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DEFAULT DELL'ITALIA E RITORNO ALLA NOVA LIRA

DI SANDRO KENSAN
kensan.it

Il ritorno alle amate lire in caso di Default dell’Italia
comporterà senz’altro una svalutazione della nuova moneta.

Gli economisti di diverse banche affermano
che in caso di ritorno alla lira si procederà alla svalutazione
della nostra moneta dal 30 al 60%. Questo comporta che la banca
d’Italia stamperà molte banconote e che i redditi fissi, stipendi e
pensioni, rimarranno gli stessi.

Faccio un esempio, supposto che la nuova moneta si chiami nova-lira
e che 1 nova-lira valga 1 euro succederà che chi guadagna 1000 euro
guadagnerà il mese dopo 1000 nova-lire.
Poi lo Stato svaluta del 60% le nova-lire, in questo modo lo Stato
diventa più ricco e i cittadini diventano più poveri. O meglio lo
Stato mantiene costante la propria ricchezza rispetto al resto del
mondo però le ricchezze dei cittadini si svalutano, soprattutto
quelle monetarie e il lavoro.

Lo Stato per svalutare del 60% non farà altro che aumentare del 150%
la moneta in circolazione in modo tale che chi prima aveva, ad
esempio, l’1% della massa monetaria nazionale, dopo la svalutazione
possiede solo lo 0.4% della massa monetaria nazionale.

Un venditore estero che si trova di fronte a tutta questa carta
moneta vuole guadagnare lo stesso di prima e quindi chi ci vende
Benzina e Gas moltiplicherà i prezzi per 2.5 ovvero aumenterà del
150% i suoi prezzi in nova-lire.

Questo vuol dire che la benzina passerà da 1.5 euro al litro a 1.5
nova-lire al litro e dopo la svalutazione del 60% passerà a 3.75
nova-lire al litro. Ovviamente lo stipendio e la pensione e tutti i
redditi fissi saranno sempre gli stessi. Riprendendo l’esempio
precedente, lo stipendio rimarrà di 1000 nova-lire.

Se adesso spendo 2000 euro all’anno per il riscaldamento, dopo la
svalutazione spenderò 5000 nova-lire a fronte dello stesso stipendio
di 1000 nova-lire al mese.

L’energia elettrica che è fatta quasi tutta con il Gas e il carbone
importato aumenterà del 150%. Se l’energia elettrica mi costa 1000
euro all’anno, dopo la svalutazione mi costa 2500 nova-lire all’anno
a fronte del mio solito stipendio di 1000 nova-lire all’anno.

Visto che quasi tutto si fa con l’energia, i prezzi dei generi
alimentari diventeranno molto più cari e l’inflazione importata sarà
molto elevata per cui il mio stipendio comprerà poche cose, molte
meno di prima.

L’iPhone che adesso costa 500 euro costerà dopo la svalutazione 1250
nova-lire con lo stipendio di 1000 nova-lire. Così i computer, così
le auto, così i concimi chimici (che sono fatti con il metano), così
i trattori, il cibo e tanti altri prodotti.

Ovviamente c’è un lato positivo della questione e cioè che tutto
quello che viene fatto in Italia e tutto quello che comporta
manodopera italiana costerà il 60% in meno agli occhi degli
stranieri e quindi i nostri prodotti saranno molto economici per i
tedeschi, le vacanze costeranno ai francesi pochissimo. Dopo la
svalutazione molti soldi arriveranno dall’estero che ci vedrà come
un Paese molto economico.

Se per fare la pasta importiamo
il 40% del grano dall’estero, avremo che il 60% del grano italiano
sarà fatto con la manodopera italiana che costerà le stesse novalire
dopo la svalutazione  e con i carburanti che vengono
dall’estero rincarati del 150%. Si stabilirà un equilibrio per cui
la pasta aumenterà ma non raggiungerà le vette del 150% di aumento.

Ovviamente chi potrà aumentare i prezzi lo farà, chi ha un reddito
fisso diventerà più povero. Chi aumenterà i prezzi sarà sottoposto
alla pressione dei nuovi poveri che non potranno comprare quello che
compravano prima.

Le aziende che delocalizzano hanno la possibilità di incrementare
gli utili, una svalutazione sarebbe l’equivalente di una
delocalizzazione per le aziende che esportano. Chi esporta si
troverebbe un costo della manodopera da paese extraeuropeo e
venderebbe a prezzo europeo con guadagni incrementati rispetto alla
situazione attuale. Ovviamente un Default provocherebbe parecchi
problemi alle aziende italiane ma finita la fase transitoria c’è chi
ci guadagnerà.

La banca UBS ha valutato lo scenario di un Default dei paesi a
debole economia quali l’Italia. Ha ipotizzato una svalutazione

del 60% ( qui
una traduzione) sulla base delle esperienza precedenti quali ad
esempio l’Argentina. UBS calcola che il costo pro capite medio di un
Default sia di 9500-11500 € per il primo anno per poi ridursi a
3000-4000 € negli anni seguenti. A regime una famiglia di 3 persone
perderebbe tra i 9 mila e i 12 mila euro all’anno.

L’importante sito Wikipedia ha una voce riguardante il Default
dell’argentina che descrive
chiaramente la situazione che capita a un Paese fallito:

«Durante il 2002 inflazione e disoccupazione
continuarono a peggiorare. Il vecchio tasso di cambio 1 a 1 (1
pesos per 1 dollaro, ndr) era schizzato a quasi 4 pesos per
dollaro, mentre l’inflazione

accumulata dal momento della svalutazione era circa pari al 80%.
La qualità della vita dell’argentino medio si era abbassata di
conseguenza; molte imprese chiusero o fallirono, molti prodotti
importati divennero praticamente inaccessibili ed i
salari furono lasciati così com’erano prima della crisi

Rispetto all’ipotesi di UBS del 60%, Wikipedia per il caso Argentina
parla di una svalutazione più forte e pari all’80%. Se poi qualcuno
pensasse che gli stipendi e le pensioni in caso di svalutazione
saranno incrementati, faccio notare che in Argentina «i salari
furono lasciati così com’erano prima della crisi».

Lo Stato stampando più banconote avrà più soldi per pagare gli
stipendi pubblici e le pensioni che rimarranno costanti, quindi avrà
realizzato una reale diminuzione della spesa pubblica a scapito dei
redditi fissi che saranno tagliati del 60% rispetto a molti beni.

Un Default ha anche conseguenze bizzarre e poco immaginabili. Per
esempio la Grecia che ha tagliato il proprio debito pubblico del
50%, quindi ha fatto un verosimile Default, si trova con problemi
rilevanti di approvvigionamento di petrolio. I trader petroliferi affermano
che nessuno voglia vendere petrolio alla Grecia e che questa sia
costretta a rifornirsi dall’Iran. Gli USA e l’Europa stanno mettendo
sotto pressione il paese ellenico perché smetta di comprare petrolio
da Teheran. Molto buffo.

Il motivo per cui la Grecia non riesce a comprare petrolio è che
nessuno si fida a venderlo per via del fatto che è una nazione
fallita. Immagino che molte altre bizzarrie attendano i paesi in
Default.

Sandro Kensan
Fonte: http://www.kensan.it/articoli/Default.php
19.11.2011

via www.rischiocalcolato.it

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    finalmente un articolo che parla dell inflazione , della grossa inflazione , che ci sarebbe in Italia con il ritorno ad una moneta nazionale.
    Si verificherebbe pure , nell imminenza del ritorno alla lira , un massiccio esodo di capitali italiani verso l’ estero , per evitare di vederseli trasformati in una moneta dal valore ignoto
    .
    In compenso chi all estero dispone di molta valuta forte potrebbe trovare molto conveniente acquistare da noi beni immobili di ogni tipo , dalle abitazioni alle industrie spendendo molto poco

  • stefanodandrea

    Trovo che sia un bene che si comincino a pubblicare articoli sulle conseguenze del ritorno alla moneta nazionale e/o del default.
    Però bisogna distinguere. Il default, soprattutto se concepito come “cancellazione del debito” impone anche il ritorno alla moneta nazionale. E ho il dubbio che sarebbe davvero un disastro. Quindi è bene studiare con molta profondità la materia.
    L’autore dell’articolo, tuttavia, muove dall’ipotesi che si verifichi default e svalutazione e tuttavia poi tratta del ritorno alla moneta nazionale e della conseguente svalutazione.
    E’ molto importante non cadere in errore: non tutta la svalutazione si trasforma in inflazione. Soltanto una piccola parte. Appunto quella che si traduce in un maggior costo di materie prime e fonti di energia acquistate all’estero.
    L’articolo pubblicato è caratterizzato da una impostazione totalmente sbagliata. Scrive l’autore: “Un venditore estero che si trova di fronte a tutta questa carta moneta vuole guadagnare lo stesso di prima e quindi chi ci vende Benzina e Gas moltiplicherà i prezzi per 2.5 ovvero aumenterà del 150% i suoi prezzi in nova-lire”.
    NO! I benzinai, gli autisti che trasportano i tir, le tasse, la pubblicità, le riparazioni, i Tir acquistati, la lavorazione, gli operai che sbarcano il petrolio, i baristi dell’autogrile, il costo dei porti italiani, ecc. ecc., sarebbero pagati nella nova lira e tendenzialmente in proporzione a quanto sono pagati adesso. Eventuali fughe in avanti dei prezzi di vendita al dettaglio sarebbero presto assorbite dalla concorrenza (altrimenti i prodotto non verrebbero venduti).
    Soltanto con riguardo ai beni esteri (certamente materie prime ed energia) la svalutazione si trasformerebbe interamente in inflazione.
    Una svalutazione del 30% quale inflazione importerebbe. Una inflazione molto inferiore a quella ipotizzata dall’autore.
    In argentina ““La svalutazione rispetto al dollaro è stata del 230%, cioè dimensionata al differenziale di inflazione cumulato maturato nel decennio” (2001/2011) – nota n. 1 del Prof. Alberto Bagnai all’articolo di Blondet che gli ho sottoposto e che è allegato al mio articolo che sto per citare).
    Ebbene, l’inflazione nei primi due anni (2001-2002) “è stata del 40% circa, e l’inflazione media annua è stata del 19.7%”. Successivamente è scesa e si è attestata nell’ultimo biennio all’8% – nota n. 3 del Prof. Bagnai.
    Quindi l’inflazione è stata inferiore e di molto alla svalutazione. NON SOLO. Sono ormai alcuni anni che a fine anno con decreto i salari recuperano gran parte dell’inflazione.
    Quindi:
    1)LE CONSEGUENZE NEGATIVE SONO MOLTO INFERIORI A QUELLE INDICATE NELL’ARTICOLO.
    2) E’ NECESSARIO INDICARE SEMPRE ANCHE LE CONSEGUENZE POSITIVE DELLLA SVALUTAZIONE. Cito dal mio articolo al quale ho allegato l’articolo di Blondet, annotato da Bagnai:
    “I vantaggi recati dal dominio sulla moneta nazionale sono almeno due.

    Il primo è noto a tutti. Svalutando la moneta, i prodotti delle imprese nazionali sono più competitivi. Crescono le esportazioni e con esse l’occupazione. Se la crescita dell’occupazione concorre a condurre ad una situazione di piena occupazione, i salari si alzano.

    In secondo luogo, il minor costo in moneta nazionale dei beni prodotti in Italia li rende competitivi rispetto ad analoghi beni prodotti all’estero. Si avrà quindi uno stimolo alla produzione nazionale e un aumento dell’occupazione. Per esempio, un’impresa che acquistava all’estero particolari involucri del bene da essa prodotto, dopo la svalutazione, può avere convenienza ad acquistare gli involucri in Italia. Il prodotto italiano, infatti, data una svalutazione, per esempio del 30%, implicherà un esborso pressoché identico di moneta italiana (forse un po’ maggiore, in conseguenza dell’eventuale inflazione importata). Mentre per acquistare gli involucri stranieri l’impresa italiana dovrà acquistare con moneta italiana la moneta straniera di riferimento; e sarà costretta ad un esborso superiore a quello precedente alla svalutazione per una percentuale di circa il 30%.”( La soluzione popolare per la crisi italiana: ritorno alla moneta nazionale, svalutazione, dirigismo e protezionismo http://www.appelloalpopolo.it/?p=4879)
    Ritornare alla moneta nazionale implica il correlativo ricorso al protezionismo e alla direzione strategica dell’economia da parte dello Stato. Diminuisce il commercio internazionale; cessano le delocalizzazioni; aumentano le produzioni nazionali e si consumano i beni che un popolo produce. E’ l’antiglobalismo. La filosofia che dobbiamo scegliere. L’opposto dell’incubo immorale che abbiamo vissuto negli ultimi venti anni.

    Questo è il dato che va confrontato all’8% attuale, o, in alternativa, il 40% va confrontato con il 16% (8+8)”.

  • Giancarlo54

    Ipotesi, solo ipotesi e delle ipotesi degli economisti ne abbiamo piene le tasche.

  • iltedioso

    Purtroppo ma in nessun caso di default di paese sovrano s’e’ vista altra alternativa a quella di svalutare la moneta per riprendere a crescere.Quindi la domanda non e’ se svalutare o no la moneta in caso di default,la domanda e’ quanto svalutarla eventualmente

  • backtime

    Se proprio dovessi rinominare la nuova moneta, la chiamerei LIBERI più che nuova-lira.

  • AlbertoConti

    Articolo terroristico in classico stile populista-reazionario. Questo le spara grosse senza lo straccio di una prova. Dico sempre che abbiamo molto da imparare dall’esperienza dell’Argentina, ma noi NON siamo l’Argentina! Non lo siamo nel bene e nel male, nonostante alcune analogie. La realtà è l’opposto dello scenario dipinto in quest’articolo pseudo-razionale. L’Italia è il candidato ideale a guidare un unione dei PIIGS che troverebbe immediate adesioni e alleanze in tutto l’area mediterranea e mediorientale, sbaragliando le geopolitiche anglofone che ci si rivoltano contro, al di là della forma e delle apparenze coltivate dalla sconfitta della II guerra mondiale in poi. Basterebbe un piccolo nucleo di coraggiosi e svegli cittadini, un CLN con nuove alleanze tra gli oppressi dagli imperialismi dollarocentrici, e questa sacrosanta rivoluzione avrebbe finalmente inizio. I tempi sono maturi, anzi, se non ora, che il mostro si sta sgretolando per causa propria, quando?

  • YL

    Mi sembra una storia già vista…nel 2002!

    Chi all’epoca aveva 50 milioni di lire in banca se li vide trasformare in circa 25000 Euro i quali, entro breve, acquisirono il potere d’acquisto di 25 milioni di lire.

    Gli italiani ne hanno viste tante, troppe, a proposito di risparmi e svalutazioni. Sopravviveremo anche stavolta?

  • illupodeicieli

    Quello che la gente ,per quanto ne so io, si chiede è: potrò ancora comprare o meglio permettermi certe cose? Lasciando perdere i prodotti di nicchia e che secondo alcuni non hanno,per ora e spero che sia ancora così, risentito della crisi, ma è il resto che preoccupa. Scendendo terra terra, uno si chiede se anche aspettando i saldi di gennaio potrà comprarsi le scarpe o il giubbotto che gli servono; se il pane lo troverà ancora a 1 euro e 50 o 1 euro e 95 al kg e se una confezione di 6 uova per 80 centesimi si potrà comprare: certo meglio le uova fresche a 30 centesimi. Che poi uno debba adeguare il proprio stile di vita, che lo modifichi in funzione di piccoli cambiamenti (per esempio ho visto, nei bar, crescere il prezzo delle gomme da masticare da 1,50 a 1,80 e anche a 2 euro: e questo nel giro di uno , due mesi: io le pago 1,3 in una piccola rivendita di generi alimentari) è un dato di fatto: il frigo va aperto poche volte al giorno, anche perchè c’è poco ed è meglio comprare,se si può, ciò che serve e che si consuma. Ma la paura fa 90 e quindi la tentazione di fare scorte c’è. Eliminare il superfluo si sente dire, si legge: chiediamoci se e come viviamo, se abbiamo ancora piacere ,se siamo contenti di vivere.

  • MATITA

    la questione è che politici ,economisti e giornalisti sono asserviti a poteri esteri che vanno contro gli interessi nazionali,basta vedere il vergognoso utilizza che fa corrado augias delle sue trasmissioni in cui non vi è mai contraddittorio e ove semplicisticamente si affermano certe questioni come verità assolute (servizio pubblico pagato con nostri soldi)
    La gente si forma le opinioni seguendo i tg ufficiali e certe trasmissioni indirizzate verso una unica veritè….credo che il grosso problema sia questo.

  • victorserge

    ma il fatto di perdere potere d’acquisto non sarebbe un vantaggio sul piano ecologico?
    lo stato sarebbe comunque in grado di fornire servizi senza inondare il paese di consumismo idiota.
    con tutta probabilità diventeremmo più poveri, ma si andrebbe verso un economia di sussistenza ad alto tenore di sostenibilità ambientale.
    si ritornerebbe a mestieri perduti, e i rapporti umani forse cambierebbero in meglio.
    tu paventi una rivoluzione: di che tipo?

  • stefanodandrea

    La scelta di tornare alla moneta nazionale, svalutare, dirigere e proteggere l’economia (con eventuale ristrutturazione del debito pubblico relativa a interessi e a specifici creditori), quindi senza un vero default, comporta un sacrificio: un peggioramento delle condizioni di vita per tre o quattro anni per parecchie persone. Il problema è che l’opzione austerità comporta ugualmente sacrifici (magari un po’ meno dal punto di vista immediatamente materiale); ma non risolve i problemi e alla fine imporrà la scelta che io credo opportuna. Quindi doppi sacrifici. Avevamo una bolla, che per i ceti poveri è simboleggiata dal credito al consumo e dai mutui immobiliari quarantennali. La bolla deve scoppiare, non si scappa. E scoppierà. La migliore cosa sarebbe governare i processi. Invece i pazzi che ci governano credono nei giudizi del mercato!

  • guru2012

    Convincente, a Conti fatti sembra l’unica soluzione, ma non leggo voci contrarie qui dentro?

  • germanico

    Non e proprio cosi. L Italia non e paragonabile all Argentina, documentati meglio , il ritorno alla moneta sovrana e l unica salvezza per l Italia, non mi prolungo a spiegarti perche’, basta prendere un libro di economia monetaria e capirai, se vuoi te li posso suggerire. Documentati non parlare come i media ec ecc

  • lucmartell

    @albertoConti: La penso al tuo stesso modo,ma non penso sia un articolo terroristico,solo di “ipotesi parziali”..non sò se volute o no…in uno scenario di svalutazione,l’economia interna ci guadagnerebbe senz’altro,la produzione ripartirebbe a 1000,e come dici tu noi non siamo l’Argentina siamo il 7° paese industializzato,al mondo..il petrolio diventerebbe troppo oneroso e forse,si darebbe vita finalmente a una politica SERIA di fonti energetiche alternative (anche se meno richiesta sul mercato petrolifero abbasserebbe il prezzo dello stesso)..dopo un periodo di sbandamento il mercato interno si assesterebbe,i prezzi si autoliverrerebbero sulle necessità effettive,andando a tagliare sul superfluo eccetera,eccetera,eccetera.
    In ogni caso questo è un discorso serio,per come la vedo io gli scenari sono solo 3..questo a mio parere sarebbe quello che dovremmo augurarci,gli altri due sono 1) la bce comincia a stampare moneta (ma non può farlo,non lo vogliono fare,sarebbe un pagliativo..e se lo faranno sarà quando sarà troppo tardi! IMPROBABILE!) 2)obama prima di andarsene ci regala la 3° guerra mondiale.
    Purtroppo,sono pessimista! NON FARANNO IL NECESSARIO.
    Solo la Rivoluzione!!!
    Ciao:Lucmartell.

  • pingus

    Non so non ci capisco molto ma comunque la lira era gia’ stata svalutata al 50% al passaggio all’Euro. Quel che costava 1000 Lire oggi costa 1 Euro.

    Vorrei sapere se qualcuno ha idea di cosa invece potrebbe succedere in questa ipotesi di ‘doppia circolazione’,, come da questo articolo su megachip. Avere cioe’ due monete correnti
    http://www.megachip.info/finestre/lettere/7112-eurobancorlira.html [www.megachip.info]
    di cui quoto un paragrafo:

    Rimanere nell’ Euro o tornare ad una nuova Lira? Entrambi!
    Si, fare entrambe le cose non solo è perfettamente possibile ma anzi è probabilmente la strada piu’ sensata da seguire. La coesistenza di più monete su uno stesso territorio e mercato e’ avvenuta molto spesso in passato e tutt’ora avviene.*

    La presenza di piu’ monete ha il vantaggio di assicurare maggiore flessibilità e stabilità al sistema monetario in quanto i cicli di espansione e contrazione di una moneta tendono ad essere compensati da quelli dell’altra.

    L’idea sarebbe quindi quella di reintrodurre la Lira e le altre monete nazionali come monete complementari all’Euro a circolazione nazionale.

    L’Euro oltre che rimanere come moneta circolante anche nelle singole nazioni vedrebbe significativamente rafforzata la sua naturale funzione di “Bancor europeo” (che in un mondo ideale avrebbe dovuto essere il vero scopo della sua creazione).

    Il Bancor era la moneta internazionale prevista nel piano di Keynes proposto agli accordi di Bretton Woods e affossato dagli Stati Uniti che preferirono imporre il loro dollaro come moneta per gli scambi internazionali.

    Qualcuno piu’ fondato di me in economia puo’ dire che cosa succederebbe in un simile scenario?

    O forse, tanto per rimanere nella corrente neoliberista, dovremmo/potremmo sperare di diventare un mega porto franco come Hong Kong…

  • marcocaccia

    Vediamo però senza il default ed il ritorno alla nuova lira…
    Gli interessi sul debito pubblico saliranno abbastanza rapidamente a 140 miliardi di euro l’anno con un incremento rispetto agli interessi pagati finora di almeno 80 miliardi (una manovra finanziaria enorme) pari a quasi il 10% del bilancio dello stato (e conseguente aumento in propozione delle delle tasse). Questo in un contesto dove non vi è crescita, dove una buona parte delle aziende non ha redditività ed è destinata a chiudere nel giro di qualche anno. Dove le banche per accaparrarsi i risparmi delle persone faranno guerra sui tassi ed aumenteranno pertanto anche gli spread debitori.
    Si vedranno presto tassi a doppia cifra sui prestiti con consegente riduzione degli investimenti aziendali ed aumento degli insoluti. Una spirale negativa talmente viziosa che porterebbe al default nel giro di qualche anno ma a quel punto con ben più del 130% del debito rispetto al PIL.

    Secondo me uscire dall’euro sarà complesso, ma gestito bene, con una seconda moneta parallela con cui finanziare le spese correnti dello stato, che paga in “LIRE” ed incassa le imposte in euro con una parità iniziale 1 a 1 nel giro di un paio di anni il debito verrebbe a ridursi drasticamente, si avrebbe in circolazione una moneta che tutti i cittadini italiani si scambierebbero 1 a 1 per paura di far crollare il castello di carte in cui viviamo (come del resto tutti hanno fatto finora senza andare a ritirare i propri risparmi da istituzioni finanziarie già virtualmente fallite). Quando la moneta in circolazione sarà abbondante partirà a crescere l’inflazione ed a quel punto verrà svalutata per rendere competitivo il sistema produttivo che ad oggi non regge la concorrenza internazionale.

    Purtroppo la teoria economica dominante e con cui ragionano le banche è completamente sbagliata. Se anche non ci fosse il “Vero Potere” che ci sta drenanzdo ricchezza è un dato che la ricchezza tende a concentrarsi in poche mani. La crisi acuisce ancor di più questa tendenza facendo rendere sempre di più il capitale che in ultima istanza viene garantito dai cittadini.

    Io penso che sia venuto il momento di rompere il meccanismo. Tassare le transazioni e le rendite finanziarie in tutto il mondo e tornare ad un capitalismo economico e non finanziario. Il risparmio deve tornare ad essere un modo per postporre il consumo al futuro e non uno strumento di guadagno. Va smontata la bisca, il più in fretta possibile, perché i tavoli sono truccati ed “il banco” vince sempre troppo.

  • illupodeicieli

    Pochi o nessuno ,che abbia voce e un po’ di visibilità sostiene queste posizioni. Come sappiamo chi le sostiene viene definito “fascista, leghista o ridicolizzato”. Non sto cercando chi faccia il lavoro sporco o come direbbe Grillo qualcuno che ci metta la faccia al posto mio: anche in altri post, mi pare su uno di Barnard , nei commenti si cercava di trovare una formula affinchè idee diverse da quelle solite che leggiamo o sentiamo anche nei talk show (ieri c’era un panegirico ,a Ballarò, sulla moneta elettronica: ignorando che c’è gente che non ha nemmeno la moneta). Perchè per un Giulietto Chiesa che organizza o parteciperà a una manifestazione contro il debito e il suo pagamento (roba per dicembre p.v.) o per una Ida Magli ,che dice che per organizzare qualcosa a Roma ci vogliono i soldi e che non ci sono, rimarrebbe solo il web. Ma chi come Grillo ha portato 350 mila persone o anche di più in strada, come mai oggi non lo fa più? Forse che si sa che alternative democratiche non sono praticabili e che le soluzioni sono quelle, armate e che tutti abbiamo sempre condannato? Del resto questo prof Monti non ha messo in calendario il cambiamento della legge elettorale, non ha detto vediamo cosa hanno chiesto nel V day o che cosa hanno raccolto dipietristi e altri di recente. Il mio timore è che tu abbia ragione da vendere e che dopo i sacrifici, proposti da Monti , ne arriveranno altri. Come nelle vecchie battute delle formiche: arrivano nuovi sacrifici, meno male, i vecchi li avevamo quasi finiti.

  • AlbertoConti

    Già, come definirla? Forse “civile” è la parola giusta, nel senso di umana e intelligente, assolutamente non violenta ma con la forza morale d’imporsi sui subumani muscolari, quelli “tutto privilegio mio” e se non ti va botte da orbi! E’ grottesco ormai questo atteggiamento, e la faccia della Clinton non fa che peggiorarne le già traballanti apparenze “buoniste”. L’ipocrisia nei rapporti internazionali ha costi non più sopportabili, di questo le maggioranze devono prenderne atto, per fare un salto di qualità verso il futuro, o semplicemente per poter ipotizzare un futuro. Questo ONU starebbe a guardare alla finestra la fine del nostro mondo, bisogna rivoluzionario in chiave democratica.

  • zingaro

    Intanto con una moneta nazionale di proprietà del cittadino si incrementa la produttività locale e quindi ci sarà lavoro per tutti; che non è poco. Se poi aumenta il prezzo dei carburanti non vedo dove sia il problema; ho sentito di una storia che raccontava di un tizio morto per non poter mangiare pasta e fagioli ma non ho mai sentito storie di qualcuno che sia morto per non poter bere benzina o gasolio. Si tratta di passare un periodo di adattamento alle nuove condizioni, un po’ di buona volontà.
    A quei spiritosoni che mi additano dicendo che non è pensabile un ritorno a cento/duecento anni fa sappiano che adesso abbiamo la cultura, libri, biblioteche, supporti multimediali, che comunque non sparirebbero. Cento anni fa un certo Nikola Tesla traeva energia gratuita dall’etere. E senza I-pod.

  • RicardoDenner

    Finalmente la decrescita sarà una realtà imprescindibile..e se sarà felice oppure fetente dipende solo dai nostri gusti e bisogni..

  • sheridan

    Articolo magistrale, complimenti all’autore. I SOMARI che “torniamo alla lira!” se lo dovrebbero stampare e leggerselo ogni sera prima di dormire tra gli incubi.

  • Daniel

    L’articolo parte da un presupposto sbagliato cioè che (solo) in italia si torni alla lira. Così non può essere: se l’Euro muore, muore per tutti e si torna alle valute nazionali con riferimento ai vecchi cambi fissi. Sugli effetti ci sono grossolani errori come il costo della benzina che è per il 70% imposte per cui se aumenta del 60% il costo del petrolio (ma è da vedere) il prezzo passa (circa) da € 1,6 x 1936,27 = £ 3100 a £ 3.600. Il debito sovrano sarebbe rinominato in £ ma aumenterebbe il tasso (come negli anni 70/80) e si potrebbe rimanere nella UE (come la GB) ma con una moneta ed una politica economica nazionale. Sarebbe un disastro? Ricordo che nel 92/93 avemmo una bella svalutazione ma ne siamo usciti e bene.
    Forse varrebbe la pensa di parlarne ma più seriamente.

  • Allarmerosso

    Premetto che condivido e spero possa succedere quanto detto.
    Tieni conto che albertoconti ha giustamente specificato un alleanza con tutta l’area mediterranea e mediorientale , a quel punto il problema petrolio lo avrebbero gli altri e non noi , anche perchè le energie rinnovabili non possono certo far andare una trebbiatrice da 4 tonnellate o dei trattori dei caterpillar da 12t e qui non c’è storia, l’unico sistema sarebbe l’utilizzo di energie alternative che allo stato attuale vengono mantenute nascoste i cui brevetti però sono all’80% in mano Statunitense .
    Per fare quanto sopra detto da AlbertoContie la prima cosa , non semplice da fare , sarebbe togliere TUTTE le basi militari Americane sul territorio Italiano, senza una prima mossa del genere è impossibile fare tutto il resto.
    Il grosso problema di una mossa del genere sarebbe PARADOSSALMENTE la contrarietà di quelle stesse persone che per prime ne trarrebbero vantaggio , ma si sa che la propaganda e i dogmi portano le persone a fare anche i propri disinteressi.

  • MATITA

    il problema è che qui non ci viene data la possibilita di scegliere cosa fare.il problema è che la strada è gia stata tracciata e trasversalmente sono concordi che tutto verra affidato al libero mercato….qui il problema è come fare a riappropriarci del diritto di come meglio decidere ,questo è il nostro immediato problema,non siamo assolutamente nella possibilita di uscire dal sistema che ci hanno imposto.
    se per venti anni ci hanno detto che occorreva privatizzare e liberalizzare sovranità monetaria inclusa, e siamo giunti a questo punto è chiaro che non è la cosa giusta e che quindi occorre fare se non proprio il contrario quasi……il problema è che non possiamo farlo,è di questo diritto di poter cambiare cio di cui dobbiamo riappropriarci,senza di quello sono non si va da nessuna parte.
    e come facciamo a riappropriarcene?

  • Allarmerosso

    Bravo stampalo e rileggilo sopratutto la risposta data da AlbertoConti perchè mi sa che non hai capito molto !

  • Allarmerosso

    alla faccia dei poveretti che “menomale che c’è l’euro ” 😉

  • Allarmerosso

    quel che sostengo spesso , il peggior nemico per il nostro interesse nazionale sono proprio le persone che fanno spesso inconsciamente il loro propri disinteressi !

  • Daniel

    Hai ragione. Si cambia (parte) dello stile vita ma si può vivere e bene lo stesso.Ho un cellulare da € 40 e va benissimo…

  • Allarmerosso

    E’ vero , ne ho parlato in risposta ad un ottimo commento poco sopra , il problema che anche volendo tutti i brevetti delle scoperte di Tesla è che sono in mano statunitense !

  • Daniel

    Hai centrato il problema ma soluzioni globali (per ora) non ce ne sono. Brevi manu si possono fare però altre cose: disobbedienza consumistica, attività di scambio non monetario (ce ne sono più di quante si sappia in giro come p. es. le Banche del Tempo), rifiuto dei partiti, insomma tutte le scelte individuali alla nostra portata. Non siamo così soli…

  • AlbertoConti

    “Gli interessi sul debito pubblico saliranno abbastanza rapidamente a 140 miliardi di euro l’anno” E chi lo dice, tu? Il Giappone che ha moneta sovrana con un debito pubblico pari al 225% paga lo 0,… d’interesse sul medesimo. A, l’inflazione, la svalutazione, la pecola, ecc ecc.! E chi lo dice? Sempre tu? No, sei in buona compagnia, basta accendere la TV su un canale qualsiasi. Tanto a fare “previsioni” son buoni tutti. Quanto a prevedere veramente è un altro paio di maniche. Ti do una traccia … segui il dollaro, e tutte le tr…. che ci si fanno sopra …

  • AlbertoConti

    Mi hanno appena rubato il mio. Ne ho preso uno nuovo da 30 €, un gioiellino!

  • tamerlano

    E perché, oggi l’inflazione -REALE- non è almeno al 20/25%?
    Il dato attuale dell’inflazione è un dato taroccato, che ci ha premesso, bontà loro, di avere un basso (si fa per dire) costo del denaro, ma così come l’hanno taroccato al ribasso, altrettanto possono taroccarlo al rialzo, tale e quale di quando avevamo le lire… Euro o non Euro…

  • AlbertoConti

    “libero mercato”?!?! Una bisca semiclandestina di delinquenti tagliagole la chiami “libero mercato”? A no? E che cos’è il casinò dei CDS? Una volta capito questo hai la risposta alla tua domanda: come uscirne? Con un megagalattico vaffanculo, al casinò, ai suoi gestori, sponsor e manutengoli! L’interesse sul debito pubblico in mano agli “speculatori”? I posteri ci prenderanno per il culo per un secolo e mezzo su questa stronzata!

  • albsorio

    Il problema dell’Euro è questa BCE, il signoraggio e i vari bankster che girano per il mondo digitale facendo le loro scorribande usando metodi noti ma mai contrastati come l’high frequency trade http://www.sisde.it/gnosis/Rivista20.nsf/ServNavig/17 .
    Non si deve uscire dall’Euro ma solo toglierlo dalle mani degli speculatori privati (la BCE è un’insieme di banche “private”), e renderlo moneta proprietà dei cittadini membri, che aderiscono all’Unione Europea.
    Tornare alla Lira in un mercato globale è solo un errore, se non riusciamo a difendere l’Euro come riusciremo a difendere la lira, credo che l’unione DEMOCRATICA fa la forza. Basta signoraggio, moneta debito e bankster, tutto però in maniera DEMOCRATICA.

  • MATITA

    credo che non ci intenderemo mai,il comunismo reale ha portato all’orrore dellìurss per cui le idee di Marx non possono essere applicate,al contrario però il libero mercato ossia l’opposto di Marx non è responsabile della situazione odierna; la situazione è da imputare a alcuni furbetti che ci hanno fregato?e questo che Intende?ho ben inteso?
    Percchè se cosi fosse questi sarebbero gli stalin della situazione e ,se tanto mi da tanto sarebbe ancora tutto da dimostrare che le idee di marx non siano applicabili per il bene comune e contro l’interesse di pochi.
    o in un caso si ragiona in un modo e nell’altro in un’alto?

  • Allarmerosso

    una frase presa fra dei commenti ad un video in cui Monti dichiara l’euro un successo guardando alla Grecia …

    “senza L’Euro a quest’ora l’Italia finiva in BANCAROTTA” cosa rispondere ad una frase del genere ?!

  • Daniel

    Come fa a dimostrarlo? Senza l’euro FISICO la storia sarebbe stata diversa. Come unità di cambio VIRTUALE di fronte a tensioni si potevano rifare i rapporti. Ora è tutto complicato. A settembre Monti andò a l’Infedele e fu deludente (ti invito a rivederlo). Ed ora lo hanno “nominato” Premier.. non dura.

  • victorserge

    solo rivoluzione…….rivoluzione rispetto a cosa?
    quale è il programma rivoluzionario?
    o siete troppo avanti rispetto a me, oppure non avete le idee chiare neppure voi.
    ps.
    palliativo e non pagliativo…..non cominciamo a rivoluzionare e malamanete anche la grammatica prego.

  • morpheo

    Non dimenticate che ci hanno anche minacciato se lasciamo l’ €, loro sanno che lasciando l’ euro come e strutturata l’ italia con la forza lavoro e la mentalita’ che abbiamo, apparte turismo ecc ecc diventiamo meglio della Cina, altro che Germania, l’ impatto non sara’ buono sicuramente ma la nostra ripresa sara’ migliore dell’ Argentina e tutto a svantaggio della grande Germania, non so’ cosa a voluto dire con quelle minacce, qualcuno a capito a cosa erano riferite quelle minacce? erano minaccie militari?

  • lucmartell

    Scusami per l’imperdonabile errore,”malamenete” appunto!
    Solo la rivoluzione…rispetto 60anni di politica sbagliata,che non non risolve i problemi ,ma è il problema,NON cambia,e NON cambierà!..per capire questo non cè bisogno di “essere avanti”..basta avere un minimo di lucidità,nel percepire il presente!!…le idee chiare sì,io ho ben chiaro TUTTO QUELLO CHE E’ SBAGLIATO!..e forse qualche idea ce l’hai anche tu,le risposte vengono di conseguenza…se ci sono persone a sostenerle!!….pensa l’assurdità,nel nord Africa giovani e nulla da perdere hanno rovesciato il potere,quello duro!! in Italia tre generazioni,senza futuro,con molto da perdere e non si fà NULLA!!…Solo la Rivoluzione!!! credimi,lo dico anche per te!!
    Ciao:Lucmartell.

  • lucmartell

    Area mediterranea me lo augurerei,ma non credo..x il petrolio hai ragione ma,non ho detto di eliminare il petrolio dall’agenda energetica,sicuramente di ridimensionarne il peso sulla bilancia economica,poi ci sono altri tipi di propellenti,ma è un discorso lungo che andrebbe affrontato in “opera”..e con volontà sincera..x le basi americane,penso che non sia il più imminente dei nostri problemi…mi orienterei piuttosto sul risolvere le contrapposizioni,dei popoli (che esistono SOLO! a livello politico)…come si dice il pesce puzza dalla testa!
    Ciao:Lucmartell.

  • Matt-e-Tatty

    Si suppone fossero minaccie militari.

  • lucmartell

    I brevetti,dovrebbero essere regolati in modo diverso Es. tu brevetti il medicinale anti cancro?..lo devi rendere pubblico per legge!! e chiunque sia interessato a produrlo TI VERSA DELLE ROYALTY punto!…il giusto riconoscimento economico,ma prima di tutto IL BENE COMUNE!! ..basta monopoli criminali,ricatti e posizioni dominanti BA-STA!!!

  • nency

    Mi dispiace contraddire ogni ben pensante e consigliere cosciente, ma voi non siete loro. La FED stampa danaro, il FMI si fa stampare danaro da ogni moneta sovrana, la BCE stampa danaro pro economie in attivo europee. L’ Italia per entrare in zona euro ha dovuto non solo lasciare la lira, che sarebbe bastato il valore cambio per tenere ugualmente le cose com’erano prima, ma ancora una volta attua manovre con la tassazione per entrare in una banca europea a moneta unica, ma che e’ una società per azioni. Alla fine declassa la sua moneta con il cambio euro e la dimezza. Non essendoci un ministero del tesoro europeo, economie e finanze sono paritariamente divise e condivise, e alla fine i paesi che prima erano piu’ forti sono rimasti e i paesi piu’ deboli sono andati in passivo o bisognosi di prestiti. La BCE comandata dai paesi attivi, hanno prestato euri e richiedono gli interessi. Questo significa ri-prosciugare ancora una volta uno stato che e’ la gente. Prestare danari dall’ europa significa prendere i valori attivi dei paesi attivi e non in passivo, e rischiare su di loro. Non te lo permetteranno perche’ non sei capace di fare economia di bilancio attiva. La politica italiana rovina in tutte le direzioni e si e’ fatta curare dal medico privato-della mutua che piu’ ti fa ammalare e piu’ si fa pagare e ti fa pagare. Avete mai visto il gioco delle tre campanelle con la cricca che fa scenario ? Si, con i soldi degli altri e gli interessi loro. Pinocchio con il gatto e la volpe e lucignolo.
    Non esiste che ogni miliardo preso dalle tasse e privatizzazioni in italia sia ridistribuito per incrementare un’ economia che paghi il debito. Tutto andra’ e poi ancora andra’ su ogni manovra finanziaria, a pagare il debito fino a che sei in europa, e questa e’ l’ unica poilitica globale del si salvi chi puo’, poi si vedra’. Uscire e vadere che la futura lira sara’ svalutata del 50% e’ un’ ulteriore rapina. Il 50% della svalutazione l’ hanno fatta andando nell’ euro, hanno preso soldi e fatto tagli per recuperare danaro e impoverire la gente, ora lo faranno ritornando nella lira. Sapendo come manovra il sistema mondiale, europeo, e sopratutto il nostro sistema italiano, quando cadi dalla padella mondiale, vai a quella europea, e quando cadi dalla padella mondiale ed europea, ti ritrovi nelle braci ardenti del sistema e politica italiana, che essendo peccaminosa da sempre, lo e’ stata entrando in euro, lo e’ stata prendendo sempre, lo e’ stata ora pagando debito facendolo, e lo sara’ ancora tranquillamente rientrando in lira, perche’ fa parte del sistema e del sottosistema quando il sistema si rifugera’ nel suo paese.
    E’ sempre la politica che decide e fa da intermediaria e non andra’ mai contro corrente dai sistemi, perche’ non ci sono persone capaci di comprendere cosa sia il valore della moneta e della vita, ma solo cosa sia speculare sulla gente tenendo il potere e gli interessi loro, e quando non sono capaci lo fanno fare agli altri e loro ci prendono pizzo. Praticamente votiamo solamente e sempre somari da mangiatoia per noi, e furbi predatori per loro. Ma questa razza globale e’ pericolosa e solo davanti ai delitti che toccano la tua pelle te ne rendi conto. Succedera’ mai che uscendo dall’ euro venga ripristinata la lira pari pari? 10 euro pari 10 lire. Vediamo che dicono o che conti fanno gli stati esteri. Oppure, e qui bisogna giocare da imbecilli come e’ tutto il sistema imbecille, uscire dall’ euro e stampare e coniare euri uguali all’ euro solo con un simbolo – i – come euro-italiano. Vediamo se la gente separa euro da euro. Ci vuole sovranita’. Ma fino a che vai a stampare dalle banche, sei gia’ sotto tutela di sistema. Questo non lo si capisce altrimenti si capirebbe tutto. A Roma non hanno nemmeno le stamperie. E se lo stato facesse stampare a nome suo la moneta alle banche, nemmeno gli e la stampano come stato sovrano a interessi zero e pagamento sul lavoro.
    Vi vedete voi un governo che ri-accatta l’ industria conio? Sembra di dover riprendere la vanga in mano per coltivarsi i fagioli per mangiare. Scherziamo. Siamo pieni di supermercati.
    Tutto e’ colluso e viscidamente aggrovigliato in ogni dove. Ci vorrebbe un taglio netto, ma e’ come tagliare la testa a tutto e far morire un modo per far rinascere un’ altro. E’ solo con questa regola che si mette fine a una vita per farne nascere un’ altra. Ma se non si capisce la differenza fra qualita’ e qualita’, rischio e rischio, giusto e corrotto, tutto e’ incomprensibile per loro, e per i piu’ degli italiani, che ancora vanno ai supermercati.
    La vera forza di un paese e la sua lunga vita si determina dalla sua indipendenza e dalla sua autosufficenza di qualita’. Il rimanente e’ solo frode che fa’ marcire popoli e generazioni. Bisogna sapere anche che significhi benessere.
    Fino a che c’e’ materia da argomentare bisogna forzare e attuare. Quando non ce ne sara’ piu’ raccogli cocci e subisci il peggio di prima.
    Smontare e rimontare il motore quando i pistoni battono in testa e riparare, o tutto il motore sara’ da buttare.

  • renato2712

    solo per il fatto che quando la grecia a minacciato il referendum la ue è corsa subito ai ripari instaurando sia la che da noi un governo sovranazionale penso che uscira dall’euro sarebbe una catastrofe ma soltanto per le grandi banche d’affari

  • morpheo

    stiamo in un bel casino …..ho l’ impressione che le politiche e gli sforzi di ogni paese sull’ orlo del default stia solo cercando di non cadere per primo o sbaglio?

  • Matt-e-Tatty

    L’idea che mi son fatto per quelle minacce è che servissero per i politici Italiani e Greci. Credo non che non temano più di tanto il “risveglio” dei popoli che vogliono defraudare in ogni caso con media asserviti come i nostri, un “risveglio collettivo” lo vedo remoto. Prima di fallire i PIIGS devono essere spogliati di quanto hanno.
    Personalmente non temo un attacco da parte dei paesi europei solo perchè non ci sono i presupposti per alcuna ribellione efficace: i principali partiti politici sono asserviti, sui vari territori ci sono organi di polizia europea che non risponde ai vari paesi, inoltre, i paesi che stanno ripulendo o che vogliono ripulire sono già “dotati” di governio fantoccio e stati maggiori militari NATO (di loro gradimento). Riusciranno nei loro intenti e se ci sarà sollevazione popolare la soffocheranno… come in Val di Susa.

  • morpheo

    soluzione?

  • Matt-e-Tatty

    L’unica “soluzione” per ora è la ribellione democratica, poi se mai si avrà voce (dubito in tempi brevi) ci si andrà dietro.
    Altra cosa è la disubbedienza civile, banche del tempo + decrescita + far lavorare meno che si può le banche per colpire quanto più possibile i loro interessi, altre idee non ne ho per ora.
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=40804

  • tamax

    nel 2002 50 milioni di lire in banca se li vide trasformare in circa 25000 Euro e nel 2012 i 25000 euro diventano 12milioni e 500mila lire. et voilà!

  • alvise

    Marx non ha mai, dico MAI, saputo dare una risposta a quale criterio si appoggia la valutazione di una divisa. Perchè l’euro è stato valutato 1936,27 lire?Che me frega del fixing?L’euro è stato voluto perchè era l’unico mezzo con una parvenza “sociale”, di diminuire automaticamente i salari. Il capitalismo aveva bisogno di un cambiamento ed i Bilderberg lo hanno studiato bene. Non sono ne comunista ne contro il capitalismo, ma lo sono contro, quando il capitalismo, come in questo contesto storico lo si è lasciato libero di svolazzare nei mercati procurando danni enormi alla collettività, complice la CONSOB che è rimasta a guardare le porcate che avvengono in borsa, o mercati.

    Quindi io sonod’accordo, dopo aver ponderato su i pro ed i contro, che l’unica arma per combattere contro la volontà Massonica per l’avvio del NWO, sia la stessa arma usata dal capitalismo, IL DENARO. Come usarla?Intanto togliendo l’umus cui hanno attinto a piene mani per 10 anni, e ritornare alla lira, che cacchio c’entra la nova lira, noi abbiamo le lire punto. Che poi questa scelta ci porti alla situazione di lacrime e sangue lo sappiamo, ma tra il rimanere schiavi per sempre, dopo che ci hanno tolto la sovranità monetaria, e ritornare sovrani, i nostri figli, dato che vengono spesso citati, ci ringrazieranno quando capiranno tutto. Ma chi dovrebbe farci uscire? monti?bersani?passera? Forse la gent… di questo governo ridicolo pensa davvero che non sappiamo perchè monti è stato messo lì? Capro espiatorio e continuatore del volere dei potenti della finanza?Ragazzi c’è solo una cosa da fare, e se si muore per questo, sappiamo che lo faremo per i così decantati “figli” e moriremo con la dignità di uomini, come disse William Wallace ai suoi uomini titubanti di combattere;

    “NON COMBATTENDO RIMARRETE VIVI, PER UN PO’, MA AGONIZZANTI IN UN LETTO, A MOLTI ANNI DA ADESSO, SIETE SICURI CHE NON SOGNERETE DI BARATTARE, TUTTI I GIORNI CHE AVRETE VISSUTO A PARTIRE DA OGGI, L’OCCASIONE DI COMBATTERE CHI CI VUOLE RIDURRE SCHIAVI PER SEMPRE”

  • iltedioso

    Condivido quasi tutto sig.Conti

  • Iacopo67

    Chissà se hanno conservato le matrici per stampare le vecchie lire…

  • nuvolenelcielo

    Qui mi sembra che ci si focalizzi solo sulle cose negative. Non vedo per esempio perché lo stato dovrebbe rimanere immobile, potrebbe benissimo adottare misure per attenuare il costo che un svalutazione avrebbe sul potere di acquisto dei cittadini. Per esempio più della metà del costo della benzina è in tasse…, basterebbe togliere le tasse sulla benzina per risolvere quello che sembra un problema insormontabile. Nell’ottica di un cambiamento così grande, è impossibile che lo stato rimanga solo a servizio delle banche e non anche dei cittadini e della società, perché è in corso anche un grosso cambio di consapevolezza nelle persone, che non potrebbe non essere riflesso in una decisione storica come un ritorno alla lira. Poi, non sarebbe una passeggiata certo, ma questo non vuol dire che non sia la scelta giusta, questo e altro per la libertà e la giustizia.

  • nettuno

    Bravo stefanoandrea! giuste le precisazioni. L’articolo di Sandro Kensan a mio avviso è eccesivamente allarmistico e tende a spaventare il lettore , che propnde per la cura del Mario Monti. Forse si mira a questo risultato.

  • maremosso

    Non si centra mai il punto focale della questione. La Lira sarebbe preferibile all’Euro solamente se l’Italia fosse un paese in grado di scegliere la propria politica industriale, di selezionare clienti e fornitori per fare concorrenza, ma questo ci è impedito dalla tutela atlantica. Il mercato libero è una fiaba come l’esistenza di Babbo Natale. I contratti succosi, quelli che contano e trascinano le PMI e le fabbrichette LombardoVenete nell’indotto produttivo si stipulano con una politica di egemonia sullo scenario internazionale, che noi deleghiamo ai nostri signori padroni americani. In Libia e Iraq abbiamo visto cosa è accaduto, in Afghanistan, Costa d’Avorio, Congo, Arabia Saudita, Kuwait, Egitto, Algeria, Marocco, Sud Corea, Taiwan, Sudafrica, Colombia e via discorrendo, sappiamo chi comanda. Se non fai parte della consorteria occidentale non ti fanno acquisire neanche una commessa per produrre la carta igienica. Basterebbe una sanzione o più modestamente un mezzo avviso mafioso traversale che fa declinare i titoli mediaset per richiamare all’obbedienza anche il più baldanzoso dei cavalieri.
    Tutti i lacchè culturali, politici, industriali e finanziari che agiscono per consapevolezza o pura idiozia a favore dell’impero, i vari Napolitano, Fini, Letta, D’Alema, Formigoni, Marcegaglia, Passera, Monti, Marchionne, Eco, Celentano, Giovanotti, Ratzinger, Tettamanzi, cc. ogni giorno, incessantemente, concorrono a diffondere convincimenti che allontanano la massa pecorinizzata dalle vere ragioni della crisi attuale.
    L’ultima frottola della serie è che l’Italia va male perchè gli italiani non pagano le tasse, come se negli anni 80-90 quando l’economia viaggiava la situazione fosse diversa. Pertanto si attribuisce l’origine di tutti i guai alla nefasta presenza degli evasori, impersonati nell’immaginario collettivo, grazie anche al buon lavoro della fiction cinematografica, dal prossionista-artigiano piccolo borghese settentrionale (è sempre colpa dei Padani). Non una parola sulla pressione fiscale diretta e indiretta attestata al 70%, sul signoraggio che si appropria in media di un 3% del PIL più un 3% di inflazione annualmente, sulle grandi multinazionali e i centri produttivi delocalizzati che formando reddito all’estero eludono annualmente 200 miliardi, sulle fondazioni (banche), istituzioni religiose (clero) e cooperative (bianchi e rossi), che attraverso la loro complessità strutturale deferentemente concessa da uno stato pusillanime e grazie alla pressione politica che riescono ad esercitare, sottraggono impressionanti quote di mercato senza nulla corrispondere all’erario. Inoltre finchè l’invidia e la pratica dell’odio di classe è radicata e propinata non solo dai regnanti ma anche dai detrattori e critici dell’attuale sistema capitalista, che prelude ad una guerra tra poveri attuali e prossimi futuri, non sarà possibile costituire un fronte comune per invertire il trend declinante del paese. Non è una questione di Lira o Euro ma di cambiamento culturale e di visione politica.

  • Viator

    Bell’intervento, soprattutto la prima parte. Speriamo in un tracollo generale dell’Impero.

  • Viator

    Esatto, qui non sta morendo l’Italia (cosa che mi farebbe grande piacere), qui sta morendo l’euro e si sta suicidando il neoliberalismo.

    Paradossalmente la tenacia con cui i servi del regime tengono duro sulla difesa dell’euro, obbedendo ai loro padroni, ci avvantaggia: farà sì che la baracca crolli tutta assieme anziché un pezzo per volta.

  • Viator

    Non basta affatto un piccolo nuclei di svegli cittadini: il presupposto è un terremoto politico-economico che azzeri gli equilibri esistenti, creandone – verosimilmente attraverso sfaceli economici e conflitti civili – di completamente diversi.

    Il risultato di una configurazione geopolitica come quella da te immaginata è poi facilmente immaginabile: una terza guerra mondiale combattuta sul patrio suolo italico. E guarda, ho motivo di credere che le cose andranno esattamente così. La rovina del paese che mi ha costretto a prestare servizio militare mi fa immenso piacere (mi dispiace soltanto per le opere d’arte), la mia propria rovina invece no: quando la guerra arriverà io sarò lontano.

  • AlbertoConti

    No, non è questo che intendo. Se hai un grave incidente d’auto la prima cosa è stabilire le responsabilità. Questo non significa mettere in discussione il sistema dei trasporti. Qui è lo stesso, i CDS con i CDO sono i responsabili di un grave incidente di percorso. Questo non significa che il sistema monetario va buttato, ma solo che va corretto e regolamentato affinchè i furti da rapina con scasso non si verifichino più. Poi si potrà ridiscutere anche la filosofia dello “sviluppo” dei popoli, come si è sempre fatto. E anche su questo ho un pensiero preciso al di fuori delle ideologie del 900: i grandi capitali vanno gestiti democraticamente, cioè restituendo alla guida delle istituzioni pubbliche la dignità necessaria al ruolo che effettivamente svolgono, quello di indirizzo dell’economia e delle relazioni tra i popoli. Il motivo è semplicissimo: la tecnologia ci sta sfuggendo di mano, è troppo potente per le nostre capacità di controllo. In campo economico questo si traduce in sperequazione parossistica. Questa è la sfida futura, rimettere al centro l’uomo e rimettere tecnologia e capitali al loro posto, che è quello di strumenti al servizio dell’uomo, inteso come individuo sociale.

  • AlbertoConti

    La terza guerra mondiale, se mai ci sarà, non saremo certo noi italiani a provocarla. Ci sono rischi oggettivi assai più seri, come la rotta di collisione USA-Cina. Quello che però possiamo fare in positivo per scongiurarla è tutto nella nostra testa e nel nostro cuore. Noi occidentali abbiamo interpretato per primi la rivoluzione tecnologica, partendo dalle vecchie logiche della forza militare ed economica. Ci abbiamo fatto sopra un paio di conflitti mondiali, ed ora sappiamo che il terzo sarebbe l’ultimo, segnerebbe l’irreversibilità del declino dell’uomo. E chi altri dovrebbe assumersi il ruolo di andare oltre, di imporre con la forza morale il superamento delle logiche di forza fisica, puramente animalesche? Si tratta di un evoluzione antropologica indispensabile, qui ed ora, altrimenti il nostro destino si sta per concludere.

  • MATITA

    pienamente d’accordo,ci siamo intesi.
    grazie

  • Giancarlo54

    Ottimo intervento. Le prime tre righe spiegano chiaramente perchè il ritorno alla Lira senza le adeguate indipendenze, politica, energetica, monetaria ed industriale, sarebbe un disastro. Il problema è che anche l’euro è un disastro. Bisognerebbe fucilare i responsabili che ci hanno ridotto in questo stato e riacquistare le nostre indipendenze. In questa situazione, ripeto, il ritorno alla Lira, auspicabile, sarebbe un disastro come lo è rimanendo nell’euro. E allora? Boh!

  • baubau36

    Quello che dici è vero, il vero deficit è politico e non economico. L’economia dipende sempre dalla politica e non viceversa – come ci hanno voluto far credere i vari sacerdoti della chiesa neoliberista. Tanto più se non hai materie prime come l’Italia. Il consumismo è stato il cavallo di Troia usato per ratificare il dogma per cui è vantaggioso cedere la sovranità in cambio del benessere immediato e superfluo. E la propaganda ci ha fatto accettare il superfluo come unica vera necessità. È il ribaltamento di questa prospettiva che rende difficile la presa di coscienza. Saranno anni difficili. Vedremo.

  • nuvolenelcielo

    intervento decisamente valido

  • maremosso

    Dimenticavo. Disponendo di qualche bomba nucleare autonoma saremmo certamente più rispettati ad ogni tavolo di trattativa internazionale.

  • superfrankie

    Ti quoto in pieno. Arriveremo comunque a perdere potere d’acquisto e a dover rinunciare a certe cose se rimaniamo nell’euro, solo ci vorranno magari 10 anni o più. Arrivati a quel punto non ci sarà rimasto niente, nè aziende, nè beni pubblici tutti svenduti a privati esteri; e sarà impossibile riprenderci uscendo dall’euro.
    Adesso invece ci rimane ancora qualcosa che funziona, certo sarebbero tempi duri per alcuni anni ma poi potendo lo Stato spendere a debito le cose si riprenderebbero. L’energia? Investendo massicciamente nelle rinnovabili potremmo essere autonomi. Idem l’agricoltura. Il turismo potrebbe diventare uno dei nostri settori di punta. Abbiamo tutto se vogliamo, per essere autosufficienti. Certo come giustamente dici andrebbe applicato un certo protezionismo sui beni in ingresso, e si, diventerebbe difficile comprare l’Iphone o fare viaggi all’estero, ma francamente sono piccole rinunce. L’unico dubbio è: il mio mutuo casa in euro, quanto lo pagherei al cambio?… :))

  • Allarmerosso

    Come non condividere questa posizione , il problema è che se ne parli in giro su 100 persone 80 almeno ti chiamano complottista , buffo che anche google sottolinei in rosso la parola come errore ! 😉