COSI' NON VA,STUDENTI

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AGGIORNAMENTO: TESTO MODIFICATO E AGGIUNTE DUE NOTE DELL’AUTORE TRA I COMMENTI

DI PAOLO BARNARD

No, così non va cari studenti, cari
insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando
sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi:
nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello.
Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.

Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi
sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione
dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva

pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli
oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? Eppure, leggete qui di
seguito:

“L’incontro di ieri mattina tra il
presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i sindacati della scuola è stato il
detonatore che ha fatto esplodere l’inquietudine sotterranea che da settimane
attraversava l’intero versante sindacale di fronte all’incognita della
Finanziaria (2007, nda). Il confronto si è arroventato di colpo quando Enrico
Panini, leader della FlcCgil, ha estratto dalla sua cartellina un foglio
contenente le misure che la prossima Finanziaria dedica alla scuola. Sotto
accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce
che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato
progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente… un giro di vite
che alla fine porterebbe alla riduzione di quasi 100mila posti per gli
insegnanti. Inoltre, stretta sui posti di sostegno e
sul personale Ata… provvedimenti che potrebbero costare la cattedra a circa
10mila docenti. E altrettanti potrebbero essere cancellati dalla paventata
abolizione della deroga nella formazione delle classi nelle quali sono presenti
alunni con handicap. «Più che una proposta dilegge
Finanziaria siamo di fronte a un chiaro esempio di
come si può far impallidire anche un concetto come quello di macelleria
sociale», ha attaccato Panini.”

Così scriveva il Sole 24 Ore il 27 settembre del 2006. E
notate: l’articolo parla di “inquietudine sotterranea che da
settimane attraversava l’intero versante sindacale”, dunque il tempo per sollevarsi c’era. Si parlava di ben oltre
100.000 cattedre a rischio, ben più delle odierne 87
mila della Gelmini. Perché in quelle settimane non vi
mobilitaste? Perché nessun allarme e nessuna occupazione per oltre un anno? Vero, nell’autunno del 2007 scendeste in piazza, ma le agitazioni di allora furono minuscole rispetto a quanto state facendo oggi, e soprattutto si accesero nella maggioranza di voi quando l’allora ministro Fioroni minacciò i vostri interessi di parte (obbligo dei debiti , maturità ecc.) e non prima quando, ribadisco, in gioco c’erano i medesimi tagli che oggi sembrano così scandalizzarvi. Perché? Vero anche che la minaccia dei colpi di scure del buon Prodi rientrò, ma poi…
leggete qui:

“Giungono a maturazione i frutti
avvelenati di una Finanziaria (2007 nda) che ci avevano detto avrebbe fatto
piangere i ricchi e finalmente rilanciato l’impegno dello Stato a sostegno
della scuola. La situazione economica e strutturale della scuola pubblica
diviene ogni giorno più drammatica. I tagli alla superiore
sono i più evidenti e vistosi, resi ancor più gravi dall’aumento delle
iscrizioni a livello nazionale… Il crollo dei finanziamenti sta minacciando il
Tempo Pieno e prolungato, sta impedendo di pagare e fare le supplenze quasi
ovunque, con decine di migliaia di classi che ogni giorno restano senza
insegnanti. Molte scuole non hanno più i soldi neanche per le spese più
elementari, gesso o carta igienica… I professionali stanno per essere
massacrati, si annunciano riduzioni vistose
dell’orario settimanale… Dopo un ridicolo balletto con i sindacati ‘amici’, il
governo ha ribadito che nel 2007 non darà un euro per il rinnovo del contratto
di docenti ed Ata, deprimendo ancor più una categoria al limite del tracollo… E
dire che basterebbe che il governo rinunciasse a costruire gli F35 (i caccia,
nda) destinando all’istruzione almeno la metà di quei soldi.”

Così
si esprimevano nel maggio del 2007 i Cobas Scuola. E allora.

No, così non va cari ragazzi. Lo
slancio civico, la difesa dei diritti, sarebbero in
voi una manifestazione straordinaria se non fosse che ancora una volta
l’evidenza mi costringe a concludere che ciò che anima questo vostro insolito livello di indignazione è la deleteria
febbre contro l’Odioso Designato, e non la sostanza dell’ingiustizie. Ancora una volta. Come ai tempi del
desolante spettacolo del ‘pacifismo’ italiano di
cinque anni fa. Ricordiamo tutti quell’epocale 15
febbraio del 2003, quando una massa di quasi tre milioni di italiani marciò su
Roma per protestare contro l’intervento italiano in Iraq e in Afghanistan. In
Iraq l’Italia è rimasta per nove mesi del governo di
centrosinistra, in Afghanistan ancora siamo. Ma dei
tre milioni di ‘pacifisti’ del 2003, quanti scesero in piazza nei mesi del
mandato Prodi dall’aprile del 2006? Lungo cioè la terrificante strage di civili che le cosiddette
coalizioni hanno perpetrato in quei due Paesi e che oggi arriva a una stima di
oltre un milione e seicentomila morti? Poche centinaia si agitarono nelle piazze, di cui
neppure uno dopo l’annuncio lanciato da Luciano Bertozzi su Nigrizia che ci
rivelava come il buon Prodi avesse previsto nella finanziaria 2008 qualcosa
come… 23 miliardi di euro in spese militari, armando
poi Paesi come la Turchia o Israele, vere e proprie bestie nere dei Diritti
Umani. Perché allora, col centrosinistra a palazzo
Chigi, neppure una frazione dell’indignazione febbrile che oggi vi percuote
fece capolino nelle strade? Mi dite perché?

Infine. Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso
indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego,
è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente
programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene
comune e il senso di collettività, per sempre, e
imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto.
Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola
pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici. Possiamo
certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo
dovere? L’indignazione se la meritano coloro il cui compito era di impedire che
la destra facesse il suo dovere: e cioè la sinistra, la miserevole inesistente
patetica sinistra. Quella cosa che oggi sta appiattita
sotto lo stuoino della destra pur continuando a biascicare retoriche di
sinistra. Le leggi dell’Odioso Designato si disfano in poche settimane se c’è il consenso politico (cioè popolare). Il problema è che
quel consenso non c’è, o meglio, la sinistra non ha saputo crearlo, non ne è
stata capace, anzi: non ha voluto. Questo è il problema. Invece di perdere
tempo a odiare Berlusconi e il suo clan, perché non vi chiedete le ragioni per
cui le sinistre sono finite a brandelli, svendute alle
destre, protettrici del piduista Silvio, privatizzatrici, precarizzatrici,
traditrici del nostro bene comune?

Indignatevi con loro ragazzi, strattonatele, prendetele a schiaffi,
fate i sit-in e le lezioni in strada di fronte alla
CGIL, alle sedi del PD, sotto casa di Romano Prodi. Questo ha senso. La destra fa il suo dovere. E’ la sinistra che non l’ha fatto.

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