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CEAUSESCU SI' CHE SAPEVA RISOLVERE IL PROBLEMA DEL DEBITO

DI PAOLO STEFANINI
linkiesta.it

L’uomo politico che più efficacemente di tutti ha risolto il problema del debito pubblico (quasi tutto estero) è stato il dittatore romeno Nicolae Ceauşescu. In meno di otto anni, a tappe forzate, lo ha completamente cancellato. Dodici miliardi di dollari restituiti prima del tempo e ad ogni costo (tra cui il più gravoso non fu la quasi totale liquidazione delle riserve auree della Banca nazionale di Bucarest). Quando ha annunciato il risultato, è stato applaudito a lungo. Era il 31 marzo del 1989. Nove mesi dopo lo fucilarono.

Cosa abbia prevalso forse non lo si saprà mai. Ma se contro le regole della grande finanza internazionale l’abbia avuta vinta il senso pratico del contadino romeno o la diffidenza ideologica dell’applicatore di teorie socialiste, poco cambia. Fatto sta che Nicolae Ceauşescu, nel 1981, di debito pubblico non volle più sentirne parlare. Si trattava allora di 12 miliardi di dollari (21 dal 1975). E visto che il governo comunista certo non invitava i cittadini al risparmio privato e non emetteva bot o cct e aveva regole interne tutte sue, era quasi in toto debito estero. In gran parte verso i Paesi occidentali, Stati Uniti in primis, che avevano colto al balzo certe freddezze di Bucarest nei confronti dell’Urss per cercare di accaparrarsi con ricchi prestiti un amico oltrecortina. Il Conducător dette un ordine perentorio: il debito andava cancellato, a ogni costo.

Iniziarono così i giorni più duri per la popolazione romena. Subito fu razionata la benzina. Ma in pochi avevano la macchina e il risparmio non era consistente. Allora si razionarono energia elettrica e riscaldamento, anche nei più freddi mesi invernali. Ogni lunedì c’era una riunione per fare il punto di quanto debito pubblico fosse stato rimborsato (si arrivò a 400 milioni di dollari ogni sette giorni). A quei vertici erano presenti il dittatore, con le sue scarse competenze economiche e tutta la sua testardaggine, il governatore della Banca Nazionale Romena, il ministro delle Finanze e il presidente della banca Romena per il Commercio Estero. Le importazioni furono vietate e gran parte di quello che veniva prodotto in Romania (automobili, alimenti, prodotti industriali) doveva essere esportato per far cassa.

Si iniziarono a razionare i generi alimentari, prima la carne, poi addirittura il pane, l’olio, il latte. Venne il periodo delle interminabili code. Fino a cinque ore per l’unica cosa quasi sempre disponibile: i generi di scarto. In particolare teste di pecora e zampe di maiale, che all’estero non avevano mercato. Proprio gli zampini furono ribattezzati «i patrioti» perché erano l’unica cosa a non lasciare il Paese. Il caffè divenne un genere di lusso. Come scriveva la Reuters nel 1988, «un giornalista occidentale, intervistando alcuni camionisti, ha appreso che le prostitute sono contente di farsi pagare in caffè. Le tariffe? Una notte per 250 grammi di buon macinato».

E pensare che i tempi di massimo debito pubblico erano stati anche quelli del maggiore sviluppo economico. In particolare nel decennio 1965-1975 i negozi erano ben forniti, gli stipendi aumentavano. L’industrializzazione del Paese aveva migliorato le condizioni generali della popolazione. Grazie ai prestiti dall’estero era iniziata la costruzione di infrastrutture, di una centrale nucleare, del canale Danubio-Mar Nero. Il costo della manodopera era molto contenuto, visto l’uso massiccio di prigionieri politici. E il ricambio di forza lavoro era continuo. E non per la flessibilità. Il motivo era un altro, tanto che, per esempio, proprio quel canale è stato ribattezzato «della morte».

Quando il 31 marzo del 1989 Ceauşescu annunciò l’estinzione totale del debito fu applaudito a lungo. In quell’occasione annunciò anche che gli investimenti delle aziende straniere, che fino ad allora per legge non potevano superare il 49% delle azioni nella proprietà delle imprese romene, non sarebbero più stati accettati. Si venne poi a sapere che nella corsa all’estinzione del debito erano state vendute 80 tonnellate sulle cento delle riserve auree (20 furono però riacquistate nel 1989). Florea Dumitrescu, che allora era a capo della Banca Nazionale Romena, ha raccontato che nel corso degli anni Ottanta più volte il dittatore voleva sbarazzarsi in un’unica tranche dell’oro, tanto era ossessionato dall’idea di rimborsare il debito subito. A fatica riuscirono a convincerlo che il mercato era troppo sensibile, e che le vendite andavano scaglionate se si voleva mantenere un livello accettabile del prezzo.

Lo sforzo per annullare il debito pubblico fu particolarmente inutile e controproducente. Bloccò ogni innovazione, condannando l’industria romena a rimanere la più arretrata tra quelle già non in robusta salute dell’Est comunista. E il Paese ricevette 15 anni di sanzione dal Fondo Monetario Internazionale per aver violato le regole con una restituzione prima della scadenza (e conseguente necessità di ristrutturazione del piano degli interessi). A metà del 1987 intervenne anche la Bri (la Bank for International Settlements di Basilea, che regola gli investimenti internazionali). Chiese a Bucarest di utilizzare i 5 miliardi di debito che rimanevano per nuovi investimenti tecnologici. Ma il dittatore non ci volle sentire e chiese nuovi sacrifici al suo popolo.

Quando nel 1989 annunciò che la grande corsa era finita e il debito totalmente ripagato, gli operai e i contadini credettero di poter tirare un sospiro di sollievo. Invece dovevano ancora tirare la cinghia. Pochi giorni dopo Ceauşescu disse che l’austerità continuava, anche se un po’ alleggerita: «Con le nuove norme ogni cittadino può tenere accesa una lampadina da 40 watt dieci minuti in più al giorno, fino a tre ore su 24». Frigoriferi ed elettromestici rimasero al bando. L’acqua calda fu consentita per un massimo di quattro ore al giorno e solo nei mesi più freddi. La chiusura dei ristoranti rimase fissata alle 21, quella dei negozi alle 17.30. «Ma», disse ancora Ceaușescu, in uno dei suoi ultimi discorsi, «l’obiettivo è stato raggiunto. Il debito estero è stato rimborsato interamente e la Romania non accumulerà mai più debito pubblico.Vi prometto che, dal 2000 in poi, il socialismo vi darà migliori condizioni di vita e di lavoro».

Paolo Stefanini
Fonte: www.linkiesta.it
Link: http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-ceausescu
11.08.2012

Pubblicato da Davide

  • bagnatog

    Quelli che molti chiamano “rivoluzione”, qui in Romania molti la chiamano “colpo di stato”.
    Pochi sanno perché pochi mesi dopo l’estinzione del debito pubblico hanno ucciso Ceauşescu, perché prima doveva vendere agli stati creditori le proprie risorse a prezzo speciale ( vedi l’imbarco dell’Iran al tempo del Pasià) e subito dopo aver cancellato il debito ha chiuso:

    Inghilterra-Prodotti siderurgici ( uno dei piu grandi complessi è in Galati Romania) ora di proprietà “inglese

    America- Oro ( rossa montana è la regione dove sono le miniere dell’oro, adesso in concessione agli americani)

    Russia -Petrolio (Lukoil adesso la seconda a livello mondiale).

    Non potendo contare più su appoggio di nessuna grande potenza Americani e Inglesi ( sempre loro ) hanno fatto la “rivoluzione” con il bene placido dei russi che rispettando il patto degli stati dell’est dovevano intervenire ( cosi come hanno fatto in altri stati).

    questa è stata la fine di un periodo……..

  • cardisem

    Le cose sono spesso diverse da quelle che sembrano… da riflettere…

  • Tonguessy

    L’uomo politico che più efficacemente di tutti ha risolto il problema del debito pubblico (quasi tutto estero) è stato il dittatore romeno Nicolae Ceauşescu. Nove mesi dopo lo fucilarono.

    Speriamo sia di buon auspicio

  • Luposolitario

    Credo proprio che nel caso nostro (Italiota) non ci sia assolutamente nessuno, ne alla guida del governo ne in qualsivoglia altra retroguardia politica al soldo della Grande Finanza, che abbia la benchè minima intenzione di cancellare e neanche ridurre il “debito pubblico”. Anzi credo l’obbiettivo sia esattamente l’opposto.

  • dana74

    all’epoca imputarono la povertà del popolo romeno alla dittatura comunista, come al solito mentirono, e come al solito era la finanza a succhiare la vita della gente, allora come oggi. L’errore di Ceausescu è stato di non aver mandato a stendere gli usurai stranieri.
    Ieri raccontarono la balla che il dittatore si arricchiva alle spese del popolo, oggi raccontano che è la Merkel che tiene tutto per sé ma dietro le quinte ci sono gli stessi attori

  • ottavino

    Bisognerebbe trovareun altro nome per “dittatore”, perchè il termine è troppo carico di significati negativi, che negativi non sono.

  • Allarmerosso

    e nella conoscenza diffusa della gente c’è l’immagine del dittatore , che si accaparrava tutti i beni , il debito dei comunisti e la magnificenza del capitalismo finanziario che darebbe ricchezza il mondo va al contrario !

  • RicBo

    Certo che la pochezza di analisi di certi commentatori qui è disarmante: alcuni sostengono che è la finanza internazionale ad aver strangolato economicamente la Romania e Ceausescu, poverino, in fondo era un buon padre, l’accumulo di ricchezza personale e la Securitate devono essere calunnie del biekissimo occidente capitalista.
    E’ morto fucilato, come il mascellone. La giusta fine di certe figure storiche.

    Piuttosto, mi chiedo come mai qui su CDC non si parli del caso Lugo in Paraguay o della campagna anti-Morales in Bolivia pagata dalle multinazionali occidentali.

  • antsr

    Fra gli antichi romani “dittatore” significa tutta altra cosa come anche “tiranno” fra gli antichi greci.

  • Truman

    @RicBo: strano che vedi bene la recita in Paraguay e in Bolivia, ma non riesci a percepire che la Romania è una variante dello stesso film.
    A parte questo, su Lugo c’è qualcosa nei forum, ma se hai degli articoli validi fornisci i link.

  • siletti86

    E tu ti sei mai chiesto/a come mai nei paesi che tu definisci “civili” e dove guardacaso è nata la massoneria moderna (leggasi Inghilterra, Francia e Stati Uniti), non ci siano mai stati Ciausescu, Pinochet, Mussolini o Hitler di turno? Ti faccio notare che guardacaso questi stessi paesi sono a tutt’oggi i proprietari delle maggiori corporation e banche mondiali. Come me lo spieghi????

  • andyconti

    Dittatori orientali= espressione del capitalismo sovietico.
    Dittatori occidentali= pagati dalla massoneria occidentale.
    Si e’ gia’ chiarito piu’ volte da chi sia stato finanziato Hitler, sarebbe meglio cambiare la musica di questi commenti che per odio alla lobby massonico-giudea esaltano il ruolo di altri tipi di macellai, e’ diventato noioso.