COME FUNZIONERA' L'USCITA DALL'EURO (SECONDO IL M5S E NELLA REALTA')

COME FUNZIONERA' L'USCITA DALL'EURO (SECONDO IL M5S E NELLA REALTA')

DI GZ

cobraf.com

Il livello dei commenti sull'economia che appaiono sul Blog di Grillo è migliorato di colpo e l'Uscita dall'Euro viene presentata in modo informato. Ma non in modo convincente.

Per essere convincenti bisognerebbe non fare finta che non rischia la fuga di capitali e il crac del sistema bancario. Scrivere che la svalutazione sarà del -20%, farà aumentare la domanda tramite l'export risolvendo la crisi copiando da Bagnai e Borghi, espone il fianco a facili obiezioni. E quando ci saranno dibattiti seri li perdi e se arrivassi ad un referendum lo perdi.

  • Scrivere come fa il Blog di Grillo : (domanda) "...7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto ?.

    (risposta) Con la Banca d'Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra...." è una pietosa bugia .

    La verità è che i tassi di interesse sui titoli pubblici possono salire dal 2% al 7 o 8% (per compensare il rischio di cambio...) e per evitare quindi che il costo del debito pubblico triplichi la Banca d'Italia dovrà comprare lei centinaia di miliardi di BTP (impedendo così ai tassi di salire). Come la Banca Centrale del Giappone. Ehi.. se persino ai giapponesi tocca farlo figurarsi se non toccherà farlo a noi italiani ! (non siamo mica l'America)

    Fin qui però andiamo ancora bene, non ci sarebbe niente di male se Bankitalia imitasse i giapponesi. Solo non facciamoci compatire liquidando in tre righe la cosa dicendo che basterà, come scrivono sul Blog di Grillo oggi scopiazzando dai prof anti-euro, che "sarà sufficiente che Banca d'Italia abbia questo potere". Questo vale per gli USA o per l'Eurozona nel suo insieme, per paesi come l'Italia o persino il Giappone OCCORRERA' "STAMPARE MONETA" E TANTA E RICOMPRARE TONNELLATE DI BTP.

    Perchè il mercato finanziario non tratterà l'Italia come tratta gli USA caro Blog di Grillo e cari professori, il mercato finanziario è bastardo e vorrà mettere alla prova questo paese semi-distrutto dall'austerità, noto per il suo malgoverno e propensioni inflazionistiche del passato che dopo 15 anni ritorna alla Lira. Il mercato finanziario attaccherà l'Italia. E Banca d'Italia dovrà difenderla comprando tonnellate di BTP. Alla BCE è bastato il bluff perchè aveva dietro un PIL di 10mila miliardi di tutta l'Europa. Con noi il bluff non basterà.

    OK. Andiamo avanti. Se monetizzi i deficit il tasso di cambio, ceteris paribus, scende rispetto ai paesi che non lo fanno. Niente di male, ripeto, ma qui ora attenzione che arriviamo al guaio. Perchè il tasso di cambio della Lira scenderà non solo del 20% "fisiologico" che calcolano i prof come Bagnai, ma molto di più a causa appunto di questo.

    Cosa è successo allo Yen negli ultimi due anni, ad esempio ? Si è svalutato da 100 a 140 yen (da maggio 2012). E se prendi da quando è stato istituito l'Euro nel 2000 lo Yen era a 90-95 per 1 euro e si è arrivati anche a 150-160 yen per 1 euro. Perchè appunto i giapponesi hanno monetizzato il deficit pubblico per un importo pari al 20% e rotti del PIL e in Eurozona invece, causa il veto dei tedeschi, non si è monetizzato quasi niente (per soli 200 mld che sono un 2% del PIL).

    il Giappone, ad esempio, è un paese molto più robusto economicamente dell'Italia (enormi riserve di valuta estera, disoccupazione al 3,5%, debito estero minimo e il 97% del debito pubblico in mano a giapponesi) e lo stesso ha svalutato di più del -40%. Se l'Italia facesse anche lei una politica di acquisto di titoli di stato per centinaia di miliardi da parte della Banca d'Italia, si svaluterà forse del 40% anche lei e forse l'oscillazione sarà anche maggiore, del 50%. E parliamo rispetto a dollaro.

    I professori come Bagnai dicono che, anche se ci fosse un oscillazione maggiore del 20% fisiologico che ipotizzano, sarebbe temporanea e poi ci si assesterebbe intorno al 20% (che riflette il differenziale di inflazione cumulato dal 2000 ecc..)... Questo perchè non capiscono come funziona il mercato globale, dove il cambio dipende dai movimenti di capitale e quando i capitali si muovono in modo massiccio i sistemi bancari saltano, specie in paesi che devono convertire tutto da una valuta all'altra...

    Rispetto al marco e valute del nord europa lo scenario probabile è che la Lira scenda dai 125 attuali sotto la parità del 2000, cioè sotto 89 centesimi, diciamo almeno a 80 e che il Marco salga da 125 attuali a 180. Quindi chi mette ad esempio 125 mila euro in marchi o euro-marchi si ritroverebbe 180 mila e chi li lasciasse in lire se ne ritroverebbe 80 mila (espressi in dollari).

    Ora, le famiglie normali di lavoratori che spendono e guadagnano in Italia possono anche ignorare questo crac della nuova valuta rispetto al marco, ma ci sono: 1) le Banche, 2) Le Aziende con presenza all'estero e 3) le famiglie benestanti (con qualche milione di euro). Ad esempio su 4 mila miliardi di ricchezza finanziaria delle famiglie è possibile che 1,00 miliardi si rifugino all'estero e IN POCHI GIORNI. E molte banche e imprese a dimensione internazionale possono avere o temere sconquassi e quindi le imprese spostare la liquidità su banche estere. E le Banche, in conseguenza della fuga di capitali, falliscono tutte o quasi

    Perchè non è successo nel settembre 1992, quando la Lira si sganciò dal marco e dal "serpente europeo" ? Perchè la Lira non aveva cessato di esistere ! I conti bancari erano tutti in Lire e bastò semplicemente una telefonata di Banca d'Italia il lunedì mattina al suo desk forex che smettesse di comprare Lire perchè il cambio si svalutasse in due minuti e tutto fosse finito. Oggi si parla di ridenominare in modo forzato tutte le passività e attività delle banche e tutto il circolante.

    BISOGNA PIANTARLA DI USARE L'ESEMPIO DEL 1992 PER SPIEGARE IL RITORNO ALLA LIRA!

    Bene, anzi male. Se si è seguito fino qui si è compreso allora che :
    a) Banca d'Italia dovrà creare centinaia di miliardi di lire e usarli per comprare lei tutti i BTP facendo in pratica scomparire il mercato dei BTP,
    b) la svalutazione di conseguenza non sarà del -20%, ma forse del 60% rispetto al marco, almeno inizialmente
    c) questa prospettiva provocherà IL PANICO e la fuga di capitali e il crac del sistema bancario
    d) il sistema bancario italiano dovrò essere istantaneamente salvato, molte banche nazionalizzate, dovranno essere messi controlli ai capitali....e dovrà essere fatto al volo pena la paralisi totale

    Con questo uscire dall'Euro sarà un disastro ed è meglio rimanerci ? No, affatto, è necessario che prima o poi l'Euro si sgretoli e succederà comunque prima o poi. Ma devi essere realistico quando spieghi come funzionerà il ritorno alla Lira.

    E se descrivi uno scenario realistico (probabile certo, perchè niente è sicuro in economia) allora ti accorgi anche che devi presentare un piano di uscita credibile ed adeguato ad uno scenario reale come questo.

    Perchè altrimenti la gente darà retta a chi invece descrive lo scenario di cui sopra (per spaventarla) e dato che è probabile, perderai ad esempio il referendum (senza contare che occorrono due anni per arrivarci).

  • GZ
  • Fonte: www.cobraf.com
  • Link
  • 3.11.2014

  • (Blog di Grillo)
    Molti commenti richiedono delle precisazioni sui post dedicati all'uscita dall'euro. Da oggi ne vengono pubblicati periodicamente alcuni con le risposte.

    1. Cosa sarebbe successo se non fossimo entrati nello SME?
    I Paesi che fanno parte dell'Unione Europea e non hanno adottato l'euro sono cresciute di più
    Non entrando nello SME e poi nell’Euro saremmo cresciuti di più. Prova ne sia il fatto che i migliori anni di crescita negli ultimi 20 anni si sono avuti dopo la temporanea uscita dallo SME nel 1992 quando svalutammo la Lira.

    La crescita dei Paesi dell'eurozona (in blu) e dei Paesi UE che non hanno adottato l'euro (in rosso) dal 2007 al 2014 - fonte Eurostat
    crescita_ue.jpg

    2. Perché calcolare la decrescita dal 1997 e non dal 2002 quando è entrato l'euro?
    Perché dal 97 il cambio era già fisso e solo nel 2002 è entrata in circolo la moneta unica

    3. Il problema primario per le aziende è la pressione fiscale non l'euro (questo è risultato dalle risposte del sondaggio sulle imprese).
    Euro e imposizione fiscale sono strettamente correlati. Con l'euro lo Stato non può stampare moneta e quindi si può agire solo in due modi:
    - Più tasse: diminuzione competitività con le imprese europee e internazionali. Imprese che falliscono, delocalizzano e crollo del PIL
    - Più debito pubblico: quindi aumento debito e interessi crescenti a scapito degli investimenti

    4. Sarebbe meglio far cambiare le regole europee e Trattati che uscire dall'euro.
    La richiesta di rinegozionare i Trattati è parte del nostro programma per il parlamento europeo. La risposta del Parlamento Europeo è stata ignorare ogni nostra proposta e in seguito di non concederci nemmeno le cariche nelle Commissioni (presidenze e vicepresidenze) a cui avremmo avuto diritto come gruppo, creando un pericoloso precedente per la democraticità del Parlamento stesso che diventa di fatto un governissimo europeo tra destra e sinistra escludendo le altre voci. Se di Fiscal Compact e Eurobond non si può parlare è necessario riprenderci la nostra sovranità monetaria

    5. Se dovremo chiedere agli altri di finanziarci il problema rimarrà.
    L'Italia ha un avanzo primario positivo per cui l'unico motivo puo' chiedere di essere finanziata è per pagare gli interessi sul debito pubblico esistente che sarebbe ridenominato nella nuova valuta e quindi i crediti dei Paesi esteri sarebbero svalutati del 30% circa nell'arco di un anno. Lo spread sarà tenuto sotto controllo dal fatto di avere la Banca d'Italia come prestatore di ultima istanza che quindi calmiererà i tassi. Inoltre con l’Italia che torna a crescere con la sua sovranità monetaria il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito perché ciò che guida i rendimenti sui titoli pubblici è prima di tutto la sostenibilità del debito

    6. La svalutazione della moneta è come fare una patrimoniale del 20%.
    L'euro è stato svalutato del 10% rispetto al dollaro durante l'estate 2014, ma nessuno ha visto il suo patrimonio decurtato o la sua capacità di spesa limitata. Questo perchè se la moneta che si possiede è quella usata dove si vive il suo valore rispetto ad altre valute non è importante per la spesa corrente. L’unico caso di similitudine tra sovranità monetaria a patrimoniale è qualora il ritorno alla lira avesse forti impatti sull’inflazione che andassero ad erodere il potere d’acquisto. Questo non sarà il caso perché in Italia oggi soffriamo del problema opposto, la deflazione. Un po’ di inflazione non può che far bene alla sostenibilità del nostro debito pubblco.

    7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto.

    Con la Banca d'Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra.

    8. L'uscita dall'euro corrisponde ad un default.
    Default vuol dire non rispettare gli impegni presi per il debito. Il 94% del nostro debito pubblico è sotto legge italiana e quindi verrebbe ridefinito nella nuova valuta nazionale.

    9. L'uscita dall'euro via referendum é troppo lunga, bisogna farlo in un altro modo o non farlo affatto.
    Se un problema richiede una soluzione lunga è meglio partire il prima possibile. Altri modi per uscire possono essere adottati solo dal Governo.

    10. Con le percentuali del Movimento 5 Stelle alle elezioni non si riuscirà a vincere il referendum.

    Il referendum sarà votato da tutti gli italiani indipendentemente dalla formazione politica che hanno sostenuto con l'ultimo voto e gli ultimi sondaggi indicano che già oggi la maggioranza degli italiani vuole uscire. Non a caso rappresentanti di tutte le forze politiche si stanno esprimendo in questo senso, anche quelli delle formazioni politiche dove erano presenti più persone pro-euro fino allo scorso anno come il PD dove persone come Cuperlo e Fassina si stanno ricredendo.

    11. Perché fare una legge di iniziativa popolare per indire il referendum quando i Parlamentari 5 Stelle potrebbero proporla direttamente in Parlamento?

    L'iniziativa di legge popolare permette di far sapere al Parlamento che non é una sola forza politica che vuole il referendum per l'uscita dall'euro, ma i cittadini italiani che hanno votato tutte le forze politiche. I rappresentanti delle altre forze politiche non potranno quindi ignorare la richiesta come una dell'opposizione perché se già oggi i sondaggi dicono che gli italiani che vorrebbero uscire dall'euro sono la maggioranza, se si aggiungono anche coloro che non sono convinti, ma ritengono giusto che siano i cittadini a scegliere tramite un referendum, sono numeri non ignorabili da qualunque forza politica. Inoltre la raccolta firme servirà anche a sensibilizzare le persone che ancora non conoscono il problema a fondo.

    12. Se l'azienda ha ricavi nella nuova lira e i costi delle importazioni che usa per fare i suoi prodotti aumentano, l'impresa guadagnerà di meno.

    Quando il cambio si riallinea ai fondamentali di un Paese, l'economia riparte e le imprese ripartono, come é successo in Italia nel 1992. Il costo variabile di produzione più rilevante è in molti casi quello del lavoro, che normalmente si allinea all'inflazione importata con un certo ritardo. Se il Paese svaluta del 20%, gli acquirenti esteri ricevono uno sconto del 20% subito e quindi ricominciano a comprare incrementando il fatturato delle aziende. Per l'impresa, invece i costi non aumentano subito e molto meno del 20% dato che la componente di import sul costo del venduto é di norma minoritaria (in particolare rispetto al costo del lavoro). La svalutazione del cambio (svalutazione esterna) ha effetti uniformi su tutti i cittadini (ugualmente colpiti dall'eventuale inflazione importata) e rilancia la domanda estera. La svalutazione del salario (svalutazione interna, quella che il Governo sta proponendo con il Job Act) colpisce solo i salariati e uccide la domanda interna. Naturalmente un governo indirizzato dalle banche preferisce la svalutazione interna.

Commenti (45)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. castigo 6 novembre 2014

      cazzate.
      è come il denaro circolante, e come tale può essere ritirato o reimmesso sul mercato, a seconda del bisogno, dalla banca centrale.

      i CCF sono una una moneta alternativa all'euro, esclusivamente per la circolazione interna.

      qui qualche riferimento storico su chi ha già fatto qualcosa di simile, così ti documenti un po': http://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Schacht.

      poi se lo vuoi capire, ok, sennò continua pure a baloccarti con le tue congetture.....

    1. AlbertoConti 5 novembre 2014

      Adesso ci siamo! Allora tutto il marchingegno si basa su un trucchetto non
      dichiarato, ma fondamentale: i CCF incamerati dall'erario tramite riscossione
      tributaria non vengono annullati, pur avendo esaurito il loro compito
      istituzionale, ma vengono RICICLATI, che è come dire annullati e riemessi di
      nuovo per pari importo, come un qualsiasi bond in scadenza.

      Sai cosa
      significa questo? Ne più ne meno che un incremento del debito pubblico nella
      stessa misura dei CCF circolanti. Che limite diamo a questo giochino? Ogni anno
      aumentiamo lo stock dei CCF, cioè del debito pubblico aggiunto? (se no questa
      immissione di nuova liquidità s'interrompe)

      Girala come vuoi, ma questo
      significa una cosa sola: IPOTECARE IL FUTURO !!!

    1. makkia 4 novembre 2014

      1 - Ci son grillini che lo leggono eccome, CDC ;)
      2 - Un piddino che accusa qualcun altro di avere un partito "privato"!? Il mondo alla rovescia!

      Quand'anche 5* fosse il partito privato di Grillo, preferirei lui al cioccolataio che attualmente usa l'intero apparato istituzionale (governo, parlamento e pornalisti) come giardino personale per i giocherelli suoi e dei suoi padroni esteri.
      Almeno Grillo di cosa succede all'Italia se ne preoccupa. Non foss'altro perché non ha un futuro da "consulente" di "prestigiosi" istituti internazionali o di strane fondazioni beneficiarie di curiosi/corposi finanziamenti.

      Cit. "se non lo chiude"
      E' il sogno dei vigliacchi: che il nemico dia forfait invece di dare battaglia.
      Di solito si svegliano sudati e... oops! Non è successo. Tocca proprio combattere.

      Comunque, questi sogni drogati sono la spia della strizza che comincia a serpeggiare :-D

    1. fabionew 4 novembre 2014

      In uno dei suoi post Beppe Grillo ha dichiarato :

      "Fuori dall'euro c'è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall'incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall'euro o default. Non ci sono alternative."

      E sono cominciate le critiche perchè non spiega "in modo convincente" cosa succede se usciamo dall'euro, ma almeno Beppe Grillo ha ottenuto un primo grande risultato, che è quello di aver fatto passare due concetti chiave che fino a ieri non erano accettati da tutti :

      - se seguitiamo su questa strada finiremo in default;

      - se vogliamo evitare il default dobbiamo uscire dall'euro.

      Ora il problema è cercare di capire e poi spiegare, che cosa succede se usciamo dall'euro, nella consapevolezza che le previsioni che possiamo fare sono supposizioni e probabilità, ma non ci sono certezze, perché le variabili in gioco sono moltissime.

      E dobbiamo evitare di creare falsi allarmismi che hanno come unico obbiettivo quello di convincere le persone che tutto sommato è meglio rimanere nell'euro.

      Qualsiasi ipotesi in economia non ha conseguenze uguali per tutti, qualcuno ci guadagna mentre altri ci rimettono, ed è matematicamente impossibile che per tutti sia uguale.

      Per semplicità, dividiamo il sistema economico in due grossi gruppi :

      A - il Sistema Finanziario, le Banche, le Multinazionali, l'1% dei cittadini molto ricchi;

      B - lo Stato, le piccole e medie Aziende ed il 99% dei cittadini che non sono molto ricchi.

      L'entrata nell'euro, ad esempio, ha generato vantaggi per il gruppo A, ma ha prodotto risultati disastrosi per il gruppo B, che sta sempre peggio.

      La 1° conseguenza dell'uscita dall'euro e la più importante, è che lo Stato si riprende la propria sovranità monetaria, cioè è in grado di stampare una moneta che è di sua proprietà o di proprietà dei cittadini, per cui non è più necessario prenderla in prestito da qualcun altro e pagare continuamente un interesse.

      Il meccanismo con cui questo si verifica, può essere quello classico di una Banca d'Italia finalmente Centrale e Pubblica, che stampa la nuova moneta e con essa fa da prestatore di ultima istanza, cioè compra i Titoli di Stato invenduti dopo il loro collocamento sul Mercato a interessi quasi zero, come sta facendo oggi il Giappone.

      Quindi la Banca d'Italia dovrà essere pronta a ricomprarsi eventualmente anche tutto il Debito Pubblico, ma probabilmente non sarà necessario perché una parte sarà comunque acquistata da investitori probabilmente interni.

      E' un problema per il gruppo A ? Certo che lo è, perché i mercati finanziari e le banche perdono la gallina dalle uova d'oro, che sono i nostri titoli di stato, i quali fruttano loro oggi circa 80-90 mld di euro all'anno.

      E' un problema per il gruppo B ? Certo che non lo è, perché lo Stato risparmia 80-90 mld di euro all'anno di interessi, che può utilizzare nell'economia reale, abbassando le tasse e finanziando investimenti, per cui sarebbero certamente maggiori i vantaggi rispetto gli svantaggi.

      La 2° conseguenza, non meno importante, è il fatto di non avere più un cambio fisso con l'euro, che è una moneta forte, e quindi avere la possibilità di svalutarsi rispetto a tutte le altre monete, euro compreso.

      Sulla svalutazione della nuova moneta, tutti provano a sparare cifre a caso che nessuno potrà mai smentire, per cui c'è chi dice il 20%, chi il 30%, chi addirittura il 50%, ma nessuno che spieghi mai cosa significa questo per i due gruppi di cui parlavo prima.

      E' un problema per il gruppo A ? Certo che lo è, perché i mercati finanziari, le banche e soprattutto le persone molto ricche non amano la svalutazione, perché riduce la loro capacità di acquisto fuori dall'Italia e sui mercati internazionali.

      E' un problema per il gruppo B ? Certo che non lo è, perché le Aziende diventano più competitive sui mercati esteri, aumentano le esportazioni, i cittadini cominciano a comprare prodotti italiani a scapito di quelli stranieri che costano di più, aumentano le produzioni interne, la disoccupazione diminuisce, l'economia riparte, lo Stato comincia ad incassare di più e può permettersi di ridurre ulteriormente le tasse e di fare investimenti.

      Ma nel cercare di prevedere quale sarà la percentuale di svalutazione della nuova moneta, nessuno riflette sul fatto che essa mette in forte difficoltà gli altri paesi del mondo, soprattutto quelli che importano molto da noi come la Germania, i quali avranno tutto l'interesse di evitare che si svaluti troppo, per cui saranno costretti ad effettuare politiche monetarie adeguate per evitare che sia troppo alta.

      Questo fatto renderà più probabile un risultato intermedio, pari ad una svalutazione del 20-30%, o addirittura una minore e più graduale del tipo 5% all'anno per i primi 4-5 anni.

      Quindi, intanto la svalutazione non è un problema per il gruppo B, o almeno sono talmente tanti i vantaggi che gli eventuali effetti negativi diventano accettabili.

      Vediamo ora quali sono le conseguenze per il gruppo A :

      - il sistema finanziario perde la gallina dalle uova d'oro, ma saprà trovare altri mercati su cui investire le proprie risorse;

      - i grandi ricchi hanno molti sistemi, ed in parte li utilizzano già, per muovere i propri capitali verso destinazioni più redditizie;

      - le banche possono peggiorare la loro situazione di difficoltà per effetto di una fuga di capitali all'estero, maggiore di quella attuale.

      Ma la fuga dei capitali dipende anche dalla fiducia che gli investitori hanno nel Sistema Italia, ed in prospettiva rischiamo di più proseguendo in questa direzione fallimentare.

      Inoltre non si tiene conto di due possibilità :

      - lo Stato può stampare denaro e prestarlo alle banche che ne abbiano necessità, a bassi tassi d'interesse come adesso fa la BCE, evitando che falliscano;

      - se questo non basta, significa che le banche forse si sono esposte troppo, creando denaro dal nulla senza adeguate coperture, e allora lo Stato le può e deve nazionalizzare.

      Ma questo non è un problema, visto che dobbiamo ricreare un sistema di banche pubbliche, come hanno tutti i paesi più industrializzati come la Germania.

      La 3° conseguenza è che l'Italia non rischia più di fallire, ma anzi si appresta a ritornare ad essere una delle maggiori potenze mondiali, e questo a causa di altri effetti :

      a) la Banca d'Italia compra quasi tutti i Titoli di Stato stampando moneta propria, quindi il Debito Pubblico non è più un problema e si risparmiano circa 80-90 mld di euro all'anno di interessi che attualmente gravano nel bilancio statale;

      b) con la svalutazione ci sarà comunque un aumento delle esportazioni e quindi del PIL, con un vantaggio sia per lo Stato che per le aziende ed i cittadini;

      c) la Pubblica Amministrazione può saldare i debiti che ha con le Aziende italiane e quindi immettere circa 120 mld di euro nell'economia reale, che riduce l'indebitamento privato;

      d) si può autorizzare il reddito minimo di cittadinanza per tutti, a fronte magari di un impegno lavorativo a disposizione della collettività;

      e) si possono diminuire le tasse e favorire investimenti nell'economia reale, che producano un calo degli attuali livelli di disoccupazione;

      f) con l'aumento della quantità di moneta in circolazione, diminuisce la necessità da parte dei cittadini di ricorrere al prestito bancario, con risparmio di risorse per l'economia reale.

      Tutto questo non produce grandi vantaggi per gli speculatori finanziari, per le banche che incassano meno interessi, per i super ricchi che guadagnano meno, ma produce allo stesso tempo, una stabilità economica del sistema Italia che produrrà vantaggi per tutti, anche se in misura maggiore per lo Stato, le Aziende ed il 99% dei cittadini non eccessivamente ricchi.

      Quando cerchiamo di analizzare uno scenario economico realistico e di valutare le sue probabili conseguenze, dobbiamo ricordarci di valutare anche le possibili conseguenze positive, non solo quelle negative, ponendo attenzione e chiarendo bene quali saranno i soggetti che le subiranno.

      Perchè altrimenti la gente ascolta questi scenari catastrofici e si convince che è meglio rimanere nell'euro e conseguentemente rende inutile qualsiasi il referendum.

      E visto che siamo d'accordo sul fatto che l'Euro non sta in piedi e che prima o poi si sgretolerà, è necessario ragionare tutti insieme su come è meglio che ciò accada.

      Ma diamo anche atto del cambiamento culturale e programmatico che Beppe Grillo ed il M5S stanno facendo, individuando nell'uscita dall'euro, l'unica soluzione per questo paese.

      Per ulteriori approfondimenti, vi lascio il link del nostro blog, dove ho pubblicato la risposta all'articolo di Giovanni Zibordi, con il suo commento e la mia replica :

      http://moneta5stelle.blogspot.it/2014/11/cosa-succede-se-usciamo-dalleuro.html

    1. castigo 4 novembre 2014

      AlbertoConti:

      Vedo dalle risposte di warewar e castigo che non mi sono spiegato abbastanza
      bene.

      La proposta Zibordi dei CCF prevede che vengano distribuiti
      (gratis!) ad attori economici, e che siano utilizzabili dagli stessi come forma
      di pagamento delle loro imposte, ma solo dopo due anni
      dall'emissione.


      errore.
      non vengono distribuiti gratis, ma come pagamento di prestazioni.

      Essendo "al portatore" possono nel frattempo essere
      ceduti a terzi, originando un mercato di CCF del tutto equivalenti a valuta
      corrente (ma deprezzato rispetto al valore nominale in funzione dell'utilizzo
      finale, limitato e differito, concesso dallo Stato emittente).


      essendo una moneta alternativa hanno corso legale per quanto riguarda la circolazione monetaria interna per cui sì, originano un mercato monetario.
      e non sono deprezzati rispetto al valore nominale, diventano a tutti gli effetti moneta a corso legale.

      Fin
      qui siamo d'accordo, equivale a immissione di nuova liquidità, per quanto meno
      liquida della moneta ordinaria.

      Il problema si pone quando il portatore
      finale versa all'erario questi CCF in pagamento delle proprie tasse. Questa
      tipologia di gettito fiscale non è più convertibile dallo Stato in moneta
      corrente (ne ha divieto esplicito stando nell'euro, come suppone Zibordi),
      perciò il pagamento delle imposte risulta formalmente avvenuto, ma il
      corrispondente ricavo per lo Stato è ZERO.


      il CCF è GIÀ moneta corrente, non si vede perché debba essere convertito in euro.
      se così fosse, dove sarebbe il vantaggio dato da una doppia circolazione monetaria?

      Poichè tutte le spese dello
      Stato sono in euro, e nient'altro, compreso pagamento interessi passivi sul
      debito pubblico e pagamento dell'intero capitale dei bond in scadenza, il
      bilancio statale aumenta il proprio deficit nella stessa misura dei CCF
      incassati nell'anno.


      assolutamente NO, lo stato può decidere di pagare le spese correnti INTERNE con CCF, riservandosi di saldare gli interessi sul debito in euro.
      inoltre non si capisce perché i CCF dovrebbero essere in scadenza, in quanto moneta a tutti gli effetti.

      Praticamente coi CCF lo Stato regala soldi differiti
      oggi ponendo un'ipoteca sul proprio bilancio domani, nella solita vecchia logica
      del rinviare debiti e grane a chi "viene dopo" (tanto nel lungo periodo siamo
      tuitti morti). Bella logica del c....

      lo stato NON regala nulla, paga i suoi debiti con un sistema alternativo che, in quanto accettato per il pagamento delle imposte, diventerebbe una vera e propria valuta alternativa.
      ha funzionato già una volta in germania, ma era roba nazista per cui.....

    1. AlbertoConti 4 novembre 2014

      Vedo dalle risposte di warewar e castigo che non mi sono spiegato abbastanza
      bene.

      La proposta Zibordi dei CCF prevede che vengano distribuiti
      (gratis!) ad attori economici, e che siano utilizzabili dagli stessi come forma
      di pagamento delle loro imposte, ma solo dopo due anni
      dall'emissione.

      Essendo "al portatore" possono nel frattempo essere
      ceduti a terzi, originando un mercato di CCF del tutto equivalenti a valuta
      corrente (ma deprezzato rispetto al valore nominale in funzione dell'utilizzo
      finale, limitato e differito, concesso dallo Stato emittente).

      Fin
      qui siamo d'accordo, equivale a immissione di nuova liquidità, per quanto meno
      liquida della moneta ordinaria.

      Il problema si pone quando il portatore
      finale versa all'erario questi CCF in pagamento delle proprie tasse. Questa
      tipologia di gettito fiscale non è più convertibile dallo Stato in moneta
      corrente (ne ha divieto esplicito stando nell'euro, come suppone Zibordi),
      perciò il pagamento delle imposte risulta formalmente avvenuto, ma il
      corrispondente ricavo per lo Stato è ZERO.

      Poichè tutte le spese dello
      Stato sono in euro, e nient'altro, compreso pagamento interessi passivi sul
      debito pubblico e pagamento dell'intero capitale dei bond in scadenza, il
      bilancio statale aumenta il proprio deficit nella stessa misura dei CCF
      incassati nell'anno.

      Praticamente coi CCF lo Stato regala soldi differiti
      oggi ponendo un'ipoteca sul proprio bilancio domani, nella solita vecchia logica
      del rinviare debiti e grane a chi "viene dopo" (tanto nel lungo periodo siamo
      tuitti morti). Bella logica del c....

    1. yago 4 novembre 2014

      La moneta è solo un mezzo per scambiare merci ed uno stato sovrano deve fare i conti di ciò di cui ha bisogno per poter affrontare il pericolo di una svalutazione selvaggia. Se una golf costerà il doppio poco male, posso comprare una punto e di sicuro non muoio. Diverso è il discorso sull'energia , ma con un avanzo primario che già abbiamo e presumibilmente aumenterebbe, non credo sarebbe un dramma. I pericoli paventati sono quindi solo ed esclusivamente di chi gestisce la moneta , con essa fa altri soldi e specula con tecniche varie sui cambi. Le famiglie Italiane che hanno liquidità sui conti correnti credo siano pochissime, mentre molte di loro hanno case di proprietà, terreni ecc. che nulla hanno a che fare con la moneta. In ogni caso che un prezzo si debba pagare per rimediare ad un errore è normale.. Perseverare sarebbe diabolico ed una lunga agonia si conclude sempre con la morte. Se si sfascia il giocattolo che rende molti milionari , senza fare un beneamato ca.., vedi Bonanni per es, potrebbe essere un bene.

    1. castigo 3 novembre 2014

      infatti non si parla di pagarci banche estere, questi certificati sarebbero solamente per la circolazione interna, una sorta di valuta parallela, come spiegato più volte da GZ nei suoi post.
      a volte basterebbe leggere......

    1. Truman 3 novembre 2014

      Posto qui nel seguito un lungo approfondimento inviato per email da Franco-Traduttore.
      Premessa: uno studio di Bank Of America/Merril Lynch già nel 2012 consigliava all'Italia la fuoriuscita dall'Euro. Lo studio contiene la classifica di quale paese ha più convenienza ad uscire dall'Eurozona:

      1°- Italia, Irlanda (punteggio 3,5)
      3° - Grecia (5,3)
      4° - Olanda (5,5)
      5° - Belgio (5,8)
      6° - Portogallo (6,0)
      7° - Spagna (6,3)
      8° - Francia (6,5)
      9° - Finlandia (7,5)
      10° - Austria (8,0)
      11° - Germania (8,5)

      Cliccare qui per scaricare il file "Teoria dei giochi e premio di uscita dall'euro".

    1. Cataldo 3 novembre 2014

      Questo fronte dell'euro, combattuto a botte di schemi e modelli, su tutti i lati è dominato dalla irrilevanza.

      Il motivo è semplicissimo, la sovranità monetaria è una conseguenza possibile della sovranità politica, non è dato il contrario: se la politica del governo risponde ad interessi che risiedono fuori dalll'Italia non potrà mai avere una sovranità monetaria, fosse euro, lira, tallero o minchia d'oro, per dirla alla Barnard :)

      Uscire dall'euro senza inquadrare il tutto in un recupero della sovranita a 360° è un inutile flagellazione, tipo quella che si fa alle processioni dei santi, con lo stesso contenuto politico-economico di un atto di fede.

      Abbiamo anche il dato del Giappone, ad esempio, che dimostra come veramente siamo lontani anni luce dal 1992 per tanti motivi, la svalutazione di per se non ha risolto un bel nulla, anzi, sono aumentati i costi di produzione senza una compensazione dai mercati esteri, e parliamo del giappone, che ha un export che comprende belle fette di contenuto tecnologico elevato.

      Giusto per ripeterlo se :
      si distruggono i nostro mercati di espansione, come la Libia, il corno d'africa, la Siria, ed altri
      si castra il rapporto con paesi emergenti, come l'Iran,
      si tronca la partnership con i nostri fornitori, come la Russia,

      mi spiegano gli illustri cantastorie alla Bagnai che cambia tra euro e lira ?
      Ci spetterebbe sempre lo stesso posto nella redistribuzione mondiale del lavoro, e l'abbandono della nostra manifattura.

      Se non si ha la sostanza di affrontare il nodo, e quindi si continua a procede da servi, bisogna concentrarsi sulla redistribuzione, che da sola darebbe respiro a tutta l'economia comunque, stante che sono 15 anni di depressione assurda della domanda interna per pure scelte di "casta".

      Certo è bello giocare con i modellini economici, ma servirebbe più concretezza, anche perchè qui ci si basa su teorie e schemi che ormai interpretano ben poco, nell'epoca dei tassi di interesse a zero e della FED che da anni esercita una monetarizzazione di "emergenza" continua, etc etc, tutti fenomeni che sono un po difficili da spiegare se si prende a modello fatti accaduti nel 1992.






    1. Georgios 3 novembre 2014

      Io non sono più moolto giovane, anzi, non sono giovane, meglio ancora sono un po' vecchio.

      Non starò a farti la lezione sul popolo e sul "quanto mai", siccome anche tu scrivi da non moolto giovane queste cose le dovresti sapere. Basta studiare o almeno leggerti la storia invece di sputtanare il tuo paese che comunque non molto tempo fa, prima che cominciassero a svenderlo, era tra le 6-7 potenze economiche del mondo e aveva i bilanci meglio della Germania.

      Un po' prima dei tempi del ipotetico referendum, che NON si e' fatto cosa che ti permette oggi di sputtanare il tuo paese e il tuo popolo, la cost-prost-ituzione europea era stata bocciata dai tre popoli che gli avevano permesso di esprimere il proprio parere. Quali? Leggiti un po' di storia.

      Il popolo non e' un esperto di economia, né e' tenuto ad esserlo, aveva come molti altri popoli europei l'ingenuità di credere che quello che stavano costruendo era l'Europa dei popoli ed aveva anche l'ingenuità di credere che l'Europa dei popoli doveva avere una moneta comune. Ma e' cosi che succede con gli ingenui che sono abbastanza ingenui da aspettarsi di dialogare in buona fede. Invece dobbiamo diventare tutti degli ipocriti, dire una cosa ed intendere un'altra e alla fine sputtanare chi voleva essere onesto e sincero.

      E se sei tanto ignorante da non sapere quello che ti succede in casa, ascoltalo da me perché e' successo anche in casa mia: I fondi che sono per la maggior parte finiti nelle tasche della mafia e dei politici che poi sono la stessa cosa e che permetteva dopo ai nostri beneamati filantropi di Bruxelles di poter ricattare gli stessi politici che ora ci stanno tagliando la gola, venivano dati sotto precise condizioni. Io te li do e tu tagli questo, fai quell'altro, compri da me aerei da guerra o carri armati e poi ti tagli tanti ulivi e distruggi la tua flotta di pescherecci e cosi via.

      Ma anche se e' la prima volta che senti queste cose e anche se un popolo e' un popolo di coglioni, vorrei sapere, secondo te, deve pagare con la vita e la vita dei propri bambini? Da dove sei uscito, da Auschwitz?

      Suggerimento: perché non fai lo stesso commento anche a Simec che ti potrebbe rispondere da italiano?

    1. clack 3 novembre 2014

      Dopo aver letto i commenti successivi provo a dire la mia.

      1- Zibordi non è un pellegrino. Il suo curriculum di euroscettico, antitroika e persona ben informata dei fatti è ben comprovato dal sito che dirige, cobraf.com.
      Al riguardo consiglio di leggere il post "Come feci un mucchio di soldi con ii BTP e il prof. Luigi Spaventa"
      www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123470958

      2- Bagnai, che di solito non esita a polemizzare con chicchessia, evita accuratamente persino di nominarlo.

      3- Lo stesso Bagnai, anche se sostiene tesi affascinanti per chiunque senta il peso insostenibile della moneta unica, potrebbe non avere ragione su tutta la linea, cosa del resto probabile.
      Il suo modo di agire inoltre, a iniziare dalla palese polarizzazione che esegue all'interno del movimento antieuro, assieme alla pretesa di essere l'unico depositario della verità, all'inclinazione al protagonismo sfrenato, alla riduzione ad piddinum che esegue nei confronti del suo pubblico più affezionato pena l'insulto e l'allontanamento dal blog, più passa il tempo e più gli fa assumere sembianze fin troppo ambigue. Quelle di un personaggio riguardo al quale è chiara soltanto l'ambizione sfrenata a emergere e a essere in qualunque modo cooptato dalle elite. Lui stesso ha più volte dichiarato che esse sono l'unica possibilità risolutiva della situazione attuale, quando è storicamente comprovato che tendono a mettersi d'accordo tra loro per salvaguardare i propri interessi.
      Non a caso non tollera si dica che dalla moneta unica esiste un ceto che ne ha tratto profitti enormi e non ha alcuna intenzione di rinunciarvi nel ritorno alla moneta nazionale e anzi farà di tutto per trarre da ciò vantaggi ulteriori.
      In base a tutto questo le sue opinioni ormai sono a mio avviso poco credibili.

      4- La tesi che una moneta non può fare uno stato ma è sempre e solo il contrario trova un'autorevole contraddizione, dimostrata da fatti storici, in "Anschluss" di Vladimiro Giacché, che consiglio a tutti di leggere, anche se nel farlo ci sa fa un fegato grosso così.

      5- Nei dibattiti sulle modalità di uscita si dovrebbe tenere conto dell'esperienza, delle scelte e dei risultati ottenuti da Hjalmar Schacht. Senza dimenticare tuttavia che il Reich venne doviziosamente foraggiato dalle potenze capitaliste per la funzione di bastione nei confronti dell'URSS che gli attribuivano e faceva loro comodo.

      6- A mio parere persona degna di credito nel movimento euroscettico è soprattutto Galloni, in particolare per la sua esperienza in ruoli di grande rilievo a livello economico. Una sua parola riguardo alla questione che si sta discutendo sarebbe ben più credibile di quella di tanti che a ogni costo cercano di imporsi come guru, senza averne neppure lontanamente le caratteristiche essenziali.
    1. Jor-el 3 novembre 2014

      Vero. L'esito dell'uscita dall'Euro dipende dal governo che la gestirà. Occorre un vero rinnovo della classe politica e l'adozione di un indirizzo economico opposto a quello attuale.

    1. Simec 3 novembre 2014

      http://www.byoblu.com/post/2012/11/10/tutte-le-volte-che-in-europa-abbiamo-detto-no-ma-e-diventato-si.aspx

    1. Vocenellanotte 3 novembre 2014

      E' la verità ma potevi dirla meglio. Tutti i commenti qui sopra e il post stesso sono penosi.

    1. lanzo 3 novembre 2014

      Georgios dixit "solo il popolo puo' salvare se stesso" Ma quando mai cio' e' mai avvenuto ? Il "popolo" non decide niente, non puo' fare niente e se decide di fare qualcosa ci sono altri segmenti di "popolo" caramba, poliziotti che gli spacca la testa a manganellate o gli spara.

      Concordo sull'articolo, in definitiva si tratterebbe di passare dalla padella alla brace (meglio la padella) abbiamo voluto la bicicletta ? Qui molti che scrivono devono essere moolto giovani, ma vi assicuro che ai tempi, se ci fosse stato un referendum per l'entrata nell'euro, sarebbe stato vinto con percentuali bulgare per l'Euro, t'immagini l'italiota che finalmente puo saltare sul carro dei "ricchi" e quanti si sono fatti i soldi con i fondi UE specialmente in certe zone, con opere mai finite.
    1. foxobs 3 novembre 2014

      Regola N. 1 : I capitali ( dopo una prima Speculazione ) vanno dove conviene !

      Se capiscono che in' Italia, dopo l' uscita dall' Euro, è conveniente Investire, grazie sia al costo del lavoro che alla svalutazione, INVESTIRANNO, dopo aver Speculato per qualche settimana. Quindi, se tagliamo prima i privilegi, gli sprechi, e tagliamo i contributi sul lavoro a carico delle aziende ( non del lavoratore ), e poi usciamo dall' Euro, allora la svalutazione strutturale sarà dopo qualche settimana del 20%. Se usciamo adesso, con tutti i vizi, sprechi, tangenti, mala gestione, speculeranno fino alla nostra MORTE, perché così ( economicamente parlando ), non siamo credibili, non abbiamo futuro. Se la ns manodopera costasse il 10% in meno ( d sgravi contributivi ) sommato al -20% di svalutazione della moneta, diventeremmo il primo stato manifatturiero d' Europa anche grazie al ns. Know-out, grazie agli investimenti dall' estero, alla faccia della presunta SPECULAZIONE. Nessuno speculerebbe contro di noi se siamo competitivi, e quindi ha solo da perdere !!! Adesso NON siamo competitivi.

      OSSERVATORIO SOCIOLOGICO DEL NORD

    1. warewar 3 novembre 2014

      Lo Stato non ci deve pagare o fare niente ... servono alle imprese e persone per pagare le tasse ed una volta tornati allo Stato li può anche bruciare, ma nel frattempo ha creato deficit di 100-200 mld legalmente aumentando il credito circolante.

    1. ProjectCivilization 3 novembre 2014

      Ovvio che non vada pagato . Non dalla gente . Tra di loro facciano quel che vogliono . Ma non basta . Occorre anche farsi i conti in casa e non farli fare agli altri.....!! E educare la gente al fatto che non e' necessario triangolare con una moneta privata ..altrui....per far funzionare l'economia . Alt alla triangolazione . Sotto con il lavoro produttivo . Produttivo delle cose che servono a noi...Disperarsi perché non abbiamo abbastanza carta fatta da altri...e non occuparsi della nostra economia...e' idiota .

    1. Cartesio 3 novembre 2014

      Sono commosso dal tono dei commenti a questo post. Mi viene quasi da pensare che ci sia speranza per il futuro. Vedere che praticamente tutti quelli che dovevano essere catechizzati da questo fetore di articolo ne sanno molto di più del povero pellegrino che lo ha scritto (ammesso e non concesso che sia in buona fede), mi rende euforico. Voglio credere che sempre più persone abbiano la pazienza e la forza di informarsi e siano in grado di distinguere da sole ciò che è sensato dai finti mostri sotto al letto.

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