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CRONOLOGIA GEOPOLITICA: GUERRA, GAS NATURALE E L'AREA MARITTIMA DI GAZA


DI DAVID K. SCHERMERHORN
Global Research

I diritti dei pescatori contro lo sfruttamento del gas naturale

CONTESTO STORICO:

Il legame storico tra la comunità della Striscia di Gaza e la piccola pesca è antecedente al 1978, quando l’area di pesca includeva tutto il mare adiacente al litorale del Sinai e corrispondeva a circa 75.000 chilometri quadrati. Negli ultimi anni, qualcosa come 3000 pescatori con più di 700 barche hanno fatto delle acque al largo della Striscia di Gaza la loro casa.

Le barche più grandi sono lunghe circa 20 metri e, di norma, l’equipaggio è composto da 7 persone. Di solito si tratta di pescherecci che applicano affondatori alle loro reti in modo da abbassarle fino a farle sfiorare il fondo dell’oceano. Attualmente, la loro pesca è costituita principalmente da saraghi o sardine, lunghi in media tra i 20 e i 35 cm. Le imbarcazioni più piccole sono barche a remi che normalmente vengono usate per dipanare le reti a poche centinaia di metri dalla costa. Le reti vengono di solito ritirate a riva a mano. Ne derivano risultati alquanto modesti.

A seguito dell’Accordo Gaza-Gerico del 1994, ai pescatori era stato concesso l’uso di un corridoio che si estendeva per 20 miglia nautiche dalle coste della Striscia di Gaza, con restrizioni a nord e a sud, nelle parti adiacenti alle acque israeliane e egiziane. Con l’accordo Bertini, stipulato nel 2002 tra ONU e Israele, l’area di pesca consentita venne ridotta a 12 miglia nautiche dalla costa. Più di recente, l’area a disposizione è stata limitata a 300 chilometri quadrati.Una vera e propria campagna di intimidazione e persecuzione è stata promossa dall’esercito israeliano a partire dalla fine del 2000 nei confronti di quelle barche che si fossero avventurate attorno al limite delle 6 miglia nautiche. Nonostante il tutto fosse stato messo per iscritto, nessuno si è mai curato di rendere partecipi i palestinesi, né tanto meno è mai stata data loro alcuna spiegazione. Il rispetto del regolamento, in compenso, è garantito dalle mitragliatrici e dagli idranti israeliani: almeno 14 pescatori uccisi, più di 200 feriti e numerose barche danneggiate o confiscate.

PERCHE’?

Alla fine degli anni ’90 la British Gas Group (BG Group) scoprì un vasto giacimento di gas naturali sotto le acque adiacenti alle coste della Striscia di Gaza: stimato più di 28 miliardi e 300 milioni di metri cubi, equivalenti cioè a 150 milioni di barili di petrolio. Un deposito significativamente più piccolo venne trovato nei dintorni delle acque israeliane.

L’ 8 novembre 1999 il Presidente Yasser Arafat firmò un accordo che dava alla BG Group il 90% degli interessi e il rimanente 10% alla Consolidated Contractors Company, un’entità palestinese connessa alla PLO [Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ndt], con base ad Atene. Una definitiva assegnazione dei diritti continua ad essere contesa tramite oscure negoziazioni tra BG Group, Israele, Egitto e Palestina. Il programma di persecuzione e uccisione dei pescatori della Striscia di Gaza è stato intrapreso da Israele solo in seguito alla scoperta dei giacimenti di gas naturale. Risulta ragionevole dedurne che i due eventi siano legati: la volontà di Israele di rivendicare il controllo di una risorsa valutata più di 4 miliardi di dollari da una parte e il suo intento di negarne ogni possibile beneficio ai palestinesi, indipendentemente da chi dovrebbe controllare la Striscia di Gaza, dall’altra.


[Legenda, nell’ordine: aree palestinesi edificate; territori a precedente controllo israeliano;
transiti di frontiera;
campo rifugiati amministrato dall’ONU]

CRONOLOGIA:

– 4 maggio 1994: il Presidente della PLO Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin firmano l’Accordo Gaza-Gerico. L’articolo XI stabilisce tre zone di attività marittima che si estendono per 20 miglia nautiche dalla costa della Striscia di Gaza. I due corridoi di mare paralleli alle frontiere egiziane e israeliane vengono dichiarati aree a divieto di pesca. Secondo i termini del trattato la più ampia zona restante “sarà aperta alla pesca, alla ricreazione e alle attività economiche”. I pescatori della Striscia di Gaza godranno liberamente di quest’area per i 6 anni successivi senza il verificarsi di scontri rilevanti con Israele.

– Fine anni ’90: la British Gas Group (più tardi BG Group) inizia a esplorare le coste di Gaza e Israele in cerca di gas naturali. Un deposito modesto viene trovato nelle acque israeliane confinanti con la zona della Striscia di Gaza dichiarata praticabile. Un deposito significativamente più grande viene invece scoperto proprio in quest’ultima area, esteso tra le 10 e le 15 miglia nautiche al largo.
Vengono stimate riserve sufficienti a soddisfare tutti i bisogni energetici del popolo palestinese per un decennio, con tanto di un surplus esportabile.

– 25 luglio 2000: Yasser Arafat abbandona le trattative di Camp David.

– 27 settembre 2000: Yasser Arafat si allontana di 19 miglia dalla costa della Striscia di Gaza per accendere la prima torcia derivata dal gas naturale. Un consorzio petrolifero israeliano contesta il diritto dei palestinesi sul gas, ma viene contraddetto da un tribunale israeliano. L’accordo iniziale con la BG Group dava loro il 90% degli interessi e il restante 10% andava alla Consolidated Contractors Company, un gruppo palestinese con base ad Atene. Essi, assieme al PIF (Fondo Investimenti Palestina) avevano l’opzione di assumere in seguito fino al 40% degli interessi. Inizialmente la BG Group decide assieme all’Egitto di far passare un condotto sottomarino ideato per il trasporto del gas. A causa di pressioni da parte di Tony Blair, la BG Group viene invece obbligata a negoziare con gli israeliani. Dopo lunghe e contenziose contrattazioni, riguardanti fondamentalmente i prezzi, BG Group decide di lasciar perdere il suo mandato israeliano e decide di ricominciare a trattare con l’Egitto.

– 28 settembre 2000: Ariel Sharon visita Temple Mount [la spianata delle moschee a
Gerusalemme, ndt] nonostante gli avvertimenti da parte di Arafat e altri leader palestinesi. Le prevedibili rivolte e le morti che seguono questa provocazione segnano l’inizio della seconda intifada. Sharon viene eletto Primo Ministro nel febbraio 2001. Giura che Israele non avrebbe mai comprato gas dai palestinesi. Dopo lo scoppio della seconda intifada gli israeliani attuano un blocco sempre più severo nei confronti di Gaza, permettendo l’ingresso a un numero sempre minore di camion.

Fine 2000: gli attacchi da parte delle navi da guerra israeliane nei confronti delle barche dei pescatori iniziano e non si arrestano fino ai giorni nostri. Questi attacchi iniziano 5 anni prima della vincita democratica di Hamas alle elezioni legislative del 25 gennaio 2006. E’ palese quanto questi attacchi ai pescatori non abbiano nulla a che vedere con la sicurezza o con Hamas, quanto piuttosto con una risorsa da 4 miliardi di dollari appartenente al popolo palestinese.

Agosto 2002: in risposta alla richiesta del Primo Ministro Sharon, il segretario generale dell’ONU nomina Catherine Bertini Inviata Umanitario Personale, con il proposito di stimare i bisogni umanitari dei palestinesi. Tra le numerose raccomandazioni da lei fatte una volta visitata la zona, vi è quella riguardante le barche dei pescatori. La relazione presentata include gli impegni precedentemente presi da Israele. Il punto 2 afferma: “L’area di pesca a disposizione delle barche palestinesi si estende per 12 miglia nautiche dalle coste della Striscia di Gaza. Regolamentazione da eseguirsi pienamente”. Criterio che di fatto non verrà mai applicato.

Nonostante episodi avvenuti all’interno della zona ad attività marittima, gli attacchi saranno sempre più comuni nel caso in cui le barche oltrepassino il limite delle 6 miglia. La maggior parte delle barche ora è dotata di GPS, il che consente di conoscere la posizione precisa. Alcuni capitani intimoriti dalla minaccia israeliana fanno retromarcia prima di raggiungere il limite, altri lo oltrepassano nonostante il crescente pericolo. La pesca da riva è collassata a seguito dell’obbligo per così tante barche ad operare in una zona tanto limitata e, oltre a ciò, le acque in prossimità della costa sono inquinate dalla fuga dei liquami provenienti dai condotti fognari; un’altra conseguenza dell’ennesima infrastruttura danneggiata dagli israeliani. Dall’inizio degli assalti almeno 14 pescatori sono stati uccisi e più di 200 sono rimasti feriti. Le barche continuano ad essere danneggiate o confiscate.

12 settembre 2005: Israele annuncia la fine dell’occupazione della Striscia di Gaza e il ritiro delle sue truppe. Il controllo viene mantenuto sui corridoi di traffico via terra e via mare, così come su tutti i passaggi di frontiera.

25 gennaio 2006: Hamas ottiene 76 seggi su 132 al consiglio legislativo palestinese con trasparenti elezioni democratiche. Dopo alcuni scontri feroci con gli elementi di Al Fatah, Hamas prende il controllo di Gaza. Israele e Stati Uniti etichettano Hamas come organizzazione terroristica e evitano ogni contatto pubblico con essa in seguito. Le restrizioni ai transiti di frontiera si inaspriscono ulteriormente e viene severamente limitato il traffico di prodotti, materiali, medicine e persone. Uno dei risultati è la diffusione di anemia e malnutrizione.

Inizio giugno 2008: il Ministro della Difesa israeliano Ehud Barak prepara l’esercito israeliano, istruendolo in segreto per un’invasione di Gaza, denominata operazione “Cast Lead”.

Giugno 2008: Israele contatta la BG Group per riaprire le negoziazioni riguardo al gas naturale. Le effettive negoziazioni supervisionate da Ehud Olmert avvengono nell’ottobre 2008, come se Israele volesse ottenere un accordo con la BG Group prima della messa in atto dell’invasione segreta.

19 giugno 2008: Israele e Hamas firmano un accordo di 6 mesi di tregua che implica la cessazione dei lanci di razzi da parte di Hamas e delle incursioni militari da parte di Israele. A maggio vengono lanciati più di 300 razzi. A settembre solo tra i 5 e i 10. Hamas viene portato a credere in un aumento nelle concessioni degli ingressi dei rifornimenti a Gaza. Prima della tregua erano ammessi all’incirca 70 camion di approvvigionamenti al giorno, contro i circa 900 permessi prima della repressione israeliana del 2000. Hamas crede che una situazione simile possa essere restaurata, e invece, Israele concede solo un aumento da 70 a 90 camion.

5 novembre 2008: Le IDF [Forze di Difesa Israeliane, ndt] uccidono 6 palestinesi presumibilmente in cerca di un tunnel di passaggio sotto la frontiera. A seguito di questa provocazione la tregua finisce e la guerra è di fatto riaperta. Durante le 5 settimane successive 237 razzi vengono lanciati in territorio israeliano, in confronto ai 5-10 di settembre: la giustificazione pubblica ideale per Israele per procedere con l’invasione “Cast Lead”, a lungo pianificata, .

18 novembre 2008: un tribunale egiziano ordina al governo l’arresto delle forniture di gas naturale a Israele. Secondo l’accordo del 2005, l’Egitto sarebbe stato tenuto a spedire 1,7 miliardi di metri cubi di gas a Israele per un periodo di 15 anni. Il gas inizia effettivamente a scorrere solo nel maggio 2008. Un’azione legale seguì, nel tentativo di fermare la spedizione, siccome non vi era l’approvazione del parlamento. Il tribunale diede supporto all’azione legale, ma dopo gli esiti, ci fu il ricorso in appello. La potenziale privazione del gas da parte dell’Egitto incentiva ancora di più Israele a ottenere il controllo del deposito marino di Gaza e a negare ogni beneficio ai palestinesi, siano essi rappresentati da Hamas o da Al Fatah.

18 novembre 2008: le vedette israeliane attaccano tre barche da pesca palestinesi a 7 miglia dalle coste di Deir Al Balah, dunque chiaramente entro i limiti stabiliti dall’Accordo Gaza-Gerico del 1994. Quindici pescatori palestinesi e tre osservatori internazionali vengono sequestrati assieme alle loro barche e condotti in Israele. I pescatori vengono trattenuti per un giorno e poi rilasciati, le barche vengono restituite danneggiate e gli ostaggi internazionali imprigionati per giorni in Israele e in seguito espulsi.

27 dicembre 2008: Israele attacca con i bombardamenti su Gaza previsti dalla fase 1 dell’operazione “Cast Lead”. I vasti depositi di gas naturale riposano a poche miglia dalla costa.

Le spoglie resteranno ai vincitori, ancora una volta? Solo il tempo, e forse la coscienza del mondo, potrà dirlo.

Le violazioni delle leggi e dei basilari diritti umani dei pescatori della Striscia di Gaza non dovranno mai essere né scordati né perdonati, nonostante potranno sembrare insignificanti se confrontati con gli orrori ancora da rivelare. Secondo quel poco che attualmente si riesce a riferire da Gaza, a causa delle restrizioni israeliane sul giornalismo, è possibile che non vi siano più barche, o neppure un porto rimasto. Forse non sarà mai fatta giustizia su coloro che hanno iniziato e perpetuato questi assalti, ma noi non potremo mai dimenticare quanto l’avidità e l’interesse personale insiti in queste pratiche siano quelli di una paese che ha perso ogni dignità e ogni forma di onore.

David K. Schermerhorn è stato a Gaza per missione umanitaria in tre occasioni separate durante questi ultimi mesi a bordo delle barche “Free Gaza” (www.freegaza.org). Ha passato due giorno a bordo delle barche perseguitate dalle mitragliatrici e dagli idranti israeliani.

Titolo originale: “Geopolitical Time Line: War, Natural Gas and Gaza’s Marine Zone”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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14.01.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RAMONA RUGGERI

Pubblicato da Das schloss

  • myone

    Mi piace questo articolo, e’ messo bene in un certo ordine di come intende le cose e le accosta, nel senso che c’e’ una linea di lettura dei fatti, delle intenzioni, e di cui molte si rifanno al tutto del -principio- o dei principi o -dal- principio della causa o delle cause. Non so’ quanti la sanno leggere, in un certo modo. Nell’ altro, viene da se’.

  • Tetris1917

    Mi accodo a Myone per il commento. Ritengo questo articolo, come altri su donchisciotte, riguardo la lettura dell’ultimo conflitto a Gaza, legati ad interessi imperialistici, nella striscia. Complimenti

  • nautilus55

    4 miliardi di dollari contro il sangue di 1500 palestinesi. Ottima pagina di giornalismo.

  • myone

    Forse la mia risposta si presta a piu’ interpretazioni.

  • myone

    CONTESTO STORICO:

    I commenti li faccio in neretto, non per enfatizzare o mettere in rilievo, ma per staccare lo scritto dell’ articolo e le mie parole.

    Il legame storico tra la comunità della Striscia di Gaza e la piccola pesca è antecedente al 1978, quando l’area di pesca includeva tutto il mare adiacente al litorale del Sinai e corrispondeva a circa 75.000 chilometri quadrati. Negli ultimi anni, qualcosa come 3000 pescatori con più di 700 barche hanno fatto delle acque al largo della Striscia di Gaza la loro casa.

    Difficile parlare di “loro casa” nel contesto di questa situazione come di altre. La “tua” o il ” mio ” viene sempre messo in discussione da fatti ed eventi. Quali e come siano, si deve sempre andare a monte e spaziare nel contesto. Vale per gli uni e per gli altri, quando il fatto di dire tuo o mio, ha sempre valenze di fondo misurate su convinzioni e su postumi di fatti e di atti. Difatti qui ad esempio, nel corso dell’ articolo, ce ne sono alcuni.

    Le barche più grandi sono lunghe circa 20 metri e, di norma, l’equipaggio è composto da 7 persone. Di solito si tratta di pescherecci che applicano affondatori alle loro reti in modo da abbassarle fino a farle sfiorare il fondo dell’oceano. Attualmente, la loro pesca è costituita principalmente da saraghi o sardine, lunghi in media tra i 20 e i 35 cm. Le imbarcazioni più piccole sono barche a remi che normalmente vengono usate per dipanare le reti a poche centinaia di metri dalla costa. Le reti vengono di solito ritirate a riva a mano. Ne derivano risultati alquanto modesti.

    Vero che serve per vivere e che i risultati sono modesti, ma questo non sta’ a significare che un risultato modesto dia ragione su altre cose, che li fanno arrivare al modesto di tante altre cose e di peggio

    A seguito dell’Accordo Gaza-Gerico del 1994, ai pescatori era stato concesso l’uso di un corridoio che si estendeva per 20 miglia nautiche dalle coste della Striscia di Gaza, con restrizioni a nord e a sud, nelle parti adiacenti alle acque israeliane e egiziane. Con l’accordo Bertini, stipulato nel 2002 tra ONU e Israele, l’area di pesca consentita venne ridotta a 12 miglia nautiche dalla costa. Più di recente, l’area a disposizione è stata limitata a 300 chilometri quadrati.

    Se si sono accordati cosi bene per tutti.(certo bene per tutti e’ da vedere lo so ) Noto che, nonostante l’ Egitto fumenti il terrorismo con il passaaggio di armi, o perlomeno acconsente alla causa libanese sebbene si sia dichiarata in pace con israele e abbia tolto il detto-fatua- del 48, il limite imposto e’ pure dalla parte dei fratelli mussulmani, nelle acque egiziane, perche’ fra pesce frutta e verdura, passa di tutto, armi e commerci vari a fine guerriglia e lucro. Sentivo che era famoso il mitico “libanese”. Mi preme fare un appunto in merito del mediterraneo. La nostra pesca si limita per leggi Europee a rimanere in un certo tratto di mare, mentre nelle coste africane
    fanno man bassa e bruciano tutto, senza alcuna restrizione, senza alcuna distanza, recando danno fino sulle coste italiane, Per non parlare della mafia delinquenziale e illegale in cui la maggior parte della pesca meridionale si basa, dove gli introiti, per pesca illegittima, sfiorano la ricchezza vera e propia di un peschereggio e di chi ci lavora.

    Una vera e propria campagna di intimidazione e persecuzione è stata promossa dall’esercito israeliano a partire dalla fine del 2000 nei confronti di quelle barche che si fossero avventurate attorno al limite delle 6 miglia nautiche. Nonostante il tutto fosse stato messo per iscritto, nessuno si è mai curato di rendere partecipi i palestinesi, né tanto meno è mai stata data loro alcuna spiegazione. Il rispetto del regolamento, in compenso, è garantito dalle mitragliatrici e dagli idranti israeliani: almeno 14 pescatori uccisi, più di 200 feriti e numerose barche danneggiate o confiscate.

    C’e’ scritto alla fine del 2000. Senza fare resoconti vari e ambigui, sto’ solo sui dati qui riportati, sotto.
    1) Harafat si ritira dagli accordi di Camp David lasciando il piu’ grande bottino mai preso, perche’ Gerusalemme non viene data in parte e dichiarata capitale Islamica-Libanese-Araba.
    2) Sharon visita la spianata delle moschee, e scoppia la seconda intifada, israele impone un blocco, che e’ di terra e di mare.

    PERCHE’?

    Alla fine degli anni ’90 la British Gas Group (BG Group) scoprì un vasto giacimento di gas naturali sotto le acque adiacenti alle coste della Striscia di Gaza: stimato più di 28 miliardi e 300 milioni di metri cubi, equivalenti cioè a 150 milioni di barili di petrolio. Un deposito significativamente più piccolo venne trovato nei dintorni delle acque israeliane.

    Buono. Senza intifada e blocchi vari, avrebbero potuto avere quello che gli aspetta.

    L’ 8 novembre 1999 il Presidente Yasser Arafat firmò un accordo che dava alla BG Group il 90% degli interessi e il rimanente 10% alla Consolidated Contractors Company, un’entità palestinese connessa alla PLO [Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ndt], con base ad Atene. Una definitiva assegnazione dei diritti continua ad essere contesa tramite oscure negoziazioni tra BG Group, Israele, Egitto e Palestina. Il programma di persecuzione e uccisione dei pescatori della Striscia di Gaza è stato intrapreso da Israele solo in seguito alla scoperta dei giacimenti di gas naturale. Risulta ragionevole dedurne che i due eventi siano legati: la volontà di Israele di rivendicare il controllo di una risorsa valutata più di 4 miliardi di dollari da una parte e il suo intento di negarne ogni possibile beneficio ai palestinesi, indipendentemente da chi dovrebbe controllare la Striscia di Gaza, dall’altra.

    Questo gruppo stipula accordi di cui il 10% va alla liberazione della palestina. Se liberazione significa guerra, e quando si dice guerra per liberazione, si va’ fino in fondo, perche’ in una guerra si fa finche non si vince, liberazione da israele e dagli ebrei, e quindi introiti al 10% era pro terorismo. Ma questo e’ un pensiero mio, a parte, e non solo mio. Comunque, la contesa, chiama in ballo anche l’ Egitto, si sa’ dove ci sono affari non c’e’ parentala se non quella della ferraglia, e pure israele. Se i giacimenti sono libanesi, non so’ nelle trattative cosa ci centrino Egitto e Isralele. Che gli scontri siano iniziati propio nell’ evento saputa gas e’ un’ oppinione. Ci vorrebbero fatti prima e dopo. IO non lo so. Voi? Difatti dice l’ articolista: “Risulta ragionevole dedurre che i due eventi siano legati”:

    CRONOLOGIA:

    – 4 maggio 1994: il Presidente della PLO Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin firmano l’Accordo Gaza-Gerico. L’articolo XI stabilisce tre zone di attività marittima che si estendono per 20 miglia nautiche dalla costa della Striscia di Gaza. I due corridoi di mare paralleli alle frontiere egiziane e israeliane vengono dichiarati aree a divieto di pesca. Secondo i termini del trattato la più ampia zona restante “sarà aperta alla pesca, alla ricreazione e alle attività economiche”. I pescatori della Striscia di Gaza godranno liberamente di quest’area per i 6 anni successivi senza il verificarsi di scontri rilevanti con Israele.

    Nessun problema, per sei anni hanno pescato senza limiti. Nessun tafferuglio. Linee di confine protette per non far passare armi o altro. Dopo 6 anni, non hanno permesso a un israeliani di entrare nella spianata delle moscee, e hanno iniziato la seconda intifada. Blocco pesca, controllo delle frontiere, embargo in via di attuazione.I pre scontri non sappiamo perche’. Di scontri da quelle parti si mangiano con il pane.

    – Fine anni ’90: la British Gas Group (più tardi BG Group) inizia a esplorare le coste di Gaza e Israele in cerca di gas naturali. Un deposito modesto viene trovato nelle acque israeliane confinanti con la zona della Striscia di Gaza dichiarata praticabile. Un deposito significativamente più grande viene invece scoperto proprio in quest’ultima area, esteso tra le 10 e le 15 miglia nautiche al largo. Vengono stimate riserve sufficienti a soddisfare tutti i bisogni energetici del popolo palestinese per un decennio, con tanto di un surplus esportabile.

    25 luglio 2000: Yasser Arafat abbandona le trattative di Camp David.

    Bon. La piu’ grossa vittoria con armi di pace mai avuta dai Palestinesi l’ ha propio portata a casa Harafat. Quello preso non gli e lo poteva togliere nessuno. Ma si sa’, non e’ la totale vittoria, di cui, la Gerusalemme Capitale, con tutto il resto, ci si puo’ frefiare. Quandi molla tutto, e se non erro, equivale, ” Fottetevi, o tutto o niente”. E si sa’ che poi il resto, veniva ancora mercantizzata, a suon di bastone e carota. Qui ho letto che, degli accordi fatti a Camp David, israele non ne conveni’ a nessuno. AZZ. Uno se n’e’ andato. Poi hanno fatto nascere “la spianata delle moschee”, e a seguire ” la seconda intifada “. Ricordo, che l’ intifada sta’ al motto 48, non di logica solo, ma di fatto. Harafat usava diplomazia e trattative, e sotto sotto terrorismo, quando le sue richieste non erano approvate. Alla fine, non essendo piu’ interlocutore affidabile, venne eletto Hamass, che era piu’ interlocutore dei palestinesi e del mondo arabo e islamico, dedito solo a non trattare, ma a eseguire. Non e’ vero che sono stati i Sionisti e gli Americani ad appoggiare tutto questo. Con guerra e massacri fraticidi, se la sono condita e se la sono cotta la storia loro.Anche qui, il campo e’ libero a interpretazioni.

    – 27 settembre 2000: Yasser Arafat si allontana di 19 miglia dalla costa della Striscia di Gaza per accendere la prima torcia derivata dal gas naturale. Un consorzio petrolifero israeliano contesta il diritto dei palestinesi sul gas, ma viene contraddetto da un tribunale israeliano. L’accordo iniziale con la BG Group dava loro il 90% degli interessi e il restante 10% andava alla Consolidated Contractors Company, un gruppo palestinese con base ad Atene. Essi, assieme al PIF (Fondo Investimenti Palestina) avevano l’opzione di assumere in seguito fino al 40% degli interessi. Inizialmente la BG Group decide assieme all’Egitto di far passare un condotto sottomarino ideato per il trasporto del gas. A causa di pressioni da parte di Tony Blair, la BG Group viene invece obbligata a negoziare con gli israeliani. Dopo lunghe e contenziose contrattazioni, riguardanti fondamentalmente i prezzi, BG Group decide di lasciar perdere il suo mandato israeliano e decide di ricominciare a trattare con l’Egitto.

    AZZ riaZZ straAZZ. Un consorzio israeliano vuole contendere un diritto che non e’ suo, E IL TRIBUNALE SIONISTA CHE STA’ ALLO STATO E ALLE LEGGI E ALGI INTENTI POLITICI
    fa ragione ai Palestinesi. Forse si smentiscono. Non sembrerebbe nemmeno vero. Un po’ di giustizia c’e’ pure la? //// Loro si accordano, Gruppo BG e egiziani. Gli inglesi, non so’ a che titolo dire ” OBBLIGANO”. Io direi convincono, a trattare con israele. Per motivi di parametri di denaro, loro optono per trattare con l’ Egitto. Non mi risulta, che il Sionismo abbia fatto qualche bombardamento pro-persuasione, preventivo.

    – 28 settembre 2000: Ariel Sharon visita Temple Mount [la spianata delle moschee a Gerusalemme, ndt] nonostante gli avvertimenti da parte di Arafat e altri leader palestinesi. Le prevedibili rivolte e le morti che seguono questa provocazione segnano l’inizio della seconda intifada. Sharon viene eletto Primo Ministro nel febbraio 2001. Giura che Israele non avrebbe mai comprato gas dai palestinesi. Dopo lo scoppio della seconda intifada gli israeliani attuano un blocco sempre più severo nei confronti di Gaza, permettendo l’ingresso a un numero sempre minore di camion.

    Ok. Un uomo libero e senza proclami, visita un luogo che viene considerato islamico, e gli islamici dicono “loro”, e vietano l’ accesso, con l’ intimidazione di ripercussioni varie, di cui, scoppia una nuova ondata di terrorismo, chiamata Intifada 2. Se il sentirsi propietari fino a questo punto, che rimane il punto di sempre, al sionista, guardando le moschee costruite sui fondamenti del tempio di salomone, e usurpate dai romani, e poi sotto vari imperi, fatte propie dagli islamici-arabi, gli viene un po’ di sangue al naso. Ma oltre che aver pensato, e qui si sa’ e’ sempre stato pensato da una parte e dall’ altra, a questo, si ritrova per questo fatto, sotto (terrorismo). Io non so, se con kamikazze o cassan o mitragliate, lascio a voi questo compito di resoconti, ma isdraele riapre un conteso che di fonda sta’ a come capito, e nient’ altro di piu’. Terra vietata. Terra reclamata. E terra contesa a tutto campo. Vuoi rimanere sulla tua terra? Non sto’ li a dire di chi e’. Sulla tua terra ci rimani, e visto che combatti per venire sulla tua terra totale, come pensi che pensi io che sia totale mia, io guardo agli atti di guerra e di terrorismo ( e se di guerra si puo’ parlare “sempre aperta”, e come minimo, comtrollo le frontiere per l’ entrata degli islamici, impongo un embargo, sia per terra che per mare, perche’…. un ‘ intifada, non e’ vendere o sdoganare noccioline, ma e’ una vera e propia guerra.

    Fine 2000: gli attacchi da parte delle navi da guerra israeliane nei confronti delle barche dei pescatori iniziano e non si arrestano fino ai giorni nostri. Questi attacchi iniziano 5 anni prima della vincita democratica di Hamas alle elezioni legislative del 25 gennaio 2006. E’ palese quanto questi attacchi ai pescatori non abbiano nulla a che vedere con la sicurezza o con Hamas, quanto piuttosto con una risorsa da 4 miliardi di dollari appartenente al popolo palestinese.

    Fine 2000 dopo l’ inizio dell’ intifada, con cassan mitragliate kamikazze, l’ embargo preclude in uno stato bellico, di non far passare armi e quindi la restrizione si fa piu’ stretta possibile, e ogni movimento in stato di guerra, e’ pressoche’ proibito e vietato.Dire che sono iniziati 5 anni prima di hammas, quando islamici-palestinesi-arabi con Harafat hanno fatto uguale, non ha alcun valore. Attacchi ai pescatori hanno a che vedere con Haraf-mass e contrabbando di armi via mare, e non su gas e miliardi di dollari, ma su una intifada di fatto e di (concetto)

    Agosto 2002: in risposta alla richiesta del Primo Ministro Sharon, il segretario generale dell’ONU nomina Catherine Bertini Inviata Umanitario Personale, con il proposito di stimare i bisogni umanitari dei palestinesi. Tra le numerose raccomandazioni da lei fatte una volta visitata la zona, vi è quella riguardante le barche dei pescatori. La relazione presentata include gli impegni precedentemente presi da Israele. Il punto 2 afferma: “L’area di pesca a disposizione delle barche palestinesi si estende per 12 miglia nautiche dalle coste della Striscia di Gaza. Regolamentazione da eseguirsi pienamente”. Criterio che di fatto non verrà mai applicato.

    Gia’. Se si tratta di pescare e’ un diritto. Se si tratta di pescare con embargo sotto intifada e con pericolo di traffico di armi, no. Il diritto lo sostiene chi e’ in guerra, chi sta vincendo o controllando, chi si sta difendendo. I Se sono sei milia son sei milia,questa e’ la misura imposta, per tutti i motivi qui riportati.

    Nonostante episodi avvenuti all’interno della zona ad attività marittima, gli attacchi saranno sempre più comuni nel caso in cui le barche oltrepassino il limite delle 6 miglia. La maggior parte delle barche ora è dotata di GPS, il che consente di conoscere la posizione precisa. Alcuni capitani intimoriti dalla minaccia israeliana fanno retromarcia prima di raggiungere il limite, altri lo oltrepassano nonostante il crescente pericolo. La pesca da riva è collassata a seguito dell’obbligo per così tante barche ad operare in una zona tanto limitata e, oltre a ciò, le acque in prossimità della costa sono inquinate dalla fuga dei liquami provenienti dai condotti fognari; un’altra conseguenza dell’ennesima infrastruttura danneggiata dagli israeliani. Dall’inizio degli assalti almeno 14 pescatori sono stati uccisi e più di 200 sono rimasti feriti. Le barche continuano ad essere danneggiate o confiscate.

    IN caso che le barche oltrepassino le 6 miglia, gli attacchi non saranno comuni, ma continui. Se i Sionisti volessero attuare un embargo e una messa a morte, non farebbero fare nemmeno un milio ai peschereggi. Vedo che le stragi marittime di circa 8 anni, 2000-2008, comportano 14 uccisi e 200 feriti. Non so quanti cassan o morti ebrei nel mentre.Le condizioni sono pessime, che vuoi che ne esca da una situazione cosi. Voluta o imposta? Io sto’ a tessere pro tempore quelle esposto qui, nell’ articolo, nei fatti, e nei punti di vista e d’ azione che si sono susseguiti. Non vado ne prima ne dopo.

    12 settembre 2005: Israele annuncia la fine dell’occupazione della Striscia di Gaza e il ritiro delle sue truppe. Il controllo viene mantenuto sui corridoi di traffico via terra e via mare, così come su tutti i passaggi di frontiera.


    Gia’. Te dichiari guerra a me, io invado il tuo territorio per nn permetterti di danneggiare uno stato e chi vi abita, potrei anche essere totalmente vincitore e prendermelo e sottometterti, e invece mi ritiro, ma controllo vie terrestri e marittime.
    Piu’ allenti nel tempo le tue intenzioni, piu’ ti amalgami a cose, piu’ mi ritiro dal salvaguardarmi.

    25 gennaio 2006: Hamas ottiene 76 seggi su 132 al consiglio legislativo palestinese con trasparenti elezioni democratiche. Dopo alcuni scontri feroci con gli elementi di Al Fatah, Hamas prende il controllo di Gaza. Israele e Stati Uniti etichettano Hamas come organizzazione terroristica e evitano ogni contatto pubblico con essa in seguito. Le restrizioni ai transiti di frontiera si inaspriscono ulteriormente e viene severamente limitato il traffico di prodotti, materiali, medicine e persone. Uno dei risultati è la diffusione di anemia e malnutrizione.

    Che sfiga, Per pochi seggi. ma bastano, dicono che fanno maggioranza, vale a dire, piu’ della meta’ della popolazione libanese. Chi comanda fra di loro? Terroristi di una parte o di un’ altra? Fra di loro si ammazzano, e hammas comanda il Libano. A questo punto libano maggioritario e hammas governante, si prendono le distanze. Se prima Harafat era bastone carota, e lascia quello che ha conquistato, questi vogliono il tutto di sempre, con la guerra, e vengono considerati fuori. Fuori loro, fuori piu’ di meta’ palestinesi e tutti, poiche’ chi governa e vince governa ed e’ rappresentate di un popolo, e embargo di frontiera e marittimo, alla solo sussistenza, e’ quello che viene imposto, ancora di piu’, poiche’ e’ sempre piu’ guerra aperta, coloro che forniscono armi e missili, aumenterannole loro attivita’. E’ atroce. Un embargo e’ quasi totale. Potrebbero invadere il libano e sterminarlo, il problema sarebbe finito, visto che sono sionisti-terroristi. Invece sperano che cambi il modo di pensare e di fare, e quando c’e’ la possibilita’, di non buttare nulla, e quindi, anche se paradossalmente, li tengono a corto di tutto. Rifocillarsi oltre modo e avere il giusto, e’ anche aumentare il potenziale scontro. Nel mentre hammas, gestisce le entrate e le uscite da ogni via possibile, sopratutto nei tunnel, che la merce viene tassata di subito del 20% del suo valore, e le licenze vendute a 4.000,00 dollari. Piu’roba entra e piu’ guadagna e forgia armi. Piu’materiale e vettovaglie entrano via Onu, piu’ sono gestite da Hammas. Ora non so’, per quanto riguarda aiuti europei italiani e onu. Ben vengano a iosa ai civili gli aiuti con controllo sicuro.

    Inizio giugno 2008: il Ministro della Difesa israeliano Ehud Barak prepara l’esercito israeliano, istruendolo in segreto per un’invasione di Gaza, denominata operazione “Cast Lead”.

    Se e’ segreta te lo sai. Professionale. Non sono preparato e non mi interessa, sto’ sull’ ingnorante che mi basta. Non ricordo il conteggio totale dei cassan sparati in 4-5 anni, e solo quelli. Invasione non direi, perche’ un’ invasione determina che poi io non mi ritiri ma ci rimanga finche’ non vinco o perdo. Quanto sono entrati? E quando hanno preso?

    Giugno 2008: Israele contatta la BG Group per riaprire le negoziazioni riguardo al gas naturale. Le effettive negoziazioni supervisionate da Ehud Olmert avvengono nell’ottobre 2008, come se Israele volesse ottenere un accordo con la BG Group prima della messa in atto dell’invasione segreta.

    >strong> Meno male che non pensano solo a fare guerra, ma pure agli affari, sopratuto se si tratta di affari che servono per vivere. Che cura, prima della guerra vogiono finire i lavori vari, perche’ poi ci si prende un periodo di ferie, visto che l’ hobbi sono i tiri ai palestinesi. Avete gia’ dimenticato numero cassan e voci varie, spianata delle moschee, intifada, hammas, ecc ecc ? Eh gia’, altrimenti poi ogni punto diventa una verita’. Un ‘ insieme di cose, fa’ solo visuale, perche’ di verita’ non si puo’ parlare.

    19 giugno 2008: Israele e Hamas firmano un accordo di 6 mesi di tregua che implica la cessazione dei lanci di razzi da parte di Hamas e delle incursioni militari da parte di Israele. A maggio vengono lanciati più di 300 razzi. A settembre solo tra i 5 e i 10. Hamas viene portato a credere in un aumento nelle concessioni degli ingressi dei rifornimenti a Gaza. Prima della tregua erano ammessi all’incirca 70 camion di approvvigionamenti al giorno, contro i circa 900 permessi prima della repressione israeliana del 2000. Hamas crede che una situazione simile possa essere restaurata, e invece, Israele concede solo un aumento da 70 a 90 camion.

    RIAZZ ANCORA. Accordo. Niente razzi e niente incursioni israeliane. Solo a maggio i razzi sono stati solo 300.Che bravi, a settembre per non perdere la mano dai 5 ai 10. Hammas, non viene fatto credere, ma gli dicono, se regge la cosa, e continua, si puo’ migliorare. Significa che le intenzioni si sono trasformate in un altro senso. Prima della tregua 70 camion dei 900 prima della repressione. AZZ, repressione partita da intifada2, traffico di armi, lancio di missili ecc ecc. Se concede, hammas traffica e chiedendo dazio porta sempre piu’ armi e missili e altro. Promessi 900 e mai totali? Si vede che le cose si ripetono, e una promessa sta’ in un cambiamento, cambiamento che non avviene mai, tale da raggiungere la promessa. Vale lo stesso stile harafat, che butta e ritorna a bastone e carota, solo che qui ci sono solo bastoni, proclamati e fatti lavorare. Crede che possa essere migliorata? Gia’ , dopo 300 e piu’ cassan, e solo 5-10 in qualche mese, cassan-hammas parlando, te ne do’ 20 in piu’, attendendendo. Difatti l’ attesa come tante altre, porta alle disattese.

    5 novembre 2008: Le IDF [Forze di Difesa Israeliane, ndt] uccidono 6 palestinesi presumibilmente in cerca di un tunnel di passaggio sotto la frontiera. A seguito di questa provocazione la tregua finisce e la guerra è di fatto riaperta. Durante le 5 settimane successive 237 razzi vengono lanciati in territorio israeliano, in confronto ai 5-10 di settembre: la giustificazione pubblica ideale per Israele per procedere con l’invasione “Cast Lead”, a lungo pianificata, .

    Allora, intifada, terrorismo sempre in agguato e pronto, cassan che volano, tentativo di non far entrare armi, e ci sono dei palestinesi che in frontiera tentano di trovare il tunnel, per cosa si presume ma non si sa. Non sappiamo nemmeno come si sono svolti i fatti. Ma si vede che, 6 valgono i resti dei conti, 237 cassan partono in 5 settimane.
    Non e’ una giustificazione il fatto, e’ uno stato di allerta continuo e di una preparazione continua. Le motivazioni sono sempre aperte, da una parte e dall’ altra. A voi sempre il decidere per chi torti o ragioni. Ho visto dei video cosa fa una semplice granata. Ho visto pure cosa fa un cassan. E ho visto pure che fa una bomba. La pianificazione, parte minimo dalla fine dell’ 800, ed e’ sempre stata attiva, dalle due parti.Embargo. Nessun traffico. Nessun tunnel. Controllo hammas, controllo armi per sostenere la guerriglia, i cassan, e altro.

    18 novembre 2008: un tribunale egiziano ordina al governo l’arresto delle forniture di gas naturale a Israele. Secondo l’accordo del 2005, l’Egitto sarebbe stato tenuto a spedire 1,7 miliardi di metri cubi di gas a Israele per un periodo di 15 anni. Il gas inizia effettivamente a scorrere solo nel maggio 2008. Un’azione legale seguì, nel tentativo di fermare la spedizione, siccome non vi era l’approvazione del parlamento. Il tribunale diede supporto all’azione legale, ma dopo gli esiti, ci fu il ricorso in appello. La potenziale privazione del gas da parte dell’Egitto incentiva ancora di più Israele a ottenere il controllo del deposito marino di Gaza e a negare ogni beneficio ai palestinesi, siano essi rappresentati da Hamas o da Al Fatah.

    L’ egitto non e’ legittimato a rompere accordi con isdraele sul gas, mettendo isdraele a pensare, che, essendo di fatto sostenitore islamico ora non dichiarato, ma che sotto sotto sostiene e provengono le entrate di armi dai confini loro, e che la chiusura del gas si puo’ definire un embargo-pro hammas-che e’ pro.con.e dei.palestinesi, ai danni degli israeliani, Le coste palestinesi sono gia’ sotto restrizione. E se privi uno stato che non e’ in guerra con te il gas concordato, questo il gas se lo prende ai danni di chi te facendo questa azione, ne sei sostenitore, e ledi me, ad accordi vigenti. Israele ancora il gas non se l’ e’ preso. Se se lo prendesse, bisognerebbe capire per quale motivo lo sottrae, e per quale motivo chi gli e lo nega con accordi stipulati, lo nega, e dove cade il contenzioso di fatto e di ideologia che va oltre la politica.


    18 novembre 2008: le vedette israeliane attaccano tre barche da pesca palestinesi a 7 miglia dalle coste di Deir Al Balah, dunque chiaramente entro i limiti stabiliti dall’Accordo Gaza-Gerico del 1994. Quindici pescatori palestinesi e tre osservatori internazionali vengono sequestrati assieme alle loro barche e condotti in Israele. I pescatori vengono trattenuti per un giorno e poi rilasciati, le barche vengono restituite danneggiate e gli ostaggi internazionali imprigionati per giorni in Israele e in seguito espulsi.

    I limiti no li staiblisce piu’ l’ accordo, perche’ le cose mutano a secondo che mutano i fatti. Loro erano a sette milia. Se fossero stati a sei non sarebbe successo nulla. Rilasciati tutti.

    27 dicembre 2008: Israele attacca con i bombardamenti su Gaza previsti dalla fase 1 dell’operazione “Cast Lead”. I vasti depositi di gas naturale riposano a poche miglia dalla costa.

    Gia’ sono li ad aspettare, Sembrano persino animati.

    Le spoglie resteranno ai vincitori, ancora una volta? Solo il tempo, e forse la coscienza del mondo, potrà dirlo.

    Le spoglie resteranno ai vincitori, ma sopratutto le spoglie rimarranno addosso a chi si mette nelle condizioni di spogliarsi fino a questo punto

    Le violazioni delle leggi e dei basilari diritti umani dei pescatori della Striscia di Gaza non dovranno mai essere né scordati né perdonati, nonostante potranno sembrare insignificanti se confrontati con gli orrori ancora da rivelare. Secondo quel poco che attualmente si riesce a riferire da Gaza, a causa delle restrizioni israeliane sul giornalismo, è possibile che non vi siano più barche, o neppure un porto rimasto. Forse non sarà mai fatta giustizia su coloro che hanno iniziato e perpetuato questi assalti, ma noi non potremo mai dimenticare quanto l’avidità e l’interesse personale insiti in queste pratiche siano quelli di una paese che ha perso ogni dignità e ogni forma di onore.


    Su tutto quello detto ora, cosa riamne? Ecco la demagogia: i poveri pescatori.
    E il rimanente da considerare? quello non si considera mai, per chi patteggia da una parte o dall’ altra. Ma forse chi tendenzia di piu’, e’ e rimane sempre una, uguale pure sul campo.

    Le dignita’ se vuoi se le spartiscono, e dove c’e’ da spartire questo tipo di dignita’, significa che e’ una dignita’ che tende a contraccambiarsi con la medesima dignita’, e qui di dignita’ ce n’e’ solo una, quella che si vede alla fine, mentre l’ altra, quella che dovrebbe esserci, e’ tendenzialmente non dignitosa, e rimane nell’ anima e negli intenti di sempre. I pescatori hanno diritti si, ma se sono pescatori di hammas che hanno eletto, e se devono rispettare un embargo e una distanza, la rispettano. L’ importazione di armi, di una sola arma, puo’ far si, che entri pure qualcosa di piu’ grosso, oltre al gia’ saputo e provato, Le cose stanno cosi. In ogni guerra. E di finale ancora non c’e’ mai stato nulla, ma solo come conseguenza e solo come precauzione, anche se per attuare questo, il sangue va’.Poi, le pratiche che asserisce chi scrive, dovrebbero essere educate prima in altri luoghi, a partire da chi le pratica e spesso a torto, su uno che le ossa gli e le puo’ rompere definitivamente in ogni momento, ” In uno stato di guerra dichiarato e fondamentalista “. Se non ci fosse un fondamentalismo, non ne sussisterrebbe nemmeno un’ altro di risposta. La valutazione, sta’ da dove parte e perche’.Ad ogniuno trare le sue conseguenze, mentre le conseguenze loro se le tirno da soli, e noi no ci possiamo fare nulla per il momento.La radicalizzazione dei ceppi delle due etnie si confronta cosi, il spiegarsi, va’ a come vediamo. Israele avrebbe e potrebbe benissimo fare i suoi impianti per il gas su territorio marittimo libanese senza chiedere a nessuno e senza ammazzare 1.500 persone.

    David K. Schermerhorn è stato a Gaza per missione umanitaria in tre occasioni separate durante questi ultimi mesi a bordo delle barche “Free Gaza” (www.freegaza.org). Ha passato due giorno a bordo delle barche perseguitate dalle mitragliatrici e dagli idranti israeliani.

    Andare con freegazza da quelle parti e’ come dire sparami, solo cosi si libera in un modo o in un altro, gli uni o gli altri.. Gia’ fortunato nella conclusione della vicenda.

    Io ho preso questo contesto e non mi sono spostato piu’ di tanto, e ho dato una lettura come la vedo o possono vedere altri che non hanno uno stampo negli occhi.
    Mi sono attenuto all’ asserito e al raccontato.


    Ora, se considerare un altro punto di vista cosi o una lettura cosi , mi rende un sionista, mi fa pensare che tutti coloro che etichettano a questo modo, non sono palestinesi, ma hanno la capa islamica-hamassiana.
    Qui riportano date e fatti con finale giudizio e finalita’ tendenziose.
    Su date e fatti, io ho pensato con la logica intelligente minima, perche’ la massima la lascio a chi se la crede. Sapete che c’e’ di strano? ; che si dimenticano sempre i principi delle cose, si prendono i frangenti, non si guarda all’ insieme, e se nella vicenda, qualcuno non si muove per niente, ma ci perde affinche’ un altro ci guadagna di conseguenza logica , con il medesimo sangue pagato, allora una guerra e’ meglio lasciarla stare, a meno che, il tutto non lo ritroverai un giorno. Nel mentre, qui ti e ci troveremo sempre le solite miserie.

    Cosi rispondo pure a colui-coloro
    E se andassimo avanti cosi, di cose ne salterebbero fuori.
    Sempre per una verita’ piu’ limpida, ma da comprendere, e mai da sostenere.

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=comments&sid=5526&tid=29282&mode=flat&order=1&thold=-1

    Tanto lo so’, nel mezzo non ci si sta’ mai, si tracima sempre di qua o di la.