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BURATTINAI DI IMPERI E MONETE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

L’oro schizza oltre i 140 USD/oncia. E’ oramai ovvio che USA, Europa e Giappone (come altri) non saranno in grado di rimborsare il debito pubblico e forse nemmeno di pagarne gli interessi. Si prepara dunque una crisi globale monetaria, che i mercati presentono, e si buttano sull’oro.

L’unica superpotenza con grande forza monetaria e finanziaria è la Cina, che quindi potrà fornire la nuova moneta di riserva e di scambio internazionale per dare credibilità-accettazione al sistema monetario globale dopo la consumazione di quella crisi.

Preparata con decenni di false teorie macroeconomiche e deleterie politiche finanziarie in Occidente e Giappone, e di conseguente declino reddituale comparato, la suddetta crisi sarà il principale e finale strumento di sostituzione pacifica (per via monetaria anziché militare) degli USA con la Cina nella funzione di piattaforma tecno-economica della dominance sul mondo. Non nella funzione di garante della democrazia, che gli USA svolgevano nell’immaginario popolare. L’immaginario popolare oggi invoca sicurezza e stabilità, non democrazia e diritti politici.

A seguito, “China über alles” (Giulietto Chiesa, megachip.info);L’Aquila imperiale sta così trasferendosi da Washington a Pechino dopo aver risieduto a Londra, a Vienna, a Madrid, a Roma, a Persepoli, con transiti francesi e germanici.

Questo rapporto di forza e debolezza in favore della Cina e in danno dell’Occidente è stato costruito lasciando l’Occidente e il Giappone all’automatico processo dell’indebitamento progressivo e irreversibile generato dall’uso di monete-debito, ossia di un money supply interamente generato con un corrispondente indebitamento, soggetto a interesse composto, verso il sistema bancario privato; e facendo per contro adottare alla Cina una moneta sovrana, emessa senza indebitamento.

Grazie a tale moneta, il regime cinese può finanziare senza indebitarsi, a costo zero, lo sviluppo interno e l’acquisto, anzi l’incetta, all’esterno, di materie prime, terreni, impianti, industrie – ultimamente, anche quello del Pireo, in cambio del sostegno finanziario alla Grecia decotta e messa alle strette da Berlino. Inoltre ha comperato larghe quote di debiti sovrani. La moneta sovrana consente così al regime cinese il take-over dei centri di potere economico, quindi politico, su scala globale: fondazione di un nuovo impero. Comperando l’esorbitante debito pubblico USA e sterilizzandolo col metterlo a riserva, la Cina puntella, per ora, il Dollaro, quindi il sistema valutario internazionale. La Cina è stata messa in condizione di far tutto ciò dalla decisione di dotare il suo governo della sovranità monetaria e di una moneta libera da debito, diversamente dal resto del mondo (con minime eccezioni) – una decisione del cartello bancario internazionale. Il lato debole dell’economia cinese rimane lo scarso sviluppo della domanda interna – ma se i consumi interni cinesi (e/o indiani) salissero a livello occidentale, avremmo un tracollo ecologico planetario.

Anche gli USA, in passato, grazie a Bretton Woods che istituì il Dollaro come moneta di riserva mondiale, avevano comperato mezzo mondo stampando carta, e sostituendo al momento giusto (ossia quando il Dollaro divenne troppo inflazionato) la copertura in oro con quella in petrolio (divieto di vendere il petrolio contro valute diverse dal Dollaro, pena l’anatema di stato-canaglia e l’invasione militare con stragi di civili). Qualcosa di analogo, su scala minore, lo aveva fatto anche la City con il Pound, quando era questo la moneta di riserva internazionale.

Ora ospitare l’Aquila imperiale tocca alla Cina: una plurimillenaria cultura impregnata di etnicismo e doppia morale (“chi non è Han è inferiore”), storicamente esente da ideali e sensibilità democratici, liberali, umanitari, cristiani, rinascimentali, illuministi, garantisti, ecologici, bioetici, animalisti (solo ultimamente il governo ha fatto togliere il gatto dal menu dei ristoranti), in cui l’ultima grande rivoluzione ideologica prima dell’attuale capitalismo sviluppista imperiale, è stato il comunismo maoista, che ha eliminato settanta milioni di persone.

Per un mondo in competizione neodarwinista globale, in forte esplosione demografica, dove si lotta per conquistare i mercati e accaparrarsi le risorse in via di esaurimento, e i meno forti soccombono, e i più forti inviano eserciti non solo convenzionali, ma anche di contractors privati, i burattinai delle monete e degli imperi, dovendo trovare un adeguato sostituto degli USA nel ruolo di superpotenza regolatrice, non potevano fare una scelta più efficiente.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=415
3.01.2011

Pubblicato da Davide

  • totalrec

    Mi sembra ingeneroso esecrare i cinesi solo perché hanno tolto da poco i gatti dal menu dei ristoranti. In certe trattorie di Treviso, tra l’altro, sanno cucinarlo ancora benissimo.

  • illupodeicieli

    Si possono anche condividere le osservazioni: se fosse possibile mi farebbe piacere che seguissero anche delle conclusioni, delle proposte: Sempre se una persona si trova in disaccordo con il lasciare alla Cina o ad altri, la possibilità di fare ciò che preferisce. E poco importa se finora sono stati gli Usa a spadroneggiare e umiliare e sfruttare il prossimo. Penso che siamo abbastanza maturi per passare dall’elencare le cause e gli effetti a poter ipotizzare o suggerire indicazioni e soluzioni. Diversamente almeno sappiamo cosa ci toccherà subire. E’ già qualcosa.

  • ramoncastro

    Questo tuo commento vuol mettere solo in cattiva luce la Cina e la sua cultura e pare dettato da L’odio verso l’altro che sempre gli USA hanno instillato nei cittadini occidentali per poter poi abbattere il “nuovo nemico” senza rimorsi di coscienza!Il tuo articolo mi sembra vada in questa direzione…fossi in te mi preoccuperei di piu’ delle “manovre” provocatorie della Corea del Sud sul confine col Nord,”volute” e “supervisionate” da Washington!

  • luigiza

    Ora ospitare l’Aquila imperiale tocca alla Cina: una plurimillenaria cultura impregnata di etnicismo e doppia morale (“chi non è Han è inferiore”), storicamente esente da ideali e sensibilità democratici, liberali, umanitari, cristiani, rinascimentali, illuministi, garantisti, ecologici, bioetici, animalisti (solo ultimamente il governo ha fatto togliere il gatto dal menu dei ristoranti), in cui l’ultima grande rivoluzione ideologica prima dell’attuale capitalismo sviluppista imperiale, è stato il comunismo maoista, che ha eliminato settanta milioni di persone….

    Già si rimpiange lo sporco yankee? Lo si rimpiangerà, oh se lo si rimpiangerà. Nell’estremop oriente l’individuo e la sua vita contano niente!

  • Nemesi

    Caro genio incompreso, tu consideri inferiore o arretrato chi mangia carne di gatto!?
    Immagina cosa pensano di noi i musulmani, dato che mangiamo carne di maiale!(Che per loro è immonda)
    Pensa a come ci considerano gli indù, dato che noi mangiamo carne di bovino!! (animale a loro sacro).
    Mia nipote ha adottato un coniglietto, ed è un animale affettuosissimo.
    Mia nonna mi raccontava che quando era bambina a casa sua si allevavano i maiali che scorrazzavano liberi, lei mi racconta che i maialini sono molto più domestici dei stessi cani!
    La verità è che gli arretrati culturalmente potremo essere proprio noi!
    Dato che i cinesi in campo alimentare non hanno nessun assurdo tabù!
    Non solo ma la cultura cinese è nata almeno duemila anni prima di quella Italiana, quando da noi abitavano ancora sulle palafitte in Cina esisteva già una elaborata ed evoluta società.
    Quando Roma era ancora composta da quattro capanne la Cina aveva espresso personalità come Confucio, produceva splendide ceramiche e aveva già costruito centinaia di chilometri di muraglia.
    In quanto all’oro per quanto il tuo ragionamento possa apparire logico, in realtà tutto l’oro del mondo non basterebbe a tesaurizzare e sostituire neanche una moneta come il Real Brasiliano, o la Peseta messicana, per il semplice fatto che l’oro è scarso e insufficiente e non rappresenta o potrebbe rappresentare ciò che è stato nell’antichità.
    La stessa convertibilità aurea della moneta era in realtà un imbroglio, dato che già negli anni trenta non c’era abbastanza oro per convertire neanche la massa circolante.
    In quanto alla Cina si parla di essa come si parlava dl Giappone negli anni ottanta, solo povere menti possono considerare inarrestabile la corsa della Cina, che per la verità appare ancora come uno stato largamente arretrato.

  • mircea79_MI

    Ma cosa va farfugliando costui? La Cina sta accumulando debito altrui perchè a differenza di stati uniti ed europa controlla le banche, non si fa comandare da una manciata di avide famiglie di schiavisti rifatti a lucido. Non sarà faciel per i burattinai gestire quest’osso duro perchè manca loro la prorpietà diretta del potere bancario.
    Certo è vero che il razzismo in Cina è parte integrante della cultura dalla metà del 1400, e che se non sei HAN sei inferiore. Ma non mi risulta che i cosiddetti ideali cristiani e/o illuministi tanto millantati da costui abbiano impedito lo sterminio di decine di milioni di essere umani dalle americhe all’india passando per la stessa europa. Per non parlare poi dell’ignobile traffico di schiavi dall’Africa alle americhe promosso ed organizzato con la corruzione dei sovrani europei e le immani sofferenze dei negri, dai GIUDEI residenti in Olanda, negli Stati Uniti ed in Brasile sulla base di espliciti comandamenti del Talmud che fanno dei non giudei animali parlanti e bestie sataniche. Sull’ultima rivoluzione avvenuta in Cina vorrei far notare che era di squisita origine europea, e per la precisione illuminista garantista ecologica ecc. ecc. Il comunismo in Cina non è stato diverso nella sua ferocia rispetto a quello europeo, ma almeno a salvaguardato il concetto di sovranità nazionale.

  • vainart

    Non so quali trattorie di Treviso tu frequenti ma posso assicurarti, visto che vivo in zona, che gatti qui non se ne mangiano. Erano i vicentini semmai che in tempo di guerra, per la disperazione, mangiavano i gatti. Da qui: vicentini magna gatti. In alcune zone della Cina (Yunnan) in compenso mangiano tranquillamente cani e gatti che li trovi squoiati al mercato con ancora la testa per far vedere che di cane/gatto si tratta (visto coi miei occhi).
    Per carità, pure i francesi mangiano le rane o in indonesia o amazzonia si mangiano le tarantole, paese che vai…
    Resta il fatto che la Cina è un mondo sicuramente molto diverso dal nostro. Per quanto mi stiano sulle palle gli americani posso assicurarti che mi sono sentito molto più a mio agio negli Stati Uniti che in Cina…
    Con affetto un mestrino vegetariano.

  • vainart

    Il troppo odio per un nemico può renderci ciechi nel vedere le neffandezze dell’avversario.

  • vainart

    Magari l’oro fosse a 140 $ l’oncia, ne farei il pieno… 🙂

  • oldhunter

    Gia! Perchè in Occidente e, in particolare, in America l’individuo conta tanto! Ci sarebbe da domandare se è vero, per esempio (uno a caso tra gli infiniti possibili), a quelle 3500 persone morte in un certo autoattentato il 9/11…

  • Tao

    CHINA UBER ALLES

    DI GIULIETTO CHIESA
    megachip.info

    Molta è, in Occidente, la retorica sull’ascesa della Cina nel consesso mondiale. Ce ne siamo accorti tardi, noi, in Italia. Fino a una quindicina di anni fa quasi nessun media italiano aveva un corrispondente a Pechino. Adesso ne parliamo di più, anche perché sarebbe impossibile non farlo. Eppure continuiamo, tetragoni a ogni barlume di ragione, a privilegiare le relazioni e le valutazioni che passano sopra l’Atlantico, come se il baricentro del mondo fosse ancora in questo nostro emisfero.

    Cioè non vediamo ancora quasi niente di ciò che sta in realtà accadendo. In questo, mi pare, europei, russi e americani fanno combriccola, discutendo dei destini del mondo tra di loro, come se dipendessero ancora, essenzialmente, da loro.

    Intendiamoci, in parte è ancora così e così continuerà ad essere per un certo periodo di tempo. Solo che questo periodo si va accorciando velocemente. Leggo analisi di commentatori politici europei, americani e russi, che sognano di “alleanze strategiche” interatlantiche, da Vancouver a Vladivostok, e penso alla inesorabile limitatezza di queste ritardatarie (e perfino pericolose) speranze. Penso che, se non si capisce la Cina nella sua realtà, tutti i calcoli risulteranno sbagliati e, alla fine, l’Occidente si troverà più debole di quanto ancora potrebbe essere.

    Dunque occorre capire fino in fondo, in primo luogo , cosa significa il fatto che la Cina si delinea come il vero colosso mondiale del XXI secolo.

    Che non è già più e non potrà essere, un nuovo “secolo americano”.

    I dirigenti cinesi sono stati, e restano, prudenti in merito. Tendono a evitare frasi clamorose, proclami; evitano l’enfasi con studiata ritrosia. Ma sanno ormai di essere decisivi in quasi tutti i campi che influiscono sugli equilibri mondiali. E hanno già dimostrato di sapere prendere decisioni anche da soli, senza aspettare il consenso dell’ex impero americano. Sono gli unici a poterlo fare e già lo fanno.

    Ci troviamo nel momento sottile e delicato di una transizione, in cui la Cina – che è avvinghiata al destino americano (e lo sa) – sta cambiando pelle e colore e sta mutando da partner subordinato a partner dominante.

    La leadership cinese sa anche un’altra cosa, decisiva per il proprio (e il nostro) futuro: che sarà molto difficile, molto improbabile, che i gruppi dirigenti americani ed europei accettino un tale passaggio di consegne senza tentare d’impedirlo. Tutto induce a pensare che non solo le élites occidentali sono mille miglia lontane da questo realismo, ma che lo sia anche il popolo americano nel suo insieme e tutto il “miliardo d’oro” di cui noi siamo parte.

    Dunque non è azzardato attendersi scintille nei prossimi decenni (nei prossimi due decenni, che saranno decisivi). Nel famoso documento del PNAC (Project for the New American Century), che fu scritto alla fine degli anni ’90, i neo-con, che presero il potere negli Stati Uniti nell’anno 2000, avevano delineato uno scenario in cui, nel 2017, la Cina sarebbe divenuta “la principale minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”.

    Se, per “minaccia” intendevano dire che la Cina avrebbe scelto la propria strada senza chiedere il permesso a nessuno, e, nel 2017, sarebbe stata nella condizione di fare rispettare le sue scelte, possiamo dire che i neo-con si sbagliarono per difetto: ci siamo già.

    Ed è ora assai scomodo, per gli Stati Uniti, sentirsi minacciati da qualche cosa che è, appunto, avvinghiato a loro, così come loro sono avvinghiati ad esso in un intrico inestricabile, che potrebbe diventare drammatico. Perché, come “fermare” la Cina visto che fermarla equivarrebbe a subire una violenta frenata e imprevedibili contraccolpi? E come “non fermarla”, visto che non fermarla equivale ad arrendersi?

    Qui l’analisi razionale, politically correct, s’interrompe per forza di cose. Ricordate l’aneddoto dello scorpione che chiede alla rana di traghettarlo dall’altra parte del fiume in piena? La rana chiede garanzie: “Non mi pungerai?” Lo scorpione risponde: “Come potrei essere così sciocco? Pungendoti morirei anch’io”. La rana accetta e mal gliene incoglie, perché nel mezzo della corrente lo scorpione la pungerà. Prima di morire troverà appena il tempo di gridare: “Ma perché lo hai fatto?”. E lo scorpione, affogando anche lui, le risponde:”Scusami, ma non ho saputo resistere”. La rana cinese si aspetta il morso e non traghetterà lo scorpione. Tra il 2015 e il 2018, con gli attuali tassi di crescita, la Cina supererà percentualmente gli Stati Uniti come principale importatore mondiale di petrolio. Un calcolo elementare dice che, un modo per “pungerla” (cioè , se non per fermarla, per costringerla almeno a rallentare, a venire a patti), sarà quello di rendere più difficili i già difficili per tutti approvvigionamenti energetici. Lo si può fare in molti modi. Il più semplice dei quali è di far scoppiare una o più guerre che s’incaricheranno di tagliare comunicazioni, oleodotti e gasdotti.

    Da qui la decisione, davvero strategica, del Governo cinese di varare un piano energetico di lunga durata, fino al 2050, che non è eccessivo definire “autarchico”. Se la sicurezza dipende dall’autonomia assoluta in materia energetica (ed è proprio così), Pechino sceglie senza mezzi termini la sicurezza, consapevole che la partita – Brzezinski direbbe sulla scacchiera mondiale – è per la sopravvivenza. La Cina varerà, al prossimo Congresso del Popolo, nel marzo 2011, o addirittura alla fine del 2010, affidando la decisione al Comitato Permanente di 175 membri, un piano energetico generale che punta sul carbone. La diversificazione prevede tutti i tipi di energia, con quella nucleare ai primissimi posti, ma il carbone sarà la Muraglia Cinese, poiché la Cina dispone della terza più vasta riserva di quel combustibile dopo Russia e America, e ce l’ha sul proprio territorio, non deve né trasportarla, né comprarla.

    E’ una decisione che equivale a un gigantesco tsunami, le cui onde arriveranno sulle coste di tutti i continenti. E’ una decisione globale, ma che riduce l’interdipendenza della Cina con il resto del mondo. Essa avrà ripercussioni profonde su tutti i mercati energetici mondiali, in direzioni diverse e per ora imprevedibili. Equivale, del resto, a una intensificazione, appunto strategica, della linea già assunta di fatto, in cui i quattro quinti dell’energia elettrica cinese sono prodotti da centrali a carbone, il cui numero si accresce al ritmo di una nuova centrale ogni settimana.

    Ma una tale decisione avrà effetti soprattutto sulle future sorti mondiali del clima. La Cina non è ancora il principale emettitore di gas a effetto serra, essendo per il momento sopravanzata dagli Stati Uniti, ma lo diventerà rapidamente. Quali che siano gli sforzi profusi dalle autorità cinesi, sarà difficile evitare un peggioramento della situazione climatica a livello planetario.

    Dunque si possono trarre alcune conclusioni preliminari.

    La prima, forse la più importante tra queste, è che il mondo non può più crescere nella quantità, nelle forme, nei ritmi dettati dai paesi dell’Ocse, a causa dei limiti dello sviluppo ormai evidenti, e dello stato di sovrapproduzione dell’economia mondiale nel suo complesso.

    In secondo luogo saranno proprio i paesi più industrializzati a dover affrontare il problema della contrazione della loro crescita, mentre, all’opposto, emergono nuovi giganti (non solo Cina, ma anche India e Brasile) che non possono non crescere e, soprattutto, ai quali non sarà possibile impedire di crescere (s’intende: non sarà possibile impedirglielo pacificamente).

    Detto in altri termini, stiamo assistendo a un immenso trasferimento di risorse dal nord verso il sud e verso l’est. In assenza di una nuova architettura dei rapporti mondiali, i grandi giocatori giocheranno gli uni contro gli altri. La rotta di collisione tra Cina e Occidente è già nei fatti, sotto i nostri occhi. La decisione cinese non fa che sottolinearla e rivela il retropensiero dei dirigenti di Pechino. Il mainstream occidentale sta già disegnando l’immagine del nuovo “nemico”.

    Ma è davvero il nemico? C’è di che dubitarne. Lo è, e lo sarà, solo per coloro che, in Occidente, non intendono rinunciare neppure ad una goccia del loro benessere e della supremazia della quale hanno goduto negli ultimi due secoli almeno.

    Potrebbe non esserlo per alcuni miliardi di individui che hanno poco o nulla da perdere. La Cina, per fare solo un esempio, è già il primo produttore al mondo di turbine a vento e di pannelli solari. La Cina ha avviato un programma di rimboschimento che non ha eguali sul pianeta. Ma non ce la farebbe, da sola, senza una cooperazione internazionale leale e tra eguali. Se non ce la facesse sarebbe un guaio per tutti. La leadership cinese sembra essere perfino più consapevole di molti circoli occidentali dei problemi che gli uni e gli altri dovranno affrontare. Dipingerla come il futuro nemico non servirà a niente.

    Giulietto Chiesa
    Fonte: http://www.megachip.info
    Link: http://www.megachip.info/finestre/cometa/5357-china-ueber-alles.html
    4.01.2011

  • dana74

    non soffermiamoci sulla critica all’articolo come razzista poiché dice che i cinesi mangiano gatti, come qualcuno ha sottolineato siamo tutti “colpevoli” di mangiare carne animale, non è che se mangio gatti è sbagliato se mangio vitello sono corretta, sembra razzismo “animale”. La questione dell’alimentazione animale è delicata, non si può imporre il vegetariano, lo comprendo bene, ma per chi ha fatto una scelta come quella dell’alimentazione vegetale è sbagliato nutrirsi sia con maiali che con gatti.
    Il fatto è che la Cina è vincente al gioco del capitalismo che è stato loro imposto già nell’ottocento, se da una parte son contenta che giocando allo stesso gioco diano bastonate al resto del mondo occidentale, dall’altro bisogna constatare che è magra consolazione, in quanto è il gioco stesso del capitalismo ad essere perverso che ci conduce all’autodistruzione sociale e dell’ecosistema, è una rovina a prescindere da chiunque stia conducendo il gioco.

  • Caleb367

    E soprattutto in Occidente non oserebbero mai inventarsi bombe atomiche o chimiche per giustificare guerre, falsificare le statistiche per piazzare psicofarmaci ai propri cittadini – bambini inclusi – che causano danni cerebrali dopo l’uso costante, inventarsi epidemie inesistenti per spillargli quattrini coi vaccini… ops, è già successo tutto questo e ben altro.

  • Rolfly

    concordo

  • Rossa_primavera

    Presunto autoattentato,di certo non vi e’ ancora nulla.

  • Rossa_primavera

    Come sempre precise e puntuali le analisi di Marco Della Luna,uno
    dei pochi economisti che ha il coraggio di chiamre le cose col loro
    nome.Ad esempio e’ ora di finirla di dire che la Cina e’ un paese comunista,chiamiamolo un paese a “capitalismo sviluppista imperiale”.
    Da notare anche l’accenno al comunismo maoista che ha eliminato 70
    milioni di persone.
    Siamo dunque sicuri che quando Pechino sostituira’ Washington nella
    leadership mondiale le cose andranno meglio?Ai posteri l’ardua sentenza

  • bstrnt

    Credo che l’unico commento pertinente sia quello di Tao che ha postato per intero l’articolo Giulietto Chiesa.
    Credo sia il caso di farsi una minima cultura in geopolitica onde evitare di giudicare tutto e tutti con l’arroganza e la supponenza occidentale (USA in testa).
    Il Regno di Mezzo ha una civiltà di oltre 4000 anni e da questa civiltà l’occidente ha attinto a piene mani, ora la Cina è in grado di contrapporsi all’occidente tutto sia economicamente che tecnologicamente e pur senza l’arroganza che da sempre contraddistingue gli USA, in alcune sue decisioni è irremovibile, anche sfidando gli USA stessi.
    Giusto, inoltre, il ragionamento di Chiesa sulle risorse energetiche e la loro fruibilità senza impatto climatico devastante, che si fa?
    Non credo si possa chiedere a un cinese, a un indiano o a un brasiliano di fermare i loro consumi e le loro attività industriali, ameno noi occidentali che pro capite impattiamo nell’ambiente una decina di volte più che loro.
    Inoltre, un possibile asse Mosca – Pechino poi, sarebbe per gli USA un autentico incubo soprattutto in campo militare visto che come esercito di terra non valgono molto, e in questo modo anche la supremazia dell’aviazione e della marina non sarebbe più un deterrente.

  • Rossa_primavera

    Giulietto Chiesa ha perfettamente ragione:la Cina sara’ una delle due
    locomotive che trainera’ l’Europa e il mondo intero fuori dalla crisi e
    sara’ nostro interesse avere con lei buone relazioni.
    Soprattutto tenendo conto del fatto che crescendo fortemente di anno
    in anno il pil cinese,aumenta inevitabilmente anche la domanda interna
    di beni e servizi da parte dei suoi abitanti,spalancando cosi’ le porte
    a nuove possibilita’ di esportazione per tutte le aziende europee.Valga
    come esempio quello dei produttori di vino italiani che pian piano
    stanno mollando il mercato americano in evidente contrazione per la crisi finanziaria,per gettarsi a capofitto verso quello cinese le cui prospettive per i prossimi anni sono davvero allettanti visto che si stima
    in Cina ci siano circa duecento milioni di ricchi attualmente,il target ideale per vini tipo Brunello di Montalcino ed Amarone,tra i top five
    mondiali nei vini rossi.

  • Nemesi

    Una cosa di cui molti non si sono resi conto è che il sistema imperiale modello XIX e XX secolo appaiono superati.
    Attualmente le guerre si fanno solo in ambito locale e in modo molto “controllato”, gli americani prima di invadere il l’Afghanistan hanno dovuto chiedere il “benestare” di Russia, Cina, India, Pakistan e Iran.
    Ovviamente la cosa non è proprio così semplice, in quanto di sicuro la Russia ha avuto l’OK a mettere le mani su qualche stato ex URSS “sfuggito”, l’India ha avuto rassicurazioni sul Kashmire, la Cina avrà chiesto che l’Occidente non gli metta i bastoni fra le ruote.
    La partita più delicata si è giocata sicuramente con l’Iran e il Pakistan, di sicuro il primo ha avuto garanzie sul suo piano nucleare e il secondo cospicui aiuti economici.
    I Russi hanno fatto da garanti per gli Iraniani dato che le centrali le stanno costruendo loro.
    Attualmente sta nascendo un binomio Russia-Cina e L’India vuole correre da solo, il Brasile non starà a guardare.
    Oggi gli USA non possono fare la guerra proprio a nessuno, in tempi diversi dopo le provocazioni della Corea del Nord degli ultimi mesi, avrebbe già attaccato, evidentemente sia la Cina che gli USA hanno altri interessi da perseguire.
    Quindi a conti fatti e aldilà della potente lobby Israeliana, le cose li USA le fanno in modo concertato e guardando ai loro interessi.
    Molti si appiattiscono in una stupida e sterile diatriba contro la lobby Israeliana (che è molto potente, ma che può contare solo su 4 milioni scarsi di votanti) si dimenticano che sono le lobby WASP a detenere il potere negli USA.
    E’ vero che gli USA stanno perdendo la loro supremazia, ma è anche vero che la partita i Cinesi la devono ancora vincere, essere uno stato sovrappopolato ha sicuramente la sua influenza, ma è nel contempo un grosso fardello.
    Il governo cinese dovrà dare assistenza socio-sanitario, riconoscere i sindacati indipendenti, fare i conti con il desiderio di libertà, tener conto delle colossali disuguaglianze sociali che sta alimentando e non ultimo dello spaventoso disastro ambientale che sta generando.
    Il drago celeste potrebbe svegliarsi e scopriere di essere una tigre di carta.

  • oldhunter

    Oltre quanto già sappiamo – ovvero migliaia di documenti, articoli, foto, ricostruzioni, pareri di esperti, testimonianze – per dichiararlo definitivamente un autoattentato cosa pretenderesti? Una dichiarazione di colpevolezza di Bush?