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CRISI GLOBALE: COME TI RICATTO IL POPOLO D’ISLANDA

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com

Pagare il debito? No grazie!

Si sa che l’Islanda è stata la prima vittima del collasso finanziario partito dagli Stati Uniti. Anzi, il primo caso di vero e proprio default di Stato. Dopo mesi di negoziati e complesse trattative i creditori dell’Islanda, anzitutto grandi banche inglesi e olandesi, hanno imposto all’isola un piano severissimo di rimborso che alla fine è stato sottoscritto dal governo di Rejkyavik. Contro questo piano è stato indetto un referendum che secondo tutti i sondaggi vedrà l’ampia prevalenza di No.

I boiardi del piccolo stato islandese hanno cercato in ogni modo di evitare il referendum che si svolgerà il prossimo fine settimana in Islanda, ma ogni sforzo è stato vano. I sondaggi dicono che quasi i tre quarti degli islandesi respingono l’accordo che il Parlamento aveva approvato, in base al quale il paese si impegna a rimborsare al Regno Unito e ai Paesi Bassi, la cifra di 3,9 miliardi di euro (5,3 miliardi di dollari), equivalente ad un terzo dei soldi persi dalle grandi banche inglesi e olandesi come conseguenza del fallimento del sistema bancario islandese nel 2008.

Il PIL dell’Islanda è di circa 17 miliardi di dollari. La cifra da pagare equivale dunque al 30% del PIL annuale dell’isola! Siccome la popolazione islandese è di 320mila abitanti, la cifra di debito a testa è di 16,500 dollari. In base all’accordo il denaro sarebbe stato versato lungo un periodo di 14 anni, il che implica che ogni cittadino islandese dovrebbe sborsare 100 dollari al mese fino al 2025.

Nel grafico l’indice del benessere: quando l’Islanda era prima al mondo

Cosa accadrà se al referendum il popolo voterà contro l’accordo?

I grandi banchieri inglesi e olandesi, spalleggiati dai loro governi, minacciano ritorsioni pesanti e paventano “l’isolamento” dell’Islanda, una specie di blocco, come quelli che si fanno contro gli “Stati canaglia”. Terrorizzando gli islandesi che si recheranno alle urne, il Regno Unito e i Paesi Bassi hanno detto che, in caso di vittoria dei No, impediranno ogni eventuale pacchetto di aiuti da parte del FMI (si parla di 2,1 miliardi di dollari). C’è di peggio! Il governo inglese ha detto che se il referendum bocciasse l’accordo sul rimborso del debito, all’Islanda verranno applicate le consuete clausole anti-terrorismo, ovvero il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi.

Nel tentativo di sottolineare la posta in gioco, il ministro islandese dell’economia, ricattando anch’egli gli elettori, ha avvertito che un mancato salvataggio da parte dell FMI potrebbe significare una contrazione dell’economia del 5% anziché del 2% previsto. Il ministro ha infine affermato, e qui c’è lo zampino della BCE, che la vittoria del No al referendum, sarebbe un ostacolo all’adesione dell’Islanda alla UE.

L’Islanda sarà pure un piccolo paese, l’eventuale vittoria del No avrà tuttavia serie conseguenze, se non proprio finanziarie, simboliche. Un popolo europeo avrà detto no ai diktat dell’oligarchia finanziaria e optato di fatto per la misura di legittima difesa più elementare: l’annullamento del debito con l’estero.

Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/referendum-rejkyavik.html#more
4.03.2010

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    speriamo che il popolo islandese rimanga fermo sulle sue posizioni. coraggio!!! ci vuole qualcuno che si opponga alla massoneria criminale. dovremmo farlo anche noi italioti, ma siamo troppo distratti da cose piu’ importanti, tipo grande fratello, Sanremo etc etc. Cmq gli argentini hanno dimostrato che mandando a casa FMI e criminali simili si ha tutto da guadagnare.

  • oldhunter

    “ci vuole qualcuno che si opponga alla massoneria criminale”. Perchè, ce n’è una innocente?

  • yiliek

    ISLANDA! ISLANDA! ISLANDA!
    Ma non esiste un modo per far pervenire al popolo la nostra solidarietà? bisognerebbe creare una rete di collegamento tra siti come questi in tutto il mondo e agire sul territorio semplicemente controinformando!!! il tutto in maniera pacifica
    Speriamo speriamo se ci crediamo si avvera!!!
    Ciao

  • wld

    Anche l’Irlanda, (se non nella stessa misura) dopo un referendum che ha visto la vittoria dei NO per la reiterazione del trattato di Lisbona, è stata costretta suo malgrado per interessi economici ricattatori a riformulare con un nuovo referendum, nel quale hanno vinto i si oltre l’60%. Il ricatto economico da parte degli illuminati massonici non si farà attendere e l’Islanda sarà condannata a pagare il debito che le banche hanno fatto, la pena per l’isola di pescatori sarà il ricatto dell’embargo come se fosse una nazione ostile. Purtroppo ci sono sempre due pesi e due misure, alcuni paesi del sud del mondo hanno visto cancellare il loro debito (anche se molto ricchi di risorse naturali), perché non deve essere possibile lo stesso trattamento per paesi Europei? E’ risaputo che il debito contratto dall’Islanda non è degli Islandesi ma delle banche, anzi di una banca on line
    travolta dal collasso finanziario dell’istituto di credito Landsbanki di Reykjavik, e sia Gran Bretagna e l’Olanda, devono risarcire i loro investitori, (circa 400.000) danneggiati dal fallimento. Ci sarebbe tanto da scrivere anche per la Grecia, Portogallo, Spagna, e Italia, partiti svantaggiati sin dall’inizio, ma CDC è pieno di questi articoli ed è meglio finirla qui. wld

  • lucamartinelli

    no, ma sai quanta gente crede che la massoneria sia una congregazione filantropica e benefattrice? non mi credono nemmeno quando spiego dell’esistenza della branca esoterica che si chiama Rosa Rossa, che pratica sacrifici umani, soprattutto di bambini, (che fine fanno 1000 bimbi che spariscono in Italia ogni anno, secondo la Polizia di Stato?). quindi vedi che occorre sempre sottolineare l’aggettivo “criminale”. alla fine capiranno…per il resto si tratta solo di potere, sempre e solo potere. e noi dovremmo finire di farci sodomizzare….saluti

  • marimari

    PIU CHE UNA QUESTIONE ECONOMICA E’ UNA QUESTIONE MONETARIA. I SIGNORI DELLA MONETA, QUELLI CHE HANNO IN MANO LA PROPRIETà DELL’EMISSIONE MONETARIA, NON PER CASO SONO BANCHIERI INGLESI E OLANDESI, I QUALI MANIPOLANO IL FOREX, GRAZIE ALLE LORO BANCHE CENTRALI CHE EMETTONO MONETA INDIPENDENTEMENTE DALL’EURO (L’OLANDA NELLE SUE ISOLE EX COLONIE).

    SONO GLI STESSI CHE HANNO IN MANO IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO, AD ESEMPIO RBS, BANK OF ENGLAND, ING, BNP PARIBAS, SANTANDER, DEUTSCHE BANK… con grosse partecipazioni degli Stati canaglia (Francia, Olanda, Inghilterra, Germania (?)…)

  • AlbaKan
    • In questa “bellissima” Europa “unita”…..con un’unico presidente (con il carisma di uno straccio!)…con un’unica grande banca centrale….con un’unica moneta…con un’unica patata OGM….con un’unico grande popolo di 500 milioni di abitanti…
    • …non sarebbe bello avere un’unico referendum? 
    • Possiamo votare tutti questo referendum e decidere se questo debito è da pagare?  
    • Siamo tutti cittadini europei si o no?

    “Ai liberali, che non sono tutti usurai, domandiamo: perché gli usurai sono tutti liberali?”
    Ezra Pound.

  • AlbaKan

    “GRAZIE ALLE LORO BANCHE CENTRALI” 

    ….e alla nostra….visto che la Gran Bretagna…che NON ha adottato l’euro….possiede il 15% della BCE…
    Sono stati proprio furbi:
    • “fate” l’Europa unita! 
    • “fate” la banca centrale europea! 
    • “fate” la moneta unica…
  • Matt-e-Tatty

    Adesso mi state facendo paura.

  • amensa

    come al solito, risulto una voce fuori dal coro.
    premetto che mi spiace moltissimo per gli islandesi, il fatto ch esi trovino in una situazione così difficile. ma….
    quando è stata regalata loro una esistenza facile, ricca, ottenuta con pochissimo sforzo, qualcuno soi è forse lamentato ?
    tutto quel ben di dio derivava dalle speculazioni finanziarie delle loro banche.
    se solo ci si ricordasse che guadagni e perdite finanziarie sono a somma 0, quando piovesse manna bisognerebbe anche domandarsi da dove provoiene, e chi e quando la pagherà.
    ammesso e non concesso che i governanti islandesi non si accorgessero di cosa combinavano le loro banche, se vogliamo credere alla favola della democrazia , allora dovremmo anche chiederci chi li aveva eletti quei governanti.
    se mi dite che questa è uyna falsa democrazia, che i politici sarebbero da bruciare tutti, io dico che sono d’accordo, ma proponete anche cosa fare dopo!
    è lo stesso discorso italiano. ogni italiano ha sul groppone un debito di 30.000 euro grazie alla famosa “milano da bere” degli anni ’80 e ’90, e grazie al CAF (qualcuno se lo ricorda ?). ma chi li eleggeva quelli ?

  • amensa

    ….. sono quasi gli stessi che eleggono questi che hanno portato il debito pubblico al 120 % del PIL.
    facile governare “a credito”, tanto poi i giuggioloni, invece di prendersela con chi ha speso più di quanto incassato, se la prendono con quelli che hanno imprestato quanto mancava per far tornare i conti, allo stato.

  • ericvonmaan

    Ormai non ho dubbi, Amensa è sicuramente un bancario o ex bancario, forse un ex direttore in pensione, vista la sua incredibile fiducia nel sistema. E le sue parole dimostrano che non ha veramente capito di chi è la colpa del debito pubblico (al di là delle pessime gestioni del CAF, ma questo è tutto un altro discorso) oppure è deliberatamente un debunker. Mi viene in mente un certo Fotogian, boh.

  • amensa

    hai cannato proprio tutto !
    ho 65 anni 40 dei quali passati tra IBM, Amdahl, memorex, ecc… a riparare i grossi calcolatori.
    specialista di fama internazionale ho viaggiato per il mondo in lungo e in largo.
    visto che i più grossi calcolatori erano NELLE banche, i miei centri base sono sempre stati le maggiori banche.
    cassa risparmio torino, S. paolo, BPM, cariplo e anche un buon periodo in Banca d’italia.
    questa la ragione per cui conosco il mondo bancario, dall’interno, ho analizzato con i software dei clienti procedure, per intrappolare problemi complessi, ed è perciò che so come funziona il “sistema “bancario.
    e questa è la ragione per cui mi batto affinchè si smetta di discutere sulle favole e si inizi a discutere sul vero problema che dal sistema bancario discende sulla collettività, ovvero il livello dei tassi d’interesse.
    ultima nota.
    su tutti i blog su cui intervengo mi firmo sempre con l’iniziale del nome seguita dal cognome.
    chi in passato abbia frequentato il mondo dei “large storage” sicutramente il mio nome lo ricorda ancora come quello di una persona tecnicamente valida,ma soprattutto onesta.

  • amensa

    ps. a proposito del debito pubblico. chi non ha capito un accidente è chi vuole scaricare la responsabilità di questo fardello sulle spalle di altri, ignorando le proprie responsabilità.
    io non credo che sia logicamente, moralmente, eticamente possibile, addossare la responsabilità di un debito NON a chi lo contrae per aver speso più di quanto incassato, ma a chi lo salva prestandogli quanto non ha.
    il primo responsabile del debito è di colui che lo contrae, per non aver saputo amministrare le proprie risorse.
    poi può anche darsi che qualche usuraio ne approfitti, me nessun usuraio verrà mai a costringerti ad accettare un prestito, se a te non occorre.
    questa abitudine di rifuggire le proprie responsabilità, di dover cercare sempre all’esterno il “colpevole” dei propri accidenti, io lo trovo semplicemente vomitevole, segno di immaturità e visione distorta della vita.

  • marcop

    Creare debito è un crimine contro l’umanità. Una società evoluta formata da esseri intelligenti ha come primo principio fondamentale la CONDIVISIONE. Il debito non è condivisione il debito è di tutta l’umanità solo ed esclusivamente vs DIO che vi ha dato la gioia di vivere e la possibilità di amare. Il DEBITO è un aberrazione che nessuna specie vivente conosce, solo degli aborti della natura e dei contorti e cervellotici totali potevano inventare il debito. Massima espressione della stupidità umana. Continuate pure a razzolare nella cacca fatti non foste per viver come bruti ne come maiali (senza alcuna offesa per i maiali dato che neanche loro si indebitano).

  • lucamartinelli

    internet è una occasione d’oro per avere informazioni. Ovvio che non è tutto oro colato. Ma sai che ognuno di noi col tempo acquisisce un sesto senso che permette di intuire come stanno le cose. dai un’occhiata quando vuoi al sito di Paolo Franceschetti. E’ uno dei tanti. Buona navigazione.

  • Pausania

    Purtroppo però il cittadino medio (tra cui mi annovero anche io) di solito non ha idea che lo Stato faccia debiti per permettergli i lussi. Anche perché ovviamente il meccanismo non è così immediato e visibile.

    Tanto è vero che c’è gente che rimpiange il CAF perché allora stavano bene, non come adesso che fanno la fame (senza sapere che la ricchezza fittizia degli anni ’80 la paghiamo adesso)

    L’ingiustizia non è che si è indebitato ora paghi, l’ingiustizia sta a monte nel fatto che i politici abbiano il potere di indebitare lo Stato facendo pagare il conto ai cittadini.

    Purtroppo però i cittadini non accettano questo semplice dato di fatto, e preferiscono dare la colpa al signoraggio, ai banchieri cattivi e a Dio solo sa chi altro, e vorrebbero dare più poteri propri ai politici, che sono la causa principale del problema.

    E se provi a spiegar loro le cose, ti danno del venduto alle banche.

  • roberto4321

    leggendo questo articolo mi viene un sospetto tremendo riguardo ai recenti attacchi a Berlusconi e il pasticcio delle regionali.
    Non sarà che i predetti banchieri europei abbiano paura di un governo italiano non zerbinato, che tra l’altro dispone dei suoi mezzi di informazione e con un Tremonti che non ha paura di parlare contro banche e sistema finanziario? Perchè dopo la Grecia ci siamo noi e magari qualcuno ha paura che il Berlusca e Tremonti possano decidere l’impensabile, cioè rigettare il nostro debito pubblico Ma per l’Italia non si parla di 4 miliardi di Euro, ma di 1800, molto meglio quindi mettere su alla veloce un bel governo Draghi (ex Goldman Sachs) o almeno Padoa Schioppa (altro ex Goldman Sachs) come ministro dell’economia..

  • francesco67

    cosi dopo facciamo la fine dell’Irlanda votando si… 🙂

  • amensa

    cacchio !!! qual’ è il tuo QI ? sei il/la prima che scrive una cosa sensata !!!!
    complimenti !!

  • amensa

    anche a te, complimenti ! secondo me di mistico , il debito ha proprio poco, ovvero dio c’entra poco, se non che ha dato a tanti esseri umani il desiderio dell’irresponsabilità per le proprie azioni.
    e come è difficile far capire ad un idiota quanto è idiota, così è difficile far capire ad un irresponsabile quanto invece è bello e costruttivo assumersi le proprie responsabilità.

  • amensa

    certo che anche tu sei uno di quelli che ritiene responsabili del debito chi lo finanzia e non chi lo fa.
    continua così e ti troverai nelle braccia degli usurai a vendere anche il culo per ripagarli.

  • marcop

    come anche è bello e costruttivo pagare le tasse, è vvé? Come disse quel gran fio de na mignotta da mettere alla forca!
    E tu saresti la persona intelligente e capace, stai matematicamente dimostrando che di capace tu hai solo la facoltà di fare cacca!
    … ma ben si capisce che le tue motivazioni e scopi nello scrivere su questo blog sono ben altre, …. indagatore della minchia!

    …. contro la verità l’unica arma che vi rimane ormai è la violenza e lo schiacciare i bottoncini, …. non sperate più e per l’eternità in colui che vi toglierà l’effetto dello schiacciarli

  • marcop

    poveri dementi, …. la ricchezza c’è per tutti ed enorme, peccato che esseri straccioni facciano di tutto per occultarla con l’uso dei media e della psicologia, …. siamo immersi nella ricchezza, ma gabbati da una piccola elite di minchioni shits (tradurre dall’inglese).

    Piccolo test sulla vostra intelligenza: Meglio eliminare i gabbatori o i gabbati?
    a voi la fatidica risposta.

    Si dannino e si diano da fare i gabbatori, in fondo volendo una chance ancora la hanno, per esempio Marte

    Un bacetto sulla fronte ai gabbatori

  • marcop
  • marcop

    ma quanto avevi in matematica alle elementari? 1- ?

  • marcop

    … non ti entra proprio nel cervello che giocare con il debito è come giocare con carta vince carta perde?

    Secondo test per misurare il tuo quoziente intellettivo:
    Chi è più intelligente un semaforo o un lombrico?

    A te la ovvia risposta… ah che scemo rincoglionito che sono, non si pongono domande o test ai semafori! Sarò forse diventato matto? Uuummh!

    E si a volte ai programmatori strizzati fino all’osso se non avevano ben oliati gli ingranaggi cerebrali, … il cervello si grippa, … o forse fai il finto grippato?

    La tua risposta vien molto gradita.

  • marcop

    http://www.youtube.com/watch?v=afP7tTnPrsc&feature=player_embedded

    per chi cacchio lavora il belga volante?

    … forse questa domanda è un tantino troppo difficile per te

    … a borghezio la risposta…

    http://www.youtube.com/watch?v=0gZ7gDBs5WY&feature=player_embedded

  • AlbertoConti

    amensa ha toppato di brutto! Quando dice “quando è stata regalata loro una esistenza facile, ricca, ottenuta con pochissimo sforzo, qualcuno soi è forse lamentato ? tutto quel ben di dio derivava dalle speculazioni finanziarie delle loro banche. se solo ci si ricordasse che guadagni e perdite finanziarie sono a somma 0, quando piovesse manna bisognerebbe anche domandarsi da dove provoiene, e chi e quando la pagherà.” si riferisce chiaramente al popolo islandese, quelle 320.000 anime che invece non c’entrano nulla con quanto accaduto, ma soprattutto che non hanno avuto alcun vantaggio dalla folle speculazione finanziaria andata poi in default. Se è scoppiata la bolla islandese è perchè è vero il contrario, perchè quell’economia andava bene già da prima, per meriti propri dell’economia fisica, non di quella finanziaria. E’ stato un classico schema di Ponzi, alimentato dal solito passaparola su un mito ingigantito a dismisura. Certo, anche lo schema di Ponzi è un gioco a somma zero, per questo è inesorabilmente destinato al default, come il dollaro e l’euro, ma questo non significa che enormi masse monetarie non si siano spostate da una moltitudine di soggetti (aspiranti speculatori polli) a pochissimi soggetti (gestori dello schema di Ponzi, detto anche “prendi i soldi e scappa” o bancarotta fraudolenta). Nel caso islandese le cose sono chiarissime, questi lestofanti erano banche privatissime, le principali del paese, statalizzate in fretta e furia quando ormai restavano solo montagne di debiti. Difficile prendere per il culo i 320.000 isolani, dove anche il furto di una caramella si viene a sapere subito da tutti! Se gli speculatori inglesi persessero i loro “investimenti” non solo sarebbe il male minore, ma una lezioncina più che salutare per un popolo che basa il suo PIL sulla speculazione finanziaria!

  • kenzo60

    Magnifico! Un uomo che si è venduto alla mafia, bancarottiere, corruttore e puttaniere, che si fa carico della rinascita finanziaria dell’Italia…
    È questo il motivo per il quale siamo messi cosi’ male in questo paese… C’è ancora gente che crede alle favole e spera sempre nel prossimo, senza rimboccarsi le maniche e cominciare a fare in prima persona!
    Il default italiano non lo vedremo mai… ma sicuramente vedremo milioni di nuovi poveri, distruzione di servizi sociali: scuola sanità pensioni trasporti pubblici…
    Ma va bene: ci saranno sempre i ricconi, i Suv, le escort, i barconi e le mega ville, potremo continuare a sognare di vincere al superenalotto o di entrare anche noi nel giro giusto… Se non ci svegliamo e cambiamo in prima persona le cose, le cose non cambieranno da sole!

  • BlackWarrior

    Prova a propinargli la favola delle banche oneste che nulla c’entrano con la crisi e del denaro creato dal nulla che è buono e giusto e le Banche Centrali sudano lacrime e sangue per farlo e lo fanno solo per noi.
    Che si ride.

  • A_M_Z

    beh, l’autarchia non sarà efficiente ma può risolvere alcuni problemi.

    I debiti non è che si devono saldare per forza…

    e poi gli islandesi possono sempre spostare i propri risparmi prima di recarsi alle urne… sai che minaccia!!!!

  • Pausania

    Le banche per il 99% delle volte agiscono nella più completa legalità: cioè agiscono secondo le regole stabilite dal potere legislativo (detto anche, in termini colloquiali, “i politici”). Quindi, se le banche agiscono secondo la legge, la responsabilità è di chi fa la legge, cioè i politici.

    Naturalmente ora verranno sfoderate le solite argomentazioni che: a) i politici sono i camerieri dei banchieri b) i politici non contano niente c) i politici qualunque cosa ma nono sono loro il problema.

    In ogni caso, sia che i politici siano servi, sia che siano incompetenti, sia che siano in malafede, in ogni caso sono responsabili in prima istanza e quindi devono essere i primi a salire sul metaforico banco degli imputati.

    In più, nessuna banca può obbligarmi a far nulla, mentre i politici hanno in mano il monopolio della forza, quindi sono in grado di obbligarmi a fare qualunque cosa, perché la forza vale più di ogni diritto.

    Non occorre che qualcuno mi risponda che bisogna dare più poteri allo Stato (che in pratica vuol dire più poteri all’esecutivo, cioè più poteri ai politici) perché la storia la so già: se lo Stato si stampa i soldi diventeremo tutti i ricchi.

    Quindi, se qualcuno pensa davvero che stampare soldi renda ricchi è libero di farlo, ma non occorre che mi muova la critica, perché – oltre a conoscerla già – io ho già superato la fase dell’infanzia in cui si crede che le banconote siano ricchezza e che il bancomat sia un distributore di ricchezza.

    Potete comunque provare a stamparvi i vostri soldi, vedete quanto ricchi diverrete.

  • Pausania

    Il mio QI sarà più o meno 65, il minimo previsto per arrivare a capire che se prendo in prestito 100 euro non sono più ricco di cento euro ma in debito di 100+interessi.

    Cosa che ovviamente né i politici né molti dei loro elettori sono in grado di comprendere.

  • BlackWarrior

    In linea di massima sono d’accordo con te, tuttavia una truffa anche legalizzata resta una truffa e tutti i complici sono colpevoli.

    Su quanto detto sulla politica, e sulle risibili “soluzioni”, siamo d’accordo.

  • volin

    “La Icesave non aveva niente a che fare con me” – “La scala della riparazione è equivalente a quello che la Germania ha dovuto pagare dopo la guerra mondiale ed imporrà alla gente islandese anni di miseria” – “Quello che ha esasperato la gente è che Londra ha utilizzato la legge antiterrorismo per congelare i conti di Landsbanki” [quelli degli islandesi affidati alla banca islandese Landsbanki che le autorità brittanniche hanno potuto raggiungere direttamente]

    Queste sono alcune delle riflessioni occultate fra le pieghe degli articoli a proposito della vicenda, tratte dall’omertoso e furbesco articolo della BBC linkato più giu.

    Daltronde l’origine del “debito” in questione non emerge chiaramente neanche dall’articolo di Pasquinelli, mentre metterlo in luce dà un senso più chiaro alla vicenda e ne fa capire il particolare significato.

    Il governo britannico (così come quello olandese) avevano risarcito di propria iniziativa gli investitori battenti bandiera britannica (risparmiatori, finanzieri e finanziarie) che avevano perso i propri capitali nel fallimento della banca islandese Icesave (che operava on line), alla quale avevano affidato il proprio denaro e la propria brama di rendite particolarmente elevate. Ora, il referendum si esprime sull’accordo quasi raggiunto fra governo islandese e britannico per la restituzione di tali risarcimenti più ingenti ineressi (che hanno fatto lievitare la cifra da 2,3 miliardi a 3,8 miliardi di sterline).

    Come definirlo? Il primo esempio coatto e transnazionale di risarcimento di investimenti privati con denaro pubblico … una nuova frontiera raggiunta dal collasso della finanazacriminale globale. E’ anche interessante come, di fronte alla quasi certezza di un NO referendario, il governo islandese non faccia mistero del fattto che comunque proseguirà al risarcimento dei governi britannico e olandese … per realismo.

    “What incenses the people is that London used anti-terrorism legislation to freeze the assets of Landsbanki, the bank that operated Icesave’s internet accounts. They also object to the rate of interest that Britain is seeking on the debt. “It smacks of profiteering,” one voter told me.
    I sensed that a majority still supported repaying the UK, but only if the terms were fair. Some would like to see the whole issue taken to the European Court. But a significant number of people don’t want any money repaid. A fork-lift driver at the port of Grindavik said Icesave had nothing to do with him. He did not see why they should have to pay for “reckless bankers”. One man said the scale of repayment was equivalent to what Germany had to pay after the war and would impose years of misery on the Icelandic people. “

    Iceland: Is the UK a bully?
    http://www.bbc.co.uk/blogs/thereporters/gavinhewitt/2010/03/iceland_is_the_uk_a_bully.html

  • amensa

    il come si sia giunti al fallimento di icesave, e la ragione per cui l’islanda ha accettato di rimborsare le banche inglesi e olandesi, fanno parte di una storia un po più complessa.
    http://notizie.it.msn.com/business-news/articolo.aspx?cp-documentid=151982903
    questa volta lo schema ponzi è stato messo in piedi da una banca, col beneplacito del governo locale e dei cittadini che per anni hanno potuto usufruire di credito praticamente gratuito.
    io continuo a ripetere che, quando i soldi sono troppo facili, il sospetto dovrebbe venire, e se non viene, si pagano le conseguenze.

  • amensa

    demente sarai tu se credi come pinocchio che ici sia l’albero del denaro!
    non hai ancora capito che la ricchezza è una grandezza relativa.
    fossimo tutti milionari e 1 miliardario, lui sarebbe ricco, noi tutti poveri, col denaro che varrebbe 0,00….

  • amensa

    se voglio che l’amministrazione pubblica mi dia dei servizi, devo pagare le tasse.
    io vorrei che tutti pagassero le tasse, e con una scala progressiva, e non solo sul reddito, che è facile da occultare, ma anche sui capitali, sugli immobili, ecc..
    perchè se così fosse, io poveraccio pagherei poco e avrei buoni servizi.
    i coglioni che non capiscono questa banalità sono poi quelli che si lamentano per cosa lo stato non gli da.
    è un problema di cervello ma anche di cultura.
    paesei nordici hanno livelli di tassaziuone che da noi provocherebbero la rivoluzione, ma le pagano, e sono contenti di tutto ciò che lo stato gli restituisce.
    cosa fa incazzare ,da noi , è ch edi tasse (chi le paga) ne paghi tante, ma di servizi ne abbia pochi, per mantenere tutta quella pletora di delnquenti che ci governa a diversi livelli (stato, regioni, province, comuni, quartieri, ….)

  • BlackWarrior

    Se io non voglio invece che l’amministrazione pubblica mi dia dei servizi invece cosa devo fare, buffone? Ma certo, CERTO, il problema non è che chi ti ruba le tasse ci si paga ville, viaggi, auto blu, cocaina e puttane – se le cose non vanno la colpa è di voi COGLIONI che non volete pagargliele. Diciamo che è anche in parte vero, nel senso che chi paga le tasse dovrebbe anche assumersi la responsabilità di assicurarsi che vengano spesi correttamente, ma stranamente questa parte del discorso è stata dimenticata, CASUALMENTE….

  • BlackWarrior

    Vero, la cosa curiosa è che tu pretendi che paghino i truffati e i truffatori no, e che soprattutto si lasci intoccata LA TRUFFA.

  • nettuno

    Diffidate di DI MORENO PASQUINELLI, è pagato per dire sofisticati inganni. A volte dice cose giuste , poi una volta fidelizzato il lettore , lo depista con valutazioni inesatte.

    Quando scrive leggete e sappiate che quando meno ve lo aspettate, vi porta nel fosso …

    Basta il titolo ” sollevazione ” e de che? è un tipo di merda credetemi .. leggete pure, ma fate attenzuine .. un’alto è il Bottarelli , del Sussidiario , mi ha fregato anche me , un articolo ottino , il secondo de merda.. tutti e due li ho messi nel cesso … pensate , riflettete,
    Amici di Comedonchisciotte…

  • Santos-Dumont

    Referendum sui rimborsi per il fallimento della banca Icesave

    BRUXELLES – La maggioranza degli islandesi, come previsto, ha respinto in un referendum la legge sul rimborso dei risparmiatori britannici e olandesi colpiti dal crack della banca on line Icesave. Secondo i dati parziali, contrari al provvedimento sarebbero il 98% dei votanti. In un comunicato il governo ha riconosciuto la vittoria del ‘no’.

    Fonte: Ansa [www.ansa.it]

  • maremosso

    Non capisco come nel 2010 ci si possa ancora sorprendere delle minacce britanniche. Hanno storicamente sempre agito in questo modo.

    Dall’organizzazione delle flotte corsare finanziate dai sovrani inglesi e che solo successivamente fu definita pirataggio, ovvero quando le ciurme si misero ad assaltare in proprio.
    Alla struttura sociale americana negli anni 20, devastata dal gangsterismo campano-siciliano, irlandese ed ebraico, a livello di manovalanza, ma tollerato e sfruttato dalle autorità statunitensi sostanzialmente WASP.
    Pensiamo poi all’Italia fascista quando chiese di passare da Suez per invadere con armi e gas letali l’Abissinia e dove non fu risposto che l’azione era da considerarsi riprovevole per questioni umanitarie. Al contrario il transito venne consapevolmente autorizzato a condizione che venisse versato un corrispettivo per ogni soldato.
    Non dimentichiamo quindi le sanzioni economiche finalizzate a difendere il dominio ed i privilegi dell’impero.

    Le pratiche fondate sul ricatto e l’intimidazione non sono cessate dopo la II guerra mondiale, semmai si sono sgrossate, raffinate e moltiplicate.

    L’Islanda ha ormai solo due itinerari da seguire.

    Pagare svendendo quel poco che possiede, dal territorio ai beni nazionali, dal settore ittico alle fonti energetiche, attraverso il collaudato metodo delle privatizzazioni e dell’accensioni di mutui incrementali del debito pubblico, rassegnandosi ad un progressivo declino ed un inesorabile impoverimento.
    Ovviamente i gruppi multinazionali che rileveranno le attività favoriranno un cospicuo flusso immigratorio nell’isola raddoppiandone la popolazione, con effetti funzionali a diluire il sentimento localista ostile che inevitabilmente sorgerà e si manifesterà tra gli autoctoni.
    Ma attraverso il meticciato, l’ingresso obbligato nell’unione, la concessione del diritto di voto a stranieri e comunitari, qualche accusa di razzismo, un quisling di turno pompato mediaticamente, e in un decennio la situazione verrebbe normalizzata.
    Si tratta semplicemente del medesimo progetto che il Caudillo e Stalin, in modo certamente meno invasivo, realizzarono per ovattare i paesi baschi pirenaici e baltici sovietici.

    La seconda strada prevede invece la sfida all’oligarchia finanziaria rifiutando il riconoscimento del debito. Purtroppo presumo che le ritorsioni non si limiteranno all’azzeramento di qualche conto corrente, ma riguarderanno la limitazione delle zone e dei diritti di pesca, blocchi tecnologici, boicottaggi, finanziamento di movimenti politici compiacenti.
    Gli Islandesi grazie alla loro posizione strategica ed ai mutamenti globali in corso potrebbero avere però a disposizione due joker.
    Da un lato rivolgersi alle banche cinesi e dall’altro accordare l’insediamento di una base militare navale russa.

    Davanti al bivio tra libertà e schiavitù la strada più difficile da imboccare è sempre la prima.

  • volin

    In pratica gli islandesi hanno detto NO all’obbligo di rimborsare con soldi pubblici islandesi il governo britannico, che a suo tempo aveva deciso di rimborsare per intero i titolari di depositi bancari (anche oltre i 100.000 €) britannici bruciati nel collasso della Icesave, la quale operava sul territorio britannico (secondo le leggi britanniche e quelle europee) ma era controllata dalla banca islandese Landsbanki. E’ questa l’enormità, e la novità, che viene accuratamente occultata e tenuta sullo sfondo di ogni dibattito ipocrita sugli eventi, nonostante sia un fatto così eclatante e carico di implicazioni e significati.

    Di seguito riporto la traduzione ed il testo originale di tre passaggi essenziali, che spiegano in modo inequivocabile la vicenda, estratti da un documento pubblicato dallo stesso governo islandese, che nonostatne l’imbarazzo e la ferma volontà di pagare i britannici (il capo del governo ha pubblicamente boicottato il referendum) non ha potuto esismersi dal rendere noti i fatti …. per quanto sommessamente

    ____________________

    La Icesave era una banca operante in UK e Paesi Bassi (Olanda) come controllata di Landsbanki, una banca privata Islandese. La banca [Icesave] offriva alti tassi di interesse ai titolari dei depositi ed operava secondo le regole finanziarie dell’ Unione Europea (EU/EEA). In quanto controllata della banca Islandese Landsbanki, era sottoposta alla sorveglianza dell’ Autorità di Supervisione Finanziaria Islandese (FME)
    […]
    come parte delle ampie misure di risposta alla crisi finanziaria globale il governo britannico e olandese annunciarono che avrebbero garantito i depositi della banca [Icesave, bruciati dal fallimento della stessa]. Successivamente, il governo britannico rimborsò completamente i titolari dei depositi, mentre il governo olandese rimborsò fino ad un massimo di 100.000 € i titolari dei depositi.
    […]
    A seguito del collasso della Landsbanki, divenne chiaro che il Fondo di Garanzia dei Depositi, stabilito secdondo la legislazione della Comunità Europea per coprire le perdite in caso di fallimento delle banche, non era nella posizione di coprire più di una frazione delle perdite occorse ai titolari di depositi della Icesave. Né le regole islandesi né quelle europee prevedevano l’intera copertura di un collasso bancario.

    ____________________

    Factsheet
    The Icesave Issue

    Icesave was an online retail bank operating in the UK and Netherlands as a branch of Landsbanki, a privately owned Icelandic bank. The bank offered high interest rates to depositors and operated under EU/EEA financial regulations. As a branch of the Icelandic Landsbanki, Icesave was subject to surveillance by the Icelandic Financial Supervisory Authority (FME).
    […]
    As part of wide-ranging measures to address the global financial crisis, the UK and Dutch authorities announced that bank deposits would be guaranteed. Subsequently, the UK authorities paid out Icesave retail depositors in full, while Dutch authorities paid up to €100,000 for Icesave retail depositors.
    […]
    Following the collapse of Landsbanki, it became clear that the Icelandic Deposit Guarantee Fund, established under EU legislation to cover losses in the event of a bank failure, was not in a position to cover more than a fraction of the losses incurred by Icesave depositors. Neither the Icelandic scheme nor European regulations were meant to cover the collapse of an entire banking system.
    […]

    http://www.mfa.is/media/Yfirlysingar/The_Icesave_Issue_-_Fact_Sheet.pdf

  • volin

    In pratica gli islandesi hanno detto NO all’obbligo di rimborsare con soldi pubblici islandesi il governo britannico, che a suo tempo aveva deciso di rimborsare per intero i titolari di depositi bancari (anche oltre i 100.000 €) britannici bruciati nel collasso della Icesave, la quale operava sul territorio britannico (secondo le leggi britanniche e quelle europee) ma era controllata dalla banca islandese Landsbanki. E’ questa l’enormità, e la novità, che viene accuratamente occultata e tenuta sullo sfondo di ogni dibattito ipocrita sugli eventi, nonostante sia un fatto così eclatante e carico di implicazioni e significati.

    Di seguito riporto la traduzione ed il testo originale di tre passaggi essenziali, che spiegano in modo inequivocabile la vicenda, estratti da un documento pubblicato dallo stesso governo islandese, che nonostatne l’imbarazzo e la ferma volontà di pagare i britannici (il capo del governo ha pubblicamente boicottato il referendum) non ha potuto esismersi dal rendere noti i fatti …. per quanto sommessamente

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    La Icesave era una banca operante in UK e Paesi Bassi (Olanda) come controllata di Landsbanki, una banca privata Islandese. La banca [Icesave] offriva alti tassi di interesse ai titolari dei depositi ed operava secondo le regole finanziarie dell’ Unione Europea (EU/EEA). In quanto controllata della banca Islandese Landsbanki, era sottoposta alla sorveglianza dell’ Autorità di Supervisione Finanziaria Islandese (FME)
    […]
    come parte delle ampie misure di risposta alla crisi finanziaria globale il governo britannico e olandese annunciarono che avrebbero garantito i depositi della banca [Icesave, bruciati dal fallimento della stessa]. Successivamente, il governo britannico rimborsò completamente i titolari dei depositi, mentre il governo olandese rimborsò fino ad un massimo di 100.000 € i titolari dei depositi.
    […]
    A seguito del collasso della Landsbanki, divenne chiaro che il Fondo di Garanzia dei Depositi, stabilito secdondo la legislazione della Comunità Europea per coprire le perdite in caso di fallimento delle banche, non era nella posizione di coprire più di una frazione delle perdite occorse ai titolari di depositi della Icesave. Né le regole islandesi né quelle europee prevedevano l’intera copertura di un collasso bancario.

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    Factsheet
    The Icesave Issue

    Icesave was an online retail bank operating in the UK and Netherlands as a branch of Landsbanki, a privately owned Icelandic bank. The bank offered high interest rates to depositors and operated under EU/EEA financial regulations. As a branch of the Icelandic Landsbanki, Icesave was subject to surveillance by the Icelandic Financial Supervisory Authority (FME).
    […]
    As part of wide-ranging measures to address the global financial crisis, the UK and Dutch authorities announced that bank deposits would be guaranteed. Subsequently, the UK authorities paid out Icesave retail depositors in full, while Dutch authorities paid up to €100,000 for Icesave retail depositors.
    […]
    Following the collapse of Landsbanki, it became clear that the Icelandic Deposit Guarantee Fund, established under EU legislation to cover losses in the event of a bank failure, was not in a position to cover more than a fraction of the losses incurred by Icesave depositors. Neither the Icelandic scheme nor European regulations were meant to cover the collapse of an entire banking system.
    […]

    http://www.mfa.is/media/Yfirlysingar/The_Icesave_Issue_-_Fact_Sheet.pdf

  • volin

    Iceland vote: 98 to 99% say NO! to Icesave-law

    The election on the government’s Icesave-law was held today in Iceland and the first results indicate that over 98% of valid votes say no to the law. About 5% of the ballots were invalid or blank. This result is a big blow to the government of Prime Minister Jóhanna Sigurdardóttir and Finance Minister Steingrímur J. Sigfússon. In TV interviews the duo tried to play down the significance of the vote, pointing out that turnout was lower than in election to Althingi, Iceland’s Parliament. The election on the governments Icesave law was held today and the first results indicate that over 98% of valid votes say no to the law. About 5% of the ballots were invalid or blank. This result is a big blow to the government of Prime Minister Jóhanna Sigurdardóttir and Finance Minister Steingrímur J. Sigfússon. In TV interviews the duo tried to play down the significance of the vote, pointing out that turnout was lower than in election to Althingi, Iceland’s Parliament.

    The leaders of the opposition were all delighted over the resounding no. Polls had indicated that the result might be over 80% no, but the almost unanimous verdict of the nation comes as a surprise. Bjarni Benediktsson, Chairman of the right wing Independence Party said that this outcome was the result of a relentless fight against the government’s agreement with the two governments. He said that as a result the government would have to present a clear plan to the Althingi on its goals.

    Benediktsson said that the vote was a question of whether Iceland should sholder the responsibility for the minimum insurance of 20.887 € per account, the full interest cost of the Dutch and the British and on top of that all risk if the defunct Landsbanki should pay less of the total loss than what is now expected. “One also worries about how the government leaders talk about what happens next, as if the fact that the UK and Holland no longer are going to profit from the interest charged is a great victory for us in the negotiations.”

    Sigmundur David Gunnlaugsson, Chairman of the centrist Progressive Party said that now Althingi could concentrate on economic issues. The Icesave issue could wait, but if the UK and Holland were willing to solve the issue, then it would be OK to help them.

    Sigurdardóttir and Sigfússon both said that this would have no effect on the cooperation of the two parties, the Social Democratic Alliance and the Left Green. On TV it seem as if they had not fully grasped how completely one-sided the vote was. Neither had participated in the election and both seemed to believe that next week they would go back to business as usual.

    The Prime Minister said that not coming to an agreement on Icesave was costing the nation a lot of money and the time has come to calculate that cost.

    The vote was the first of its kind since 1944 when Iceland gained independence from Denmark.

    http://icelandreview.com/icelandreview/daily_news/?cat_id=16539&ew_0_a_id=358928

  • BlackWarrior

    Cioè, siamo su un sito dove i moderatori postano quotidianamente articoli da “il Giornale”, “La Stampa”, “il MAnifesto”, “Liberazione”, “New York Times”, “Guardian” e via dicendo – spesso in home…insomma qualche conticino mi pare pure ovvio…