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COME UN RENE SENSIBILE. FORZE DELL'ORDINE E CRISI DEMOCRATICA

DI MARCO MANCASSOLA
marcomancassola.com/

La lista inizia ad allungarsi. Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per una piccola quantità di stupefacenti e morto dopo pochi giorni in circostanze oscure, con i segni di un pestaggio sul corpo, è stato seppellito lunedì. Il suo nome si aggiunge alla lista dei cittadini morti, negli ultimi anni, dopo essersi trovati a contatto con le forze dell’ordine italiane, fermati per qualche motivo o trasportati in carcere.

A seguito, “Un governo basato sulla menzogna” (Antonella Randazzo, lanuovaenergia.blogspot.com);Ricordiamo i casi documentati dai giornali: Federico Aldrovandi, 18 anni, morto quattro anni fa per soffocamento e con il corpo pieno di lividi, dopo essere stato fermato da due volanti in un vicolo di Ferrara; Riccardo Rasman, 34 anni, disabile psichico, morto per le stesse cause dopo che la polizia irrompe nella sua casa in ragione, sembra, di un paio di petardi lanciati dal terrazzo; Aldo Bianzino, falegname pacifista residente presso Perugia, arrestato per il possesso di qualche pianta di marijuana e morto misteriosamente durante la prima notte di detenzione; Giuseppe Turrisi, il senzatetto picchiato a morte, secondo le indagini, da agenti della polizia ferroviaria a Milano. Di altri casi sospetti, non abbastanza documentati, riguardanti cittadini italiani o stranieri, si sono lette notizie sporadiche. Senza contare le vicende molto discusse, maturate in circostanze diverse ma non per questo meno inquietanti, di Carlo Giuliani e del tifoso Gabriele Sandri.

Alcuni erano ragazzi. Alcuni avevano forse commesso uno sbaglio. Questo non giustifica la fine che hanno fatto né la fatica assurda, disumana, affrontata da famiglie e amici per ottenere la verità. L’opinione pubblica è rimasta spesso indifferente. Morti del genere provocano disagio. La gente preferisce distogliere gli occhi: troppo imbarazzante ammettere che le persone pagate per difenderci finiscano talvolta, magari, per massacrare i nostri figli o i nostri amici.

Non si tratta qui di mettere in discussione il ruolo delle forze dell’ordine. Tutti conosciamo persone degne che indossano la divisa, uomini e donne che svolgono un lavoro non facile. Abbiamo visto molti di loro manifestare, proprio in questi giorni, per il giusto riconoscimento della loro dignità professionale. Ma neppure possiamo ridurre il problema della violenza, come spesso si tenta, alla retorica minimizzante delle ‘poche mele marce’. In primo luogo, inizia a nascere il sospetto che non siano poi così poche; in secondo luogo, viene da chiedersi in quale clima, in quale speranza di impunità, in quale cultura politica queste mele marciscano.

Sappiamo che la degenerazione democratica di un paese non è una cosa astratta. Nasce nelle ovattate stanze del potere ma si traduce in vita concreta, ricade a cascata in mezzo a tutti noi, prende corpo nelle strade e nei rapporti tra persone. Impossibile pensare che le contraddizioni e le tensioni di un paese in crisi non si riflettano nelle sue forze dell’ordine, che della convivenza civile in quel paese dovrebbero essere garanzia. Esse sono come un rene sensibile che assorbe le scorie, tutti i veleni di un organismo in difficoltà.

Ogni volta che un poliziotto picchia un ragazzo fermato perché aveva qualche grammo di fumo in tasca, o magari alza il manganello su un manifestante inerme, sta creando uno strappo. La società dei diritti è uno schermo eretto a proteggerci. Ma questo schermo è sempre più a brandelli e ciò che si vede, dietro, è un vuoto spaventoso. Il famoso “fascio soft” in cui molti italiani ritengono di vivere oggi, illiberale ma non certo sanguinario, rischia di rivelarsi non così “soft” quando per ogni minimo motivo, o anche senza motivo, si rischia di incontrare il manganello di un poliziotto.

Ora, sono passati più di otto anni da quando vari di noi hanno assaggiato il gusto acre del gas tossico CS e sono stati inseguiti da frotte di poliziotti sovraeccitati lungo i vicoli di Genova. La macelleria genovese del 2001, madre di tutti i soprusi polizieschi, non ha mai avuto una seria rielaborazione da parte di questo paese. Eppure, a prescindere dalle opinioni politiche, ogni cittadino dovrebbe sentirsi turbato dall’idea di quegli avvenimenti. La maggior parte dei ragazzi pesantemente pestati alla Diaz o di quelli sequestrati e torturati a Bolzaneto non avevano a che fare con alcun atto di vandalismo. La violenza degli agenti fu gratuita e per questo ancora più radicale. E per chi a tutt’oggi si ostina a difendere gli agenti coinvolti, viene da pensare ci sia una sola plausibile giustificazione: il desiderio nascosto, o forse neppure nascosto, di essere stato al posto di quei poliziotti, libero di menare allegramente le mani.

Non pesa solo l’eredità della Legge Reale. Sembra esserci in questo paese un rinnovato desiderio di violenza. C’è chi aspetta di vedere all’opera la mano meno democratica della polizia. C’è chi giustifica le mele marce e contribuisce così al diffondersi della malattia. Ma la gente normale, quella che rifiuta la violenza, quella che desidera sentirsi rassicurata e non impaurita quando vede una divisa: questa gente, cosa può fare?

Marco Mancassola
Fonte: http://www.marcomancassola.com/
Link: http://www.marcomancassola.com/marco_mancassola_a_nord/2009/10/come-un-rene-sensibile-forze-dellordine-e-crisi-democratica.html
29.10.2009

[Originariamente apparso su Il Manifesto del 29 ottobre 2009]

Pubblicato da Davide

  • Tao

    UN GOVERNO BASATO SULLA MENZOGNA

    DI ANTONELLA RANDAZZO
    lanuovaenergia.blogspot.com

    Due genitori perdono il loro figlio di 31 anni che era stato arrestato lo scorso 15 ottobre per “detenzione di sostanze stupefacenti”. Il ministro della giustizia Angelino Alfano, che certo non ha brillato per onestà e correttezza verso i cittadini nemmeno in altre situazioni, sostiene che il corpo tumefatto e straziato sarebbe quello di una persona semplicemente “caduta dalle scale”. Il ministro, con le sue parole conniventi con gli aggressori ci fa capire che il nostro attuale governo è davvero poco interessato alla nostra salute e alla nostra vita, avendo ben altri obiettivi.

    La morte di Stefano Cucchi non passerà sotto silenzio, perché i genitori invocano giustizia, e possono mostrare al mondo le foto del corpo del figlio che indicano inconfutabilmente che il ragazzo ha subito violenza. Stefano è una vittima del barbaro sistema in cui attualmente viviamo. E’ un sistema basato sulla guerra e sulla violenza, e questo si può appurare tutti i giorni se si seguono le vicende dei paesi del Terzo mondo. Molti lo negano, ma credo che di fronte alla barbarie subita da Stefano e alla reticenza criminale del ministro Alfano pochi potranno credere che le nostre attuali autorità siano davvero a nostro servizio.

    Se davvero si trattava di una caduta, come mai ai parenti è stato impedito di visitare il congiunto all’ospedale?
    Il presidente dell’associazione Antigone, Patrizio Gonnella spiega: “Abbiamo fatto una ricostruzione fedele dei giorni che vanno dall’arresto di Stefano Cucchi alla sua autopsia, di cui stiamo ancora aspettando l’esito… le fotografie parlano da sole, così eloquenti da diventare imbarazzanti (Impossibile che sia caduto). Dovrebbe essere caduto prima di schiena e poi di faccia, molto strano e difficile. Forse solo una caduta sugli sci potrebbe causare danni così disparati e diffusi. (Occorre) un’inchiesta rapidissima, altrimenti potrebbe diventare melmosa, come in altri casi. I fatti sono facili da accertare: si possono sapere rapidamente i nomi dei carabinieri che hanno arrestato Stefano Cucchi, si interrogano, si scopre la verità in meno di 48 ore”.(1)

    Per la procura di Roma si tratta di “Omicidio preterintenzionale”.
    Ma il ministro La Russa si ostina a parlare di comportamento “corretto” dei militari. I ministri dicono di “dare pieno sostegno alle indagini”. Delle due l’una: o si dà pieno sostegno e ci si astiene dal dare giudizi senza conoscere le cose come stanno, oppure i ministri stanno facendo, come ormai è comune fra le nostre autorità, il doppio gioco. Mostrano di voler far affiorare la verità ma al contempo vogliono proteggere gli aggressori.

    Diciamo al ministro La Russa, se non lo ricorda, che quando una persona è arrestata viene posta sotto tutela delle forze dell’ordine e che dunque se le indagini saranno veritiere e corrette, non potrà essere che tutti i militari siano stati “corretti”, altrimenti dovremmo pensare che Stefano sia stato pestato a morte da entità astratte.

    E’ assurdo e inaccettabile che una persona di 31 anni, entrata in caserma con le sue gambe perché in possesso di 20 grammi di marijuana, diventi una sorta di capro espiatorio della violenza di Stato, e debba uscire cadavere da un’ospedale.
    E ancora più inaccettabile è che un ministro si faccia complice degli aggressori contro la vittima. Come ha detto il Garante dei detenuti della Regione Lazio Angiolo Marroni: “sono stati violati diritti fondamentali dell`individuo, in primis quelli alla vita, alla salute e alla dignità”.

    I genitori di Stefano sono stati molto coraggiosi nel mostrare le foto del corpo straziato del figlio, facendo capire a tutti che le autorità stavano spudoratamente mentendo e proteggendo la furia selvaggia dei loro assoldati.
    Secondo l’ex magistrato Luigi De Magistris “Lo Stato non può avere paura di se stesso, non può temere di individuare e punire quei corpi estranei e parassitari che pure ci sono al suo interno, tra le forze dell’ordine che svolgono un lavoro prezioso per il Paese. Identificare e allontanare queste schegge deviate è l’unica risposta per garantire la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la giustizia, oltre che per proteggere la credibilità di quanti operano con coraggio per la sicurezza comune fornendo un servizio prezioso a noi tutti”.
    De Magistris non ricorda cosa questo Stato fa all’estero, e con quale cinismo definisce “missioni di pace” le orripilanti scorribande imperialiste volte a massacrare migliaia di innocenti.

    Qualcuno spieghi qual è la differenza fra i morti innocenti uccisi dalle milizie occidentali nei paesi che rifiutano l’imperialismo, i morti ammazzati dalle “forze dell’ordine” nelle varie occasioni e la brutalità cieca e incivile dei vecchi nazi-fascisti.
    Anche Hitler parlava di libertà e democrazia, e asseriva di uccidere soltanto “nemici pericolosi” per la sicurezza.
    Le nostre autorità, che seguono pedissequamente la propaganda statunitense, allo stesso modo parlano di “missioni di pace” e di “forze dell’ordine” che sarebbero a servizio della “sicurezza”.

    Noi non siamo come certi giornalisti di regime che lasciano spazio a dubbi insensati a favore dei carnefici e a beneficio dello status quo. Noi crediamo che lo Stato talvolta è assassino, essendo motivato soprattutto a proteggere i privilegi e il potere di un determinato gruppo sociale. E quando avviene la violenza di Stato si cerca di fare in modo che nessuno paghi. Chiediamoci perché nessuno dei veri responsabili delle violenze di Stato praticate al G8 di Genova ha pagato.

    C’è da sperare che i genitori di Stefano possano pervenire alla verità e ottenere giustizia, anche se non potranno più riabbracciare il loro figlio.
    A noi questa brutta faccenda ha insegnato che occorre con sempre più forza ribadire che ci fa orrore un potere di stampo nazi-fascista, basato sulla violenza e sulla guerra, le cui autorità, ancor prima di accertare i fatti, si pongono dalla parte dei carnefici.

    Antonella Randazzo
    Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
    Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/11/un-governo-basato-sulla-menzogna.html
    1.11.2009

    NOTE

    1) http://ilbenevento.blogspot.com/2009/10/stefano-cucchi.html
    2) http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_30/farefuturo-cucchi-verita_7e13e66a-c545-11de-bfa4-00144f02aabc.sht

  • Tonguessy

    Il sistema funziona bene solo se tutte le componenti cooperano per
    mantenere lo status quo e quindi eliminano ogni possibile tentativo di
    cambiamento, ogni tentativo di erosione della fiducia nel modus
    vivendi. Tutto deve tendere all’unico scopo di mantenere, convalidare
    e sostenere il modello sociale prescelto indipendentemente dalla
    validità e/o sensatezza del medesimo. La morte di milioni di umani
    (come nel caso di qualsiasi guerra, anche nell’attuale Iraq) non è uno
    scoglio. Morte e sofferenze anche diffuse non possono essere dei
    limiti al mantenimento dello status quo.

    Come chiaramente illustrato da J.Diamon nel suo “Collasso- Come le
    società scelgono di morire o vivere” modi di vivere più o meno
    evidentemente insostenibili non hanno apparenti scelte alternative.
    Anche se per altre culture o alcuni individui della stessa società le
    scelte alternative sono evidenti.
    La gente alle volte accetta di morire pur di continuare a fare le
    cose che si abituata a fare. Se la morte propria risulta accettabile,
    sicuramente la morte altrui risulta comunque preferibile come
    alternativa.
    Se questi sono motivi “validi” per dei poliziotti che uccidono un
    cittadino innocente, le motivazioni per giudicarli innocenti non sono
    molto diverse. Come si giudica “accettabile” lo sterminio programmato
    di persone che si trovano ad occupare posizioni strategiche così anche
    l’eliminazione di “singoli” o “frange” (vedi Bolzaneto) deve essere
    considerato un “collateral damage” accettabile anche per i solidi
    principi “democratici” di cui è intrisa questa cultura. L’alternativa
    è il rischio di delegittimare quelle componenti che attivamente sono
    impegnate nel mantenere lo status quo: semplicemente inaccettabile.
    Questo è il motivo per cui De Gennaro dopo i fatti di Genova non venne
    esonerato da Prodi nonostante egli fosse il diretto responsabile di
    ciò che Amnesty dichiarò «La più grave sospensione dei diritti
    democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale»

    Insomma aspettiamoci che le cosiddette mele marce siano ringraziate da parte di La Russa per avere brillantemente dato una lezione a tutti gli italiani sul fatto che l’opinione è sempre più un reato, la violenza, l’abuso ed il sopruso sempre più prassi comune.
    La sconfitta morale va sempre camuffata con una vittoria fisica e con la protervia di chi sa di potere disporre le cosa a proprio piacimento.
    Ma questo è segno inequivocabile di declino.
    “A NOI!” a voce alta
    “E allimortacci vostra!” sottovoce

  • amelet

    Sei giovane, ragazzo, “la macelleria genovese del 2001 madre di tutti i soprusi polizieschi”? e prima? è storia vecchia, le forze dell’ordine accettano salari di fame, equipaggiamento scadente, addestramento carente, orari massacranti in cambio dell’impunità nei confronti dei comuni cittadini, verso i quali non saranno mai chiamati a rispondere di niente. Devono solo stare attenti a non toccare i politici, vedi caso marrazzo, addirittura in quattro finiti in galera senza aver torturato e/o ammazzato nessuno, a differenza degli assassini di cucchi, aldrovandi, bianzino, turrisi, giuliani, sandri, lorusso, franceschi, bruno, salvi, serantini, pinelli … e potrei continuare con centinaia di nomi.

  • esca

    (…che dire: auguro al ministro la russa che anche lui possa cadere dalle scale nella stessa maniera).

    I modi e gli atteggiamenti dei politici ormai lasciano sempre più senza parole.

    La società dei diritti è ormai solo più uno schermo e la democrazia è una pura illusione che ci viene proiettata sopra, nulla a che fare con la verità. Chi fa “informazione” per lo stato, in questo, è maestro, essendo in genere complice nella diffusione di notizie fasulle che sono il contrario della realtà. Grazie a loro si diffonde il pensiero comune che manifestazioni pacifiche che vedono il coinvolgimento di studenti, lavoratori o persone residenti in zone violentate da depositi di rifiuti volutamente non smaltiti, siano organizzate da gruppi di fanatici scesi in piazza per disturbare l’ordine pubblico, tacendo sul fatto che i responsabili sono i soliti infiltrati mandati appositamente per creare caos e violenza.

    Le cosiddette brave persone purtroppo non sono in grado di rendersi conto di quanto siano manipolate dai poteri forti. Il largo consenso alle ronde ne è una dimostrazione. Il rinnovato desiderio di violenza è largamente presente, basta parlare con il vicino di casa, l’amico di famiglia, il collega: molti aspettano l’intervento provvidenziale di una mano “poco democratica” ed esultano quando poi questa arriva. In questi giorni ho sentito commenti come: “era solo un drogato: hanno fatto un favore alla società”.

    Caos: era quello che avevano stabilito di instaurare ed è esattamente quello che si sta realizzando. Siamo già a buon punto.

  • clausneghe

    E’ inutile: Fin che resterà in vigore la scellerata legge fini-giovanardi, continueremo a contare i morti ammazzzati dalle bestie di stato.
    Quella legge è una vergona che ci pone all’ultimo gradino in Europa.
    Oggi, il nemico pubblico n° 1 è lo stato e incontrare i suoi servi armati a volte equivale ad incontrare il diavolo mortale.
    Morire per un pezzo di resina vegetale o una manciata di foglie e fiori, questo è quello che è capitato a tante troppe persone con Stefano ultimo della lista.
    Chi sarà il prossimo?
    Non certo uno dei nostri “onorevoli” potete star certi, che pure la usano la droga, eccome…
    Siamo un paese del terzo, quarto, quinto mondo, oramai.

  • Frigo

    De Magistris? Lo stesso che ha scritto agli italiani in Irlanda votate si per il Trattato di Lisbona?

  • oldhunter

    Ecco che, come al solito in questi casi, si seppelliscono i morti almeno tre volte. La prima è quando la terra risuonando sordamente ricopre lugubre la bara. La seconda, con le scuse miserabili, inverosimili e paradossali dei ministri a capo delle cosiddette forze dell’ordine. La terza, con le inutili chiacchiere ed i bla-bla vacui dei vari pennivendoli del sistema seguiti dal codazzo dei cosiddetti colti, coi loro tentativi di psicanalizzare e razionalizzare quanto deve essere solo fermamente stigmatizzato, condannato senza scusanti, e ricordato per sempre nelle menti di ogni cittadino onesto. Ma per urlare ogni giorno, finché non sarà fatta giustizia, un’assordante VERGOGNA verso i responsabili ad ogni livello di questo omicidio, a cominciare dai più elevati in grado, gli Alfano e i La Russa, per finire con gli sgherri che hanno brutalmente pestato a morte questo povero giovane, quelle belve umane che in ogni sistema politico sono utilizzate per i compiti più sgradevoli, dalla Diaz e da Bolzaneto a Genova fino a Guantanamo. Il vociare scandalizzato si sta già spegnendo, la TV stasera non ne parla, ma se per caso il tempo non riuscisse a seppellire il caso e sarà giocoforza per il sistema portare in tribunale qualcuno, saranno dei giudici accomodanti a farlo per la quarta e definitiva volta quando scagioneranno gli utili servi del potere. Come è già successo a Genova o con Sandri. Il potere protegge sempre i suoi scherani. ———————————————————————

    Però non seppelliamo anche noi Cucchi con la nostra indifferenza o con poche parole di circostanza. Non lasciamo soli i suoi genitori, ma uniti pretendiamo giustizia. Se lo faremo tutti urlando alto il nostro sdegno, “loro” non vinceranno e Cucchi non sarà morto inutilmente.

  • sursum

    Tra tutti i casi citati non paragonerei quello di Carlo Giuliano…non è morto per le percosse subite dopo un arresto, ma stava attaccando con un estintore ( in quel momento un arma) in mano e con passamontagna… chi sceglie di partecipare alla battaglia sa che può rischiare di cadere sul campo.

  • frankleone

    meno male che qualcuno che ancora distingue la merda dalla cioccolata!
    ma che c’azzecca Carlo Giuliani con la morte di sandri, Aldrovandi, Cucchi ecc. ?! persino le porcate fatte alla Diaz e a Bolzaneto, cosa c’entrano con quello che è successo a Giuliani?! è troppo difficile da capire? e c’è anche chi lo dipinge pure come come un eroe, gli hanno pure intitolato una sala del Parlamento! VERGOGNA!!! a quando una sala anche per Mario Moretti? oppure per Fioravanti?!

  • Jack-Ben

    la situazione non e’ delle migliori credo che la gente sia un po’ stanchina stanchina di favole alla Peter Pan con l’avvento di internet molte favole stanno diventando realta’ adesso speriamo che non sia vera la storia del virus A se no qui fara’ un bel repulisti con o senza morale.

    comunque molta gente che lavora nelle forze dell’ordine sono persone impeccabili alcuni purtroppo non sempre….

  • redme

    “La macelleria genovese del 2001, madre di tutti i soprusi polizieschi, non ha mai avuto una seria rielaborazione da parte di questo paese”…..corretto……non perchè prima non ve ne siano state ma perchè è cambiato il contesto…se prima della caduta del muro l’attività di repressione politico/sociale da parte di polizia/carabinieri/servizi poteva essere inquadrata nella “normale” attività di salvaguardia dello status quo, garantita da strutture di stay behind, riconducibile dalle stragi finanche ai tentati golpe da barzelletta, nel senso di un riequilibrio dinamico tra “rivoluzione” e reazione, ( in questo senso vanno viste le concessioni libertarie degli anni 60/70 subito ritirate quando la “rivoluzione” ha perso forza ) ora la situazione è radicalmente cambiata… se è plausibile che la fazione ora al potere sia ciò che rimane delle vecchie strutture atlantiche (P2, gladio, vecchia mafia con funzione stay behind nel sud, ex servizi deviati…..ecc.) con berlusca deus ex machina e fininvest come cassaforte, messe ormai storicamente fuori gioco (come tutti i sistemi di protezione nazionale…..anche socialisti…vedi serbia…) ma dotate di grande forza politica/mediatica risulta chiaro che l’unico modo per continuare a gestire il potere è l’ adozione di una sorta di tolleranza zero per i comportamenti che in qualche modo si rifacciano alla “rivoluzione” (per es..la criminalizzazione della cannabis a fronte del dilagare della cocaina, la chiusura dei centri sociali e l’impunità dei gruppi ultras, le migliaia di aggressioni fasciste senza nessun colpevole…ecc..) e che naturalmente trascendono da ottiche totalitarie. In questo senso l’uso della polizia non sembra essere finalizzato alle esigenze politiche/sociali del sistema capitalista in toto ma bensi a quelle dell’attuale gruppo al potere che ha il suo riferimento storico nel fascismo ( prontamente sdoganato dal berlusca come primo atto della sua “discesa in campo)……in questa ottica si può intuire come la situazione sia pericolosa anche per questa mezza specie di democrazia che ci ritroviamo…..almeno credo…saluti

  • MATITA

    Guarda caso sono sempre persone apparentemente tranquille quelle che vengono prese di mira.
    mai che succeda con un corpulento rumeno,magari con un circondario di amici ancora in liberta, o con qualche malavitoso incallito.
    forti con i deboli,conigli con i forti,in perfetto stila del belpaese

  • cesare52

    Io invece protesto perchè la signora Randazzo ha impedito un libero dibattitto su un articolo , anticipazione di un libro che lei ha scritto su Travaglio. Le modalità con cui consentirebbe i commenti ad un articolo pubblico sono orwelliane. Sono accettati solo i commenti da lei approvati. Bello esempio di libertà del dibattitto in cui una parte si arroga il diritto di accettare a suo insindacabile giudizio i commenti su una tesi da lei prodotta. Che CDC abbia accettato un simile ricatto mi sconcerta. Naturalmente codesto libro farà la fine dei precedenti scritta dalla nostra acuta “difenditrice della libertgà di stampa e di commengto” naturalmente quando non toccano lei, ininfluente e per pochi intimi. Questa signora mentre da lezioni di democraziapregtende di scegliersi i commenti alle sue tesi. La vicinanzacon PBarnard, alias Gabbiano, alias Bubba, un uomo che quando dibatte ha già due voti predeterminati, non mi meraviglia. Mi meraviglia CDC

  • cesare52

    Una perla delle condizioni elencate per aver accettato un commento al suo articolo enunciata dalla Signora Randazzo “…per difendere Travaglio bisogna provare che le cose che dico non sono vere, è questo è impossibile…” Insomma se la canta e se la suona. Ora che una così parli di libertà di ragionamento a me fa venire i brividi alla schiena, anzi apensarci bene mi fa ridere. Ogni commento è superfluo. Dico bugie? Basta andare sotto l’articolo (sic si fa per dire) e cliccare su “commenti” e leggere le condizioni poste dalla Randazzo. Manco uno stato di polizia. Esagero? provare per credere ce n’è per tutte le tasche. Per la decenza no. E’ una vergogna per CDC

  • Kevin

    Concordo. E l’unico modo per non farsi toccare è quello di non mostrarsi deboli. Mi spiace, ma con persone senza spina dorsale di questa risma, che si avvalgono poi della divisa per non scontare mezzo giorno di carcere non ci sono vie di mezzo, non ci può essere dialogo, bisogna essere più spietati di loro. Smettiamola di condannare la violenza. Esistono due tipi di violenza: quella gratuita, da vigliacchi, da porci fascisti, come quella che si è esercitata contro questo ragazzo (e in numerosi altri episodi) e quella dettata da un desiderio di libertà (rivoluzioni) o da una rabbia alimentata dalla vendetta (che è una conseguenza della violenza esercitata dai porci fascisti). Mettetevi nei panni dei genitori di questo ragazzo. Spero con tutto il cuore che possano ottenere giustizia.

  • cesare52

    @amelet. Concordo con ogni sua sillaba. Anche se “la macelleria genovese del 2001” ci fu. Insensata oltretutto perchè rivolta contro gente alla prima se non primissima maifestazione. Una tortura di massa senza neanche una motivazione che non fosse la rivalsa di giovani contro altri giovani, diretta però da marpioni che si sono tolti una soddisfazione. A me è rimasta impressa la visita di Fini alla centrale operativa della Questura. Quasi una tacita approvazione ed incoraggiamento agli istinti più beluini della truppa sbirresca.