Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
Un Rescritto del Papa firmato e pubblicato il 23 agosto, sull'organo di stampa ufficiale - L'Osservatore Romano - stabilisce "l'istruzione sull’amministrazione e gestione delle attività finanziarie e della liquidità della Santa Sede e delle Istituzioni collegate con essa".
Secondo la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, emanata il 19 marzo 2022, articolo 219, paragrafo 3:
L’esecuzione delle operazioni finanziarie di cui ai §§ 1 e 2 avviene attraverso l’attività strumentale dell’Istituto per le Opere di Religione (1).
Il Rescritto specifica che tale disposizione "deve interpretarsi nel senso che l’attività di gestore patrimoniale e di depositario del patrimonio mobiliare della Santa Sede e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede compete in via esclusiva all’Istituto per le Opere di Religione" (2).
Quindi allo IOR. E ancora:
La Santa Sede e le Istituzioni collegate con la Santa Sede che siano titolari di attività finanziarie e liquidità, in qualunque forma esse siano detenute, presso Istituzioni finanziarie diverse dallo IOR devono informare lo IOR e trasferirle presso di esso appena possibile entro 30 giorni dal 1° settembre 2022 (3)
La "direttiva" del Papa è immediatamente esecutiva e in soldoni - è davvero il caso di dirlo - entro un tempo strettissimo e retroattivo ("Eventuali atti adottati in precedenza in difformità devono essere resi conformi rispetto alle presenti istruzioni" -4-) ogni tipo di liquidità della Santa Sede verrà gestita dalla Banca vaticana. Un accentramento di funzioni e, soprattutto di ricchezza, non secondario considerando cosa cio' potrebbe significare in termini finanziari. Una sorta di nazionalizzazione della finanza vaticana, che cosi' consentira' il rientro anche di capitali detenuti all'estero.
Quali saranno i risvolti politici di tutto ciò andrà seguito passo passo, man mano che altre informazioni si aggiungeranno ai comunicati ufficiali. Potrebbero forse aver avuto un peso i sentori dei molti analisti su una prossima crisi finanziaria internazionale di grandi dimensioni? Il tempo ci dirà.
Oltre al modello di governance vaticana che si sta perseguendo - su cui ci sarà modo di poter approfondire per valutare a 360° questa svolta - senza dubbio stupisce la rapidità con la quale si richiede l'esecuzione di tali operazioni: sembra una vera e propria corsa contro il tempo.
A che pro Franciscus?
Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
NOTE
(1) = https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/03/19/0189/00404.html
(2) = https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/08/23/0608/01222.html
(3) = Ibidem
(4) = Ibidem
oriundo2006 27 agosto 2022
Unificare la contabilità è una cosa, unificarne la gestione effettiva e pratica un’ altra, accentrarne la titolarità ( come mi sembrerebbe di capire ) un’altra ancora.
Serve a quantificare in modo preciso gli attivi e a denominarli in una precisa valuta, depurandoli da artifizi di bilancio e da forme consolidate di personalismi cardinalizi e vescovili.
Una sola sarebbe la valuta di riferimento od anche più concorrenti oppure servirebbe a convertirli in una moneta virtuale determinata con un paniere di valute, visto che la santa sede è un organismo internazionale con una sala cambi ( mi si disse ) pari solo a quella della banca d’ Italia.
Questo lo sottolineo per far capire che l’ immagine ideale del cattolicesimo è inesistente.
Questa mossa prelude forse alla fine dell’ Euro: forse che la prevede e la anticipa ? I tempi ristretti destano un qualche sospetto.
A questo proposito non sono assolutamente fra gli alfieri della scomparsa della moneta unica. Sono tra i critici della sua gestione, tra chi ha evidenziato gli errori e le iniquità relative del fare della politica economica generale della Eu, da gestirsi collegialmente e visibilmente, una mera ancella della gestione finanziaria della moneta ( mi esprimo in termini imprecisi ) spesso con scelte del tutto parziali prese ‘riservatamente’. Queste hanno privilegiato in modo abnorme la Germania ed anche se non viene detto, i paesi dell’est, voragini di spese parassitarie e malavitose come il Kossovo o altri.
La fine dell’ Euro è possibile, ma a questo punto l’ unica moneta internazionale sarebbe il dollaro: e ne saremmo ‘obbligati’ tanto quanto sotto l’Euro, mutatis mutandis.
Agli ingenui che pensano che l’ Italia sarebbe svincolata da problemi di offerta di moneta, rammento che il sistema internazionale non è governato da finalità filantropiche di benessere generale ma, come Macron ha sottolineato, da restrizioni geopolitiche che ci vedono concorrenti per un piatto di sempre più scarse lenticchie.
La fine della moneta unica sarebbe il modo per operare sempre da parte delle stesse elites di restrizioni amplissime sul tenore di vita dei cittadini: e sempre nel gergo dei tecnicismi di una economia che ha sostituito il ‘latinorum’ medievale.
Astronauta 27 agosto 2022
I tempi ristretti indicano che la situazione bancaria sta precipitando.
Arthur 1 settembre 2022
Fine euro? Probabile.
Di certo sostituzione delle élites occidentali.