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BERLUSCONI: IL PIANO SEGRETO PER RENZI PREMIER

DI TOMMASO CERNO E MARCO DAMILANO
espresso.repubblica.it

Il documento circolava ieri riservatamente nell’aula di Palazzo Madama mentre i senatori si apprestavano a votare per l’arresto di Luigi Lusi. Appena arrivato da Milano, top secret, affidato soltanto a un ristrettissimo gruppo di notabili berlusconiani. Nessun file, solo carta, come ai bei vecchi tempi. Otto pagine dattiloscritte più la copertina, titolo “La Rosa Tricolore”, sottotitolo “Un Progetto per Vincere le elezioni politiche 2013”. E il simbolo, una rosa stilizzata con i petali rossi, bianchi e verdi su tutte le pagine.
Dopo giorni di indiscrezioni sempre smentite, ecco per la prima volta messo nero su bianco il piano di Silvio Berlusconi per superare indenne il disastro del Pdl, dato in picchiata nei sondaggi, e provare a vincere alle prossime elezioni, tra un anno o nel 2012 «nel caso di voto anticipato», si legge nel documento, nell’eventualità più che mai attuale che il governo Monti venga fatto cadere.

Un piano in tre mosse. Primo, azzerare l’attuale Pdl, considerato in blocco «non riformabile» insieme a tutti i suoi dirigenti (con un singolare eccezione: Denis Verdini).

Secondo, costruire un network di liste di genere (donne, giovani, imprenditori) tutte precedute dal logo “Forza”.

E, infine, l’idea più clamorosa: candidare un premier a sorpresa, pescato come nel calcio mercato dalla squadra avversaria: non Luca Cordero di Montezemolo né Corrado Passera né tantomeno il povero Angelino Alfano. Ma il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, oggi candidato in pectore alle primarie del Pd.

Il presupposto dell’operazione Rosa Tricolore è la catastrofe dell’attuale centrodestra e del partito azzurro. «Il Pdl», si legge, «appare non riformabile e i suoi dirigenti hanno un tale attaccamento alla proprio posto di privilegio da considerare come fondamentale la sopravvivenza solo di se stessi. Miracolati irriconoscenti appiccicati sulle spalle di Berlusconi». Il rischio è che la sconfitta del Pdl trascini con sé anche «la fine politica» del Cavaliere. E non solo: «La sconfitta toglierebbe a Berlusconi la sola protezione contro chi lo vuole morto finanziariamente, giudizialmente e fisicamente».

Insomma, i capi del Pdl, pur di non soccombere, condannerebbero al patibolo il loro creatore Silvio. Con alcune eccezioni. Più di tutti, Denis Verdini, «che ha dimostrato capacità di lavoro e di risultato organizzativo ed operativo», ma anche il coordinatore lombardo Mario Mantovani. Soluzione radicale: «la sola svolta possibile sarebbe le loro dimissioni dai ruoli di partito, la loro scomparsa dai giornali e dal video e la loro non ricandidatura», eccezion fatta per chi ha un solo mandato. Insomma, si salva Maria Rosaria Rossi.

E a casa, e pure senza telecamere, i «professionisti della politica»: La Russa, Gasparri, Frattini, Quagliariello, Cicchitto, Matteoli, Brunetta, Sacconi… E naturalmente il segretario Alfano, «che aveva la possibilità di dimostrare la sua leadership e invece non ha fatto nulla dimostrando di far parte a pieno titolo della vecchia classe dirigente che i cittadini chiedono che venga sostituita con facce nuove giovani e non».

Un progetto di rottamazione? Molto di più: il Piano di Rinascita Berlusconiana si richiama esplicitamente a Beppe Grillo. Un movimento leggero, solo nazionale, senza apparati regionali, costi bassissimi, senza finanziamento pubblico e, svolta epocale per Sua Emittenza, con la Rete al posto della tv.

Un network che mette insieme lo spirito vincente di Forza Italia ’94 e la lezione di 5 Stelle. Organizzazioni di genere: «Forza Donne. Forza Imprenditori. Forza Giovani». E poi studenti, pensionati, pubblici dipendenti. Tutti raggruppati in un movimento nazionale, le cui ipotesi di nome sono Forza Silvio oppure Forza Italiani.

Una lista del genere, si calcola, potrebbe valere con quel che resta del Pdl il 28-30 per cento dei voti. Cui andrebbero aggiunti i consensi raccolti dal bouquet di liste fiancheggiatrici già pronto. Si va dalla Destra di Storace alla lista Sgarbi (“Rivoluzione”) ai pensionati alle new entries.

La lista Santanchè, gli animalisti della Brambilla, una fantomatica nuova Alleanza democratica con gli ex dc, una Lista Sud e una Lista Nord («se salta l’accordo con la Lega») e la nuova di zecca Siamo Italia affidata all’ex supercommissario Guido Bertolaso. Tutte insieme le liste pro-Silvio potrebbero toccare tra il 37 e il 42 per cento. Competitive con Grillo, che scenderebbe al 12 per cento. E soprattutto con il Pd e con il centrosinistra oggi dato per vincente.

Contando anche su qualche quinta colonna nel campo avversario: per esempio il comunista Marco Rizzo. Per togliere voti alla coalizione di Bersani «potrebbe essere di interesse sostenere la presenza del gruppo di Marco Rizzo affinché si presenti alle elezioni politiche». Quando si dice la doppiezza: Berlusconi anti-comunista nelle piazze, sponsor di Rizzo nelle stanze dei patti elettorali.

Ma la sorpresa più grande il Piano B. la riserva quando si arriva a parlare di chi potrebbe essere il prossimo candidato premier. «Fermo restando che nessuno potrebbe svolgere questo compito meglio di Berlusconi, questo vale solo se lui sente il grande fuoco dentro di sempre».

Se invece il fuoco del Cavaliere fosse intiepidito, sarebbe meglio pensare a un nome nuovo. Alfano? «Non crea trascinamento e emozioni». Montezemolo? «Troppo elitario e tentennante». Passera? «Privo di carisma e di capacità decisionali forti. La permanenza nel governo Monti non lo aiuta».

E allora la sola cosa da fare, «folle, geniale», è schierare il campione del campo avverso: «Il solo giovane uomo che ci fa vincere: Matteo Renzi». Il sindaco di Firenze? Ma non è del Pd? Certo. Ma chi ha scritto il documento ricorda con lucidità che il rottamatore è inviso ai dirigenti del partito e alla Cgil, mentre è apprezzato dagli elettori del centrodestra. «Se Berlusconi glielo chiedesse pubblicamente non accetterebbe. Sarebbe un errore fare una richiesta pubblica da parte del leader», che pure conosce e stima Renzi, annota il testo, ricordando gli incontri di Arcore tra il sindaco e il Cavaliere.

«Bisogna che Renzi si candidi da solo con la sua lista Renzi e che apra a tutti coloro che condivideranno il suo programma (ovviamente preventivamente concordato). A quel punto la nuova coalizione di centrodestra si confronterà con lui e deciderà di sostenerlo per unità di vedute e di programmi». Lista Renzi e Forza Silvio insieme. E le primarie annunciate del Pd, dove Renzi dovrebbe sfidare Bersani? Non si faranno mai, scommettono gli autori del documento, che si ritengono ben informati.

Il programma. I punti forti sono da berlusconismo d’antan. Via le tasse dalla prima casa, via le intercettazioni e carcere preventivo, via i limiti troppo stretti per l’uso dei contanti. E poi abolizione di Equitalia, un «grande condono» e presidenzialismo. Ma la rivoluzione sarà nella forma: un programma già composto di disegni di legge da approvare senza emendamenti entro cento giorni per le leggi ordinarie e dodici mesi per le leggi costituzionali.

E poi, sembra una notazione frettolosa, c’è da eleggere il Presidente della Repubblica. Il candidato non è specificato, ma si può immaginare chi sia. Un piano così minuzioso non poteva dimenticare la colonna sonora, i gadget e le parole d’ordine. L’inno «sarà quello di Forza Italia adeguato al nuovo nome». E c’è già l’indirizzo web: rosatricolore.it che si aggiunge ai già esistenti forzasilvio.it e forzaitalia.it

Fantapolitica? Se lo chiedono alla fine anche gli estensori del Piano. E ci sarebbe da pensarlo se non fosse per altri indizi che portano direttamente nel cuore di Arcore e di Palazzo Grazioli. A registrare il domino web di Rosa Tricolore il 23 aprile scorso è stato Diego Volpe Pasini, da ormai quasi due anni fra i più intimi consiglieri dell’ex premier.

Imprenditore dalle alterne fortune, cinquantuno anni, romano di nascita ma friulano di adozione, tra i fondatori di Forza Italia nel 1994, animatore della lista Sgarbi, dopo anni burrascosi è rientrato nell’inner circle di Berlusconi forte degli antichi rapporti con il senatore Marcello Dell’Utri, mai interrotti nel corso degli anni, e di una più recente amicizia con il coordinatore Verdini.

E’ lui il probabile estensore del Piano, partorito all’interno della fondazione che è stata incaricata da Berlusconi di rinnovare il Pdl. Da mesi lavorava in silenzio, questo è il primo risultato. Che dimostra come per tornare a vincere bisogna ripartire dagli amici di sempre, quelli che fondarono Forza Italia. Dell’Utri e il suo sodale della P3 Verdini, per esempio. Il futuro ha un cuore antico: anche per Berlusconi.

Tommaso Cerno e Marco Damilano
Fonte: http://espresso.repubblica.it
Link: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi-il-piano-segreto-per-renzi-premier/2184940
21.06.2012

Pubblicato da Davide

13 Commenti

  1. ma programmi de che? Non servite a nulla, o meglio pure come camerieri ormai siete stati licenziati, con la superBCE le istituzioni dei singoli stati nazione è meglio che chiudano. Non rimane che buttarsi nel solito trasformismo di facciata eh?
    Adesso tirano fuori la rosa, tricolore come il logo del PD ma tutti a servizio delle stelle e strisce.Che incubo.
    Tutti insieme appassionatamente per le poltrone della casta, questo è l’unico programma.
    Da forza italia a Pdl da un lato. Da PCI a DS (occhetto) a PDS a PD con i satelliti delle liste della “società civile” per il PD.
    Il solito trasformismo

  2. Leggo con interesse il racconto de L’Espresso sul “documento segreto ( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi-il-piano-segreto-per-renzi-premier/2184940//0 ) ” che dovrebbe delineare le strategie berlusconiane per le prossime elezioni.

    Si è già capito che il cavallo di battaglia sarà il sentimento “anti-euro” ( http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/06/berlusconi-news-fuori-dalleuro-stamperemo-noi-moneta-ma-la-pazza-idea-era-una-battuta.html ) , che per le casalinghe di Voghera (suo elettorato di riferimento) è da tempo il responsabile di tutti i mali. Berlusconi farà una delle sue promesse ( http://crisis.blogosfere.it/2010/03/berlusconi-promette-la-cura-del-cancro-volendo-potrebbe.html ) da quoziente intellettivo under 70: “Il caffé tornerà magicamente a costare 600 lire come prima!”, qualche incorreggibile Forrest Gump ci crederà e assicurerà un po’ di voti. Non abbastanza, però: e qui arriva la mossa numero due.

    Premesso che non credo che Renzi farà il voltagabbana, non certo per coerenza dell’individuo (è già abbastanza di destra così com’è), ma per non sputtanarsi definitivamente, mi preoccupa invece lo spostamento di attenzione dalla TV alla Rete.

    Dice il documento, come riportato dal periodico:
    “Un movimento leggero, solo nazionale, senza apparati regionali, costi bassissimi, senza finanziamento pubblico e, svolta epocale per Sua Emittenza, con la Rete al posto della tv.”

    Visto che un qualsiasi partito di Silvio non ha certo bisogno di risparmiare soldini per mantenersi, è facile immaginare che una montagna di milioni sarà dirottata dall’apparato verso il Web. Conoscendo i metodi da persuasore occulto che il soggetto pratica (con successo, purtroppo) da almeno trent’anni, e considerando che avrà già imparato a memoria ogni sillaba abbia mai scritto o pronunciato Casaleggio, riuscite da voi a capire cosa succederà: l’arruolamento in massa di centinaia di precari “influencer” che appesteranno la Rete intera, con lo scopo di dirottare i naviganti verso le decine di siti, Twitter ( http://tweetblog.blogosfere.it/2012/04/silvio-berlusconi-rilancia-il-pdl-su-twitter-si-ironizza-con-pdlnewname.html ) , Facebook, blog inaugurati dal nuovo corso internettiano del Cavaliere. Siti realizzati peraltro col consueto stile: illeggibili, pieni di flash, incompatibili con la metà dei sistemi operativi in circolazione, costosi come un film hollywoodiano; social network con linguaggio da terza elementare Publitalia anni ’80, che verranno poi perculati per mesi su tutti i blog d’Italia.

    Occorrerà attrezzarsi per parare il colpo, alzare i muri anti troll prima di venire affogati dall’idiozia dilagante, ignorando al contempo i pensosi editoriali che ci infliggeranno il Corriere e Repubblica per analizzare politicamente ogni cretinissimo twit scritto dal precario di turno al desk di Silvio.

    Una prospettiva sconfortante. Per fortuna ci viene in soccorso il più acerrimo avversario del Cavaliere, ovvero l’eroico PD. Che attraverso un’illustre esponente, Rosy Bindi ( http://www.beppegrillo.it/2012/06/la_fata_trucchina_e_internet/index.html ) , rassicura più o meno così: “La scena è dominata dal conflitto di interessi di un imprenditore di Internet, Casaleggio, che controllando la rete prende i voti. Dunque è urgente fare qualcosa per rimettere sotto controllo la rete e garantire il pluralismo dell’informazione online.”

    Ci sentiremo molto più sereni, col pericoloso persuasore reso inoffensivo e la Rete finalmente sotto stretto controllo.

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2012/06/elezioni-2013-la-rete-ai-tempi-di-berlusconi.html
    21.06.2012

  3. Tra un anno potremmo trovarci con Berlusconi al Quirinale e Matteo Renzi a Palazzo Chigi. A dirlo così sembra che ci voglia non una ma una serie di rivoluzioni per arrivare a una soluzione del genere, ma secondo il dossier “Rosa tricolore (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi-il-piano-segreto-per-renzi-premier/2184940//0) – un piano per vincere le elezioni politiche 2013″ potrebbe essere tutto molto facile: basta azzerare che il Cav azzeri il Pdl, appoggi una lista civica scissionista di Renzi, saboti il PD aiutando la sinistra radicale a presentarsi in molteplici schieramenti, e il resto verrà da sé.

    È questo il contenuto delle otto pagine scansionate (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/La-Rosa-tricolore-il-progetto-originale/2184931) e pubblicate da L’Espresso. Sarebbero state commissionate da Berlusconi ai suoi fedelissimi Verdini, Dell’Utri (non a caso gli unici big del partito che verrebbero salvati dall’azzeramento) e al nuovo spin doctor Volpe Pasini. Ma a leggerlo, il documento è pieno di ingenuità e superficialità che sembrano inconcepibili per analisti politici vagamente professionali. Eppure, visto l’amore di Berlusconi per gli adulatori, proprio per questo potrebbe essere autentico. È irresistibile vedere lodata a più riprese la “genialità” del Cavaliere che si esplicherebbe nel rubare Renzi al centrosinistra, mentre i temi “grillini” vengono cooptati nel centrodestra arrivando a dire che Berlusconi e Grillo sono due facce della stessa medaglia. Così come involontariamente comica la punizione pensata per i “professionisti della politica” pidiellini, condannati a stare lontani dalle telecamere. E il programma elettorale? Al primo posto il taglio delle tasse, ma subito dopo intercettazioni e condono tombale.

    Insomma, nonostante tutto è difficile pensare che un piano del genere possa incontrare l’appoggio degli elettori, sia di centrodestra che di centrosinistra. E allora potrebbe anche trattarsi di un modo (l’ennesimo) con cui Berlusconi intende scompaginare il quadro politico e il suo stesso partito. Intanto la prima reazione arrivata è quella di Matteo Renzi, che però invece di prendersela con il dossier e chi l’ha fatto, attacca L’Espresso (https://twitter.com/matteorenzi/status/215797874225717248) dando per scontato che il documento sia falso: “Espresso e dossier ridicoli: non è la prima volta, non sarà l’ultima. Se candidato, ne aspetto uno alla settimana.”

    Non è la prima volta però che un politico cerca di prepararsi la strada al Quirinale con un piano di battaglia. Lo fece anche Massimo D’Alema (http://www.polisblog.it/categoria/massimo-dalema) nel 1997, con un documento pubblicato nel 2009 (http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/05/staff_boccio_Alema_per_Palazzo_co_8_090605014.shtml( nel libro “Il fantasma del leader” di Alessandra Sardoni. I due spin doctor di D’Alema, Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino, tracciarono un quadro (in verità ben più accurato della Rosa tricolore) della situazione italiana e una road map per rendere possibile l’elezione dell’allora segretario DS al Colle nel 1999, contando su un biennio di stabilità politica. Come sappiamo, le previsioni si rivelarono clamorosamente sbagliate e l’anno dopo D’Alema si ritrovò a Palazzo Chigi al posto di Prodi.

    Guido Del Duca
    Fonte: http://www.polisblog.it
    Link: http://www.polisblog.it/post/15575/la-rosa-tricolore-silvio-al-quirinale-e-renzi-premier-ma-sara-vero
    21.06.2012

  4. Nausea. Disgusto. Orrore. Vomito. Ormai questo è quello che suscita la scena politica italiana. Dateci il Duce, Mao … chiunque faccia sparire questa melma decomposta cazzzzzz !!!!

  5. diavolo! …… ma chi sta pregando?
    e beh! …. dopo l’evoluzione pci————–> o rè
    moh!

  6. Tutto e’ possibile in Italia. Staremo a vedere se vinceranno le massaie berlusconiane o i giovani grillini.

  7. Ho letto superficialmente e non rileggo, sono distaccata: prendo atto, e senza sorpresa, che nel suo programma pare non si accenni a ripristinare la recente eta’ pensionabile, ne’ a buttare alle ortiche la nuova riforma del lavoro….infatti ai lavoratori non si rivolge, e quindi nemmeno ai futuri pensionati ( per forza, moriranno prima del traguardo ), ma di certo considera gli attuali proprio dei fessacchiotti……
    Ma mai preso sul serio questo ipocrita, para……, figlio di buona donna…….
    Stendo un velo pietoso sulla faccenda……..e investo la mia lira su qualcun altro.

  8. Parlo dall’interno: non solo il PdL è defunto, ma lo sono tutti gli altri che non so gran che migliori… Il problema è un profondo ripensamento di ciò che è democrazia e se davvero esista un “popolo sovrano” e “dove esso stia” e nel caso come possa e debba manifestarsi… io penso al movimento del popolo sovrano che occupa le piazze… Ho visto in Londra un embrione… Mah!

  9. Già che la fonte è l’Espresso significa che è una cavolata per definizione.

    Si tratta di una notizia che serve solo ad avvelenare i pozzi all’interno del PdL e a ulteriormente infangare Berlusconi.

  10. Piano segreto. Segretissimo. E poi è stato pubblicato sui giornali. L’espresso poi…….Ma mi faccia il piacere…………..

  11. un segreto….espresso…..:)

  12. Dal ciarlatano di Arcore, all’ebetino di Firenze (a forze unite) con l’inutile e deleterio Sgarbi a scimmiottare Beppe Grillo? … povera Italia!

  13. E Grillo ci guadagna…..allora: non sara’ piu’ povera Italia?