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COSI’ VIENE PRESENTATA L’ITALIA AGLI INVESTITORI CINESI IN EUROPA.

E NOI EUROPEI DECIDIAMO DI FAR FINTA CHE NON ESISTANO

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
sergiodicorimodiglianji.blogspot.com

E’ colpa nostra. Dell’Europa e degli Usa.
La speculazione non esiste: è un falso.
La responsabilità è di una vecchia classe politica, bigotta, presuntuosa, inefficace.

Nella più totale, irresponsabile, stupida e suicida cecità, l’intera baracca mediatica occidentale euro-statunitense, in flagrante –e ahimè, quel che è peggio, inconscia e inconsapevole- complicità con l’estrema destra repubblicana Usa, (che sta applicando il piano strategico criminale dell’estrema ala destra della massoneria statunitense) prosegue la propria delirante e censoria attività senza informare il pubblico occidentale su quanto sta accadendo, come sta accadendo e dove sta accadendo.

Così come ogni nazione ha il governo che si merita e/o ha votato, così, potremmo aggiungere, oggi, che ogni nazione in cui l’istituzione pluricentenaria della Massoneria conta ha la P2 che si merita. Noi abbiamo i nostri, gli americani hanno i loro.

Poiché il piano dell’estrema ala radicale di destra della massoneria statunitense consiste  nell’abbattere le tasse, restringere il credito alle imprese, abbassare il debito pubblico tagliando “subito” 5000 miliardi di dollari alla sanità, alla previdenza e all’istruzione, aumentando di 768 miliardi di dollari la spesa militare pensando a una nuova guerra mondiale per risolvere la crisi economica entro il giugno del 2012,  è inevitabile che le nazioni più sciocche e deboli (tra quelle forti fortissime) –vedi Italia, Spagna, e dalla prossima settimana anche prima il Belgio e poi la Francia-  siano costrette a seguire passivamente gli eventi statunitensi sperando in Dio (per chi ci crede) nella vittoria dell’ala democratica della massoneria statunitense (Obama & Co.) per chi ha fiducia nei massoni; nell’astuzia del proprio governo (per i fortunati che hanno un governo decoroso); nella capacità di tenuta dei propri fondamentali per gli onirici surreali superficiali.

Ciò che sta accadendo economicamente avrebbe potuto essere evitato se dieci giorni fa le tre agenzie di rating avessero accolto come “quarta” agenzia –alla pari- la Dagong cinese, promuovendo il colosso orientale nel salotto strategico di chi davvero conta.
E invece l’hanno snobbato.
Nessuno in Occidente ha NEPPURE PUBBLICATO LA NOTIZIA – con eccezione di autonomi bloggers individuali- che la Cina aveva declassato gli Usa e l’Italia, una notizia la cui traduzione in cifre equivaleva a “la Cina non acquisterà bot e bpt né degli Usa né dell’Italia, anzi, comincerà a venderli sul mercato europeo a Parigi e Londra e darà indicazioni finanziarie ai propri brokers –che rappresentano circa 14 milioni di investitori miliardari- di vendere titoli di aziende italiane e staunitensi”.

Una qualsivoglia autorità politico/economica/finanziaria/istituzionale, dotata di un minimo –dico: un minimo- di saggezza e lungimiranza, avrebbe dovuto dichiarare pubblicamente che bisognava “parlare e dialogare con i cinesi”. Se non altro per un fatto banale quanto reale: la Cina ha un surplus attivo di 4.756 miliardi di euro nel debito pubblico, a differenza degli Usa che hanno un passivo di 3.500 miliardi e dell’Italia che oggi viaggia con un passivo di 1.976 miliardi di euro.
E invece no.
Ha vinto l’interpretazione storico/esistenziale neo-colonialista dell’estrema destra planetaria, guerrafondaia e criminale: teniamo i cinesi fuori.

E’ una follia suicida.
Come si fa a sostenere di ragionare in termini di “globalizzazione planetaria” se si tiene fuori dai discorsi e dalle scelte decisive l’economia più sana della Terra e una nazione che –da sola- rappresenta il 24% della popolazione mondiale?

I cinesi si sono offesi e indignati: hanno perfettamente ragione.
Invece di buttarci tutti per terra chiedendo pietà e proponendo confronti alla pari, l’intero Occidente ha scelto la seguente strada: facciamo finta che i cinesi non esistano.
La Cina, quindi, si è comportata in modo confuciano.
Se non facessero questo, non sarebbero cinesi.
Si è messa ad aspettare. Con calma.

Certo se qualcuno (come CNN) va a intervistarli –come accaduto martedì scorso- e chiede la loro opinione, si sente dire (frase ufficiale diffusa martedì notte prima della catastrofe in borsa in tutto l’occidente e censurata dal 99% dei media) “se non riconoscete la Dagong, non vi rendete conto che siete degli irresponsabili e se non si riaprono delle trattative planetarie che incorporino anche Cina e India andate incontro a una catastrofe finanziaria annunciata: finirete per trascinare nella rovina popoli, nazioni e individui”.

La settimana è trascorsa come sappiamo.
Le lezione è stata incorporata e appresa? NO.
Neanche per sogno.

Fa notizia oggi che Standrad & Poor’s taglia il rating di Usa 81 ore dopo che l’ha fatto Dagong, a Pechino,  provocando in tutte le borse orientali –e di rimbalzo poi in Europa- vendite massicce.
Il che vuol dire che dal prossimo lunedì ricomincia il giro.
Forse lunedì o martedì le borse (i grandi ottimisti) recupereranno qualcosa e poi mercoledì (i realisti) inizierà un’altra discesa inevitabile. O addirittura inizia un lunedì nero (i pessimisti) e gli stati forti (Francia e Germania) a pompare euro per frenare l’emorragia correndo il rischio di scardinare se stessi per poi mollare la presa, senza ottenere nessun risultato nessun vantaggio nessun cambiamento.

Basterebbe leggere i siti online cinesi scritti in inglese e in spagnolo.
Sembrano gli articoli che si leggevano nella pagina degli esteri sul corriere della sera nel 1985 quando parlavano delle crisi economiche in Argentina, in Venzuela, in Bolivia, in Paraguay: nazioni lontane, economicamente deboli, governate da avventati politici deliranti che non avevano la minima idea di ciò che stessero facendo.

L’immagine che vedete qui in bacheca è tratta da China Daily News (la sezione business) poi ripresa e riproposta in un social network privato al quale sono iscritti “pochi ma buoni” (cioè 450 mila investitori cinesi in Europa, perché loro sono davvero tanti ma tanti ma tanti) e presentano la radiografia di un’Italia in ginocchio, sintetizzata da questa immagine. Hanno steso la mano facendo finta di niente.
Risposta dall’Italia: zero, nessuna, nothing, nada de nada. Rien ne va plus.
Ditelo nella lingua che volete.

La Cina ha ragione.
Siamo dei neo-colonialisti irresponsabili e criminali.
Siamo degli aristocratici snob con la puzza sotto il naso.
Pretendiamo di dettare legge nel mondo dando ordini a chi ha una esperienza culturale di 3500 anni alle spalle e una economia solida, solidissima.
Hanno pubblicato questa mattina i loro dati (non a caso dieci munuti dopo l’annuncio dell’abbassamento del rating statunitense): consumo interno aumentato nel primo semestre del 14%, surplus export aumentato dell’8%, il pil in crescita maggiore del 2,5% rispetto alle più ottimistiche previsioni, e –il dato più rilevante di tutti- un aumento del 10,5%  rispetto al luglio del 2010 relativo “all’aumento di reddito individuale dei residenti in Cina in 29 su 31 province pari a 1 miliardo e 84 milioni di individui come annunciato da CNBS (China National Bureau of Statistics).”.
Tradotto vuol dire che più di un miliardo di persone in Cina, oggi guadagna il 10,5% in più di quanto non guadagnasse un anno fa, a fronte di una inflazione del 4,5%.
Il 76% di questi individui consumano prodotti cinesi per un valore di 1400 miliardi di euro in un anno. “Ad essere sinceri” è stato il commento di Zhu Baoliang, Responsabile Capo del Centro di Informazioni Statale “l’autentico reddito dei residenti cinesi è più alto: si aggira intorno al 23%, ma risulta più basso perché vengono applicate categorie statistiche occidentali”. (capito come stanno le cose?).
He Keng, vice president del Comitato per le Finanze e gli Affari Economici del Congresso Nazionale del Popolo (il numero sei del regime) ha dichiarato alla televisioni:
“La media ponderata di crescita della nazione si aggira sull’8% del pil, è il dato economico più prepotente e positivo del pianeta. In tredici anni abbiamo portato 650 milioni dalla soglia della povertà a una autonomia economica tale da consetire loro di essere proprietari di una casa e di un’automobile. L’unico aspetto preoccupante è che cresciamo a una velocità eccessiva. Ma non è facile fermarsi. Il problema è che il resto del mondo ha deciso di fermarsi per litigare tra di loro”.

Così ci vedono dalla Cina.
Dalla nazione che nessuno in Occidente vuole invitare a cena nel pranzo di famiglia.
Peggio per noi. Non lamentiamoci.
Mea culpa mea culpa, mea maxima culpa.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2011/08/cosi-viene-presentata-litalia-agli.html
3.08.2011

Pubblicato da Davide

  • ilfigliodegeneredellovest

    Io mi chiedo se la gente che parla di “estrema destra” e di “estrema ala destra” di questa o quella organizzazione si sia mai informata sulla politica economica di un Mussolini o di un Hitler.

    Naturalmente la mia è una domanda retorica, perché la risposta è palese.

  • dino23

    Si, e che poi rimette in paradigma la regola della massoneria cattiva (Licio Gelli), beh…….. dai, buttiamola sul ridere ! Fa buon sangue.

  • palestinafelix

    Io mi chiedo se hai letto l’articolo,

    tu parli come se ‘estrema destra’ tout court significasse automaticamente ‘Hitler e Mussolini’, mentre l’autore dell’articolo parla espressamente di “estrema ala destra radicale della massoneria usa’,

    sei in grado di capire la differenza?

    E poi, se ti rileggi la storia di Hitler e Mussolini capirai che sono rimasti in sella fino a che facevano comodo all’estrema destra massonica angloamericana, ovviamente in senso anticomunista; non appena hanno tentato di fare di testa loro e si sono messi contro la mammona di Washington…sono subito stati ridotti ai minimi termini.

  • nuovorinascimento

    Tutto giusto e corretto ….l’articolo dimostra ancora una volta quanto sia marcia la stampa mondiale nel nascondere una tale notizia.
    Mi permetto solo di affermare però che anche la Cina da 2 anni sta avendo dei seri problemi sociali, che sono stati mitigati poche settimane oddietro grazie a numerosi scontri e proteste di piazza che hanno permesso una rinegoziazione dei salari medi nelle fabbriche sfruttatrici.
    Non dimentichiamoci nemmeno che una volta finita la curva speculativa delle major coorporation nel produrre in Cina, e non appena gli investitori si sposteranno in terre ancora più estreme, ci sarà una recessione biblica in Cina, e i lavoratori torneranno all’industria primaria, l’agricoltura.
    Credo altresì che la vera forza di questo paese sia rappresentata dalla sovranità monetaria, totalmente nelle mani dello stato e forte di un avanzo commerciale pauroso…….Letteralmente un nuovo impero comunista con una macchina economica – e in fututo bellica – incredibile.
    Il futuro sarà rappresentato da scenari apocalittici con lo scontro tanto atteso da 20 anni USA – CINA.

  • Jack-Ben

    quoto in toto…. e vai con un bel 1984 orwelliano…

  • ilfigliodegeneredellovest

    rileggi la tua risposta per tre volte per favore

  • illupodeicieli

    Da che mondo è mondo gli investitori vanno dove c’è convenienza e qui da noi mi pare non ci sia più. Penso alle aziende che hanno stabilimenti nella mia regione, la Sardegna: c’è chi ha trasferito i macchinari,nuovi, altrove e all’estero per la precisione, chi ha illuso operai e sindacati e non ha più dato notizie, chi è venuto solo per prendere soldi per finanziamenti che ha poi dirottato su altre (proprie) aziende. Oggi non ci sono più nemmeno vantaggi fiscali. Se poi parliamo di altri investitori e investimenti, non credo che interessino agli operai della Vynils o della Keller, perchè quel tipo di individui lucrano su differenze e altre operazioni che, sinceramente, a noi interessano poco perchè “non danno posti di lavoro” , “non creano ricchezza (se non nelle loro tasche e nelle loro nazioni)” . Per il discorso specifico che riguarda la Cina, a parte il solito discorso dei loro acquisti e investimenti nell’Africa e la loro amicizia interessata con Brasile, India,Sudafrica , occorre appunto sapere chi sono i principali clienti dei prodotti cinesi e sapere gli Usa e l’Italia in che posizione e percentuale si trovano. Può la Cina fregarsene e non servire più queste due nazioni? Ha interesse a farlo? Quanto vengono pagati i governi Usa e italiano per accettare condizioni capestro? Le opposizioni sono comprate anch’esse o hanno gli attributi e una certa dose di spregiudicatezza e sicurezza insieme nel poter e voler ridiscutere il debito nei confronti delle banche cinesi? Quanto a definire ala destra o sinistra ,mi pare che quando fa comodo vengono definite due facce della stessa medaglia. E meno male che Obama era l’uomo nuovo e che Silvio non doveva arrivare all’estate.

  • spartan3000_it

    Faccio una ipotesi. Quella che Modigliani chiama ala estrema destra della Massoneria occidentale non e’ che sia in rotta di collisione con la ledership cinese. Non e’ mai stato interesse di questa pletora di individui dediti all’intrigo difendere gli interessi nazionali delle nazioni occidentali e delle loro popolazioni. Anzi proprio questa plutocrazia ha consegnato lo scettro alla Cina con le delocalizzazioni per massimizzare i profitti delle loro corporations. C’e’ una convergenza di interessi fra la massoneria occidentale e la leadership cinese nel portare al declino l’Occidente per tramite dell’austerity e congegnare un nuovo ordine mondiale in cui la moneta cinese sia parte importante di una nuova valuta di riferimento.

  • Tonguessy

    Nella più totale, irresponsabile, stupida e suicida cecità, l’intera baracca mediatica … complicità con l’estrema destra repubblicana Usa, (che sta applicando il piano strategico criminale dell’estrema ala destra della massoneria statunitense) prosegue la propria delirante e censoria attività (di) abbattere le tasse, restringere il credito alle imprese, abbassare il debito pubblico tagliando “subito” 5000 miliardi di dollari alla sanità, alla previdenza e all’istruzione, aumentando di 768 miliardi di dollari la spesa militare

    Senti senti…c’e’ ancorta qualcuno che dice cose di sinsitra allora (Moretti docet).

    La media ponderata di crescita della nazione si aggira sull’8% del pil, è il dato economico più prepotente e positivo del pianeta.

    Non lasciatevi ingannare dalla crescita infinta, please.

  • tortnoise

    Onestamente faccio molta fatica a credere ai dati propinati dalla propaganda cinese….