COS INIZIANO LE DITTATURE

DI CLAUDIO MESSORA
byoblu.com

Il 16 novembre Nigel Farage(*), in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo. Questo blog aveva ripreso e tradotto il discorso di Farage.

Per approfondire la questione, ho intervistato Nigel Farage per il blog. Enjoy.

CLAUDIO MESSORA: Mr.Nigel. due governi di due stati democratici si sono dimessi a distanza di un giorno l’uno dall’altro, e sono stati rimpiazzati da due governi tecnici, guidati da uomini provenienti dagli uffici internazionali dell’alta finanza e dalla Commissione Trilaterale. Mario Monti e Lucas Papademos. Si tratta di una coincidenza?

NIGEL FARAGE: Beh, si sentono molte teorie sul perche’ le cose in Grecia e in Italia sono andate come sono andate. Non potremo mai avere una certezza. Cio’ che sappiamo e’ che due premier eletti democraticamente sono stati rimossi dai bulli di Bruxelles. Non erano piu’ accettabili. Certo e’ che, nel caso del signor Papandreou, egli ha osato bestemmiare in pubblico. Si, ha utilizzato la parola che inizia con “r”, la parola referendum. Inaccettabile, doveva andarsene. Il signor Berlusconi era irrecuperabile e le cose in Grecia possono sembrare gravi ma in Italia abbiamo il signor Monti, ex commissario europeo, uno degli architetti della zona euro, disastro! Un non eletto che non era neanche membro del parlamento quando tutta questa storia ebbe inizio. E, per finire, per mettere insieme tutti i pezzi ha composto una vetrina di persone, nessuna delle quali possiamo definire come politico eletto democraticamente. Indipendentemente dalla causa di tutto cio’, se crediamo nella liberta’ e nella democrazia dobbiamo dire che siamo davanti ad una mostruosita’. E’ tutta una coincidenza? No, si tratta di CONTROLLO.

CLAUDIO MESSORA: Nonostante uno stato di crisi di gravità comparabile, a differenza dell’Italia la Spagna è andata incontro a regolari elezioni. Quali sono le differenze reali tra i due approcci?

NIGEL FARAGE: Beh, certamente domenica scorsa gli spagnoli hanno avuto le elezioni. Molto interessante: ero in un dibattito alla tv inglese quando i risultati sono arrivati e ho detto: perché si sono disturbati? Perché avere un’elezione, visto che dopotutto, effettivamente, hanno le mani legate, e abbiamo visto oggi nei giornali, che la prima cosa il signor Rajoy ha fatto é andare dalla Merkel per farsi dare istruzioni, e certo se tra qualche mese loro non sono contenti, sará “licenziato” e rimpiazzato da qualcun altro. Ció che sta accadendo realmente con la crisi dell’Eurozona, é che la democrazia viene deliberatamente e volontariamente distrutta da persone che faranno di tutto per sostenere il loro fallimentare e fallito Euro-sogno.

CLAUDIO MESSORA: Cosa pensa della soddisfazione di una parte del popolo italiano per la sostituzione del governo Berlusconi con un Governo Tecnico? Vi è un sentimento diffuso, tra la popolazione, di rassegnazione all’incapacità di esprimere una buona classe dirigente dal basso, per cui molti preferiscono una soluzione imposta dall’alto.

NIGEL FARAGE: Ok, c’è questo argomento che il signor Berlusconi non era un buon premier. Questo può essere vero oppure falso. Ma l’essenza di una democrazia parlamentare è che per quanto un governo possa essere cattivo, voi, il popolo, avete un’occasione, un’opportunità di rimuoverlo in regolari elezioni politiche e sostituirlo con qualcun altro. L’argomento che Berlusconi non fosse all’altezza, che un governo tecnico sia in qualche modo meglio, penso sia sbagliato da due punti di vista. Primo, il signor Monti è uno dei principali artefici, personalmente, di questo fallimento. Secondo, questo è esattamente il modo in cui inizia una dittatura. Si dichiara uno stato di emergenza, le leggi normali democratiche si sospendono e c’è qualcuno che prende il potere per il bene del Paese. Così iniziano le dittature! A mio avviso, in qualunque circostanza, non è giustificabile.

CLAUDIO MESSORA: Uno degli obiettivi di Mario Monti, nella Commissione Trilaterale, era di perseguire con dedizione la totale unificazione europea. Crede che, come presidente del Consiglio, oggi stia facendo gli interessi del popolo italiano o quelli delle organizzazioni internazionali nelle quali ha ricoperto ruoli apicali?

NIGEL FARAGE: Quello che è certo è che il signor Monti non ha un mandato popolare di nessun tipo. Quello che è altresì certo è che lui vuole assicurarsi che la Grecia, e certamente anche l’Italia, restino nell’Euro e continuino a far parte del progetto europeo. Io non riesco, per quanto mi sforzi, a capire perché gli italiani vogliano sopportarlo. E’ una mostruosità assoluta che è stata loro imposta. Ad Atene abbiamo visto la gente scendere in piazza e ti dico una cosa: se fossi in Italia sarei tentato dal fare esattamente lo stesso.

CLAUDIO MESSORA: Cosa ne pensa del MES, il trattato europeo in corso di approvazione che darà a 17 governatori, tra cui Mario Monti, il potere di esigere qualunque somma dagli stati membri e di contro li renderà immuni da qualunque procedimento giudiziario, oltre a dichiarare segreti ed inviolabili tutti i loro archivi e i loro documenti?

NIGEL FARAGE: Dunque, con la crisi dell’Euro la soluzione è gioco forza “più Euro”. Questo è ciò che sentiamo dire da Barroso e da Van Rompuy. Ed ora c’è questo nuovo trattato MES, il meccanismo europeo di stabilità, e l’idea è che a breve ci sarà un cambio, magari in 18 mesi o in 2 anni, che renderà legali i salvataggi europei che abbiamo già avuto per gli stati dell’Eurozona. Qualcosa che sarà legale ma che al momento certamente non lo è. Ritengo che questo nuovo trattato sia la peggiore evoluzione dell’Europa Unita: darà un potere arbitrario e completo a burocrati stranieri mai eletti di controllare le economie di interi paesi, e anche se faranno un gran casino, il trattato conferirà loro l’immunità totale da qualsiasi iniziativa giudiziaria, a vita! Questo trattato, il MES, va a toccare cose che dovrebbero e anzi devono essere sottoposte a referendum in ogni stato membro, e gli italiani non dovrebbero prenderlo così sotto gamba. Sicuramente a un certo punto dovrete decidere del vostro futuro. Non potrete basarvi sempre sul fatto che il signor Monti ed altri facciano ciò che è nei vostri interessi.

CLAUDIO MESSORA: Perché ha accusato Mr.Rompuy di non avere nessuna legittimazione democratica? Perché lo considera responsabile di quanto sta accadendo al popolo italiano?

NIGEL FARAGE: Herman Van Rompuy, un mio vecchio amico! Beh, 18 mesi fa ci siamo scontrati al Parlamento Europeo: io diedi una versione alternativa del suo curriculum, della sua formazione. Ma quello in cui, convintamente, avevo di sicuro ragione, era nel dire che non aveva nessuno legittimazione democratica. Seguimi: non è stato votato da nessuno, e non esiste nessun meccanismo per i normali votanti né per nessuna nazione europea di rimuoverlo. E la cosa più importante di questo recente fiasco italiano è stato vedere questo uomo non eletto venire da Brussels a Firenze a dire al popolo italiano che questo non è il momento per le elezioni, ma è il momento per le azioni. Chi, nel nome di Dio, gli ha dato il diritto di dire queste cose al popoplo italiano?

CLAUDIO MESSORA: Cosa ne pensa delle affermazioni di Sarkozy e della Merkel secondo cui chi fa cadere l’Euro si renderà responsabile dell’accensione di una nuova stagione di conflitti militari tra i paesi europei?

NIGEL FARAGE: Ho incontrato Angela Merkel un mese fa, e le ho fatto una domanda. Le chiesi: perché la Grecia non può essere lasciata libera di riavere la sua moneta, di svalutarla e di avere un suo proprio governo democratico? La risposta della Merkel fu chiara: se permettiamo alla Grecia di andare via, altri paesi la seguiranno. Quindi il problema qui è che il progetto europeo deve essere sostenuto al prezzo di qualsiasi costo economico o democratico. Deve essere tenuto coeso. E poi, quando iniziano a disperarsi, dicono che se l’Euro fallisce potrebbe esserci una guerra. Quale guerra? Chi dovrebbe invadere cosa? Dovremmo credere che la Germania tornerà a riarmarsi? E che invaderà la Francia? Non credo proprio! Queste sono le vecchie tecniche di intimidazione, e dovremmo ricordare che, in realtà, le guerre possono insorgere quando i popoli sono forzati artificialmente a stare insieme contro la loro volontà. Ricordate che è accaduto nei Balcani, è successo il secolo scorso, ne abbiamo visto ramificazioni negli ultimi venti anni e l’abbiamo chiamato Yugoslavia. Ci sono molte più probabilità di rivolte, di dissensi e anche di guerre civili se andiamo avanti a imporre agli europei una forma di governo che non hanno scelto e che non vogliono.

CLAUDIO MESSORA: Lei è contro l’Unione Europea. Come pensa che i singoli stati possano sopravvivere, in un’era di mercati globali, se lasciati da soli a confrontarsi con le potenze emergenti, senza un’unione forte?

NIGEL FARAGE: Il discorso della globalizzazione è davvero molto ampio. E una delle analogie che si possono fare è questa. Siamo qui, nel mezzo dell’oceano Atlantico, in una grande tempesta. Ci sono onde enormi che ci scuotono da ogni parte e la situazione è incredibilmente pericolosa. Ora il punto è che se siamo tutti insieme in una unica grande nave, in qualche modo sarà più sicuro e potremo fronteggiare questi temporali violenti con una certa speranza e una maggiore aspettativa di sopravvivenza. Io obietterei che, a dire il vero, la cosa più importante se vogliamo sopravvivere in una tempesta atlantica non è essere in una grande e grossa nave, che potremmo magari chiamare Titanic, ma credo che la cosa più importante, se siamo in mezzo ai marosi, è avere le mani saldamente sul timone ed essere capaci di tracciare la giusta rotta, seguendo la giusta direzione. In termini commerciali, in termini di relazioni internazionali, in termini di politiche estere, il mio paese, il Regno Unito, e l’Italia hanno approcci totalmente differenti. Non significa che io sia migliore di te, e non significa che io sia peggiore, ma significa che il mio paese è molto diverso dal tuo, e ritengo che abbiamo una maggiore, migliore speranza di sopravvivere alle grosse tempeste di attraversare indenni gli oceani di tutto il mondo, se siamo davvero in grado di tracciare la direzione che vogliamo seguire, piuttosto che seguire una decisione comune presa per conto di 27 popoli diversi, con idee contrastanti, e vedere tutto quanto ridotto a un pasticcio, a un compromesso che non va bene a nessuno e diretto da burocrati nella Commissione Europea che, lo abbiamo visto in qualsiasi altra area politica, hanno fallito in tutto l’arco degli ultimi vent’anni.

CLAUDIO MESSORA: Non crede che vi sia una eccessiva dominazione dei mercati, invece di perseguire un modello di società incentrato sul benessere dei cittadini? Ritiene giusto che le regole del mercato e della speculazione debbano prevalere al punto da mettere in crisi intere popolazioni, sebbene in fondo esse abbiano tutte le risorse fisiche necessarie per vivere bene?

NIGEL FARAGE: Tutto il discorso è che lo stato può avere cura delle persone al meglio, lo stato può assicurarsi che dalla culla alla tomba tu sia protetto, che tu possa prosperare e che tu possa lavorare. Beh, gli esempi di questa visione in realtà non sono molto positivi. Guarda l’Unione Sovietica. All’inizio la pensavano così, e guardate il disastro assoluto che hanno combinato. Io so che la società del libero mercato ha degli eccessi. Ci sono persone preparate a infrangere la legge, le regole, so che la ragione del profitto può diventare la ragione dell’avidità. Beh, io vi dico questo. La mia visione dell’evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto! Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse. E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali, che sta bloccando la genuina libera impresa e le piccole, medie imprese dal nascere e svilupparsi, e stiamo assistendo alla bassa crescita, a un disastroso indebitamento, un vero brutto affare per coloro per i quali, io credo, queste cose sono state pensate e realizzate: la parte debole della societá. Dobbiamo fare soldi, realizzare profitti, dobbiamo competere con il Brasile, con l’India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma tutto ció che stiamo facendo é avvolgerci in un mantello che dice: “Oh, si puó lavorare meno, si deve guadagnare di piú,” “si puó andare in pensione prima.” Non funziona. Non paga. Una volta pensato attentamente a tutto questo, il mercato é ció che dà profitto, il profitto ci dá le tasse, le tasse ci danno il buono stato sociale in ogni stato libero.

CLAUDIO MESSORA: Cosa crede che dovrebbe fare l’Italia per superare la crisi?

NIGEL FARAGE: Allora, l’Italia? Ho sempre avuto la certezza che Grecia e Portogallo non sono mai stati adatti all’Euro, non avrebbero dovuto mai farne parte e dovrebbero essere lasciati liberi, o meglio essere liberati, il prima possibile. Ora, per l’Italia la questione si fa un tantino piú complicata. Siete una grande economia ma penso che alla fine la veritá stia nel fatto che non potrete mai prendere la vostra economia, la vostra cultura, la vostra politica e il sistema tedesco e fonderli insieme in una risoluzione pacifica. Non sará adesso, ci vorrá del tempo, ma penso veramente che l’Italia debba abbandonare l’Euro, tornare alla Lira e soprattutto sbarazzarsi di Monti e i suoi amichetti, che non sono mai stati votati da nessuno, che non hanno legittimazione democratica e che prima li cacciate e meglio é.

CLAUDIO MESSORA: Ci dica qualcosa dei suoi progetti futuri per il suo partito, l’UKIP, e per il Regno Unito.

NIGEL FARAGE: Siamo fortunati, abbiamo fatto un grande catenaccio per non entrare nell’Euro. Grazie a Dio non ci siamo entrati. Grazie al cielo siamo liberi. Oh, ma abbiamo i nostri problemi eh!? Un enorme indebitamento. Ma abbiamo la sterlina, che al momento é debole sui mercati, cosa che al momento é proprio un bene visto i conti in cui siamo. Il mio partito non é anti-europeo affatto. Vogliamo un’Europa con cui fare affari, collaborare, saremo perfino ottimi vicini di casa. Personalmente ho un grande affetto per l’Italia e gli Italiani, e per 7 anni, quando facevo un lavoro diverso quando ero nel business, ho avuto un’agenzia a Milano ed ho speso un sacco di tempo a girare l’Italia, in affari con aziende italiane. E, come ho detto in precedenza, noi non siamo meglio, non siamo peggio, siamo certamente, peró, molto differenti da voi. Rimaniamo con le nostre proprie forme di governo, monete, lingue, culture. Saremo uniti, faremo affari, saremo amici e buoni vicini e ci siederemo attorno a un buon piatto di spaghetti con il vostro delizioso vino, e saremo amici. Ma non dovremmo essere forzati insieme nella stessa unione politica, e il mio partito continuerá a portare avanti questa politica, per un Regno Unito libero, indipendente e democratico, non governato da Herman Van Rompuy, Barroso o altri orribili insignificanti burocrati che adesso stanno comandando le vite di 500 milioni di persone, nei fusi orari europei.

Non sono particolarmente bravo con le pronunce straniere, peró voglio salutare tutti quelli del sito BYOBLU, credo si pronunci cosí… Mi sono molto divertito. Spero di rivedervi presto!

n.b. Grazie ad Alessio Mariottini per la trascrizione del testo

Claudio Messora
Fonte: www.byoblu.com
Link: http://www.byoblu.com/post/2011/11/26/Cosi-iniziano-le-dittature.aspx#continue
26.11.2011

*Nigel Farage è il leader di un partito britannico, l’UKIP (UK Independence Party), che ha come scopo principale l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Conta circa 16 mila aderenti ed ha fatto eleggere tredici deputati al Parlamento Europeo, che fanno parte del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia.

52 Commenti
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Mari
Mari
27 Novembre 2011 7:13

Qui c’e anche il video … http://www.youtube.com/watch?v=_3QoUEHDqog

morpheo
morpheo
27 Novembre 2011 7:47

Possibile che stiamo intervistando tutto il mondo, e non facciamo l’ unica intervista importante che potrebbe spiegarci qualcosa?

Da piccolo mi si incendio’ la casa, vennero i giornalisti ed intervistarono me, avevo solo 8 anni, e cercavano mia madre e mio padre, non so se furono intervistati pero’.

Se in un industria succede qualcosa alla produzione quello che viene chiamato e il responsabile alla produzione.

Se in un negozio avviene una rapina e ci scappa il morto il gionalista intervista prima di tutti il proprietario o chi dirige il negozio.

Possibile che io a distanza di 2 settimana non ho ancora sentito il nostro caro EX ministro dell’ economia Tremonti? …. e normale questa cosa? ….dove è finito? …. non credete che almeno una spiegazione dovrebbe darcela?

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 8:18

E’ spaventoso che il dibattito sullo stato dell’Europa sia monopolizzato quasi in esclusiva dalle destre nazionaliste e xenofobe (UKIP è una Lega Nord meno rozza e sguaiata). L’analisi che propongono di quello che sta accadendo è perfettamente condivisibile e si può riassumere in quello che molti chiamano Nuovo Ordine Mondiale, anche se questo è più una metafora che riassume il piano strategico di dominio delle elite capitalistico-finanziarie per distruggere la democrazia e gli stati. Il problema è l’obiettivo che sta dietro questa denuncia, dietro la voglia del ritorno all’antico della sovranità nazionale (e, va da sé, economica) c’è l’inconfessabile desiderio delle borghesie dominanti di ciascun Paese di sostituirsi al capitale globalizzato. Di vera democrazia neanche l’ombra. Sarebbe la distruzione dell’idea di una Unione Europea retta da principi di vera solidarietà, quella desiderata dai milioni di persone che in vari pesi d’Europa bocciarono la Costituzione Europea. Senza l’affermarsi di questi principi, il ritorno alla sovranità nazionale e monetaria sarebbe un altro disastro per le classi lavoratrici europee. Per l’Italia ad esempio sarebbe il ritorno al dominio della borghesia corrotta, priva di etica, mafiosa e mafiogena che ha dominato per 60 anni, nascosta dietro il paravento dei boom economici che derivavano dall’emissione… Leggi tutto »

YL
YL
27 Novembre 2011 8:35

T. (per usare il gergo calcistico) prima ha fatto l’assist al gol, e poi “l’allenatore” lo ha mandato giustamente in panchina a riposarsi.

morpheo
morpheo
27 Novembre 2011 8:50

Anche in panchina a fine partita se hai fatto un buon o cattivo assist vieni intervistato, possibile che lo si lascia libero dopo quello che ci sta succedendo? Forse perche potrebbe dire qualcosa di sconveniente per la nostra classe politica?

Zret
Zret
27 Novembre 2011 8:59

Farage avrebbe dovuto denunciare anche le scie tossiche, perché è lo stato che tassa ed è lo stato che avvelena, ma, obiettivamente, ha già rischiato molto ed i capi non esitano ad eliminare chi smaschera i loro crimini.

tania
tania
27 Novembre 2011 9:00

Bravo RicBo . Hai fotografato l’assurdo quadro in cui ci troviamo di fronte . Certo accendono qualche speranza risultati come quello recente di Izquierda Unida .. Ma purtroppo la realtà è che l’ipocrita e servile propaganda reazionaria filoborghese come sappiamo è molto più facile , per loro non ci vuole nulla ( come ci ha insegnato Gramsci sull’ideologia dominante ) . Per chi non lo avesse letto , il libro “Come Si Diventa Nazisti” di Allen è profetico .

YL
YL
27 Novembre 2011 9:01

Il rischio che T. parli troppo se intervistato mi pare remoto.
Questa è gente che ama tacere o parla pochissimo (stesso stampo dell’attuale esecutivo).

morpheo
morpheo
27 Novembre 2011 9:09

allora una spiegazione logica sul fatto che non parla visto che dovrebbe essere l’ unico a dare una spiegazione dove sta?
Tutti hanno parlato destra e sinistra, tutti sono stati ripresi, molti hanno partecipato a trasmissioni ma di lui non si vede nemmeno l’ ombra, ma questi giornalisti dove stanno? possibile che è tutto marcio?

YL
YL
27 Novembre 2011 9:12

Il nostro presente è solo un capitolo di una storia già scritta tanto tempo fa ed il cui finale è noto solo a pochi.
Di differente rispetto appena a qualche mese fa c’è che stavolta molti hanno finalmente la consapevolezza di essere solo spettatori e che la partecipazione democratica era ed è una menzogna.
Prima chi aveva sospetti e consapevolezze veniva tacciato di complottismo, oggi persino le vecchiette al supermercato ragionano in termini di manovratori occulti e di dittature mascherate.
Il re è nudo.

YL
YL
27 Novembre 2011 9:16

Mi piacerebbe chiedere a B. (che ne sa certamente più di noi) per chi ha davvero lavorato T. in questi tre anni e mezzo. Per l’Italia?

geopardy
geopardy
27 Novembre 2011 9:30

Siamo in un enorme momento di cambiamento, dove tutti i nodi vengono al pettine, un’Europa vera e non presunta come questa dovremmo pretendere. Un’Europa non brutta copia della follia americana, come sta avvenendo, oppure, per quanto disdegni profondamente quello che dice questo signore, non ci sarà alternativa alla frammentazione e dove essa possa giungere nessuno di noi lo sa, basterebbe analizzare quanti movimenti smil-lega stanno nascendo in Europa. Una cosa aggiungo, se dovessimo risepararci, ma assecondando le regole economico-finanziarie vigenti, sarebbe un disastro, probabimente, molto maggiore di quello attuale e che vediamo in prospettiva. Si potrebbe tentare di non assecondarle in un contesto unitario europeo, non c’è bisogno di tornare ai nazionalismi, li abbiamo già potuti collaudare nel secolo scorso, bisognerebbe creare un’Europa multi-culturale e non uni-culturale, sicuramente, quest’ultima, più improbabile dell’altra. Si è preteso di accelerare l’integrazione, ma per accelerare bisogna smantellare ad un ritmo non storico e ne vediamo i risultati. Questo signore parla di profitto, ma è esso stesso alla base di tutto ciò a cui stiamo assistendo. Nessuno è mai riuscito a regolamentare ed a limitare il profitto, nonostante tutte le severissime leggi anti-trust americane e nonostante tutto il keynesismo applicato, esso è ritornato fuori e… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
27 Novembre 2011 9:33

Scusate, così la lettura risuklterà migliore. Siamo in un enorme momento di cambiamento, dove tutti i nodi vengono al pettine, un’Europa vera e non presunta come questa dovremmo pretendere. Un’Europa non brutta copia della follia americana, come sta avvenendo, oppure, per quanto disdegni profondamente quello che dice questo signore, non ci sarà alternativa alla frammentazione e dove essa possa giungere nessuno di noi lo sa, basterebbe analizzare quanti movimenti smil-lega stanno nascendo in Europa. Una cosa aggiungo, se dovessimo risepararci, ma assecondando le regole economico-finanziarie vigenti, sarebbe un disastro, probabimente, molto maggiore di quello attuale e che vediamo in prospettiva. Si potrebbe tentare di non assecondarle in un contesto unitario europeo, non c’è bisogno di tornare ai nazionalismi, li abbiamo già potuti collaudare nel secolo scorso, bisognerebbe creare un’Europa multi-culturale e non uni-culturale, sicuramente, quest’ultima, più improbabile dell’altra. Si è preteso di accelerare l’integrazione, ma per accelerare bisogna smantellare ad un ritmo non storico e ne vediamo i risultati. Questo signore parla di profitto, ma è esso stesso alla base di tutto ciò a cui stiamo assistendo. Nessuno è mai riuscito a regolamentare ed a limitare il profitto, nonostante tutte le severissime leggi anti-trust americane e nonostante tutto il keynesismo… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
27 Novembre 2011 9:44

Vero, il problema che vorrebbe ridiventare la soluzione.

Siamo già in un mondo culturalmente di destra, infatti prevale la sicurezza sulla solidarietà, in questo contesto la parola sicurezza va intesa come repressione, quindi:

i mercati (leggi speculatori associati), scommettitori per definizione, vogliono la sicurezza di vincere (quindi reprimola democrazia), i cittadini vogliono la sicurezza nei loro quartieri (quindi reprimo il barbone) e così via, nessuno parla dell’insicurezza dei milioni e milioni di persone che non sono più sicure di sopravvivere con questo sistema, il tutto passa come un problema di sicurezza e non come un problema socio-economico (basta vedere il problema dell’immigrazione come viene affrontato).
Qui mi fermo.
Ciao

Geo

geopardy
geopardy
27 Novembre 2011 9:49

Ti consiglierei di leggere “fuga dalla libertà” di Eirich Fromm in merito, è veramente strepitoso.

Ciao

Geo

morpheo
morpheo
27 Novembre 2011 10:05

B. è un imprenditore non ti dira’ mai la verita’ se non quella che fa piacere a lui, mentre io ritengo che T. potrebbe dire tanto fidati, nelle sue ultime comparse sembrava un vulcano sull’ orlo di eruttare.

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 10:07

io ci vivo in Spagna e purtroppo l’ascesa di IU alle ultime elezioni si deve solo al travaso degli scontenti del PSOE. Sono degni di rispetto ma come lo può essere un gioiello antico in un museo, il loro programma sembra quello di Democrazia Proletaria …

dana74
dana74
27 Novembre 2011 11:49

E’ spaventoso che il dibattito sullo stato dell’Europa sia monopolizzato quasi in esclusiva dalle destre nazionaliste e xenofobe (UKIP è una Lega Nord meno rozza e sguaiata).”

@e dove vedi una sua posizione razzista e xenofoba in ciò che ha detto?
Ha detto che non bisogna farsi la guerra e che si può essere amici mantendo ognuno la propria cultura. COsa ci sia di razzista in questo non lo sò proprio.
Trovo davvero sensa senso agitare stupidi spauracchi per accontentare la propaganda partitica di altri soggetti.
Se rispettare l’identità di ogni popolo è considerato intollerante sono veramente inorridita da costoro, che a quanto pare auspicano ad un umano fatto in serie che non abbia alcun legame con comunità o territorio distinti ma che sia legato “alle sue marche” come recitava uno spot.
Ma parlare per slogan costa poco eh ric bo?

maremosso
maremosso
27 Novembre 2011 11:50

Se l’alternativa al sistema attuale viene scelta da coloro che etichettano legittimi movimenti politici come “xenofobi e di destra”, preferisco senza ombra di dubbio una società governata da Monti, Barroso, Goldman Sachs, Merkel, Van Rompuy, Banche varie ecc.

maremosso
maremosso
27 Novembre 2011 11:55

C’è una sola cosa più globalizzante e deleteria della dittatura schiavizzante delle banche, questa cosa si chiama sinistra internazionalista. Se le banche sono il tumore essa è il cianuro.

angryentitywantschange
angryentitywantschange
27 Novembre 2011 12:35

Condivido in pieno ciò che han scritto Dana74 e Maremosso aka I fully agree with your points of view! Nigel Farage non è altro che il Ron Paul anglosassone – chi vuole intendere, intenda – ma naturalmente i ‘sinistri’ lo demonizzano [con motivazioni del tutto illogiche], e quindi lasciatevelo dire: u’re just a dirty bunch of leftists morons!!!

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 12:37

se vuoi vivere da servo accomodati pure

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 12:43

Cara (o caro?) dana74, il problema sta tutto nelle parole ‘identità di un popolo’.
Su questa base inesistente si basano la xenofobia e il fascismo.
Quando mi convincerai del contrario, allora ne riparliamo.

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 12:44

Il problema sta tutto nelle parole ‘identità di un popolo’.
Su questa base inesistente si basano la xenofobia e il fascismo.
Quando mi convincerete del contrario, allora ne riparliamo.

maremosso
maremosso
27 Novembre 2011 13:05

quando la cura è peggio del male

maremosso
maremosso
27 Novembre 2011 13:07

E’ inutile riparlarne. Se con tutti gli elementi a disposizione non ci sei ancora arrivato significa che non vuoi capire. Non c’è peggior sordo di chi…. ecc. ecc.

daetil
daetil
27 Novembre 2011 13:14

Veramente sei te che devi dimostrare che con il termine “identità di un popolo” si celi una violenta base xenofoba e fascista. Cosa che non è affatto scontata; altrimenti oltre ad affidarti a luoghi comuni non sei manco capace di argomentare le tue ipotesi. E’ triste vedere come la capacità di valutazione degli eventi storico-politici siano bloiccati “da paraocchi culturali”.

amensa
amensa
27 Novembre 2011 13:29

a me invece vien da ridere al solo pensiero che questo signore riesca a far finta così bene di credere a quell che dice !

democrazia ? ma dove ?

a mettere una croce e per cinque anni non pensare più a quello che fanno i “manovratori”. che ci pelano,m ci indebitano, ce ne fanno di tutti i colori, con l’unica scusa che li abbiamo “eletti “noi e quindi ci rappresentano.

contrappone un insieme di tecnici asserviti, alla mandria eletta da un popolo ignorante rimbecillito dalle televisioni, che noin ha un’idea di quel che fa, ma solo ansioso di tornare a pensare ai c…zi propri.
dov’è quella gran differenza ?

da una parter servi G.S. dall’altra il padrone delle TV.

amen

angryentitywantschange
angryentitywantschange
27 Novembre 2011 13:42

Nigel Farage: ‘E, come ho detto in precedenza, noi non siamo meglio, non siamo peggio, siamo certamente, peró, molto differenti da voi. Rimaniamo con le nostre proprie forme di governo, monete, lingue, culture. Saremo uniti, faremo affari, saremo amici e buoni vicini e ci siederemo attorno a un buon piatto di spaghetti con il vostro delizioso vino, e saremo amici.’ – I don’t see any trace of racism or fascism here, actually, this is pretty good! It reminds me of Ron Paul [his most famous slogan: Peace, Liberty and Prosperity!]…

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 13:46

Ok, cerca di definirmi cos’è ‘l’identità di un popolo’, ma pensa per favore ad una definizione che includa persone come me prodotto di un padre slavo, una madre italiana e nato in un paese di cultura germanica.
Poi, se un giorno riuscissi a trovarla, prova a dimostrare che questa ‘identità’ è qualcosa di immobile da difendere a tutti i costi et voilà, ecco a voi il fascismo.
Ci sono migliaia di pubblicazioni che dimostrino che simile concetto non esiste, ne esistono altri, come lingua e cultura, che comunque sono in perenne trasformazione. Ti sfido a provarmi l’esistenza di una qualsivoglia ‘identità’ del popolo italiano.

RicBo
RicBo
27 Novembre 2011 13:49

sarò prevenuto ma io ci vedo la filosofia del buon selvaggio..

angryentitywantschange
angryentitywantschange
27 Novembre 2011 14:59

I don’t! Il buon selvaggio…funny!

Affus
Affus
27 Novembre 2011 15:06

identità = lingua e cultura comune,stessa storia , stesse leggi,stesso territorio, stesse abitudini alimentari, piu o meno, stesso sistema metrico , stesse tasse…. se vuoi etc. Una cosa troppo semplice da capire mi pare.

angryentitywantschange
angryentitywantschange
27 Novembre 2011 15:20

‘a me invece vien da ridere al solo pensiero che questo signore riesca a far finta così bene di credere a quell che dice’ – al di là delle tue considerazioni sullo stato in cui versano questa repubblica democratica e i suoi abitanti, tu ritieni che ‘ this gentleman’ faccia finta ma non capisci che invece Nigel Farage is 4 real! E in questo caso: that’s enough, goddamnit!

Santos-Dumont
Santos-Dumont
27 Novembre 2011 16:08

Di xenofobia sicuramente il nostro é sospetto, viste le acrobazie in cui si prodiga per spiegarci come gli inglesi e gli italiani sono “differenti”. Stranamente, questa differenziazione culturale viene meno quando entra nell’argomento mercato: il mercato é bello, universalmente condiviso, trasversale, e nessuno giammai oserebbe porlo in questione se vuole vivere in un paese “libero”. Infatti: La mia visione dell’evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto! Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse. E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali, che sta bloccando la genuina libera impresa e le piccole, medie imprese dal nascere e svilupparsi, e stiamo assistendo alla bassa crescita, a un disastroso indebitamento, un vero brutto affare per coloro per i quali, io credo, queste cose sono state pensate e realizzate: la parte debole della societá. Dobbiamo fare soldi, realizzare profitti, dobbiamo competere con il Brasile, con l’India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma… Leggi tutto »

hotwildweb
hotwildweb
27 Novembre 2011 16:08

Carissimo Messora, dopo il tuo “Giannino io ti
stimo” in quel di Matrix, anche se fossi un superstite dei commensali
dell’ultima cena, caro amico sei credibile come il Vernacoliere quando parla di
economia!

Stimare poi uno che assomiglia ad un

hobbit
[en.wikipedia.org] con tanto di
anellino magico raffigurante un teschio, con questa mise da baraccone e con aria
da saccente e prepotente si arroga il diritto di sapienza economica, la quale
sua teoria è poi quella dello sfacelo attuale, stimare un cazzo, ma buon per te
messere Messora, Totò diceva, “ma mi faccia il piacereee”!!

Santos-Dumont
Santos-Dumont
27 Novembre 2011 16:34

Questa é la logica del branco, come a dire: vivi in un paese ergo devi condividerne tutta la cultura. Addio ai flussi migratori, al diritto di decidere della mia vita e di dove viverla, etc.
A un eventuale diniego a tale imposizione, legittimo da parte di chi crede nella libertà individuale, il destrorso di turno risponde invariabilmente: “Se non ti va bene così, vattene altrove!”
Una perentoria e arbitraria affermazione che merita l’unica risposta degna di un buzzurro: IL SILENZIO.
O, se la giornata butta storto, al deponete le armi rispondo in stile Leonidas: “Venite a prendervele”.

Affus
Affus
27 Novembre 2011 16:57

Si,un nuovo patto, un nuovo testamento .
Bisogna passare dal darwinismo sociale, dove il pesce grande mangia il piccolo,alla legge del taglione, dove per ogni causa c’è un prezzo, ad ogni azione corrisponde una reazione .

daetil
daetil
27 Novembre 2011 17:26

Quelle farneticazioni sul collegamento tra nascita e popolo (quasi come se popolo indicasse automaticamente una configurazione genetica) non dice assolutamente nulla tu dai per scontato cose che non lo sono, non so se da piccolo ti hanno detto che “identità di popolo” e xenofobia sono la stessa cosa e tu ormai lo dai per certo, ma normalmente per quello che mi riguarda ho bisogno di una dimostrazione. Sarà il fatto che vieni da un paese di cultura germanica ma da queste parti il termine popolo è ancora un concetto abbastanza vago che può significare tutto e nulla. http://it.wikipedia.org/wiki/Popolo basta leggere questa definizione per capire che non ha nulla a che fare con la visione genetica che te hai nel cervello. Parli di pubblicazioni a decine me ne potresti indicare qualcuna. Spero che smetterai di far confutare agli altri affermazioni che tu non dimostri sei te che definisci l’affermazione identità di popolo come senofoba e fascista quindi saprai benissimo definirlo altrimenti sarebbe impossibile classificarlo.

dana74
dana74
27 Novembre 2011 19:16

quindi ammettere o sostenere che tedeschi o francesi o italiani siano diversi tra loro è già indice di xenofobia?

Ah beh allora si fa presto a stilare condanne, come la digos.

Come ha detto Farrage, NON SIGNIFICA MIGLIORE O PEGGIORE MA DIVERSO.
Uomo e donna sono uguali? Non si parla di diritti ma di condizioni oggettive come la biologia per esempio o la cultura.

Se dico che uomo e donna biologicamente parlando sono diversi sono homofoba? O contro le donne?

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
28 Novembre 2011 0:22

… è spaventoso dici, ok, è spaventoso perché gente come te NON HA alcuna idea ed è in grado solo di insultare e parlare per vecchie categorie destra cattiva e sinistra buona e solidale… (sic.), e quindi preferiamo di gran lunga l’UKIP e a te, almeno hanno il coraggio di parlare dei problemi reali e di proporre delle alternative. E’ molto semplice. Tieniti i tuoi paroloni vuoti e il tuo senso di superiorità morale per le tue riunioni di partito.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
28 Novembre 2011 0:26

e tra l’altro RicBo l’unico xenofobo che io abbia mai incontrato su questo sito sei tu. (Xenofoba significa paura o avversione per ciò che è estraneo, e sappiamo tutti gli insulti volgari che usi nei riguardi di chi la pensa diversamente da te).

AlbaKan
AlbaKan
28 Novembre 2011 2:35

…non dimentichiamo che Farage è già scapato miracolosamente ad un incidente aereo…

Giancarlo54
Giancarlo54
28 Novembre 2011 5:45

Concordo Dana. Se ci dovessimo appoggiare a gente che la pensa come Ricbo e Tania staremmo freschi. In quanto a chiacchiere e slogan loro sono dei veri maestri. Maestri nel lasciare tutto come sta. Infatti io non do nessun peso a quello che dicono (e non solo io)

Giancarlo54
Giancarlo54
28 Novembre 2011 5:46

Ricbo sei irrecuperabile. Ad ogni modo hai le tue idee, io le mie, vedremo, alla fine, ci avrà avuto ragione.

Giancarlo54
Giancarlo54
28 Novembre 2011 5:48

Ottima l’intervista e ottime le risposte di Farage, che non conoscevo. Spassoso il livore che traspare dagli interventi dei sinistrosi, dimostrano, una volta di più, come sono totalmente fuori dalla Storia e dalla logica.

cinthia
cinthia
28 Novembre 2011 16:57

…per quello non lo fanno parlare. Chi? Probabilmente il suo partito.

Un uomo di partito sta alle regole e le Lega, nonostante il falso strepitìo, sa bene che in sostanza gli conviene non intraprendere temi troppo seri.

Meglio solo lo strepitìo, funzionale specchietto per le allodole gonze che popolano il suo partito.

Per il resto si fregano le mani come gli altri.

Il lavoro sporco lo farà qualcun altro e loro, come B del resto, già pensano alle prossime elezioni per le quali, ponendosi all’opposizione, si sono salvati la faccia.

Tanto anche se voteranno contro alcune decisioni impopolari del governo ci sarà il sostegno del PD e magari anche di IDV.

In questo modo potranno giocare il ruolo dei puri e duri senza timore di disturbare il “manovratore”.

E poi non sottovalutiamo l’incapacità di prospettiva politica dei politici stessi, la loro finalità è solo quella di arrivare alle elezioni per mantenere lo status.

Al dunque non c’è altro.
Socialist
Socialist
28 Novembre 2011 18:09

Quello che la provincialità di alcuni non capisce o fa finta di non capire è che questo signor dice quello che dice ESCLUSIVAMENTE in funzione anti-europea. Non serve essere una cima per sapere che “storicamente” la Gran Bretagna diffida degli europei continentali, quella Grand Bretagna che sputa in continuazione vomito anti-europeo in funzione dell’interesse atlantico. SCIOCCHI, SCIOCCHI, SCIOCCHI. Volete mettervi nelle mani dell’ennesimo euroscettico per interesse che remo contro l’Europa retto da motivazioni “di democrazia” per non fare altro che l’interesse della SUA Gran Bretagna e degli USA a scapito di NOI EUROPEI. Sono un Europeista convinto, abbastanza sveglio da vedere che questa Europa ha dei deficit democratici e molte altre lacune. Ce l’ho soprattutto con i nostalgici di BERLUSCA che ora gridano al complotto del banchiere MONTI che banchiere non e’. Punto. Finitela con gli isterismi del complotto perpetuo ai danni dei cittadini. I veri complotto sono made in USA, che non vuole un EURO forte, mettetevelo in testa una buona volta. Gli interessi degli USA sono avere un EURO ma soprattutto un Europa debole da poter meglio manovrare. Se lasciassimo decidere delle sorti dell’Europa a referendum popolari questa ovviamente si disgregherebbe, ove la guerra non sarebbe un ipotesi… Leggi tutto »

Socialist
Socialist
28 Novembre 2011 18:31

@RicBo

Condivido il tuo commento, la cosa che mi spaventa come tu stesso dici é che i più suggestionabili si fanno convincere da soggetti come quest’inglesotto antieuropeo, che vuole un Europa dis-unita con la scusa della democrazia solo per permettere ai suoi soci USA di buttarcelo meglio nel didietro.

Cavalcano il malcontento con un fine preciso, cioè quello di impedire un Europa forte a vantaggio anglo-americano.

Questo mi fa sudare freddo e pensare alle dinamiche che hanno portato al fascismo. Con le folle che acclameranno il nuovo DUX di turno, ma sarà un DUX fintosociale mandato da wall street e sarà molto più spietato che il primo. Roba da dover rimpiangere “quasi” (ma anche no) il dittatore Benito, che almeno una parvenza socialisteggiante ce l’aveva pur nell’illiberalità assoluta e quindi da non replicare assolutamente.

Comunque qui se non ci difendiamo ci mettiamo nelle mani degli americani definitivamente. Maledetti yankee e le donne che li hanno partoriti!

geopardy
geopardy
29 Novembre 2011 4:00

In effetti, leggendo attentamente, si è riferito all’Europa come territorio esterno, quasi che la Gb, in coerenza con la sua storia, fosse a se stante.
Purtroppo è la sindrome di tutti i popoli isolani (termine assai vicino a isolati).
Ciao
Geo

Giancarlo54
Giancarlo54
29 Novembre 2011 6:19

W Monti, W Trichet W Draghi, gli ultimi patrioti europei che combattono per la nostra indipendenza contro l’invasore yankee.

Sosteniamo tutti il governo di Mario Monti!

PS: non trovo “faccine” da mettere, sarebbero, comunque, quelle che ti invitano ad andare (bonariamente) a quel paese.

Socialist
Socialist
29 Novembre 2011 11:06

Ma che cazzo c’entrano Draghi e Trichet ora? ho forse mensionato un qualche Draghi o Trichet io? eh????

A parte il fatto che Draghi e Trichet sono una cosa e Monti un’altra, loro sono interni alle banche in toto, e fanno gli interessi delle istituzioni bancarie che rappresentano.

Non mi pare invece che Monti lavori in banca, al di là di ogni isterismo complottista mi sembra lecito vedere come si muove prima di fare le ochette isteriche.

Se domani vado a fare il consulente per una banca perché ho studiato economia ciò non toglie che resto comunque un socialista.

Questo per dire che prima del mestiere un uomo deve essere giudicato per quello che è al di fuori del lavoro, della sua sensibilità per le classi più deboli.

Monti non mi sembra il ritratto del anarco-capitalista menefreghista che ride e brama contro i proletari (compreso me).

Gli uomini si giudicano dalle azioni e non dalle etichette.

Cresci va.