Con la prima donna transgender ai Giochi Olimpici inizia la morte dello sport femminile

Sembra ridicolo dover ricordare a qualcuno le ovvie differenze anatomiche tra maschi e femmine, ma tale è lo stato attuale del mondo in cui viviamo.

Robert Bridge
strategic-culture.org

Laurel Hubbard passerà agli annali delle Olimpiadi di Tokyo come il primo atleta transgender a competere ai Giochi. Ma le conseguenze di questa decisione per le atlete e le donne in generale saranno devastanti e durature.

Potrebbe essere imminente il giorno in cui le donne, nate biologicamente femmine, non saranno più rappresentate sul podio delle medaglie olimpiche, dal momento che i maschi biologici iniziano a fare serie incursioni nei loro sport.

Laurel Hubbard, 43 anni, è tra i cinque sollevatori di pesi scelti per rappresentare la Nuova Zelanda alle Olimpiadi di Tokyo per competere nella categoria femminile degli 87 kg. Per inciso, è anche la progenie di Dick Hubbard, l’ex sindaco liberale di Auckland. Le critiche e le polemiche che hanno accolto la notizia del primo atleta transgender a partecipare ai Giochi non sembrano inappropriate. In primo luogo, Hubbard, la cui inclusione ha avuto la piena approvazione del Primo Ministro neozelandese, Jacinda Ardern, godrà, nei confronti delle sue contendenti, del vantaggio competitivo scientificamente correlato alle caratteristiche maschili innate.

Sembra ridicolo dover ricordare a qualcuno le ovvie differenze anatomiche tra maschi e femmine, ma tale è lo stato attuale del mondo in cui viviamo.

Secondo uno studio, pubblicato dal British Journal of Sports Medicine, “le donne trans avevano ancora un 9% in più di velocità media di corsa dopo il periodo di 1 anno di soppressione del testosterone raccomandato dal World Athletics per l’inclusione in eventi femminili.”

Una biologa dello sviluppo, la Dr.ssa Emma Hilton, appoggia in pieno questa opinione.

“I maschi possono correre più velocemente, saltare più in lungo, lanciare più lontano e sollevare più peso delle femmine,” aveva confermato la Hilton in una discussione del 2019. “Superano le femmine del 10% nella corsa e del 30% nel lancio del peso.”

La Hilton aveva poi riportato alcune curiosità sportive a sostegno della sua affermazione: ci sono 9.000 maschi tra il detentore del record mondiale [maschile] dei 100 m, Usain Bolt, e Florence Griffith Joyner, la donna più veloce di tutti i tempi; l’attuale campionessa olimpica femminile dei 100 m, Elaine Thompson, è più lenta del detentore del record scolastico, un quattordicenne; una squadra di ragazzini under 15 ha battuto la nazionale femminile di calcio statunitense in una partita di allenamento senza tempo o punteggio.

E così via.

Queste crude statistiche, naturalmente, non sono destinate a sminuire gli enormi risultati ottenuti dalle atlete. Vorrebbero piuttosto dimostrare il confine, molto definito, che esiste – o dovrebbe esistere – tra i concorrenti maschili e quelli femminili. Infatti, le differenze fisiche tra i sessi potrebbero effettivamente essere una questione di vita e di morte. È già stato versato del sangue.

Consideriamo, per esempio l’incontro misto di arti marziali del 2014 tra Fallon Fox e Tamikka Brents. Fox, la prima combattente transgender nella storia delle MMA, aveva percosso la Brents in modo talmente violento da provocarle una frattura del cranio e una commozione cerebrale. Quanto tempo ci vorrà prima che un’atleta donna subisca gravi lesioni, o magari venga uccisa, nell’arena dello spettacolo per mano di una donna transgender?

Per quanto preoccupante possa essere questa possibilità, il vero problema per le atlete è che questi maschi biologici vengono semplicemente visti come intrusi che sconfinano nel loro territorio, privandole del diritto di esibirsi. Basta chiederlo a Kuinini ‘Nini’ Manumua, 21 anni, la donna che è stata esclusa dalla squadra Kiwi per far posto ad Hubbard, che ha vissuto 35 anni da maschio prima della transizione. Per quanto riguarda Manumua, sarebbe stata la sua prima Olimpiade.

Le critiche sulla decisione di includere Hubbard nella squadra della Nuova Zelanda sono state feroci. La sollevatrice di pesi belga Anna Vanbellinghen ha detto che permettere a Hubbard di competere a Tokyo è stato ingiusto per le atlete e lo ha definito “un brutto scherzo.”

Il neozelandese Daniel Leo, un ex giocatore di rugby professionista diventato amministratore delegato, ha osservato in un tweet che la decisione di includere Hubbard “offusca ENORMEMENTE la reputazione [della Nuova Zelanda].”

Nel frattempo, il gruppo di difesa britannico, Fair Play for Women, ha condannato la politica del CIO come “palesemente ingiusta.”

Il CIO aveva dichiarato nelle sue linee guida transgender del 2015 che l’obiettivo sportivo prioritario era, e rimane, la garanzia di una concorrenza leale,” ha osservato Nicola Williams, direttore FPFW. “Ma le sue attuali regole sono palesemente ingiuste nei confronti delle donne, e delle donne di genere trans, che vogliono giocare secondo regole che siano eque per tutti.”

Negli Stati Uniti, nel frattempo, la resistenza a questa follia sta mettendo radici. Sono sempre di più gli Stati che si oppongono all’idea di permettere alle donne transgender di partecipare alle competizioni sportive accanto alle donne [biologiche]. Alabama, Arkansas, Georgia, Idaho, Indiana, Iowa e Kentucky, per esempio, sono solo alcuni degli Stati che hanno approvato leggi che vietano rigorosamente la partecipazione dei maschi biologici negli sport femminili, a meno che non siano stati sottoposti ad un intervento chirurgico di rivalutazione completa e abbiano assunto i relativi ormoni.

La legge della Louisiana, per esempio, afferma che lo studente-atleta è idoneo a competere nel sesso riassegnato quando, tra le altre procedure, “siano stati completati i cambiamenti anatomici chirurgici, compresi i cambiamenti dei genitali esterni e la gonadectomia.” Richiede anche che “il riconoscimento legale della riassegnazione del sesso sia stato recepito da tutte le agenzie governative appropriate (patente di guida, registrazione sull’elenco elettorale, ecc.).”

Nel frattempo, negli stati ultra-liberali, come la California, il Connecticut e il Colorado, le scuole pubbliche hanno il divieto di discriminare sulla base dell’identità di genere e dell’espressione di genere. Ora, con l’ordine esecutivo di Biden sull’identità di genere e l’orientamento sessuale in vigore, le scuole sono anche legalmente obbligate a lasciare che le femmine transgender usino i bagni e gli spogliatoi che corrispondono alla loro identità di genere, invadendo così la privacy delle studentesse sia sul campo che negli spogliatoi.

​Chiaramente, ciò che deve succedere per garantire l’equità e la sicurezza sul terreno di gioco (e negli spogliatoi) è che sempre più atlete professioniste si esprimano su questa allarmante tendenza. Una di queste donne coraggiose è la stella del tennis americano di origine ceca, Martina Navratilova, che è nel gruppo di atlete che ha lanciato il Women’s Sports Policy Working Group, che opera secondo l’idea che “se gli sport non fossero segregati per sesso, le atlete sarebbero raramente viste in finale o sul podio della vittoria.”

La 18 volte vincitrice del Grande Slam si oppone ad una situazione in cui “uomini e donne trans, solo sulla base della loro auto-identità, sarebbero in grado di competere senza restrizioni … cosa che, chiaramente, non garantirebbe una condizione di equità.”

Purtroppo, sembra che il CIO, dando a Laurel Hubbard il diritto di competere accanto alle donne biologiche, abbia una visione e un approccio radicalmente diversi sulla questione e questa decisione ha tutto il potenziale per riportare lo sport femminile indietro di decenni, se non addirittura di renderlo del tutto superfluo.

Parlate ora, signore, o rinunciate per sempre al vostro legittimo posto sul podio olimpico.

Robert Bridge

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2021/06/23/first-transgender-woman-to-compete-at-olympic-games-signals-death-knell-female-sport/
23.06.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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21 Commenti
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Hospiton
Utente CDC
30 Giugno 2021 12:24

Bè qui sta soprattutto alle donne prendere posizione in maniera decisa, magari rifiutando di gareggiare con avversari transgender (che dovrebbero concorrere in una categoria a parte). Temo però che molte siano ormai ostaggio del politicamente corretto, arma subdola che si rivolta contro chi l’ha utilizzata in maniera spesso pretestuosa (vedi il caso Saman Abbas, con i paladini dei diritti civili in quota PD muti per non incorrere nell’accusa di razzismo, deliranti). Sempre più d’accordo con molte delle opinioni di Jordan Peterson, tra gli intellettuali più lucidi – e meno ipocriti – oggi in circolazione.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Hospiton
IlContadino
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
30 Giugno 2021 12:54

Piena sintonia con quanto scrivi, anche se con quel “sta soprattutto alle donne prendere posizione…” rischi grosso, facile che qualcuna/o si offenda, il terreno è scivoloso, massima attenzione (o massimo impegno, per parità di genere) a come ci si esprime, mi raccomando;-)

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
30 Giugno 2021 13:44

Tranquillo, rischio calcolato! Intendiamoci, dal punto di vista dialettico è giusto che chiunque si esprima in merito, però un bel gesto concreto compiuto dalle atlete “donne”, magari proprio durante le Olimpiadi, avrebbe grande impatto e sarebbe difficile da demonizzare (anche perché se uno accusa una donna di discriminare i trans può essere a sua volta accusato di misoginia o maschilismo, magie del pensiero unico). Insomma anche il polcor è costretto a fare i conti con leggi universali, se tiri la coperta da una parte stai scoprendo quella opposta. Ogni sistema ha le sue contraddizioni ed oggi iniziano ad emergere con prepotenza quelle legate alle “battaglie” civili autorizzate dall’alto, mi accorgo di come sia sempre più facile demolire le argomentazioni – spesso pura retorica – di chi sostiene tali cause senza riflettere (e soprattutto senza farsi una domanda sul perché siano appoggiate in modo continuo dall’apparato istituzionale e mediatico).

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Hospiton
Primadellesabbie
Utente CDC
30 Giugno 2021 14:21

Quand’ero adolescente e giocavo a calcio nei campetti di periferia, ricordo una ragazzina, figlia di una famiglia di contadini, che a volte veniva a giocare con noi, con il vestitino che allora usava ma…scalza, e calciava il pallone, che allora era di cuoio, con una determinazione e una forza che ci erano sconosciuti. Non l’ho più rivista ma ho saputo che si era sposata.

Lei almeno ha fatto in tempo a sfuggire a bigpharma.

IlContadino
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
30 Giugno 2021 14:46

Sì è sposata con Priscilla, la figlia della portinaia, ora è padre di due meravigliosi gender fluid

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
30 Giugno 2021 16:55

Mi sentirei di escluderlo per ragioni ambientali, sulla discendenza non oso fare ipotesi. 

IlContadino
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
30 Giugno 2021 18:11

Sì, credo tu abbia ragione, al di là del periodo storico di cui racconti, son certo che genitori contadini avrebbero sicuramente altro di cui occuparsi che delle eventuali turbe psico-sessuali della figlia.
Ho idea che i genitori giochino un ruolo fondamentale in questo genere di dramma gender, sono più fluid i cervelli dei genitori che l’appartenenza sessuale dei figlioli

Maurizio
Utente CDC
30 Giugno 2021 16:06

Ricordo bene il racconto di un (ormai ex) compagno di partite di calciotto, che fino a qualche anno fa giocava in una squadra del campionato di promozione.

Fecero una sorta di amichevole precampionato con una squadra di calcio femminile se non ricordo male proprio di serie a, comunque di alto livello.
Raccontò di come l’allenatrice chiese loro di impegnarsi come se stessero giocando una partita di campionato.

Insomma, la partita terminò dopo i primi 45 min, dopo che la squadra “maschi” stava vincendo 7-0, letteralmente camminando.
Disse che se avessero giocato come chiedeva l’allenatrice ne avrebbero fatti come minimo il doppio.

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Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Maurizio
30 Giugno 2021 16:34

Anche a me sono capitati episodi simili, seppur non contro squadre femminili professionistiche…il club nel quale giocavo aveva anche una rappresentativa femminile e si organizzò una partitella d’allenamento, le ragazze non se la cavavano male ma la differenza era evidente. Una volta che poi si arriva al professionismo ovviamente tali differenze si ampliano a dismisura, in quasi tutti gli sport: occasionalmente seguo la nazionale allenata dalla brava Milena Bertolini, team ormai di discreta qualità, dubito però che riuscirebbe a far partita con una qualsiasi squadra maschile di serie C o addirittura D. Il discorso olimpico è ancora più selettivo, Florence Griffith-Joyner realizzò a Seul 88 il record del mondo nei 100 metri piani con il tempo spaziale di 10’49”, primato ancora inavvicinabile a 33 anni di distanza (pur in odore di doping, tesi avvalorata dalla morte in giovane età della Joyner). Ebbene, con un simile tempo a livello maschile si ottiene uno degli ultimi posti in batterie di mediocre qualità. In pratica un qualsiasi velocista olimpico maschile (anche il più limitato in lizza) potrebbe battere la prestazione top della migliore velocista femminile della storia. Ora è chiaro che se un uomo (perché il trans ha la muscolatura e l’ossatura di… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Hospiton
Maurizio
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
30 Giugno 2021 17:07

Ma infatti è proprio una questione fisica, non tecnica.
Tornando al calcio, se corri più veloce dell’avversario, salti il doppio, vinci tutti i contrasti e il tiro più forte che può fare il tuo avversario equivale a un tuo passaggio rasoterra… il risultato è già scritto.

uparishutrachoal
Utente CDC
30 Giugno 2021 16:49

Bè..se gli uomini transgender gareggiano negli sport femminili.. si può pareggiare la situazione lasciando gareggiare le donne transgender negli sport maschili..(hahaha)

Roberto Rey
Utente CDC
30 Giugno 2021 17:10

Transgender parteciperà a Miss America 2021.
Miss ???? urge cambiare : Gender America 2021.
Scommetto che vincerà.

Holodoc
Risposta al commento di  Roberto Rey
1 Luglio 2021 0:33

Sì, è stato/a/*/§ eletto/a/*/§ Miss Nevada.

In questo caso le perplessità sono ancora più forti che nello sport, perché:

  • Al di là del sesso, come si fa a considerare un confronto equo quello tra la bellezza di persone “come madre natura le ha fatte” e persone “ritoccate” e modellate da un chirurgo? Se la vincitrice si fosse presentata come mamma l’ha fatta, cosa avrebbe potuto sperare di vincere?
  • Se in un concorso di pittura il premio va al pittore e non al quadro, nel caso di Miss Nevada il premio andrà al chirurgo?
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orckrist
Utente CDC
30 Giugno 2021 17:44

Questa è solo la punta dell’iceberg di un problema molto più grave che è stato creato a furia di “politicamente corretto”.

In California è stata votata una legge che permette a detenuti maschi di chiedere il trasferimento in carceri femminili:
https://feministpost.it/magazine/primo-piano/california-washington-presto-in-tutti-gli-usa-detenuti-maschi-nelle-carceri-femminili/

“L’inclusività” sta diventando una follia tale che gente come Kate Harris, attivista LGB della storica associazione Stonewall, arriva ad ammettere:-“Lo abbiamo fatto nella ferma convinzione di rendere il mondo un posto migliore. Poi, in qualche modo, abbiamo distolto lo sguardo dalla palla. Anni dopo ci siamo resi conto di aver creato un mostro.”-

E il costo di questa follia lo pagheranno le donne e i più deboli.

Rama
Utente CDC
30 Giugno 2021 18:38

Secondo me le sportive dovrebbero ritirarsi.

cedric
Utente CDC
30 Giugno 2021 21:19

Qualche considerazione sul sesso ed atletica (fonte di 1,2,3: ricerche dell’ università di Stanford quindi mica di Focus o di Mistero) 1) l’organizzazione World Athletics sostiene di aver trovato basi scientifiche sufficienti per vietare la partecipazione di donne con alti livelli di testosterone alle gare su distanze dai 400 metri al miglio, a meno che non assumano medicinali per ridurre il testosterone oppure decidano di gareggiare contro atleti di sesso maschile. 2) La maggior parte degli uomini ha una coppia di cromosomi XY, sviluppa i testicoli già in utero e poi, durante la vita, secerne quantità relativamente elevate di testosterone nel sangue. Al contrario, la maggior parte delle donne ha cromosomi XX, che determinano la produzione di ovaie e livelli più bassi di testosterone. Tuttavia ci sono donne che hanno cromosomi XY abbinati a genitali esterni femminili; sono proprio queste donne a essere prese di mira dalla decisione di World Athletics. Attributi simili, che riflettono una variazione rispetto alla rigida dicotomia maschile/femminile, sono detti tratti intersessuali. 3) con decisione salomonica degna dei migliori preti ipocriti, il CIO ha abbandonato negli anni 90 il test sui cromosomi per decidere se iscrivere un* atlet* alle gare maschili o femmilini ripiegando sul controllo… Leggi tutto »

Predator.999
Utente CDC
1 Luglio 2021 8:45

La cosa che mi lascia perplesso e che ho notato immediatamente non è il contenuto banalmente ovvio, ma la traduzione che è stata fatta dello stesso.
Si continua ad attribuire il genere femminile (donna transgender) e non uomo transgender ad un individuo che è un maschio anche se si sente come una femmina.

Questo fatto è significativo di quanto sia permeato questo sistema trans nella nostra mentalità distorta.

E non mi interessa minimamente come la pensa chicchessia perchè è una questione di onestà intelletuale, tradurre un articolo del genere con queste distorsioni non è accettabile dal mio punto di vista.

Una foca non diviene una lontra marina solo perchè si sente una lontra marina. E’ un dato di fatto, o no?

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Predator.999
Enrico Fila
Utente CDC
1 Luglio 2021 8:46

Il mio Ghepardo, si sente uomo. L’ho saputo utilizzando un lettore di onde corticali posto sul suo cervello. Alle prossime olimpiadi lo iscriverò come centometrista. Quando è in giornata, siamo sui 3,8 secondi. Velocità di uscita circa 110 kmh dopo 100 metri percorsi.

Pedro
1 Luglio 2021 11:29

Terreno scivoloso per noi maschietti ma qualsiasi donna o gruppo di donne farà un opposizione a questa ingiustizia avrà il mio supporto.
Il tempo corre veloce se lasceranno che Hubbard salga sul podio non potremo più fare niente.

cesca
Utente CDC
1 Luglio 2021 13:34

Ricordo che alle scorse olimpiadi, atletica leggera, un atleta di cui non ricordo la nazionalità, ha preso una medaglia in una gara femminile.
Nell’intervista si udì, senza ombra di dubbio, una voce maschile.
Quello che ho notato è stato che una volta terminata la gara le compagne lo evitavano: segno, secondo me, di scippo morale e fisico.
Ho la sensazione che ci sia una spinta economica in tutto ciò.
Ad agosto, nel dubbio, fisserò il pomo d’adamo.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  cesca
1 Luglio 2021 14:12

Probabilmente ti riferisci a Caster Semenya, mezzofondista del Sudafrica…ci furono parecchie polemiche sulle sue vittorie.

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