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CHIACCHERE E DISTINTIVO: CAMELOT CROLLATA

DI EUGENIO BENETAZZO

Ecco che cosa sono la FED e la BCE: chiacchere e distintivo. Innanzi al più grande bubbone finanziario degli ultimi anni che sta ormai per esplodere, se ne escono con affermazioni del tipo, state tranquilli, non vi preoccupate tanto l’economia è sana, l’Europa non rischia nulla !
Più grande è la bugia, più la gente la crederà. Le recenti iniezioni di liquidità (ben quattro interventi in sette giorni) per sostenere le attività bancarie, ormai in pieno default finanziario causate da uno stato di insolvenza generalizzato (solo nella mia provincia vi è una nota banca di modeste dimensioni che ha qualcosa come 1.500 contratti di mutuo di ultima generazione in sofferenza). La crisi che ha colpito i mercati statunitensi, avrà conseguenze tutt’altro che irrisorie sui mercati europei, che hanno voluto scimmiottare i fratelli d’oltre mare.

Lungi dal gongolare per le disgrazie altrui, ma l’analisi sviluppata ed elaborata in BEST BEFORE e contemplata anche durante il tour di BLEKGEK ha trovato in questi giorni una loro evangelica materializzazione: alla faccia di tutti quei cosidetti economisti laureati in prestigiose università fabbriche di cloni replicanti che davano il ricorso al debito a bassi tassi di interesse come la linfa della globalizzazione. In ogni caso, alla fine Camelot è crollata: il castello di debiti costruito su fondamenta di altri debiti cartacei (coperti a loro volto da un fiume di strumenti derivati: l’altra bolla che dovrà scoppiare) ha dimostrato tutta la sua fragilità. Ecco che cosa ha sostenuto l’economia, il PIL, gli indici di borsa ed il rally immobiliare: il ricorso al debito sfrenato. Tutto a tutti, anche senza garanzie o per dirla all’americana, tutto a tutti grazie ai NINA (acronimo di none income, none assets) ovvero prestiti rilasciati anche a chi non ha reddito certo e non dispone di garanzie reali (fate attenzione comunque perchè anche in Italia li abbiamo, solo che si chiamano con un altro nome, di solito il nome delle finanziarie che li erogano !).

Particolarmente in Europa in queste ultime ore stanno tentando di rincuorare gli animi e le speranze di investitori e risparmiatori, affermando che la situazione in Eurolandia non è così grave come in USA: è vero non è grave, è gravissima ! Nonostante vi dicano il contrario ! Le differenze sostanziali le possiamo anche individuare sulle diverse dinamiche di escussione del sistema giudiziario anglosassone rispetto a quello europeo, qualche mese in USA contro qualche anno in Europa, in Italia addirittura anche cinque ! Questo significa che una banca italiana che ha prestato ad una coppia di giovani precarizzati il 100 % per l’aquisto di un miserabile appartamento da 40 mq può aspettare anche 5 anni prima di riavere la disponibilità finanziaria che ha prestato.

Non da meno si aggiunga che in Europa il ricorso all’acquisto di immobili con finanziamento integrale è stato adeguatamente coperto e suggellato da perizie immobiliari stragonfiate (che consentissero di rendere congruo il possibile valore di ipotetico realizzo in caso di escussione). Purtroppo i debiti si pagano e si estinguono solo con il denaro (denaro che ora sembra non esserci più), ed è per questo che ci aspetta uno scenario veramente senza precedenti: una bolla economica che avrà dinamiche tutt’altro che prevedibili. Rammentate a tal punto che le azioni le vendete in tre minuti con una telefonata alla banca o con un click di mouse, mentre una abitazione o un appartamento (ammesso che trovate in questo momento il compratore) potrebbe richiedere anche alcuni mesi.

Per tale considerazione questa volta ad essere profondamente esposte oltre ai mutuatari ed investitori ci sono anche le stesse banche, i cui patrimoni in questi ultimi quattro anni si sono sempre più spesso cristallizzati: basta molto poco adesso per compromettere la loro solidità. E se il sistema bancario vacilla, quello industriale (stretto ad esso da un cordone ombelicale) e tutt’altro che rincuorante. Non penso che ci siano molte soluzioni: semplicemente stiamo andando incontro all’implosione del sistema turbocapitalistico in cui il solo ricorso al debito ha consentito il sostentamento dei consumi. Per questo motivo il sistema non è sano, quanto stramaledettamente marcio ed allo stadio terminale: un conto è spendere perchè si è risparmiato negli anni precedenti, un altra cosa è continuare a consumare ed acquistare beni di consumo perchè qualcuno presta il denaro facilmente.

La storia si ripete: voglio ricordarvi che Giovedì 24 Ottobre 1929, cinque giorni prima del famoso Martedì Nero, in seguito alle prime ravvisaglie di panic selling sui listini, intervennero tre banche nazionali per sostenere le quotazioni e limitare l’emorragia di vendite: la National Bank, la Chase Manhattan e la Banca Morgan. Il giorno successivo, Venerdì 25 ottobre, molti banchieri di prestigio si affrettarono ad effettuare dichiarazioni ancora rassicuranti circa lo stato di buona salute dell’economia, persino il famoso Charles Schawb (fondatore della omonima casa di brokeraggio) e lo stesso presidente Hoover affermavano che la situazione era sostanzialmente sana ed i fondamentali economici dell’industria americana proiettavano una vigorosa e stabile prosperità per il futuro. Sappiamo tutti comè andata a finire tre giorni dopo: un crollo drammatico delle quotazioni, la giornata di negoziazione più catastrofica, sino ad allora, della storia di Wall Street: il famoso Martedì Nero del 29 Ottobre 1929.

Fateci caso che la storia si sta ripetendo ! Istituzioni e banche centrali che garantiscono che il peggio è passato e soprattutto che l’Europa più di tanto non subirà le conseguenze della crisi di liquidità del sistema bancario statunitense. Peccato però che i fatti contraddicano le loro incoraggianti affermazioni: sappiate a tal fine che la BCE ha effettuato interventi di liquidità molto più corposi rispetto alla FED, in buona sostanza ha immesso molto più denaro di quanto ne ha reso disponibile la stessa FED. E come se questo non bastasse assistiamo al teatrino dei mass media che parlano di iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali come se fossero un toccasano per il malato moribondo: tutt’altro. Iniettare liquidità non è di certo una manovra salutare a lungo termine, può consentire una momentanea stabilizzazione della crisi in corso, ma successivamente comporta una inevitabile aumento dell’inflazione con contestuale instabilità dei mercati: in buona sostanza si dovranno alzare ancora i tassi di interesse per raffreddare l’intero sistema, magari molto di più di quanto si era precedentemente annunciato. L’ipotesi di un tasso di sconto al 6 % in Eurolandia comincia a farsi sempre più plausibilie.

Ma lasciatemi raccontare in maniera un po più tecnica che cosa sarebbe successo: se a fine gionata un istituto di credito ha avuto un saldo depositi/prelievi negativo, potrà allora acquistare il denaro di cui ha bisogno nel circuito interbancario, dove troverà i fondi messi a disposizione da altre banche che hanno invece avuto un saldo depositi/prelievi positivo. Questo tasso nei giorni scorsi era volato al 4,7 % contro un tasso di sconto ufficiale al 4 %. La BCE è pertanto intervenuta dal lato dell’offerta, per riequilibrare il sistema, garantendo la liquidità necessaria a soddisfare la domanda ed infatti il tasso di mercato si è immediatamente riallineato al 4%. In buona sostanza quindi la BCE ha creato denaro dal nulla e lo ha reso disponibile alle condizioni di mercato ufficiale ad alcune banche in difficoltà, per evitare che altre potessero speculare su una presunta crisi di liquidità.

Possiamo convenire quindi che iniettare liquidità nel sistema significa dare denaro ad una ristretta elite di banche in momentanea difficoltà finanziaria a discapito del resto del mondo in modo tale che non si abbia una percezione immediata di questa operazione. Il tutto è alquanto scandaloso in quanto anzichè creare denaro (dal nulla) per aiutare chi ha contratto un debito per l’aquisto della prima casa (di fatto il debitore con un bisogno sociale primario), si preferisce sostenere e supportare il sistema bancario (quindi il creditore con una finalità puramente speculativa) il quale si trova in difficoltà perché il debitore a fatica riesce a restituire il denaro preso a prestito. A mio modo di vedere, l’unico rischio reale che corre veramente il sistema bancario è quello di una rivoluzione popolare.

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
www.youtube.com/eugeniobenetazzo

17.08.07

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Continua la saga delle perdite di borsa provocate dai mutui subprime. Oggi sono stati persi trecento miliardi di euri, e continuare a dar la colpa ai subprime inizia ad essere un po’ sospetto, cosa che mi sta portando a cambiare idea rispetto ai primi giorni.

    E’ vero, i subprime hanno fatto un gran casino. E’ vero , si sono infilati di qui e di la’. E’ vero, non si sa ancora dove siano, e questa mancanza di colpevoli rende tutti i titoli un po’ sospetti.

    E’ anche vero pero’ che le perdite si stanno spalmando in ogni settore industriale. Non si capisce per quale motivo un titolo industriale solido dovrebbe perdere tanto se i mutui subprime calano; e’ vero che i titoli potrebbero venir venduti per far fronte ai problemi di liquidita’, ma e’ come dire che si vende la mucca per mangiare due spaghetti domani: un’operazione insensata.

    In realta’ la stampa sta giocando moltissimo ad usare come capro espiatorio i mutui subprime, senza pero’ lasciare spazio ad una analisi del mercato piu’ efficace.

    Punto primo: che cos’e’ “subprime”? Il termine si riferisce ad un tipo di credito mutuale “di cattiva qualita'”. E ci hanno ripetuto fino alla nausea che “cattiva qualita'” significhi “poche garanzie”.

    Tecnicamente e’ vero: nel senso che se il mondo dell’economia fosse statico, ci sarebbero mutui subprime che sono sempre subprime e mutui “buoni” che sono sempre buoni.

    Le cose pero’ non stanno cosi’: l’economia non e’ come la magia, dove basta definire il nome di qualcosa perche’ abbia le caratteristiche volute; si tratta di vedere quanto sia stabile il nesso fra la situazione materiale e la definizione del nostro oggetto.

    Domanda: nel 2001 una famiglia di fortunati ha comprato casa, con un mutuo di 850 euri/mese. Potendo pagarla, ed essendoci un buon rapporto reddito/mutuo il mutuo era “solido”.

    Oggi gli stessi due coniugi pagano 1230 euri/mese, per via della crescita dei tassi.

    Problema: quel mutuo e’ “subprime” o meno, oggi?

    Tecnicamente no: la sua definizione non e’ quella. Il titolo non lo e’.

    Realisticamente parlando , su 100 famiglie in quelle condizioni, possiamo dire che un buon 15% sia scivolata in zona “subprime”, cioe’ in una situazione di rischio finanziario, quando non di sofferenza?

    Se lo possiamo dire, allora possiamo pensare che ci siano, a spasso nel mercato “buono”, dei subprime “mascherati”.

    Altra domanda: in un mercato come quello italiano, dove chiude un’azienda e N persone passano da dipendenti a precari, e’ possibile pensare che una famiglia che prima disponeva di due stipendi fissi diventi una famiglia con uno stipendio fisso piu’ uno stipendio part-time/peggiore/precario?

    Anche questo e’ possibile, si’. Anche in questa situazione, possiamo pensare che vi sia tutta une fascia di popolazione per la quale sia peggiorata la qualita’ del credito.

    Stando agli studi Gesco/Universita’ Federico II, nel sud del nostro paese il 47,2 delle famiglie meridionali e’ in difficolta’ nel pagamento del mutuo, e accumula ritardi recuperati occasionalmente. Il divario scende al 7.3% del nord italia, ma in entrambi i casi si tratta di cifre catastrofiche. Lo studio risale al 26/02/2007.

    Tutti questi mutui non sono, tecnicamente, subprime. Lo sono de facto.

    Il problema e’: se supponiamo un andamento gaussiano della probabilita’ che all’aumento dei tassi aumenti il numero di famiglie che non riescono piu’ a pagare i mutui, davvero Trichet alzera’ ancora i tassi?

    Facendo cosa, trasformando in carta straccia mutui prima considerati “buoni”?

    Perche’ il mutuo “buono” che si trasforma in carta straccia non e’ come un mutuo che nasce subprime. I titoli presi da mutui ad alto rischio hanno rese alte. Vengono gestiti con politiche di breve e medio termine e comunque il rischio bilancia la resa.

    La trasformazione in carta straccia di mutui “buoni”, invece, e’ tutto un affare diverso. Essi non hanno mai reso (e non possono rendere) in titoli quello che rendono i mutui ad alto rischio. Ma non solo: spesso l’approvvigionamento finanziario degli enti eroganti e’ avvnuto su mercati come Euribor, ovvero su mercati abbastanza “ingessati”, che non permettono agli enti eroganti di emettere titoli “fantasiosi”.

    Questo e’ oggi il motivo che mi fa dubitare del fatto che Trichet alzera’ ancora i tassi: produrrebbe una escalation del problema , che si estenderebbe ai mutui “buoni”, ammesso che non stia gia’ succedendo, dal momento che le perdite sono eccessive , davvero eccessive per riguardare solo prodotti ad alto rischio, cioe’ alta resa.

    Non sono il solo a pensarla cosi’: i BTP a breve termine (intendo 2-3 anni) hanno avuto delle rese alte nell’ultimo mese; cosa inusuale per titoli che rendono cifre come il 3,5% , ma specialmente cosa inusuale se davvero gli operatori pensassero che Trichet stia per alzare i tassi: non c’e’ alcun motivo per tuffarsi sui BTP al 3.5% se si crede che il denaro si alzera’ ancora di molto.

    E cosi’, gli eventi degli ultimi giorni mi fanno ricredere, perche’:

    1. l’entita’ delle perdite sta diventando eccessiva anche considerando l’effetto “sospetto” verso istituti che non ammettono chiaramente di aver usato quei titoli

    2. Un innalzamento dei tassi produrrebbe dei mutui “subprime” de facto, producendo altra sofferenza fra le famiglie paganti, e rendendo insicuri i titoli di mutui approvigionati sul mercato Euribor e quindi ingessati a tassi preventivi. Questo renderebbe insitabilISSIMO i mercato.

    Vorrei fare una precisazione: Euribor e’ un indice, Euro Interbank Offered Rate, che rappresenta un costo “reale” del denaro sul mercato, distinto da quello imposto dalle banche centrali. IN definitiva, si tratta di un valore misurato, al quale poi si attengono le banche nello scambiarsi i soldi.

    Quando dico “mercato Euribor” intendo quelle transazioni regolate dagli indici (e dai costi) stimati dall’ Euribor Panel Steering Committee, che misura l’ Euribor per diverse lunghezze di tempo. E’ usato normalmente come indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, mentre di solito IRS (Eurirs) e’ l’indice che si usa per quelli a tasso fisso.

    In definitiva, andare a rendere insicuri i mutui a tasso variabile, cioe’ quelli il cui approvigionamento e’ legato all’ Indice Euribor significa rendere insicure le stesse transazioni che usano questo indice, e la BCE; che non ha controllo su Euribor, con ogni probabilita’ non lo fara’.

    In ogni caso il mare e’ mosso , la situazione e’ fluida e lo rimarra’ per un bel po’, significativo il fatto che sui tassi Euribor non e’ previsto un aumento a settembre (anzi, sembra un lieve calo) e nemmeno nei mesi successivi; difficilmente questo permettera’ a Trichet di alzare i tassi senza produrre malcontento e pressioni politiche violentissime.

    Per non parlare del rischio che l’incendio si propaghi ai mutui “buoni”, ammesso che non lo stia gia’ facendo, cosa che inizio a sospettare dalla portata delle perdite.

    Uriel
    Fonte: http://www.wolfstep.cc
    Link: http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1187260160&archive=&start_from=&ucat=14,20,41,45&
    16.08.07

  • LATELA

    Stock Market Brushfire; Will there be a run on the banks?
    (www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6534)

    Il titolo è eloquente e si interroga su cosa potrebbe succedere nel prossimo futuro: ci sarà una corsa alle banche, per ritirare il ritirabile, quello che rimarrà dalle ceneri della più grande bolla finanziaria che la storia ricordi?
    E non mi riferisco solamente alla crisi da “mutui subprime”, ma alla gigantesca quanto inconsistente produzione di denaro generato da denaro, dovuta alla stupidità degli uomini.

    In un mio vecchio articolo che invito a rileggere (http://la-tela.blogspot.com/2006/11/lincredibile-credito-della-banca_12.html), si faceva l’esempio del centesimo di euro che in duemila anni, al tasso annuo composto del 5%, generava una cifra pari all’equivalente di più di 258 miliardi di palle d’oro del peso della terra, una cifra che non rappresenta più un valore reale, ma un numero assurdo, irreale, che non ha nessuna rappresentazione paragonabile ai beni reali presenti sulla terra.

    Quanto tempo pensate che impieghi tutto il denaro esistente oggi ad esploderci in faccia come quel misero centesimo?
    Trenta anni? Quaranta?
    Se conoscessi quanto denaro “esiste” in questo momento, potrei provare a fare il calcolo; quel numero al momento non l’ho disponibile, ma una risposta potrei provare ugualmente a darla.
    Trenta, quaranta o anche cinquant’anni, rappresentano i cicli economici che i sagrestani dei templi bancari ci fanno credere che esistano per effetto di non ben identificate crisi economiche.
    Io credo invece che quelle crisi avvengano per effetto dell’applicazione del tasso di interesse sul denaro, che genera in poco tempo numeri astronomici ed incontrollabili di altro denaro che alla fine non rappresenta più niente, come in una sorta di Repubblica di Weimer planetaria, in cui ad un certo punto, si andava a comprare un pacchetto di sigarette con una carriola di milioni di Marchi o, come nella foto in bianco e nero, il miglior uso che si poteva fare del denaro quando faceva freddo, era di bruciarlo nelle stufe.
    Arriveremo a questo?
    Forse si, se non ci apriamo quanto prima ad una nuova visione del mondo e dell’economia in cui al centro dobbiamo rimettere l’uomo ed i suoi bisogni.
    Non servirà correre in banca per ritirare i sudati risparmi, perchè quando (e se) succederà, sarà troppo tardi; al massimo ci faremo un bel falò!
    Andrea Gianni
    (http://la-tela.blogspot.com/2007/08/stock-market-brushfire-will-there-be.html)

  • LonanHista

    la fed taglia di mezzo punto il tasso di sconto e le borse ripartono:
    venghino siore e siori, venghino in carrozza siore e siori, si riparte per un altro giro in carozza! venghino è l’ultima occasione! ultimo giro!

    (hanno deciso come il lascia o raddoppia: praticamente il botto secco!).

    certo che questi hanno la faccia come il culo,anzi peggio:
    la bce se si tratta di finanziare il debito pubblico di uno stato fa fuoco e fiamme, ed ordina che bisogna tagliare welfare e pensioni in nome della concorrenza e del libero mercato.
    Però i soldi per sostenere le bolle speculative li stampano e li mettono in circolazione in 24 ore.(anzi in 12 ore).
    Mentre per esempio un azienda che avrebbe bisogno di sostegno per mantenere occupazione e cercare di restare nel mercato viene abbandonata a se stessa e fatta fallire.

    E poi insistono nel farci credere che i mafiosi stanno in sicilia!

    Riina e Provenzano, anche con la mani sporche di sangue, difronte a questa gente sono come degli agnellini!

    Purtroppo il sistema è questo! e non ci si può fare un cazzo!

  • LATELA

    Per errore ho riportato un articolo per un altro.
    Quello giusto, che riporta l’esempio del centesimo di euro che in duemila anni genera un credito impossibile è: http://la-tela.blogspot.com/2006/09/come-il-denaro-crea-se-stesso.html

  • LATELA

    Per errore ho riportato un articolo per un altro. Quello giusto, che riporta l’esempio del centesimo di euro che in duemila anni genera un credito impossibile è: http://la-tela.blogspot.com/2006/09/come-il-denaro-crea-se-stesso.html

  • Affus

    Pensate un po’ una cosa .

    Nel 1250 a. C. Mose’ aveva già capito che prestare con l’interesse era peccato. Gli ebrei non emettevano ancora moneta e già chiamavano l’usura peccato. Nel Medio Evo la Chiesa tuonava contro l’usura , ma oggi avete mai sentito parlare don Gelmini e don Ciotti di usura ?
    Si, solo di quella dei poveri mafiosi. ……