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CHE COS'E' L'INFLAZIONE? QUALCHE RIFLESSIONE SOCIOLOGICA

DI CARLO GAMBESCIA

Che cos’è l’inflazione? E soprattutto da un punto di vista sociologico? Cerchiamo di capirlo insieme.

Come un terremoto l’inflazione apre voragini sociali, inghiotte classi e ceti, distrugge patrimoni, stati, imperi. Nella Roma vincitrice di Cartagine elevò i Cavalieri, prestatori di denaro, e iniziò a erodere le laute rendite del patriziato. Nel tardo Impero, il problema di pagare le truppe, attraverso successive riduzioni del contenuto metallico delle monete, rovinò i Cavalieri, ormai “imborghesitisi” e il notabilato provinciale, oppresso da tasse elevate e dalla caduta del potere d’acquisto. Nel XVI secolo l’afflusso di metalli preziosi dall’America distrusse l’economia spagnola: l’oro facile svuotò le campagne e le casse imperiali, disabituò al lavoro un intero popolo, che quando il flusso si interruppe, credeva ancora di poter vivere di rendita. All’inizio del XIX secolo l’inflazione provocata dalle guerre napoleoniche divorò quel che rimaneva delle rendite terriere aristocratiche e favorì l’ascesa di una rapace borghesia degli affari. La guerra civile americana, e l’inflazione che ne seguì (dovuta al cambio della moneta imposto dal Nord vittorioso), cancellò le aristocrazie sudiste.

Ovviamente alle inflazioni si accompagnano le deflazioni: fasi di brusca diminuzione dei prezzi. Che essendo in gran parte causate anche da un senso di scoraggiamento generale verso il futuro rischiano di sfociare in periodi di stasi economica e poi in sommosse, rivoluzioni e persino guerre, come negli anni Trenta del Novecento.

Va però ricordato, che con l’avvento del capitalismo consumistico post-1945 (dal credito facile), l’alternanza tra inflazione e deflazione si è interrotta o comunque si è fatta più episodica, almeno fino alla seconda metà degli anni Ottanta. Periodo in cui si è affacciata una nuova spirale inflazionistica con successive, pur lievi, cadute deflazionistiche.

Attualmente i prezzi, soprattutto a far tempo dal passaggio “obbligato” all’Euro, sono in crescita. Niente che per il momento riporti ai fenomeni storici di cui sopra, ma sicuramente è in atto, come dire, un sommovimento sociologico, composto di tante piccole scosse, avvisaglie o sintomi appena percettibili. Ma il terremoto, il maledetto terremoto sociale, che ogni inflazione porta con sé, è purtroppo nell’aria. Di qui l’ attuale atteggiamento restrittivo della BCE. A dire il vero poco responsabile, perché i suoi dirigenti ignorano, o fingono di ignorare (per favorire servilmente il dollaro e l’economia americana), i bassi tassi di sviluppo europei (si pensi ai recenti cali di produttività…). Anche a rischio di soffocare la ripresa economica europea, a causa del crescente costo del denaro.
Ma torniamo alle avvisaglie.

Il primo sintomo è la sfiducia delle classi medie a reddito fisso verso la crescita del proprio potere d’acquisto: operai specializzati, dipendenti pubblici, quadri intermedi, statali e privati. Purtroppo, come già si scriveva nel Cinquecento, il primo segno di inflazione è rappresentato dalla sensazione che intorno a noi tutto aumenti. Una specie di sintomo dell’assedio, avvertito psicologicamente da chi non abbia altre entrate, come un pensionato pubblico ( monoreddito, come si dice…) . Dopo di che, per contagio sociale, la sensazione si diffonde, provocando ulteriori aumenti dei prezzi, e preparando la successiva deflazione ( che sarà tanto più dura quanto più elevato il tasso di inflazione).

Un secondo sintomo è il consumismo euforico che distingue lo stile di vita delle classi a reddito variabile: imprenditori, professionisti, industriali, grandi distributori, operatori del “lusso” e della finanza. I quali assecondano l’ascesa dei prezzi, e vivono come tutte le classi sedute su un vulcano acceso, molto al di sopra dei mezzi disponibili, convinte e fiere della giustezza del loro stile di vita, ma ignare che la successiva deflazione può sancirne la sparizione.
Il terzo sintomo è l’incapacità dei governi.

In primo luogo, come mostra la vicenda dell’Euro (il cui cambio troppo elevato ha penalizzato monete deboli come la Lira), si registra una sudditanza totale nei riguardi dell’economia, come accadeva nella Spagna del Cinquecento. Se i re spagnoli erano nelle mani di voraci prestatori di denaro, i governi di oggi sono prigionieri di banchieri ed economisti (con alcune eccezioni..,) al servizio dei poteri forti. In secondo luogo, molti governi mostrano di non voler o saper affrontare adeguatamente i problemi di coloro che hanno redditi saltuari o non ne hanno affatto: una massa di poveri (disoccupati, pensionati sociali, immigrati, eccetera) destinata perciò a crescere e, purtroppo ad assorbire i nuovi poveri (i ceti medi declassati da una più che probabile ripresa della spirale inflazione-deflazione).

Classi medie in difficoltà, ceti ricchi irresponsabili, governi imbelli, povertà crescente. I sintomi ci sono tutti, come del resto mostrano le statistiche sociali. La terra potrebbe perciò iniziare a tremare di nuovo e sul serio.

Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
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16.07.2008

Pubblicato da Das schloss

  • Pausania

    A parte che si è dimenticato di rispondersi: che cos’è l’inflazione?

    Poi: i governi sono costretti dalle banche che sono asservite ai poteri forti. Qualcuno un giorno ci dirà quali sono questi poteri forti, con nome e cognome?

  • lino-rossi

    secondo la dottrina in auge a Francoforte, a loro dire/scrivere, l’inflazione è funzione di M3. BCE, FED ed altre prestigiose istituzioni monetarie (rigorosamente) autonome hanno, a loro dire/scrivere, monetizzato moltissime centinaia di miliardi di euro/dollari/ecc. di “titoli” provenienti da banche private in difficoltà. sappiamo che gran parte di quei “titoli” non erano “titoli del debito pubblico”, ma carta straccia, generata liberamente e senza controlli da furfanti, pagata al prezzo stampato sopra. si deduce che la causa dell’attuale inflazione è riconducibile al 100% al loro sciagurato comportamento.

    tutte quelle monetizzazioni (delle banche centrali), così come tutte quelle effettuate dalle banche ordinarie attraverso il moltiplicatore bancario su titoli spazzatura (e non sull’economia reale), SONO inevitabilmente, a loro dire/scrivere, INFLAZIONE.

    se avessero trattato quelle banche private come trattano gli Stati esse sarebbero tutte fallite, il sistema finanziario si sarebbe “autopurificato”, come da LORO dottrina liberista, e noi avremmo avuto un po’ di ossigeno ed una drastica pulizia nel sistema finanziario, riconducendolo finalmente all’economia reale.

    il liberismo va condannato non perchè sia errato, ma perchè, come tutte le cose di questo mondo, è sottoposto ad una “gestione” che fatalmente lo “interpreta” secondo i suoi interessi e solo raramente negli interessi della collettività. i profeti del liberismo che tacciono di fronte a siffatte azioni delle banche centrali e delle autorità monetarie NON sono sicuramente onesti intellettualmente. esse hanno nutrito con generosità il cancro ed hanno sacrificato le cellule sane.

    ovviamente il conto dei loro errori volontari lo paghiamo noi.
    non basta.
    cominciano a farsi sentire i propugnatori di una bella guerra mondiale per disintossicare l’economia e per “ripartire”. ovvero: pur di non fare le cose ovvie, giuste, semplici, pulite, pacifiche, questi fanno veramente di tutto. il guaio è che in passato hanno sempre adottato questa “soluzione” (per loro vantaggiosissima in termini di aumento di ricchezza e potere).

  • lino-rossi

    ho letto in un’altra discussione (su travaglio) che c’è ancora qualcuno che crede al signoraggio. il problema monetario è enorme e di vitale importanza, ma aggredirlo con lo strumento spuntatissimo del signoraggio significa portare acqua all’oligarchia che ci domina perchè gli consente di continuare a NON puntare l’attenzione sul vero problema: la politica monetaria e la regolamentazione degli strumenti finanziari. il signoraggio è un complesso abbaglio; dal punto di vista sostanziale è del tutto insignificate: esso è un binario morto, ovvero, risorse sprecate. il signoraggio che menzionò Tremonti in un porta a porta di un novembre di qualche anno fa era quello vero, praticato dagli USA, approfittando del ruolo internazionale svolto dal dolaro. quello era effettivamente uno scandalo, ma quello dei signoraggisti è solo una buccia di banana.