COS INIZIANO LE DITTATURE

COS INIZIANO LE DITTATURE

DI CLAUDIO MESSORA

byoblu.com

Il 16 novembre Nigel Farage(*), in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo. Questo blog aveva ripreso e tradotto il discorso di Farage.



Per approfondire la questione, ho intervistato Nigel Farage per il blog. Enjoy.



CLAUDIO MESSORA: Mr.Nigel. due governi di due stati democratici si sono dimessi a distanza di un giorno l'uno dall'altro, e sono stati rimpiazzati da due governi tecnici, guidati da uomini provenienti dagli uffici internazionali dell'alta finanza e dalla Commissione Trilaterale. Mario Monti e Lucas Papademos. Si tratta di una coincidenza?

NIGEL FARAGE: Beh, si sentono molte teorie sul perche' le cose in Grecia e in Italia sono andate come sono andate. Non potremo mai avere una certezza. Cio' che sappiamo e' che due premier eletti democraticamente sono stati rimossi dai bulli di Bruxelles. Non erano piu' accettabili. Certo e' che, nel caso del signor Papandreou, egli ha osato bestemmiare in pubblico. Si, ha utilizzato la parola che inizia con “r”, la parola referendum. Inaccettabile, doveva andarsene. Il signor Berlusconi era irrecuperabile e le cose in Grecia possono sembrare gravi ma in Italia abbiamo il signor Monti, ex commissario europeo, uno degli architetti della zona euro, disastro! Un non eletto che non era neanche membro del parlamento quando tutta questa storia ebbe inizio. E, per finire, per mettere insieme tutti i pezzi ha composto una vetrina di persone, nessuna delle quali possiamo definire come politico eletto democraticamente. Indipendentemente dalla causa di tutto cio', se crediamo nella liberta' e nella democrazia dobbiamo dire che siamo davanti ad una mostruosita'. E' tutta una coincidenza? No, si tratta di CONTROLLO.



CLAUDIO MESSORA: Nonostante uno stato di crisi di gravità comparabile, a differenza dell'Italia la Spagna è andata incontro a regolari elezioni. Quali sono le differenze reali tra i due approcci?



NIGEL FARAGE: Beh, certamente domenica scorsa gli spagnoli hanno avuto le elezioni. Molto interessante: ero in un dibattito alla tv inglese quando i risultati sono arrivati e ho detto: perché si sono disturbati? Perché avere un'elezione, visto che dopotutto, effettivamente, hanno le mani legate, e abbiamo visto oggi nei giornali, che la prima cosa il signor Rajoy ha fatto é andare dalla Merkel per farsi dare istruzioni, e certo se tra qualche mese loro non sono contenti, sará "licenziato" e rimpiazzato da qualcun altro. Ció che sta accadendo realmente con la crisi dell'Eurozona, é che la democrazia viene deliberatamente e volontariamente distrutta da persone che faranno di tutto per sostenere il loro fallimentare e fallito Euro-sogno.



CLAUDIO MESSORA: Cosa pensa della soddisfazione di una parte del popolo italiano per la sostituzione del governo Berlusconi con un Governo Tecnico? Vi è un sentimento diffuso, tra la popolazione, di rassegnazione all'incapacità di esprimere una buona classe dirigente dal basso, per cui molti preferiscono una soluzione imposta dall'alto.



NIGEL FARAGE: Ok, c'è questo argomento che il signor Berlusconi non era un buon premier. Questo può essere vero oppure falso. Ma l'essenza di una democrazia parlamentare è che per quanto un governo possa essere cattivo, voi, il popolo, avete un'occasione, un'opportunità di rimuoverlo in regolari elezioni politiche e sostituirlo con qualcun altro. L'argomento che Berlusconi non fosse all'altezza, che un governo tecnico sia in qualche modo meglio, penso sia sbagliato da due punti di vista. Primo, il signor Monti è uno dei principali artefici, personalmente, di questo fallimento. Secondo, questo è esattamente il modo in cui inizia una dittatura. Si dichiara uno stato di emergenza, le leggi normali democratiche si sospendono e c'è qualcuno che prende il potere per il bene del Paese. Così iniziano le dittature! A mio avviso, in qualunque circostanza, non è giustificabile.



CLAUDIO MESSORA: Uno degli obiettivi di Mario Monti, nella Commissione Trilaterale, era di perseguire con dedizione la totale unificazione europea. Crede che, come presidente del Consiglio, oggi stia facendo gli interessi del popolo italiano o quelli delle organizzazioni internazionali nelle quali ha ricoperto ruoli apicali?



NIGEL FARAGE: Quello che è certo è che il signor Monti non ha un mandato popolare di nessun tipo. Quello che è altresì certo è che lui vuole assicurarsi che la Grecia, e certamente anche l'Italia, restino nell'Euro e continuino a far parte del progetto europeo. Io non riesco, per quanto mi sforzi, a capire perché gli italiani vogliano sopportarlo. E' una mostruosità assoluta che è stata loro imposta. Ad Atene abbiamo visto la gente scendere in piazza e ti dico una cosa: se fossi in Italia sarei tentato dal fare esattamente lo stesso.



CLAUDIO MESSORA: Cosa ne pensa del MES, il trattato europeo in corso di approvazione che darà a 17 governatori, tra cui Mario Monti, il potere di esigere qualunque somma dagli stati membri e di contro li renderà immuni da qualunque procedimento giudiziario, oltre a dichiarare segreti ed inviolabili tutti i loro archivi e i loro documenti?



NIGEL FARAGE: Dunque, con la crisi dell'Euro la soluzione è gioco forza "più Euro". Questo è ciò che sentiamo dire da Barroso e da Van Rompuy. Ed ora c'è questo nuovo trattato MES, il meccanismo europeo di stabilità, e l'idea è che a breve ci sarà un cambio, magari in 18 mesi o in 2 anni, che renderà legali i salvataggi europei che abbiamo già avuto per gli stati dell'Eurozona. Qualcosa che sarà legale ma che al momento certamente non lo è. Ritengo che questo nuovo trattato sia la peggiore evoluzione dell'Europa Unita: darà un potere arbitrario e completo a burocrati stranieri mai eletti di controllare le economie di interi paesi, e anche se faranno un gran casino, il trattato conferirà loro l'immunità totale da qualsiasi iniziativa giudiziaria, a vita! Questo trattato, il MES, va a toccare cose che dovrebbero e anzi devono essere sottoposte a referendum in ogni stato membro, e gli italiani non dovrebbero prenderlo così sotto gamba. Sicuramente a un certo punto dovrete decidere del vostro futuro. Non potrete basarvi sempre sul fatto che il signor Monti ed altri facciano ciò che è nei vostri interessi.



CLAUDIO MESSORA: Perché ha accusato Mr.Rompuy di non avere nessuna legittimazione democratica? Perché lo considera responsabile di quanto sta accadendo al popolo italiano?



NIGEL FARAGE: Herman Van Rompuy, un mio vecchio amico! Beh, 18 mesi fa ci siamo scontrati al Parlamento Europeo: io diedi una versione alternativa del suo curriculum, della sua formazione. Ma quello in cui, convintamente, avevo di sicuro ragione, era nel dire che non aveva nessuno legittimazione democratica. Seguimi: non è stato votato da nessuno, e non esiste nessun meccanismo per i normali votanti né per nessuna nazione europea di rimuoverlo. E la cosa più importante di questo recente fiasco italiano è stato vedere questo uomo non eletto venire da Brussels a Firenze a dire al popolo italiano che questo non è il momento per le elezioni, ma è il momento per le azioni. Chi, nel nome di Dio, gli ha dato il diritto di dire queste cose al popoplo italiano?



CLAUDIO MESSORA: Cosa ne pensa delle affermazioni di Sarkozy e della Merkel secondo cui chi fa cadere l'Euro si renderà responsabile dell'accensione di una nuova stagione di conflitti militari tra i paesi europei?



NIGEL FARAGE: Ho incontrato Angela Merkel un mese fa, e le ho fatto una domanda. Le chiesi: perché la Grecia non può essere lasciata libera di riavere la sua moneta, di svalutarla e di avere un suo proprio governo democratico? La risposta della Merkel fu chiara: se permettiamo alla Grecia di andare via, altri paesi la seguiranno. Quindi il problema qui è che il progetto europeo deve essere sostenuto al prezzo di qualsiasi costo economico o democratico. Deve essere tenuto coeso. E poi, quando iniziano a disperarsi, dicono che se l'Euro fallisce potrebbe esserci una guerra. Quale guerra? Chi dovrebbe invadere cosa? Dovremmo credere che la Germania tornerà a riarmarsi? E che invaderà la Francia? Non credo proprio! Queste sono le vecchie tecniche di intimidazione, e dovremmo ricordare che, in realtà, le guerre possono insorgere quando i popoli sono forzati artificialmente a stare insieme contro la loro volontà. Ricordate che è accaduto nei Balcani, è successo il secolo scorso, ne abbiamo visto ramificazioni negli ultimi venti anni e l'abbiamo chiamato Yugoslavia. Ci sono molte più probabilità di rivolte, di dissensi e anche di guerre civili se andiamo avanti a imporre agli europei una forma di governo che non hanno scelto e che non vogliono.



CLAUDIO MESSORA: Lei è contro l'Unione Europea. Come pensa che i singoli stati possano sopravvivere, in un'era di mercati globali, se lasciati da soli a confrontarsi con le potenze emergenti, senza un'unione forte?



NIGEL FARAGE: Il discorso della globalizzazione è davvero molto ampio. E una delle analogie che si possono fare è questa. Siamo qui, nel mezzo dell'oceano Atlantico, in una grande tempesta. Ci sono onde enormi che ci scuotono da ogni parte e la situazione è incredibilmente pericolosa. Ora il punto è che se siamo tutti insieme in una unica grande nave, in qualche modo sarà più sicuro e potremo fronteggiare questi temporali violenti con una certa speranza e una maggiore aspettativa di sopravvivenza. Io obietterei che, a dire il vero, la cosa più importante se vogliamo sopravvivere in una tempesta atlantica non è essere in una grande e grossa nave, che potremmo magari chiamare Titanic, ma credo che la cosa più importante, se siamo in mezzo ai marosi, è avere le mani saldamente sul timone ed essere capaci di tracciare la giusta rotta, seguendo la giusta direzione. In termini commerciali, in termini di relazioni internazionali, in termini di politiche estere, il mio paese, il Regno Unito, e l'Italia hanno approcci totalmente differenti. Non significa che io sia migliore di te, e non significa che io sia peggiore, ma significa che il mio paese è molto diverso dal tuo, e ritengo che abbiamo una maggiore, migliore speranza di sopravvivere alle grosse tempeste di attraversare indenni gli oceani di tutto il mondo, se siamo davvero in grado di tracciare la direzione che vogliamo seguire, piuttosto che seguire una decisione comune presa per conto di 27 popoli diversi, con idee contrastanti, e vedere tutto quanto ridotto a un pasticcio, a un compromesso che non va bene a nessuno e diretto da burocrati nella Commissione Europea che, lo abbiamo visto in qualsiasi altra area politica, hanno fallito in tutto l'arco degli ultimi vent'anni.



CLAUDIO MESSORA: Non crede che vi sia una eccessiva dominazione dei mercati, invece di perseguire un modello di società incentrato sul benessere dei cittadini? Ritiene giusto che le regole del mercato e della speculazione debbano prevalere al punto da mettere in crisi intere popolazioni, sebbene in fondo esse abbiano tutte le risorse fisiche necessarie per vivere bene?



NIGEL FARAGE: Tutto il discorso è che lo stato può avere cura delle persone al meglio, lo stato può assicurarsi che dalla culla alla tomba tu sia protetto, che tu possa prosperare e che tu possa lavorare. Beh, gli esempi di questa visione in realtà non sono molto positivi. Guarda l'Unione Sovietica. All'inizio la pensavano così, e guardate il disastro assoluto che hanno combinato. Io so che la società del libero mercato ha degli eccessi. Ci sono persone preparate a infrangere la legge, le regole, so che la ragione del profitto può diventare la ragione dell'avidità. Beh, io vi dico questo. La mia visione dell'evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto! Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse. E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali, che sta bloccando la genuina libera impresa e le piccole, medie imprese dal nascere e svilupparsi, e stiamo assistendo alla bassa crescita, a un disastroso indebitamento, un vero brutto affare per coloro per i quali, io credo, queste cose sono state pensate e realizzate: la parte debole della societá. Dobbiamo fare soldi, realizzare profitti, dobbiamo competere con il Brasile, con l'India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma tutto ció che stiamo facendo é avvolgerci in un mantello che dice: "Oh, si puó lavorare meno, si deve guadagnare di piú," "si puó andare in pensione prima." Non funziona. Non paga. Una volta pensato attentamente a tutto questo, il mercato é ció che dà profitto, il profitto ci dá le tasse, le tasse ci danno il buono stato sociale in ogni stato libero.



CLAUDIO MESSORA: Cosa crede che dovrebbe fare l'Italia per superare la crisi?



NIGEL FARAGE: Allora, l'Italia? Ho sempre avuto la certezza che Grecia e Portogallo non sono mai stati adatti all'Euro, non avrebbero dovuto mai farne parte e dovrebbero essere lasciati liberi, o meglio essere liberati, il prima possibile. Ora, per l'Italia la questione si fa un tantino piú complicata. Siete una grande economia ma penso che alla fine la veritá stia nel fatto che non potrete mai prendere la vostra economia, la vostra cultura, la vostra politica e il sistema tedesco e fonderli insieme in una risoluzione pacifica. Non sará adesso, ci vorrá del tempo, ma penso veramente che l'Italia debba abbandonare l'Euro, tornare alla Lira e soprattutto sbarazzarsi di Monti e i suoi amichetti, che non sono mai stati votati da nessuno, che non hanno legittimazione democratica e che prima li cacciate e meglio é.



CLAUDIO MESSORA: Ci dica qualcosa dei suoi progetti futuri per il suo partito, l'UKIP, e per il Regno Unito.



NIGEL FARAGE: Siamo fortunati, abbiamo fatto un grande catenaccio per non entrare nell'Euro. Grazie a Dio non ci siamo entrati. Grazie al cielo siamo liberi. Oh, ma abbiamo i nostri problemi eh!? Un enorme indebitamento. Ma abbiamo la sterlina, che al momento é debole sui mercati, cosa che al momento é proprio un bene visto i conti in cui siamo. Il mio partito non é anti-europeo affatto. Vogliamo un'Europa con cui fare affari, collaborare, saremo perfino ottimi vicini di casa. Personalmente ho un grande affetto per l'Italia e gli Italiani, e per 7 anni, quando facevo un lavoro diverso quando ero nel business, ho avuto un'agenzia a Milano ed ho speso un sacco di tempo a girare l'Italia, in affari con aziende italiane. E, come ho detto in precedenza, noi non siamo meglio, non siamo peggio, siamo certamente, peró, molto differenti da voi. Rimaniamo con le nostre proprie forme di governo, monete, lingue, culture. Saremo uniti, faremo affari, saremo amici e buoni vicini e ci siederemo attorno a un buon piatto di spaghetti con il vostro delizioso vino, e saremo amici. Ma non dovremmo essere forzati insieme nella stessa unione politica, e il mio partito continuerá a portare avanti questa politica, per un Regno Unito libero, indipendente e democratico, non governato da Herman Van Rompuy, Barroso o altri orribili insignificanti burocrati che adesso stanno comandando le vite di 500 milioni di persone, nei fusi orari europei.



Non sono particolarmente bravo con le pronunce straniere, peró voglio salutare tutti quelli del sito BYOBLU, credo si pronunci cosí... Mi sono molto divertito. Spero di rivedervi presto!

Commenti (52)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Socialist 29 novembre 2011

      Ma che cazzo c'entrano Draghi e Trichet ora? ho forse mensionato un qualche Draghi o Trichet io? eh????

      A parte il fatto che Draghi e Trichet sono una cosa e Monti un'altra, loro sono interni alle banche in toto, e fanno gli interessi delle istituzioni bancarie che rappresentano.

      Non mi pare invece che Monti lavori in banca, al di là di ogni isterismo complottista mi sembra lecito vedere come si muove prima di fare le ochette isteriche.

      Se domani vado a fare il consulente per una banca perché ho studiato economia ciò non toglie che resto comunque un socialista.

      Questo per dire che prima del mestiere un uomo deve essere giudicato per quello che è al di fuori del lavoro, della sua sensibilità per le classi più deboli.

      Monti non mi sembra il ritratto del anarco-capitalista menefreghista che ride e brama contro i proletari (compreso me).

      Gli uomini si giudicano dalle azioni e non dalle etichette.

      Cresci va.

    1. Giancarlo54 29 novembre 2011

      W Monti, W Trichet W Draghi, gli ultimi patrioti europei che combattono per la nostra indipendenza contro l'invasore yankee.

      Sosteniamo tutti il governo di Mario Monti!

      PS: non trovo "faccine" da mettere, sarebbero, comunque, quelle che ti invitano ad andare (bonariamente) a quel paese.

    1. geopardy 29 novembre 2011

      In effetti, leggendo attentamente, si è riferito all'Europa come territorio esterno, quasi che la Gb, in coerenza con la sua storia, fosse a se stante.
      Purtroppo è la sindrome di tutti i popoli isolani (termine assai vicino a isolati).
      Ciao
      Geo

    1. Socialist 28 novembre 2011

      @RicBo

      Condivido il tuo commento, la cosa che mi spaventa come tu stesso dici é che i più suggestionabili si fanno convincere da soggetti come quest'inglesotto antieuropeo, che vuole un Europa dis-unita con la scusa della democrazia solo per permettere ai suoi soci USA di buttarcelo meglio nel didietro.

      Cavalcano il malcontento con un fine preciso, cioè quello di impedire un Europa forte a vantaggio anglo-americano.

      Questo mi fa sudare freddo e pensare alle dinamiche che hanno portato al fascismo. Con le folle che acclameranno il nuovo DUX di turno, ma sarà un DUX fintosociale mandato da wall street e sarà molto più spietato che il primo. Roba da dover rimpiangere "quasi" (ma anche no) il dittatore Benito, che almeno una parvenza socialisteggiante ce l'aveva pur nell'illiberalità assoluta e quindi da non replicare assolutamente.

      Comunque qui se non ci difendiamo ci mettiamo nelle mani degli americani definitivamente. Maledetti yankee e le donne che li hanno partoriti!

    1. Socialist 28 novembre 2011

      Quello che la provincialità di alcuni non capisce o fa finta di non capire è che questo signor dice quello che dice ESCLUSIVAMENTE in funzione anti-europea.

      Non serve essere una cima per sapere che "storicamente" la Gran Bretagna diffida degli europei continentali, quella Grand Bretagna che sputa in continuazione vomito anti-europeo in funzione dell'interesse atlantico.

      SCIOCCHI, SCIOCCHI, SCIOCCHI.

      Volete mettervi nelle mani dell'ennesimo euroscettico per interesse che remo contro l'Europa retto da motivazioni "di democrazia" per non fare altro che l'interesse della SUA Gran Bretagna e degli USA a scapito di NOI EUROPEI.

      Sono un Europeista convinto, abbastanza sveglio da vedere che questa Europa ha dei deficit democratici e molte altre lacune.

      Ce l'ho soprattutto con i nostalgici di BERLUSCA che ora gridano al complotto del banchiere MONTI che banchiere non e'. Punto. Finitela con gli isterismi del complotto perpetuo ai danni dei cittadini.

      I veri complotto sono made in USA, che non vuole un EURO forte, mettetevelo in testa una buona volta.

      Gli interessi degli USA sono avere un EURO ma soprattutto un Europa debole da poter meglio manovrare.

      Se lasciassimo decidere delle sorti dell'Europa a referendum popolari questa ovviamente si disgregherebbe, ove la guerra non sarebbe un ipotesi poi così remota.

      E d'altronde pensate forse che l'Italia sia stata fatta democraticamente? che il referendum su monarchia o repubblica sia stato democratico?

      Ora avremo il RE se fosse per il popolo bue, lo stesso popolo bue che ha mandato un piazzista al governo per quasi 20 anni.

      E allora se la democrazia deve essere il grimaldello dei media per indirizzare il popolo bue verso interessi americani, si fotta la democrazia.

      Ecco, non pensavo di doverlo mai dire ma lo detto.

      Prima costruiamo l'Europa politica, poi semmai la riformiamo in chiave più sociale, umanista e democratica.

      Remare contro e ascoltare questi "democratici" per interesse, vuol dire proprio non avere capito nulla e non aver ben chiaro cosa é imballo.

      Il nostro futuro passa dall'Europa oggi e dall'Eurussia domani. Ma se preferite mettervi a 90 gradi per gli imperialisti aMMericani fate pure, contenti voi.

      P.S. l'America non è una democrazia, e Chomsky delinea egregiamente questo in varie occasioni. L'America é governata dai poteri economici dove c'è una finta scelta fra 2 partiti con poche differenze sostanziali.

      La vera democrazia è poter scegliere di non scegliere, perché non mi accontento del meno peggio, e se dei 2 candidati non mi convince nessuno, voglio poter decidere di non scegliere nessuno dei due, e questa scelta deve essere rilevante al fine che i partiti propongano altri candidati fino a che la cittadinanza non sarà soddisfatta.

      Se io vado a comprare una cucina e mi chiedono di scegliere fra 2 modelli che fanno entrambi cagare, devo poter scegliere di vederne altri.

      Questo é un limite rilevantissimo delle democrazia rappresentativa, che da illusione democratica ma non fa altro che servire le elite alto-borghesi. Nessun rappresenta i vostri esclusivi interessi. L'altro limite è quello che la politica rappresentativa col vostro voto crede di aver carta bianca in ogni decisione. Perché non necessariamente se uno vota un partito è d'accordo al 100% con quello che dice. Perché accontentarsi di un affinità che credo in media sia sul 70% circa.

      Pur se ammetto e promuovo il fatto che servono correttivi di democrazia diretta per bilanciare quella rappresentativa, confermo che ci sono questioni in cui i cittadini non hanno ne la competenza ne la lungimiranza per poter prendersi la responsabilità di decidere, e una di queste e il futuro dell'Europa. Soprattutto in un Europa dove la maggior parte del popolino non hai una visione sovranazionale proprio perché mai uscito dal proprio paesello di nascita.

      Solo chi ha una conoscenza ampia dell'Europa nel suo insieme e delle dinamiche globali sa cosa è necessario per l'Europa e gli europei oggi.

      Chi combatte l'Europa in chiave anti-capitalista combatte il nemico sbagliato, il nemico sta ad occidente e ci vuole divisi per lobotomizzarci , democratizzarci (con la propaganda capitalista) alias renderci schiavi del capitale made in USA.

      E in questo i loro compagni di merende sono proprio i "falsi amici" britannici che sovvrano da sempre un complesso di inferiorità verso noi europei continentali.

      E' l'ora di togliersi i prosciutti dagli occhi.

      Viva l'Europa quale che sia, per farne un'Europa socialista il tempo c'è non disperate.

    1. cinthia 28 novembre 2011

      ...per quello non lo fanno parlare. Chi? Probabilmente il suo partito.

      Un uomo di partito sta alle regole e le Lega, nonostante il falso strepitìo, sa bene che in sostanza gli conviene non intraprendere temi troppo seri.
      Meglio solo lo strepitìo, funzionale specchietto per le allodole gonze che popolano il suo partito.
      Per il resto si fregano le mani come gli altri.
      Il lavoro sporco lo farà qualcun altro e loro, come B del resto, già pensano alle prossime elezioni per le quali, ponendosi all'opposizione, si sono salvati la faccia.
      Tanto anche se voteranno contro alcune decisioni impopolari del governo ci sarà il sostegno del PD e magari anche di IDV.
      In questo modo potranno giocare il ruolo dei puri e duri senza timore di disturbare il "manovratore".
      E poi non sottovalutiamo l'incapacità di prospettiva politica dei politici stessi, la loro finalità è solo quella di arrivare alle elezioni per mantenere lo status.
      Al dunque non c'è altro.

    1. Giancarlo54 28 novembre 2011

      Ottima l'intervista e ottime le risposte di Farage, che non conoscevo. Spassoso il livore che traspare dagli interventi dei sinistrosi, dimostrano, una volta di più, come sono totalmente fuori dalla Storia e dalla logica.

    1. Giancarlo54 28 novembre 2011

      Ricbo sei irrecuperabile. Ad ogni modo hai le tue idee, io le mie, vedremo, alla fine, ci avrà avuto ragione.

    1. Giancarlo54 28 novembre 2011

      Concordo Dana. Se ci dovessimo appoggiare a gente che la pensa come Ricbo e Tania staremmo freschi. In quanto a chiacchiere e slogan loro sono dei veri maestri. Maestri nel lasciare tutto come sta. Infatti io non do nessun peso a quello che dicono (e non solo io)

    1. AlbaKan 28 novembre 2011

      ...non dimentichiamo che Farage è già scapato miracolosamente ad un incidente aereo...

    1. nuvolenelcielo 28 novembre 2011

      e tra l'altro RicBo l'unico xenofobo che io abbia mai incontrato su questo sito sei tu. (Xenofoba significa paura o avversione per ciò che è estraneo, e sappiamo tutti gli insulti volgari che usi nei riguardi di chi la pensa diversamente da te).

    1. nuvolenelcielo 28 novembre 2011

      ... è spaventoso dici, ok, è spaventoso perché gente come te NON HA alcuna idea ed è in grado solo di insultare e parlare per vecchie categorie destra cattiva e sinistra buona e solidale... (sic.), e quindi preferiamo di gran lunga l'UKIP e a te, almeno hanno il coraggio di parlare dei problemi reali e di proporre delle alternative. E' molto semplice. Tieniti i tuoi paroloni vuoti e il tuo senso di superiorità morale per le tue riunioni di partito.

    1. dana74 27 novembre 2011

      quindi ammettere o sostenere che tedeschi o francesi o italiani siano diversi tra loro è già indice di xenofobia?

      Ah beh allora si fa presto a stilare condanne, come la digos.

      Come ha detto Farrage, NON SIGNIFICA MIGLIORE O PEGGIORE MA DIVERSO.
      Uomo e donna sono uguali? Non si parla di diritti ma di condizioni oggettive come la biologia per esempio o la cultura.

      Se dico che uomo e donna biologicamente parlando sono diversi sono homofoba? O contro le donne?

    1. daetil 27 novembre 2011

      Quelle farneticazioni sul collegamento tra nascita e popolo (quasi come se popolo indicasse automaticamente una configurazione genetica) non dice assolutamente nulla tu dai per scontato cose che non lo sono, non so se da piccolo ti hanno detto che "identità di popolo" e xenofobia sono la stessa cosa e tu ormai lo dai per certo, ma normalmente per quello che mi riguarda ho bisogno di una dimostrazione. Sarà il fatto che vieni da un paese di cultura germanica ma da queste parti il termine popolo è ancora un concetto abbastanza vago che può significare tutto e nulla. http://it.wikipedia.org/wiki/Popolo basta leggere questa definizione per capire che non ha nulla a che fare con la visione genetica che te hai nel cervello. Parli di pubblicazioni a decine me ne potresti indicare qualcuna. Spero che smetterai di far confutare agli altri affermazioni che tu non dimostri sei te che definisci l'affermazione identità di popolo come senofoba e fascista quindi saprai benissimo definirlo altrimenti sarebbe impossibile classificarlo.

    1. Affus 27 novembre 2011

      Si,un nuovo patto, un nuovo testamento .
      Bisogna passare dal darwinismo sociale, dove il pesce grande mangia il piccolo,alla legge del taglione, dove per ogni causa c'è un prezzo, ad ogni azione corrisponde una reazione .

    1. Santos-Dumont 27 novembre 2011

      Questa é la logica del branco, come a dire: vivi in un paese ergo devi condividerne tutta la cultura. Addio ai flussi migratori, al diritto di decidere della mia vita e di dove viverla, etc.
      A un eventuale diniego a tale imposizione, legittimo da parte di chi crede nella libertà individuale, il destrorso di turno risponde invariabilmente: "Se non ti va bene così, vattene altrove!"

      Una perentoria e arbitraria affermazione che merita l'unica risposta degna di un buzzurro: IL SILENZIO.
      O, se la giornata butta storto, al deponete le armi rispondo in stile Leonidas: "Venite a prendervele".

    1. hotwildweb 27 novembre 2011

      Carissimo Messora, dopo il tuo "Giannino io ti stimo" in quel di Matrix, anche se fossi un superstite dei commensali dell'ultima cena, caro amico sei credibile come il Vernacoliere quando parla di economia!

      Stimare poi uno che assomiglia ad un hobbit [en.wikipedia.org] con tanto di anellino magico raffigurante un teschio, con questa mise da baraccone e con aria da saccente e prepotente si arroga il diritto di sapienza economica, la quale sua teoria è poi quella dello sfacelo attuale, stimare un cazzo, ma buon per te messere Messora, Totò diceva, "ma mi faccia il piacereee"!!

    1. Santos-Dumont 27 novembre 2011

      Di xenofobia sicuramente il nostro é sospetto, viste le acrobazie in cui si prodiga per spiegarci come gli inglesi e gli italiani sono "differenti".
      Stranamente, questa differenziazione culturale viene meno quando entra nell'argomento mercato: il mercato é bello, universalmente condiviso, trasversale, e nessuno giammai oserebbe porlo in questione se vuole vivere in un paese "libero". Infatti:

      La mia visione dell'evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto! Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse. E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali, che sta bloccando la genuina libera impresa e le piccole, medie imprese dal nascere e svilupparsi, e stiamo assistendo alla bassa crescita, a un disastroso indebitamento, un vero brutto affare per coloro per i quali, io credo, queste cose sono state pensate e realizzate: la parte debole della societá. Dobbiamo fare soldi, realizzare profitti, dobbiamo competere con il Brasile, con l'India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma tutto ció che stiamo facendo é avvolgerci in un mantello che dice: "Oh, si puó lavorare meno, si deve guadagnare di piú," "si puó andare in pensione prima." Non funziona. Non paga. Una volta pensato attentamente a tutto questo, il mercato é ció che dà profitto, il profitto ci dá le tasse, le tasse ci danno il buono stato sociale in ogni stato libero.

      Insomma, dalla padella alla brace o dalla brace alla padella, fritto o arrosto poco cambia, con buona pace del "lavorare meno, lavorare tutti", piegatevi tutti innanzi al dio mercato e all'ineludibile sfruttamento come parte delle cose, lavorate tutti fino a 80 anni e chiudete il becco. "Inch'Allah".



      P.S. Diffido di tutti quelli che per dare dignità e enfasi alle proprie parole, si riempiono la bocca del té versato dalla Teiera di Russel.

    1. angryentitywantschange 27 novembre 2011

      'a me invece vien da ridere al solo pensiero che questo signore riesca a far finta così bene di credere a quell che dice' - al di là delle tue considerazioni sullo stato in cui versano questa repubblica democratica e i suoi abitanti, tu ritieni che ' this gentleman' faccia finta ma non capisci che invece Nigel Farage is 4 real! E in questo caso: that's enough, goddamnit!

    1. Affus 27 novembre 2011

      identità = lingua e cultura comune,stessa storia , stesse leggi,stesso territorio, stesse abitudini alimentari, piu o meno, stesso sistema metrico , stesse tasse.... se vuoi etc. Una cosa troppo semplice da capire mi pare.

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