CI AVETE ROTTO I COGLIONI CON I PARTIGIANI E CON LA RESISTENZA…

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

“Ci avete rotto i coglioni con i partigiani e con la resistenza … siete diventati peggio dei garibaldini … con una retorica che fa schifo!“ (dal Film “Caro papà” di Dino Risi, la battuta in questione viene pronunciata, ironia della sorte, dall’attore Stefano Madia, padre, scomparso piuttosto giovane,a soli 50 anni, dell’attuale Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, la quale invece, quasi sicuramente, sarà in prima fila tra i “retorici peggio dei garibaldini” finiti tra i businessman dell’alta finanza o ai vertici di uno Stato corrotto che festeggeranno il 25 Aprile con i vessilli del tradimento al vento).

L’antifascismo del XXI, come quello del secolo scorso, ha davvero rotto i coglioni, anche perché i paladini di questa corrente maggioritaria della mistificazione storica hanno consegnato il Paese agli eserciti stranieri, come e peggio dei fascisti, i quali prima si misero nelle mani dei tedeschi e poi persino dei “liberatori” americani, parliamo tanto dei singoli che dei gruppi sociali economico-produttivi, rinnegando il loro presente appena diventato passato. Adesso, la gran parte di quelli che monopolizzano il 25 Aprile lo fanno ribaltando alcune verità storiche inequivocabili, facendo passare la resistenza per un grande movimento di popolo, animato da sentimenti antiautoritari, laddove essa fu fenomeno marginale egemonizzato soprattutto dai comunisti, come rivelò anche l’ex PresdelRep Francesco Cossiga: “Il Partito Comunista ha quasi monopolizzato il comando della lotta partigiana anche in forme violente…ha monopolizzato il ricordo, e anche giustamente, perché la resistenza è stata almeno per l’80% comunista, e senza il Pci non ci sarebbe stata resistenza.”
In Italia erano quasi tutti fascisti ma alla caduta del regime non si trovava più un simpatizzante del Duce, nemmeno a pagarlo salato. Erano tutti divenuti “anti”, i fascisti e persino i repubblichini del giorno prima erano ormai partigiani del giorno dopo.
I comunisti, peraltro, non avevano nessuna voglia di essere scambiati per semplici liberatori che combattevano al fianco degli alleati ma volevano fare come la Russia, secondo lo slogan coniato, molto tempo prima, da Nicola Bombacci (fondatore del PCI, finito a testa in giù a Piazzale Loreto insieme al suo amico Mussolini), ovvero sovietizzare l’Italia per mettersi al fianco della “patria socialista” russa. Infatti, le “brigate” comuniste deposero le armi con molta riluttanza, ben oltre la fine del conflitto, non lesinando scontri e vendette coi partigiani “cattolici”, e solo perché credettero ai loro dirigenti politici che ad un certo punto dissero “Basta!” (Togliatti) perché gli accordi internazionali (a Yalta) tra le potenze vincitrici della guerra assegnavano l’Italia al quadrante occidentale. Ma l’obiettivo dei partigiani comunisti non fu mai quello di riportare il Paese nell’alveo dei regimi democratici, quanto quello di realizzare una rivoluzione anticapitalistica, tanto più che due decenni dopo i brigatisti rossi ricorreranno proprio al mito della resistenza tradita per imbracciare nuovamente le armi e finire il lavoro lasciato incompiuto nel ’45.

Dunque, stare a sentire ancora oggi, nell’anno 2015, questi vuoti discorsi democratici pronunciati da mezze calzette istituzionali (che ancora si accaniscono contro i simboli del fascismo), generati da un vile tradimento, quello consumatosi l’8 settembre del 1943, risulta disgustoso ed intollerabile. Ed ancor più insopportabile è che a farci la morale siano i figli (spesso di sangue) dei trasformisti di ieri, i quali con i loro funambolismi attuali aggiungono ai voltafaccia dei loro padri uno sporco opportunismo che sta conducendo la nazione al fallimento politico ed economico ed alla svendita della sua sovranità. Da traditori non potevano che venire fuori “traditori e mezzo”.

Come ha scritto il pensatore veneto Gianfranco La Grassa: “l’antifascismo azionista – erede dei socialisti liberali, forse più ancora che dei liberalsocialisti – è stato il terreno fertile per le più gravi involuzioni della storia della Repubblica italiana sfociate in “mani pulite” e su cui ho già detto più volte ciò che penso. Questo antifascismo sta compiendo adesso un ulteriore salto di qualità, facendosi apertamente complottista ed eversore“. C’è poco altro da aggiungere e proprio niente da festeggiare.

Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it

Link: http://www.conflittiestrategie.it/25-aprile-la-giornata-del-tradimento

21.04.2015

33 Commenti
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mago
mago
22 Aprile 2015 12:43
Per come è ridotta questa nazione tanto valeva che la guerra la vincessero i tedeschi..mi fanno tenerezza quei partigiani che vanno presso le istituzioni a cantare bella ciao…passi per la veneranda eta…passi per i primi sintomi di demenza senile ma aver rischiato la vita per consegnare poi la patria a questa classe politica…e poi farne uno spot….mah
Hamelin
Hamelin
22 Aprile 2015 12:57
Bisognerebbe riscrivere tutti i libri di storia per rendere giustizia alla verità dei fatti , partendo dalla disgraziata fondazione di questo Stato chiamato Italia…( nato dal sangue e dal tradimento anch’esso ) .

Putroppo la storia la scrivono i vincitori e per quanto patetiche ed enormi possano essere le loro balle se ripetute milioni di volte e scritte milioni di volte sui libri… diventano verità …

FlavioBosio
FlavioBosio
22 Aprile 2015 14:16

E nel frattempo la "bella" é diventata un trans…

Per la felicitá dei "compagni" culattoni.
Evitamina
Evitamina
22 Aprile 2015 14:19

Spesso mi capita di avere difficoltà a distinguere la verità che va oltre i confini di me stesso.

Oggi che siamo super informatizzati, crediamo di conoscere verità che alloggiano a migliaia di Km di distanza.
Di certo la verità viene diffusa da chi prende tutto, la verità di chi è stato preso tutto, solitamente non interessa a nessuno (a pochi). Di norma si sceglie sempre il carro del vincitore.
Dunque sul buono e il cattivo, bisogna stare molto cauti e importante alle fine dire la sua perché il non dire è spesso sinonimo di codarderia.
cardisem
cardisem
22 Aprile 2015 14:19

In Hobbes, la relazione protezione / obbedienza, significa che un qualsiasi governo di qualsiasi natura o forma fonda la sua legittimità solo e nella misura in cui riesce a “proteggere” le persone, i popoli, che gli devono obbedienza. Se non è capace di “proteggere” quelli che gli sono soggetti, allora perde qualsiasi legittimità e nessuno è tenuto a prestare obbedienza a un governo, inetto, inesistente… Un popolo è allo sbando e vige il principio del “si salvi chi può”. Se dalla catastrofe si riesce ad uscire e appare sulla scena un nuovo Governo, qualcuno che possa comandare, la sua nuova Legittimità può fondarsi solo su una ricostituita capacità di "proteggere”. I nostri gloriosi “partigiani”, anzi “resistente”, hanno consegnato il paese al Vincitore e si sono fatti suoi servi (la famosa “cupidigia di servilismo”, di cui parlava Vittorio Emanuele Orlando). Da allora “governare” in Italia ha significato: a) fare a gara di “servilismo” verso il vincitore/invasore Americano, da cui ogni governo si recava per ricevere la ratifica dell’investitura elettorale o dal quale si è sempre andati per ricevere ordini nei momenti critici, in ultima la guerra di Libia… b) una propaganda costante volta a delegittimare (un governo, o un regime: il… Leggi tutto »

Tetris1917
Tetris1917
22 Aprile 2015 15:17

Chi dovrebbe riscrivere la storia? I soliti manipolatori odierni di ideologie passate? Oppure bisognerebbe mettere finalmente un riferimento serio, ripartendo almeno dall’unità d’italia? Per esempio, la completa revisione dei fatti della I guerra, il massacro ingiustificato di milioni di proletari e dei veri motivi dello scoppio di essa. Questo e non solo, come pure si potrebbe proseguire sul ventennio e su quella marionetta della borghesia che era benito, oppure sulla repubblica sociale, macellai al soldo tedesco, oppure su tutta la storia del partito comunista italiano con i suoi traditori della rivoluzione proletaria (approfondire il biennio rosso per esempio). O tutto quello che si è fatto dal 45 all’89. Insomma, non regge niente perchè non abbiamo mai fatto i conti veramente con la storia. Un paese di pagliacci che si accontenta come al solito delle pagine di storia ad uso e consumo dei vari Mieli televisivi. Paese di fascisti come di antifascisti. Gente che ha ricolorato la bandiera nera con del rosso, la sera prima col tedesco e la mattina dopo col soldato americano. Tolta questa tara amorale, rimane appesa a un filo, come un ragno, la storia di questa nazioncina, impudicamente occultata dall’ideologia mefitica del borghesume ammuffito odierno. Tutto magistralmente… Leggi tutto »

IVANOE
IVANOE
22 Aprile 2015 15:51

C’è da dire che sono oltre 50 anni che mi sorbisco il teatrino del 25 aprile…quando ero più giovane e non erano arrivati ne renzi ne berlusconi e ne monti, tutto mi sembrava solenne soprattutto per i caduti…comnuque era una cosa seria…Poi crescendo e sempre più disgustato dalla società attuiale e da molti di noi ormai omologati mani e piedi al sitema, sono diventato più cinico ed ho  riflettuto a lungo prima di fare questa osservazione… :se ci troviamo in questa situazione è proprio colpa dei partigiani e spengendomi oltre di tutti quelli che hanno combattuto la prima guerra mondiale e tra l’altro sono morti inutilmente come dei poveri fresconi…Quindi altro che martirio dei partigiani o dei fanti della prima guerra mondiale, purtorppo degli utili idioti del sistema nel 15/18 erano indottrinati ed andavano a morire per la patria a 20 anni… mentre gli ufficiali stavano nelle comode retrovie a dare insulsi ordini… e poi finita la guerra gli stessi pronti a servire il fascismo… che poi è stato combattuto da altri partigiani che sono caduti per ridare nel 1945 in mano l’italia ad altri fascisti…partigiani che hanno creduto a pertini, amndola, de gasperi e toglaitti che si facevano sbattere… Leggi tutto »

eresiarca
eresiarca
22 Aprile 2015 16:23

Petrosillo,
allievo di La Grassa, sarà anche quanto di meglio (come Fusaro, per
altri versi) esprime un certo ambiente, ma spara ancora grandi boiate.
Tra le quali, quella dei comunisti che non consegnano le armi perché
vogliono fare la rivoluzione. Eh no, gliele han lasciate proprio perché
dovevano far fuori un sacco di gente dopo, il che dimostra l’inesattezza
marchiana di un altro assunto dell’articolo, e cioè che dopo il ’45 non
vi fossero più fascisti!

MarioG
MarioG
22 Aprile 2015 16:33

Osservazione di buonsenso. In effetti, quanto a "rivoluzione" era ben chiaro fin dal ’43-’44 che non era all’ordine del giorno e neanche delle cose possibili.
Di conseguenza la funzione delle bande armate, permesse dagli americani, e’ proprio quella che dice lei.
Evidentemente anche il Petrosillo, che e’ certo di un’altra levatura rispetto all’"ambiente", sconta un marchio di fabbrica.

IVANOE
IVANOE
22 Aprile 2015 17:01

E no !
Ci fu un ufficiale brittannico del servizio segreto del foreign affairs inglese in servizio dal 1942 al 1948 in italia che ha raccontato in un libro il disarmo dei partigiani rossi nel 1945.
Che sulla spinta dei capi comunisti dell’epoca abbondantemente addomesticati dagli amerikani, fecero del tutto e tutto il possibile per far disarmare le bande rosse che già stavano pensando di attestarsi sugli appennnini poichè qualcuno un pò più sveglio aveva subodorato che tipo di bidone stavano per rifilare alla lotta partigiana operaia.
Questo ufficiale racconta che grazie alla pressione dei capi comunusti dell’epoca fecero accatastare sulle piazze piazzali delle città centinaia di migliaia di armi in mano ai partigiani rossi sotto il controllo degli amerikani.
E’ vero anche che molte armi furono nascoste ma erano molto poche rispetto al numero degli uomini.
La fortuna ed i soldi e la corruzione del momento è stata a favore degli amerikani perchè se non fossero riusciti a disarmarli, i nostri avrebbero combattuto dopo l’occupazione tedesca anche a quella americana ed oggi staremo a parlare di un’altra cosa.

ilcomplottista
ilcomplottista
22 Aprile 2015 17:35

Il primo capo della redazione milanese dell’organo ufficiale del partito comunista italiano non era altro che un ex militare dei servizi segreti inglesi…… e questo la dice lunga su come la sinistra sia stata orientata per anni facendo una finta opposizione.  Mi spiace per quei poveri comunisti veri e convinti che hanno creduto che l’Italia potesse cambiare davvero, ma sono stati imbrogliati.

oriundo2006
oriundo2006
22 Aprile 2015 18:41

E’ finita, o sta finendo, una parentesi storica durata 70 anni e la storia si prepara ad altre ‘svolte’, tormentati ‘sentieri interrotti’ di cui noi già ora possiamo vederne il prepararsi cieco e folle come furono i fatti del ‘900, un tradimento continuo di uomini e donne giovani, accecati dai desideri e da idee seducenti di libertà ‘moderne’, di spazi sconfinati per il senso del proprio ‘io’ – molto meno per i diritti degli altri, specie se di parte avversa – di una fiducia assoluta nel futuro, fiducia che non ammetteva se e ma ( non vi dice nulla ? ): tutto questo è finito nel consumismo, nel possesso, nel benessere ( giusto ma fuori dai sentieri della ragionevolezza ), nelle aberrazioni moderne ( ma rivisitate su antichi modelli ) del sesso, delle droghe, della noncuranza verso tutto cio’ che poteva avere un futuro quando questi era lontano dall’immediato…Dunque, il contrario di tutto quanto si era creduto e voluto: epoca odierna senza senso che nel tralignare delle passioni osserva sorridendo quanto si erano sbagliati in passato fascisti, comunisti, nazisti: era piu’ semplice pensare solo al proprio interesse perchè questo alla fine è risultato il vero vincitore. Oggi non lo capiamo… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
22 Aprile 2015 18:57

Guarda che il mondo del dopoguerra se lo sono spartito i russi e gli americani, doveva seguire la guerra fredda, non credo ci fossero tanti margini di manovra, specialmente per noi e la Germania.

Noi ci illudiamo di no, ma siamo stati trattati da sconfitti e come tali, sottomessi.
Ti sembra che potevamo liberamente dire, ok ora andatevene?
La corruzione ha fatto il resto, tutti gli aiuti americani erano gestiti dal Vaticano, quindi…
Non credo sia propriamente "colpa" dei partigiani (che erano si e no 100.000).
Dopo la guerra buona parte dei quadri dirigenti di quasi tutto l’arco costituzionale erano pieni di coloro che  ricoprivano incarichi dirigenziali durante il fascismo.
Basterebbe avere un po’ di senso delle proporzioni per affermare, sulla base dei fatti storici del dopoguerra, che almeno la stragrande maggioranza dei partigiani sia stata fottuta come tanti altri.
La cosa, però, più importante nata dalla resistenza, fu la stesura della nostra Costituzione, mai applicata realmente ed ora a rischio di annientamento, con tutta la sagra della probabile legge della giungla che ne seguirà.
cardisem
cardisem
22 Aprile 2015 19:44

Guarda che io mi limito a considerazioni di fatto…
Quanto alla magnifica costituzione è pure un fatto che non nasce “sovrana” ma sotto dettatura a Yalta… Ed il fatto che mai sia stata “sovrana” lo si dimostra in questi giorni, con gli allegri stravolgimenti che ne vengono fatti…

Se fosse stato un popolo “sovrano” a darsi una costituzione “sovrana”, nessuno si sarebbe azzardato a modificare una virgola…

In realtà, è stata sempre poco più che carta straccia…

Un pensatore che non cito dice che i popoli non sono “eterni”…
Forse che gli Etruschi ci sono ancora?
Quanti popoli sono scomparsi dalla faccia della terra?

Noi poveretti, rimasti orfani, ci arrangiamo come si può…

In Italia ci si arrangia…

adriano_53
adriano_53
22 Aprile 2015 19:51

Tra le righe di questo articolo e quelle di alcuni commenti si sente che spira l’aria della storia, quella dei Braudel, degli Hobsbawm, dei Lefevre, dei Mathiez, dei Romeo.
 Il linguaggio è tra l’altro all’altezza  del tema, anche se alcune concessioni – CI AVETE ROTTO I COGLION al posto di CAVETE ROTTO LI COJONI-lasciano perplessi.

 Ma La Grassa riconoscerà questa roba come frutto dei suoi lombi?

geopardy
geopardy
22 Aprile 2015 20:26

Conosco ed ho conosciuto molti partigiani (nella mia zona erano parecchi), tutti hanno detto ed i sopravvissuti continuano a dirlo, che non hanno lottato per questa valle di ingiustizie e che si sentono traditi.

geopardy
geopardy
22 Aprile 2015 20:37

La tua analisi, purtroppo, è in larga misura vera, ma io voglio rendere merito ai tanti "illusi", che hanno messo in gioco la loro vita e non dietro comode tastiere di computer.

Personalmente, lotto nel mondo reale contro le ingiustizie di questo sistema, avendo in mente chi ha messo in gioco la propria vita, sperando, ahimè, come dici tu, in un futuro migliore.
Non mi sento di chiamarli "utili idioti", al più, gente che ci ha dato un esempio di opposizione, che è il succo della storia, anche di fronte a parziali (non totali) sconfitte.
Vorrei un mondo in cui per raggiungere una migliore giustizia non si debba mettere in conto la propria morte, ma ancora siamo ad una parziale evoluzione e non è detto, che non ci facciano morire ancora, purtroppo, sta a noi provare ad impedirlo.
Il cammino dell’uomo è fatto di queste ingiustizie, ma grazie a chi ci ha provato, abbiamo avuto indubbie evoluzioni, anche se parziali, ma anche le vittorie degli "altri" non pensare siano eterne.
mago
mago
22 Aprile 2015 20:44
Capisco…tutti noi lottiamo per un mondo migliore..anche noi lasceremo un mondo peggiore per come si sta mettendo… tutti veniamo strumentalizzati..salutali e ringraziali da parte mia.
mago
mago
22 Aprile 2015 20:49
Si fregarono l` oro di Dongo …..uccisero i testimoni ..erano marci sino da allora.
IVANOE
IVANOE
22 Aprile 2015 20:49

Hai ragione forse sono stato un pò duro, però purtroppo come dici tu le varie fasi evolutive sono troppo lente per noi umani che oggi andiamo di fretta… Se dobbiamo aspettare altri 200 anni perchè l’uomo evolva e capisca qual’è il senso della ragione che non è lo sfruttamento di un uomo su un’altro uomo, probabilmente lo stesso uomo fascista pro-nipote nostro malgrado di chi in epoche passate non lo ha definitivamente epurato, distruggerà il mondo anche in modo ambientale fra non meno di 20-30 anni…

Ma purtroppo questo è il giusto destino che ci meritiamo per colpa della nostra idozia umana.
IVANOE
IVANOE
22 Aprile 2015 21:01

E’ così come dice cardisem… dire il contrario cercando di salvare una festa ipocrita è andare contro la realtà di oggi che è lo specchio di quello che non è stato fatto nel 1945… Ricordatevi di via rasella dove i nostri gloriosi partigiani 3 o 4 tra cui anche amendola identificato forse come uno dei mandanti non si sono consegnati i tedeschi mandando così al massacro  i famosi 340 ostaggi… se questo si chiama resistenza.. I partigiani veri hanno sopportato che venissero infiltrati tra di loro i partigiani bianchi cioè tutta gente che si era già messa d’accordo con gli amerikani… Sarebbe bastato che nel 1945 i partigiani rossi avessero occupato militarmente l’emilia romagna, la toscana e l’umbria con le marche con cui avrebbero costituito una repubblica indipendente dal resto dell’italia e che avrebbe fatto comodo anche a stalin e probabilmente oggi avremo almeno da quelle parti una società socialista dal volto umano che avrebbe contaggiato anche il resto dell’italia sotto occupazione amerikana. Certo ci sarebbe stato da combattere ma poco avrebbero potuto fare gli USA in un’area non ancora da loro controllata come oggi da loro basi militari e sopratutto con una vera costituzione di quei territori la popolazione… Leggi tutto »

consulfin
consulfin
22 Aprile 2015 23:33

dice "il partito comunista ha monopolizzato la lotta partigiana". E allora? ma avete presente il piglio di un comunista e quello di un democristo? Secondo voi chi era più in grado di portare avanti una lotta di quel tipo? Un domocristiano tutto parrochia e strofinatine di mani o un comunista con un ideale ben saldo? Dice " in italia erano tutti fascisti ma alle brutte tutti si sono dichiarati antifascisti". Questo lo può scrivere Giampaolo Pansa, ma non corrisponde al vero: gli antifascisti c’erano eccome! saranno stati pochi, ma c’erano. E hanno anche pagato. dice "i comunisti non avevano voglia di sgombrare il campo a cose fatte". Ma guarda tu! Quindi che avrebbero dovuto fare? Combattere sulle montagne e poi, a cose fatte, consegnare il tutto alla borghesia (come poi, in effetti, è stato)? Se ne sentono di pretese bizzarre, ma questa…Dice "i comunisti volevano sovietizzare l’Italia". Ma non mi dire! Questi COMUNISTI che vogliono impiantare un regime COMUNISTA nel paese in cui hanno condotto una battaglia di liberazione dal NAZIFASCISMO, francamente sono incomprensibili! Ma che s’erano messi in testa?Fuori dal sarcasmo domando: ci rendiamo conto di quello che scriviamo?Dunque sarebbe stato l’antifascismo il terreno fertile per mani pulite, non… Leggi tutto »

khrishnamurti
khrishnamurti
22 Aprile 2015 23:36

Da sempre, la storiografia "ufficiale", nei confronti del movimento anarchico ha operato nel cancellare, mistificare e denigrare quello che è stato il ruolo, l’incisività del movimento nelle battaglie, nelle lotte dei proletari. Ma quando si va a parlare di quel periodo che va dalla fine della guerra di Spagna alla Liberazione, il movimento anarchico viene cancellato completamente (e con lui altri movimenti) per lasciare il posto al partito della Resistenza, il PCI. Ora, noi dobbiamo rivendicare la nostra partecipazione alle lotte di quegli anni, al confino, alla galera, alla resistenza, all’insurrezione popolare contro il fascismo.Questo intervento vuole dare un minimo di conoscenza di quella che è stata, di come si è caratterizzata questa partecipazione. IL CONFINO Fin dal lontano novembre 1926 (ed anche prima), giorno in cui furono istituiti il "Tribunale speciale per la difesa dello Stato" e "le commissioni provinciali per l’assegnazione del confino di polizia", gli anarchici furono sempre ospiti graditi di quelle graziose isolette del Mediterraneo (Ustica, Ventotene, Tremiti) adibite a tale scopo. Al confino gli anarchici furono sempre il nucleo più compatto, sempre pronti a ribellarsi alle autorità del confino, mai rassegnati e sempre pronti a polemizzare con gli altri confinati. In particolare furono molto tesi… Leggi tutto »

consulfin
consulfin
23 Aprile 2015 0:18

Molto interessante. Parli addirittura di 20.000 uomini, mai avrei immaginato una tale forza.
Hai una bibliografia da suggerire?

Rosanna
Rosanna
23 Aprile 2015 0:31

I messaggi subliminali dell’articolo, lordato di odio patriottico, di  Petrosillo sono numerosi: "i paladini di questa corrente maggioritaria della mistificazione storica hanno consegnato il Paese agli eserciti stranieri, come e peggio dei fascisti" (c’è sempre qualcuno peggio dei fascisti infatti …) "come rivelò anche l’ex Pres del Rep Francesco Cossiga: “Il Partito Comunista ha quasi monopolizzato il comando della lotta partigiana anche in forme violente…ha monopolizzato il ricordo, e anche giustamente, perché la resistenza è stata almeno per l’80% comunista, e senza il Pci non ci sarebbe stata resistenza.” e questo cosa vorrebbe dire? se non ci fossero stati i comunisti, sicuramente non ci sarebbe stata nemmeno la Costituzione e soprattutto i primi articoli, che ealtano la funzione fondativa del lavoro nella costruzione della dignità della Repubblica e del benessere degli italiani. La citazione di Cossiga poi, personaggio esemplare e lungimirante, colluso con i poteri occulti della P2, è parecchio curiosa. "In Italia erano quasi tutti fascisti ma alla caduta del regime non si trovava più un simpatizzante del Duce, nemmeno a pagarlo salato. Erano tutti divenuti “anti”, i fascisti e persino i repubblichini del giorno prima erano ormai partigiani del giorno dopo." Ah sì? a me sembra invece che… Leggi tutto »

Chiloe12
Chiloe12
23 Aprile 2015 3:02

Credendosi credibile l’articolo finge di colpire la retorica ma in realtà è una difesa del fascismo come quel "da un vile tradimento". Ma questo appellarsi al "tradimento", che è semmai del RE e dei politici che hanno scaricato il Duce, cosa centra con la RESISTENZA? Anzi oggi proprio di fronte ai tentativi di negazionismo o ai difensori del fascismo, questa GIORNATA del 25 aprile assume un valore più che mai! Non dimentichiamo a volte ritornano! 

Simplicissimus
Simplicissimus
23 Aprile 2015 10:02

Dì che ti hanno rotto i coglioni ovvero la testa vista la tua specifica natura di pensatore da bar. Se magari avessi la bontà di leggere qualcosa dell’abbondante storiografia che esiste anche al di fuori  dei banchetti di Casapound forse potresti affinare il tuo pensiero (si fa per dire, naturalmente). Purtroppo capisco che come per ogni vero cretino ciò che si riferisce alla conoscenza è del tutto superfluo, la vecchia carne da cannone è diventata carne da internet.

Jor-el
Jor-el
23 Aprile 2015 10:48

Il fatto che la Resistenza sia stata per l’80% PCI (parole di Cossiga) e che oggi il Paese sia sostanzialmente ancora occupato militarmente dagli USA dovrebbe far riflettere.

pierodeola
pierodeola
23 Aprile 2015 11:01

Condivido: CI HANNO ROTTO I COGLIONI.

Guardiamo come siamoridotti stando assieme a quelli che petendono di averci "liberato".
Ora più schiavi di prima e ci vogliono anhe far fare una nuova guerra.

Gli idioti USA pensano che noi verremo ditrutti e loro come al solito resteranno immuni da danni.
Ma sono appunto idioti;questa volta saltano anche loro finalmente.

Tetris1917
Tetris1917
23 Aprile 2015 14:58

un detto siciliano recita:"quannu tira ventu fatti canna". Questo per dire che molti italiani durante il ventennio si sono adattati alla situazione. Come pure si sono adattati al dopo.
Ma per adattarsi, hanno inneggiato al vitello d’oro del momento….semplice

Veron
Veron
24 Aprile 2015 11:25

sono completamente d’accordo con te. Purtroppo, come ben sappiamo, la madre degli imbecilli è sempre incinta.

Veron
Veron
24 Aprile 2015 11:27

condivido e sottoscrivo

Veron
Veron
24 Aprile 2015 11:58

suvvia, perdoniamo questo pseudo storiografo poiché non sa quel che dice. Eppure dovrebbe essere soddisfatto di come sono andate le cose dopo il 25 aprile. La borghesia italiana, con l’appoggio degli Stati Uniti e del Vaticano, è riuscita ad attenuare i valori della Resistenza (ad es. l’antifascismo e la democrazia) scatenando i terrorismi di destra e di sinistra negli anni di piombo (anche le BR erano gestite da agenti della NATO), favorendo il dilagare della corruzione politica e della mafia, permettendo l’ascesa di Berlusconi e lo strapotere di Licio Gelli. Per "amore" dei valori della Resistenza, ad es., Cossiga ed Andreotti decisero che Aldo Moro doveva morire proprio quando le BR cominciarono a pensare di liberarlo. Con tutte le sue luci e le sue ombre, la Resistenza è stata uno dei pochi movimenti spontanei di cui il popolo italiano può andare fiero. Il resto è una lenta, subdola e caparbia ricostruzione del fascismo nostrano e internazionale.