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COME L'ECONOMIA DI GUERRA USA PROVOC L'ATTACCO GIAPPONESE

DI ROBERT HIGGS

Information Clearing House

Molte persone vengono ingannate dalle formalità. Per esempio, suppongono che gli Stati Uniti entrarono in guerra contro Germania e Giappone solo dopo che queste nazioni dichiararono loro guerra nel dicembre del 1941. In realtà, gli Stati Uniti erano in guerra molto prima di questa dichiarazione, una guerra con diverse forme.

Ad esempio, la marina militare americana aveva l’ ordine di “sparare a vista” ai convogli [tedeschi] – a volte anche contro navi britanniche – nell’ Atlantico del Nord, nel tratto dove passavano le spedizioni dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, anche se gli U-boat tedeschi avevano l’ ordine di astenersi (e si astennero) dal cominciare attacchi contro le spedizioni statunitensi. USA e Gran Bretagna avevano accordi di intelligence, sviluppavano assieme armamenti, facevano test militari combinati e altre forme di cooperazione militare.
L’ esercito statunitense cooperava attivamente con l’ esercito britannico nelle operazioni di combattimento contro i tedeschi, ad esempio, quando avvistava i sottomarini tedeschi allertava la marina inglese così poi gli inglesi attaccavano. Il governo degli Stati Uniti si impegnò in molti modi per fornire assistenza militare ad inglesi, francesi, e sovietici che stavano combattendo i tedeschi. Il governo americano fornì armamenti ed assistenza, tra cui aerei e piloti, anche ai cinesi che erano in guerra con il Giappone. [1] L’ esercito americano si impegnò attivamente nel pianificare assieme agli inglesi, ai paesi del Commonwealth Britannico e alle Indie Orientali Olandesi future operazioni militari contro il Giappone. Molto importante fu il fatto che il governo americano si impegnò in una guerra economica, con misure sempre più stringenti, che portò il Giappone in una situazione molto difficile, che le autorità statunitensi ben compresero, li spinsero ad attaccare territori statunitensi e li forzarono a cercare di assicurarsi quelle materie prime essenziali nel Pacifico sulle quali americani, inglesi e olandesi (governo in esilio) avevano posto l’ embargo. [2]

Roosevelt aveva già portato gli Stati Uniti in guerra contro la Germania nella primavera del 1941 – una guerra su scala minore. Da allora aumentò via via la partecipazione militare statunitense. L’ attacco giapponese del 7 dicembre gli permise di aumentare notevolmente la partecipazione ed ottenere una dichiarazione di guerra. Pearl Harbor viene rappresentata come la fine di una catena di eventi, con il contributo americano che riflette una strategia formulata dopo la caduta della Francia… Agli occhi di Roosevelt e dei suoi consiglieri le misure prese ad inizio 1941 giustificarono la dichiarazione di guerra tedesca contro gli Stati Uniti – una dichiarazione che non arrivò con disappunto… Roosevelt disse al suo ambasciatore in Francia, William Bullitt, che gli Stati Uniti sarebbero sicuramente entrati in guerra contro la Germania, ma dovevano aspettare un “incidente”, e che era “fiducioso che la Germania ce lo avrebbe dato”… Stabilire una testimonianza in cui il nemico avesse sparato per primo era la tattica perseguita Roosevelt… [Alla fine] pare abbia concluso – correttamente, come poi risulterà – che sarebbe stato più facile provocare un attacco giapponese che uno tedesco. [3]

L’ affermazione che il Giappone attaccò gli Stati Uniti senza nessuna provocazione fu… tipica retorica. Funzionò perché il pubblico non sapeva che l’ amministrazione aveva previsto che il Giappone avrebbe risposto con azioni militari alle misure anti-giapponesi prese nel luglio del 1941… Prevedendo la sconfitta in una guerra contro gli Stati Uniti – e in maniera disastrosa – i leader giapponesi provarono disperati negoziati. Su questo punto molti storici sono da tempo concordi. Nel frattempo, sono venute fuori le prove che Roosevelt e Hull avevano costantemente rifiutato ogni negoziato…. il Giappone… offrì compromessi e concessioni che gli Stati Uniti contrastavano con crescenti richieste… Fu dopo aver appreso della decisione che giapponesi sarebbero entrati in guerra contro gli Stati Uniti nel caso i negoziati si sarebbero “guastati” che Roosevelt decise di interromperli… Secondo il procuratore generale Francis Biddle, Roosevelt auspicava un “incidente” nel Pacifico per portare gli Stati Uniti nella guerra europea. [4]

Questi fatti come numerosi altri che puntano nella stessa direzione non sono nulla di nuovo; molti di questi sono disponibili al pubblico già dagli anni ’40. Fin dal 1953, chiunque abbia letto una raccolta di saggi molto documentati sui vari aspetti della politica estera degli Stati Uniti alla fine degli anni ’30 e inizio ’40, pubblicati da Harry Elmer Barnes, che mostravano i molti modi in cui il governo degli Stati Uniti sostenne la responsabilità dell’ eventuale ingresso del paese nella Seconda Guerra Mondiale – mostravano, in breve, che l’ amministrazione Roosevelt voleva portare il paese in guerra e di come lavorò d’ astuzia su vari sentieri per arrivarci, prima o poi sarebbe entrato in guerra, preferibilmente in modo da riunire l’ opinione pubblica nel sostenere la guerra facendo sembrare gli Stati Uniti una vittima di un’ aggressione senza provocazione. [5] Come testimoniò il Segretario di Guerra Henry Stimson dopo il conflitto, “avevamo bisogno che i giapponesi facessero il primo passo.” [6]

Al momento, comunque, 70 anni dopo questi eventi, probabilmente non c’ è un americano su 1000, anzi 10000, che abbia una vaga idea di questa storia. La fazione pro-Roosevelt, pro-americani, pro-Seconda Guerra Mondiale è stata così efficace che in questo paese l’ insegnamento e la scrittura popolare sono totalmente dominati dalla visione che gli Stati Uniti si siano impegnati in una “Guerra Buona”.

Alla fine del XIX secolo l’ economia giapponese iniziò una rapida crescita ed industrializzazione. Dal momento che il Giappone ha poche risorse naturali, molte delle sue industrie in rapida crescita dovevano fare affidamento sulle importazioni di materie prime, come carbone, ferro, acciaio, stagno, rame, bauxite, gomma, e petrolio. Senza un accesso a queste importazioni, molte delle quali provenienti dagli Stati Uniti o dalle colonie europee del Sudest Asiatico, l’ industria giapponese si sarebbe arrestata. Tuttavia, impegnandosi nel commercio internazionale, nel 1941 i giapponesi avevano costruito un’ economia industriale piuttosto avanzata.

Allo stesso tempo, costruirono un complesso militare industriale per supportare una marina ed un esercito sempre più potente. Queste forze armate permettevano al Giappone di proiettare il suo potere in diverse zone del Pacifico e dell’ Asia Orientale, comprendendo la Corea e il nord della Cina, proprio come gli Stati Uniti che usarono la loro industria in espansione per la realizzazione di armamenti che proiettarono il dominio statunitense nei Caraibi, America Latina, ed anche in paesi lontani come le Filippine.

Quando nel 1933Franklin D. Roosevelt divenne presidente, il governo degli Stati Uniti cadde sotto il controllo di un uomo a cui non piacevano i giapponesi e nutriva un affetto per i cinesi dato che, hanno ipotizzato alcuni scrittori, i suoi antenati si erano arricchiti con il commercio con la Cina. [7] A Roosevelt non piacevano neanche i tedeschi in generale, e particolarmente Adolf Hitler, e propendeva per favorire gli inglesi nelle relazioni personali e negli affari. Non prestò molta attenzione alla politica estera, finché il suo New Deal non cominciò ad esaurirsi nel 1937. In seguito si affidò molto alla politica estera per soddisfare le sue ambizioni politiche, come il suo desiderio di essere rieletto ad un terzo mandato senza precedenti.

Quando la Germania cominciò il riarmo e la ricerca del Lebnsraum (spazio vitale) in maniera aggressiva, alla fine degli anni ’30, l’ amministrazione Roosevelt collaborò con Francia e Gran Bretagna per contrastare l’ espansione tedesca. Dopo che la Seconda Guerra Mondiale iniziò nel 1939, questa assistenza statunitense crebbe molto, includendo misure come il cosiddetto accordo dei cacciatorpedinieri e il programma dal nome ingannevole Lend-Lease. In previsione dell’ ingresso in guerra degli Stati Uniti, il personale militare inglese e americano formulò piani segreti di operazioni congiunte. Le forze americane cercavano di creare un pretesto per giustificare l’ ingresso in guerra, cooperando con la marina britannica, attaccando gli U-boat tedeschi nel nord dell’ Atlantico, ma Hitler non abboccò all’ esca, negando così a Roosevelt il pretesto che voleva gli Stati Uniti a tutti gli effetti un paese belligerante – una belligeranza che trovava l’ opposizione della maggioranza degli americani.

Nel giugno 1940, Henty L. Stimson, che aveva servito come Segretario alla Guerra durante il mandato di William Howard Taft e come Segretario di Stato sotto Herbert Hoover, divenne ancora Segretario alla Guerra. Stimson era un leone anglofilo, faceva parte dell’ elite del nordest, e non aveva nessuna simpatia per i giapponesi. A supporto della politica delle porte aperte con la Cina, Stimson favorì l’uso di sanzioni economiche per ostacolare l’ avanzata giapponese in Asia. Il Segretario del Tesoro Henry Morgenthau e il Segretario dell’ Interno Harold Ickes appoggiarono con forza questa politica. Roosevelt sperava che queste sanzioni avrebbero spinto i giapponesi a fare un errore avventato attaccando gli Stati Uniti, trascinando in guerra anche la Germania, dato che Germania e Giappone erano alleati.

L’ amministrazione Roosevelt, mentre respingeva seccamente le aperture diplomatiche giapponesi per armonizzare le relazioni, imponeva una serie di sanzioni economiche sempre più stringenti. Nel 1939, gli Stati Uniti conclusero il trattato commerciale con il Giappone del 1911. “Il 2 luglio 1940, Roosevelt firmò l’ Export Control Act, che autorizzava il presidente a concedere o negare le esportazioni di materiali di difesa essenziali.” In base a tale autorità, “il 31 luglio, le esportazioni di carburante e lubrificanti per motori d’ aereo, ferro e acciaio furono ridotte.” In seguito, dal 16 ottobre, con una mossa contro il Giappone, Roosevelt decretò l’ embargo “di tutte le esportazioni di ferro e acciaio non destinate alla Gran Bretagna e alle nazioni dell’ emisfero occidentale.” Alla fine, il 26 luglio 1941, Roosevelt “congelò gli asset giapponesi negli Stati Uniti, ponendo fine alle relazioni commerciali con il Giappone. Una settimana dopo Roosevelt vietò le esportazioni dei carburanti che ancora avevano mercato in Giappone.” [8] Inglesi e olandesi dalle loro colonie nel sudest asiatico seguirono a ruota, ponendo l’ embargo alle esportazioni con il Giappone.

Roosevelt e i suoi collaboratori sapevano che stavano mettendo il Giappone in una posizione insostenibile e che il governo giapponese per tentare di sfuggire alla morsa sarebbe potuto entrare in guerra. Avendo decriptato il codice dei diplomatici giapponesi, i leader americani sapevano, tra le altre cose, che il Ministro degli Esteri Tejiro Toyda aveva comunicato il 31 luglio all’ ambasciatore Kichisaburo Nomura che “Le relazioni commerciali ed economiche tra Giappone e paesi terzi, guidati da Inghilterra e Stati Uniti, sono diventate spaventosamente tese da non poter essere più sopportate. Di conseguenza, il nostro Impero, per salvare la sua stessa vita, deve prendere delle misure per assicurarsi le materie prime dei Mari del Sud.” [9]

Dato che i crittografi americani avevano decodificato anche i codici della marina giapponese, i leader di Washington sapevano che le “misure” giapponesi includevano un attacco a Pearl Harbor. [10] Ma non diedero queste informazioni ai comandanti nelle Hawaii, che avrebbero potuto fronteggiare l’ attacco o almeno prepararsi. Che Roosevelt e i suoi generali non abbiano suonato l’ allarme ha perfettamente senso: dopo tutto, l’ attacco imminente era quello che cercavano da tempo. Come confidò Stimson nei suoi diari dopo l’ incontro del Gabinetto di Guerra del 25 novembre, “La questione era di come avremmo potuto manovrarli [i giapponesi] per farli sparare per primi senza danneggiarci troppo.” Dopo l’ attacco, Stimson confessò che “il mio primo sentimento fu di sollievo… la crisi era venuta nel modo che avrebbe unito il nostro popolo.” [11]

Robert Higgs

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article33278.htm

10.12.2012

Traduzione per Comedonchisciotte.org a cura di REIO

Note

[1] http://en.wikipedia.org/wiki/Flying_Tigers .

[2] Robert Higgs, “How U.S. Economic Warfare Provoked Japan’s Attack on Pearl Harbor,” The Freeman 56 (May 2006): 36-37.

[3] George Victor, The Pearl Harbor Myth: Rethinking the Unthinkable (Dulles, Va.: Potomac Books, 2007), pp. 179-80, 184, 185, emphasis added.

[4] Ibid ., pp. 15, 202, 240.

[5] Perpetual War for Perpetual Peace: A Critical Examination of the Foreign Policy of Franklin Delano Roosevelt and Its Aftermath, edited by Harry Elmer Barnes (Caldwell, Id.: Caxton Printers, 1953).

[6] Citazione di Stimson in Victor, Pearl Harbor Myth, p. 105.

[7] Harry Elmer Barnes, “Summary and Conclusions,” in Perpetual War for Perpetual Peace: A Critical Examination of the Foreign Policy of Franklin Delano Roosevelt and Its Aftermath, edited by Harry Elmer Barnes (Caldwell, Idaho: Caxton Printers, 1953), 682-83.

[8] Tutte le citazioni di questo paragrafo vengono da George Morgenstern, “The Actual Road to Pearl Harbor,” in Barnes, ed., Perpetual War for Perpetual Peace, 322-23, 327-28.

[9] Citato in Morgenstern, “The Actual Road to Pearl Harbor,” 329.

[10] Robert B. Stinnett, Day of Deceit: The Truth About FDR and Pearl Harbor (New York: Free Press, 2000).

[11] Citato in Morgenstern, “The Actual Road to Pearl Harbor,” 343, 384.

Pubblicato da Truman

  • Primadellesabbie

    Per quel che può valere, alcuni anni or sono hanno scoperto anche questa:

    http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/30/Pearl_Harbor_sottomarino_cambia_storia_co_0_0208304784.shtml

  • Ercole

    E una verita amara per il proletariato portato al macello, che gia conoscevo,ma anche oggi come allora seppure in forme diverse la soluzione alla crisi dovra passare necessariamente con un altro conflitto mondiale,perche siamo in presenza di una crisi strutturale,di sovrapproduzione di merci e capitali,questa e la loro prospettiva, questa e sempre stata la loro soluzione.Quale deve essere la nostra ?dobbiamo lottare organizzandoci politicamente adoperarci per la costruzione del partito mondiale rivoluzionario organizzare il nostro esercito ,per il superamento della societa borghese e del suo regime economico,produrre per i bisogni e non piu per il profitto , ne servi ,ne padroni ,i proletari non hanno bandiere e patrie da difendere ,dobbiamo spezzare le nostre catene.

  • pibi

    http://theforbiddentruth.net/videos/1999/hitler-speech-th

    Hitler spiega dettagliatamente
    perché il Reich Tedesco non poteva
    più ignorare la politica degli Stati
    Uniti.
    Va fatto notare che quando fu
    rilasciata la dichiarazione di guerra di
    Hitler, sul New York Times apparve
    una traduzione inesatta e fuorviante
    di alcune parti della dichiarazione.
    Sebbene questo discorso storico
    dovrebbe interessare particolarmente
    gli americani, ma anche i popoli
    europei, pare che il testo completo
    non sia mai stato tradotto in inglese.

    TESTO DEL DISCORSO

    Il Presidente Americano ha usato sempre maggiormente la sua influenza per
    creare conflitti, intensificare quelli esistenti e, soprattutto, fare in modo che tali
    conflitti non venissero mai risolti pacificamente.
    Per anni quest’uomo cercò provocazioni ovunque nel mondo, ma in particolare
    in Europa, da poter usare per creare un coinvolgimento politico con gli impegni
    dell’economia americana verso una delle parti contendenti, che poi avrebbe
    costantemente coinvolto l’America nel conflitto, deviando così l’attenzione dalle
    caotiche politiche economiche nazionali.
    Le sue mosse contro il Reich Tedesco al riguardo, sono state particolarmente
    brusche.
    Fin dal 1937 egli iniziò una serie di discorsi, di cui uno particolarmente
    spregevole, a Chicago il 5 Ottobre 1937, durante il quale, quest’uomo,incitava
    sistematicamente il pubblico americano contro la Germania.
    Minacciò di creare una specie di quarantena nei confronti delle cosi dette
    nazioni autoritarie.
    Come parte di questa costante e crescente campagna di odio e di incitamento,
    il Presidente Roosevelt fece un’altra affermazione offensiva(il 15 Novembre
    1938) e poi richiamò a Washington per consultazioni l’ambasciatore americano
    a Berlino.
    Da allora i due paesi sono stati rappresentati solamente da incaricati d’affari.
    Dal Novembre 1938, iniziò sistematicamente e consapevolmente
    asabotare ogni possibilità di una politica di pace europea.
    Pubblicamente affermava ipocritamente di essere interessato alla pace mentre,
    nel contempo, minacciava qualsiasi nazione, disposta a perseguire una politica
    di intesa pacifica, di bloccargli i credit i, dirappresaglie economiche, di ritirare
    prestiti e via dicendo.
    Al riguardo i rapporti degli ambasciatori polacchi a Washington, Londra, Parigi e
    Bruzelles ne forniscono un quadro scioccante.
    Quest’uomo aumentò la sua campagna di provocazione nel Gennaio 1939.
    In un messaggio indirizzato al Congresso Americano il 4 Gennaio
    1939,minacciò di prendere qualsiasi misura, senza escludere la guerra, nei
    confronti delle nazioni autoritarie.
    Egli sosteneva di continuo che altre nazioni stavano tentando di interferire
    negli affari americani e parlò molto della possibilità di sostenere la Dottrina
    Monroe.
    Nel Marzo 1939, iniziò a fare delle prediche sugli affari interni europei che non
    competevano al Presidente degli Stati Uniti. Per prima cosa non capisce questi
    problemi e come seconda cosa, anche se li capisse e riconoscesse le
    circostanze storiche, non avrebbe più diritti di immischiarsi negli affari
    dell’Europa Centrale di quanto ne avrebbe il capo di stato tedesco di prendere
    posizione e di dare giudizi sulla situazione degli Stati Uniti.
    Il Sig. Roosevelt andò ben oltre. In violazione del diritto internazionale, si è
    rifiutato di riconoscere governi che non gli piacevano, non ne ha accettati
    altri, si è rifiutato di rimuovere ambasciatori di paesi non esistenti e li ha
    addirittura riconosciuti come governi legittimi.
    Arrivò persino al punto di firmare trattati con questi ambasciatori che gli
    davano semplicemente il diritto di occupare territori stranieri(Groenlandia e
    Islanda).
    Il 15 Aprile 1939 Roosevelt lanciò il suo famoso appello rivolto a me e al Duce
    Mussolini, che era un misto di ignoranza politica e geografica, combinato con
    l’arroganza di un membro del ceto milionario.
    Fummo invitati a rilasciare dichiarazioni e a concludere degli accordi
    dinon aggressione con un certo numero di nazioni, molte delle quali non erano
    nemmeno indipendenti in quanto, o erano nazioni annesse oppure diventate
    protettorati subordinati a stati alleati del Sig. Roosevelt (Gran Bretagna e
    Francia).
    Voi, miei Delegati, ricorderete che all’epoca (28 Aprile 1939) diedi una risposta
    franca e gentile a questo invadente gentiluomo. Una risposta che riuscì a
    fermare, almeno per alcuni mesi, l’uragano di chiacchiere di questo rozzo
    guerrafondaio.
    In quella parentesi però fu la gentile moglie di Roosevelt (Eleanor Roosevelt) a
    prendere il posto del marito. Disse che lei e i suoi figli si rifiutavano di vivere in
    un mondo come il nostro.
    Questo è quantomeno comprensibile perché il nostro è un mondo di
    lavoro e non di disonestà e di malavita.
    Dopo una breve pausa però, il marito si rifece vivo.
    Il 4 Novembre 1939 il Decreto che sanciva la neutralità (Neutrality Act) fu
    rivisto e l’embargo sugli armamenti fu abrogato a favore solo di coloro che
    fornivano armi ai nemici della Germania.
    Intanto premeva in Estremo oriente per un coinvolgimento economico con la
    Cina che avrebbe alla fine portato a veri interessi comuni.
    In quello stesso mese egli riconobbe a un piccolo gruppo diemigrati
    polacchi la qualifica di governo in esilio, la cui unica base politica
    erano i milioni in lingotti d’oro polacchi che si erano portati via da
    Varsavia.
    Il 9 Aprile 1940 congelò tutti i beni norvegesi e danesi negli Stati Uniti col falso
    pretesto di evitare che cadessero in mani tedesche e questo sebbene sapesse
    fin troppo bene che, ad esempio, la Germania non ha interferito, ne tantomeno
    preso il controllo, dell’amministrazione dello stato danese dei suoi affari
    finanziari.
    Assieme agli altri governi in esilio, Roosevelt ne riconobbe uno per la Norvegia.
    Il 15 Maggio 1940 i governi del Belgio e dell’Olanda in esilio, furono anch’essi
    riconosciuti e allo stesso tempo furono congelati i beni belgi e olandesi negli
    USA.
    Quest’uomo rivelò il suo vero atteggiamento in un telegramma del 15 Giugno
    1940 al premier francese Paul Reynaud. Roosevelt gli disse che il governo
    americano avrebbe raddoppiato gli aiuti alla Francia a condizione che la Francia
    continuasse la guerra contro la Germania.
    Al fine di dare un risalto speciale al suo desiderio che la guerra continuasse,
    dichiarò che il governo americano non avrebbe riconosciutoacquisizioni
    avvenute con la forza, il che includeva, ad esempio, la riconquista dei territori
    che erano stati rubati alla Germania.
    Non mi serve evidenziare che, ora e in futuro, il governo tedesco non si
    preoccuperà se il Presidente degli Stati Uniti riconoscerà o meno un confine in
    Europa.
    Cito questo caso perché è tipico della provocazione sistematica di
    quest’uomo che parla in modo ipocrita di pace mente allo stesso
    tempo incita alla guerra.
    E lui temeva che se la pace fosse arrivata in Europa, i miliardi che aveva
    dissipato in spese militari, sarebbero stati considerati come un lampante caso
    di frode, perché nessuno attaccherebbe l’America a meno che non fosse
    l’America stessa a provocarne l’attacco.
    Il 7 Giugno 1940 il Presidente degli Stati Uniti congelò i beni francesi negli USA
    in modo, disse lui, da evitare che cadessero in mani tedesche,ma lo scopo
    vero era quello di impossessarsi dell’oro che era stato portato via
    da Casablanca su un incrociatore americano.
    Nel Luglio 1940, Roosevelt iniziò a prendere nuove misure in direzione della
    guerra, come permettere a cittadini americani di prestare servizio
    nell’aviazione inglese e di addestrare personale dell’aviazione britannica negli
    Stati Uniti.
    Nell’Agosto del 1940, venne concluso un patto di collaborazione militare fra
    Stati Uniti e Canada, in modo da creare un comitato di difesa congiunto
    americano-canadese, plausibile solo alle persone più ingenue e sciocche.
    Roosevelt si inventava periodicamente delle crisi e agiva come se l’America
    fosse minacciata da un attacco immediato. Annullavaimprovvisamente i viaggi
    e ritornava rapidamente a Washington. Faceva cose del genere per evidenziare
    la serietà della situazione ai suoi sostenitori che veramente
    meritano compatimento.
    Si mosse ancora di più in direzione della guerra nel Settembre del 1940
    quando inviò 50 cacciatorpediniere alla flotta britannica e in cambio prese il
    controllo di basi militari di proprietà britannica nel Nord e Centro America.
    Le future generazioni giudicheranno fino a che punto in tutto questo odio
    contro la Germania nazionalsocialista non abbia giocato un ruolo importante il
    desiderio di impossessarsi facilmente e a buon mercato dell’Impero
    Britannico nelle ore della sua disgregazione.
    Dopo che l’Inghilterra non era più grado di pagare in contanti le forniture
    militari americane, Roosevelt impose il Lend-Lease Act (Legge Affitti e Prestiti)
    nel Marzo del 1941.
    In qualità di Presidente, ottenne l’autorizzazione a fornire aiuti militari, sulla
    base di questa legge, a nazioni che lo stesso Roosevelt riteneva fosse negli
    interessi vitali degli USA difendere.
    Quando fu evidente che la Germania non avrebbe mai risposto in alcun modo
    al suo ripetuto e rozzo comportamento, quest’uomo fece un’altra mossa nel
    Marzo del 1941.
    Già in data 19 Dicembre 1939, un incrociatore americano (il Tuscaloosa), che si
    trovava all’interno della zona di sicurezza, fece dirottare la nave passeggeri
    tedesca Columbus consegnandola nelle mani della marina da guerra inglese. La
    conseguenza fu che la nave venne auto-affondata.
    Lo stesso giorno, le forze armate americane collaborarono nel tentativo di
    catturare la nave mercantile Arauca.
    Il 27 Gennaio 1940, in violazione del diritto internazionale, l’incrociatore
    americano Trenton diede le coordinate di navigazione delle navi mercantili
    tedesche Arauca, La Plata e Wangoni, a forze navali nemiche.
    Il 27 Giugno 1940 annunciò una limitazione sulla libera navigazione di navi
    mercantili straniere nei porti americani, in completa violazione delle leggi
    internazionali.
    Nel Novembre 1940 permise a navi da guerra americane di inseguire le navi
    mercantili tedesche Phrygia, Idarwald e Rhein fintanto che dovettero autoaffondarsi
    per evitare di cadere in mani nemiche.
    Il 13 Aprile 1941 alle navi americane fu permesso di transitare liberamente
    attraverso il Mar Rosso per poter rifornire gli eserciti britannici in Medio
    oriente.
    Nel frattempo, ne l Marzo 1941 , tutte le navi tedesche furonosequestrate dalle
    autorità americane.
    Durante questi avvenimenti, i cittadini del Reich Tedesco furono trattati nel
    modo più degradante, obbligati ad essere relegati in luoghi in violazione delle
    norme internazionali, assoggettati a restrizioni di viaggio ecc.
    Due ufficiali tedeschi che fuggirono negli Stati Uniti dalla prigionia in Canada,
    furono catturati, incatenati e restituiti alle autorità canadesi, probabilmente
    violando il diritto internazionale.
    Il 27 Marzo 1941, lo stesso Presidente, che sarebbe stato contrario ad ogni
    aggressione, annunciò il suo appoggio al Generale Dusan Simovic e la sua
    cricca di usurpatori in Yugoslavia che avevano preso il potere a Belgrado dopo
    il rovesciamento del governo ufficiale in carica.
    Diversi mesi prima, il Presidente Roosevelt aveva inviato il capo dell’OSS,
    Colonnello Donovan, un soggetto mediocre, nei Balcani con l’ordine d i
    organizzare un sollevamento contro la Germania e l’Italia, a Sofia in Bulgaria e
    a Belgrado.
    In Aprile, Roosevelt, promise aiuti sulla base della Legge Affitti e Prestiti, alla
    Yugoslavia e alla Grecia.
    Alla fine di Aprile riconobbe emigranti yugoslavi e greci come governi in
    esilio e, sempre in violazione delle normative internazionali, congelò i beni
    yugoslavi e greci.
    A partire dalla metà di Aprile del 1941, squadre navali americane iniziarono ad
    espandere le operazioni nell’Atlantico Occidentale, inoltrando ai britannici le
    loro osservazioni.
    Il 26 Aprile, Roosevelt consegnò all’Inghilterra venti nuove vedette veloci.
    Intanto le navi inglesi venivano a turno riparate nei porti americani.
    Il 12 Maggio navi norvegesi operanti per conto della Gran Bretagna, vennero
    armate e riparate (negli USA), violando il diritto internazionale.
    Il 4 Giugno trasporti di truppe arrivarono in Groenlandia per costruire piste di
    volo ed il 9 Giugno arrivò il primo rapporto britannico che una nave da guerra
    americana, operante su ordine del Presidente Roosevelt, aveva attaccato un
    sottomarino tedesco vicino alla Groenlandia con cariche di profondità.
    Il 14 Giugno, i beni tedeschi negli Stati Uniti furono nuovamentecongelati, in
    violazione delle leggi internazionali.
    Il 17 Giugno, sulla base di un falso pretesto, il Presidente Roosevelt chiese il
    richiamo dei consoli tedeschi e la chiusura dei consolati tedeschi.
    Chiese anche la chiusura dell’agenzia di stampa tedesca Transocean, la Libreria
    Tedesca di New York e l’ufficio delle Ferrovie Nazionali del Reich.
    Il 6 e 7 Luglio 1941, forze armate americane, che agivano su ordine del
    Presidente Roosevelt, occuparono l’Islanda che era nell’area delle operazioni
    militari tedesche.
    Lui sperava che questa azione avrebbe per prima cosa costretto finalmente la
    Germania a entrare in guerra con gli Stati Uniti, e, per seconda cosa,
    neutralizzare l’efficacia dei sottomarini tedeschi, come nel 1915-1916.
    Allo stesso tempo promise aiuti militari all’Unione Sovietica.
    Il 10 Luglio, il Segretario Frank Knox annunciò improvvisamente che la marina
    americana aveva ricevuto l’ordine di sparare contro navi da guerra dell’Asse.
    Il 4 Settembre il cacciatorpediniere americano Greer, sempre su ordine del
    Presidente, operò assieme agli aerei inglesi contro sottomarini tedeschi
    nell’Atlantico.
    Cinque giorni dopo un sottomarino tedesco intercettò delle cacciatorpediniere
    americane che facevano da scorta ad un convoglio inglese.
    In un discorso rilasciato l’11 Settembre 1941, Roosevelt finalmente
    confermò di aver dato l’ordine di sparare su tutte le navi dell’Asse e
    quest’ ordine venne ripetuto.
    Il 29 Settembre, navi vedetta americane attaccarono un sottomarino
    tedesco ad Est della Groenlandia con cariche di profondità.
    Il 17 Ottobre il cacciatorpediniere Kearny, operativa come scorta per gli inglesi,
    attaccò un sottomarino tedesco con cariche di profondità.
    Il 6 Novembre forze armate americane si impossessarono della nave tedesca
    Odenwald, violando il diritto internazionale, portandola in un porto americano
    ed imprigionando il suo equipaggio.
    Trascurerò, considerandoli senza senso, gli attacchi offensivi e le maleducate
    affermazioni di questo cosi detto Presidente contro la mia persona.
    Che lui mi chiami gangster non ha alcuna importanza, poiché
    questo termine non ha avuto origine in Europa, dove questi tizi sono
    insoliti, ma in America.
    Ma, a parte questo, non mi sento assolutamente insultato dal Sig.
    Roosevelt perché, come il suo predecessore Woodrow Wilson, lo
    considero mentalmente malato.
    Noi sappiamo che quest’uomo, con i suoi sostenitori ebrei, ha agito contro il
    Giappone allo stesso modo. Di questo non devo parlarne ora.
    Anche in quel caso furono usati gli stessi metodi.
    Quest’uomo, prima incita alla guerra, poi mente sulle sue cause e
    lancia accuse infondate.
    Infine, da buon vecchio massone, si rivolge a Dio che sia testimone dell’onestà
    delle sue azioni.
    Il suo vergognoso travisamento della verità e le violazioni
    commesse, sono senza precedenti nella storia.
    Sono certo che tutti Voi abbiate considerato un atto di liberazione il fatto che il
    Giappone abbia alla fine reagito per protestare contro tutto questo,cioè nel
    modo in cui quest’uomo aveva sperato e del quale non dovrebbe stupirsi
    (l’attacco a Pearl Harbor del 7 Dicembre 1941).
    Dopo anni di trattative con questo imbroglione, il governo giapponese ne aveva
    finalmente le tasche piene di essere trattato in un modo così umiliante.
    Tutti noi, il popolo tedesco e, credo, tutti i popoli rispettabili di questo mondo,
    consideriamo ciò con profondo apprezzamento.
    Noi conosciamo il potere che sta dietro a Roosevelt.
    E’ lo stesso eterno ebreo che crede sia venuto il momento di imporre lo stesso
    destino che tutti abbiamo visto e testimoniato nella Russia Sovietica.
    Abbiamo conosciuto di prima mano il paradiso ebraico sulla terra.
    Milioni di soldati tedeschi hanno visto in prima persona la terra dovequesto
    ebraismo internazionale ha distrutto e annientato il popolo e la proprietà.
    Forse il Presidente degli Stati Uniti non lo capisce. Se è così, allora la
    suaristrettezza intellettuale di idee parla da sola.
    Noi sappiamo che questo enorme sforzo mira a questo scopo.
    Anche se non fossimo alleati col Giappone, ci renderemmo sempre conto
    che gli ebrei ed il loro Franklin Roosevelt intendono distruggere una
    nazione dopo l’altra.
    Il Reich Tedesco di oggi non ha niente in comune con la Germania del passato.
    Da parte nostra faremo ora ciò che questo provocatore ha cercato di realizzare
    per anni. E non soltanto perché siamo alleati del Giappone, ma piuttosto
    perché la Germania e l’Italia, con la loro attuale dirigenza politica, hanno la
    perspicacia e la forza di rendersi conto che in questo periodo storico
    sta per essere determinata,
    e forse per sempre, l’esistenza o la non esistenza delle nazioni.
    Ciò che questo altro mondo ha in serbo per noi, è chiaro. Riuscirono a portare
    alla fame la Germania democratica del passato (1919-1933) e ora tentano di
    distruggere la Germania nazionalsocialista di oggi.
    Quando il Sig. Churchill ed il Sig. Roosevelt dichiarano di voler
    costruire un giorno un nuovo ordine sociale, è come se un barbiere
    calvo consigliasse una lozione che garantisce la crescita dei capelli.
    Anziché incitare alla guerra, questi gentiluomini, che vivono nei paesi più
    arretrati socialmente, avrebbero dovuto preoccuparsi dei loro popoli senza
    lavoro.
    Traduzione a cura di: Gian Franco Spotti

  • grillone

    anche se non sarà stato “politicamente corretto”, roosvelt non poteva ignorare quanto stava avvenendo in europa

  • bstrnt

    La verità era conosciuta da tempo, anche che la storia viene scritta dai vincitori per quanto criminali sanguinari possano essere.