004, in un dibattito a “porte chiuse” della Sanità Britannica. Semplicemente, pare dimenticarsi che – un Ministro dell’Interno – non può semplicemente lanciare il sasso nello stagno per poi stare a guardare i cerchi dell’acqua. Un Ministro dell’Interno, che comunica notizie di tale gravità, deve far seguire alle parole gli atti.
Non abbiamo nessuna difficoltà a credere che gli inquirenti stiano indagando su queste “Nuove BR”; ciò che ci ha colpito è un altro aspetto del problema: è “coerente”, con la realtà italiana, una nuova diffusione del fenomeno brigatista?
Per questa ragione abbiamo preferito porre all’attenzione dei lettori la questione pakistana – non per improbabili “saldature” fra i due fenomeni – ma per rendere un parallelismo nell’analisi che andremo ad esporre.

Maroni afferma che esistono delle “Nuove BR”, le quali hanno comunicato d’esser organizzate in nuclei territoriali in alcune città del Nord: ovvio, che qui – per i particolari della vicenda – dovremmo credere sia a Maroni e sia alle Nuove BR. Un po’ troppo.
Siano oppure no organizzate territoriali, armate o sedicenti armate, le nuove organizzazioni combattenti di matrice leninista non ci sembrano affatto, nell’attuale panorama politico ed economico italiano, una bestemmia.

Eppure, dobbiamo premettere che la situazione economica italiana non è certo quella pakistana e nemmeno quella statunitense, con il 15% della popolazione sotto la soglia di povertà. Obama gira il mondo con il suo potente Air Force One mentre, a casa, un americano su sei non ha da mangiare.
Questo, perché la soglia di povertà americana è calcolata su degli standard dell’ONU, i quali si basano sul numero di pasti non effettuati durante la settimana: vera fame, mica scherzi. In Italia, invece, la soglia di povertà è fissata in circa 222 euro il mese pro capite, ed è sotto questa soglia il 4,4% delle famiglie italiane[4] .
Anche in Italia s’iniziano ad osservare persone che cercano cibo nei cassonetti alla chiusura dei mercati rionali, però la struttura della società italiana è molto diversa da quella americana, laddove la famiglia d’appartenenza è spesso un vago ricordo.

Tutti sappiamo che la vera rete di protezione contro la povertà, in Italia, non è lo Stato bensì la famiglia: sotto questo aspetto, siamo più simili al Pakistan (forti legami familiari e di clan, appartenenza religiosa, ecc, per semplificare molto) che agli USA.
Negli USA, spesso, vivere negli slum è quasi sempre sinonimo di piccola delinquenza, che si consuma in aggressioni a scopo di rapina, spesso individuali, mentre non esistono “germi” di rivolta collettiva. Almeno, ad oggi, e fatti salvi alcuni sporadici casi del passato come Oklahoma City, i quali furono ben delimitati nel tempo e non ebbero seguito.

In Italia, invece, la tradizione alla costituzione di società segrete e/o armate è radicata nella nostra cultura: iniziò nel Risorgimento, prosegui durante il Fascismo, si materializzò nella guerra partigiana, fu ripresa dalle BR (ed altri) negli anni ’70. E’ nel nostro DNA, come del resto la “squadraccia”, ossia il gruppo che s’oppone militarmente sul territorio all’organizzazione politico/militare di stampo marxista-leninista.
Riflettiamo che, ciò che avviene, prende forma in un diverso palcoscenico, ma con un retroterra culturale – una serie di “copioni”, verrebbe da dire – ben sedimentato nello scorrere delle generazioni.
E’ dunque fantapolitica immaginare che, fra pochi anni, avremo nuovamente a che fare con formazioni combattenti sul territorio, strutturate in piccoli gruppi, come avvenne in passato? Io non credo proprio, poiché le condizioni – o ci sono già oggi – oppure stanno maturando.
Cerchiamo di scorrerle, ad una ad una.

Una peculiarità scaturita dalla legge elettorale – la “Calderol Porcata” – è stata la sparizione dei partiti dell’estrema sinistra: un fatto inusuale nel panorama europeo, quando sia in Francia e sia in Germania – indipendenti oppure aggregati a formazioni socialdemocratiche – esistono gruppi comunisti, trotzkisti, ecc, i quali – pensiamo alla “Linke” tedesca – “pesano” nel panorama politico.
Non entriamo nel merito di quella “sparizione”, della fiducia sottratta loro in primis proprio dal loro elettorato tradizionale, poiché ci condurrebbe lontano: certifichiamo soltanto che, in Italia, 2-3 milioni di potenziali elettori non hanno più rappresentanza politica parlamentare (la presenza nelle Amministrazioni Locali sta scemando, e presto sparirà del tutto).
Chi è questa gente?
E’ in gran parte un elettorato che si sente tradito proprio dai leader come Bertinotti o Di Liberto, e che sta rapidamente perdendo interesse per i vari Vendola, Ferrero & compagnia cantante, poiché non riesce a capire – viste le forche caudine della soglia elettorale – il motivo che preclude la loro assimilazione in una sola forza politica. Risultato: è inutile essere un comunista “democratico”, perché tanto non esiste nessuna organizzazione che mi permetta d’esser rappresentato dove conta (o dovrebbe contare) ossia in Parlamento. Credetemi: così ragionano in tanti. E, i “tanti”, cominciano ad essere milioni di persone.

In questo panorama, iniziano a scaturire i frutti della cosiddetta “oramai passata” crisi economica: sarà pur vero che l’economia finanziaria “sta guarendo” (almeno, così raccontano…), ma sul fronte dell’economia reale – l’unica che c’interessa per questa analisi – i segnali sono disastrosi.
La vicenda Olivetti-Getronics-Bull-Eutelia-Noicom-Edisontel, tutti confluiti in Agile s.r.l. (ora Gruppo Omega), è una storia di quelle che fanno tremare i polsi: 9.000 persone che rischiano, nei prossimi mesi, di non avere più nessuna fonte di reddito! Ed è solo una delle tante.
In passato, queste crisi di ristrutturazione erano risolte con la cassa integrazione, la mobilità “lunga” verso la pensione e l’assunzione da parte del settore pubblico per i più giovani: ma, di crisi di ristrutturazione si trattava, crisi cicliche del capitalismo. Oggi?

La situazione internazionale ci vede poco attrezzati per competere nel panorama globalizzato: anni nei quali la ricerca ha languito (incredibile lo scarsissimo interesse per il settore energetico innovativo), la dismissione del patrimonio produttivo pubblico, più la completa deriva di una nazione oramai priva di una classe politica, stanno mostrando i frutti.
Per la classe politica non ci sono scusanti: alcune delle aziende sopra citate, oramai inviate al “Miglio Verde” dell’estinzione, solo vent’anni fa competevano con IBM sui mercati internazionali. La débacle è totale, e lo afferma persino Confindustria, pur cercando d’edulcorare la pillola mediante comunicati spruzzati di rosa shocking.
La responsabilità, ovviamente, non è da addebitare ai lavoratori, agli italiani in genere, ma al connubio fra la classe politica con i boiardi di Stato. Ma passiamo oltre.
E’ ancora possibile, in questo scenario, garantire tutti?

Qualcosa è possibile fare, ma è oramai evidente che il destino degli italiani, nel prossimo futuro, sarà quello d’ulteriori abbassamenti del reddito, privazioni di diritti, precarietà, difficoltà economiche e sociali di vario tipo e natura.
Questo perché, mediante le varie riforme pensionistiche, lo Stato ha fatto cassa per fronteggiare la perdita di posti di lavoro e di competitività sui mercati internazionali, ma le recenti dichiarazioni di Tremonti – nessun inasprimento del regime previdenziale – testimoniano che il sacco è giunto al fondo e che non si può andare oltre.
Anche sul fronte della precarietà del lavoro è difficile pensare a qualche “innovazione”, poiché solo più di schiavitù si tratterebbe.
In altre parole: siamo al capolinea.

In questo immaginario “capolinea” – freddo e buio, come nella tradizione letteraria e cinematografica – s’incontra un ceto politico ed imprenditoriale che non è assolutamente disposto a cedere privilegi e prebende che loro appaiono – nel confronto internazionale – pienamente giustificate. Dall’altra parte della via, moltitudini sempre più povere.
Organizzate? No, perché ha ceduto l’altro “pilastro” dell’organizzazione sociale del lavoro, ossia il sindacato. Trasformati, rigenerati in centri servizi, i caporioni della Triplice attendono posti e prebende dalla Casta politica, nient’altro. Rigorosamente divisi per false appartenenze, CISL ed UIL guardano verso la cosiddetta destra, la CGIL verso la cosiddetta sinistra.
Risultato: rivolta spontanea? No, sbagliato.

L’italiano medio è un suddito, non un cittadino e non si ribella: inveisce e blatera, bestemmia e minaccia, poi rientra nei ranghi e cerca carità.
La struttura della società italiana – proprio per i legami familiari, la “disponibilità” delle organizzazioni mafiose, le associazioni “caritatevoli” del potere ecclesiastico – consente, al prezzo di una graduale ma continua riduzione dei redditi, dei diritti e della propria dignità, di sopravvivere. Questo è lo “stellone” italiano: quello che consentirà a vostro figlio di campare con meno cose di voi, di sopravvivere, affogando la propria vita nell’insipienza di un vivere schiavo.

Tutto ciò, però, vale per grandi numeri, per vaste aggregazioni sociali, ma dimentichiamo un aspetto: la varianza, la differenza, che s’esprime in forma grafica con la campana di Gauss.
La società italiana non mette a ferro e fuoco le periferie come in Francia e non arresta completamente il Paese come gli scioperi in Germania, bensì comunica il suo malessere con le proprie modalità storiche, con i suoi tradizionali mezzi di rivolta: il brigantaggio, le organizzazioni segrete, ecc. Perché?
Poiché, a fronte di una vasta maggioranza che accetterà il tozzo di pane della carità – e di una minoranza che fuggirà nel dolore psicologico fino alle nevrosi, alle droghe, ecc – un’altra minoranza si ribellerà. Come? Con i mezzi della propria tradizione culturale, sedimentati nelle generazioni e via via riportati alla luce e rinvigoriti dalle circostanze.

Perché nacquero le organizzazioni combattenti di sinistra, negli anni ’70? Prima, dobbiamo porre attenzione sul quando nacquero.
Se la spontanea rivolta internazionale partì all’incirca fra il 1967 ed il 1970, le Brigate Rosse (di qui in avanti, useremo il termine in modo omnicomprensivo, per tutte le organizzazioni terroristiche di sinistra dell’epoca) iniziarono ad affermarsi dopo il 1975, e toccarono forse l’apice nel 1978, con il sequestro Moro.
Non perdiamoci in dietrologie sulle singole vicende: non è questo l’argomento.
Il “successo” delle Brigate Rosse iniziò proprio quando il grande movimento di quegli anni iniziò a barcollare, per giungere, nel 1980, all’acclarata sconfitta del movimento operaio, la famosa “marcia dei 40.000” quadri e funzionari FIAT di Torino[5] . Passò sotto le mie finestre.
Dove trasse energie, proseliti, “numeri” la lotta armata?

Per capirlo, dobbiamo fare un passo indietro e cercare di quantificare – con approssimazione – la consistenza dei movimenti di quegli anni.
Le generazioni che furono coinvolte nei rivolgimenti sociali dell’epoca furono all’incirca una decina, ed una generazione dell’epoca superava le 500.000 unità. Fonti (dell’epoca) quantificarono in circa un milione i giovani che fecero parte del Movimento Studentesco, della Sinistra extraparlamentare e d’alcuni partiti che avevano piccole rappresentanze parlamentari: come si può notare – sia pure a grandi linee – il dato è coerente.
I brigatisti condannati per reati di terrorismo, invece, non superarono le 6.000 unità, le quali comprendevano anche i cosiddetti “fiancheggiatori”, ossia chi semplicemente ospitò un terrorista, lo curò, lo aiutò, ecc. E’ da notare che queste persone furono la gran maggioranza, mentre i “gruppi di fuoco” furono sempre molto esigui, qualche centinaio di persone al massimo.
Da una moltitudine che urlava contro il potere, a far sparare le armi – in definitiva – furono poche centinaia, eppure il sangue versato fu tanto. Perché?

Poiché l’organizzazione terrorista gioca d’anticipo, non ha finalità di proselitismo alla luce del sole e su larga scala: la sua “lotta politica” sono le uccisioni stesse.
Sulle modalità di reclutamento c’è parecchia letteratura, e si ricava che i reclutatori avvicinavano persone che militavano nei gruppi extraparlamentari per indicazione di qualche “fiancheggiatore”, intavolavano vaghi discorsi ed osservavano la reazione del soggetto. Se c’erano elementi per loro positivi, veniva nuovamente avvicinato con argomenti sempre più espliciti: solo quando c’era oramai la certezza dell’adesione, l’organizzazione si “scopriva”.

Non è qui importante analizzare come andò a finire, perché qualsiasi società segreta o gruppo armato clandestino viene distrutto mediante la delazione: nemmeno il brigantaggio si sottrasse a questo principio, e la lotta partigiana ebbe successo soltanto perché avvenne in un quadro bellico, dove i vincitori erano al loro fianco.
Ciò che è invece interessante notare è che, per molti versi, la disillusione, lo sconforto italiano di questi anni – pur con importantissime differenze – è un sentimento che assomiglia molto all’atmosfera di “sconfitta” del movimento di quegli anni.

Si potrà dissertare all’infinito sulle differenze storiche, ma la percezione di sconfitta – al tempo una “rivoluzione mancata”, oggi la sensazione che il Paese non è più in grado di trovare “anticorpi” per risollevarsi – ha molti punti di contatto.
Ovviamente, senza avere le informazioni che certamente Maroni ha, non siamo in grado d’andar oltre ma – analizzando le dinamiche sociali – non crediamo proprio che il Ministro dell’Interno abbia desiderato creare del “polverone mediatico”, tanto meno che sia tutta una “bufala”.
I prodromi ci sono tutti.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/11/determinismo-brigatista.html
24.11.2009

[1] Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/11/16/1094095-maroni_rischio_terrorismo.shtml
[2] Vedi http://www.arabcomint.com/ilmartirio%20nell’islam.htm
[3] Carlo Bertani – Al Qaeda. Chi è, da dove viene, dove va – Malatempora – Roma – 2004.
[4] Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200910articoli/48049girata.asp
[5] Vedi: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=89

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.

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PIEROROLLA
PIEROROLLA
25 Novembre 2009 , 6:37 6:37

HUGO CHAVEZ RACCONTA LA VERITA’

Duffy
Duffy
25 Novembre 2009 , 6:50 6:50

solo per complottisti doc

istruzioni per ottenere un attentatore suicida

creare una cellula terroristica in un paese straniero, come ?
SOLDI : coi soldi finanzio l’addestramento, le armi, la logistica, la campagna “pubblicitaria”

esempio : Mussolini pagato dall’MI-5 ?

una volta creato questo gruppo armato come faccio a ottenere un attentatore suicida ?

versione poco complottista : ricatti, soldi
versione molto complottara 2.0 daje sotto de brutto con la conspiracy :
– progetti MK-Ultra / Monarch
– psicofarmaci
– svariate forme di lavaggi del cervello

dana74
dana74
25 Novembre 2009 , 7:29 7:29

MA BERTANI INTERPRETALO TE QUESTO VOLANTINO: Non l’ha scritto Maroni, il problema è che questi tizi sono in mezzo ai movimenti, come quello no tav che già sono criminalizzati di suo, DIAMOGLI ANCHE UNA SCUSA per arrestare anche chi non c’entra niente no? Se questa non è complicità con il sistema non sò come chiamarla. Come si dimostrerebbe a queste ronde comuniste che non si appartiene a nessun partito perciò non sono manco fascita e quindi chiederei l’assoluzione dal plotone di esecuzione? Fanno un processo? http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2009/com.09.11.23.html Comunicato CP 26/09 – 23 novembre 2009 [Scaricate il testo del comunicato in formato Word] Imporre ad ogni costo e con ogni mezzo alle Autorità e ai padroni i provvedimenti urgenti indispensabili per far fronte agli effetti più gravi della crisi! Creare le condizioni per instaurare un governo d’emergenza costituito dalle Organizzazioni Operaie e dalle Organizzazioni Popolari! Stroncare sul nascere ogni prova di fascismo! Eliminare dai quartieri popolari i focolai dell’infezione fascista e razzista! La banda Berlusconi si sta sfasciando. La Corte Pontificia non ha più fiducia in essa. La Confindustria e gli altri centri della borghesia italiana sono delusi dalla sua incapacità di iniziativa in campo economico. I suoi sostenitori esteri (i gruppi… Leggi tutto »

radisol
radisol
25 Novembre 2009 , 8:21 8:21

Il cosiddetto “nuovo PCI” è a dir poco patetico nel linguaggio e nella megalomania ma non c’entra nulla col lottarmatismo ….. e comunque stiamo parlando di qualche decina di persone, sparse tra il Lazio, la Toscana e la Lombardia ……

Mi sembra invece che Bertani ponga ben altro problema … quello secondo cui stanno per essere presenti, se già non lo sono adesso … e forse ancora di più che negli anni settanta …. le condizioni per un diffuso lottarmatismo di sinistra …..

E su questo sono del tutto d’accordo ed addirittura mi stupisco che finora in Italia sia successo in questo senso ben poco …..

Quello su cui non sono d’accordo con Bertani è sulla impostazione clandestina e marxista-leninista ( quindi, per intenderci, in stile classico BR) che potrebbe assumere questo nuovo lottarmatismo … io invece vedo più praticabile e realistica una impostazione, come sta avvenendo ad esempio in Grecia, di tipo anarchicheggiante e “stradarolo” …..

Ma, al di là di questo, condivido pienamente l’analisi di Bertani ….. soprattutto l’assenza oggettiva di rappresentanza parlamentare ed anche solo sociale dei ceti più “disperati” ( a cominciare dai giovani precari o disoccupati) va fatalmente in quella direzione …

ranxerox
ranxerox
25 Novembre 2009 , 13:41 13:41

A mio parere il senso è: siamo messi meglio o peggio di trent’anni fa? Da qui ognuno tragga le sue conclusioni.

vic
vic
25 Novembre 2009 , 14:24 14:24

Butto giu’ qualche puntino di riflessione, sorto li’ per li’. La protezione sociale basata sulla famiglia e’ una tradizione molto radicata negli Asiatici, ed in generale dei contadini di tutto il mondo. C’era un impero sudamericano, quello incaico, dove la tradizione della famiglia aveva una struttura molto interessante: piramidale decimale. Alla base la famiglia, piu’ su 10 famiglie, piu’ su 100 famiglie, ecc. Ad ogni livello c’era un responsabile, l’equivalente di un governatore. La protezione sociale era data dagli impegni reciproci basati in quantita’ di lavoro. Se la mia famiglia aiuta la tua ad edificare la casa, la tua mi deve un’uguale quantita’ di lavoro in futuro. Non mi pare ci fosse l’idea di interesse, ma potrei sbagliarmi. A livello di sussistenza, in caso di carestia dovuta al clima ostile, erano previsti numerosi depositi di grano sparsi un po’ ovunque su un territorio non certo facile. Erano di proprieta’ “statale” ed era lo stato a decidere quanto grano distribuire e quando. Pare che la gente non fosse ricca, ma nemmeno morisse di fame. Ne morirono molti di piu’ a seguito delle colonizzazioni, le quali oltre a molti virus e bacilli, indrodussero pure l’avvilente statuto di schiavo da lavoro. Sulla faccenda… Leggi tutto »

cris79
cris79
25 Novembre 2009 , 15:05 15:05

Il giornalista Francesco Guzzardi del Giornale è l’autore del messaggio delle BR con la stella a cinque punte pieno di minacce assortite. . Lo ha ricevuto, pubblicato, denunciato. Tutto da solo.
Alla Digos è stata sufficiente la prova calligrafica per scoprirlo.
un genio 😀
sono questi nuovi brigatisti?!

CarloBertani
CarloBertani
25 Novembre 2009 , 16:03 16:03

Vedi, Vic, dovresti chiederti quanti leggeranno questo articolo od altri similari, miei o d’altri autori, che evidenziano il “cambio di marcia” dovuto alla débacle dello stato nazionale. Quanti? Diecimila? Facciamo centomila? Il problema è che altri milioni d’italiani continueranno a reagire nel solito modo, ossia identificando quella “cosa” che sta a Roma come il “nemico” da battere. Barnard s’è sgolato per cercare di spiegarlo. Il problema è che, a fronte di un’avanguardia che non incide per nulla nel panorama politico, centinaia di grancasse di regime percuotono altri tamburi: questi sono quelli che ascoltano, presunti brigatisti compresi, altrimenti non sarebbero così fessi da meditare d’abbattere quella “cosa” a pistolettate. Non scambiare un’analisi sociologica della società italiana con gli scenari internazionali, che hanno differenti “respiri”. Leggo sempre con gran gioia i tuoi “dialoghi”: sei un semplice amante del teatro od un professionista? Ciao. Carlo Bertani

radisol
radisol
25 Novembre 2009 , 16:08 16:08

Se si scatena quello che credo ( e a dirla tutta comincio anche a sperare ) si scatenerà … quella “cosa” a Roma sarà l’ultimo dei problemi ….

radisol
radisol
25 Novembre 2009 , 16:12 16:12

No, non solo questi cialtroni i “nuovo brigatisti” … e non credo nemmeno che ci saranno “nuovi brigatisti” propriamente detti… sarà tutta un’altra cosa …. ma fatalmente questa cosa ci sarà …. non si è mai vista una “classe” – naturalmente intendendo il concetto di “classe” in forma attuale e non novecentista – che non ha più nè rappresentanza politica nè sociale e se ne sta buona e zitta … nella storia non è mai successo e non succederà nemmeno adesso …. qualcosa si è già visto in Francia, in Grecia ….

cris79
cris79
25 Novembre 2009 , 16:40 16:40

sono daccordo con te…..stiamo vivendo un epoca dove la classe dirigenziale stà togliendo tutti i diritti e dignità alle povere persone, alla ricerca di maggiore denaro e ricchezza.
La forbice di disuguaglianza si stà allargando sempre di più.
Il riscatto deve venire dalle persone comuni come noi…sicuramente non mi faccio abbagliare da grillo,travaglio e compagnia bella…loro ci allontanano dai veri problemi.
deve esssere la volontà di più persone che abbiano voglia di tornare a parlare di diritti e equità sociali…..la volontà di farlò.
il concetto di brigate lo vedo inutile ai giorni nostri (e non li ammiravo neanche prima intendiamoci 🙂 )

cesare52
cesare52
25 Novembre 2009 , 21:54 21:54

@radisol. Tante volte viene la voglia di mettersi le mani nei capelli. Siamo sopraffatti dalla suggestione. Voluta ed inseguita. Si dicono con atteggiamento grve delle affermazioni non solo prive di fondamento, ma volutamente false. C’è un mare di cazzate, così tante che mi scuso se non riesco a prenderne in considerazione tutte. Sono una persona informata dei fatti avendo trascorso circa 40 anni nell’antagonismo militante. Fuori e dentro i carceri speciali. Che cosa sono state leBr? Una formazione politica che nasce dall’ala secchiana marxista -leninista del fu PCI. Con i gruppi ebbe verament poco a che far, come cultura, come organizzazione centralizzata e verticistica. I militanti dei gruppi extraparlamentari, neanche molti tutto sommato, che vi entrarono lo fecero “dopo” la morte del movimento. Lo fecero loro malgrado “contro” e non “per” la loro esperienza nelle piazze. E non si integrarono veramente mai .Il caso Morucci e Faranda è solo uno degli esempi che si possono fare. Perchè le Br sono morte e sepolte e non potranno mai ritornare se non nei sogni di chi, di destra o (ed è la maggior parte) li vuole interessamente risuscitare? Perchè non esiste più un soggetto politico che si chiamava classe operaia. Non esiste… Leggi tutto »

cesare52
cesare52
25 Novembre 2009 , 22:19 22:19

@radisol. Mi ero dimenticato. Guarda che la cosidetta faccenda “della rappresentanza politica” era gia finita da un pezzo. RC era ormai un ectoplasma che rappresentava solo i propri dirigenti e la loro quota spettante di spesa pubblica, cooperative fantasma e lavori socilamene inutili, con un livello di reditto da elemosina. Il rifugio dei fuori corso insomma. RC era finita già da un pezzo, come i verd. Non è insomma questa la molla che farà scattare come un sol uomo le masse espropriate. Forse l’esclusione dalle selezioni di “Amici” e del “Grande fratello” qualcosa produrrebbero. Bisogna seguire Althusser quando raccomandava “Non facciamoci e raccontimoci delle storie” . C’è bisogno di un nuovo pensiero, una nuova ruflessione ed ricostruire una nuova geografia della nostra società occidentale. Altrimenti ci si racconta delle storie. Come quella che per carità di patria qualcuno in altra parte racconta. Come morì la sinistra? Un giorno lor signori di cui grazioso pubblico vi svelo anche i nomi, si riunirono e decretarono la fine dei movimenti di massa. Così a tavolino! e mica si fermarono lì, inventarono anche la disoccupazione. Che cattivoni. E l’economia? Magari la crisi petrolifera? Non c’entra niente di fronte alla forza della volonta del pensiero.… Leggi tutto »

CarloBertani
CarloBertani
26 Novembre 2009 , 2:42 2:42

Che bello osservare i commenti su CDC ad un proprio articolo: è stupendo osservare la propria inutilità, soprattutto perché c’è gente come “Cesare52” che pontifica senza problemi. Leggete i suoi commenti, leggete. “Cesare52” non è uno come noi, un “comune”: no, lui sa tutto, “dentro e fuori le carceri speciali”, di Rifondazione conosce i più reconditi meandri, delle BR vi racconta che furono solo un “prodotto dell’ala secchiana del PCI”. Oh, quale meraviglia! Infine, dopo questo meraviglioso sproloquio, conclude con la classica massima di Flajano e dunque la sentenza: sarei uno al quale sta “scoreggiando il cervello”. Meraviglioso. Aggiungerei che ha mancato – in pieno stile machochenondevechiederemai – un verso di De Gregori: “alza il bavero e corregge il caffè”. Peccato che questo umile amanuense – caro Cesare52 – nel paesino di Pietro Secchia ci sia praticamente nato, e che uno degli ultimi compagni di quell’epoca lo abbiamo seppellito un mese fa. Prima, però, sono ancora riuscito ad intervistarlo ed a farmi raccontare la fuga dalla Jugoslavia, in guerra, ed i rapporti con i titini. Mille venie: sono cose che fanno quelli dal cervello scoreggiante. Le fanno, gratis, per quelli come te. E poi non basta: le BR non ebbero… Leggi tutto »

IVANOE
IVANOE
26 Novembre 2009 , 2:51 2:51

Ma quali terrotristi, ma quale BR.Sappiate che le forze istituzionali sono talmente forti nel loro profondo ( altro che l’inefficienza superficiale delle froze dell’ordine in divisa che ci vogliono far credere…) che soffocano sul nascere qualsiasi fenomeno serio di insurrezione ( le persone appartenti alla Br arrestate qualche anno fa nella pianura padana mentre si esercitavano ). Dall’altra parte quando conviene questi gruppi terroristici vengono lasciati fare…
Pertanto Bertani pure se immagina che sotto le ceneri cova la protesta terroristica non sà oppure non vuole dire che sopra le ceneri ardenti è pronto un pompiere dello stato a spegnerlo prima che faccia la fiamma…

IVANOE
IVANOE
26 Novembre 2009 , 2:51 2:51

Ma quali terrotristi, ma quale BR.Sappiate che le forze istituzionali sono talmente forti nel loro profondo ( altro che l’inefficienza superficiale delle froze dell’ordine in divisa che ci vogliono far credere…) che soffocano sul nascere qualsiasi fenomeno serio di insurrezione ( le persone appartenti alla Br arrestate qualche anno fa nella pianura padana mentre si esercitavano ). Dall’altra parte quando conviene questi gruppi terroristici vengono lasciati fare…
Pertanto Bertani pure se immagina che sotto le ceneri cova la protesta terroristica non sà oppure non vuole dire che sopra le ceneri ardenti è pronto un pompiere dello stato a spegnerlo prima che faccia la fiamma…

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 5:25 5:25

@CarloBertani. Rispondere con “vaffanculo” seppure “cordiale” a delle obiezioni argomentate significa non avere argomenti e soprattutto essersela anche presa, invece che controargomentare. Io non so “Tutto” ma su questo di cui parli in maniera suggestivam secondo me “pe fa scena” io ci ho speso 40 anni della mia vita. Dentro e fuori i carceri speciali. Ripeto sono persona informata dei fatti, Che leggendo il tuo commento non mi risultano. Ripeto prendere sul serio l’allarme interssato di Maroni non solo è sbagliato, perchè le BR in questo paese sono morte e sepolte come fenomeno politico, ma in questo paese è morta proprio la politica, vedi la fine del movimento di beppe grillo, vedi per esempio il grande strepitare contro e pro sulle ronde. Fino ad oggi , dice “repubblica” sono solo tre diconsi tre le richieste in tutta Italia. Quindi non solo è sbagliato, la lega attraverso Maaroni vuole visibilità, ma è alimentare da sinistra una becera campagna securitaria come finisci con il fare involontariamente. L’ultima cosa. Mi ha molto divertito, oltre il “vaffanculo” (un involontario complimento che mi fai non avendo argomenti) anche il tono sacerdotale, da vecchio trombone “Leggete, gente leggete”. E si è molto interessante leggere i commenti… Leggi tutto »

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 5:32 5:32

@CarloBertani. Mi ero dimenticato. Io ho commentato proprio la tua breve analisi sociologica. Siccome vengio dl mondo della fabbrica e dei cantieri edili. L’italia che vedi te non c’è. Aggiungo di più. Se ti guardi intorno non la vedrai neanche tu. Ma a te serve per pontificare e”fare l’allarmato”. Per il resto: proprio tu che scrivi lo stesso articolo da sempre, sempre uguale e moralista zeppo di luoghi comuni, perlopiù da dozzina, vieni a parlare di “net-conigli”?. Ripeto “A quello l’insuccesso gli ha dato alla testa”

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 5:38 5:38

Ed a proposito del Nick. Io mi chiamo cesare prudengte: la mia e-mail è : [email protected], Credo di averla data già volte pubblicamene su qeusto sito. Ultima considerazione. Guarda che metee in mezzo potere operaio è stata la tesi dei questurini del 7 aprile. Anche su questo ricicli la versione, vecchia, del Ministero degli interni. Sarà una vocazione.

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 6:09 6:09

Bravo. Anche io credo che tutto questo parlare del ritorno di un qualche lottarmatismo, magari riveduto e corretto, non solo è sbagliato ma non esiste nei fatti. Si da corda ad una altra campagna securitaria, Quella delle “ronde” tanto strombazzata ha prodotto TRE diconsi tre richieste in tutta italia, Notizia di “Repubblica”

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 7:03 7:03

LA NOTIZIA CHE NON C’E’ MA FORSE ERA MEGLIO SE CI FOSSE STATA

da http://www.beppegrillo.it -IL BRIGATISTA DEL GIORNALE -pubblicato il 25 Novembre 2009 alle 17.53

Il giornalista Francesco GUZZARDI del “Giornale” è l’autore del messaggio delle BR con la stella a cinque punte pieno di minacce assortite. L’infaticabile GUZZARDI ha scritto il messaggio. Lo ha ricevuto, pubblicato, denunciato. Tutto da solo. Uno stakanovista dell’informazione di regime. Alla Digos è stato sufficiente la prova calligrafa per scoprirlo. Uno così poteva lavorare solo con Vittorio FELTRI. Dopo “Betulla” (pseudonimo):Renato FARINA (scoperto prima e poi reoconfesso collaboratore dei Servizi, specializzato nella disnformazione, nonchè vicedirettore del Giornale . NDR), “Citrullo” Guzzardi”

Commento: siamo sicuri che se non interveniva tempestivamente la DIGOS, oggi non staemmo tutti a commentare l’ennesimo articolo per l’ennesima volta su questo?

redme
redme
26 Novembre 2009 , 7:13 7:13

“non crediamo proprio che il Ministro dell’Interno abbia desiderato creare del “polverone mediatico”, tanto meno che sia tutta una “bufala”.”……..sei proprio sicuro?…..oppure si “spera” tanto in soluzioni di tipo “BR” per depotenziare le (quelle sì) probabili rivolte delle masse di emarginati dal processo produttivo?…….nelle organizzazioni armate, al piano politico si interseca il piano militare, secondo te, nell’epoca in cui anche Echelon è diventato obsoleto può una organizzazione di questo tipo reggere lo scontro militare?…….salut

redme
redme
26 Novembre 2009 , 7:17 7:17

….forza e coraggio cesare……saluti

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 8:27 8:27

Forse è necessario rinfrescarci la memoria e dare uno sguardo e rammentarci della cloaca da cui certe notizie “interessate” provengono. Parliamo di uomini, fatti e circostanze molto significativi anche per quello che si sta commentando. http://www.wikipedia.orgwikirenatofarina Nel dic 2006 il sostituto procuratore A.Spataro chiede il rinvio a giudizio di Farina renato insieme ad altre 36 persone per il rapimento di Abu Omar, ex imam di Milano. Il Farina è accusato di aver organizzato una falsa intervista con i magistrati (titolari dell’inchiesta sul rapimento di Abu Omar) con il solo scopo di raccogliere informazioni sulla inchiesta in svolgimento. Insieme ai funzionari del Sismi (servizi segreti militari) Pio Pompa e luciano Seno. Il febbraio 2007 ha patteggiato la pena. Condannato a 6 mesi di reclusione, pena subito commutata in multa di 6.800 euro. Farina ha riconosciuto i fatti sostenendo però di aver agito in nome dell’articolo 52 della Costituzione italiana ( difendere la Patria è sacro dovere del cittadino). Ha inoltre ammesso di aver ricevuto danaro (anche perchè in documenti contabili sequestrati dalla magistratura in una sede dei servizi a Roma sono state trovate ricevute ed appunti sulle dazioni di denaro al Farina. NDR) dal Sismi non però come salario ma per… Leggi tutto »

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 10:26 10:26

@dana74. omincio a credere, non ci ho mai creduto prima, alla sfortuna . Lei è secondo me un esempio vivente. Prima di tutto per le sue tesi, che vengono sbugiardate dal clamoroso autogol incorso al “Giornale”. Tal Guzzari giornalista del medesimo si è scritto, recapitato, pubblicato e condannto una lettera contro ase medesimo fingendosi le BR. Ed ha ricevuto molta solidarietà. Cliccare nell’art. di Robecchi sul link che rimanda a le letttere di solidarietà Mi sono stupito che sia mancata la sua, erano infatti tutte con la sopresina dentro: “Ora bisogna reprimere, basta con la sottovalutazione del fenomeno, le Br si accingono a ritornare” parevano farle il verso. Peccato che era tutto falso. Una domanda: “ma quesi commentatori che incitavano a farla finita con i centi sociali e con certa sinistra, adesso che p stato dimostrato, senza ombra di dubbio, il falso da cui prendevano le mosse, oggi questi avranno l’educazione di chiedere scusa a coloro verso cui invocavano la repressione? Quelli definiti “strisciano nell’ombra” o perlomeno riconosceranno di aver preso lucciole per lanterne? Io aspetto ma credo di no. A lei neanche glielo chiedo, per me lei la sua penitenza l’ha gia fatta. preventivamente. E’ riuscito a leggee fino… Leggi tutto »

radisol
radisol
26 Novembre 2009 , 16:46 16:46

Concordo con l’analisi di Cesare sulla assoluta impossibilità che venga fuori un qualcosa di serio sul modello BR … è impossibile … e già il tentativo del gruppo della Lioce e poi di quell’altra organizzazione sgominata prima che facesse qualsiasi azione dimostrano nei fatti questa impossibilità …. e concordo pure sull’analisi relativa all’origine delle vecchie BR, quelle vere … nacquero nel solco della “tradizione comunista” stalinian/secchiana, hanno avuto ben poco a che fare coi “movimenti reali” di quegli anni ed hanno dato il loro bravo contributo, nemmeno troppo involontario, a seppellirli, quei movimenti …. ex Potere Operaio nelle BR, soprattutto a Roma, ce ne furono e come … ma, anche in questo concordo con Cesare, in qualche modo entrando nelle BR tradirono sè stessi e la loro storia e comunque mai si integrarono veramente … tornando all’oggi, penso a qualcosa di profondamente diverso ma non meno dirompente, penso a cose in stile “jacquerie” per intenderci …. ad un 1977 riveduto e corretto, più anarchico e disperato che non comunista e rivoluzionario …. un qualcosa, fatte le dovute differenze, a cavallo tra le banlieues francesi ed i “riots” greci dell’anno scorso … ma con le armi da fuoco in mano ….… Leggi tutto »

cesare52
cesare52
26 Novembre 2009 , 21:40 21:40

@radisol. Finalmente qualche parola di saggezza. Finalmente un ragionamento (che io condivido tutto) al posto della suggestione. Perchè me la sono presa e sono stato un pò ruvido? Si leggano in un altro post, quello di Robecchi cliccando sul link che porta alle letttere di solidarietà per l’inventore-giornlista Guzzarri. Si vedrà una genia di forcaioli qualcuno con incarichi pubblici che non ho dubbi tempestano i centralini di questure e CC per invocare la mano pesante, si faccia qualcosa è ora di finirla. Prima o pi questo significa perquisizioni, schiaffoni, interrrogatori, etc etc. Quella umanità magari con i capelli rsta, o con i percing, o che frequenta i centri sociali come mia nipote subirà una via crucis perchè lo Stato deve far vedere a quei “signori e signore” che esiste. Bisogna ddare una calmata insomma. Tutto questo parlare di neoterrorismo significa andare appresso ad una ondata di perquisizioni e repressione. La cosa è particolarmente ridicola quando lo si fa da sinistra. O presunta tale. Una ultima considerazion. Le periferie parigin e i “riots” greci hanno si bruciato ed animato per qualche tempo la rivolta contro il Potere ma non solo hanno perso ma non è rimasto niente, neanche un minimo straccio… Leggi tutto »

radisol
radisol
27 Novembre 2009 , 8:35 8:35

La classe operaia è ridotta a ben poco cosa, purtroppo … ed anche quando fà lotte esemplari, anche dure nelle forme ( Innse, Alcoa, Eutelia, Fiat Termini Imerese) e persino in parte pure vincenti …. si tratta comunque di lotte difensive, in difesa del “posto di lavoro” …. quanto di più lontano da qualunque ipotesi rivoluzionaria … Diciamo semplicemente che l’ipotesi rivoluzionaria proprio non c’è …. però non sottovaluterei i “riots” …. in Francia la battaglia delle banlieues, spesso intrecciata in modo contraddittorio coi movimenti studenteschi, tende ciclicamente a riesplodere … ed in Grecia ( ho letto un articolo proprio ieri), ad Atene e Salonicco, sembra non passi notte che non vi sia qualche “azione militante” ( banche, ministeri, commissariati) e vengono espolsi spesso colpi d’arma da fuoco contro le auto della polizia …. in un caso ci è pure rimasto secco un poliziotto …. Certo non è la “rivoluzione” … probabilmente chi compie queste azioni alla “rivoluzione” vera e propria nemmeno ci pensa ….. ma è comunque un prodotto della crisi e della mancanza di rappresentanza politica e sociale di alcuni ceti sociali ( e pure genericamente generazionali … ) In Italia, mentre si amplificano cazzate spaventose su improbabilissime… Leggi tutto »