CAMBIAMO LA DROGA DI BERNANKE

DI GREG PALAST
GregPalast.com

Provo ancora un brivido quando riesco a mettere le mani su un documento confidenziale con la scritta ‘Casa Bianca, Washington’ sull’intestazione. Anche quando – come quello che sto guardando ora – riguarda un argomento noioso : il summit del G-20 di questa settimana.

Ma il contenuto della lettera mi ha svegliato, e potrebbe tenermi sveglio per il resto della notte.

La lettera di 6 pagine dalla Casa Bianca, datata 3 settembre, è stata mandata ai 20 capi di stato che si incontreranno questo giovedì a Pittsburgh. Dopo qualche iniziale diplo-blabla, il nostro ‘sherpa’ del Presidente per il summit, Michael Froman, compie una piccola danza della vittoria, annunciando che la recessione è stata sconfitta. ‘Il mercato globale delle azioni è risalito del 35 % dalla fine di marzo’, scrive Froman. In altre parole, il mercato azionario sta su e tutto va bene.Sebbene riconosca che quest’anno l’economia sia andata all’inferno, l’assistente e ambasciatore di Obama al G-20 sembra fare il pappagallo all’esuberanza irrazionale del capo della Federal Reserve Ben Bernanke che la settimana scorsa aveva dichiarato che ‘la recessione è molto probabilmente finita’. Tutto ciò che mancava nella dichiarazione di Bernanke era uno striscione, ‘MISSIONE COMPIUTA’.

E i francesi sono furiosi. La lettera della Casa Bianca ai leader del G-20 era una risposta ad una missiva diplomatica confidenziale dal capo dell’Unione Europea Fredrik Reinfeldt scritta un giorno prima a “Monsieur le Président” Obama.

Abbiamo anche la nota confidenziale di Reinfeldt. In essa, il presidente della UE dice che, nonostante il felice discorso di Bernanke, “la crise n’est pas terminée (la crisi non è finita) e che (continuando la traduzione) il mercato del lavoro continuerà a soffrire le conseguenze di una debole capacità di produzione nei mesi a venire’. Questo è gergo diplomatico per dire Cosa diavolo si sta fumando Bernanke ?

Posso ricordarle Monsieur le Président, che il mese scorso 216,000 americani hanno perso il loro lavoro, portando la perdita totale dal momento della sua inaugurazione a circa sette milioni. In crescita.

Il Wall Street Journal ha anch’esso una copia della lettera della Casa Bianca, anche se non l’hanno pubblicata (io l’ho fatto: leggetela qui, con il messaggio della UE e la nostra traduzione). Il Journal la vende come la Casa Bianca avrebbe voluto: ‘Grandi cambiamenti nella politica economica globale’ per produrre ‘una crescita duratura’. Obama prende il controllo! Ciò che manca nel rapporto del Journal è che il piano di Obama strangola in maniera sottile ma sostanziale le richieste europee di far tirare la cinghia all’industria finanziaria e, più importante ancora, rimbalza la preoccupazione della UE sulla lotta alla disoccupazione.

I capi dell’Europa sono spaventati, coscienti del fatto che l’amministrazione Obama fermerà prematuramente lo stimolo fiscale e monetario. L’Europa chiede che gli USA continuino a pompare l’economia, sotto un programma mondiale salva-culi coordinato internazionalmente. Come Reinfeldt dice nel suo appello alla Casa Bianca, ‘è essenziale che i capi di stato e di governo, a questo summit, continuino a implementare le misure di politica economica che hanno adottato’ e non agire unilateralmente. ‘Delle exit strategies (devono) esere implementate in maniera coordinata’. Traducendo dal diplomatique: se voi USA fermate lo stimolo fiscale e monetario ora, l’Europa ed il pianeta vanno a picco. L’America con esso.

L’ambasciatore di Obama dice Non! Invece scrive che ad ogni nazione dovrebbe essere concesso di ‘rilassare’ gli sforzi anti recessione ‘ad un ritmo appropriato alle circostanze di ogni economia’. In altre parole, ‘Europa, sono fatti tuoi!’. Con buona pace di Obama al confronto con Roosevelt.

Tecnicamente il conflitto politico tra Obama e il piano della UE riflette una grande distanza sulla risposta ad una domanda cruciale: di chi è la recessione? Per Obama e Bernanke, questa è una recessione dei banchieri e quindi, essendo ‘le scosse del mercato diminuite significativamente’, per usare le parole dell’epistola della Casa Bianca, allora Happy Days Are Here Again [“I giorni feilici sono tornati”. N.d.r.]. Ma, se questa recessione è dei lavoratori di tutto il mondo che stanno perdendo il loro lavoro e i risparmi di una vita, allora è sempre Buddy, Can You Spare a Dime [“Amico risparmia qualche soldo”, N.d.r.].

Se Bernanke e Obama fossero veramente preoccupati di salvare posti di lavoro, avrebbero chiesto alle banche piene di bottino predato ai contribuenti di prestare questi fondi ai consumatori e al mondo degli affari. La Cina lo ha fatto, ordinando alle sue banche di aumentare il credito. E gente, lo hanno fatto, espandendo il credito di un mastodontico 30%, sparando l’economia cinese fuori dalla recessione in una crescita a due cifre.
Ma l’amministrazione Obama ha preso la direzione opposta. La lettera della Casa Bianca al G-20 chiede di aumentare lentamente le riserve bancarie, e questo può solo far si che un mercato del credito già stretto si stringa ancora.

Non è che la Casa Bianca ignori completamente la perdita di posti di lavoro. La lettera degli USA suggerisce che ‘il G-20 dovrebbe impegnarsi per…il supporto ai disoccupati’. Potete immaginarvi gli europei, che già hanno generosi contributi alla disoccupazione – la maggior parte dei quali senza limiti di tempo – diventare viola su questo punto. L’avara estensione del sussidio di disoccupazione compiuta sotto il piano di stimolo è già in scadenza senza nessuna proposta di continuare ad aiutare le vittime senza lavoro della recessione.

Gli europei sono così carini quando sono arrabbiati, quando stringono i loro piccoli pugni. Obama presume di poterli ignorare. la UE, un tempo il pezzo grosso del G-7, ha visto il suo status di membro diluirsi nel G-20, dove le potenze del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) stanno flettendo i loro muscoli. Ma gli europei hanno una cosa o due da insegnare agli americani sull’economia del tramonto di un impero.

Forse le differenze sono culturali, non economiche; agli europei manca l’ottimismo del ‘si può fare’ del Destino Manifesto dell’America.

Così, per dare agli ospiti un assaggio dello spirito del yes-we-can, Obama dovrebbe invitare i 93700 senza lavoro di Pittsburgh all’incontro del G-20 per celebrare la salita del 35% del mercato azionario.

Oppure – mio suggerimento – cambiare i farmaci di Bernanke.

Per tutto lo scambio Casa Bianca-UE, andate su GregPalast.com.

Greg Palast è l’autore di “The Best Democracy Money Can Buy”. Palast ha scritto la rubrica “Inside Corporate America” per la sezione affari del periodico britannico Observer.

Titolo originale: “Change Bernanke’s drugs? Secret White House G-20 notes”

Fonte: http://www.gregpalast.com/
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22.09.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di P.P.

10 Commenti
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Tonguessy
Tonguessy
29 Settembre 2009 1:07

“agli europei manca l’ottimismo del ‘si può fare’ del Destino Manifesto dell’America.”
Consiglio anche a Palast un cambio di farmaci. Poi venga a sentire il Nostro ed i suo consigliori Don Tremonti dall’altra parte del lago, qui in Italia. E Trichet lì, appena un po’ in la.

ericvonmaan
ericvonmaan
29 Settembre 2009 2:58

Ancora una volta lo scribacchino-esperto di turno tralascia (o forse proprio non sa) che, essendo la FED di proprietà privata (come la BCE e tutte le banche centrali dell’area “occidentale”), le sue politiche monetarie sono esclusivamente orientate a massimizzare i profitti dei proprietari a spese dei contribuenti (cioè noi) e tralascia (o forse non sa) che in Cina le banche seguono le indicazioni del governo semplicememente perchè sono STATALI e quindi gestite da organismi governativi.
Ancora una volta, se non si chiarisce questo punto fondamentale, cioè CHI COMANDA E GESTISCE LE POLITICHE MONETARIE e QUALI SONO LE FINALITA’ DELLE POLITICHE MONETARIE STESSE, tutto quanto è un bla bla senza alcuno scopo.

bstrnt
bstrnt
29 Settembre 2009 3:12

Reputo drammatico che nessuno si accorga dove si va a parare ….
In un sistema finito è impossibile crescere indefinitamente, e, in tutte le varie ricette degli economisti la crescita è un fattore imprescindibile, ergo il problema è sistemico.
Che sia il caso di ripensare ad un nuovo tipo di economia?
Capisco che è un lavoro titanico, ma le scorciatoie di comodo avvicinano sempre di più il giorno del collaso.
Penso che la reistenza più aspra sia quella del superclan che detiene, finanziariamente, il potere nel mondo …. essi non demordono, ma gli conviene?
Quando le cose andranno totalmente fuori controllo, perché in questo collasso si percepisce già da ora l’effetto domino, non sono difficili da immaginare scenari tipo rivoluzione francese …

stefanodandrea
stefanodandrea
29 Settembre 2009 3:49

Dovremmo spetterla di interessarci degli Stati Uniti. E persino dei consigli che la storia europea può dare ad essi. Gli obiettivi, Italiani e europei – gli USA facciano quello che vogliono – dovrebbero essere chiari: tutelare il risparmio dall’inflazione; considerare gli “investimenti” in borsa, come giuochi autorizzati e obbligare gli intermediari finanziari ad avvisare in questo modo il cliente, con clausola scritta con caratteri macroscopici e in grassetto: “il cliente gioca in borsa a suo rischio e pericolo. L’intermediario non è assolutamente responsabile delle perdite di capitale – anche ingenti o totali – che il cliente decide di giocare, anche perché spesso l’intermediario si trova in conflitto di interessi con il cliente”. Se ai clienti non sta bene questa regola, prestino i loro risparmi a concittadini che stanno investendo in una impresa locale o che stanno chiedendo mutui. Così il cliente investirà veramente (e non giocherà, come si fa in borsa), assumerà il rischio dell’investimento (e non l’alea del gioco), perderà la “liquidità” (che invece è assicurata a chi gioca in borsa), ossia di trasformare in moneta in qualsiasi momento gli “strumenti finanziari” e farà concorrenza alle banche. Infatti, non si capisce per quale ragione se in un piccolo comune… Leggi tutto »

vic
vic
29 Settembre 2009 3:52

Purtroppo non solo gli economisti ma pure i manager, che in realta’ sono dei mercenari economici, e i giocatori di Wall Street hanno il cervello che ripete ad nauseam il mantra “cresci cresci”.
Quelli che credono sul serio alla non crescita, cioe’ ad un vivere semplice e sostenibile, sono fuori dagli ambienti che contano (anche ora quelli si stan contando i fantastiliardi loro regalati dalla massa naif).

Tira un’aria da pre-pre-rivoluzione negli USA, mi sa. Il crollo di Berlino, tutti fan finta di dimenticarselo, venne gestito in modo molto saggio (inconsueto da quelle parti), dall’allora governo della Germania Est post-Honegger in accordo ovviamente con Mosca.
Conoscendo gli USA, che come ammiccava Churchill, “fanno sempre la cosa giusta dopo aver fatto tutte quelle sbagliate”, c’e’ da aspettarsi che usino al loro interno misure che ormai sono congenite nel modo di pensare del loro sistema: cioe’ repressione e militarizzazione contro i loro propri cittadini. Che sara’ come buttar benzina sul fuoco.

Vado a mangiare un ovetto di gallina e non di dinosauro
😉

Tonguessy
Tonguessy
29 Settembre 2009 4:04

Fino a quando non sarà obbligatorio l’esame Limiti di Sistema per ogni corso di laurea in economia le cose andranno avanti così, e i bocconiani funzioneranno come cani da riporto: i soldi “gettati” dal padronato in bocca ai lavoratori per sfamarli vengono prontamente presi e riportati nel caveau.
http://groups.google.it/group/approfondimenti/browse_thread/thread/e8fe43e6e031cc4b?hl=it

LucaV
LucaV
29 Settembre 2009 6:18

Non sono drogati…sono lucidissimi! Sanno quello che fanno, come sapevano cosa stavano creando 10 anni fa (Greenspan e le sue bolle). Stavano creando la più grande crisi del dopoguerra.
La Cina ha potuto fare quello che sta facendo (MA NON RISOLVE IL PROBLEMA! Lo SPOSTA IN AVANTI NEL TEMPO…andando ad aumentare il debito pubblico) perchè tiene per le palle gli Usa con i titoli di stato statunitensi.

Tonguessy
Tonguessy
29 Settembre 2009 6:34

Cosa pensi se ne faccia di quei ciclostilati? valeva una volta, quando avevano un qualche valore (Bretton Woods) ma adesso? Se ne vogliono sbarazzare tutte le banche centrali.

LonanHista
LonanHista
29 Settembre 2009 18:47

premesso che nonostante la frequentazione di comedon da parte mia sia a quando eravamo neppure un centinaio e che a parte qualche “sfuriata” alcune volte inopportuna (1)…………………………………………………… greg palast ha colto nel segno. finora l’europa ha pagato gli interessi delle cambiali americane, adesso gli americani pretendono che l’europa paghi anche le rate delle sue scadenze ….basta ad esempio la situazione in afganistan …obama è arrivato a dire che quella guerra non è solo un problema degli usa, ma DELLA NATO, come se fossero stati i paesi europei ad invadere l’afganistan…..e ALLO STESSO MODO CON CUI GLI USA PRETENDONO UN COINVOLGIMENTO TOTALE DEGLI EUROPEI IN AFGANISTAN….il negretto e i suoi tutor di wall street pretendono che l’europa SALDI IL DEBITO AMERICANO….gli americani spalleggiati da londra e quindi dalle banche inglesi(2)pretendono che i governi europei agiscano indebolendo le loro economie reali(tanto per i grandi c’è la possibilità di delocalizzare..3)e sostenendo invece il settore bancario e finanziario……..cioè in occidente le basi della finanza….londra wall street milano etc, come sedi finanziarie e l’est e l’oriente come sedi produttive…..E PAZIENZA SE ALL’OVEST SI CONSUMA MENO A CAUSA DELLA CRISI….dato che secondo uno studio giapponese, oggi nel bric(brasile russia india cina)ci sono almeno 650milioni di persone… Leggi tutto »

vic
vic
30 Settembre 2009 5:23

Le banche locali esistono gia’ e vanno alla grande.

Esistono perfino forme di moneta non statale che funzionano benissimo accanto alla moneta ufficiale. In questa moneta parallela e “privata” si ottengono prestiti ad interesse molto piu’ basso del mercato.
Cose cosi’ ovviamente non possono funzionare in stati con leggi soffocanti o dove il cittadino sembra perennemente intento nella ricerca di un grande (o piccolo) conduttore.

La generazione di mio padre e mio nonno avevano inventato un sitema di solidarieta’ per aiutare chi cadeva nell’indigenza: erano le societa’ di mutuo soccorso.
Tutti conoscevano i benefattori e i beneficiari, perche’ nei villaggi ci si conosce giocoforza. Era praticamente impossibile fare il furbo a causa del controllo sociale.

Con la modernizzazione queste forme localiste sono state soppiantate dallo stato.
Quale sia il sistema piu’ giusto e piu’ efficiente, ognuno tiri la propria conclusione.

Saluto cordiale