Cosa può succedere con il Patriot Party di Donald Trump

    Di Francesco Boezzi, InsideOver.com

 

Al momento è solo un sussurro: Donald Trump potrebbe irrompere sulla scena politica con un nuovo partito. Quasi una creatura personale, che nascerebbe sulla scia del progetto dell’internazionale populista. Quello su cui, almeno per un po’di tempo, aveva lavorato il guru trumpiano Steve Bannon, che l’ex presidente degli Stati Uniti ha graziato poco prima di lasciare la Casa Bianca. Siamo nel campo delle ipotesi, ma il “Patriot Party” – questo è il nome che sarebbe stato individuato – è un’opzione verosimile per il futuro politico di Trump.

Il tycoon è ai ferri corti con il Partito Repubblicano, che sta cercando di normalizzarsi dopo l’avvento del trumpismo. La discesa in campo del magnate nel 2016 ha modificato temi e linguaggio del Gop, che ora, almeno per una parte consistente dei suoi esponenti, sembra intenzionato a mettersi l’esperienza Trump alle spalle, assecondando peraltro la richiesta d’impeachment mossa dai Democratici. Sembra che i bushiani del Gop, cioè la parte ideologica che guarda con favore al doppio mandato di George W.Bush, voglia infliggere al trumpismo una sorta di damnatio memoriae. Non è un caso che in testa ai critici di Trump ci sia Liz Cheney, la figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney, che è stato il principale teorico del “nuovo secolo americano” e il braccio destro del penultimo presidente degli States targato Gop.

Certo, buona parte dei governatori repubblicani sembrano propendere per Trump, e la base degli elettori del Gop è stata, anche a causa della continua presenza dell’ex presidente sui mezzi televisivi, “trumpizzata” nelle sue istanze, ma la sensazione è che The Donald abbia rappresentato una variabile imprevista che l’establishment repubblicana non ha mai digerito più di tanto. E ora, dopo la sconfitta elettorale delle presidenziali, ci si appresta ad assistere alla resa dei conti tra la dirigenza partitica ed il mondo del tycoon. Se Trump dovesse davvero fondare un Partito dei patrioti, allora il consenso del Gop verrebbe minato. La democrazia americana sarebbe in parte sconvolta dalla comparsa di un terzo partito in grado di rastrellare parecchi voti. Per quanto esperienze simili siano già state sperimentate con esito non troppo favorevole, come nel caso del Partito della Riforma di Ross Perot. Trump, poi, avrebbe velleità internazionali.

Cosa potrebbe accadere in Europa

Donald Trump non è stato solo il presidente degli Stati Uniti d’America, ma anche un riferimento per tutti i sovranisti occidentali. Se The Donald dovesse irrompere sulla scena con il “Patriot Party”, allora costringerebbe i populisti d’Europa ad una scelta. Considerando le velleità di Trump, è lecito pronosticare che l’ex inquilino della Casa Bianca proverà a tessere una rete in grado di far sì che il sovranismo sopravviva alla sua esperienza da presidente. Lo scontro ideologico tra il popolarismo-liberale ed il sovranismo-populista continuerebbe così ad essere alimentato. E tante realtà, anche operanti sul Vecchio Continente, dovrebbero scegliere se guardare al modello trumpiano o a quello del Gop.

Il fronte del centrodestra in generale, insomma, potrebbe sfaldarsi a causa del “Patriot Party”. La ragione risiederebbe nelle grandi differenze che intercorrono tra le varie piattaforme. Trump, durante il suo mandato, ha rappresentato anche una sintesi, ma una estremizzazione del suo messaggio non consentirebbe un dialogo tra i possibili aderenti ed i possibili critici della sua “Internazionale”. Si pensi, a titolo esemplificativo, a quello che potrebbe accadere in Francia: già oggi i lepenisti di Marine Le Pen ed i Repubblicani non godono di buoni rapporti. L’elettorato, però, può ragionare di testa sua, e votare a seconda delle circostanze, magari in opposizione a Emmanuel Macron. Un’ulteriore scollatura tra sovranismo ed universo liberale allontanerebbe due emisferi già abbastanza distanti tra loro. E le chances di vittoria, per gli uni e per gli altri, si limiterebbero al lumicino, spingendo forse i Partiti liberali e popolari verso il centrismo, in ottica di “coalizione Ursula”.

Link fonte: https://it.insideover.com/politica/cosa-puo-succedere-con-il-patriot-party-di-donald-trump.html

 

8 Commenti
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Holodoc
Holodoc
25 Gennaio 2021 1:52

Mmmhhh… se avesse chiamato il partito “Forza America” mi avrebbe ricordato qualcun altro…

PietroGE
PietroGE
25 Gennaio 2021 9:23

Il nuovi partito americano è sfavorito dal sistema elettorale, come si è visto con il Reform Party di Perot, ha dalla sua parte, però, una differenza sostanziale con il GOP che il Reform Party non aveva : è contrario sia alla globalizzazione che al capitalismo finanziario, e questo non è poco. Per la prima volta gli elettori americani potranno scegliere veramente tra due partiti differenti. Prima di Trump non era così, c’era sostanzialmente un partito unico, con differenti sfumature, tanto che gli accordi ‘bipartisan’ erano all’ordine del giorno. Il ritorno allo stato ‘pre Trump’, secondo me, sarà difficile se non impossibile perché i problemi reali che hanno ‘generato’ Trump rimangono tutti.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  PietroGE
25 Gennaio 2021 6:40

Ok, resta il fatto che questo partito attingerebbe i suoi voti dal bacino degli elettori repubblicani. Supponendo anche che il 70% passi a Trump, com’è possibile pensare di battere i democratici? Il deep state resterebbe comunque al governo in eterno.

PietroGE
PietroGE
Risposta al commento di  Holodoc
25 Gennaio 2021 6:58

Non è detto che sarebbe solo una scissione del GOP. Secondo me anche una (piccola) parte dei democratici potrebbe essere interessata a votare per il nuovo partito, dopotutto anche gli elettori della classe media democratica sono stati colpiti dalla globalizzazione . E poi l’elettorato americano non è ideologicamente schierato. Sarà interessante vedere se Trump si presenterà tra 2 anni alla elezione per un seggio al Senato. Allora si potrà avere una idea sul futuro del nuovo partito.

Gianfranco Attanasio
Gianfranco Attanasio
Risposta al commento di  PietroGE
26 Gennaio 2021 14:37

Giusto. E e’ per questo che fanno l’ impeachment. Dopo, se Trump viene assolto, prevedo grossi problemi per la sua persona. Simpson docet…

Simsim
Simsim
Risposta al commento di  PietroGE
26 Gennaio 2021 16:44

Difficile da dire, Trump é un divisivo per eccellenza. Fosse riuscito nell´intento di restare in sella, sarebbe certamente stato forse il male minore sotto alcuni specifici aspetti, ma in un mondo normale sarebbe politicamente impresentabile. Non credo onestamente piú ad una soluzione politica di questa faccenda, né qui né lí.

merolone
merolone
25 Gennaio 2021 12:55

La situazione negli USA potrebbe essere molto diversa da quella ipotizzata, se Biden regolarizzerà i clandestini, circa 10 milioni perlopiù latinos, e permetterà i ricongiungimenti familiari per gli ispanici già regolarizzati, potrebbe verificarsi una spaccatura non tanto tra democratici e repubblicani quanto tra centristi repubblicani-democratici ed ala radicale dei dem, la quale con Ocasio Cortez manifesta già pulsioni chaviste. Il partito democratico è una ingestibile coalizione che va da centristi iperliberisti a criptochavisti latinos, se la quota ispanica di popolazione USA oggi circa al 20%, già maggioritaria o quasi in stati come California e New Mexico, dovesse salire fino ad un quarto o addirittura un terzo della popolazione allora il quadro etnico-culturale del paese potrebbe cambiare. In fondo la presidenza Trump può essere considerata come un ultimo tentativo da parte della classe dirigente wasp di preservare il carattere etnico culturale anglofono e protestante del paese, già adesso la maggioranza protestante non riesce più ad imporre l’abbandono della propria confessione religiosa originaria come ha fatto in passato, se i latinos dovessero diventare maggioranza in alcune aree del paese, visto che già adesso in America Latina le sinistre anti-yankee stanno tornando al potere, come in Argentina e Bolivia, ci potrebbero tornare come… Leggi tutto »

Scrillo
25 Gennaio 2021 20:09

Io non ho tutto sto entusiasmo. Trump, anche a patto di perdonargli errori e tradimento, è molto vecchio, non ce lo vedo tra 4 anni a ricandidarsi. Che il gop sia ormai invotabile è un altro paio di maniche. Non credo ci sarà un futuro politico per i dissidenti nella dittatura del monopensiero dominante, che di fatto è l unica realtà possibile. Non di certo attraverso un processo di elezioni truccate ed istituzioni oligarchiche truccate come ormai è assolutamente evidente.