COSI' NON VA,STUDENTI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

AGGIORNAMENTO: TESTO MODIFICATO E AGGIUNTE DUE NOTE DELL'AUTORE TRA I COMMENTI

DI PAOLO BARNARD

No, così non va cari studenti, cari insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi: nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello. Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.

Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? Eppure, leggete qui di seguito:

“L'incontro di ieri mattina tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i sindacati della scuola è stato il detonatore che ha fatto esplodere l'inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale di fronte all'incognita della Finanziaria (2007, nda). Il confronto si è arroventato di colpo quando Enrico Panini, leader della FlcCgil, ha estratto dalla sua cartellina un foglio contenente le misure che la prossima Finanziaria dedica alla scuola. Sotto accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente… un giro di vite che alla fine porterebbe alla riduzione di quasi 100mila posti per gli insegnanti. Inoltre, stretta sui posti di sostegno e sul personale Ata… provvedimenti che potrebbero costare la cattedra a circa 10mila docenti. E altrettanti potrebbero essere cancellati dalla paventata abolizione della deroga nella formazione delle classi nelle quali sono presenti alunni con handicap. «Più che una proposta dilegge Finanziaria siamo di fronte a un chiaro esempio di come si può far impallidire anche un concetto come quello di macelleria sociale», ha attaccato Panini.”

Così scriveva il Sole 24 Ore il 27 settembre del 2006. E notate: l’articolo parla di “inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale”, dunque il tempo per sollevarsi c'era. Si parlava di ben oltre 100.000 cattedre a rischio, ben più delle odierne 87 mila della Gelmini. Perché in quelle settimane non vi mobilitaste? Perché nessun allarme e nessuna occupazione per oltre un anno? Vero, nell'autunno del 2007 scendeste in piazza, ma le agitazioni di allora furono minuscole rispetto a quanto state facendo oggi, e soprattutto si accesero nella maggioranza di voi quando l'allora ministro Fioroni minacciò i vostri interessi di parte (obbligo dei debiti , maturità ecc.) e non prima quando, ribadisco, in gioco c'erano i medesimi tagli che oggi sembrano così scandalizzarvi. Perché? Vero anche che la minaccia dei colpi di scure del buon Prodi rientrò, ma poi… leggete qui:

“Giungono a maturazione i frutti avvelenati di una Finanziaria (2007 nda) che ci avevano detto avrebbe fatto piangere i ricchi e finalmente rilanciato l'impegno dello Stato a sostegno della scuola. La situazione economica e strutturale della scuola pubblica diviene ogni giorno più drammatica. I tagli alla superiore sono i più evidenti e vistosi, resi ancor più gravi dall'aumento delle iscrizioni a livello nazionale… Il crollo dei finanziamenti sta minacciando il Tempo Pieno e prolungato, sta impedendo di pagare e fare le supplenze quasi ovunque, con decine di migliaia di classi che ogni giorno restano senza insegnanti. Molte scuole non hanno più i soldi neanche per le spese più elementari, gesso o carta igienica… I professionali stanno per essere massacrati, si annunciano riduzioni vistose dell'orario settimanale… Dopo un ridicolo balletto con i sindacati ‘amici’, il governo ha ribadito che nel 2007 non darà un euro per il rinnovo del contratto di docenti ed Ata, deprimendo ancor più una categoria al limite del tracollo… E dire che basterebbe che il governo rinunciasse a costruire gli F35 (i caccia, nda) destinando all'istruzione almeno la metà di quei soldi.”

Così si esprimevano nel maggio del 2007 i Cobas Scuola. E allora.

No, così non va cari ragazzi. Lo slancio civico, la difesa dei diritti, sarebbero in voi una manifestazione straordinaria se non fosse che ancora una volta l’evidenza mi costringe a concludere che ciò che anima questo vostro insolito livello di indignazione è la deleteria febbre contro l’Odioso Designato, e non la sostanza dell'ingiustizie. Ancora una volta. Come ai tempi del desolante spettacolo del ‘pacifismo’ italiano di cinque anni fa. Ricordiamo tutti quell’epocale 15 febbraio del 2003, quando una massa di quasi tre milioni di italiani marciò su Roma per protestare contro l’intervento italiano in Iraq e in Afghanistan. In Iraq l’Italia è rimasta per nove mesi del governo di centrosinistra, in Afghanistan ancora siamo. Ma dei tre milioni di ‘pacifisti’ del 2003, quanti scesero in piazza nei mesi del mandato Prodi dall'aprile del 2006? Lungo cioè la terrificante strage di civili che le cosiddette coalizioni hanno perpetrato in quei due Paesi e che oggi arriva a una stima di oltre un milione e seicentomila morti? Poche centinaia si agitarono nelle piazze, di cui neppure uno dopo l’annuncio lanciato da Luciano Bertozzi su Nigrizia che ci rivelava come il buon Prodi avesse previsto nella finanziaria 2008 qualcosa come… 23 miliardi di euro in spese militari, armando poi Paesi come la Turchia o Israele, vere e proprie bestie nere dei Diritti Umani. Perché allora, col centrosinistra a palazzo Chigi, neppure una frazione dell’indignazione febbrile che oggi vi percuote fece capolino nelle strade? Mi dite perché?

Infine. Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego, è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene comune e il senso di collettività, per sempre, e imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto. Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici. Possiamo certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo dovere? L’indignazione se la meritano coloro il cui compito era di impedire che la destra facesse il suo dovere: e cioè la sinistra, la miserevole inesistente patetica sinistra. Quella cosa che oggi sta appiattita sotto lo stuoino della destra pur continuando a biascicare retoriche di sinistra. Le leggi dell’Odioso Designato si disfano in poche settimane se c'è il consenso politico (cioè popolare). Il problema è che quel consenso non c'è, o meglio, la sinistra non ha saputo crearlo, non ne è stata capace, anzi: non ha voluto. Questo è il problema. Invece di perdere tempo a odiare Berlusconi e il suo clan, perché non vi chiedete le ragioni per cui le sinistre sono finite a brandelli, svendute alle destre, protettrici del piduista Silvio, privatizzatrici, precarizzatrici, traditrici del nostro bene comune?

Indignatevi con loro ragazzi, strattonatele, prendetele a schiaffi, fate i sit-in e le lezioni in strada di fronte alla CGIL, alle sedi del PD, sotto casa di Romano Prodi. Questo ha senso. La destra fa il suo dovere. E' la sinistra che non l'ha fatto.

Commenti (58)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. paniscus 28 ottobre 2008

      Solo per dire che io lo sciopero contro la finanziaria del governo di centrosinistra, due anni fa, l'ho fatto.

      Nel silenzio totale di tutta la sinistra mainstream, che aveva il terrore di urtare il fragile equilibrio del governo di allora.

      Lo sciopero più godurioso della mia vita, in tutta la mia scuola eravano esattamente in QUATTRO: io, il bidello zoppo, la segretaria lesbica e il tecnico di laboratorio anarchico :)))))

      Mancavano solo un nero e un musulmano, ma disgraziatamente non erano pervenuti.

      saluti
      Lisa

    1. marzian 27 ottobre 2008

      "Sono Paolo Barnard.



      Intervengo per dire alcune cose. Innanzi tutto sono desolato dalla quantità di commenti il cui tono è di livore nei mei confronti. Si cerca di farmi passare per un patetico perdente. In realtà non mi sembra di esserlo. Chi come me si può permettere di perdere fama, carriera, amicizie in alto, editori importanti, e le infinite serate cui mi invitavano in tutta Italia (tutto documentato) per rimanere un libero pensatore, non è un fallito. E' uno con coraggio, una tenuta fuori dal comune, e soprattutto un attaccamento all'etica come prima condizione di vita. Io combatto per riportare le persone al centro, le persone comuni, altri (da Berlusconi a Travaglio) combattono per essere al centro e tenere le persone chine, adoranti e impotenti. Quello che faccio con i miei pezzi, è di dire sempre una cosa: se prima noi (attivisti, giornalisti 'contro', giovani antagonisti, intellettuali, contestatori, altermondialisti, studenti) non ci guardiamo dentro e se non accettiamo di vedere quanto in realtà replichiamo i difetti e le ipocrisie del Sistema, se non facciamo il durissimo lavoro di pretendere da noi stessi prima di tutto l'adesione all'etica senza eccezioni, noi tutti saremo fallimentari, e facilmente manipolabili dal Sistema. E' stato il destino di Travaglio o della Guzzanti, di Santoro e della Gabanelli, più molti altri.



      Dico a tutti, prima di accusarmi di pontificare senza prove, di leggere ciò che ho scritto nel mio sito, ( www.paolobarnard.info [www.paolobarnard.info]).



      Ho pubblicato la mia corrispondenza con Travaglio per motivi di interesse pubblico. Essi sono: Travaglio è stato eletto da masse di italiani al ruolo di Vate salvatore della patria e detentore della verità mediatica. A lui tantissimi si affidano in buona fede. Io espongo il lato oscuro di Travaglio come paradigma generale: cioè, avviso le persone che è sempre sbagliato e pericoloso aderire adoranti a chiunque, per quanto 'eroico paladino' egli/ella appaia. A questo serve la pubblicazione di quelle mail, e di altri miei lavori. La corrispondenza in oggetto dimostra che quell'uomo è un arrogante che non tollera l'essere messo in discussione in modo duro, cosa che invece si riserva di fare con tutti gli altri; che si rifiuta di rispondere ad una imbarazzantissima evidenza (caso Gabanelli in prima serata 5 anni con Berlusconi), un fatto centrale che contraddice clamorosamente ciò su cui lui stesso ha edificato il suo teorema del 'regime' tv, e dunque tanta della sua fama (e cosa ci fa lui oggi in prima serata in quel 'regime'?); che per evitare tale risposta si trincera dietro il paravento del 'lei mi insulta', esattamente come gli orribili personaggi che lui stesso critica; che, nella discussione su Israele, dimostra una pietas selettiva, cioè una agghiacciante mancanza di compassione per il 50% di una tragedia e una incondizionata compassione per l'altro 50%; che nella difesa acritica della Gabanelli anche nella sua scandalosa implicazione in 'Censura Legale' (si veda mio sito) egli abdica disastrosamente a qualsiasi principio etico, a quegli stessi principi che però lui pretende ferocemente da altri. Ora, un uomo così può essere il depositario della fiducia incondizionata di masse di italiani in totale buona fede? E allora, non è forse più saggio che, come sostengo da anni, questi 'personaggi' ipertrofici vengano ridimensionati a ruolo di semplici fonti di possibili verità, e che sia invece la persona e porsi al centro della propria verità? Ecco a cosa servono quelle mail.



      Alla fine il mio discorso è sempre uno: se Travaglio, se Gabanelli, se gli studenti, se i pacifisti, se noi tutti non ci ripuliamo delle repliche del Sistema che abitano in noi, mai potremo essere utili a questa disperata Italia, mai saremo degni di guidare altri esseri umani. Mai saremo 'eroici paladini' di qualsivoglia giustizia.



      Barnard"

    1. danilobalistreri 25 ottobre 2008

      a volte per come bernard presenta i suoi articoli sembra piu berlusconiano che un libero giornalista,poi credo che in fondo agisca in buona fede..
      anche se un po'troppo paternale e poco chiaro,troppo superficiale o come si dice dalle nostre parti "nuciusu".(noioso)
      troppo,perche qui il problema non è tanto il passato ,prodi,o lo studente politicizzato,qui il vero problema è che questo governo è la demagogia piu pura,piu raffinata che ci sia stata negli ultimi 20 anni.
      sono preparati ,sono organizzati,sono vincenti.
      Propongono per esempio due leggi a volta ,o combinano finanziarie,dove infilano giustizia -forze dell'ordine-e precari,cosi tu ti concentri sui precari e loro si inculano la giustizia.
      sono astuti,sono dei veri criminali...
      E questo dovrebbe essere ormai chiaro a tutti,credo anche ai loro sostenitori
      Quindi qui ,echiara solo una cosa per il momento,questo decreto è solo un taglio,e non è fatto a fin di bene......
      quindi bernard ,faresti meglio ad informare i tuoi lettori sulle vere intenzioni di questo governo,e della sua falsa opposizione.

    1. Truman 25 ottobre 2008

      Certamente Vicenza. Ed occorrerebbe ricordare anche i cittadini della Campania nella loro lotta contro uno stato che crea delle emergenze per poterle poi gestire insieme alla criminalità.

    1. geopardy 25 ottobre 2008

      Caro Barnard,
      questo commento mi trova in sintonia.
      Per quanto riguarda la riforma, mi sembra ovvio che la scuola peggiorerà ed i nostri portafogli pure, dato che buona parte di ciò che oggi è garantito ce lo dovremmo pagare in futuro come extra.
      Questi sono senza ritegno, ci scippano di tutta o quasi la finanza per il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti, erogando danaro pubblico a dismisura per mandare avanti il loro gioco del Monopoli e senza un minimo riequilibrio verso il basso (la stragrande maggioranza della gente), anzi aumentandoci pure gli oneri educativi, che ogni società definita civile dovrebbe garantire.
      Sembra un leit motive dell'oggi, ma purtoppo è la verità e guai a tacerla.
      Tutti i cambiamenti di sostanza degli ultimi secoli, che hanno innescato quel fenomeno detto democrazia, sono stati innescati da chi era abbastanza erudito, il popolo lasciato nell'ignoranza, da solo, al massimo faceva assalti ai forni e via dicendo, oppure rimaneva alla mercè di un qualche dittatore populista, per poi trovarsi in mezzo alle bombe di lì a poco ed era gente che sgobbava, quindi anche chi propone il tornate a laura' invece di protestare (naturalmente in maniera costruttiva), non ha coscienza di questi passaggi storici.
      Prima di demolire, bisognerebbe sapere cosa si voglia costruire o ristrutturare e questo non può prescindere da un'ananlisi fatta da veri esperti del settore.
      Non credo sia stato interpellato qualcuno in merito, come tu chiaramente dici.
      Dell'articolo la cosa che più mi ha infastidito, lo ribadisco, è stato l'accomunare un'occupazione alla devastazione, ma forse hai espresso un timore di degenerazione, magari indotto da qualcuno all'esterno ed io non l'ho capito, in tal caso, scusami.
      Ti ho sempre stimato su come impostavi le trasmissioni quando eri in RAI e mi sono risentito a quella tua affermazione, per il resto, condivido pienamente il fatto di non far strumentallizzare politicamente da nessuno la protesta, se ho usato espressioni non congrue ti chiedo veramente scusa.
      Io ho fatto svariate occupazioni, a scuola e non e quando le istituzioni chiamavano la polizia o i carabinieri, intendo quelli normali e non gente robotizzata sotto non si sa quali effetti di condizionamento mentale, tipo i celerini (non tutti) e roba simile, dopo che avevi civilmente esposto le tue ragioni, per lo più, se la prendevano con le istituzioni che li aveva chiamati, allontanandoli dal vero esercizio delle loro funzioni.
      Naturalmente se avevi il tempo di parlare (non sempre creano le condizioni perchè ciò avvenga).
      Un saluto

    1. albertgast 25 ottobre 2008

      Vorrei sottolineare ancora una volta che quando si parla di "pianificazione di una vera macelleria sociale" che avrebbe dovuto fare il precedente governo, si parla di una cosa che NON è avvenuta. Mentre quando si manifesta contro la riforma Tremonti/Gelmini si parla di una riforma GIA' votata. Non si vede la differenza? Vorrei anche sottolineare che il pur scarsissimo (secondo me) governo Prodi era uso ricorrere alla cosiddetta concertazione, e quindi ascoltava (o fingeva di ascoltare, fate voi) tutte le parti interessate, e a volte (raramente) recepiva anche qualche proposta. Troppo poco? Sono più che d'accordo! Però questo governo invece fa cadere le cose dall'alto, senza minimamente chiedere non dico alle parti interessate, che sarebbe troppo, ma nemmeno a chi se ne intende!!!! Vorrei anche spendere due parole a favore di questi nostri ragazzi, perchè non li ascoltiamo? Quando ci parlano in televisione, sui giornali, nei vari blog ecc ecc ci dicono che nella loro protesta c'è ben poco di politico, ma molto contro il malfunzionamento della scuola stessa, perchè dobbiamo sempre mettere loro in bocca cose che non dicono? Mi accorgo, alle soglie della vecchiaia, che gli indottrinati, quelli coi paraocchi (ed anche i paraorecchie), non sono i giovani, ma sono proprio quelli che poterbbero essere i loro genitori, che anzichè dar loro una mano, li vogliono introdurre nelle stesse caselle, dove loro stessi si erano incasellati alla loro età. Davvero sconfortante....Infine, se vogliamo colpire il contadino che a suo tempo non ha saputo curare il campo, facciamolo, ma poi mi si dica cosa dobbiamo fare con quel contadino che a seminare l'ortica nel campo del vicino c'è andato apposta. Un'ultima cosa: pensare di risolvere i problemi della scuola tagliando otto miliardi ha davvero poco di sensato. Non sarebbe stato meglio cominciare a riorganizzare PRIMA gli sprechi e tutto ciò che non funziona, e POI calcolare di quanto si poteva tagliare il finanziamento?

    1. Tao 25 ottobre 2008

      Vorrei far notare a coloro che hanno aspramente criticato il mio pezzo sulla presente crisi scolastica, che una lettura attenta delle mie righe vi avrebbe evitato molto astio e tante incomprensioni.


      Innanzi tutto, la reazione studentesca contro il governo Prodi fu assai più ridotta e neppure paragonabile a quella attuale. Poi, come scrissero tutti i maggiori quotidiani all'epoca, essa fu scatenata solo quando l'allora ministro Fioroni avanzò proposte che intaccavano gli interessi di parte degli studenti ("l'introduzione dell'obbligo dei debiti, l'avvio della nuova maturità, la mancata difesa dello statuto degli studenti, e in generale per la scarsa considerazione nei confronti della rappresentanza studentesca"), e non prima, quando invece il governo di centrosinistra stava pianificando una vera "macelleria sociale" contro tutta la scuola. Rimane vero ciò che ho scritto: perché per mesi nessuno si sollevò? Eppure di "macelleria sociale" si trattava allora come oggi. Qual'era la differenza? Inoltre, vi ricordo che ai tempi di Fioroni non pochi insegnanti si opposero a qualunque protesta. E io non ho mai parlato di strumentalizzazione dell'odierno movimento studentesco, ma proprio di sua incoerenza, tutta farina del suo sacco.


      Infine, mi spiace veramente che non si voglia cogliere il punto più importante del mio discorso: capire cioè la futilità di una protesta contro l'obiettivo sbagliato. Lo ribadisco: i colpevoli della presente situazione, in tutti i campi del vivere sociale, sono le sinistre (politiche e non) incapaci di creare un consenso popolare a favore delle proprie istanze. In democrazia vince chi convince. Se non siamo capaci di farlo è solo colpa nostra. In metafora: se l'ortica invade il vostro campo, con chi ha senso protestare? Con l'ortica, che fa solo il suo dovere? O con il contadino che non ha saputo curare il campo?

      Paolo Barnard

      25.10.08

    1. lino-rossi 25 ottobre 2008

      il progetto del governo è qui esposto:

      http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/misure_economiche/intervento_tremonti.pdf

      "Per questo, subito ed in parallelo, affiancheremo al citato piano triennale di stabilizzazione della nostra finanza pubblica, un piano vasto ed organico di riduzione della manomorta pubblica e di riflesso di spinta allo sviluppo ed alla crescita dell'economia.

      Un piano di liberalizzazioni, di semplificazioni, di privatizzazioni. "



      per coglierne lo spirito bisogna leggere Alvi. in larga parte, per me, è condivisibile, anche se bisogna stare attenti alle derive oligarchiche. se Tremonti avesse continuato ad essere critico sul patto di stabilità (http://www.soldionline.it/saperinvestire/economia-e-societa/tremonti-che-delusione) ed avesse dato una sistemata all'affare "autostrade" (i signori delle autostrade - Giorgio Ragazzi - il mulino), sarei stato più tranquillo. va bene il capitalismo diffuso e la libertà, ma il capitalismo oligarchico e le prese per i fondelli, proprio no.

    1. Popinga 25 ottobre 2008

      Al sadomaso continuo a preferire una sana scopata. Mai comprato frusta e manette, io.

    1. geopardy 24 ottobre 2008

      Credo che tutti siamo d'accordo sul fatto che la scuola vada ristrutturata, ma non operando solo tagli.
      Tutti sappiamo che ci sono i baroni e nessuno li tocca, ditemi dove c'è in questa nazione qualcosa che funzioni differentemente dal baronismo, dal nepotismo o, più ion generale, dal familiarismo (nel senso che non solo i nipoti, ma anche figli, fratelli e sorelle vanno ad accaparrarsi i posti, con beneplacido della politica, tutta).
      Ho un figlio di otto anni e frequenta le scuole elementari con classi composte, mediamente, da circa 30 alunni ognuna e vi assicuro che non è facile interessarli con più di una maestra che coopera in classe, figuriamoci con una sola (magari mi sbaglierò, ma non saprei).
      Noi avevamo un solo maestro, ma eravamo soltanto o femmine separati e con un numero, per classe, pari alla metà esatta di quello di oggi.
      Vivevamo in un mondo con meno cose da imparare ed in cui la televisione, ancora, non si sostituiva, nella nostra mente, nè alla famiglia nè al maestro ed in più, negli ultimi 40 anni, credo che qualcosa di sostanzioso si sia aggiunto nelle conoscenze.
      Non eravamo in una società prettamente tecnologica ed il sistema didattico era completamente diverso e più semplice.
      Per limitare il diritto allo studio ed alla conoscenza, si comincia dalle elementari (che ora sono considerate tra le migliori del mondo) e si finisce all'università, dove la ricerca sappiamo in quale stato sia (tutto comincia dalla politica).
      Si fa una riforma e dove si va a toglere?
      Nell'unico segmento valido che abbiamo in tutto il sistema didattico, figuriamoci quando metteranno le mani sul resto che è abbastanza pietoso.
      Sono d'accordo che bisognerebbe cambiare filosofia di vita, ma non mi sembra un buon inizio.
      La ristrutturazione significa anche spese più mirate e non sperperi inutili, ma che non sia semplicemente un tagliare fine a se stesso.
      Si tolgono 8 miliardi di euro alla scuola pubblica e se ne danno 500 milioni a quella privata (leggi cattolica).
      Innanzitutto si dovrebbe agire sulla qualità degli insegnanti ed anche sulle loro capacità didattiche, prima di tagliare e basta.
      In realtà a nessuno frega niente della scuola pubblica e la si lascia in balia degli eventi, mentre a molti interessa quella privata e la si sostiene nè più e nè meno di come si sostengano tutte le privatizzazioni di beni pubblici, con spese addirittura superiori di quando erano in mano al pubblico ed un'efficienza, generalmente inferiore.
      Le università andranno in mano alle fondazioni, come del resto le banche lo sono già.
      Ci si strappa i capelli sul web, commentando articoli polemici ed esplicativi del reale funzionamento di questo sistema, ma non lo riconosciamo quando ci tocca da vicino; come potremo mai sperare di cambiare qualcosa.
      Non ho letto tutti i commenti, ma quelli che ho letto, non mi è sembrato abbiano minimamente affrontato i problemi pratici, che una tale "riforma" comporterebbe.
      Aggiungo, poi, che chi spara a zero sui giovani d'oggi o non è stato mai giovane o è un moralista da 4 soldi.
      Una cosa che mi ha infastidito dell'articolo è il definire una civile e democratica occupazione, come devastazione e questo faceva trasmissioni come Reporter, ma chissà, che proprio per questo suo modo molto disinformato di affrontare gli eventi non sia stato cacciato dallo staff della trasmissione.
      Un'altra cosa sarebbe da ristrutturare ed il prima possibile, la finanza con tutto il suo perverso modo di agire, che ci è appena costate decine e decine se non centinaia di migliia di miliardi di euro (milioni di miliardi delle vecchie lire), un numero enormemente superiore all'intero prodotto interno lordo del mondo.
      La scuola italiana sarà in buona parte da ristrutturare, mentre il sistema, che versa in una condizione imparagonabilmente peggiore, prende somme incredibili dalle mani degli stessi.
      Ciao

    1. Mattanza 24 ottobre 2008

      Guarda che Barnard consilgia di concentrarsi sul pesce grosso e non su quello piccolo,Berlusconi non vale niente,come prodi e compagnia bella,il potere politico specialmente italiano e´succube di poteri forti,economico finanziari,nonche di una sudditanza dovuta all´invasione del territorio da parte di forza straniera....c é´la necessita di essere incisivi,il riformismo non vale nada,porta a piccoli risultati che vengono cancellati gli anni seguenti al costo di grandi sacrifici e sforzi.

    1. Mattanza 24 ottobre 2008

      La polizia vi fara quello che il questore le dice di fare.

    1. elibu00 24 ottobre 2008

      mi sono letta tutti e 46 i commenti postati prima di me..e rido!
      Barnard dice il "Re è nudo!" e tutti lì a coprirlo..o dovrei dire a coprirsi?

      Suvvia ragazzi miei, quanto dovremo ancora aspettare affinchè vi rinfurbiate un pò?Santo cielo..sto diventando vecchia aspettando.

      Abbiamo una scuola che non si riesce neanche più a capire cosa possa essere, incapace di essere viva, ripropone morte attraverso morti. Sguazziamo in un guado pantanoso dove tutto è possibile grazie all'intellettualismo imperversante da una 30ina d'anni che ha confuso il pensiero ed il pensare con il sentire.
      Inorridiamo per una piccola gelminettina che arriva con l'aspirapolverina a tirare su un grattacielo di 700 piani rovinato al suolo ormai da almeno 15 anni..

      Suvvia ragazzi..cosa vi spaventa amici miei, insegnanti, ragazzi e genitori..?
      Lavorare vi spaventa, prendere in mano le vostre vite vi spaventa, rimboccarvi le maniche per guardare in faccia la realtà di ciò che siamo.

      Bene, questo mondo che abbiamo affidato a questi biechi materialisti, intanto che noi dovevamo "pensare", "creare", "esprimerci" ora ci appare com'è: sarà bene rivolgere il dito indice accusatore verso noi stessi e cominciare a sistemare ciò che possiamo nel nostro piccolo invece che sposare continuamente alibi "rivoluzionari" per non pulire le nostre case.
      E' finita quell'epoca..rido..sì..rido!

    1. Franky_Ramone 24 ottobre 2008

      Premessa: non ho votato Berlusconi.
      I tagli dell'università sono dovuti all'avvicinarsi della crisi economica, sembrano, ma non sono stupidi: tagliano. Obiettivamente gli atenei in Italia sono troppi, sarebbe necessario ridurne il numero e creare magari dei grossi campus allontanando gli studenti dalle città. Rimprovero quindi il centrodestra che per l'ennesima volta fà le cose... a cazzo.
      Le colpe dell'opposizione sono però ben più gravi in quanto nessun di loro punta il dito verso coloro che la crisi la sta provocando: gli speculatori finanziari e le banche.
      Chi, Fassino? D'Alema?
      Perchè nessuno del centrosinistra pone una discussione seria sulla mancanza di regolamentazione dei mercati finanziari che ha creato bolle speculative enormi?
      Ma perchè non c'è qualche cazzo di professorone universitario che solleva il problema degli affitti stratosferici che deve pagare uno studente universitario? Perchè la riforma tocca le LORO tasche!
      O di quei genitori che si dichiarano nullatenenti per non pagare le tasse universitarie al figlio?
      Pensate veramente che l'università sia per tutti?
      Mi piacerebbe che fosse condotto uno studio per vedere se è più avvantaggiato negli studi un bambino che ha i genitori laureati oppure un bimbo che ha genitori con la licenza media.
      In altre parole: ma che cazzo me ne frega dell'università quando il popolo, quello vero, quello che si sveglia la mattina e và a lavorare non è stimolato a pensare, non è informato e subisce quotidianamente un processo di annichilimento mentale ad opera delle televisioni?
      Un pò di cultura in più a loro e un pò meno a noi 'intellettualoni' non sarebbe più...di sinistra? Non ci sentiamo un pò classisti ogni tanto?
      Berlusconi è un furbacchione? Avete mai avuto a che fare con un concorso per un dottorato di ricerca all'università?
      Berlusconi evade le tasse? e noi studenti universitari non lavoriamo in nero, o non ci fa comodo farci la pizzata ogni tanto e andare dall'amico nostro che ci fa spendere poco e che non ci fa lo scontrino? Oppure fotocopiare libri, scaricare l'impossibile da internet.
      O magari farci una bella canna contribuendo così al traffico internazionale di stupefacenti dei mafiosi e della CIA? Che male c'è, e poi fanno tutti così, non è vero? Ma noi siamo senza soldi, la sera però il vestitino firmato ce lo mettiamo, non è vero?
      e poi ci guardiamo annozero, e gridiamo: "forza Travaglio!!!" e siamo a posto.
      Mha...
      Paolo Barnard ha ragione, è tutto collegato, dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e
      incominciare a guardarci allo specchio.

      GABBA GABBA HEY

    1. Popinga 24 ottobre 2008

      E pensare che Barnard era un così bravo cardiochirurgo, quello del primo trapianto di cuore! Che brutta fine!

    1. Mishra91 24 ottobre 2008

      Ok scusa. Sei quello dell'altro articolo!
      Ribadisco è organizzato male il forum.
      Comunque non farci caso se sono sgorbutico ma sono 4 giorni che mi sgolo per occupare il mio liceo e che spiego ai topolini che se stiamo uniti la polizia non ci farà nulla.
      Qundi scusa per il tono.

    1. Mishra91 24 ottobre 2008

      Ho sbagliato. Non volevo rispondere a te, ma volevo postare.
      Non è organizzato molto bene, mi pare, il forum.
      La mia ideologia è il libero pensiero, perchè le ideologie non sono tutte cattive. Le ideologie purtroppo sono sparite in favore dell'unica ideologia liberista.

    1. Mishra91 24 ottobre 2008

      Che vuol dire "Mi pareva strano"?
      Qualcosa di più di un commento monoriga?

    1. DaRiOcK 24 ottobre 2008

      Difficile passare dalla parte del torto quando si contrasta una riforma della scuola fatta con un decreto e comandata dalle esigenze di tagli di un altro decreto in tema di economia. Non c'e' alcun interesse verso il pessimo stato in cui e' ridotta la scuola e si continuano a sottrarre risorse dall'istruzione e dalla ricerca in un continuo regresso. Come dargli torto anche se gli slogan e i modi sono ancorati a teatrini visti da 40 anni. E' normale poi che l'importanza che danno i media a determinate vicende piuttosto che ad altre, comunque molto importanti, come quelle da te citate, pilotano l'opinione pubblica ma non per questo sono da bollare come inutili! Certo speriamo che i temi di approfondimento da te impostati con solerzia vengano presi sempre piu' sul serio. Fintanto grazie da parte mia a te e agli altri che sviluppano in rete importanti tematiche che altrove non trovano voce.

    1. geopardy 24 ottobre 2008

      Quando ci fu la guerra della Nato contro la Serbia per il Kossovo,
      poichè ce ne fu una più piccola, ma semnpre della Nato contro i serbi di Bosnia (forse qualcuno se lo ricorda), c'era D'Alema, ma l'opposizione di allora fu unanime nella decisione.
      Quando ci fu la riforma Berlinguer, che aprì la strada alla scuola privata, mi risulta che l'opposizione era perfettamente d'accordo (forse sbaglio? se così correggetemi), quando si rafforzò la presenza in Afganistan delle truppe italiane (Nato) e si andò in Libano (Nato), c'era Prodi, ma non mi risulta che l'opposizione si oppose (scusate il giro di parole), quando si andò in Iraq, per seguire il "grandissimo presidente della storia repubblicana americana George Bush" (parole recenti di Berlusconi), mi risulta che la sinistra vi si oppose, in linea con Francia e Germania (una di destra ed una di sinistra).
      Quindi, deduco che, su di una bilancia dei valori, la destra sia perfettamente allineata a tutto ciò che in genere si condanni, mentre la sinistra è quasi allineata.
      Personalmente, finiamocela con questa storia dei definiti "cosiddetti pacifisti", poverini e strumentalizzati, il 4 aprile 1999 a Roma, manifestazione in cui si suonarono a ripetizione le sirene dei bombardamenti su Belgrado, eravamo un numero stimato tra 100 e 150 mila e c'era il Governo D'Alema e lui, personalmente, era raffigurato in atteggiamenti che non vi sto a dire, quindi non eravamo affatto condizionati e di parte, non ho visto gente di destra, a parte qualche singola e rispettabilissima presenza.
      Protestare vigorosamente, contro chi ha trascinato l'intera cultura italiana in un' informe scopiazzatura degli USA, attraverso vent'anni di tv spazzatura (a parte qualche chicca che gli si riconosce), credo sia un dovere morale di ogni italiano.
      Ciò ha generato un problema talmente permeante, da farci sembrare quello che c'è come fosse sempre esistito e , Barnard, avendo fatto dell'ottima tv, dovrebbe saperlo.
      Tutto questo sistema, senza l'aiuto continuo delle tv berlusconiane, difficilmente si sarebbe realizzato in tempi, perlomeno, così brevi, compreso il concetto ultraliberista delle privatizzazioni selvagge.
      Si cominciò, se qualcuno se lo ricorda, con lo Yuppismo degli anni ottanta, perfettamente allineato all'ideologia tatcheriana e reganiana, di cui le tv cavalieresche ne costituivano il supporto ideologico.
      D'accordo, ci fu anche tangentopoli a dare una mano, ma dopo di essa ci siamo beccati Forza Italia, non dimentichiamolo mai, prima, però, morirono Falcone e Borsellino.
      Quindi forza studenti e non fatevi strumentalizzare da nessuno, chi vi appoggia sia il benvenuto, ma con la condizionale.
      Ciao

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