Caro benzina, quanto ci costano le accise?

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Abbiamo assistito in queste settimane ad un repentino innalzamento del costo del carburante in Italia, che pare non voglia proprio arrestarsi. Giustificato dallo scoppio del conflitto in Ucraina e dalle successive decisioni a livello nazionale ed europeo, costituisce oggi uno dei principali problemi della vita dei cittadini italiani se visto nell'ottica del generale rincaro che ha subito il costo della vita.

Guardando l'aumento del prezzo a barile del petrolio, mai così alto negli ultimi 10 anni, sembrerebbe che non ci sia nulla di strano:

prezzo petrolio 10 anni

Eppure, nonostante, come mostra il grafico, negli ultimi giorni ci sia stato un leggero calo del prezzo al barile, ciò non è corrisposto ad una diminuzione del prezzo al dettaglio.

prezzo petrolio marzo

Al di là di queste considerazioni però, ciò su cui vorrei concentrare la vostra attenzione, sono le scelte che il governo italiano dovrebbe attuare per far si che le decisioni prese in campo geopolitico non vadano poi a ricadere sulle tasche degli italiani.

Sull'esempio di quanto annunciato dal Ministro delle Finanze irlandese qualche giorno fa, la scelta più saggia e immediata potrebbe essere un taglio delle accise (temporaneo eh, non sia mai!), al fine di garantire una boccata d'aria al popolo.

Si perchè se si va bene ad approfondire questo tema, si scopre che il peso della accise (più IVA) sul costo finale di benzina e diesel equivale, nella nostra penisola, a circa il 55% . Un'enormità in un momento storico come questo.

In particolare, dall'ultima rilevazione del MISE datata 7 marzo, si osserva che i prezzi nazionali (€/litro) della benzina, del gasolio e del gpl in modalità self-service sono i seguenti:

  • Benzina: 1.953,14 euro di cui 728,40 (accisa), 352,21 (Iva) e 872,53 (netto);
  • Gasolio auto: 1.829,33 euro di cui 617,40 (accisa), 329,88 (Iva) e 882,05 (netto);
  • Gpl: 853,55 euro di cui 147,27 (accisa), 153,92 (Iva) e 552,36 (netto).

Nell’Unione Europea solo l’Olanda e il Regno Unito hanno imposte indirette sui carburanti più alte dell’Italia.

Nel dettaglio, eccole le 19 accise che pesano sull'acquisto dei carburanti in Italia introdotte nel corso degli anni:

  • Guerra d’Etiopia del 1935-1936: 1,90 lire (0,000981 euro);
  • Crisi di Suez del 1956: 14 lire (0,00723 euro);
  • Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963: 10 lire (0,00516 euro);
  • Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966: 10 lire (0,00516 euro);
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968: 10 lire (0,00516 euro);
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976: 99 lire (0,0511 euro);
  • Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: 75 lire (0,0387 euro);
  • Missione ONU durante la guerra del Libano del 1982: 205 lire (0,106 euro);
  • Missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1995: 22 lire (0,0114 euro);
  • Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: 0,02 euro;
  • Acquisto di autobus ecologici nel 2005: 0,005 euro;
  • Emergenza terremoto in Abruzzo del 2009: 0,0051 euro;
  • Finanziamento alla cultura nel 2011: da 0,0071 a 0,0055 euro;
  • Gestione immigrati dopo la crisi libica del 2011: 0,04 euro;
  • Emergenza alluvione Liguria e Toscana del novembre 2011: 0,0089 euro;
  • Decreto ‘Salva Italia’ del dicembre 2011: 0,082 euro (0,113 sul diesel);
  • Emergenza terremoti dell’Emilia del 2012: 0,024 euro;
  • Finanziamento del ‘Bonus gestori’ e riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo: 0,005 euro;
  • Spese del ‘decreto Fare’ del 2014: 0,0024 euro.

Sul tema è intervenuto anche Mario Metallo, coordinatore regionale sezione calabrese di AssoPetroli-AssoEnergia:

Una prima soluzione, immediata e rapida, è quella di tagliare le accise, (poichè) ciò non costituirebbe nessun onere per le casse dello Stato. In queste ultime settimane, con i rincari vertiginosi che abbiamo trattato, è aumentata anche l’IVA [...] Inoltre, l’Italia è uno dei pochi paesi che calcola l’IVA anche sulle accise, nonostante le proteste dell’Unione Europea che ha più volte sottolineato come questa pratica non sia lecita. Basterebbe quindi, con un semplice decreto, tagliare le accise fino a 30 centesimi per dare un sostegno immediato ai cittadini, alle imprese e ai trasportatori senza oneri per le casse dello Stato, che continuerebbe ad avere le stesse entrate di qualche mese fa. Le dichiarazioni di Biden sul blocco delle importazioni [...] fanno però schizzare i mercati e stringono l’Europa in una morsa. Non si vede uno scenario roseo proprio perché non si riescono a fare previsioni: il mercato dei carburanti è come un malato la cui febbre continua a salire, ma senza la medicina giusta si arriva a 40, 41, 42 gradi di temperatura finché il termometro esplode.

Massimo A. Cascone, 12.03.2022

Fonte: https://www.sicurauto.it/news/attualita-e-curiosita/accise-sui-carburanti-in-italia-2022-quali-sono-e-cosa-finanziano/

Commenti (7)

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    1. oxalidaceae 13 marzo 2022

      et voilà!
      https://t.me/escapefromthematrix/25906

    1. cedric 13 marzo 2022

      molte di quelle accise sono fittizie perchè alimentano i famosi tesoretti: poi basta un decreto del MISE per spostarli dove serve.
      Gli europei hanno due tipi di contratti per gas e petrolio. I contratti di lungo termine (dieci anni) con prezzi fissati prima della pandemia. Poi i contratti spot fatti anche giorno per giorno. Si è arrivati a 3000 dollari per 1000 metri cubi invece dei 100-150 dollari per 1000 metri cubi di long term.
      All'inizio della pandemia con consumi ridotti molti europei hanno annullato i contratti a lungo termine per comperare spot a metà prezzo. La polonia nel 2020 ha pagato 1,5 miliardi di dollari di penale per annullare il contratto e comperare spot a 50 dollari per 1000 metri cubi. Adesso ne paga 2500.
      Gli italiani, ed i tedeschi sono stati (poco) più furbi perchè si sono limitati a non rinnovare qualche contratto a lungo termine in scadenza ma adesso si cag*** sotto. Fino a ottobre si arriva con le scorte sottoterra poi saranno c*** amarissimi per tutti perchè è vietato fare nuovi contratti coi russi e serve comperare spot dai fondi di investimento americani (ma guarda un pò)

    1. Giovanni01 12 marzo 2022

      Dal grafico pubblicato possiamo bene osservare di come il prezzo del barile nel 2014 era di poco inferiore al prezzo di questi ultimi giorni - meno del 10% -. Quindi gradirei spiegazioni perché nel 2014 il prezzo del carburante era di circa 1.8 euro ed oggi è di 2.2....

    2. R66 12 marzo 2022

      Mi accodo, tutto chiaro il discorso delle accise e del guadagno in percentuale, cosa non mi torna è il netto.
      Nel 2008 il costo al barile era più alto di oggi e il netto molto più basso, come è possibile ciò?
      Cosa influisce principalmente sul netto?

      Ad una prima ricerca leggo: "È quindi naturale chiedersi quale sarebbe il reale costo di benzina e diesel se non ci fossero le accise e l’IVA?

      Il 27% del prezzo della benzina è determinato da “platts”, che è il prezzo all’ingrosso sul mercato internazionale, deciso dall’omonima agenzia specializzata con sede a Londra. Questa definisce il prezzo dei carburanti a livello internazionale. Sul prezzo del diesel il “platts” pesa poco di più (il 32%).

      Il margine lordo, ossia i ricavi della filiera distributiva petrolifera, incide sul prezzo dei carburanti per una minima parte rispetto alle altre due voci: siamo attorno all’8% per la benzina e il 9% per il diesel."

      Un ignorante come me, visto che il prezzo all'ingrosso è più basso del 2008, ne deduce che è il margine lordo, ossia i ricavi della filiera distributiva, ad esser spropositato.
      Sempre un ignorante come me potrebbe pensare che c'è un intento nell'aumento odierno.
      Spiegazioni più plausibili?

    1. JA 12 marzo 2022

      Ora che la truffa governativa è stata svelata il governo svela quella del mercato:
      “Gas, ora anche il governo lo ammette: truffa speculativa sui prezzi. La Russia continua a rifornirciOra anche il governo lo ammette: è in atto una truffa speculativa sui prezzi del gas. E l’unica soluzione è mettere un tetto massimo ai prezzi del gas.
      È il ministro per la Transizione europea, Roberto Cingolani, dai microfoni di Skytg24, a ribadire l’unica soluzione che se adottata a livello europeo sarebbe in grado di disinnescare “la colossale truffa” che il nervosismo dei mercati internazionali sta operando ai danni di imprese e cittadini quadruplicando il prezzo di carburanti, a partire dal gas, che la Russia continua regolarmente a fornirci anche nel corso della guerra in Ucraina.
      “Non esiste un motivo perchè il prezzo del gas aumenti: in questi giorni anzi affluisce abbondantemente da tutti gasdotti compresi quelli russi in misura anche maggiore di anni fa – spiega Cingolani. – Solo che, rispetto a tempo fa, costa di più perchè c’è nervosismo sul mercato“.
      Resto il fatto che, torna a dire il ministro per la Transizione europea “si tratta di una colossale truffa che arriva dal nervosismo del mercato a spese delle imprese e dei cittadini”.”
      https://www.secoloditalia.it/2022/03/gas-ora-anche-il-governo-lo-ammette-truffa-speculativa-sui-prezzi-la-russia-continua-a-rifornirci/

    1. mago 12 marzo 2022

      ma la coperta non dovrebbe essere corta?

    1. Rnamessaggero 12 marzo 2022

      E per non finanziare la guerra in Ucraina contro gli AMICI russi: giro a piedi e in bicicletta, parto prima e arrivo comunque.

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